Tributes.com, trapassano ma non passano

Il fondatore di Monster.com ha lanciato il primo aggregatore di necrologi con servizi avanzati annessi. Tributes ha goduto anche del finanziamento del Wall Street Journal
Il fondatore di Monster.com ha lanciato il primo aggregatore di necrologi con servizi avanzati annessi. Tributes ha goduto anche del finanziamento del Wall Street Journal

Il social networking mortuario è banalmente definibile come una delle ultime frontiere del web 2.0. In verità, si tratta di un business che Jeff Taylor , fondatore di Monster.com, ha deciso di valorizzare con la piattaforma dedicata Tributes.com . L’obiettivo è quello sbaragliare la concorrenza cartacea, quindi diventare un riferimento indiscusso nel settore dei necrologi.

“Monster è stato sviluppato per trasferire gli annunci di lavoro dei giornali su Internet. Quindi i necrologi sono l’inevitabile ulteriore sviluppo”, ha dichiarato Taylor a Wired .

Difficile al momento valutare le potenzialità di questa attività: il Wall Street Journal ha contribuito finanziariamente al progetto di Mister Monster. Tributes ha potuto approfittare di un capitale iniziale di ben 4,3 milioni di dollari. “Sono matto per questa attività, la questione non è tanto se esploderà ma quando”, ha sottolineato Taylor. “Ho analizzato e costruito una carriera sulla migrazione della carta stampata sul web, e la sezione necrologi è quella che manca”.

La fiducia nel progetto sembra anche essere frutto dell’esperienza maturata su Eons.com , la comunità online dedicata ai baby boomers (i nati tra il 1946 e il 1963) che Taylor ha realizzato dopo l’uscita dal progetto Monster. Gli ultra-cinquantenni statunitensi devono aver dimostrato non poco interesse nei confronti dell’argomento. Ecco quindi l’idea di creare un social network di supporto per amici e familiari dei trapassati.

Sotto il punto di vista funzionale, Tributes si spinge oltre rispetto ai siti tradizionali come SweetMemoriesSite.com, ChristianMemorials.com e PreciousMemoriesAndMore.com. Vanta infatti un motore di ricerca e un database che comprende tutti i deceduti dal 1936. Inoltre, consente non solo verifiche accurate, ma anche servizi informativi evoluti e un sistema di pubblicazione avanzato.

“Stiamo costruendo un canale specifico per l’industria funeraria e quindi collaborare con loro, in modo da diventare un aggregatore per tutti i necrologi”, ha dichiarato John Heald, impresario di pompe funebri che sta collaborando con Tributes. Una delle possibilità, infatti, è quella di pacchetti “tutto-incluso”, con cerimonia domestica e servizio online annesso.

“Le persone che vanno a svernare in Florida si connettono ai siti per controllare chi è morto tra quelli rimasti a casa”, sostiene un operatore di pompe funebri di Vancouver. “Molte società del mio settore adesso hanno un sito, e quelli che non ce l’hanno stanno lavorando al riguardo”.

“I gruppi tradizionali di supporto (per i parenti dei defunti, ndr.) che si incontrano una volta alla settimana non valgono così tanto come quelli online animati 24 ore su 24, sette giorni su sette”, ha concluso Heald. Tributes a breve proporrà anche i gruppi di sostegno online.

Dario d’Elia

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08 05 2008
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