Truffe finanziarie con smartphone virtuali: come funzionano

Truffe finanziarie con smartphone virtuali: come funzionano

Gli smartphone virtuali (o cloud phone) con Android vengono utilizzati per clonare quelli fisici e aggirare le protezioni dei conti correnti bancari.
Truffe finanziarie con smartphone virtuali: come funzionano
Gli smartphone virtuali (o cloud phone) con Android vengono utilizzati per clonare quelli fisici e aggirare le protezioni dei conti correnti bancari.

I ricercatori di Group-IB hanno rilevato la crescente diffusione degli smartphone virtuali per aggirare le protezioni implementate dalle banche. Si tratta di dispositivi cloud con Android che simulano quelli fisici. Esistono vere e proprie “phone farm” con migliaia di smartphone fisici e virtuali che vengono sfruttati dai cybercriminale per truffe finanziarie.

Dai like fasulli al furto dei risparmi

In origine, le “phone farm” erano costituite solo da smartphone Android fisici. Venivano principalmente utilizzati per manipolare le metriche sui social media (like, condivisioni, follower) e quindi incrementare artificialmente la popolarità degli account. Ciò consentiva di ottenere maggiori guadagni. Le aziende hanno però scoperto il trucco perché ogni smartphone ha una precisa “impronta digitale” che consente di rilevare account multipli impostati su un singolo dispositivo.

I truffatori hanno quindi iniziato ad usare emulatori per creare numerosi smartphone virtuali. Ma anche questa soluzione lascia tracce, ad esempio configurazioni hardware sospette, come processori x86 su dispositivo Arm. Il passo successivo è stato quello di creare “phone farm” formate da smartphone virtuali o cloud phone che simulano i dispositivi fisici. Diverse aziende offrono servizi a pagamento.

Quasi tutte le banche hanno implementato sistemi per bloccare accessi non autorizzati ai conti correnti. È previsto in particolare l’associazione tra il conto e lo smartphone (certificato) dell’utente. Quindi le operazioni possono essere autorizzate solo da uno smartphone.

Questa protezione può essere aggirata con i cloud phone. I cybercriminali devono solo rubare i dati hardware dello smartphone dell’utente, insieme alle credenziali di login (può essere fatto con numerosi infostealer). Le informazioni vengono quindi “clonate” sui dispositivi virtuali. I sistemi delle banche rilevano le “impronte digitali” degli smartphone fisici e non bloccano più le transazioni.

Gli utenti non devono mai effettuare l’accesso seguendo le istruzioni ricevute da presunti dipendenti della banca. Devono sempre usare l’app ufficiale e impostare metodi di autenticazione più sicuri, come le impronte digitali. È inoltre consigliabile l’attivazione degli avvisi per login e transazioni.

Fonte: Malwarebytes
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Pubblicato il
1 apr 2026
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