Trend Micro: ai virus Java ci penso io

La nota firma di antivirus sostiene di essersi aggiudicata un brevetto per la rilevazione di virus all'interno di codice Java e ActiveX


Tokyo (Giappone) – Pare che Trend Micro abbia messo una bella ipoteca sul futuro mercato legato agli antivirus per la scansione del Web e delle reti wireless 3G. L’azienda ha infatti annunciato di essersi aggiudicata il brevetto numero 6.272.641 che descrive una tecnologia per gestire la sicurezza dei programmi ricevuti attraverso il Web, incluse le applet Java ed i controlli ActiveX.

Come afferma Trend Micro, “il processo si basa su una scansione lato server tesa ad individuare e filtrare codice malizioso sui gateway di Internet, seguita, se necessario, da un’analisi in tempo reale del comportamento di programmi sospetti quando questi raggiungono il browser”.

Dal lato del client, la tecnologia di Trend Micro fa sì che i programmi sospetti vengano fatti girare in un ambiente sicuro e che, in caso di comportamenti vietati, vengano terminati immediatamente.

Con questo brevetto, Trend Micro spera di essersi guadagnata una posizione di vantaggio sugli avversari in quei settori emergenti e in fase di rapida espansione come i servizi Web-based legati alle reti mobili di terza generazione.

Un esempio è la rete i-Mode di NTT DoCoMo, che offre già da tempo servizi basati su Java.

“Ci siamo accorti che Java può diventare un linguaggio che gli hacker possono utilizzare per sfruttare le falle di sicurezza”, ha affermato (letteralmente) Eva Chen, CTO e vice presidente esecutivo di Trend Micro.

Trend Micro sottolinea l’importanza, nelle reti mobili, di mettere in campo soluzioni che agiscano direttamente sui server, questo per la difficoltà nel far girare sui telefoni cellulari un vero e proprio software antivirus.

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  • Anonimo scrive:
    Una soluzione equilibrata e democratica
    Credo che la soluzione proposta da Marco Cappato, che autorizza l'invio soltanto per una prima e-mail e vieta l'inoltro delle successive se non su espressa autorizzazione del destinatario, sia una soluzione equilibrata e democratica per due motivi:1) Inviando una sola e-mail il traffico temuto dal Dott. Ercolessi verrebbe drasticamente ridotto anche considerando l'esempio numerico da lui riportato poichè tutto ciò potrebbe avvenire, appunto, una sola volta;2) La ritengo una proposta democratica perchè l'invio di e-mail è l'unica soluzione che, a costi relativamente bassi, consente di dar voce alle minoranze e ad iniziative nuove sia nel campo sociale che in quello politico ed economico. Tutti sanno quanto sia di fondamentale importanza, nell'attuale panorama socio-politico, per una minoranza la possibilità di far sentire la propria voce: come potrei fare a sapere dell'esistenza, per esempio, di una raccolta di firme contro la distruzione di una parte della foresta amazzonica per la costruzione, in sordina, dell'ennesima diga? Gli esempi potrebbero continuare a iosa.
    • Anonimo scrive:
      Re: Una soluzione equilibrata e democratica
      - Scritto da: Nazzareno Prinzivalli
      2) La ritengo una proposta democratica
      perchè l'invio di e-mail è l'unica soluzione
      che, a costi relativamente bassi, consente
      di dar voce alle minoranze e ad iniziative
      nuove sia nel campo sociale che in quello
      politico ed economico.Lo spam sociale/politico/religioso e' numericamente assai inferiore a quello commerciale che promuove prodotti o servizi. L'emendamento piu' dibattuto (il n.42 in http://www2.europarl.eu.int/omk/OM-Europarl?PROG=REPORT&L=IT&PUBREF=-//EP//NONSGML+REPORT+A5-2001-0270+0+DOC+WORD+V0//IT&LEVEL=2 )e' esplicitamente diretto a favorire l'invio di email non sollecitate _da parte di imprese_. La sua giustificazione dice infatti:"Una soluzione opt-in per la commercializzazione per posta elettronica penalizzerebbe la commercializzazione responsabile, ma non impedirebbe a quello illegittimo di continuare a inviare posta elettronica non richiesta. Quest'ultima è già coperta da speciali misure di protezione, fra cui l'articolo 7, paragrafo 1 della direttiva 200/31/CE e gli articoli 6 e 7 della direttiva 95/46/CE sulla protezione generale dei dati. Norme giuridiche più rigorose avrebbero unicamente l'effetto di ridurre lo stimolo per le imprese a sviluppare all'interno dell'UE efficaci soluzioni di software."Come gia' illustrato, ritengo che al contrario la soluzione opt-in favorisca e non penalizzi la commercializzazione responsabile. Quella opt-out favorisce gli irresponsabili. Mi puo' indicare quale criterio utilizzerebbe per decidere quale "iniziativa nuova in campo economico" sia meritevole di pubblicizzazione via UCE, e quale no? Tenendo presente che sarebbe poi il mittente a prendere la decisione.
  • Anonimo scrive:
    Furio tieni duro!
    Furio tieni duro, sei tutti noi! :-)
  • Anonimo scrive:
    GLI EURODEPUTATI E LO SPAMMING: L'ESEMPIO D MENNEA
    ALEGO MAIL RICEVUTA ALCUNI GIORNI FA; HO INVIATO ACUNE MAIL DI PROTESTA ALL'ON. MENNEA; NN HA NEANCHE CHIESTO SCUSA....CREDO CHE LO SPAMMIG SIA TALE INDIPENDENTE DAL MTTENTE E DAGL SCOPI DICHIARARTI (BENEFICIENZA VS O IMPICITA PROPAGANDA...)...----- Original Message ----- From: Pietro-Paolo On. Mennea Sent: Wednesday, September 05, 2001 2:45 PMSubject: comunicatoCari Amici, con questa e-mail, vorrei seguitare ad informarVi in merito all'asta benefica in favore dei superstiti del crollo del palazzo di Via Giotto a Foggia. L'asta continua con grande successo, ed è appena iniziato il secondo mese con altri dieci oggetti, credo molto interessanti, che potrete visionare sul sito www.pietromennea.it Desidero comunque scusarmi con quanti non avessero gradito ricevere questa e-mail, agli altri chiedo invece di diffonderla tra tutti i loro amici. Un caro saluto a tutti Pietro Mennea COMUNICATO STAMPAPietro Mennea mette all'asta oltre 70 pezzi di storia sportiva mondiale a favore dei superstiti del drammatico crollo del palazzo di Foggia .Roma, 4 settembre 2001 - Pietro Mennea, la mitica "freccia del Sud", campione olimpico dei 200 m. a Mosca nel 1980, che ha regalato mille emozioni agli italiani, ha deciso di sorprenderci ancora una volta con un grande gesto di solidarietà: organizzare il più grande evento a scopo benefico nella storia delle aste sportive online a sostegno dei superstiti del drammatico crollo del palazzo di Foggia (11 novembre 1999) che provocò la morte di 67 persone.Grazie al diretto interessamento di Pietro Mennea, molti grandi campioni dello sport nazionale e mondiale hanno donato oltre 70 pezzi della storia dello sport mondiale saranno messi all'asta sul sito www.pietromennea.it e in collaborazione con QXL.it, e XENIA srl servizi multimediali.L'evento sarà on-line per alcuni mesi e le aste saranno suddivise in diverse tranche che vedranno protagonisti di volta in volta gruppi di fantastici oggetti appartenuti ai campioni dello sport mondiale. Per tutto questo periodo gli utenti potranno collegarsi in qualsiasi momento alla pagina dedicata e partecipare alle aste in corso oppure attendere l'oggetto del campione più amato. Dal 6 settembre, fino al 30 settembre, partirà la seconda tranche di memorabilia online con oggetti appartenuti ai seguenti campioni:Sara Simeoni, Rui Costa, Filippo Inzaghi, Cafù, Christian Vieri, Weah, e non poteva mancare un oggetto di Pietro Mennea. L'asta di questo mese si presenta particolarmente interessante perché saranno presenti gli oggetti di ben tre campioni del mondo: El Guerrouji che ha vinto i campionati del mondo di atletica leggera sulla distanza di 1500 M., Fiona May che si è aggiudicata il titolo mondiale nel salto in lungo a Edmonton, ed infine, dulcis in fundo, Michael Schumacher, neo campione del mondo di Formula 1. Gli appassionati sportivi, potranno scoprire quali saranno gli oggetti messi all'asta cliccando sul sito: www.pietromennea.itIntanto continua la adesione dei campioni alla iniziativa benefica, l'ultimo oggetto pervenuto è stato la cerata di Giovanni Soldini che ha indossato nella Europe One New Man Star ( transatlantica in solitario del 2000 ) .
  • Anonimo scrive:
    Spammiamo Cappato!!??!!!
    Ovviamente l'importante è che inseriamo in fondo alla mail che può tranquillamente decidere di non ricevere più ns e-mail (gli argomenti sono a ns discrezione: commenti sulla squadra di calcio del cuore, il governo berlusconi, la caccia al cinghiale nella bassa Toscanaecc)Siamo in 10.000.000 su internet, con una media di 3 caselle di mail a testa= 30.000.000 nella casella mail di Cappato.Magari per un po' non ci delizierà con le sue cazzate perchè dovra spendere il suo tempo per le varie cancellazioniChe ne dite??Maranza
    • Anonimo scrive:
      Re: Spammiamo Cappato!!??!!!
      - Scritto da: maranza
      Siamo in 10.000.000 su internet, con una
      media di 3 caselle di mail a testa=
      30.000.000 nella casella mail di Cappato.Molto prima che si arrivi a quel numero quellamailbox sarebbe morta.Volendo dedicare del tempo alla causa, ritengopiu' produttivo contattare i membri del ParlamentoEuropeo che si ha eletto, spiegando loro chenon si vuole l'adozione deli emendamenti opt-out,e che la proposta opt-in della Commissione vabenissimo cosi' com'e'.I numeri di fax di Strasburgo sono in fondo ahttp://www.nic.it/cgi-bin/wa?A2=ind0109&L=anti-spam&F=&S=&P=156Qualcuno ha anche un indirizzo email "reperibilein archivi pubblici" :-)
  • Anonimo scrive:
    Tecnologia, non leggi!
    Per regolare internet e anche lo spammer ci vuole tecnologia, non leggi. Con le leggi si crea solo tanta confusione e malcontento (Le leggi sulla privacy ci sono e io continuo a ricevere 30 email non desiderate al giorno). Secondo me affacciarsi negli USA per capire cosa fanno loro non è una cattiva idea, senza di loro internet non ci sarebbe!Grazie
    • Anonimo scrive:
      Re: Tecnologia, non leggi!
      - Scritto da: MIKI
      Secondo me affacciarsi negli USA per capire
      cosa fanno loro non è una cattiva idea,
      senza di loro internet non ci sarebbe!tanto X fugare qualche dubbio.... anche senza l'Europa internet non ci sarebbe.v. CERN
    • Anonimo scrive:
      Re: Tecnologia, non leggi!
      Gli USA ti spammano la mail tutti i giorni
    • Anonimo scrive:
      Re: Tecnologia, non leggi!
      - Scritto da: MIKI
      Per regolare internet e anche lo spammer ci
      vuole tecnologia, non leggi. [cut]Conosci poco il problema, e' evidente.Se una legge dovesse consentire la praticadell'opt-out, a che diamine di tecnologia vorresti appellarti, di grazia?
    • Anonimo scrive:
      Re: Tecnologia, non leggi!
      - Scritto da: MIKI
      Secondo me affacciarsi negli USA per capire
      cosa fanno loro non è una cattiva idea,
      senza di loro internet non ci sarebbe!Veramente mi risulta che la Rete sia frutto del lavoro sviluppato al CERN di Ginevra, in Europa... poi che gli USA tirino sempre fuori la balla di Arpat...
      • Anonimo scrive:
        Re: Tecnologia, non leggi!
        Semmai al CERN e' nato il web, non la rete.Comunque sono discorsi che hanno poco senso. A che serve sapere dove e' nata o si e' sviluppata piu' velocemente la rete?Non si stava discutendo di se e come vada regolamentata?
    • Anonimo scrive:
      Re: Tecnologia, non leggi!
      - Scritto da: MIKI
      Per regolare internet e anche lo spammer ci
      vuole tecnologia, non leggi. Che ci voglia tecnologia e' fuori discussione.Ma ci vogliono anche leggi. Attenzione! Latecnologia si sviluppa in modo continuo eindirizza i problemi correnti - invece nuove leggi una volta varate restano in vigore perdiversi anni, e se sono sbagliate una volta checi sono arrecano danni.La legge non ci serve per lo spammer "sporco"(open relays, forged headers), che eliminiamocon la tecnologia. Ci serve per fermare lacorporation o la grossa azienda di marketing cheritiene che le mailbox siano un canale pubblicitarioliberamente fruibile da chiunque. Lo spam "corporate" o "mainsleaze" sta crescendo molto piu' rapidamente, ed e' ora di quello checi stiamo occupando.
      Secondo me affacciarsi negli USA per capire
      cosa fanno loro non è una cattiva idea,
      senza di loro internet non ci sarebbe!L'Europa in materia di protezione del cittadinoe' il continente piu' avanti di tutti. Non deveaffacciarsi da nessuna parte, ma bensi' andarediritto per la sua strada e definire un esempio.Inoltre, la situazione dello spam negli USAe' tutt'altro che rosea.
  • Anonimo scrive:
    proibire non aiuta a risolvere i problemi ...
    il vero problema e' lo spamming che e' come la carta moschicida : quello che non riesci a staccartelo di dosso, usa server di posta altrui per fare casini e intasare banda, e' fasullo etc ... quello si' ..Il resto esistera' sempre, l'importante e' che sia veramente possibile togliersi dalle liste di distribuzione, questo e' quello che conta ..
    • Anonimo scrive:
      Re: proibire non aiuta a risolvere i problemi ...
      - Scritto da: paristexas
      il vero problema e' lo spamming che e' come
      la carta moschicida : quello che non riesci
      a staccartelo di dosso, usa server di posta
      altrui per fare casini e intasare banda, e'
      fasullo etc ... quello si' ..

      Il resto esistera' sempre, l'importante e'
      che sia veramente possibile togliersi dalle
      liste di distribuzione, questo e' quello che
      conta ..Il tuo ragionamento e': proibire non aiuta a risolvere i problemi (come da soggetto) tanto piu' che se uno vuole spedire spmmaing lo puo' spedire lo stesso tramite server di posta altrui in maniera fraudolenta. Ecco, se c'e' gente che puo' agire in questo modo, come puoi pensare che sia percorribile la strada dell'opt-out? La stessa gente senza scrupoli avra' in questo modo maggiori margini di movimento, e potra' sempre dire che non ha ricevuto l'email di disdetta, oppure ti iscrivo in una nuova lista, e tu ti devi ritirare fuori da questa nuova lista, e cosi' via rompendo le p...le.Proibire alla gente senza scrupoli di fare cio' che vuole aiuta eccome a risolvere i problemi, non se ne puo' piu' di questo ricatto del 'proibire vuol dire limitare la liberta' dei cittadini che e' sacrosanta' e blah blah. A me pare che si tenda solo a garantire la liberta' delle grosse forze economiche che hanno il potere avanzare richieste alle forze politiche, non la liberta' dei consumatori.blah
    • Anonimo scrive:
      Re: proibire non aiuta a risolvere i problemi ...
      - Scritto da: paristexas
      il vero problema e' lo spamming che e' come
      la carta moschicida : quello che non riesci
      a staccartelo di dosso, usa server di posta
      altrui per fare casini e intasare banda, e'
      fasullo etc ... quello si' ..Quello si arresta facilmente (diciamo al 90%)utilizzando uno qualsiasi dei database di relayaperti e DUL per i dialups senza necessita' diintervento, e in qualche caso inserendo oggettinei filtri manualmente. In prospettiva NON e'il problema principale, anche se in questo momentoqualcuno puo' ritenere che lo sia.
      Il resto esistera' sempre, l'importante e'
      che sia veramente possibile togliersi dalle
      liste di distribuzione, questo e' quello che
      conta ..No, quello che conta e' che nessuna entita' sisenta autorizzata a inviare nemmeno un solo emailpromozionale a chi non l'ha richiesto: esattamentecome non puo' inviare un fax. Anche se fossepossibile togliersi dalla lista facilmente, none' ammissibile che nei prossimi anni ognuno dinoi spenda ore ogni giorno per disiscriversida tutti i mailing lists a cui e' stato iscrittoquel giorno, pena il loro accumularsi e lafine della mailbox.
      • Anonimo scrive:
        Re: proibire non aiuta a risolvere i problemi ...
        Concordo. Non e' solo una questione di privacy nel senso di venir disturbati, ma anche di tempo. Io ho cercato di rimuovere l'indirizzo da alcune liste e ci sono riuscito, ma ho come l'impressione che le 15-20 email giornaliere non te le toglie nessuno. Per praticita' le cancello e basta perche' altrimenti spenderei buoni 20 minuti solo per andare sul sito, inserire l'indirizzo, vedere che succede....Insomma per praticita' le cancello subito ma credo non sia possibile pensare di andare avanti cosi'.Pensate un po' a ricevere 20 lettere promozionali al giorno nella cassetta della posta. Negli States mi ci sono abituato (non a 20 giornaliere, ma 25 a settimana) perche' l'opt-out (almeno in CA) e' la norma anche per la posta tradizionale, ma sapeste che p...e !!- Scritto da: furio ercolessi
        - Scritto da: paristexas

        il vero problema e' lo spamming che e'
        come

        la carta moschicida : quello che non
        riesci

        a staccartelo di dosso, usa server di
        posta

        altrui per fare casini e intasare banda,
        e'

        fasullo etc ... quello si' ..

        Quello si arresta facilmente (diciamo al 90%)
        utilizzando uno qualsiasi dei database di
        relay
        aperti e DUL per i dialups senza necessita'
        di
        intervento, e in qualche caso inserendo
        oggetti
        nei filtri manualmente. In prospettiva NON
        e'
        il problema principale, anche se in questo
        momento
        qualcuno puo' ritenere che lo sia.


        Il resto esistera' sempre, l'importante e'

        che sia veramente possibile togliersi
        dalle

        liste di distribuzione, questo e' quello
        che

        conta ..

        No, quello che conta e' che nessuna entita'
        si
        senta autorizzata a inviare nemmeno un solo
        email
        promozionale a chi non l'ha richiesto:
        esattamente
        come non puo' inviare un fax. Anche se fosse
        possibile togliersi dalla lista facilmente,
        non
        e' ammissibile che nei prossimi anni ognuno
        di
        noi spenda ore ogni giorno per disiscriversi
        da tutti i mailing lists a cui e' stato
        iscritto
        quel giorno, pena il loro accumularsi e la
        fine della mailbox.
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