Tron: Legacy, nuova fantascienza per nuova società

di G. Niola - La lotta tra materia e spirito si scioglie nella tecnologia. Una fantascienza che non è timore per la tecnologia, ma la rappresenta per come è vissuta ai nostri giorni. Una recensione, in attesa del 29 dicembre

Roma – Il 29 Dicembre arriva nelle sale italiane Tron: Legacy , il sequel che dopo 28 anni riprende il discorso interrotto da Tron , uno dei film più tecnologicamente innovativi degli ultimi 50 anni di cinema, e purtroppo anche uno di quelli invecchiati peggio. L’idea però non è solo di riprendere le fila di una trama (Kevin Flynn, grande programmatore e hacker, ha creato diversi giochi di successo ma Encom se n’è appropriata senza riconoscergliene la paternità, in un tentativo di hack finalizzato ad estrarre informazioni che possono incastrare la società Flynn finirà nel computer, un mondo in cui i programmi hanno forma umana e i creativi sono venerati come divinità). Ma piuttosto quella di riprendere un discorso, il più importante, quello che racconta come la tecnologia entri nella nostra vita. Una volta temuta e oggi abbracciata anche nella sua componente umanistica.

TRON legacy

Nel 1982 infatti Tron utilizzava il contesto e le dinamiche del mondo informatico (si parla di software, hardware, periferiche di I/O e via dicendo) per ripetere il consueto format di successo dei film Disney: un po’ di fantasy, azione disimpegnata, umorismo facile e buoni sentimenti per la famiglia. Il fascino delle ambientazioni realizzate in computer grafica però raccontava quello che stava succedendo all’industria del cinema e prefigurava quello che sarebbe poi diventata la regola, proprio nell’anno in cui Blade Runner raccontava il futuro ricostruendolo tutto in uno studio.

In ossequio alle regole della fantascienza in Tron il cattivo erano le macchine, capeggiate dall’MCP, unità di calcolo centrale raffigurata come un dittatore e un mostro: il computer che pensa, in grado di uccidere gli uomini come i programmi e in grado di influenzare anche il mondo reale. Oggi in Tron: Legacy le cose sono diverse, il nemico è sempre un programma (C.L.U., software programmato dallo stesso Flynn, che ne ha le medesime fattezze, già presente nel primo film ma in maniera marginale), questa volta tuttavia anche la soluzione sarà nella macchina. Nonostante infatti un seguito in forma di videogioco uscito nel 2004, il nuovo film si riallaccia direttamente al primo ignorando il modo in cui la trama è stata portata avanti in quel caso. Cosa degna di stupore specie in virtù dello stretto legame da sempre esistito tra cinema e videogiochi di Tron. Molti ne sono stati creati a partire dalle scene più note del film, alcuni ipotizzando il prosieguo della storia con una crossmedialità vista solo nella saga di Guerre Stellari.

La spaccatura probabilmente è avvenuta perchè in Tron: Legacy la novità sta tutta nel fatto che si nega uno dei presupposti centrali della fantascienza: la figura negativa delle macchine. Il genere stesso si fonda sulla lotta tra materia e spirito, tra meccanico e umano, per vedere nella quasi totalità dei casi il trionfo dello spirito. Questo perché, fin da quando esiste, la tecnologia meccanica e digitale a determinati livelli di complessità è stata lontana dalle persone comuni, in linea di massima non conosciuta e quindi temuta. La fantascienza è espressione di questi timori e ansie per un futuro in cui una dimensione poco conosciuta, e in apparenza poco controllabile, abbia la meglio su quello che rende l’uomo umano.

Tron: Legacy invece porta su di sé l’impronta del diverso rapporto che oggi abbiamo con la tecnologia. Il figlio di Kevin Flynn, in cerca del padre, finisce anch’egli nel mondo del computer e, trovatolo, dovrà aiutarlo a combattere C.L.U., poiché il software negli ultimi 25 anni è diventato un dittatore e, in ossequio all’ordine che gli fu impartito decenni prima dal suo creatore, (” Realizza un mondo perfetto “) ha eliminato l’elemento umano. Il suo prossimo obiettivo ovviamente è il mondo fuori dal computer. Per questo i due Flynn dovranno uscire da lì e possibilmente portare con loro gli “algoritmi isomorfici”, sorta di anomalie comparse spontaneamente nel periodo in cui Flynn-padre cercava di creare un mondo migliore. Questi algoritmi (che come quasi tutto nel mondo interno del computer hanno forma umana) sono alla base della rinascita e sono descritti come divinità presenti nel mondo digitale: ” Abbiamo creato per millenni dei e mitologie e non sapevamo che era qui che dovevamo cercare ” dice inequivocabilmente Jeff Bridges nel descriverle.

Proprio questo, cioè la presenza nel mondo digitale della salvezza dello spirito dalla dittatura della materia, è il segno di quel cambio che arriva a rappresentare al cinema il mutato rapporto della società con la tecnologia. Rispetto ad anni fa, oggi la tecnologia è strumento di ogni giorno e soprattutto è strumento plasmabile da ognuno, a dimostrazione di come non sia una minaccia per la cultura umanistica, ma un nuovo veicolo. Una delle grandi rivoluzioni della rete di questi ultimissimi anni è stato il passaggio dall’essere la sede dei ragionamenti, dei calcoli e delle opportunità scientifiche ad essere anche un mezzo di comunicazione personale, quindi utile alla veicolazione e alla crescita dello spirito.

Tron: Legacy non è il primo film a trattare in questo modo la fantascienza, negli ultimi 2 anni già altre opere molto note e commerciali, come ad esempio Wall-E della Pixar o Moon di Duncan Jones, avevano cominciato a raccontare questo cambio. Ora nella dialettica tra spirito e materia alla tecnologia viene fatto il dono della complessità, essa rappresenta tutte e due le parti, è la minaccia e contemporaneamente contiene la soluzione.

Sebbene non semplice da seguire, questo nuovo Tron (in cui il personaggio del titolo non compare quasi mai) è un’esperienza visiva e uditiva fuori dal comune e dotata di senso solo se fruita al cinema. A crearla è il misto di immagini e suoni il cui merito va alla pari ai Daft Punk , che hanno realizzato una colonna sonora in cui echeggia Vangelis e sono stati sound designer, cioè hanno partorito i suoni del mondo all’interno del computer, e al regista Joseph Kosinski che ha “disegnato” il film assieme a dei designer. E sebbene Tron: Legacy non sia privo di cadute di stile (C.L.U., ovvero la versione ringiovanita al digitale di Jeff Bridges, è un fallimento di credibilità a detta dello stesso regista), è forse uno dei film che, con la sua stessa esistenza, riesce in controluce a raccontare il cambio che è avvenuto da quando la tecnologia è diventata davvero per tutti.

Gabriele Niola
Il blog di G.N.

I precedenti scenari di G.N. sono disponibili a questo indirizzo

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  • Testo scrive:
    Ma che cazzo chiudono i thread
    Ma che cazzo chiudono i thread a caso quelli di PI? Perché hanno bloccato quello sopra, non c'erano neanche insulti o litigi... basta dire "l'articolo sbaglia" nel titolo per vedersi il thread bloccato?Ma vergognatevi.
    • sxs scrive:
      Re: Ma che XXXXX chiudono i thread

      "l'articolo sbaglia" nel titolo per vedersi il
      thread
      bloccato?
      Ma vergognatevi.Qui c'e' una moderazione allucinante, quando gli muovi unacritica un po' pungente prova a mettere in coda al messaggioqualcosa come"W la apple" oppure"Bing: il miglior motere di ricerca al mondo"e forse ti salvi.
      • gino scrive:
        Re: Ma che XXXXX chiudono i thread
        Peggio del governo attuale e di quello ke verà!!Su P.I. vige la democrazia-fascista!!!Vergognarsi mi sembra un pò poco!!
        • approvato scrive:
          Re: Ma che XXXXX chiudono i thread
          - Scritto da: gino
          Peggio del governo attuale e di quello ke verà!!
          Su P.I. vige la democrazia-fascista!!!
          Vergognarsi mi sembra un pò poco!!'Sto sito è una barzelletta.
  • RenatoBrune ttaCECPAC scrive:
    Il nuovo comitato
    Il Comitato Interminestra ?!Forte ! Non l'avevo mai sentito.Carino veramente... eh eh eh:-)A parte questo, ottimo articolo...
  • Mr. P scrive:
    Diritti D'Autore
    Per chi se ne fosse dimenticato, a nessuno in questo 2010 è arrivato da pagare il canone (cioè il pizzo) SCF? Mi riferisco alle centinaia di migliaia di esercenti che già fanno fatica ad andare avanti per la pressione fiscale che supera il 45%, che non hanno nessuna tutela di qualsivoglia tipo, che di fatto mantengono questo ridicolo Paese sulle loro spalle e che un giorno quando uscirà dal nulla un'altra SCF, e poi un'altra ancora, che in nome di leggi sbagliate e anteguerra reclameranno altri balzelli, e costringerà a chiedere al povero cristo, ma chi me lo fa fare di aprire oggi? Meglio andare a protestare sotto al Palazzo!!
    • uno qualsiasi scrive:
      Re: Diritti D'Autore
      - Scritto da: Mr. P
      Per chi se ne fosse dimenticato, a nessuno in
      questo 2010 è arrivato da pagare il canone (cioè
      il pizzo) SCF?


      Mi riferisco alle centinaia di migliaia di
      esercentiEsercenti in cosa?
      • Mr. P scrive:
        Re: Diritti D'Autore
        - Scritto da: uno qualsiasi
        - Scritto da: Mr. P

        Per chi se ne fosse dimenticato, a nessuno in

        questo 2010 è arrivato da pagare il canone (cioè

        il pizzo) SCF?





        Mi riferisco alle centinaia di migliaia di

        esercenti

        Esercenti in cosa?Tutti i piccoli, medi e grandi negozi, bar, ristoranti, hotel, ecc...
    • guast scrive:
      Re: Diritti D'Autore

      Mi riferisco alle centinaia di migliaia di
      esercenti che già fanno fatica ad andare avanti
      per la pressione fiscale che supera il 45%,Si quei quattro che pagano le tasse. Avessero pagato le tasse anche gli altri non ci saremmo ridotti in quetso stato.
      non hanno nessuna tutela di qualsivoglia tipo,
      che di fatto mantengono questo ridicolo Paese
      sulle loro spalleBalle
      ma chi me lo fa fare di aprire oggi?
      Meglio andare a protestare sotto al
      Palazzo!!Ecco vai lì invece di venire a piangere miseria qui. Tanto qui nessuno ti crede.
      • Mr. P scrive:
        Re: Diritti D'Autore
        - Scritto da: guast

        Mi riferisco alle centinaia di migliaia di

        esercenti che già fanno fatica ad andare avanti

        per la pressione fiscale che supera il 45%,
        Si quei quattro che pagano le tasse. Avessero
        pagato le tasse anche gli altri non ci saremmo
        ridotti in quetso
        stato.Si proprio quei quattro ai quali dovresti una immensa gratitudine.

        non hanno nessuna tutela di qualsivoglia tipo,

        che di fatto mantengono questo ridicolo Paese

        sulle loro spalle

        BalleL'Italia non funziona, è un dato di fatto.

        ma chi me lo fa fare di aprire oggi?

        Meglio andare a protestare sotto al

        Palazzo!!
        Ecco vai lì invece di venire a piangere miseria
        qui. Tanto qui nessuno ti
        crede.(rotfl)
        • Micio scrive:
          Re: Diritti D'Autore
          Guarda che gli unici che mantengono questo paese a galla sono i lavoratori dipendenti che sono gli unici che pagano tutte le tasse, se gli esercenti pagassero tutte le tasse, ad esempio emettendo sempre gli scontrini fiscali forse le cose andrebbero meglio, per cui vai a piangere da un'altra parte che qui non ti crede nessuno.
          • Mr. P scrive:
            Re: Diritti D'Autore
            - Scritto da: Micio
            Guarda che gli unici che mantengono questo paese
            a galla sono i lavoratori dipendenti che sono gli
            unici che pagano tutte le tasse, se gli esercenti
            pagassero tutte le tasse, ad esempio emettendo
            sempre gli scontrini fiscali forse le cose
            andrebbero meglio, per cui vai a piangere da
            un'altra parte che qui non ti crede
            nessuno.Chi è che da lavoro ai "lavoratori dipendenti" e gli paga anche l'INPS?
          • krane scrive:
            Re: Diritti D'Autore
            - Scritto da: Mr. P
            - Scritto da: Micio

            Guarda che gli unici che mantengono questo

            paese a galla sono i lavoratori dipendenti

            che sono gli unici che pagano tutte le

            tasse, se gli esercenti pagassero tutte le

            tasse, ad esempio emettendo sempre gli

            scontrini fiscali forse le cose andrebbero

            meglio, per cui vai a piangere da un'altra

            parte che qui non ti crede nessuno.
            Chi è che da lavoro ai "lavoratori dipendenti" e
            gli paga anche l'INPS?Le ditte estere in italia, per quel poco che ci resteranno ancora...Gli italiani danno lavoro solo cococo o in nero.
    • uno qualsiasi scrive:
      Re: Diritti D'Autore
      Basterebbe togliere il copyright e rendere tutta la musica gratuita, e il problema sarebbe risolto. E ci guadagnerebbero tutti.
  • SCF IS EVIL scrive:
    Complimenti
    Grande Guido, ottimo editoriale, non tutti hanno il coraggio di affermare certe cose trovandosi in una posizione simile alla Vostra. Dovremmo prendere tutti esempio.
  • cognome scrive:
    in rosso no c'è solo la banda
    c'è sopratutto il conto corrente.Non tutti percepiscono remunerazioni da avvocati, non considenrando quelle in nero.Buona italia...
  • ovvero scrive:
    il quotidiano informatico di fanXXXXXsti
    E pure quest'anno punto informatico chiude per ferie, come se fosse un negozietto di qualche tipo, grazie alla voglia di non fare un XXXXX di chi ci lavoro, e probabilmente anche alla fatica di dover copiare gli articoli e tradurli dai magazine online seri.Evviva chi non ha voglia di fare un XXXXX e facciamo tanti auguri a tutti, auguri ovviamente di perdere il lavoro che non meritate quanto prima possibile
  • zizzo scrive:
    D&D - Digital Divide
    A me più che altro preoccupa il fatto che in certi posti, soprattutto paesini di montagna, la banda larga non ci sia e con il cellulare si può navigare a velocità minime.Il bello dell'italia, del suo paesaggio, della sua cultura e della sua economia è anche l'esistenza di paesini distribuiti sul territorio e che già soffrono di spopolamento perchè non possono offrire i servizi e gli agi della vita moderna (e il posto di lavoro). E' proprio la rete che potrebbe ridurre l'isolamento di questi posti, e magari portarli a nuova vita.Non è "poesia da 2 soldi" sul bel tempo che fu, parlo di proprietà immobiliari abbandonate e che perdono valore, piccole imprese agricole + manifatturiere + di servizi che fanno fatica a comunicare, tessuto commerciale che perde clienti, pensionati con i parenti "fuggiti" non li possono accudire... Un patrimonio che si va buttando via e tanti disoccupati in più.Ovviammente lo scenario del paesello può essere riportato più in grande nel paragone tra italia e resto del mondo. Il che è ancora più inquietante. Però è dal paesello che bisognerebbe partire, costerebbe di meno.
    • Ma no scrive:
      Re: D&D - Digital Divide
      - Scritto da: zizzo
      A me più che altro preoccupa il fatto che in
      certi posti, soprattutto paesini di montagna, la
      banda larga non ci sia e con il cellulare si può
      navigare a velocità
      minime.

      Il bello dell'italia, del suo paesaggio, della
      sua cultura e della sua economia è anche
      l'esistenza di paesini distribuiti sul territorio
      e che già soffrono di spopolamento perchè non
      possono offrire i servizi e gli agi della vita
      moderna (e il posto di lavoro). E' proprio la
      rete che potrebbe ridurre l'isolamento di questi
      posti, e magari portarli a nuova
      vitaMa (anche lasciando perdere la corruzione, comunque palese e spesso dimostrata di buona parte di essa) cosa pretendi da una classe politica che da VENT'ANNI A QUESTA PARTE ha fatto tutto l'opposto di cio' che doveva fare per tenere il Paese economicamente competitivo? Invece di investire nel settore tecnologico al momento giusto l'hanno completamente ignorato e hanno cercato di battere la produzione manufatturiera cinese, con il risultato che il settore manifatturiero ne e' uscito con le ossa rotte e il settore tecnologico non s'e' mai sviluppato (anzi, e' regredito).Invece di favorire la banda larga che, come sostieni tu, avrebbe permesso il prosperare dei piccoli comuni con il lavoro a distanza, hanno investito sul digitale terrestre, con il risultato che i piccoli comuni sono diventati sempre piu' morti e le citta' e le periferie sempre piu' trafficate e invivibili.Una classe politica che ragiona con schemi ancorati a venti o trent'anni fa. E la sensazione che si ha (detto da uno che ormai ha lasciato l'Italia da un po' di anni) vedendo una citta' come Milano e' che veramente l'Italia sia rimasta ferma agli anni 80.
      • Picchiatell o scrive:
        Re: D&D - Digital Divide
        - Scritto da: Ma no vedendo una citta'
        come Milano e' che veramente l'Italia sia rimasta
        ferma agli anni
        80.magari fosse ferma ani anni '80 forse ti riferisci al 1880 ?
        • Ma no scrive:
          Re: D&D - Digital Divide
          - Scritto da: Picchiatell o
          - Scritto da: Ma no
          vedendo una citta'

          come Milano e' che veramente l'Italia sia
          rimasta

          ferma agli anni

          80.

          magari fosse ferma ani anni '80 forse ti
          riferisci al 1880
          ?Heh. Battute a parte comunque, davvero... la sensazione che si ha tornando in Italia e' davvero quella, che sia un Paese che a un certo punto si sia fermato mentre gli altri andavano avanti. E la cosa triste e' che pare non rendersene conto, anzi...
          • Ma no scrive:
            Re: D&D - Digital Divide
            - Scritto da: Ma no
            - Scritto da: Picchiatell o

            - Scritto da: Ma no

            vedendo una citta'


            come Milano e' che veramente l'Italia sia

            rimasta


            ferma agli anni


            80.



            magari fosse ferma ani anni '80 forse ti

            riferisci al 1880

            ?

            Heh. Battute a parte comunque, davvero... la
            sensazione che si ha tornando in Italia e'
            davvero quella, che sia un Paese che a un certo
            punto si sia fermato mentre gli altri andavano
            avanti. E la cosa triste e' che pare non
            rendersene conto,
            anzi...Ditemi voi se e' concepibile che in Toscana, e in una zona oltremodo turistica, andando in un hotel non ci fosse neanche la possibilita' di trovare una rete wi-fi e che anzi, quando chiesi se c'era mi abbiano guardato come se avessi chiesto una cosa assurda (sucXXXXX pochi mesi fa).
          • Picchiatell o scrive:
            Re: D&D - Digital Divide
            - Scritto da: Ma no

            Ditemi voi se e' concepibile che in Toscana, e in
            una zona oltremodo turistica, andando in un hotel
            non ci fosse neanche la possibilita' di trovare
            una rete wi-fi e che anzi, quando chiesi se c'era
            mi abbiano guardato come se avessi chiesto una
            cosa assurda (sucXXXXX pochi mesi
            fa).assolutamente , nel nostro paese quando domandi alla struttura se c'e' il wi-fi Ti guardano come il solito pedoXXXXXterrorista, quando devi solo collegarti ai servizi bancari o sui trasporti per il traghetto....ma vuoi mettere non possono poi piu' tassarti le telefonate ( perche' manco il cellulare certe volte arriva) sulla linea fissa telefonica in camera .
    • uno nessuno circa cento scrive:
      Re: D&D - Digital Divide
      - Scritto da: zizzo
      moderna (e il posto di lavoro). E' proprio la
      rete che potrebbe ridurre l'isolamento di questi
      posti, e magari portarli a nuova
      vita.Direi piuttosto che la rete contribuisce a fare il contrario.E' molto romantica l'idea per cui Heidi può lavorare via web per una multinazionale stando in mezzo alle sue pecore. Piacerebbe molto anche a me vivere in questo modo (lavorando magari per una media impresa anzichè una multinazionale). Ma credo che in realtà non esista nemmeno un caso del genere in tutto il mondo.La rete contribuisce casomai a creare bisogni (sia reali sia indotti, ammesso che sia possibile distinguere queste due categorie) che non possono essere soddisfatti fuori da una città, e con difficoltà possono essere soddisfatti fuori da Roma e Milano.
      Ovviammente lo scenario del paesello può essere
      riportato più in grande nel paragone tra italia e
      resto del mondo. Il che è ancora più inquietante....ma i "flussi migratori", o meglio tutti quei disperati che ogni giorno varcano i confini illegalmente o vengono rispediti nei campi di sterminio costruiti in mezzo al Sahara con soldi (per lo più) italiani, sembrano non essersene accorti...
      • policy scrive:
        Re: D&D - Digital Divide
        - Scritto da: uno nessuno circa cento
        - Scritto da: zizzo

        moderna (e il posto di lavoro). E' proprio la

        rete che potrebbe ridurre l'isolamento di questi

        posti, e magari portarli a nuova

        vita.

        Direi piuttosto che la rete contribuisce a fare
        il
        contrario.

        E' molto romantica l'idea per cui Heidi può
        lavorare via web per una multinazionale stando in
        mezzo alle sue pecore. Piacerebbe molto anche a
        me vivere in questo modo (lavorando magari per
        una media impresa anzichè una multinazionale). Ma
        credo che in realtà non esista nemmeno un caso
        del genere in tutto il
        mondo.Credi male.O per lo meno, nessuno dice che devi startene a casa in mezzo alle pecore. Semplicemente, l'ufficio lo si apre nel comune o in un comune piu' grosso, vicino, ma non nella sede principale che sta nella grande citta' magari a 1000 km di distanza.E di casi del genere ce ne sono a migliaia.
      • PGStargazer scrive:
        Re: D&D - Digital Divide
        - Scritto da: uno nessuno circa centoCUT
        E' molto romantica l'idea per cui Heidi può
        lavorare via web per una multinazionale stando in
        mezzo alle sue pecore. Piacerebbe molto anche a
        me vivere in questo modo (lavorando magari per
        una media impresa anzichè una multinazionale). Ma
        credo che in realtà non esista nemmeno un caso
        del genere in tutto il
        mondo.Se vuoi posso smentirtihttp://www.ilsole24ore.com/art/tecnologie/2010-09-17/abitare-baita-hitech-storia-203657.shtml?uuid=AYiALtQCLa differenza? Non ha il cervello di un italiano
        La rete contribuisce casomai a creare bisogni
        (sia reali sia indotti, ammesso che sia possibile
        distinguere queste due categorie) che non possono
        essere soddisfatti fuori da una città, e con
        difficoltà possono essere soddisfatti fuori da
        Roma e
        Milano.Considerando che il 90% di internet è a scopo di lucro lì'altra categoria la vedo decisamente risicabile

        Ovviammente lo scenario del paesello può essere

        riportato più in grande nel paragone tra italia
        e

        resto del mondo. Il che è ancora più
        inquietante.La chiamano globalizzazioneAlcuni si sono accorti di questo; un caso il wtf?
        ...ma i "flussi migratori", o meglio tutti quei
        disperati che ogni giorno varcano i confini
        illegalmente o vengono rispediti nei campi di
        sterminio costruiti in mezzo al Sahara con soldi
        (per lo più) italiani, sembrano non essersene
        accorti...Sarebbe come dire che i talebani o vari disperati afghani si accorgono un giorno che vengono usati come kamikaze e per vivere continuano a coltivare piantagioni di oppioDifficile credere se ne accorgono se questi perdono tutto
      • Ma no scrive:
        Re: D&D - Digital Divide
        - Scritto da: uno nessuno circa cento
        - Scritto da: zizzo

        moderna (e il posto di lavoro). E' proprio la

        rete che potrebbe ridurre l'isolamento di questi

        posti, e magari portarli a nuova

        vita.

        Direi piuttosto che la rete contribuisce a fare
        il
        contrario.

        E' molto romantica l'idea per cui Heidi può
        lavorare via web per una multinazionale stando in
        mezzo alle sue pecore. Piacerebbe molto anche a
        me vivere in questo modo (lavorando magari per
        una media impresa anzichè una multinazionale). Ma
        credo che in realtà non esista nemmeno un caso
        del genere in tutto il
        mondo.Veramente ce ne sono molti di casi del genere, inclusi alcuni per l'azienda in cui lavoro (gente che non poteva trasferirsi nei pressi della sede per vari motivi, ed esegue il lavoro da casa). E, a parte il dover fare qualche viaggetto in piu' (ma neanche tanti, diciamo una volta ogni 2 mesi o giu' di li'), fanno il loro lavoro egregiamente e cambia poco o nulla tra averli qui o averli in remoto.Francamente mi chiedo come tu possa esserti messo in testa che "non esista un caso del genere in tutto il mondo".
        • ops scrive:
          Re: D&D - Digital Divide
          un ulteriore esempio (se proprio ce ne fosse ancora bisogno) di quanto sia arretrata la cultura tecnologica italiana in primis ma sopra tutto le sue ricadute sociali, che a quanto pare in Italia sembra siano solo i video idioti su youtube e i gruppi cretini di Facebook
          • Ma no scrive:
            Re: D&D - Digital Divide
            - Scritto da: ops
            un ulteriore esempio (se proprio ce ne fosse
            ancora bisogno) di quanto sia arretrata la
            cultura tecnologica italiana in primis ma sopra
            tutto le sue ricadute sociali, che a quanto pare
            in Italia sembra siano solo i video idioti su
            youtube e i gruppi cretini di
            FacebookInfatti... e' proprio una cosa ridicola, Internet e' in gran parte del mondo da anni un perno fondamentale dell'economia e dell'industria, in Italia dalla maggior parte della gente viene ancora considerato un luogo dove al massimo si possono fare 4 cazzatine senza niente di concreto... mah!
          • Picchiatell o scrive:
            Re: D&D - Digital Divide
            - Scritto da: Ma no
            - Scritto da: ops

            un ulteriore esempio (se proprio ce ne fosse

            ancora bisogno) di quanto sia arretrata la

            cultura tecnologica italiana in primis ma sopra

            tutto le sue ricadute sociali, che a quanto pare

            in Italia sembra siano solo i video idioti su

            youtube e i gruppi cretini di

            Facebook

            Infatti... e' proprio una cosa ridicola, Internet
            e' in gran parte del mondo da anni un perno
            fondamentale dell'economia e dell'industria, in
            Italia dalla maggior parte della gente viene
            ancora considerato un luogo dove al massimo si
            possono fare 4 cazzatine senza niente di
            concreto...
            mah!Un dei problemi principali in ambiti lavorativi ( al di la di chi ci lavora) e' che internet e la rete rappresentano per chi "governa" dal "capo"-reparto-progetto in su uno strumento troppo democratico e troppo migliorativo.In poche parole hanno una costante paura di essere scalzati da chi ha piu' conoscenze ( in generale) e questo accresce ulteriormente la ghettizzazione...questo fa si che le aziende italiane siano costantemente ultime in determinati ambiti ( se non in tutti)....
    • cognome scrive:
      Re: D&D - Digital Divide
      - Scritto da: zizzo
      A me più che altro preoccupa il fatto che in
      certi posti, soprattutto paesini di montagna, la
      banda larga non ci sia e con il cellulare si può
      navigare a velocità
      minime.Ma preocuppati di come trovare il denaro per mangiare.Figlio di papino?
  • spacevideo scrive:
    il 2010 è stato un anno positivo
    Volendo fare un bilancio del 2010 direi che è stato un anno positivo, la situazione delle imprese è meno nera degli anni precedenti, nel corso di questo anno sono stati rotti tanti tabù, quello più importante per noi è appunto la pirateria digitale, indipendentemente da quanto si sia fatto o meno, almeno adesso se ne parla pubblicamente come piaga della società.Riguardo la Pubbliaca amministrazione mi sento di dire che sono stati fatti passi in avanti, certo i soldi mancano, ma nel 2010 sono state fatte riforme necessarie, certo impopolari ma che potranno condurci fuori da questo mare in tempesta.
    • AMEN scrive:
      Re: il 2010 è stato un anno positivo
      - Scritto da: spacevideo
      almeno adesso se ne parla
      pubblicamente come piaga della
      società.Cala, cala.....
    • Be&O scrive:
      Re: il 2010 è stato un anno positivo
      FALSIFICARE I BILANCI E PEGGIO CHE DU VHS COPIATE !
    • 0110 scrive:
      Re: il 2010 è stato un anno positivo

      si sia fatto o meno, almeno adesso se ne parla
      pubblicamente come piaga della
      società.Anche Wikileaks è assimilabile all'illegalità ma nell'opinione comune è una grande cosa e Assage un eroe e chi lo contrasta no.Questo dovrebbe farvi paura e dovreste mettere in vetrinacartelli come "non rubare i cablogrammi segreti, guarda un film di spionaggio!"
      • 0110 scrive:
        Re: il 2010 è stato un anno positivo
        (*) Ovviamente per loro tutto ciò che si legge senza il consenso di chi l'ha scritto è un furto... :)
    • uno nessuno circa cento scrive:
      Re: il 2010 è stato un anno positivo
      - Scritto da: spacevideo
      Volendo fare un bilancio del 2010 direi che è
      stato un anno positivo, la situazione delle
      imprese è meno nera degli anni precedenti, nel
      corso di questo anno sono stati rotti tanti tabù,
      quello più importante per noi è appunto la
      pirateria digitale, indipendentemente da quanto
      si sia fatto o meno, almeno adesso se ne parla
      pubblicamente come piaga della
      società.Hai ragione. Il fatto la gente sia costretta a piratare opere e contenuti perchè non sono liberamente accessibili a chiunque è una delle tante piaghe della società. La proprietà intellettuale è un furto intellettuale.
    • Joe Tornado scrive:
      Re: il 2010 è stato un anno positivo
      se ne parla
      pubblicamente come piaga della
      società.
      Ma quando mai ?!?!?!?
      Riguardo la Pubbliaca amministrazione mi sento di
      dire che sono stati fatti passi in avanti, certo
      i soldi mancano, ma nel 2010 sono state fatte
      riforme necessarie, certo impopolari ma che
      potranno condurci fuori da questo mare in
      tempesta.Vedremo ... vedremo ... io vi auguro un anno pieno di successi (dopo che avrete trasformato la videoteca in un'altra attività !)
    • SCF IS EVIL scrive:
      Re: il 2010 è stato un anno positivo
      - Scritto da: spacevideo
      Volendo fare un bilancio del 2010 direi che è
      stato un anno positivo, la situazione delle
      imprese è meno nera degli anni precedenti, nel
      corso di questo anno sono stati rotti tanti tabù,
      quello più importante per noi è appunto la
      pirateria digitale, indipendentemente da quanto
      si sia fatto o meno, almeno adesso se ne parla
      pubblicamente come piaga della
      società.

      Riguardo la Pubbliaca amministrazione mi sento di
      dire che sono stati fatti passi in avanti, certo
      i soldi mancano, ma nel 2010 sono state fatte
      riforme necessarie, certo impopolari ma che
      potranno condurci fuori da questo mare in
      tempesta.per chi non l'avesse capito, questo è un troll, ci vuole davvero tanta confusione mentale per credere a quello che dice!
      • uno qualsiasi scrive:
        Re: il 2010 è stato un anno positivo

        per chi non l'avesse capito, questo è un troll,
        ci vuole davvero tanta confusione mentale per
        credere a quello che
        dice!Non è un troll, è un videotecaro.
    • controlli scrive:
      Re: il 2010 è stato un anno positivo
      - Scritto da: spacevideo
      Volendo fare un bilancio del 2010 direi che è
      stato un anno positivo, la situazione delle
      imprese è meno nera degli anni precedentAH AH AH AH AH... questa poi... (rotfl)(rotfl)(rotfl)
  • goki scrive:
    tecnologie
    Credo fermamente che i progressi ci saranno non certo portati dai soliti "vecchi" politici delle grandi medie e piccole amministrazioni.Le varie leggi sulla PA digitale sono un passo avanti.L'adeguamento a queste è improbabile almeno nel breve periodo perchè la maggior parte delle amministrazioni non è informata o disposta ad informarsi stiamo parlando per la maggiore di persone che non usano perchè non sanno usare i nuovi strumenti informatici, molti comuni non hanno nemmeno il sito istituzionale.Dobbiamo aspettare sicuramente politici piu' tecnologici o proporre ai "vecchi" in maniera semplice le nuove tecnologie.Auguri di buone festeValerio
  • Picchiatell o scrive:
    L'articolo sbaglia in un punto...
    Il nostro paese di fatto e' allo sbando economico e sociale , la "rete" e le sue "non" applicazioni rappresentano uno dei tanti aspetti del declino...
    • policy scrive:
      Re: L'articolo sbaglia in un punto...
      - Scritto da: Picchiatell o
      Il nostro paese di fatto e' allo sbando economico
      e sociale , la "rete" e le sue "non" applicazioni
      rappresentano uno dei tanti aspetti del
      declino...Assolutamente. La cosa veramente incredibile purtroppo è che da una parte ci sia tanta gente che lo nasconda (classe politica e media), dall'altra che ci sia tanta gente che non se ne rende conto.
      • Silvan scrive:
        Re: L'articolo sbaglia in un punto...
        Se noi siamo allo sbando, cosa dire di Grecia, Spagna, Portogallo, Irlanda. Codesti paesi sono allora al fallimento completo. Guardiamo avanti, ma ogni tanto guardiamoci anche alle spalle, per capire meglio la nostra situazione socio-economica.
        • Pascquale scrive:
          Re: L'articolo sbaglia in un punto...
          Alle spalle, in fatto di rete, trovo soltanto paesi del terzo mondo.Siamo stati superati da Romania, paesi baltici, repubblica Ceca, ecc.Ma forse quei paesi non hanno un presidente del consiglio che ricava i suoi guadagni dalla pubblicità su 3 reti televisive private e quindi ha tutto l'interesse commerciale a tenere bassa la rete.Però, poichè è il più amato dagli italiani, dobbiamo pur fare qualche sacrificio per lui!
          • Torsolo scrive:
            Re: L'articolo sbaglia in un punto...
            - Scritto da: Pascquale
            Alle spalle, in fatto di rete, trovo soltanto
            paesi del terzo
            mondo.
            Siamo stati superati da Romania, paesi baltici,
            repubblica Ceca, ecc.Anche nella Top500, coi supercomputer la Polonia è messa meglio di noi, che oltretutto ha anche una popolazione ben minore. In Europa, Francia, Germania e UK, sono diverse spanne sopra di noi come RMax pro-capite e hanno molti più computer in classifica e molto più in alto. L'Italia è uno dei Paesi più popolosi d'Europa e se resta a galla è anche perché è uno dei più industrializzati del mondo, nonostante la politica demenziale e gli squali. Avevamo l'Olivetti che era all'avanguardia e guarda che fine ha fatto. L'Italia ha avuto grandissimo potenziale, ma col passare del tempo ci stanno ammazzando, i ricercatori scappano all'estero e gli universitari che oggi protestano sono liquidati come facinorosi o fannulloni, col solito distorcere la realtà.... e troppi credono alle panzane dei nostri politici.
        • Ubunto scrive:
          Re: L'articolo sbaglia in un punto...
          - Scritto da: Silvan
          Se noi siamo allo sbando, cosa dire di Grecia,
          Spagna, Portogallo, Irlanda. Codesti paesi sono
          allora al fallimento completo. Guardiamo avanti,
          ma ogni tanto guardiamoci anche alle spalle, per
          capire meglio la nostra situazione
          socio-economica.I paesi PIGS, sino a poco prima di essere noti al "grande pubblico" erano i paesi PIIGS, e indovina un po' a chi si riferiva la "I" aggiuntiva?Certo che possiamo anche guardare indietro, ma è una magra consolazione se cerchiamo di consolarci, ed è un severo avviso perché dopo quelli siamo noi la parte pregiata del maiale.
          • policy scrive:
            Re: L'articolo sbaglia in un punto...
            - Scritto da: Ubunto
            - Scritto da: Silvan

            Se noi siamo allo sbando, cosa dire di Grecia,

            Spagna, Portogallo, Irlanda. Codesti paesi sono

            allora al fallimento completo. Guardiamo avanti,

            ma ogni tanto guardiamoci anche alle spalle, per

            capire meglio la nostra situazione

            socio-economica.

            I paesi PIGS, sino a poco prima di essere noti al
            "grande pubblico" erano i paesi PIIGS, e indovina
            un po' a chi si riferiva la "I"
            aggiuntiva?
            Certo che possiamo anche guardare indietro, ma è
            una magra consolazione se cerchiamo di
            consolarci, ed è un severo avviso perché dopo
            quelli siamo noi la parte pregiata del
            maiale.Ahem...PIGS is a grouping acronym used by international bond analysts, academics, and by the international economic press that refer to the faltering and often indebted economies of Portugal, Italy, Greece, and Spain.http://en.wikipedia.org/wiki/PIGS_(economics)
          • policy scrive:
            Re: L'articolo sbaglia in un punto...
            - Scritto da: policy
            - Scritto da: Ubunto

            - Scritto da: Silvan


            Se noi siamo allo sbando, cosa dire di Grecia,


            Spagna, Portogallo, Irlanda. Codesti paesi
            sono


            allora al fallimento completo. Guardiamo
            avanti,


            ma ogni tanto guardiamoci anche alle spalle,
            per


            capire meglio la nostra situazione


            socio-economica.



            I paesi PIGS, sino a poco prima di essere noti
            al

            "grande pubblico" erano i paesi PIIGS, e
            indovina

            un po' a chi si riferiva la "I"

            aggiuntiva?

            Certo che possiamo anche guardare indietro, ma è

            una magra consolazione se cerchiamo di

            consolarci, ed è un severo avviso perché dopo

            quelli siamo noi la parte pregiata del

            maiale.

            Ahem...

            PIGS is a grouping acronym used by international
            bond analysts, academics, and by the
            international economic press that refer to the
            faltering and often indebted economies of
            Portugal, Italy, Greece, and
            Spain.
            http://en.wikipedia.org/wiki/PIGS_(economics)La "I" aggiuntiva di PIIGS corrisponde all'Irlanda. L'Italia c'è in entrambi, sia PIGS che PIIGS.Sarebbe ora di darsi una svegliata e finirla con questo "gli altri sono messi peggio" tipico di giornali e TV filo-governo. No, gli altri non sono messi peggio.
          • cognome scrive:
            Re: L'articolo sbaglia in un punto...
            - Scritto da: policy
            Sarebbe ora di darsi una svegliata e finirla con
            questo "gli altri sono messi peggio" tipico di
            giornali e TV filo-governo. No, gli altri non
            sono messi
            peggio.Quoto.Sopratutto di cominciare a guardare in casa nostra e di risolvere i problemi.Non di stare a fare il bilancio quotidiano su cosa fanno o non fanno gli altri, chi se ne frega di cosa fanno gli altri?Noi abitiamo in questo paese e si sta male, non stiamo ne in grecia ne da nessuna altra parte: abitiamo qui e la vita fa schifo.Il giochino del "c'è chi sta peggio" deve finire, anche perchè con questa scusa, questi signori che stanno al governo si riservano in questo modo la possibilità di fare ancora peggio di quel che è stato fatto fin'ora.Cioè NULLA.
          • Goliardo scrive:
            Re: L'articolo sbaglia in un punto...
            - Scritto da: policy
            - Scritto da: Ubunto

            - Scritto da: Silvan


            Se noi siamo allo sbando, cosa dire di Grecia,


            Spagna, Portogallo, Irlanda. Codesti paesi
            sono


            allora al fallimento completo. Guardiamo
            avanti,


            ma ogni tanto guardiamoci anche alle spalle,
            per


            capire meglio la nostra situazione


            socio-economica.



            I paesi PIGS, sino a poco prima di essere noti
            al

            "grande pubblico" erano i paesi PIIGS, e
            indovina

            un po' a chi si riferiva la "I"

            aggiuntiva?

            Certo che possiamo anche guardare indietro, ma è

            una magra consolazione se cerchiamo di

            consolarci, ed è un severo avviso perché dopo

            quelli siamo noi la parte pregiata del

            maiale.

            Ahem...

            PIGS is a grouping acronym used by international
            bond analysts, academics, and by the
            international economic press that refer to the
            faltering and often indebted economies of
            Portugal, Italy, Greece, and
            Spain.
            http://en.wikipedia.org/wiki/PIGS_(economics) Acronym variations With the onset of the Financial crisis of 20072010 the variations PIIGS and PIIGGS have appeared.[9] When rendered as "PIIGS"[10][11] some commentators[who?] added the additional "I" for comparative purposes to include Ireland from the 20082010 Irish financial crisis, with alternatively the "I" which originally referred to Italy occasionally becoming an interchangeable reference to Ireland [12][13] by some[who?] during this period... http://en.wikipedia.org/wiki/PIGS_(economics)Poiché l'ultimo dei paesi nell'occhio del ciclone è l'Irlanda, mi pare logico sostenere che PIGS non include - al momento - l'italia, mentre una I aggiuntiva sì.Di paesi PIGS, come della crisi, in realtà alcuni siti ne parlavano da molto prima che venissero citati presso i media tradizionali. Peccato che la disinformazione di stato li releghi come "complottisti".
          • Be&O scrive:
            Re: L'articolo sbaglia in un punto...
            Ma facciamo due esempi lampanti......La tua paga la vedi Bella ? ( NO )I servizi ti sembrano sufficienti ( NO )La qualità della vita e del tuo tempo libero è ottima ( NO )Ora son contento, non son sulla PIGS, ma mi metto una scopa nel XXXX, altrimenti mi licenziano...... In ITALIA la senzazione provata è BRUTTA e si vive MALESTOP è questo che vale non la "I" sulla PIGS !
          • Goliardo scrive:
            Re: L'articolo sbaglia in un punto...
            - Scritto da: Be&O
            Ma facciamo due esempi lampanti......

            La tua paga la vedi Bella ? ( NO )
            I servizi ti sembrano sufficienti ( NO )
            La qualità della vita e del tuo tempo libero è
            ottima ( NO
            )

            Ora son contento, non son sulla PIGS, ma mi metto
            una scopa nel XXXX, altrimenti mi
            licenziano......

            In ITALIA la senzazione provata è BRUTTA e si
            vive
            MALE
            STOP è questo che vale non la "I" sulla PIGS !Questo indubbiamente, ma anche il discorso sulla I era per rimarcare che anche se al momento non ci siamo dentro, non ne siamo nemmeno fuori e che - per l'appunto - non c'è proprio nulla di cui bearsi.Ma a nessuno viene in mente che PIGS, e la sempre più bassa qualità della vita in italia sono degli elementi collegati fra loro? Farci patire la fame e la miseria - perché questo è quello che accadrà - piuttosto che tassare le rendite finanziarie, perseguitare gli evasori fiscali, penalizzare chi produce all'estero piuttosto che in italia, rendere più "costoso" il lavoro precario rispetto a quello stabilizzato (la lista potrebbe continuare), è il piano dei nostri acclamati governanti.Mi fanno ridere quelli che si congratulano con "Brunetta", perché a prescindere da quelle che sono pratiche di corruzione nelle PA e che andrebbero estirpate, il ministro-gnomo altro non ha fatto che violare i patti del contratto dei lavoratori, introducendo ulteriori elementi di precarietà nel panorama del sistema-lavoro italiano.Gli articoli di un contratto, che dovrebbe essere di base e di comune aspirazione per tutti i lavoratori che soffrono lo sfruttamento e la precarietà, vengono definiti come "privilegi": e bravi i XXXXXXXX che applaudono. Bravi XXXXXXXX perché si beano del fatto che alcuni perdono dei diritti, piuttosto che lottare per vederli riconosciuti anche per sè.Ma a nessuno viene in mente che è il sistema di misura ad essere completamente falso? Sbagliato? Improntato su parametri che non solo non hanno nulla a che fare col "benessere", ma nemmeno con l'economia reale?Ma noi italiani il "debito" con chi lo abbiamo? Qualcuno sa dare una risposta a questa domanda? Chi è il nostro creditore?Supponiamo che domani un signore spunti fuori e dica, "Ho qui con me i millemila miliardi di euro del debito pubblico, intendo saldare il conto dell'italia!". A chi li dovrebbe dare questi miliardi?
          • ste scrive:
            Re: L'articolo sbaglia in un punto...
            Condivido in pieno.Come ho detto più volte, basta guardare all'estero dove costruiscono palazzi, ponti e megastrutture.Qui da noi non sappiamo neanche cosa facciamo domani..Agli italiani basta XXXXXset premium, il superenalotto e il calcio.
        • AMEN scrive:
          Re: L'articolo sbaglia in un punto...
          - Scritto da: Silvan
          Se noi siamo allo sbando, cosa dire di Grecia,
          Spagna, Portogallo, Irlanda. Codesti paesi sono
          allora al fallimento completo. Non è che noi ci siamo lontanissimi.L'italia è appena dietro questi paesi per rischio default....
          • Picchiatell o scrive:
            Re: L'articolo sbaglia in un punto...
            - Scritto da: AMEN
            - Scritto da: Silvan

            Se noi siamo allo sbando, cosa dire di Grecia,

            Spagna, Portogallo, Irlanda. Codesti paesi sono

            allora al fallimento completo.

            Non è che noi ci siamo lontanissimi.
            L'italia è appena dietro questi paesi per rischio
            default....da un punto di vista di servizi legati alla rete siamo proprio indietro a questi paesi che almeno i soldi li hanno spesi....
          • ops scrive:
            Re: L'articolo sbaglia in un punto...
            tornando al contesto dell'articolo, può centrare qualcosa però il fatto che, ad esempio, l'Irlanda è sede europea di alcune grandi aziende tecnologiche quali, fra le altre, google e microsoft?è inutile lamentarsi se all'estero valgono ancora vecchi stereotipi sull'Italia, perché l'Italia in fondo è ferma davvero a quello stato. e in fondo, all'estero non è che poi dell'Italia gliene freghi più a qualcuno, il baricentro si è spostato da tempo e non basta più una semplice sveglia.
          • Io Sono Nessuno scrive:
            Re: L'articolo sbaglia in un punto...
            Il che dovrebbe far venire il dubbio che essere la sede europea di cotante aziende non sia poi un gran vantaggio, nevvero?Ed infatti, tali gemme sono lì solo perché le tassano molto poco.Il risultato è che l'Irlanda rischia il crack.Davvero una bella pensata, viene da dire...- Scritto da: ops
            tornando al contesto dell'articolo, può centrare
            qualcosa però il fatto che, ad esempio, l'Irlanda
            è sede europea di alcune grandi aziende
            tecnologiche quali, fra le altre, google e
            microsoft?
        • Be&O scrive:
          Re: L'articolo sbaglia in un punto...
          Semplicemente loro sono stati "Sgammati" o credi che i nostri conti siano veritieri, abbiamo depenalizzato il falso in bilancio, ciò vuol dire che a pari dell'evazione il 50% dei nostri conti sono Fasulli come quelli Greci.Ci reggiamo solo perchè abbiamo colluso pure i controllori europei tanto marci siamo.
      • cognome scrive:
        Re: L'articolo sbaglia in un punto...
        - Scritto da: policy
        - Scritto da: Picchiatell o

        Il nostro paese di fatto e' allo sbando
        economico

        e sociale , la "rete" e le sue "non"
        applicazioni

        rappresentano uno dei tanti aspetti del

        declino...

        Assolutamente. La cosa veramente incredibile
        purtroppo è che da una parte ci sia tanta gente
        che lo nasconda (classe politica e media),
        dall'altra che ci sia tanta gente che non se ne
        rende
        conto.Per esempio degli avvocati che non rilasciano mai la fattura?Per essere credibili, bisogna anzitutto seguire la legge.E questa categoria di professionisti credo sia abbastanza propensa all'evasione fiscale.
        • cognome scrive:
          Re: L'articolo sbaglia in un punto...
          Dimenticavo, il prossimo che fa il furbo, lo sistemo per le feste.Dimostrerò con i sistemi che ho in mente che il "soggetto" mi ha grabbato dei soldi denza rilasciarmi la fattura.E poi chiamo la finanza. Vedremo chi la spunta, furboni!E' ora di finirla anche con questi omuncoli.
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