TiSA, i dati che gli USA vorrebbero

Dopo ACTA, Washington sta guidando in gran segreto una riforma del settore dei servizi che a livello globale incorpori il concetto di libera circolazione dei dati gestiti online. Per ottenere più tecnocontrollo e meno conseguenze

Roma – Gli Stati Uniti si trovano al centro di una contrattazione inter-governativa globale finora rimasta segreta , per riformare la normativa legata al settore dei servizi al di fuori dell’Organizzazione Mondiale del Commercio. E che sembra considerare la possibilità di liberalizzare la circolazione dei dati online.

Dopa l’archiviazione dei contestati incontri per un accordo per la riforma globale della proprietà intellettuale, il segreto e criticato ACTA , gli Stati Uniti si dimostrano ancora interessati a guidare il fronte mondiale per affrontare speditamente ed efficacemente le questioni attinenti la tutela della proprietà intellettuale, la gestione dei dati online ed in generale il commercio internazionale.

Al posto di ACTA, dunque, fervono i negoziati per l’epigono Trans-Pacific Partnership agreement ( TPP ), per il Trans-Atlantic Free Trade Agreement (TAFTA) e, da ultimo, gli incontri destinati a dare vita al Trade in Services Agreement ( TiSA ): come avvenuto nel caso di ACTA, e come avviene per altri trattati di questo genere, le negoziazioni sono segrete e in questo caso sembrano essere condotte a livello globale dagli Stati Uniti. E come per ACTA nel corso dei mesi sono iniziate a filtrare indiscrezioni, soffiate e analisi .

TiSA, in particolare, ha ora ottenuto l’interesse (preoccupato) degli osservatori: le trattative sono in corso da almeno un anno ma solo negli ultimi giorni si ha avuto notizia di alcuni dei dettagli della bozza del trattato che affrontano un argomento spinoso soprattutto dopo le rivelazioni dell’ex contractor NSA Edward Snowden, quello della gestione dei dati online, per cui alcune delle aziende tecnologiche, Microsoft in testa , si sono già schierate in altre sedi e contesti.

TiSA riguarda in generale il mercato dei servizi: da quelli ICT a quelli finanziari, passando per il trasporto aereo e quello marittimo, le forniture di energia. L’impostazione generale sembra quella di liberalizzare tali fronti per favorire l’ampliamento dei mercati.

In seguito alle indiscrezioni pubblicate da Associated WhistleBlowing Press – a preoccupare è il fatto che questa logica porta, nell’ambito dei servizi online, ad approvare in gran segreto delle regole che governino la Rete , osserva EFF, a dare vita ad un sistema in cui i dati debbano circolare liberamente, mentre potrebbero invece passare sotto silenzio (e per il giudizio clemente degli States) le brecce aperte da cybercriminali o le fughe di dati degli utenti dei servizi.

Il trattato consentirebbe un più libero accesso ai dati da parte dei governi , indipendentemente dalla localizzazione fisica dei server, e la possibilità da parte delle aziende di trattare i dati degli utenti in territori dove non vi sono normative rigide a tutela dei dati stessi , a differenza del quadro europeo, che proibisce l’invio di informazioni sensibili sugli utenti fuori dai confini del Vecchio Continente e ne limita il tempo di conservazione ed i possibili utilizzi.

Per quanto la Commissione europea abbia per il momento riferito che TISA non minerà tali disposizioni, la preoccupazione e l’attenzione – come nel caso di ACTA – restano alte: le prime manifestazioni hanno già inondato le strade di Bruxelles. L’ex commissario europeo all’Agenda digitale Viviane Reding ha già affermato che la tutela della privacy dei dati è un diritto fondamentale e non certo una barriera al commercio ed ha di conseguenza tacciato TiSA di essere un mezzo attraverso cui gli Stati Uniti vorrebbero sbrogliare dall’interno la normativa europea.

Claudio Tamburrino

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  • giggo carino scrive:
    falliti
    L'ITALIA E' UNA REPUBBLICA DI FALLITII COMUNI SONO FALLITIIO HO USATO LA PEC GOVERNATIVA MOLTE VOLTE E MI SONO TROVATO BENEE' IL SOLITO BALZELLO CHE QUANDO CAMBIA UN GOVERNO SI GETTA XXXXX A CHI C'ERA PRIMA E CANCELLANO LA LEGGE.ADESSO I 16 MILIONI CHE RISPARMIERANNO ANDRANNO TUTTI DENTRO IL NASO DEI POLITICI A SUON DI BIANCA....ALTROCHE'
  • pipposempli ce scrive:
    convertirle grazie
    Io l'ho utilizzato un paio di volte. E adesso come faccio? Ci sono diversi interlocutori che adesso dovrei communicare di nuovo la nuova email?!?Ma perche'? Va bene che cec-pac faceva cahare ma almeno convertitela in PEC sarebbe cosi' costoso?!
    • Mistero scrive:
      Re: convertirle grazie
      - Scritto da: pipposempli ce
      Io l'ho utilizzato un paio di volte. E adesso
      come faccio? Ci sono diversi interlocutori che
      adesso dovrei communicare di nuovo la nuova
      email?!?
      Ma perche'? Va bene che cec-pac faceva cahare ma
      almeno convertitela in PEC sarebbe cosi'
      costoso?!NOn hai letto l'articolo? se vuoi te ne danno una gratis per un anno.
      • pipposempli ce scrive:
        Re: convertirle grazie
        Si ma non hanno specificato se e' la stessa o una nuova- Scritto da: Mistero
        - Scritto da: pipposempli ce

        Io l'ho utilizzato un paio di volte. E adesso

        come faccio? Ci sono diversi interlocutori
        che

        adesso dovrei communicare di nuovo la nuova

        email?!?

        Ma perche'? Va bene che cec-pac faceva
        cahare
        ma

        almeno convertitela in PEC sarebbe cosi'

        costoso?!

        NOn hai letto l'articolo? se vuoi te ne danno una
        gratis per un
        anno.
        • Mistero scrive:
          Re: convertirle grazie
          - Scritto da: pipposempli ce
          Si ma non hanno specificato se e' la stessa o una
          nuova
          Secondo me una nuova che non sarà più cec-pac. NOn so se mantengono il dominio
          - Scritto da: Mistero

          - Scritto da: pipposempli ce


          Io l'ho utilizzato un paio di volte. E
          adesso


          come faccio? Ci sono diversi interlocutori

          che


          adesso dovrei communicare di nuovo la nuova


          email?!?


          Ma perche'? Va bene che cec-pac faceva

          cahare

          ma


          almeno convertitela in PEC sarebbe cosi'


          costoso?!



          NOn hai letto l'articolo? se vuoi te ne danno
          una

          gratis per un

          anno.
      • silvan scrive:
        Re: convertirle grazie
        Sii... E dopo l'anno? Te la devi pagare. Ho il sospetto che ci sia anche lo zampino dei provider, ovvero i fornitori della normale PEC.
        • Mistero scrive:
          Re: convertirle grazie
          - Scritto da: silvan
          Sii... E dopo l'anno? Te la devi pagare. Ho il
          sospetto che ci sia anche lo zampino dei
          provider, ovvero i fornitori della normale
          PEC.Si, e ringrazia che te la diano gratis per un anno. Ma scusa, stanno dismettendo una cosa per risparmiare, vuoi che ne facciano un'altra gratis per te? l'alternativa costa 6 euro l'anno, sai che roba...
          • silvan scrive:
            Re: convertirle grazie
            Hanno voluto sabotarla invece di migliorarla e allargare realmente a tutta la burocrazia il sistema informatico. Invece ancora oggi vedo montagne di "pratiche" e di lettere inviate e ricevute dalle varie amministrazioni. Quando sono andato ad attivare la mia PEC il dirigente delle Poste mi ha sconsigliato di farlo, questo dice tutto sulla volontà di migliorare la burocrazia italiana.
  • Mi dimetto da falso poeta scrive:
    Brunetta
    Brunetta[img]http://www.psychologytoday.com/files/u693/hyena-laughing.jpg[/img]
  • Pane e gazzella scrive:
    Brunetta
    Brunetta[img]http://www.psychologytoday.com/files/u693/hyena-laughing.jpg[/img]
  • ... scrive:
    Brunetta
    Brunetta[img]http://www.psychologytoday.com/files/u693/hyena-laughing.jpg[/img]
  • Giuseppe Rossi scrive:
    Oltre l'aspetto tecnico
    Si potrebbe fare della facile ironia, ma la situazione è abbastanza penosa.Ci voleva il servizio televisivo di Report per smuovere qualcosa?
  • Lavoro in Camera di Commercio scrive:
    qualche piccola precisazione
    Proprio in breve, un paio di punti:1) la PEC di Brunetta ha un "difetto originale" che la rende molto pericolosa, ne hanno parlato all'inizio proprio qui e su siti simili: chi la sottoscrive si "lega" le mani a QUELLA PEC, cioè da il "potere alla PA" di usare SEMPRE quella PEC, mentre un principio generale dei rapporti tra la PA e l'utente è che quest'ultimo può decidere nelle istanze "dove" ricevere le comunicazioni riguardanti le medesime. La PEC di Brunetta "toglieva" (che io sappia) questa possibilità (tu fai un'istanza, indichi una PEC diversa, e la PA invece ti può rispondere sull'altra..) e quel che è peggio è che le persone per lo più non lo sanno...2) riguardo altri post, che dicono la questione "la PEC non ti garantisce l'avvenuta lettura". Questa garanzia NON E' NECESSARIA. Se ricevi a casa un plico cartaceo e non lo apri, sono fatti tuoi. Quando hai una PEC, soprattutto se hai un'attività, la devi "gestire" con la normale diligenza, e anche di più se sei un professionista: devi controllare la casella, chiuso. La PEC, come la raccomandata, è un mezzo a tutela, prima di tutto, di chi "invia": non avete idea dei problemi con le persone che non si fanno trovare, perdiamo più tempo e spese con il 5% di irreperibili che con il 95% che va a buon fine. Vi sembra normale che invio una raccomandata (carta intendo) alla sede legale DI UNA SRL e mi ritorna irreperibile o sconosciuto??? (che vuole dire, in sostanza, che non è stata messa sulla cassetta la targhetta con il nome della ditta: il postino quando notifica, con la sua firma non mi certifica che ha consegnato "a quella società", ma "a quell'indirizzo ed a quel nome ditta che è indicato sulla targhetta": non è necessario che sia sicuro che la ditta sia quella, lui mi assicura che è andata all'indirizzo della busta e che risulta lì il nome indicato sulla busta). Con la PEC ovviamente la questione è semplificata.Semmai, piuttosto che implementare meccanismi difficoltosi di verifica della lettura, avrebbe una sua logica mettere una regola "generale" per cui la notifica via PEC si dà per avvenuta non il giorno stesso, ma un "tot" di giorni precisi successivi all'invio, per esempio 4, così da dare un po' di tempo, come può essere giusto.3) relativamente alle PEC delle imprese, devo dire che hanno tirato fuori una normativa "surreale": non ho tempo e non è il luogo dove spiegare, ma in sostanza la PEC delle ditte diciamo che funziona, ma solo quando le aziende, in proprio, la gestiscono correttamente, cioè la denunciano, la rinnovano ecc. La normativa però è del tutto bucata ed incoerente: non sono praticamente previste sanzioni qualora una ditta non provveda a tenere "viva" la sua PEC (o a comunicarne una nuova) (solo in fase di atto costitutivo della società è obbligatorio denunciarla), qualche tempo fa ho letto lo scritto di un avvocato che giustamente ci informava che avendo inviato un atto giudiziario per PEC ad una società e la PEC era fallita (verificando, la PEC era revocata) e ci chiedeva di intervenire con la "sanzione": beh, sapete cosa possiamo fare noi? NIENTE. Unica cosa, si fa partire un procedimento d'ufficio, si verifica che la PEC non è attiva, si chiede l'intervento del Giudice del Registro e la togliamp dalla Visura: la società resta senza quella PEC e stop, ma non la possiamo obbligare a denunciarne una valida.Peggio ancora. Le informazioni legali su tutte le imprese stanno nei dati del Registro delle Imprese. Quando voi richiedete un Certificato della ditta XY, quello che è indicato lì dentro ha valore legale, cioè se dovete fare una causa all'Amministratore, l'Amministratore E' quello indicato lì, e se non lo è più, sono fatti della ditta, non dei terzi che ignorano in buona fede la questione. Tra i dati del Registro Imprese c'è anche "l'indirizzo pubblico di posta certificata", che per il principio generale che la pubblicità legale delle imprese è nel Registro Imprese, "dovrebbe" essere la PEC ufficiale di quella società. NON E' COSI' perché i nostri furbi legislatori hanno impastato una legislazione per cui il luogo ufficiale dove ricercare le PEC è il sito INI-PEC. Il quale sito INI-PEC, per inciso, mi risulta che preleva i dati dal Registro delle Imprese.. e non segnala neanche se la PEC è Inattiva o Revocata, lo vedete solo dopo la spedizione.. (noi invece in Camera abbiamo uno strumento di verifica interno con cui lo sappiamo prima). Ci sarebbe poi l'altra questione delle PEC che sono in uso a più soggetti, cosa che mi risulta consentita ma che appare illogica. Potete verificare facilmente: sul sito INI-PEC fate qualche ricerca con nomi di PEC "comuni" (non posso suggerirli per motivi di privacy ed altro), tipo nome.cognome@PEC.IT. Ho trovato PEC che risultano usate da 15-20 soggetti e più, e chissà se qualcuno non l'abbia denunciata senza averne il diritto. Tra l'altro, un altro strumento che manca è uno che permetta di sapere "a chi" è attribuita una determinata PEC, specie appunto nel caso di PEC in uso da più soggetti.Detto questo, in sé la PEC funziona. Semmai un consiglio: PEC = raccomandata. Non usate la PEC, per esempio con le PA, per inviare richieste dell'orario di uffici o qualunque altra cosa che su cartaceo avreste inviato con posta normale: vi allungate i tempi (le PEC passano tutte dal protocollo) e ci mettete in difficoltà per la risposta, non tutti gli uffici sono attrezzati per le PEC. Al limite, se volete avere una "certificazione" di quando avete inviato una richiesta di informazioni, prima si invia per posta normale, e dopo qualche giorno senza risposta si fa seguire la PEC.Buonanotte..
    • panda rossa scrive:
      Re: qualche piccola precisazione
      - Scritto da: Lavoro in Camera di Commercio
      Al limite, se volete avere una
      "certificazione" di quando avete inviato una
      richiesta di informazioni, prima si invia per
      posta normale, e dopo qualche giorno senza
      risposta si fa seguire la
      PEC.
      Buonanotte..Che cosa intendi per "posta normale" ?Voglio sperare che tu intenda e-mail, e non certo quella cosa con francobollo e ceralacca che viene consegnata manualmente dal postino, visto che il mio calendario segna il terzo millennio dopo Cristo e non piu' l'eta' della pietra.
      • CCIAA scrive:
        Re: qualche piccola precisazione
        - Scritto da: panda rossa
        Che cosa intendi per "posta normale" ?
        Voglio sperare che tu intenda e-mailovviamente.... ;-) E-mail non certificata (ed inviata da e-mail normale, meglio)
    • marcorr scrive:
      Re: qualche piccola precisazione
      Non so come funziona da voi, io ogni volta che ho risposto a richieste tramite posta ordinaria, la richiesta è stata reiterata fino a che è stata esaudita tramite raccomandata (leggasi, per me neanche hanno aperto la busta, più semplice richiedere nuovamente).In seconda istanza io continuo ad avere e rinnovare la PEC, ma da tutte le PA non ho mai ricevuto una straccio di mail, solo e sempre raccomandate cartacee. Visto che sei dall'altra parte, potrei sapere in perché ho dovuto fare una spesa (non è fuori del mondo ma c'è ed è obbligatoria) specificatamente per parlare con la PA mentre dall'altra parte non c'è un utilizzo?
      • Mistero scrive:
        Re: qualche piccola precisazione
        - Scritto da: marcorr
        Non so come funziona da voi, io ogni volta che ho
        risposto a richieste tramite posta ordinaria, la
        richiesta è stata reiterata fino a che è stata
        esaudita tramite raccomandata (leggasi, per me
        neanche hanno aperto la busta, più semplice
        richiedere
        nuovamente).
        In seconda istanza io continuo ad avere e
        rinnovare la PEC, ma da tutte le PA non ho mai
        ricevuto una straccio di mail, solo e sempre
        raccomandate cartacee. Visto che sei dall'altra
        parte, potrei sapere in perché ho dovuto fare una
        spesa (non è fuori del mondo ma c'è ed è
        obbligatoria) specificatamente per parlare con la
        PA mentre dall'altra parte non c'è un
        utilizzo?La PEC nelle PA è obbligatoria, se hanno usato altri sistemi prima chiedi spiegazioni e dopo fai esposto
        • marcorr scrive:
          Re: qualche piccola precisazione


          La PEC nelle PA è obbligatoria, se hanno usato
          altri sistemi prima chiedi spiegazioni e dopo fai
          espostoTu lo sai che sono riusciti a far passare la storia che visto che la PEC non è recepita dall'utenza della stesso valore della raccomandata, loro devono continuare a usare la raccomandata. Confermatami da due funzionari INAIL che hanno fatto perdere la mattinata a mio fratello per una variazione di parametri.Io so solo che, quando a loro interessa, fanno capire quello che vogliono a colpi di multe, quando non gli interessa o va contro i loro interessi diventa improponibile.
          • Francesco scrive:
            Re: qualche piccola precisazione
            Non rifartela con l'ente, perderesti... identifica la persona incaricata della pratica e denunciala.Vedrai poi l'ente come corre!
          • marcorr scrive:
            Re: qualche piccola precisazione
            - Scritto da: Francesco
            Non rifartela con l'ente, perderesti...
            identifica la persona incaricata della pratica e
            denunciala.
            Vedrai poi l'ente come corre!Tu parti dal principio che ci sia una persona incaricata della pratica e non una persona a cui qualcuno ha detto che un altro gli ha detto di dirgli di mandare avanti la pratica in un certo modo.Uno che si definisca responsabile non l'ho mai visto. E' sempre qualcun altro.E vorrei vedere un ente correre, ma mi sa che fa prima a gelare l'inferno. e non perché non ci sia gente che ha voglia di fare, ma semplicemente perché basta che ci sia un solo impiegato/dirigente che la velocità delle pratiche crolla.
          • CCIAA scrive:
            Re: qualche piccola precisazione
            - Scritto da: marcorr



            La PEC nelle PA è obbligatoria, se hanno
            usato altri sistemi prima chiedi spiegazioni e
            dopo fai

            esposto

            Tu lo sai che sono riusciti a far passare la
            storia che visto che la PEC non è recepita
            dall'utenza della stesso valore della
            raccomandata, loro devono continuare a usare la
            raccomandata.Terribile. In un ufficio così, io ci diventerei pazzo.Tra l'altro, qual'è il problema?: la PEC per me è un vantaggio rispetto alla gestione di una raccomandata, se l'utenza non apre la propria PEC (e succede, ve lo assicuro: me ne sono capitati vari casi) a me che interessa: l'importante è che la mia notifica sia valida, e così è, quindi non capisco perché non usino la PEC che, oltre ad essere obbligatoria (salvo casi eventuali previsti da leggi) è anche più comoda per me. Mah
            Confermatami da due funzionari
            INAIL che hanno fatto perdere la mattinata a mio
            fratello per una variazione di
            parametri.
            Io so solo che, quando a loro interessa, fanno
            capire quello che vogliono a colpi di multe,
            quando non gli interessa o va contro i loro
            interessi diventa improponibile.E' un dato di fatto purtroppo, che io tengo presente nei rapporti con l'utenza, che di fronte all'impiegato sei in una posizione di "inferiorità", la PA nei confronti dell'utenza non è in una posizione "alla pari", ma di fatto esprime l'autorità dello Stato, e quando trovi uno che per ignoranza o altro ti mette i bastoni tra le ruote, di solito bisogna mollare.Devo dire, per la verità, che a me è difficile che (come privato) una PA non risponda: piuttosto, non mi ha risposto una ditta di cellulari (eppure ha il contattaci) e le Poste, servizio Bancoposta, quesito inviato il 27/11 con indicazione del mio cellulare, ignorato..Posso dire che per fortuna è sempre un po' più così? Cioè che la PA "risponde" in genere?
      • CCIAA scrive:
        Re: qualche piccola precisazione
        - Scritto da: marcorr
        Non so come funziona da voi, io ogni volta che ho
        risposto a richieste tramite posta ordinaria, la
        richiesta è stata reiterata fino a che è stata
        esaudita tramite raccomandata (leggasi, per me
        neanche hanno aperto la busta, più semplice
        richiedere
        nuovamente).
        In seconda istanza io continuo ad avere e
        rinnovare la PEC, ma da tutte le PA non ho mai
        ricevuto una straccio di mail, solo e sempre
        raccomandate cartacee. Visto che sei dall'altra
        parte, potrei sapere in perché ho dovuto fare una
        spesa (non è fuori del mondo ma c'è ed è
        obbligatoria) specificatamente per parlare con la
        PA mentre dall'altra parte non c'è un utilizzo?Guarda, potrei liquidare con una battuta "malevola": io lavoro alla Camera di Commercio, cioè uno degli Enti cosiddetti "inutili" e che Renzie vorrebbe fare fuori. Eppure, il riscontro dei miei utenti "ripetitivi", cioè che hanno con noi rapporti continuativi (per capirsi: agenzie e studi) è che siamo la PA più efficiente (c'è una ricerca ma ora lascio perdere). Vabbè, anche noi abbiamo i nostri difetti, ma sai dove sta il difetto ancora maggiore? Nelle norme. Non ho tempo adesso (sono al lavoro), ma noi ogni giorno siamo a dover applicare norme "bacate".E quando chi fa le norme, dopo essersi preso mesi ed anni per legiferare, me la pubblica il sabato ed io il lunedì devo applicarla? E la faccia con l'utente arrabbiato ce la devo mettere io però: il pendolare se la prende col capotreno, ma il problema sta altrove.Vai sul codice civile, articolo 2470: nel 2009 l'hanno modificato, mettendo una parolina, "deposito", che è sbagliata: la parola giusta è "Iscrizione" e cambia molto. E' ancora lì, non so che fare, c'è un ufficio ministeriale "norme sbagliate" a cui poter inviare qualcosa? ;-)Detto questo, non so con quale Ente hai avuto quei problemi. In Camera da almeno 2 anni (ma forse 3) per dire al Registro Imprese se depositi una pratica DEVE esserci una PEC, e noi via PEC tutto facciamo. Siamo pure obbligati dalle norme, ma lo facciamo già da prima (per il Registro Imprese).Poi a volte qualche problema c'è, per esempio la norma non era coordinata in modo da chiarire se per PEC potevamo notificare le Sanzioni Amministrative, e che il dubbio non fosse solo della mia Camera (dove ho superiori che in ambito amministrativo hanno le palle) l'ha confermato il fatto che quella di Reggio Emilia ha posto un quesito specifico al Ministero, il quale ha risposto nell'agosto di quest'anno confermando che si poteva e doveva usare la PEC per le società. Fino allora, per non rischiare di vedere contestate delle notifiche, abbiamo usato la raccomandata, ma adesso usiamo la PEC.Più in generale, capisco quello che scrivi: io qui sono della PA, ma sono a mia volta utente sia della PA che di privati. Posso dire che molte volte dipende un po' da chi c'è dall'altra parte? Dico quando c'è un problema, se trovi la persona giusta risolvi, altrimenti impazzisci, trovi dei muri di gomma, come quelli dei Call Center telefonici, no? (senza generalizzare).Se devo essere sincero, io mi ritengo, come Ente, ad un piano un po' "superiore", nel senso che la mia amministrazione VUOLE che io sia contattabile: e-mail personale, di ufficio, telefono personale, quando sono al lavoro mi chiami ed io rispondo.. e nessun limite a chiamare all'esterno (a volte certi dipendenti di Enti hanno questo problema: non ti richiamano perché l'Ente non ha i soldi per fare le telefonate esterne): io ti contatto, anche ai cellulari.Vi lascio, sono al lavoro.. magari a casa rispondo ad altre cose se necessario
        • opensipa scrive:
          Re: qualche piccola precisazione

          Vi lascio, sono al lavoro.. magari a casa
          rispondo ad altre cose se
          necessarioSe sei un informatico iscriviti ad opensipa.itciao
          • CCIAA scrive:
            Re: qualche piccola precisazione
            - Scritto da: opensipa

            Vi lascio, sono al lavoro.. magari a casa

            rispondo ad altre cose se

            necessario

            Se sei un informatico iscriviti ad opensipa.it

            ciaograzie! sono un amministrativo, ma con conoscenze informatiche "avanzate" (e passione storica per l'informatica),quanto meno suggerimenti su cosa fare potrei averne, poi come farli ci pensano gli informatici. I colleghi mi dicono che "le vedi tutte!" e che sono un gran rompic...i, in effetti quando trovo una e-mail, tiro l'orecchio e suggerisco... Per dire, al sito della INI-PEC qualche suggerimento l'ho inviato (devo dire che sono molto rapidi e cortesi)
        • IgaRyu scrive:
          Re: qualche piccola precisazione
          E tu dal lavoro hai il tempo di scrivere post così lunghi... scusa cercate nuovi impiegati per caso ? ;)
        • marcorr scrive:
          Re: qualche piccola precisazione
          Sono artigiano e devo trattare soprattutto con INPS, INAIL, Agenzia delle entrate (principalmente).Personalmente l'ente che trovo più inutile è l'INAIL. Che senso ha se li pago per tutelarmi per eventuali infortuni sul lavoro se poi, dopo che hanno pagato per l'infortunio, si rivalgono su di me. Per questo ho dovuto fare un'assicurazione privata per coprire questa eventualità. (pago un'assicurazione per coprire l'assicurazione INAIL)Però sia con INAIL che con INPS per ogni comunicazione ho la raccomandata e per risolvere devo fare la coda negli orari che fanno comodo a loro e soprattutto all'unico sportello che ha una fila interminabile, (si ci sono altri sportelli senza coda ma visto che non è compito loro io devo fare la coda)
          • CCIAA scrive:
            Re: qualche piccola precisazione
            - Scritto da: marcorr
            Però sia con INAIL che con INPS per ogni
            comunicazione ho la raccomandataintendi per gestire le pratiche, o anche solo per informazioni?L'INPS ha un Call Center ed una possibilità di contatto via e-mail che quando mi è servita si è rivelata buona: rispondono.Beh, certo mi è anche sucXXXXX che anche l'Agenzia delle Entrate ha risposto ad un mio quesito e-mail, però la risposta era sbagliata... ;-)E nel periodo delle dichiarazioni dei redditi, impossibile inviare il quesito: "è stato raggiunto il numero massimo di quesiti ricevibili: si prega riprovare tra qualche tempo": dopo la dichiarazione, insomma..
            e per risolvere
            devo fare la coda negli orari che fanno comodo a
            loro e soprattutto all'unico sportello che ha una
            fila interminabile, (si ci sono altri sportelli
            senza coda ma visto che non è compito loro io
            devo fare la coda)E' così. D'altra parte, se vedete la TV (mi viene in mente l'ultima puntata di Report, la vicenda del Molise, col tizio ex Forza Italia che è diventato Presidente come PD, per dire), si vede dove vanno sprecati i soldi, i traffici infiniti di un paese corrotto e furbo, e poi magari non ne restano di fondi per organizzare servizi dignitosi. Dignitosi anche per chi fa il front-office: conosco URP di comuni o centri prenotazione delle ASL dove le persone sono "eroi", se non altro perché hanno di fronte code infinite, e devono mettone la faccia davanti ad una mammografia che devono fissare dopo un anno, se va bene... :-(Buon anno nuovo
    • gianni scrive:
      Re: qualche piccola precisazione
      - Scritto da: Lavoro in Camera di Commercio
      2) riguardo altri post, che dicono la questione
      "la PEC non ti garantisce l'avvenuta lettura".
      Questa garanzia NON E' NECESSARIA. Se ricevi a
      casa un plico cartaceo e non lo apri, sono fatti
      tuoi. resta nella cassetta della posta il bigliettino di andar a ritirate dal tot giorno la raccomandata all ufficio postale. con tanto di $ al giorno.SE non la ritiri allora la raccomandata NON l hai ricevuta e so cavoli di chi l ha spedita, (il mio amministratore ne sà qualcosa)
      • arguto scrive:
        Re: qualche piccola precisazione
        - Scritto da: gianni
        - Scritto da: Lavoro in Camera di Commercio

        2) riguardo altri post, che dicono la questione

        "la PEC non ti garantisce l'avvenuta lettura".

        Questa garanzia NON E' NECESSARIA. Se ricevi a

        casa un plico cartaceo e non lo apri, sono fatti

        tuoi.

        resta nella cassetta della posta il bigliettino
        di andar a ritirate dal tot giorno la
        raccomandata all ufficio postale. con tanto di $
        al
        giorno.No, lui parlava di raccomandata recapitata, se a te lasciano il biglietto allora non l'hanno recapitata, in fatti ti danno promemoria per andarla a prendere.Una volta che ti recapitano un documento, che tu lo apra o meno è affar tuo
      • pippuz scrive:
        Re: qualche piccola precisazione
        Se non ritiri la raccomandata (e il destinatario non è irreperibile), dopo 30 giorni di giacenza (se non ricordo male) la raccomandata viene considerata consegnata. Questo per evitare i furbetti "Non ritiro la raccomandata così nessuno potrà rivalersi su di me"
        • CCIAA scrive:
          Re: qualche piccola precisazione
          - Scritto da: pippuz
          Se non ritiri la raccomandata (e il destinatario
          non è irreperibile), dopo 30 giorni di giacenza
          (se non ricordo male) la raccomandata viene
          considerata consegnata. Questo per evitare i
          furbetti "Non ritiro la raccomandata così nessuno
          potrà rivalersi su di me"Nel caso degli atti giudiziari, che sono quelli che maneggio io (busta verde) la compiuta giacenza è al decimo giorno. Su quelle normali non lo so.Devo aggiungere una cosa sgradevole: tanta gente fa lo gnorri con le raccomandate, ma quando arriva l'avviso di Equitalia, si muovono.. con tanti difetti originari di EQ (dipendenti dalla volontà politica più che altro (le norme iniziali erano "cretine", è OVVIO che andavano messi una serie di limiti ed indicazioni in base all'importo da riscuotere ed alla situazione patrimoniale della persona), EQ svolge un compito fondamentale.Certo, non dovrebbe essere una SPA: questo è un compito istituzionale, non privatistico. Però non va buttata l'acqua sXXXXX col bambino
      • CCIAA scrive:
        Re: qualche piccola precisazione
        - Scritto da: gianni
        - Scritto da: Lavoro in Camera di Commercio

        2) riguardo altri post, che dicono la questione

        "la PEC non ti garantisce l'avvenuta lettura".

        Questa garanzia NON E' NECESSARIA. Se ricevi a

        casa un plico cartaceo e non lo apri, sono fatti

        tuoi.

        resta nella cassetta della posta il bigliettino
        di andar a ritirate dal tot giorno la
        raccomandata all ufficio postale. con tanto di $
        al
        giorno.
        SE non la ritiri allora la raccomandata NON l hai
        ricevuta e so cavoli di chi l ha spedita, (il mio
        amministratore ne sà qualcosa)Non è così. Esiste la "compiuta giacenza", e se l'indirizzo è corretto (e questo si può verificare anche a posteriori, all'anagrafe) la notifica è avvenuta ed i cavoli sono di chi non ha ritirato. Poi, ovviamente, se è uno furbissimo che non ha niente, niente riesci ad avere...
    • Lorenzo scrive:
      Re: qualche piccola precisazione
      C'e' un altro piccolo dettaglio , la pec e' come una raccomandata a cui il postino metta la firma al posto del destinatario una volta messa nella buca delle lettere ( questo rende nulla la notifica ) ... quindi anche su una pec correttamente ricevuta si puo' fare opposizione legale e trovare un giudice che dichiari nulla la ricezione per analogia con il cartaceo ,in piu' se su una pec si richiede la "ricevura di ritorno" ( leggi conferma di lettura ) classica ( quella inviata dal client di posta quando si apre il messaggio ) si ottiene un bel messaggio di errore .
      • Mistero scrive:
        Re: qualche piccola precisazione
        - Scritto da: Lorenzo
        C'e' un altro piccolo dettaglio , la pec e' come
        una raccomandata a cui il postino metta la firma
        al posto del destinatario una volta messa nella
        buca delle lettere ( questo rende nulla la
        notifica ) ... quindi anche su una pec
        correttamente ricevuta si puo' fare opposizione
        legale e trovare un giudice che dichiari nulla la
        ricezione per analogia con il cartaceo
        ,NO! no no no e no. La PEC risolve proprio quel problema, nel momento in cui tu registri una PEC ti impegni ad andare a guardarla, il paragone che fai è sbagliato, quando la PEC viene consegnata al server del tuo gestore è come quando il postino la consegna a te e tu firmi. Questo non vuol dire che sia stata letta, in entrambi i casi, sia cartacea che elettronica, ma di quello che fai tu non importa alla legge, importa che ti è stata consegnata, altrimenti tutti potrebbero dire "si l'ho ricevuta ma non non ho mai avuto tempo per leggerla", affari tuoi quelli, intanto la hai avuta.E' così anche per la PEC, affari tuoi se non controlli la casella. Non per niente ti danno sistemi di notifica su altra mail o anche SMS, perché è importante che tu la guardi.
        in piu' se su una pec si richiede la "ricevura di
        ritorno" ( leggi conferma di lettura ) classica
        ( quella inviata dal client di posta quando si
        apre il messaggio ) si ottiene un bel messaggio
        di errore
        .Ci credo bene, c'è già una ricevuta di consegna che vale 1000 volte più di quella farlocca che prevede la maiil.
        • Lorenzo scrive:
          Re: qualche piccola precisazione
          Se ne sei convinto ... contento tu , spero che nessuno ti contesti mai una pec in tribunale :) , per legge la pec e' equiparata ad una raccomandata A/R , se una raccomandata A/R reca sulla ricevuta di ritorno la firma del postino ( come accade sulla pec ) invece della firma del destinatario tutto il proXXXXX di notifica e' nullo , quindi la breccia c'e' , se hanno fatto il pasticcio si puo' dire NO fino alla fine dei tempi , nasconderlo sotto il tappeto , fare anche finta che non ci sia ... ma il pasticcio rimane .tra l'altro da nessuna parte del contratto pec che ho sottoscritto c'e' scritto che mi impegno a controllare la casella di posta ...
          • Mistero scrive:
            Re: qualche piccola precisazione
            - Scritto da: Lorenzo
            Se ne sei convinto ... contento tu , spero che
            nessuno ti contesti mai una pec in tribunale :) ,NOn è che ne sono convinto, è così, esistono anche i casi di mancata consegna infatti, ad esempio nel caso uno chiuda una casella pec
            per legge la pec e' equiparata ad una
            raccomandata A/R , se una raccomandata A/R reca
            sulla ricevuta di ritorno la firma del postino (
            come accade sulla pec ) invece della firma del
            destinatario tutto il proXXXXX di notifica e'
            nullo , NO! Nella PEC non c'è un psotino che firma, c'è la consegna al tuo server, quindi viene sempre consegnata (a meno che la PEC non sia attiva o ci siano problemi), la ricevuta di consegna non è paragonata alla firma del postino, è paraganota alla TUA firma.quindi la breccia c'e' , se hanno fatto
            il pasticcio si puo' dire NO fino alla fine dei
            tempi , nasconderlo sotto il tappeto , fare anche
            finta che non ci sia ... ma il pasticcio rimane
            .Secondo te.

            tra l'altro da nessuna parte del contratto pec
            che ho sottoscritto c'e' scritto che mi impegno a
            controllare la casella di posta
            ...Infatti non è un problema con il gestore, è un problema tuo, il gestore non gliene frega niente se controlli o meno i messaggi. E' come dire che tu hai un domicilio fisico ma decidi di non controllare mai la cassetta delle lettere, è affar tuo. NEl caso della raccomandata, ripeto, per la PEC è come se tu avessi firmato la ricevuta, se dopo non la apri è affar tuo
          • lorenzo scrive:
            Re: qualche piccola precisazione
            :) e fu cosi' che implicitamente ammise la breccia ... :)
          • Mistero scrive:
            Re: qualche piccola precisazione
            - Scritto da: lorenzo
            :) e fu cosi' che implicitamente ammise la
            breccia ...
            :)Ma quale breccia scusa???
    • MrGianniariete scrive:
      Re: qualche piccola precisazione
      Lavoro per la P.A. e sono - dall'inizio - un utente della CEC-PAC.Desideravo ringraziarla per l'intervento e le informazioni, che hanno anche fornito riscontro a quanto già sapevo.
    • claudio scrive:
      Re: qualche piccola precisazione
      "riguardo altri post, che dicono la questione "la PEC non ti garantisce l'avvenuta lettura". Questa garanzia NON E' NECESSARIA. Se ricevi a casa un plico cartaceo e non lo apri, sono fatti tuoi"Infatti la PEC non garantisce quello che dici.Se ricevi a casa un plico cartaceo e rimane in giacenza e' in giacenza non e' in casa tua!!!!!la consegna a casa e quella presso l'ufficio postale piu' vicino sono 2 cose diverse!Quindi e' di fatto inutile e deficitaria rispetto a quella internazionale.
  • Scusate senza offese sono granturche se scrive:
    Brunetta
    Brunetta[img]http://www.psychologytoday.com/files/u693/hyena-laughing.jpg[/img]
  • bubba scrive:
    il problema non e' tanto
    o non solo la cec-pac o la pec, ma questioni come questa : < Q: Se una prestazione CUP è stata pagata online, quali documenti bisogna presentare al momento della visita o dell'esame?A: È necessario PORTARE CON SE IL FOGLIO dell'appuntamento e le ricevute di pagamento che sono state inviate tramite e-mail.ATTENZIONE:Per STAMPARE le ricevute di pagamento valide ai fini fiscali è necessario scaricarle dall'indirizzo riportato sulla e-mail di notifica del pagamento (file formato pdf)
    che si innervano in molti angoli della enorme burocrazia italiana (va detto che anche non fosse italiana, sarebbe cmq una bestia complessa da maneggiare )
    • Mistero scrive:
      Re: il problema non e' tanto
      - Scritto da: bubba
      o non solo la cec-pac o la pec, ma questioni come
      questa
      :

      < Q: Se una prestazione CUP è stata pagata
      online, quali documenti bisogna presentare al
      momento della visita o
      dell'esame?
      A: È necessario PORTARE CON SE IL FOGLIO
      dell'appuntamento e le ricevute di pagamento che
      sono state inviate tramite
      e-mail.

      ATTENZIONE:
      Per STAMPARE le ricevute di pagamento valide ai
      fini fiscali è necessario scaricarle
      dall'indirizzo riportato sulla e-mail di notifica
      del pagamento (file formato
      pdf)



      che si innervano in molti angoli della enorme
      burocrazia italiana (va detto che anche non fosse
      italiana, sarebbe cmq una bestia complessa da
      maneggiare
      )Si ma non c'entra con la PEC questa cosa, è una delle tante inefficienze della sanità.Ma tu sai che ad esempio, ci sono strumenti diagnostici molto complessi dove vengono stampati referti, che non hanno la possibilità di pescare da una anagrafica condivisa? e via a metter dentro dati ogni volta?O che tra ASL e anagrafe comunali non si parlano, quindi non sanno se uno è morto ad esempio?
  • Mistero scrive:
    Re: E la PEC quando la aboliscono?
    - Scritto da: darkamex
    "La tecnologia PEC non è riconosciuta come
    standard internazionale, a differenza di altre
    tecniche di firma digitale e di tracciamento
    della consegna equivalenti e standard, come RFC
    3798."Infatti la PEC risolve una cosa per la quale non esisteva soluzione sicura ed affidabile, tanto è vero che mi posti una RFC che fa acqua da tutte le parti:https://tools.ietf.org/html/rfc3798#page-19

    CREDO CHE POSSA BASTARE PER DEFINIRLA COME
    UN'COSETTA
    "ALL'ITALIANA"
    Una cosetta che funziona. Comunque se mi vuoi dimostrare che è più facile, veloce e meno costoso inviare una raccomandata cartacea, fai pure, ti ascolto.
    l'identificazione univoca può avvenire in vari
    modi (come succede anche su Gmail) Cioè? Google ha sistemi di verifica della consegna? me li spieghi? grazienoi abbiamo
    scelto di utilizzare un sistema macchinoso e
    burocratico per alimentare alcune aziende
    italiane che non sono competitive per manifesta
    incapacità...
    Ma per carità, cerca offerta pec su google e vedi quanti la vendono, certo non gli ortofrutta, chi la deve vendere?
    li vogliamo chiamare "aiuti di stato", mmmhhh...
    si.Si ok, anche i controlli veterinai che fanno sulla carne che mangi è per far ingrassare i medici, mica per la tua salute. Dai suvvia, qualcuno che vuole vedere anche lo scopo e non solo le solite congetture?
  • darkamex scrive:
    Re: E la PEC quando la aboliscono?
    ahahahah... il paragone "ferrari", "pec" non ci sta... forse è più indicato "PEC" e "FIAT" (Prendi i soldi e scappa)
    • Mistero scrive:
      Re: E la PEC quando la aboliscono?
      - Scritto da: darkamex
      ahahahah... il paragone "ferrari", "pec" non ci
      sta... forse è più indicato "PEC" e "FIAT"
      (Prendi i soldi e
      scappa)va beh, stiamo parlando del nulla, ancora devo capire quale sarebbe l'alternativa alla raccomandata cartacea che evidentemente preferisco in molti e fa comunque ingrassare UNA sola azienda italiana per avere pura meno efficienza
  • darkamex scrive:
    E la PEC quando la aboliscono?
    Una delle più grandi truffe informatiche, risulta essere totalmente inutile e complessa da utilizzare... Io la abolirei immediatamente.
    • Matteo scrive:
      Re: E la PEC quando la aboliscono?
      Più di un anno fa ho letto che qualcuno definiva la PEC "una soluzione interessante ed intelligente ad un problema inesistente".
      • Mistero scrive:
        Re: E la PEC quando la aboliscono?
        - Scritto da: Matteo
        Più di un anno fa ho letto che qualcuno definiva
        la PEC "una soluzione interessante ed
        intelligente ad un problema
        inesistente".Infatti, abolirei PEC e pure la raccomandata, cosa dice quello che l'ha scritto, che la roba si può sempre portare a cavallo no? e se piove in carrozza.
        • darkamex scrive:
          Re: E la PEC quando la aboliscono?
          Pensavi fosse innovazione, invece era un calesse...Ma per favore, gli unici che pensano che la PEC sia un'innovazione sono i dipendenti di aziende che le gestiscono...-----------------------------------------------------------Modificato dall' autore il 18 dicembre 2014 16.32-----------------------------------------------------------
          • Mistero scrive:
            Re: E la PEC quando la aboliscono?
            - Scritto da: darkamex
            Pensavi fosse innovazione, invece era un
            calesse...
            Ma per favore, gli unici che pensano che la PEC
            sia un'innovazione sono i dipendenti di aziende
            che le
            gestiscono...
            --------------------------------------------------
            Modificato dall' autore il 18 dicembre 2014 16.32
            --------------------------------------------------La PEC non è una innoviazione, è uno strumento per fare innovazione. Comunque se mi scrivi la tua proposta sono pronto a cambiare idea. Basta un Proof of concept guarda.
          • darkamex scrive:
            Re: E la PEC quando la aboliscono?
            ci sono standard "internazionali" per identificare univocamente un utente di mail. Sarebbe bastato applicarli.-----------------------------------------------------------Modificato dall' autore il 18 dicembre 2014 16.55-----------------------------------------------------------
      • darkamex scrive:
        Re: E la PEC quando la aboliscono?
        Meravigliosa definizione.- Scritto da: Matteo
        Più di un anno fa ho letto che qualcuno definiva
        la PEC "una soluzione interessante ed
        intelligente ad un problema
        inesistente".
    • Mistero scrive:
      Re: E la PEC quando la aboliscono?
      - Scritto da: darkamex
      Una delle più grandi truffe informatiche, risulta
      essere totalmente inutile e complessa da
      utilizzare... Io la abolirei
      immediatamente.Vuoi tornare alla raccomandata cartacea?E poi ci stupiamo che l'Italia è indietro in quasi tutto.
      • darkamex scrive:
        Re: E la PEC quando la aboliscono?
        La PEC esiste solo in italia per favorire alcune aziende tecnologiche ben note. Viene mantenuta (forzatamente) perchè imposta e richiesta a norma di legge solo per contatti con la P.A. Gli utenti, infatti, non la usano se non per avere contatti con la P.A.Si potrebbe semplicemente accettare la mail tradizionali che con i sistemi di sicurezza odierni (autenticazione tramite SMS o code) o prevedere forme di autenticazione dei documenti più economici e immediati. Sicuramente sarebbero sistemi più sicuri e universali dell'accrocchio burocratico che è la PEC... "innovazione all'italiana"
        • Mistero scrive:
          Re: E la PEC quando la aboliscono?
          - Scritto da: darkamex
          La PEC esiste solo in italia per favorire alcune
          aziende tecnologiche ben note. Forse fai un po' di confusione, la PEC la offrono un sacco di operatori. Riguardo il discorso Italia, forse stavolta ci abbiamo visto giusto:http://www.key4biz.it/firma-elettronica-pec-via-nuove-regole-ue-antonello-giacomelli-passo-verso-mercato-unico/http://www.corecom.marche.it/primo_piano/scheda.php?id=1228
          Viene mantenuta
          (forzatamente) perchè imposta e richiesta a norma
          di legge solo per contatti con la P.A.No, forse ti riferisci appunto alla CEC-PAC, con la PEC "tradizionale" scrivi a chiunque abbia un'altra PEC. Certo, sei libero di continaure a mandare raccomandate tra privati, intanto con la PA mandi PEC e non più carte e fax, per legge grazie a DIo, altrimenti c'è sempre qualcuno che rema contro l'innovazione perché "si stava meglio quando si stava peggio".
          Gli
          utenti, infatti, non la usano se non per avere
          contatti con la
          P.A.Affari loro
          Si potrebbe semplicemente accettare la mail
          tradizionali che con i sistemi di sicurezza
          odierni (autenticazione tramite SMS o code) o
          prevedere forme di autenticazione dei documenti
          più economici e immediati.
          Cioè, a fronte di un accrocchio collaudato e funzionante che costa 5 euro + iva l'anno, tu vorresti mettere un altro accrocchio che non si sa bene come funziona (sms??? code????)? Accomodati, proponi lo standard.

          Sicuramente sarebbero sistemi più sicuri e
          universali dell'accrocchio burocratico che è la
          PEC... "innovazione
          all'italiana"Ma magari si può contestare la soluzione tecnica (a patto di avere altra proposta valida però), ma sullo scopo non capisco come non si possa vederne la potenzialità.
          • darkamex scrive:
            Re: E la PEC quando la aboliscono?
            "La tecnologia PEC non è riconosciuta come standard internazionale, a differenza di altre tecniche di firma digitale e di tracciamento della consegna equivalenti e standard, come RFC 3798."CREDO CHE POSSA BASTARE PER DEFINIRLA COME UN'COSETTA "ALL'ITALIANA"l'identificazione univoca può avvenire in vari modi (come succede anche su Gmail) noi abbiamo scelto di utilizzare un sistema macchinoso e burocratico per alimentare alcune aziende italiane che non sono competitive per manifesta incapacità...li vogliamo chiamare "aiuti di stato", mmmhhh... si.
      • aiOs scrive:
        Re: E la PEC quando la aboliscono?
        - Scritto da: Mistero
        Vuoi tornare alla raccomandata cartacea?

        E poi ci stupiamo che l'Italia è indietro in
        quasi
        tutto.Nel resto del mondo (non esiste nessun tipo di PEC) non si sono informatizzate le PA?
        • darkamex scrive:
          Re: E la PEC quando la aboliscono?
          Ho sentito dire che mandano i piccioni perchè non hanno la PEC...
        • Mistero scrive:
          Re: E la PEC quando la aboliscono?

          Nel resto del mondo (non esiste nessun tipo di
          PEC) non si sono informatizzate le
          PA?In Europa ci si pensa http://punto-informatico.it/b.aspx?i=4205941&m=4206338#p4206338Non esistevano neppure le Ferrari prima che un tal Enzo le inventasse, e neppure le scarpe con i buchi sotto e tante altre cose. Cosa vuoi, a volte arriviamo prima degli altri.
      • Sky scrive:
        Re: E la PEC quando la aboliscono?
        Sicuramente al MIT la pensano come te, visto che non usano la PEC... ma, piuttosto, un sistema che sta funzionando da una ventina di anni (PKI).
  • Il Poeta scrive:
    Finalmente
    Finalmente la chiusura di uno strumento che frenava la diffusione delle caselle PEC vere. Tutto è nato da un errore di fondo: pensare che, poiché è uno strumento "pubblico" debba essere gratis. Sull'onda di proteste anti-PEC che cavalcavano questa obiezione (proteste della cui genuinità si dubitò fortemente), nacque questa soluzione "gratis" per la posta elettronica certificata. Ancora non capisco come qualcuno possa aver sostenuto che dialogare con la PA debba esser gratis: se spedisco una raccomandata tradizionale questa è gratis? Se devo andare in un ufficio e per questo uso l'auto mi ridanno i soldi della benzina? E il tempo che perdo me lo ripagano? No di certo, ma tant'è: i fautori del tutto gratis hanno voluto questo, ora finalmente ne è stata decretata la fine.
    • panda rossa scrive:
      Re: Finalmente
      - Scritto da: Il Poeta
      Finalmente la chiusura di uno strumento che
      frenava la diffusione delle caselle PEC vere.
      Tutto è nato da un errore di fondo: pensare che,
      poiché è uno strumento "pubblico" debba essere
      gratis. Sull'onda di proteste anti-PEC che
      cavalcavano questa obiezione (proteste della cui
      genuinità si dubitò fortemente), nacque questa
      soluzione "gratis" per la posta elettronica
      certificata. Ancora non capisco come qualcuno
      possa aver sostenuto che dialogare con la PA
      debba esser gratis: se spedisco una raccomandata
      tradizionale questa è gratis? Se devo andare in
      un ufficio e per questo uso l'auto mi ridanno i
      soldi della benzina? E il tempo che perdo me lo
      ripagano? No di certo, ma tant'è: i fautori del
      tutto gratis hanno voluto questo, ora finalmente
      ne è stata decretata la
      fine.Tu non hai capito proprio niente oppure devi essere uno di quegli intermediari parassiti destinati all'estinzione e all'oblio.I servizi si pagano quando uno non puo' o non gli viene permesso fare da se'.Quindi per poter contattare la PA, nel secolo scorso si dovevano scrivere raccomandate (il cui costo non andava certo ad ingrassare la PA) oppure recarsi di persona agli uffici (e il tempo perso non andava certo ad ingrassare la PA).Oggi la tecnologia fornisce un mezzo e uno strumento AGGRATIS, che consentono di ottenere lo stesso risultato senza far ingrassare inutili intermediari parassiti.
      • DrFiZ scrive:
        Re: Finalmente
        *slow clap*
      • Mistero scrive:
        Re: Finalmente

        I servizi si pagano quando uno non puo' o non gli
        viene permesso fare da
        se'.
        ??? Sarà il contrario scusa, quando puoi ma non vuoi fare da te, puoi pagare qualcuno per darti un servizio. Dovresti sempre essere messo in una condizione di fare da te. E non puoi arrangiarti e devi pure pagare, non è che sia proprio bello.

        Oggi la tecnologia fornisce un mezzo e uno
        strumento AGGRATIS, che consentono di ottenere lo
        stesso risultato senza far ingrassare inutili
        intermediari
        parassiti.Scusa e quale sarebbe questo mezzo?
        • Sky scrive:
          Re: Finalmente
          PKI: Public Key Infrastructure, di cui la PEC è un caso particolare (basandosi sul riconoscimento solo di alcuni certificatori).Gli strumenti per utilizzare PKI (noti come PGP/GPG) ci sono da un sacco di tempo ed i client di posta elettronica li integrano da molto.Lo Stato NON deve mettere in piedi la PEC: deve fungere solo da ente certificatore, ovvero da "key server", nulla di più. E questo ha di certo un costo molto limitato (di key server è pieno il mondo).
          • Mistero scrive:
            Re: Finalmente
            - Scritto da: Sky
            PKI: Public Key Infrastructure, di cui la PEC è
            un caso particolare (basandosi sul riconoscimento
            solo di alcuni
            certificatori).

            Gli strumenti per utilizzare PKI (noti come
            PGP/GPG) ci sono da un sacco di tempo ed i client
            di posta elettronica li integrano da
            molto.

            Lo Stato NON deve mettere in piedi la PEC: deve
            fungere solo da ente certificatore, ovvero da
            "key server", nulla di più. E questo ha di certo
            un costo molto limitato (di key server è pieno il
            mondo).La PKI ti può risolvere il problema dell'autenticazione e della riservatezza, non del proXXXXX di avvenuta consegna. Stiamo parlando, nel caso non fosse chiaro, di un sistema che ad oggi ha sostituito legalmente la raccomandata cartacea. PKI non risolve questo tipo di problemi.
          • Sky scrive:
            Re: Finalmente
            Allora, casomai, è da implementare un meccanismo/RFC per dare un valore meno incerto alla "ricevuta di ritorno", che al momento c'è ma (1) è optional e (2) permette di confermare unicamente che il server ricevente abbia effettivamente ricevuto, non l'utente.Un dettaglio, sicuramente non banale, che può esser risolto con un'implementazione.Quello che si è fatto con la PEC è fornire un "servizio chiavi in mano": non sono contro per principio, perchè ad alcuni può esser utile non doversi smazzare i dettagli tecnici, gli spazi di archiviazione e quant'altro, però le cose potevano esser fatte in modo meno complesso, farraginoso e tirando in ballo fornitori esterni solo nel momento in cui era richiesto come servizio, non "in ogni caso" come obbligo.
          • Mistero scrive:
            Re: Finalmente
            - Scritto da: Sky
            Allora, casomai, è da implementare un
            meccanismo/RFC per dare un valore meno incerto
            alla "ricevuta di ritorno", che al momento c'è ma
            (1) è optional e (2) permette di confermare
            unicamente che il server ricevente abbia
            effettivamente ricevuto, non
            l'utente.
            Bravo, e infatti è quelo che fa la PEC. Ma fa anche di più, perché non solo il contenuto della mail è crittografato e mantenuto integro durante il trasporto, ma permette di identificare con certezza chi è il mittente, cosa che in una mail tradizionale, anche con sistema di ricevuta affidabile, non hai.
            Un dettaglio, sicuramente non banale, che può
            esser risolto con
            un'implementazione.
            Appunto, e tale implementazione si chiama PEC
            Quello che si è fatto con la PEC è fornire un
            "servizio chiavi in mano": non sono contro per
            principio, perchè ad alcuni può esser utile non
            doversi smazzare i dettagli tecnici, gli spazi di
            archiviazione e quant'altro, però le cose
            potevano esser fatte in modo meno complesso,
            farraginoso e tirando in ballo fornitori esterni
            solo nel momento in cui era richiesto come
            servizio, non "in ogni caso" come
            obbligo.Ok, io non vedo tutto questo problema perché la PEC la offrono in molti ed a prezzi ridicoli, il discorso chiavi in mano non è da sottovalutare perché ti ricordo che il provider ha l'obbligo del mantenimento delle ricevute proprio per garantire il valore giuridico, non è da tutti dare tale garanzia, se vuoi farti un server in casa mi sembra che sia possibile ma te lo devi far "certificare" (su questa cosa dovrei verificare ma mesi fa avevo cercato e trovato qualcosa a riguardo).A me non pare una cattiva idea, se è perfezionabile non lo so, probabilmente si. Attento che sto parlando di PEC, non di cec-pac
          • Luppolo scrive:
            Re: Finalmente

            Bravo, e infatti è quelo che fa la PEC. Ma fa
            anche di più, perché non solo il contenuto della
            mail è crittografato Uhm ... forse sbaglio ma non mi risulta che la PEC sia crittografata, è certificata ma non crittografata.Quello che è garantito è che la trasmissione avvenga su canale SSL e che il contenuto della mail sia inalterato (in quanto certificato) ma sul server dovrebbe essere tranquillmente leggibile.
          • Mistero scrive:
            Re: Finalmente
            - Scritto da: Luppolo

            Bravo, e infatti è quelo che fa la PEC. Ma fa

            anche di più, perché non solo il contenuto della

            mail è crittografato

            Uhm ... forse sbaglio ma non mi risulta che la
            PEC sia crittografata, è certificata ma non
            crittografata.

            Quello che è garantito è che la trasmissione
            avvenga su canale SSL e che il contenuto della
            mail sia inalterato (in quanto certificato) ma
            sul server dovrebbe essere tranquillmente
            leggibile.Mi sa che hai ragione tu.
          • pec cato scrive:
            Re: Finalmente
            - Scritto da: Mistero
            - Scritto da: Sky

            Allora, casomai, è da implementare un

            meccanismo/RFC per dare un valore meno
            incerto

            alla "ricevuta di ritorno", che al momento
            c'è
            ma

            (1) è optional e (2) permette di confermare

            unicamente che il server ricevente abbia

            effettivamente ricevuto, non

            l'utente.



            Bravo, e infatti è quelo che fa la PEC. Ma fa
            anche di più, perché non solo il contenuto della
            mail è crittografato e mantenuto integro durante
            il trasporto, ma permette di identificare con
            certezza chi è il mittente, cosa che in una mail
            tradizionale, anche con sistema di ricevuta
            affidabile, non hai.si ma... la fai troppo facilela PEC ti dà certezza del contenuto e di chi trasmette e riceve, ma NON di chi sottoscrive (=firma) quel contenuto, né della data della sottoscrizione (cose che invece accadono con la fdata e la firma apposta nel contenuto cartaceo di una raccomandata tradizionale), inoltre quindi, la validità legale di una raccomantata tradizionale è pienamente sostituita solo se metti insieme PEC, firma digitale e marca temporalee a questo punto, la complessità e i costi per gli utenti salgono decisamenteinoltre, gli strumenti in questione - e mi riferisco soprattuttto alla firma digitale (la PEC è già un pochino meglio) - sono stati "implementati" (in italia quanto meno) in modo PENOSO e FUORI STANDARD INTERNAZIONALI...
          • Mistero scrive:
            Re: Finalmente


            la PEC ti dà certezza del contenuto e di chi
            trasmette e riceve, ma NON di chi sottoscrive
            (=firma) quel contenuto, né della data della
            sottoscrizione (cose che invece accadono con la
            fdata e la firma apposta nel contenuto cartaceo
            di una raccomandata tradizionale), inoltre

            Ed hanno fatto bene a dividere le cose perché non sempre sono richieste
            quindi, la validità legale di una raccomantata
            tradizionale è pienamente sostituita solo se
            metti insieme PEC, firma digitale e marca
            temporale

            e a questo punto, la complessità e i costi per
            gli utenti salgono
            decisamente
            Benvenuti nel mondo digitale! Una firma digitale costa intorno ai 60/70 euro i primi tre anni, il rinnovo molto meno. Costa di più un fax.La cec-pac, di buono aveva proprio questo: non eri obbligato a firmare digitalmente, per una pec generica non credo che le faranno con identificazione del richiedente, vedremo.
            inoltre, gli strumenti in questione - e mi
            riferisco soprattuttto alla firma digitale (la
            PEC è già un pochino meglio) - sono stati
            "implementati" (in italia quanto meno) in modo
            PENOSO e FUORI STANDARD
            INTERNAZIONALI...Può darsi, infatti sicuramente si può fare di meglio. Quello che mi stupisce è che qualcuno non apprezzi i vantaggi, poi sui dettagli tecnici ed implementativi se ne può parlare e migliorarli finché si vuole.
          • Ciccio scrive:
            Re: Finalmente
            - Scritto da: Sky
            Allora, casomai, è da implementare un
            meccanismo/RFC per dare un valore meno incerto
            alla "ricevuta di ritorno", che al momento c'è ma
            (1) è optional e (2) permette di confermare
            unicamente che il server ricevente abbia
            effettivamente ricevuto, non
            l'utente.Il sistema di conferme di lettura e ricevute di ritorno delle normali email è una cosa un po' fumosa... figurarsi che il client di posta di MacOS X non le supporta proprio (certo, uno può installarsi altri client...).Nota: la PEC conferma che l'email abbia raggiunto la mailbox di destinazione, non che il messaggio sia stato scaricato o letto dall'utente.
          • Sky scrive:
            Re: Finalmente
            Quindi, di fatto, è una "conferma di consegna", ok, una "ricevuta di ritorno" tradizionale ma informatizzata.Una raccomandata, una volta che hai firmato la ricevuta al postino, la puoi anche buttar via: la responsabilità è solo tua.Relativamente alla PEC, vedrei bene un'implementazione più precisa (ed autenticata) della "consegna", possibilmente all'utente finale.
          • Ciccio scrive:
            Re: Finalmente
            - Scritto da: Sky
            Relativamente alla PEC, vedrei bene
            un'implementazione più precisa (ed autenticata)
            della "consegna", possibilmente all'utente
            finale.Tieniamo anche conto che capire chi sia "l'utente finale" non è mica tanto semplice. Se tu mandi una PEC ad una Pubblica Amministrazione, probabilmente sarà un indirizzo "generico": la email verrà scaricata dall'ufficio Protocollo (attraverso un client di posta o attraverso un'integrazione con l'applicativo di Protocollo Informatico), che dovrà associarle un numero di protocollo, valutare quali siano gli uffici interessati ed inoltrarla a quegli uffici (forse a tutti i membri dell'ufficio, o forse al responsabile dell'ufficio, il quale dovrà sub-assegnarla al dipendente giusto).D'altro canto, indirizzi PEC individuali avrebbero altri problemi, ad esempio quello di venire letti quando il destinatario è malato o in ferie, il sostenere un costo di tutte le caselle (il costo annuale di una casella di PEC, magari aumentato di spazio di storage extra -che di base è spesso tipo soli 100 MB-, moltiplicato per tutti i dipendenti della PA, diventerebbe piuttosto significativo).L'alternativa di mettersi "in casa" un server PEC privato (come ditte e PA fanno solitamente per le email normali) non è così semplice, perché la legge prescrive livelli di servizio e qualità altissimi... anche se per esperienza, i gestori di PEC talvolta disattendono tali requisiti, cosa che in teoria dovrebbe costar loro la licenza di gestore PEC...Nota: Se una PEC è stata scambiata fra due P.A. che utilizzano applicativi di Protocollo Informatico che supportano "l'interoperabilità", la PEC sarà inviata con allegato un file xml di "segnatura di protocollo" (così che il sistema del destinatario conosca il numero di protocollo assegnato sul sistema del mittente), e l'applicativo del destinatario risponderà con un xml di avvenuta protocollazione (così che il sistema del mittente possa sapere il numero di protocollo assegnato sul sistema del ricevente).
          • Mistero scrive:
            Re: Finalmente

            Tieniamo anche conto che capire chi sia "l'utente
            finale" non è mica tanto semplice. Se tu mandi
            una PEC ad una Pubblica Amministrazione,
            probabilmente sarà un indirizzo "generico": la
            email verrà scaricata dall'ufficio Protocollo
            (attraverso un client di posta o attraverso
            un'integrazione con l'applicativo di Protocollo
            Informatico), che dovrà associarle un numero di
            protocollo, valutare quali siano gli uffici
            interessati ed inoltrarla a quegli uffici (forse
            a tutti i membri dell'ufficio, o forse al
            responsabile dell'ufficio, il quale dovrà
            sub-assegnarla al dipendente
            giusto).
            Esatto, ed hai appena dimostrato come una mail possa arrivare in pochi secondi a più persone, prima invece si facevano n fotocopie di tutto.
            D'altro canto, indirizzi PEC individuali
            avrebbero altri problemi, ad esempio quello di
            venire letti quando il destinatario è malato o in
            ferie, il sostenere un costo di tutte le caselle
            (il costo annuale di una casella di PEC, magari
            aumentato di spazio di storage extra -che di base
            è spesso tipo soli 100 MB-, moltiplicato per
            tutti i dipendenti della PA, diventerebbe
            piuttosto
            significativo).Infatti, PEC nella PA sono obbligatorie per Area Organizzative Opmogenee (AOO), le trovi nell'indice PA http://indicepa.gov.it/documentale/index.phpNon ha senso che un cittadino debba cercare e trovare un indirizzo mail personale di un ufficio, senza contare che come giustamente dici, l'ufficio o la persona in questione potrebbero essere in ferie, ammalate, morte, trasferite ecc ecc, quindi è giusto che tu mandi al protocollo e dopo il protocollo si arrangia ad inoltrare. Tieni conto che in ogni caso i procedimenti sono firmati dal responsabile del procedimento, quindi tu alla fine sai chi ti segue, e per legge le PA sono obbligate a concludere i procedimenti senza ritardi (http://www.ilsole24ore.com/art/norme-e-tributi/2014-01-11/scatta-indennizzo-i-ritardi-pubblica-amministrazione-103300.shtml?uuid=ABq461o)

            Nota: Se una PEC è stata scambiata fra due P.A.
            che utilizzano applicativi di Protocollo
            Informatico che supportano "l'interoperabilità",
            la PEC sarà inviata con allegato un file xml di
            "segnatura di protocollo" (così che il sistema
            del destinatario conosca il numero di protocollo
            assegnato sul sistema del mittente), e
            l'applicativo del destinatario risponderà con un
            xml di avvenuta protocollazione (così che il
            sistema del mittente possa sapere il numero di
            protocollo assegnato sul sistema del
            ricevente).Bravissimo
          • Mistero scrive:
            Re: Finalmente


            Il sistema di conferme di lettura e ricevute di
            ritorno delle normali email è una cosa un po'
            fumosa... figurarsi che il client di posta di
            MacOS X non le supporta proprio (certo, uno può
            installarsi altri
            client...).NO c'è niente di fumoso, è un'altra mail che qualsiasi client di posta scarica, che su MacOS X ci siano problemi mi stupisce non poco.

            Nota: la PEC conferma che l'email abbia raggiunto
            la mailbox di destinazione, non che il messaggio
            sia stato scaricato o letto
            dall'utente.E questo nessuno può garantirlo, neppure quando invii una raccomandata lo puoi sapere perché io posso riceverla e non aprirla. Dal punto di vista legale conta che ti sia stata consegnata.
          • IgaRyu scrive:
            Re: Finalmente
            - Scritto da: Mistero
            - Scritto da: Sky

            PKI: Public Key Infrastructure, di cui la
            PEC
            è

            un caso particolare (basandosi sul
            riconoscimento

            solo di alcuni

            certificatori).



            Gli strumenti per utilizzare PKI (noti come

            PGP/GPG) ci sono da un sacco di tempo ed i
            client

            di posta elettronica li integrano da

            molto.



            Lo Stato NON deve mettere in piedi la PEC:
            deve

            fungere solo da ente certificatore, ovvero da

            "key server", nulla di più. E questo ha di
            certo

            un costo molto limitato (di key server è
            pieno
            il

            mondo).

            La PKI ti può risolvere il problema
            dell'autenticazione e della riservatezza, non del
            proXXXXX di avvenuta consegna.

            Stiamo parlando, nel caso non fosse chiaro, di un
            sistema che ad oggi ha sostituito legalmente la
            raccomandata cartacea. PKI non risolve questo
            tipo di
            problemi.Come la PKI non lo risolve il problema??? Se la mail è stata aperta, ed era stata crittata, sai per certo che chi l'ha aperta era il titolare della chiave corrispondente!!!IR
          • pec cato scrive:
            Re: Finalmente
            - Scritto da: Sky
            PKI: Public Key Infrastructure, di cui la PEC è
            un caso particolare (basandosi sul riconoscimento
            solo di alcuni
            certificatori).

            Gli strumenti per utilizzare PKI (noti come
            PGP/GPG) ci sono da un sacco di tempo ed i client
            di posta elettronica li integrano da
            molto.

            Lo Stato NON deve mettere in piedi la PEC: deve
            fungere solo da ente certificatore, ovvero da
            "key server", nulla di più. E questo ha di certo
            un costo molto limitato (di key server è pieno il
            mondo).oh! Finalmente qualcuno che sa di cosa parla.Quoto
          • Mistero scrive:
            Re: Finalmente


            Lo Stato NON deve mettere in piedi la PEC:
            deve

            fungere solo da ente certificatore, ovvero da

            "key server", nulla di più. E questo ha di
            certo

            un costo molto limitato (di key server è
            pieno
            il

            mondo).

            oh! Finalmente qualcuno che sa di cosa parla.
            QuotoMa infatti l ostato non ha messo in piedi la PEC, quelo lo fanno i fornitori. Come già detto in altro post, una struttura PKI non garantisce il proXXXXX di consegna, che è quello che ha ottenuto la PEC:
      • pec cato scrive:
        Re: Finalmente
        - Scritto da: panda rossa
        Oggi la tecnologia fornisce un mezzo e uno
        strumento AGGRATIS, che consentono di ottenere lo
        stesso risultato senza far ingrassare inutili
        intermediari parassiti.mi sono perso qualcosa?da quando in qua la PEC è gratuita?
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