Tumori, partito il processo a IBM

Si è aperto con una arringa accusatoria molto pesante il procedimento a carico del colosso informatico, accusato di essere responsabile per le malattie sviluppate da suoi dipendenti

Roma – IBM sapeva che i dipendenti che lavoravano in alcune zone di certi impianti, come quelli di San Jose, entravano in quotidiano contatto con sostanze decisamente tossiche senza una vera difesa e sapeva che questo avrebbe potuto condurre a gravissime patologie, compresi tumori mortali. Questa la pesantissima accusa che è stata lanciata contro il colosso informatico nel corso della prima udienza di un procedimento di cui si parla da tempo .

Secondo Richard Alexander, il legale che rappresenta gli ex dipendenti IBM, l’azienda avrebbe persino mentito ai propri dipendenti, rassicurandoli che tali sostanze non avrebbero prodotto le conseguenze catastrofiche che secondo l’accusa si sono invece verificate.

Nella prima udienza Alexander ha messo in guardia la difesa, che per ora nega qualsiasi accusa, affermando che nel corso del processo verranno chiamati a testimoniare non solo esperti oncologi ma anche ex impiegati dell’azienda ed ex dirigenti, anche dalla Francia, testimonianze che non saranno gradite ai vertici dell’azienda.

“Proveremo – ha dichiarato l’avvocato dinanzi a giudice e giuria – che IBM è responsabile di frode per aver nascosto ai propri dipendenti le prove di un avvelenamento chimico sistemico. Poiché IBM non ha detto nulla quando era suo preciso dovere parlare, questa povera gente ha continuato a lavorare con quegli agenti chimici e non gli è stata data la possibilità di salvaguardare il loro bene più importante: la loro salute”.

cellule tumorali Da parte sua IBM ha rilevato che i due casi portati in tribunale, dei 250 pendenti , riguardano, il primo un uomo che fuma da almeno vent’anni e il secondo un diabetico sovrappeso che è in terapia ormonale. Entrambi, dunque, sono considerati da IBM a rischio tumore, malattia che poi li ha effettivamente colpiti. Secondo Robert Weber, che difende il gigante informatico, non ci sono “prove scientifiche” per quanto affermato dall’accusa né ci sono prove “che le persone coinvolte in questo caso siano state avvelenate chimicamente da IBM. L’azienda ha fornito un luogo di lavoro responsabile e sicuro che ha offerto ottime opportunità alle donne e agli uomini di Silicon Valley. Nessuna chimicofobia può distorcere questo fatto”.

Secondo gli osservatori specializzati americani il procedimento a carico di IBM durerà almeno un mese e mezzo e dai suoi risultati dipenderanno grandemente le possibilità di ricorso delle altre 250 persone che hanno intenzione di trascinare IBM in tribunale per simili accuse. Per l?Azienda la situazione è delicata, visto che tutti, compresa l’accusa di questo primo processo, vogliono il rimborso di tutte le spese mediche, danni morali e materiali nonché una grave sanzione per il comportamento di IBM, ritenuto irresponsabile.

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  • alex ivan scrive:
    italiani
    i testo dimostra come in Italia conta di più chi ha i soldi rispetto a chi fa onestamente il uo lavoro seguendo le regole....
  • Anonimo scrive:
    ABOLIZIONE LEGGE MARCHI
    ABOLIZIONE LEGGE MARCHIhttp://www.petitiononline.com/alm/petition.html
  • Anonimo scrive:
    Ma non farti compatire, Giorgio...
    Suggerisco al vecchio stilista Giorgio Armani di ritirarsi in pensione a Pantelleria con le sue giacchette nere e tristi. Non ha alcun diritto di prevalicare i sacrosanti diritti di Luca Armani che nella fattispecie si e' mosso con piu' sveltezza e fiuto.Il marchio registrato da Giorgio Armani e' "Giorgio Armani" e non semplicemente "Armani" quindi il dominio "armani.it" e' registrabile e utilizzabile da chiunque si chiami "Armani" secondo le regole del first-come-first served. Se poi la sentenza che gli da' (temporanea) ragione e' stata emessa dal solito giudice incompetente in cerca di notorieta' e carriera veloce (vedere recente scandalosa ordinanza del "crocifisso in aula" di Ofena) allora sara' il caso di adire la Corte Europea, cosa che Luca Armani dovrebbe fare.Comunque uno stilista che guadagna 300 miliardi di lire netti all'anno (vedere suo 740 del 2001) puo' senz'altro permettrsi di lasciarne 2 o 3 a chi potrebbe cedergli il tanto ambito dominio, con buona pace e benessere di tutti. Altrimenti e' uno stilista senza stile.Mi viene in mente l'altra nota vicenda in cui le Poste Italiane hanno chiamato in causa la Discovogue (quelli che gestiscono le flat Clic.it) per i 3 domini "raccomandata.it", "vaglia.it" e "bancoposta.it". E' diventato un caso oggetto di tesi di laurea e libri di avvocati perche' ha per oggetto dispute su nomi di uso comune in vocabolario da 30 anni. Credo che la prossima udienza ci sia nel 2004 (partirono nel 1999!!!).Pensate un po' e' come se la Foppa Pedretti pretendesse diritti sul nome "attaccapanni.it" o la Meliconi su "telecomando.it" o la Ferrero su "cioccolata.it".Perche' Punto Informatico non ha piu' parlato di questo caso e di altri simili come per esempio il caso Sabena (compagnia aerea) o quello di Miss Italia (il noto concorso nazionale)?
    • Anonimo scrive:
      Re: Ma non farti compatire, Giorgio...

      Comunque uno stilista che guadagna 300
      miliardi di lire netti all'anno (vedere suo
      740 del 2001) puo' senz'altro permettrsi di
      lasciarne 2 o 3 a chi potrebbe cedergli il
      tanto ambito dominio, con buona pace e
      benessere di tutti. Altrimenti e' uno
      stilista senza stile.Penso non sia questione di soldi.Non e' sempre e solo questioni di soldi.Quello che fa arrabbiare è come una persona venga da te ti calpesti i diritti solo perche' è piu' potente e pretenda che tu rinunci a tutto quello in cui credi solo perchè lo dice lui.E quello che fa arrabbiare ancora di piu' è il fatto che gente pensi che tu l'abbia fatto perchè sei un furbetto o perchè speravi di quadagnarci qualcosa.E come è gia stato detto poi della persona calpestata sul cemento non frega niente a nessuno forchè al malcapitato.Ciao
  • Anonimo scrive:
    5 minuti
    In 5 minuti si potrebbe risolvere questo caso, nessuno triste e nessuno allegro ma indubbiamente non interessa a nessuno.
    • Anonimo scrive:
      Re: 5 minuti
      dai una tua soluzione del caso.
      • Anonimo scrive:
        Re: 5 minuti
        - Scritto da: Anonimo
        dai una tua soluzione del caso.Già data hai diretti interessati.
        • Anonimo scrive:
          Re: 5 minuti
          ok rendici partecipi visto che si sta provando a capire.
          • Anonimo scrive:
            Re: 5 minuti
            - Scritto da: Anonimo
            ok rendici partecipi visto che si sta
            provando a capire.Ho letto tantissimi interventi nei forum e in molti articoli. E' più furbo Tizio, è più furbo Caio, la vittima è Tizio, la vittima è Caio. Ma non ho letto o forse mi sono sfuggiti, gli interventi di chi cercava di trovare il modo di risolvere la cosa.
          • Anonimo scrive:
            Re: 5 minuti
            forse perche' come te le persone preferiscono dire tante parole che dare il giudizio finale
          • Anonimo scrive:
            Re: 5 minuti
            - Scritto da: Anonimo
            forse perche' come te le persone
            preferiscono dire tante parole che dare il
            giudizio finaleIl mio non era il giudizio finale. Era solo la soluzione di questo caso. Non ho nessuna regola ma banali proposte e dal tono delle tue risposte sembri tra quelli a cui le soluzioni banali (dove nessuno ci guadagna e nessuno ci smena) non t'interessano.
          • Anonimo scrive:
            Re: 5 minuti

            Il mio non era il giudizio finale. Era solo
            la soluzione di questo caso. bhe scusa non hai dato giudizi e non hai dato la tua soluzione.ciao
          • Anonimo scrive:
            Re: 5 minuti
            - Scritto da: Anonimo
            forse perche' come te le persone
            preferiscono dire tante parole che dare il
            giudizio finaleallora vediamo:1)giorgio potrebbe pagare luca per avere il sito.2)luca potrebbe rifiutare la somma perche' la ritiene troppo bassa,offensiva, rifiutarla per orgoglio o solo per avere giustizia.(visto che si suppone lui pensi di aver ragione)3)oppure visto che in prima udienza giorgio ha vinto potrebbe farsi dare il sito da luca.e anche per questa soluzione mi chiedo come mai non l'abbia gia fatto visto che penso ne abbia tutti i potere.(forse non gli interessa cosi' come vuole far credere)mha!!! i misteri di internet sono ancora troppi.
          • Anonimo scrive:
            Re: 5 minuti

            allora vediamo:
            1)giorgio potrebbe pagare luca per avere il
            sito.
            2)luca potrebbe rifiutare la somma perche'
            la ritiene troppo bassa,offensiva,
            rifiutarla per orgoglio o solo per avere
            giustizia.(visto che si suppone lui pensi di
            aver ragione)
            3)oppure visto che in prima udienza giorgio
            ha vinto potrebbe farsi dare il sito da
            luca.
            e anche per questa soluzione mi chiedo come
            mai non l'abbia gia fatto visto che penso ne
            abbia tutti i potere.(forse non gli
            interessa cosi' come vuole far credere)
            mha!!! i misteri di internet sono ancora
            troppi.4) Si potrebbe chiedere a Luca cosa ne pensa del caso e se abbia mai pensato ad una possibile soluzione.5) Si potrebbe chiedere a Giorgio cosa ne pensa del caso e se abbia mai pensato ad una possibile soluzione.
          • Anonimo scrive:
            Re: 5 minuti

            4) Si potrebbe chiedere a Luca cosa ne pensa
            del caso e se abbia mai pensato ad una
            possibile soluzione.nei vecchi forum era stato chiesto a Luca di partecipare ma senza riscontro
            5) Si potrebbe chiedere a Giorgio cosa ne
            pensa del caso e se abbia mai pensato ad una
            possibile soluzione.bhe non penso che Giorgio ne sia informato.
          • Anonimo scrive:
            Re: 5 minuti

            nei vecchi forum era stato chiesto a Luca
            di partecipare ma senza riscontrobhe penso che Luca non ne sia stato informato.

            5) Si potrebbe chiedere a Giorgio cosa ne

            pensa del caso e se abbia mai pensato ad
            una

            possibile soluzione.

            bhe non penso che Giorgio ne sia informato.nei vecchi forum era stato chiesto a Giorgiodi partecipare ma senza riscontro
          • Anonimo scrive:
            Re: 5 minuti

            nei vecchi forum era stato chiesto a Giorgio
            di partecipare ma senza riscontroscusa ma non intendevo dire che non e' informato dei forum ma della causa.credo che a Giogio non importi poi molto ne del sito ne della causa. penso che interessi di piu' a chi si occupa dei suoi interessi.mentre per Luca, penso che sia interessato a tutto quello che succede , visto poi che il primo forum e' partito con una sua lettera e penso anche che non abbia molte persone che si occupano dei suoi affari.
          • Anonimo scrive:
            Re: 5 minuti

            scusa ma non intendevo dire che non e'
            informato dei forum ma della causa.era chiaro, la mia era solo una battutama credi possibile che con tutte le persone che si occupano dei suoi affari nessuno gli ha mai parlato della questione?
            credo che a Giogio non importi poi molto ne
            del sito ne della causa. penso che interessi
            di piu' a chi si occupa dei suoi interessi.
            mentre per Luca, penso che sia interessato a
            tutto quello che succede , visto poi che il
            primo forum e' partito con una sua lettera
            e penso anche che non abbia molte persone
            che si occupano dei suoi affari.A volte basta chiedere. Io gli ho scritto più volte ed ha sempre risposto cordialmente.
          • Anonimo scrive:
            Re: 5 minuti

            era chiaro, la mia era solo una battuta
            ma credi possibile che con tutte le persone
            che si occupano dei suoi affari nessuno gli
            ha mai parlato della questione?forse della causa si ma di quello che succede veramente no.e' uno stilista famoso, piu' la pubblicita' e' positiva piu' la gente lo ammira piu' le persone comprano.se si venisse a sapere cosa sta facendo a gente di classe sociale bassa come potremmo essere io e te non sarebbe proprio daccordo. la pubblicita' e' l' anima del mercato e se la pubblicita' e' negativa a lui non conviene.e' inutile dire "non comprero' piu' suoi abiti" sarebbe utile, invece fare arrivare le voci dello scontento popolare a lui.
            A volte basta chiedere. Io gli ho scritto
            più volte ed ha sempre risposto
            cordialmente.sembra quasi che tu lo conosca.penso che siamo rimasti in ben pochi a scrivere a questo forum.e' stato molto piacevole scrivere con te. sei forse uno dei pochi che non e' arrivato a creti...te.ti posso chiedere di dove sei?? e perche' ti interessa cosi' tanto la causa??
          • Anonimo scrive:
            Re: 5 minuti

            forse della causa si ma di quello che
            succede veramente no.
            e' uno stilista famoso, piu' la pubblicita'
            e' positiva piu' la gente lo ammira piu' le
            persone comprano.
            se si venisse a sapere cosa sta facendo a
            gente di classe sociale bassa come potremmo
            essere io e te non sarebbe proprio daccordo.
            la pubblicita' e' l' anima del mercato e se
            la pubblicita' e' negativa a lui non
            conviene.
            e' inutile dire "non comprero' piu' suoi
            abiti" sarebbe utile, invece fare arrivare
            le voci dello scontento popolare a lui.Beh, ma se come dici tu lui non è ha conoscienza della questione non è giusto nemmeno fargliene una colpa. Probabilmente le colpe sono altrove.
            penso che siamo rimasti in ben pochi a
            scrivere a questo forum.in effetti sembra così
            e' stato molto piacevole scrivere con te.
            sei forse uno dei pochi che non e' arrivato
            a creti...te.
            ti posso chiedere di dove sei??Milano provinciae perche' ti interessa cosi' tanto la causa??non credo di essere l'unico interessato, ma ho letto molte cose a riguardo di questa causa che mi hanno rattristato, e non parlo delle questioni tecniche, ne tantomeno di quelle giuridiche, mi spiace per la persona
          • Anonimo scrive:
            Re: 5 minuti


            mentre per Luca, penso che sia
            interessato a

            tutto quello che succede , visto poi che
            il

            primo forum e' partito con una sua
            lettera

            e penso anche che non abbia molte persone

            che si occupano dei suoi affari.Da quello che ho saputo dopo la sentenza si è leggermente alterato ma qui poi si entra nelle leggende metropolitane, anche se il paese in cui abita non è molto grosso ed in molti sanno cosa le è capitato a quel furbetto.
          • Anonimo scrive:
            Re: 5 minuti

            Da quello che ho saputo dopo la sentenza si
            è leggermente alterato ma qui poi si entra
            nelle leggende metropolitane, anche se il
            paese in cui abita non è molto grosso ed in
            molti sanno cosa le è capitato a quel
            furbetto.non l'ho trovato furbetto.cerca solo di difendere quelli che per lui sono diritti.e se davvero gli fosse successo di alterarsi un po .... bhe sarebbe successo a tutti noi.
          • Anonimo scrive:
            Re: 5 minuti

            non l'ho trovato furbetto.
            cerca solo di difendere quelli che per lui
            sono diritti.
            e se davvero gli fosse successo di alterarsi
            un po .... bhe sarebbe successo a tutti noi.Da quello che ho letto si è alterato e anche molto, ma hanno trovato anche il sistema di fargliela passare.
          • Anonimo scrive:
            Re: 5 minuti

            Da quello che ho letto si è alterato e anche
            molto, ma hanno trovato anche il sistema di
            fargliela passare.potresti essere piu' preciso??
          • Anonimo scrive:
            Re: 5 minuti

            potresti essere piu' preciso??Si racconta che si sia talmente alterato e abbia cominciato a sragionare, ma è sicuramente una leggenda. Con un bel TSO si calmano tutti dopo.
          • Anonimo scrive:
            Re: 5 minuti

            Si racconta che si sia talmente alterato e
            abbia cominciato a sragionare, ma è
            sicuramente una leggenda. Con un bel TSO si
            calmano tutti dopo.seguo il caso da anni ma di questa cosa non se ne e' mai parlato.dove hai letto di questa cosa??il trattamento sanitario obbligatorio lo conosco molto bene non e' una cosa tanto leggera.
          • Anonimo scrive:
            Re: 5 minuti

            seguo il caso da anni ma di questa cosa non
            se ne e' mai parlato.Si cercano solo i furbi o le vittime, ma come ha scritto uno proprio in questo forum del caso umano non frega niente a nessuno.
            dove hai letto di questa cosa??Su un giornale locale molti mesi fà.Io non abito molto distante dal paese di questo tipo e con poche domande ad amici del posto avere delle conferme non è stato difficile.
            il trattamento sanitario obbligatorio lo
            conosco molto bene non e' una cosa tanto
            leggera.Non è sicuramente piacevole.
          • Anonimo scrive:
            Re: 5 minuti

            Si cercano solo i furbi o le vittime, ma
            come ha scritto uno proprio in questo forum
            del caso umano non frega niente a nessuno.il commento caso umano l'ho scritto personalmente.so cosa si prova in certe situazioni

            dove hai letto di questa cosa??

            Su un giornale locale molti mesi fà.
            Io non abito molto distante dal paese di
            questo tipo e con poche domande ad amici del
            posto avere delle conferme non è stato
            difficile. strano anche io abito vicino a treviglio ma non ho letto questo articolo. mi informero' meglio

            il trattamento sanitario obbligatorio lo

            conosco molto bene non e' una cosa tanto

            leggera.

            Non è sicuramente piacevole.parli come se tu fossi Luca e se cosi' fosse sarebbe per me un'onore aver potuto discutere con te.
          • Anonimo scrive:
            Re: 5 minuti

            il commento caso umano l'ho scritto
            personalmente.
            so cosa si prova in certe situazioniDa quello che avevi scritto ero convinti che eri tu il sig. Luca in questione.
            strano anche io abito vicino a treviglio
            ma non ho letto questo articolo. mi
            informero' meglioBasta chiedere a lui come ho fatto io.
            parli come se tu fossi Luca e se cosi' fosse
            sarebbe per me un'onore aver potuto
            discutere con te.Il tuo è stato l'unico intervento di qualcuno che ha voluto guardare oltre. Non sono Luca ma anche per me è stato piacevole parlare con te.
  • Anonimo scrive:
    torna il silenzio
    peccato.....
  • Anonimo scrive:
    CONCLUSIONI
    Art. 1) Le registrazioni di un nome a dominio sono libere se avete qualche attinenza con il nome richiesto. La validità delle attinenze saranno valutate caso per caso da apposita commissione. Prima della registrazione controllate esattamente il registro dei marchi e brevetti per verificare che non vi siano registrazioni uguali, simili o riconducibili. Consultate la sfera di cristallo per vedere se in futuro qualcuno vorrà registrare come marchio il nome che avete scelto. Per sicurezza utilizzate il nome a dominio prescelto solo a scopo personale senza fini di lucro e cedetelo immediatamente senza lamentarvi alla prima persona che ne faccia richiesta.
    • Anonimo scrive:
      Re: CONCLUSIONI
      - Scritto da: Anonimo
      Art. 1) Le registrazioni di un nome a
      dominio sono libere se avete qualche
      attinenza con il nome richiesto. La validità
      delle attinenze saranno valutate caso per
      caso da apposita commissione. Prima della
      registrazione controllate esattamente il
      registro dei marchi e brevetti per
      verificare che non vi siano registrazioni
      uguali, simili o riconducibili. Consultate
      la sfera di cristallo per vedere se in
      futuro qualcuno vorrà registrare come
      marchio il nome che avete scelto. Per
      sicurezza utilizzate il nome a dominio
      prescelto solo a scopo personale senza fini
      di lucro e cedetelo immediatamente senza
      lamentarvi alla prima persona che ne faccia
      richiesta.Le regole vanno rispettate.Qualcuno stabilirà queste regole.Qualcuno farà rispettare queste regole.Aspettiamo queste regole da molti anni, non si mettono d'accordo nemmeno su chi deve stabilire queste regole e farle applicare, ci sarà da sbizzarrirsi sulle regole stesse.
  • Anonimo scrive:
    x luca
    forza luca sei con tutti noi.
  • Anonimo scrive:
    domain day
    qualcuno sa se giovedi' 13 parleranno anche del caso armani al domain day?? pensate che se cosi' fosse vedremo in azione anche il titolare del sito armani.it??
  • Anonimo scrive:
    Rischio di registrazione
    Supponiamo che io, da persona fisica, registri il dominio PIPPOPLUTO.IT.Dopo un anno nasce un'azienda che si chiama PIPPOPLUTO che in 2/3 anni diventa notissima, quotata in borsa e che fattura miliardi all'anno.Decide di registrare il dominio PIPPOPLUTO.IT e vede che è già occupato.Qualora decidesse di svolgere la stessa azione del noto stilista, io rischierei di perdere il dominio ?Grazie per eventuali risposte e considerazioni.Franco
    • Anonimo scrive:
      Re: Rischio di registrazione
      - Scritto da: Anonimo
      Supponiamo che io, da persona fisica,
      registri il dominio PIPPOPLUTO.IT.
      Dopo un anno nasce un'azienda che si chiama
      PIPPOPLUTO che in 2/3 anni diventa
      notissima, quotata in borsa e che fattura
      miliardi all'anno.
      Decide di registrare il dominio
      PIPPOPLUTO.IT e vede che è già occupato.
      Qualora decidesse di svolgere la stessa
      azione del noto stilista, io rischierei di
      perdere il dominio ?No.SI.Forse si o forse no.Di sicuro rischieresti di perdere un sacco di soldi e magari vedresti il tuo sito inchiodato per una decina di anni.
    • ryoga scrive:
      Re: Rischio di registrazione
      Potresti provare ( in tribunale che e' l'unico posto dove puoi difendere i tuoi diritti ) la tua buona fede nella registrazione del dominio e richiedere di respingere le accuse dell'azienda.Ma molto probabilmente, il dominio verra' comunque dato all'azienda con un rimborso economico a te che hai perso il dominio.Se poi , il tuo sito, tratta di materiale personale / familiare che nulla ha a che fare con le leggi di mercato, allora il sito potrebbe restare a te.
      • Sandro kensan scrive:
        Re: Rischio di registrazione
        - Scritto da: ryoga
        Potresti provare ( in tribunale che e'
        l'unico posto dove puoi difendere i tuoi
        diritti ) la tua buona fede nella
        registrazione del dominio e richiedere di
        respingere le accuse dell'azienda.E questo che discorso è? la buona fede del mio dominio e del dominio PippoPluto è certa, diciamo invece che fare un dominio .it non è una buona scelta perchè valgono non solo le leggi italiane che in questo campo sono un tiro di dadi ma il sitema italiano.Invece il tuo discorso è valido se si traduce l'avere buona fede con prevedere il futuro, qui Armani.it ha fallito, non ha previsto che il già nato Giorgio avrebbe messo su un'azienda di successo. Ovviamente nel nostro sistema italiano questa è una colpa punibile con l'espropriazione del dominio.
        Ma molto probabilmente, il dominio verra'
        comunque dato all'azienda con un rimborso
        economico a te che hai perso il dominio.Innanzi tutto bisogna subire le minacce legali, poi bisogna pagare una causa di primo grado con tanto di ulteriori minacce legali e patrimoniali da uno che stacca assegni a sei zeri, poi bisogna passare da malfattori nel giudizio del tribunale, poi se si vuole ricorrere bisogna donare cifre cospique alla giustizia italiana e forse si ha la caramellina del giudice che ci viene a dire che siamo stati cattivi ma non troppo e che ci concede qualche biscotto...
        Se poi , il tuo sito, tratta di materiale
        personale / familiare che nulla ha a che
        fare con le leggi di mercato, allora il sito
        potrebbe restare a te.ma scherzi? Un sito amatoriale da meno di un centinaio di euro all'anno che si vede arrivare a casa gli avvocati di Armani spa, cala immediatamente le brache...Scusa ma mi pare che i tuoi pensieri siano alquanto discutibili... forse formalmente avrai ragione ma la realtà che descrive PI ogni giorno non mi pare vicina al mio sentire di giustizia.
        • Anonimo scrive:
          Re: Rischio di registrazione

          Innanzi tutto bisogna subire le minacce
          legali, poi bisogna pagare una causa di
          primo grado con tanto di ulteriori minacce
          legali e patrimoniali da uno che stacca
          assegni a sei zeri, poi bisogna passare da
          malfattori nel giudizio del tribunale, poi
          se si vuole ricorrere bisogna donare cifre
          cospique alla giustizia italiana e forse si
          ha la caramellina del giudice che ci viene a
          dire che siamo stati cattivi ma non troppo e
          che ci concede qualche biscotto...Ottimo riassunto della realtà delle cose che, ha parte gli addetti ai lavori pochi conoscono.
  • Anonimo scrive:
    ma non è passato

    Una ricostruzione della singolare e dibattuta vicenda del dominio armani.it e di come sia passato dalle mani di un timbrificio a quelle di una casa di moda. Una decisione discutibileUna ricostruzione discutibile, non è passato, almeno fino ad oggi.
  • Anonimo scrive:
    il semplice cittadino...
    ...che digita www.armani.it,lo fa nel 99,9% dei casi con l'intenzione di accedere al sito di un noto stilista. Se invece così facendo si ritrova nel sito di un produttore di timbri, ci resterà male e inveirà contro tale sito che nulla ha a che fare con la moda.Chi invece ha bisogno di cercare timbri, non digiterà certo tale indirizzo, a meno che non sia a conoscenza di tale imprenditore che produce timbri ed ha questo nome (ma in tal caso, se già lo conosce, forse non andrebbe neanche a cercarlo in internet)In definitiva credo registrare il dominio www.armani.it questo imprenditore non convenga a nessuno: -non conviene a giorgio armani che vorrebbe usare quel dominio-non conviene ai clienti di giorgio armani che vorrebbero trovare su quel dominio le informazioni sul loro stilista-non conviene all'impenditore, perché sarebbe un dominio non indicativo della sua attività e nemmeno ai suoi potenziali clienti (chi si sognerebbe di cercare timbri sotto tale dominio?)Perché non registrare invece http://www.timbri-armani.it o qualcosa del genere che risulti "libero"?Sarò prevenuto ma ci vedo un po' di malizia...(compravendita di domini?)ciao
    • Anonimo scrive:
      Re: il semplice cittadino...

      Perché non registrare invece
      http://www.timbri-armani.it o qualcosa del
      genere che risulti "libero"?quello era liberoperchè non registrare www.stilista-armani.ito le regole devono valere solo per Luca o solo per chi ha i soldi?
      • ryoga scrive:
        Re: il semplice cittadino...
        - Scritto da: Anonimo

        Perché non registrare invece

        http://www.timbri-armani.it o qualcosa del

        genere che risulti "libero"?

        quello era libero
        perchè non registrare www.stilista-armani.it

        o le regole devono valere solo per Luca o
        solo per chi ha i soldi?Pero' posso pensare che il Sig. Luca l'ha fatto ( non soltanto, ma abbastanza ) pensando che registrando www.armani.it invece di www.timbrificioarmani.it avrebbe avuto un numero di visitatori per lo meno moltiplicato x 1000 ( e quindi tutta pubblicita' gratuita ).Giusto?
        • Anonimo scrive:
          Re: il semplice cittadino...

          Pero' posso pensare che il Sig. Luca l'ha
          fatto ( non soltanto, ma abbastanza )
          pensando che registrando www.armani.it
          invece di www.timbrificioarmani.it avrebbe
          avuto un numero di visitatori per lo meno
          moltiplicato x 1000 ( e quindi tutta
          pubblicita' gratuita ).
          Giusto?Sulle cose certe si possono avere molti dubbi, sul "posso pensare" i dubbi per lo meno si moltiplicano x 1000.
          • ryoga scrive:
            Re: il semplice cittadino...
            e allora basiamoci sui fatti concreti.Chiediamo al provider del sito di MOSTRARE PUBBLICAMENTE i logs di traffico e di vedere quante persone visitano giornaliermente il sito e cambiano rotta dopo aver visionato l'homepage.Smettiamola con questa stupida ed inutile ipocrisia.Saluti
          • Anonimo scrive:
            Re: il semplice cittadino...

            Smettiamola con questa stupida ed inutile
            ipocrisia.L'ipocrisia almeno è gratis.Scusa ma perchè ti agiti?
          • ryoga scrive:
            Re: il semplice cittadino...
            Perche' mi sembra di parlare con gente che la mattina si mette i paraocchi e pensa che il mondo sia come piace a lui.P.s. : anche la stupidita' e' gratis
          • Anonimo scrive:
            Re: il semplice cittadino...
            - Scritto da: ryoga
            Perche' mi sembra di parlare con gente che
            la mattina si mette i paraocchi e pensa che
            il mondo sia come piace a lui.

            P.s. : anche la stupidita' e' gratisPer fortuna almeno quella è gratis.Da come ti agiti non sembra che ti piaccia molto il mondo. Che ti piaccia o meno ci siamo anche noi "gli stupidi".
          • 4913 scrive:
            Re: il semplice cittadino...
            x ryogama cosa vuol dire.tu tutte le volte che digiti qualcosa in internet sei sicuro di trovare la cosa o la persona che volevi cercare??ci sono siti che hanno nomi di fantasia ed altri che usano il cognome o il nome o altro e con questo non vuol dire che hanno il diritto di mettere in piedi una causa contro qualcuno.e in piu' quel qualcuno prende anche le colpe di aver fatto qualcosa di illegale.avrebbe certo potuto registrare in mille altri modi il suo sito ma quello in quel momento era il piu' logico. fermati un attimo e pensa di essere nella sua stessa situazione.ti chiami armani hai un timbrificio (non a livello nazionale) e il sito www.armani.it e' libero cosa fai???cerca di essere onesto con noi e con te stesso.ti aiuto con la risposta: registri armani.it .te lo garantisco.==================================Modificato dall'autore il 06/11/2003 17.40.39
          • Anonimo scrive:
            Re: il semplice cittadino...

            ti aiuto con la risposta: registri armani.it
            .te lo garantisco.anche perchè il suo cognome difficilmente lo cambierà mai, ma non per forza è obbligato a fare timbri per sempre, se decide di produrre bulloni?
          • ryoga scrive:
            Re: il semplice cittadino...
            - Scritto da: 4913
            x ryoga
            ma cosa vuol dire.
            tu tutte le volte che digiti qualcosa in
            internet sei sicuro di trovare la cosa o la
            persona che volevi cercare??No, perche' esistono persone, che hanno avuto la bella idea, di registrarsi un nome a dominio per poi ospitare il proprio sitariello, i propri banner ad impression, e/o aspettando che l'azienda che io mi aspettavo di trovare, sia disposta a versare la cifra da lui richiesta (cybersquatting).Un esempio su tutti : il mio cognome non e' molto famoso, ci sono omonimi ( uno ha registrato il .it ), io per fortuna son riuscito ad accaparrarmi il .net ( attualmente e' funzionante ), e non appena mi son registrato sui motori di ricerca, ricevo una mail ( a settimana ) di un tizio che vuole vendermi il sito ( il mio cognome.com )Te questo lo vedi legale? ( o di sani principi )
            ci sono siti che hanno nomi di fantasia ed
            altri che usano il cognome o il nome o altro
            e con questo non vuol dire che hanno il
            diritto di mettere in piedi una causa contro
            qualcuno.Hai ragione, pero', dato che in internet, non ci sono arrivato ieri, ma quando google era ancora un marmocchio, sono abituato, prima di cercare su google, di digitare l'indirizzo della softwarehouse, del trend o del marchio prima di ricercare sul motore di ricerca.Tu la vedi una cosa insensata? Io vedo insensato l'opposto, cioe', esser costretto a ricercare attraverso parole chiavi, un trend famoso, perche' il nome a dominio che doveva appartenere al trend, appartiene invece ad un timbrificio ( in questo caso ).
            e in piu' quel qualcuno prende anche le
            colpe di aver fatto qualcosa di illegale.Se non erro, ci fu una prima offerta di Giorgio Armani per il dominio, ma Luca rifiuto', perche' la riteneva "poco generosa". avrebbe certo potuto registrare in mille
            altri modi il suo sito ma quello in quel
            momento era il piu' logico. Infatti.... sai cos'ha pensato? " Oh...che qlo....registriamolo finche' posso "..... ( +/- fu cosi.... )
            fermati un
            attimo e pensa di essere nella sua stessa
            situazione.
            ti chiami armani hai un timbrificio (non a
            livello nazionale) e il sito www.armani.it
            e' libero cosa fai???Lo registro
            cerca di essere onesto con noi e con te
            stesso.Poi ricevo notifica da Armani che mostra l'interesse del dominio, so che non posso averla ragione io e lo cedo.Invece il Sig. Luca no... cerca solidarieta', chiede giustizia ( ponendo come base la N.A. la quale in campo giuridico internazionale e nazionale non ha peso ) e vuole il suo dominio.Perche'?10.000 visitatori al giorno. Se solo l'1% si ferma a leggere di che si tratta ha 100 visitatori unici che conosceranno la sua azienda. Se lo 0.1% si degna di fargli un ordine, avra' 10 ordini al giorno.Bella come pubblicita' gratuita eh?Io lo chiamo sfruttamento di un nome famoso.Domani prendo 4-5 extracomunitari, gli faccio costruire braccialetti con le perline, attacco su gli Adesivi " By Armani" e me li metto a vendere a 5 euro l'uno....secondo te , Giorgio Armani non mi fa causa?
            ti aiuto con la risposta: registri armani.it
            .te lo garantisco.Non essendo ipocrita, ti ho gia' detto cio' che avrei fatto.
          • Anonimo scrive:
            Re: il semplice cittadino...

            No, perche' esistono persone, che hanno
            avuto la bella idea, di registrarsi un nome
            a dominio per poi ospitare il proprio
            sitariello, i propri banner ad impression,
            e/o aspettando che l'azienda che io mi
            aspettavo di trovare, sia disposta a versare
            la cifra da lui richiesta (cybersquatting).D'accordo ci sono anche loro ma non puoi generalizzare con tutti.
            Un esempio su tutti : il mio cognome non e'
            molto famoso, ci sono omonimi ( uno ha
            registrato il .it ), io per fortuna son
            riuscito ad accaparrarmi il .net (
            attualmente e' funzionante ), e non appena
            mi son registrato sui motori di ricerca,
            ricevo una mail ( a settimana ) di un tizio
            che vuole vendermi il sito ( il mio
            cognome.com )
            Te questo lo vedi legale? ( o di sani
            principi )Pensa che la pubblicità in televisione la fanno per venderti qualcosa.
            Hai ragione, pero', dato che in internet,
            non ci sono arrivato ieri, ma quando google
            era ancora un marmocchio, sono abituato,
            prima di cercare su google, di digitare
            l'indirizzo della softwarehouse, del trend o
            del marchio prima di ricercare sul motore di
            ricerca.
            Tu la vedi una cosa insensata?Assolutamente no, ma essere certo di quello che trovi per ogni cosa che digiti penso sia impossibile, perchè quello che pensi tu è differente da quello che può pensare un'altro. Io vedo
            insensato l'opposto, cioe', esser costretto
            a ricercare attraverso parole chiavi, un
            trend famoso, perche' il nome a dominio che
            doveva appartenere al trend, appartiene
            invece ad un timbrificio ( in questo caso ).Doveva? E chi lo ha deciso?Mi sembra un ragionamento forzatamente sensato in questo caso, ma potrei citarti mille esempi dove non sapresti rispondere e quindi? per tutti gli altri casi vale quello che pensi tu o quello che pensa un'altro?
            Se non erro, ci fu una prima offerta di
            Giorgio Armani per il dominio, ma Luca
            rifiuto', perche' la riteneva "poco
            generosa". Infatti.... sai cos'ha pensato? " Oh...che
            qlo....registriamolo finche' posso "..... (
            +/- fu cosi.... )
            Lo registro


            cerca di essere onesto con noi e con te

            stesso.

            Poi ricevo notifica da Armani che mostra
            l'interesse del dominio, so che non posso
            averla ragione io e lo cedo.
            Invece il Sig. Luca no... cerca
            solidarieta', chiede giustizia ( ponendo
            come base la N.A. la quale in campo
            giuridico internazionale e nazionale non ha
            peso ) e vuole il suo dominio.

            Perche'?
            10.000 visitatori al giorno. Se solo l'1% si
            ferma a leggere di che si tratta ha 100
            visitatori unici che conosceranno la sua
            azienda. Se lo 0.1% si degna di fargli un
            ordine, avra' 10 ordini al giorno.
            Bella come pubblicita' gratuita eh?
            Io lo chiamo sfruttamento di un nome famoso.
            Domani prendo 4-5 extracomunitari, gli
            faccio costruire braccialetti con le
            perline, attacco su gli Adesivi " By Armani"
            e me li metto a vendere a 5 euro
            l'uno....secondo te , Giorgio Armani non mi
            fa causa?Hai molta fantasia, non capisco se vuoi dimostrare che il furbo è Luca Armani o se invece il furbo sei tu?Per ogni reato ci sono leggi e condanne, spiegami il reato che ha commesso Luca?
          • Anonimo scrive:
            Re: il semplice cittadino...
            se cosi' fosse l. armani a questo punto in 6 anni di cause legali avrebbe gia fatto tanti soldi da non dover nemmeno ricorrere in appello.dovremmo chiedere la sua dichiarazione dei redditi.cosa ne pensi???
        • Anonimo scrive:
          Re: il semplice cittadino...
          no assolutamente no
          • ryoga scrive:
            Re: il semplice cittadino...
            perche' non posso pensarlo?Allora chiediamo le statistiche al sito di armani.itChiediamo che il signor Luca mostri le sue statistiche al sito PUBBLICAMENTE.Cosi vedremo quanta gente, dopo la prima pagina, va a visitare la seconda.
          • Anonimo scrive:
            Re: il semplice cittadino...
            - Scritto da: ryoga
            perche' non posso pensarlo?
            Allora chiediamo le statistiche al sito di
            armani.it

            Chiediamo che il signor Luca mostri le sue
            statistiche al sito PUBBLICAMENTE.

            Cosi vedremo quanta gente, dopo la prima
            pagina, va a visitare la seconda.Ma probabilmente a uno che fa i timbri dei tuoi ragionamenti e delle tue statistiche non gli importa molto.Tu le conosci già queste statistiche raccontacele, se poi siano vere o inventate che importanza ha.
        • Anonimo scrive:
          Re: il semplice cittadino...
          -
          Pero' posso pensare che il Sig. Luca l'ha
          fatto ( non soltanto, ma abbastanza )
          pensando che registrando www.armani.it
          invece di www.timbrificioarmani.it avrebbe
          avuto un numero di visitatori per lo meno
          moltiplicato x 1000 ( e quindi tutta
          pubblicita' gratuita ).
          Giusto?si ma avere tanti visitatori che non comprano la tua merce non serve a nulla e avere visitatori che cercano maglioni non significa avere visitatori che cercano timbri.La sentenza avrebbe avuto una logica se avessero venduto prodotti affini
      • Anonimo scrive:
        Re: il semplice cittadino...
        - Scritto da: Anonimo

        Perché non registrare invece

        http://www.timbri-armani.it o qualcosa del

        genere che risulti "libero"?

        quello era libero
        perchè non registrare www.stilista-armani.itSe dici ciò, e rispondi solo a questo, vuol dire che non hai voluto leggere/capire tutto quello che è stato scritto prima.Se vuoi fermiamo 1000-10000 persone per strada, gli chiediamo chi è "armani" e vediamo se rispondono "stilista" o "timbrista".
        o le regole devono valere solo per Luca o
        solo per chi ha i soldi?Non ho parlato di regole, ma di buon senso.E' palese che il dominio www.armai.it richiami clienti di moda e non di timbri, quindi aver registrato il dominio sotto un'impresa che produce timbri, non è utile a nessuno, nemmeno allo sfortunato signor armani-non-stilista (a meno che non fosse interessato a farsi pubblicità, inutle, sfruttando un nome già famoso per altri motivi).Saluti
        • Anonimo scrive:
          Re: il semplice cittadino...

          Non ho parlato di regole, ma di buon senso.Speriamo che la legge si limiti a condannare chi ha infranto le regole e non solo il buon senso.
          E' palese che il dominio www.armai.it
          richiami clienti di moda e non di timbriSe è palese in questo caso per il tuo modo di ragionare, deve essere palese anche qualsiasi altra registrazione.
          quindi aver registrato il dominio sotto
          un'impresa che produce timbri, non è utile a
          nessunoNon ho letto nessuna regola sul fatto che una registrazione deve obbligatoriamente essere utile a qualcuno. Mi puoi citare la fonte?, nemmeno allo sfortunato signor
          armani-non-stilista (a meno che non fosse
          interessato a farsi pubblicità, inutle,
          sfruttando un nome già famoso per altri
          motivi).

          Saluti
          • Anonimo scrive:
            Re: il semplice cittadino...
            - Scritto da: Anonimo10

            Non ho parlato di regole, ma di buon senso.
            Speriamo che la legge si limiti a condannare
            chi ha infranto le regole e non solo il buon
            senso.Di leggi ingiuste, o vaghe, o interpretabili i maniere differenti ce ne sono a bizzeffe, quindi lascia pure perdere il discorso

            E' palese che il dominio www.armai.it

            richiami clienti di moda e non di timbri

            Se è palese in questo caso per il tuo modo
            di ragionare, deve essere palese anche
            qualsiasi altra registrazione.Mai detto il contrario

            quindi aver registrato il dominio sotto

            un'impresa che produce timbri, non è

            utile a nessuno

            Non ho letto nessuna regola sul fatto che
            una registrazione deve obbligatoriamente
            essere utile a qualcuno. Mi puoi citare la
            fonte?GOTO 10 Saluti
          • Anonimo scrive:
            Re: il semplice cittadino...

            Di leggi ingiuste, o vaghe, o interpretabili
            i maniere differenti ce ne sono a bizzeffe,
            quindi lascia pure perdere il discorsoScusa ma il discorso lo hai iniziato tu e per quanto hai scritto sopra complimenti, le tue parole sono un'ottima sintesi della realtà. Se ti va bene così buon per te.

            Se è palese in questo caso per il tuo modo

            di ragionare, deve essere palese anche

            qualsiasi altra registrazione.

            Mai detto il contrarioQuindi?
          • Anonimo scrive:
            Re: il semplice cittadino...
            - Scritto da: Anonimo

            Di leggi ingiuste, o vaghe, o interpretabili

            i maniere differenti ce ne sono a bizzeffe,

            quindi lascia pure perdere il discorso

            Scusa ma il discorso lo hai iniziato tu e
            per quanto hai scritto sopra complimenti, le
            tue parole sono un'ottima sintesi della
            realtà. Se ti va bene così buon per te.Stai facendo confusione; un discreto riassunto della questione lo trovi espresso qui:http://punto-informatico.it/forum/pol.asp fid=45838&mid=475490Oppure nelle parole che hanno generato questo sotto-thread:"E' palese che il dominio www.armai.it richiami clienti di moda e non di timbri, quindi aver registrato il dominio sotto un'impresa che produce timbri, non è utile a nessuno, nemmeno allo sfortunato signor armani-non-stilista (a meno che non fosse interessato a farsi pubblicità, inutle, sfruttando un nome già famoso per altri motivi)."E ribadisco: "(a meno che non fosse interessato a farsi pubblicità, inutle, sfruttando un nome già famoso per altri motivi)."


            Se è palese in questo caso per il tuo modo


            di ragionare, deve essere palese anche


            qualsiasi altra registrazione.



            Mai detto il contrario

            Quindi?Quindi non capisco il senso del tuo commentoCiao
          • Anonimo scrive:
            Re: il semplice cittadino...

            E ribadisco: "(a meno che non fosse
            interessato a farsi pubblicità, inutle,
            sfruttando un nome già famoso per altri
            motivi)."E' interessante comunque quante persone si accaniscono a favore o contrari per questo caso ed invece gli altri innumerevoli processi sempre su queste medesime argomentazioni passano inosservati e nell'assoluto disinteresse.Forse perchè in questo caso le forze contrapposte sono molto differenti?Forse perchè è molto più intuitivo farsi un'opinione?Forse perchè non è interesse di nessuno che tutto questo caos finisca?Ciao
          • Anonimo scrive:
            Re: il semplice cittadino...
            - Scritto da: Anonimo

            E ribadisco: "(a meno che non fosse

            interessato a farsi pubblicità, inutle,

            sfruttando un nome già famoso per altri

            motivi)."

            E' interessante comunque quante persone si
            accaniscono a favore o contrari per questo
            caso ed invece gli altri innumerevoli
            processi sempre su queste medesime
            argomentazioni passano inosservati e
            nell'assoluto disinteresse.
            Forse perchè in questo caso le forze
            contrapposte sono molto differenti?
            Forse perchè è molto più intuitivo farsi
            un'opinione?
            Forse perchè non è interesse di nessuno che
            tutto questo caos finisca?Forse perché qualcuno ha voluto "pubblicizzare" questo caso?
    • Anonimo scrive:
      Re: il semplice cittadino...
      Quello che dici è dannatamente giusto, aggiungo però che Armani avrebbe semplicemente dovuto pagare il disturbo a Luca per avere il dominio e pace fatta...Nel caso Luca non ne avesse avuto interesse però dovrebbe essere lui il titolare del sito e nessuno può levarglielo..In effetti la decisione del giudice mi sembra molto di buonsenso come le tue parole, però un pò mi brucia il culo a pensare che solo perchè Giorgio è(era?) ricco e famoso abbia più diritti degl'altri...
      • Anonimo scrive:
        Re: il semplice cittadino...
        - Scritto da: Anonimo
        Quello che dici è dannatamente giusto,
        aggiungo però che Armani avrebbe
        semplicemente dovuto pagare il disturbo a
        Luca per avere il dominio e pace fatta...
        Nel caso Luca non ne avesse avuto interesse
        però dovrebbe essere lui il titolare del
        sito e nessuno può levarglielo..
        In effetti la decisione del giudice mi
        sembra molto di buonsenso come le tue
        parole, però un pò mi brucia il culo a
        pensare che solo perchè Giorgio è(era?)
        ricco e famoso abbia più diritti
        degl'altri...Penso che fino al giorno che ci lasciamo calpestare o semplicemente giriamo la faccia da un'altra parte quando calpestano un'altra persona, il bruciore non passerà mai.
      • ryoga scrive:
        Re: il semplice cittadino...
        La naming Authority, ha VALENZA ZERO in ambito giudiziario essendo un'organo che vigila il corretto funzionamento di internet.La naming Authority DEVE controllare nella fattispecie, che se io cerco di registrare www.cocacola.it , se questo dominio e' libero e assegnarmelo.Se pero', il nome a dominio, corrisponde ad un marchio registrato, la naming Authority, non puo', e non deve, porsi come super partes e dare il dominio a chi l'ha registrato "per primo".Le leggi sui nomi a marchio registrato, impongono che io, non posso costruire pantaloni e chiamarli cocacola, e non posso produrre bibite e chiamarle armani.Quindi, se voglio metter su un negozio, un volantino su internet o altro, devo scegliere il nome di dominio a me piu' consono e non www.cocacola.it o www.ferrari.itPoi, fino a quando penserete che Internet e' un mondo a parte rispetto alla vita reale, voi la vedrete in un modo, io nell'altro.Fatto sta, che internet e' entrata nella vita reale e ormai non e' piu' un semplice strumento di comunicazione, quindi, deve sorbirsi tutte le regolamentazioni dettate dalla societa' ( noi tutti ).Saluti
        • Anonimo scrive:
          Re: il semplice cittadino...
          - Scritto da: ryoga
          La naming Authority, ha VALENZA ZERO in
          ambito giudiziario essendo un'organo che
          vigila il corretto funzionamento di
          internet.
          La naming Authority DEVE controllare nella
          fattispecie, che se io cerco di registrare
          www.cocacola.it , se questo dominio e'
          libero e assegnarmelo.

          Se pero', il nome a dominio, corrisponde ad
          un marchio registrato, la naming Authority,
          non puo', e non deve, porsi come super
          partes e dare il dominio a chi l'ha
          registrato "per primo".

          Le leggi sui nomi a marchio registrato,
          impongono che io, non posso costruire
          pantaloni e chiamarli cocacola, e non posso
          produrre bibite e chiamarle armani.

          Quindi, se voglio metter su un negozio, un
          volantino su internet o altro, devo
          scegliere il nome di dominio a me piu'
          consono e non www.cocacola.it o
          www.ferrari.it

          Poi, fino a quando penserete che Internet e'
          un mondo a parte rispetto alla vita reale,
          voi la vedrete in un modo, io nell'altro.
          Fatto sta, che internet e' entrata nella
          vita reale e ormai non e' piu' un semplice
          strumento di comunicazione, quindi, deve
          sorbirsi tutte le regolamentazioni dettate
          dalla societa' ( noi tutti ).

          SalutiPerfetto, allora fissale tu le regole certe. Ricordati che devono valere per tutti, in tutte le circostanze o nel caso nascesse un dubbio lascia il tuo indirizzo che ti contattiamo.
          • ryoga scrive:
            Re: il semplice cittadino...
            Votami alle prossime elezioni, e ti faccio le regole che valgono in Italia e sui siti italiani. :DSe hai letto cio' che ho scritto, ho detto che la Naming Authority, non ha potere decisionale in questo caso, dove entrano in ballo non 2 cittadini con lo stesso diritto (cognome), ma 2 aziende dove la prima si chiama Armani e la seconda Timbrificio Armani.Tu a chi daresti il dominio in questione? ( e con quello tutto il resto ? )P.s. : chiedi al provider di armani.it di mostrarti il traffico del sito vedendo anche quanti utenti dopo aver visto l'homepage sono andati verso altri siti
          • Anonimo scrive:
            Re: il semplice cittadino...

            Se hai letto cio' che ho scritto, ho detto
            che la Naming Authority, non ha potere
            decisionale in questo caso, dove entrano in
            ballo non 2 cittadini con lo stesso diritto
            (cognome), ma 2 aziende dove la prima si
            chiama Armani e la seconda Timbrificio
            Armani.
            Tu a chi daresti il dominio in questione? (
            e con quello tutto il resto ? )A chi lo ha registrato per primo. Per l'utilizzo, cosa può inserire, cosa può pubblicare al massimo poi se ne può discutere, ma mettere d'accordo tutti sarà difficile.

            P.s. : chiedi al provider di armani.it di
            mostrarti il traffico del sito vedendo anche
            quanti utenti dopo aver visto l'homepage
            sono andati verso altri sitiAnche questo è un'argomento interessante, ma il tuo discorso lo facciamo valere solo per questo dominio o è lecito aprire un dibattito su tutti i domini? Tanto per capire.
          • Sandro kensan scrive:
            Re: il semplice cittadino...
            - Scritto da: Anonimo
            Anche questo è un'argomento interessante, ma
            il tuo discorso lo facciamo valere solo per
            questo dominio o è lecito aprire un
            dibattito su tutti i domini? Tanto per
            capire.A parte i discorsi di Ryoga (che francamente non condivido e che mi pare abbia qualcosa di personale da difendere), su questo punto si può tranquillamente estendere il discorso, per esempio ho seguito una discussione in cui a un dominio arrivavano contatti e email (anche importanti) che invece erano destinate a un dominio "vicino".Ovviamente in questo caso il dominio era da sopprimere, da sequestrare secondo questa logica, in effetti rappresenta un pericolo visto che corrispondenza può arrivare ad altri.Il mio ragionamento è quindi che chi vuole armani digita www.armani.it e se è lecito che veda il sito di armani spa allora anche chi digita www.arnami.it vuole vedere il sito di armani. Faccio notare che la "n" e la "m" sono vicine nella tastiera e anche confondibili nella lettura.Se fossi un tribunale italiano esproprierei chi ha anami.it per spionaggio industriale, non vi è dubbio che email importanti arriverebbero a questo impostore quando sono evidentemente indirizzate a Giorgio...Se prendiamo come metro di giudizio la volontà della massa degli utenti si potrebbe fare una serie di leggi davvero interessanti, pensandoci un attimo verrebbero fuori delle nuove regole per internet interessantissime...
      • Anonimo scrive:
        Re: il semplice cittadino...
        - Scritto da: Anonimo
        Quello che dici è dannatamente giusto,
        aggiungo però che Armani avrebbe
        semplicemente dovuto pagare il disturbo a
        Luca per avere il dominio e pace fatta...
        Nel caso Luca non ne avesse avuto interesse
        però dovrebbe essere lui il titolare del
        sito e nessuno può levarglielo..
        In effetti la decisione del giudice mi
        sembra molto di buonsenso come le tue
        parole, però un pò mi brucia il culo a
        pensare che solo perchè Giorgio è(era?)
        ricco e famoso abbia più diritti
        degl'altri...Più che altro è famoso il nome (marchio), quindi usarlo assicura una certa notorietà, anche se usato "impropriamente" come nel caso del signor Lucaciao
        • Anonimo scrive:
          Re: il semplice cittadino...

          Più che altro è famoso il nome (marchio),
          quindi usarlo assicura una certa notorietà,
          anche se usato "impropriamente" come nel
          caso del signor Luca

          ciaoUsare "impropriamente" un marchio di una nota motocicletta per diventare un noto giornalista è lecito?Usare "impropriamente" un marchio di una nota pasta per diventare un noto parlamentare è lecito?Di esempi stupidi come questo ne sono stati fatti a migliaia inutile continuare.
          • Anonimo scrive:
            Re: il semplice cittadino...
            - Scritto da: Anonimo
            Usare "impropriamente" un marchio di una
            nota motocicletta per diventare un noto
            giornalista è lecito?
            Usare "impropriamente" un marchio di una
            nota pasta per diventare un noto
            parlamentare è lecito?

            Di esempi stupidi come questo ne sono stati
            fatti a migliaia inutile continuare.Hai detto giusto: sono esempi stupidi.Se io, per assurdo, mi chiamassi Giandomenico Cocacola, non sarei certo costretto a cambiare il mio nome, ma non potrei neanche pretendere di registrare il dominio www.cocacola.it per la mia ditta di 10 persone che produce tacchi di scarpe per le aziende locali, perché "sfrutterei" il nome di un marchio già ben noto per altri motivi.Saluti
          • Anonimo scrive:
            Re: il semplice cittadino...

            Hai detto giusto: sono esempi stupidi.
            Se io, per assurdo, mi chiamassi
            Giandomenico Cocacola, non sarei certo
            costretto a cambiare il mio nome, ma non
            potrei neanche pretendere di registrare il
            dominio www.cocacola.it per la mia ditta di
            10 persone che produce tacchi di scarpe per
            le aziende locali, perché "sfrutterei" il
            nome di un marchio già ben noto per altri
            motivi.

            SalutiSfrutteresti il tuo cognome, già ampiamente sfruttato da altri, per produrre tacchi di scarpe, stabilire se quello è un reato è discutibile.Potrebbe essere discutibile anche il fatto di permettere di registrare come marchio un cognome ma si farebbe lunga e non è questa certamente la sede.
          • Anonimo scrive:
            Re: il semplice cittadino...
            - Scritto da: Anonimo
            Sfrutteresti il tuo cognome, già ampiamente
            sfruttato da altri, per produrre tacchi di
            scarpe, stabilire se quello è un reato è
            discutibile.
            Potrebbe essere discutibile anche il fatto
            di permettere di registrare come marchio un
            cognome ma si farebbe lunga e non è questa
            certamente la sede.eh no... stai mischiando tre cose distinte.Il cognome (in generale) è una cosa che "mi ritrovo" io e che si possono ritrovare migliaia di persone in ogi parte del mondo, sulla quale non esiste alcuna proprietà.Un marchio è qualcosa che posso registrare e detenere la proprietà in ambiti più o meno allargati (ci sono marchi a valenza mondiale e piccole aziende locali che hanno lo stesso nome ma sono una a milano e una a roma).Un dominio è un'altra cosa ancora: posso registrare qualsiasi dominio libero, ma se questo richiama un marchio, posso giustamente aspettarmi che intervengano le leggi a tutela di quel marchio, soprattutto se il marchio a valenza mondiale, visto che il dominio è lo stesso in ogni luogo del mondo. Se per te non è così allora metti in dubbio la tutela del marchio.ciaoPS: in caso di risposta si prega di rispondere dettagliatamente su ogni aspetto, non su una singola frase che presa a se avrebbe una valenza diversa.
          • Anonimo scrive:
            Re: il semplice cittadino...

            eh no... stai mischiando tre cose distinte.Tre cose distinte e qui mi trovi d'accordo, ma allora perchè tutto viene ricondotto sotto la legge marchi?
            Il cognome (in generale) è una cosa che "mi
            ritrovo" io e che si possono ritrovare
            migliaia di persone in ogi parte del mondo,
            sulla quale non esiste alcuna proprietà.Aspetta a dirlo, diamo ancora più potere alla legge marchi e poi vedremo.

            Un marchio è qualcosa che posso registrare e
            detenere la proprietà in ambiti più o meno
            allargati (ci sono marchi a valenza mondiale
            e piccole aziende locali che hanno lo stesso
            nome ma sono una a milano e una a roma).Puoi registrare se conosci le leggi. Se parli della semplice registrazione di un dominio dovresti conoscere le leggi di tutti gli stati del mondo per essere sicuro che nessuno arrivi mai a denunciarti.

            Un dominio è un'altra cosa ancora: posso
            registrare qualsiasi dominio libero, ma se
            questo richiama un marchio, posso
            giustamente aspettarmi che intervengano le
            leggi a tutela di quel marchio, soprattutto
            se il marchio a valenza mondiale, visto che
            il dominio è lo stesso in ogni luogo del
            mondo. Se per te non è così allora metti in
            dubbio la tutela del marchio.Penso che sia discutibile la legge stessa, ma per queste questioni esistono persone molto più qualificate che dovrebbero esprimere le loro opinioni.Ciao
          • Anonimo scrive:
            Re: il semplice cittadino...
            - Scritto da: Anonimo

            eh no... stai mischiando tre cose
            distinte.

            Tre cose distinte e qui mi trovi d'accordo,
            ma allora perchè tutto viene ricondotto
            sotto la legge marchi?Il cognome non viene ricondotto lì, e il dominio è qualcosa che è arrivato dopo il marchio. Il marchio è qualcosa id più "potente"

            Un marchio è qualcosa che posso registrare e

            detenere la proprietà in ambiti più o meno

            allargati (ci sono marchi a valenza mondiale

            e piccole aziende locali che hanno lo stesso

            nome ma sono una a milano e una a roma).

            Puoi registrare se conosci le leggi. Se
            parli della semplice registrazione di un
            dominio alt...il marchio è una cosa, il dominio è un altra.Stai confondendo ancora.Io posso registrare qualsisi marchio non ancora registrato, ma non posso fare un dominio che vada contro un marchio già registrato a livello mondiale.
            Penso che sia discutibile la legge stessa,Pesno che un marchio vada tutelato, altrimenti diamo il via libera anche alle contraffazioni...ciao
          • Anonimo scrive:
            Re: il semplice cittadino...

            Il cognome non viene ricondotto lì, e il
            dominio è qualcosa che è arrivato dopo il
            marchio. Il marchio è qualcosa id più
            "potente"La potenza di un marchio è tanto più forte quanti più soldi uno è disposto ad investirci. Estendere la sua potenza in qualsiasi settore ed in qualsiasi cosa è discutibile.
            alt...
            il marchio è una cosa, il dominio è un altra.
            Stai confondendo ancora.
            Io posso registrare qualsisi marchio non
            ancora registrato, ma non posso fare un
            dominio che vada contro un marchio già
            registrato a livello mondiale.Andare contro? Registrare un dominio con il proprio cognome fino a questa sentenza non era considerato un reato, da adesso in poi forse si.
            Pesno che un marchio vada tutelato,
            altrimenti diamo il via libera anche alle
            contraffazioni...Nessuno mette in discussione che un marchio vada tutelato ma questa è una generalizzazione troppo vaga, cosa c'entra con il caso in questione?
            ciaociao
          • Anonimo scrive:
            Re: il semplice cittadino...
            - Scritto da: Anonimo

            Il cognome non viene ricondotto lì, e il

            dominio è qualcosa che è arrivato dopo il

            marchio. Il marchio è qualcosa id più

            "potente"

            La potenza di un marchio è tanto più forte
            quanti più soldi uno è disposto ad
            investirci.E mi pare giusto che invesdoci molti soldi ne sia tutelato
            Estendere la sua potenza in
            qualsiasi settore ed in qualsiasi cosa è
            discutibile.Non stiamo parlando di "qualsiasi settore"

            alt...

            il marchio è una cosa, il dominio è un altra.

            Stai confondendo ancora.

            Io posso registrare qualsisi marchio non

            ancora registrato, ma non posso fare un

            dominio che vada contro un marchio già

            registrato a livello mondiale.

            Andare contro? Registrare un dominio con il
            proprio cognome fino a questa sentenza non
            era considerato un reato, da adesso in poi
            forse si.Scusa, ma se tu ti chamassi "Armani" e volessi fare lo stilista, pensi porse di poter produrre abiti con il marchio "Armani" solo perché anche tu hai lo stesso cognome di un altro stilista ben più famoso? Ovviamente la risposta è no...

            Penso che un marchio vada tutelato,

            altrimenti diamo il via libera anche alle

            contraffazioni...

            Nessuno mette in discussione che un marchio
            vada tutelato ma questa è una
            generalizzazione troppo vaga, cosa c'entra
            con il caso in questione?se armani è un marchioe se www.armani.it riconduce al marchioallora c'entraciao
          • Anonimo scrive:
            Re: il semplice cittadino...

            Scusa, ma se tu ti chamassi "Armani" e
            volessi fare lo stilista, pensi porse di
            poter produrre abiti con il marchio "Armani"
            solo perché anche tu hai lo stesso cognome
            di un altro stilista ben più famoso?
            Ovviamente la risposta è no...Ovviamente no come dici tu, ma non è altrettanto ovvio come dovrebbe farsi chiamare.
            se armani è un marchio
            e se www.armani.it riconduce al marchio
            allora c'entraAnche il tuo cognome se riportato in un elenco telefonico se identico ad un personaggio famoso potrebbe indurre a far pensare a lui. Non vedo il reato.Ciao
          • Anonimo scrive:
            Re: il semplice cittadino...
            - Scritto da: Anonimo

            Scusa, ma se tu ti chamassi "Armani" e

            volessi fare lo stilista, pensi porse di

            poter produrre abiti con il marchio "Armani"

            solo perché anche tu hai lo stesso cognome

            di un altro stilista ben più famoso?

            Ovviamente la risposta è no...

            Ovviamente no come dici tu, ma non è
            altrettanto ovvio come dovrebbe farsi
            chiamare.Si, ma il succo della questione è che non dovrebbe farsi chiamare Armani.

            se armani è un marchio

            e se www.armani.it riconduce al marchio

            allora c'entra

            Anche il tuo cognome se riportato in un
            elenco telefonico se identico ad un
            personaggio famoso potrebbe indurre a far
            pensare a lui. Non vedo il reato.Il cognome non me lo scelgo certo io, e non lo uso nemmeno per farmi pubblicità.... lascia perdere i reatiSaluti
  • Anonimo scrive:
    tentativo d'analisi
    Una spiegazione della sentenza all'indirizzo . Il punto è che il marchio notorio, cioè famoso, ha una tutela più ampia, appunto perchè c'è il rischio che altri soggetti, che potrebbero legittimamente registrare il nome, ad esempio, mi chiamo armani giorgio ed ho un negozio di abbigliamento a milano, ne trarrebbero un indebito vantaggio, inevitabilmente ingannano il consumatore.Quindi il problema è che identificarsi come ARMANI.IT si richiama immediatamente la casa di moda, perchè non ci sono dubbi che il marchio "armani" sia notorio.Se viceversa una società è registrata col nome di "rossi mario srl", completa sconosciuta al grande pubblico, ed io, che mi chiamo rossi mario vado a registrare rossimario.it perchè voglio fare dell'e-commerce, non ci sono gli estremi di violazione del marchio, perchè non c'è rischio di confusione.Ad esempio c'è un'ordinanza del tribunale di roma del 2000, in cui viene rigettato il ricorso del''italiana carpoint, titolare di carpoint.it contro la microsoft che aveva aggiunto a msn carpoint.msn.com, perchè i siti, pur essendo relativi a noleggio auto, si riferivano a mercati diversi e non c'era nessun rischio di confusione. a.
    • Sandro kensan scrive:
      Re: tentativo d'analisi
      - Scritto da: Anonimo
      Una spiegazione della sentenza all'indirizzomanca il link, comunque non concordo.
      Il punto è che il marchio notorio, cioè
      famoso, ha una tutela più ampia, appunto
      perchè c'è il rischio che altri soggetti,
      che potrebbero legittimamente registrare il
      nome, ad esempio, mi chiamo armani giorgio
      ed ho un negozio di abbigliamento a milano,
      ne trarrebbero un indebito vantaggio,
      inevitabilmente ingannano il consumatore.Peccato che tutti i consumatori abbiano un nome da difendere e che in internet il mio nome di persona e il tuo nome di azienda debbano convivere.Nella realtà sul campanello di casa io posso avere il mio cognome e tu puoi avere la tua azienda in fianco alla mia abitazione, in Internet io debbo cambiare cognome...
      Quindi il problema è che identificarsi come
      ARMANI.IT si richiama immediatamente la casa
      di moda, perchè non ci sono dubbi che il
      marchio "armani" sia notorio.Ma non è un buon motivo perchè tutti i campanelli di casa che hanno l'etichetta Armani siano sfrattati... e pure tutte le aziende Armani...
      Se viceversa una società è registrata col
      nome di "rossi mario srl", completa
      sconosciuta al grande pubblico, ed io, che
      mi chiamo rossi mario vado a registrare
      rossimario.it perchè voglio fare
      dell'e-commerce, non ci sono gli estremi di
      violazione del marchio, perchè non c'è
      rischio di confusione.Sbagliato, il rischio c'è eccome, come sai le società possono diventare famose, è successo per Armani Giorgio e anche per Benetton, pure per Agnelli. Quindi il rischio di confusione c'è eccome, è solo questione di tempo.
      Ad esempio c'è un'ordinanza del tribunale di
      roma del 2000, in cui viene rigettato il
      ricorso del''italiana carpoint, titolare di
      carpoint.it contro la microsoft che aveva
      aggiunto a msn carpoint.msn.com, perchè i
      siti, pur essendo relativi a noleggio auto,
      si riferivano a mercati diversi e non c'era
      nessun rischio di confusione. a.Anche timbrificio armani e moda armani sono commerci distinti...
      • Anonimo scrive:
        Re: tentativo d'analisi

        manca il link, comunque non concordo. Ok, manca il link, ma è sufficiente cercare per trovare una descrizione del caso, in rete ci sono centinaia di siti di diritto italiano.Come fai a non concordare senza sapere?
        Peccato che tutti i consumatori abbiano un
        nome da difendere e che in internet il mio
        nome di persona e il tuo nome di azienda
        debbano convivere.

        Nella realtà sul campanello di casa io posso
        avere il mio cognome e tu puoi avere la tua
        azienda in fianco alla mia abitazione, in
        Internet io debbo cambiare cognome...Il mio è un tentativo d'analisi sulla base dei fatti e delle norme, non è facile filosofia, se vuoi il riferimento vedi l. 929/42 (l.marchi) art. 1, c.1, lett c e art. 21 c.3. Non voglio dire che questo sia giusto, sbagliato, bello o brutto. Parlo solo di fatti.
        Ma non è un buon motivo perchè tutti i
        campanelli di casa che hanno l'etichetta
        Armani siano sfrattati... e pure tutte le
        aziende Armani... Verissimo che il dominio è un indirizzo, ma se consideri il mondo della Rete inserito nel suo contesto, ossia il mondo fisico, non puoi, se vuoi fare un'analisi completa, non considerare le interazioni tra i due piani. Se si tratta di azienda il nome di dominio è considerato analogicamente, e il passaggio è abbastanza immediato, equivalente a un segno distintivo, con tutta la normazione che ne consegue.Un'analogia del genere non regge con il campanello di casa.
        Sbagliato, il rischio c'è eccome, come sai
        le società possono diventare famose, è
        successo per Armani Giorgio e anche per
        Benetton, pure per Agnelli. Quindi il
        rischio di confusione c'è eccome, è solo
        questione di tempo.Non consideri la dimensione del tempo. E'chiaro che se io acqisto un nome e poi, successivamente, qualcun'altro con lo stesso nome diventa il più famoso del mondo, non ha diritti in questo senso nei miei confronti. Viceversa se utilizzo il nome del già famoso la soluzione è opposta.I giuristi dicono prior in tempore, potior in iure; gli informatici first come, fist served; la saggezza comune primo arrivato, meglio accontentato.
        Anche timbrificio armani e moda armani sono
        commerci distinti...Distinti nel senso di area, geografica, entro cui si esplica l'attività, non nel senso di settore. E' un problema di nome, non di concorrenza diretta.Ciao! a.
        • Anonimo scrive:
          Re: tentativo d'analisi
          Anche se non sembra una domanda seria lo vorrebbe essere e mi piacerebbe sentire una risposta.Se registro www.iohoammazzatomiononno.it potrebbe ipotizzarsi un'ipotesi di reato per omicidio colposo, ma ipotizzo che il reato sussista solamente se ho veramente commesso il fatto oppure sono punibile per la semplice registrazione del dominio?Grazie per un'eventuale risposta.
          • Anonimo scrive:
            Re: tentativo d'analisi
            - Scritto da: Anonimo
            Anche se non sembra una domanda seria lo
            vorrebbe essere e mi piacerebbe sentire una
            risposta.
            Se registro www.iohoammazzatomiononno.it
            potrebbe ipotizzarsi un'ipotesi di reato per
            omicidio colposo, ma ipotizzo che il reato
            sussista solamente se ho veramente commesso
            il fatto oppure sono punibile per la
            semplice registrazione del dominio?

            Grazie per un'eventuale risposta.Non so se sia già solo possibile registrarlo, ci saranno sicuramente dei limiti alla registrazione di nomi offensivi, ma non li conosco. Nelle attività commerciali ad esempio non puoi adottare nomi contrari all'ordine pubblico, cioè in pratica alle varie leggi, tipo chiamare una società "gran bastardo spa". Perchè ci sia un reato ci dev'essere un fatto, omicidio non c'è neanche se vado a casa di qualcuno e lo minaccio di morte ma non lo uccido, anche se, metti caso, lo sfregio. Tantomeno è sufficiente un nome. Al più se nel sito inserisci informazioni dettagliate su come uccidere anziani senza farsi scoprire, preparare veleni, sostituire pastiglie, o accompagnare vecchiette sulle strisce pedonali con intenti criminali, ci sarebbe un'istigazione, cioè un concorso morale a un eventuale futuro reato, ma questo dal contenuto del sito non dal nome. a.
          • Anonimo scrive:
            Re: tentativo d'analisi

            Non so se sia già solo possibile
            registrarlo, ci saranno sicuramente dei
            limiti alla registrazione di nomi offensivi,
            ma non li conosco.Scusa ma non era offensivo. Sui limiti invece sono molto pochi a parte le disponibilità del tuo portafoglio.Nelle attività
            commerciali ad esempio non puoi adottare
            nomi contrari all'ordine pubblico, cioè in
            pratica alle varie leggi, tipo chiamare una
            società "gran bastardo spa".

            Perchè ci sia un reato ci dev'essere un
            fatto, omicidio non c'è neanche se vado a
            casa di qualcuno e lo minaccio di morte ma
            non lo uccido, anche se, metti caso, lo
            sfregio. Tantomeno è sufficiente un nome. Al
            più se nel sito inserisci informazioni
            dettagliate su come uccidere anziani senza
            farsi scoprire, preparare veleni, sostituire
            pastiglie, o accompagnare vecchiette sulle
            strisce pedonali con intenti criminali, ci
            sarebbe un'istigazione, cioè un concorso
            morale a un eventuale futuro reato, ma
            questo dal contenuto del sito non dal nome. Quindi? Nel caso specifico questo tipo può esercitare la professione di timbrista come crede con il nome che crede, cioè il suo, ma il fatto di aver registrato un dominio che interessa a qualcuno più famoso di lui allora è un reato?E se al sarto non fregava nulla di Internet il reato era sempre contestabile?
            a.
          • Anonimo scrive:
            Re: tentativo d'analisi
            Offensivo, volevo dire in senso ampio. non necessariamente volgare
            Quindi? Nel caso specifico questo tipo può
            esercitare la professione di timbrista come
            crede con il nome che crede, cioè il suo, ma
            il fatto di aver registrato un dominio che
            interessa a qualcuno più famoso di lui
            allora è un reato?
            E se al sarto non fregava nulla di Internet
            il reato era sempre contestabile?Non è proprio in questi termini.prima di tutto utilizzare il marchio altrui non è reato, ma illecito civile. Quindi si parla di risarcimenti, non di sanzioni penali (dalla prigione, a multe con anche note sulla 'fedina penale') e risarcimenti. E' un po' meno grave e in più, rispondo all'ultima domanda, se il sarto non faceva causa non succedeva niente, così come se tu fai un danno alla macchina di uno e questo non si fa più sentire, la cosa finisce lì.Ora, lasciando un attimo da parte Internet,-se tu eserciti un'attività economica, per farlo e per farti riconoscere dai tuoi clienti, attuali e potenziali, devi scegliere un nome.-questo nome può essere il più vario, di fantasia, dei simboli grafici, o anche il tuo nome proprio.-quindi se tu ti chiami armani e fondi la armani srl sembrerebbe tutto apposto.-però la legge distingue tra due tipi di marchi: il notorio(il GIA' notorio) e il non notorio, dove notorio significa che il "marchio registrato goda nello Stato di rinomanza" (parole della legge), nel senso che rispetto a quel nome il pensiero di chiunque vada a quella determinata attività (poi si può aprire la parentesi su entro che grado si può parlare di notorietà e fino a che punto invece ci si trovi sotto questa soglia, ma nel caso di armani, la notorietà è palese). e quindi 2 casi:1- il marchio non è notorio e quindi io, che mi chiamo tizio, registro la tizio srl, anche se esiste già. Se invece non mi chiamassi tizio, sorgerebbero già problemi.2- il marchio è notorio, e allora anche se ti chiami tizio non puoi chiamarti tizio srl, perchè la legge preferisce tutelare il valore aggiunto che il nome tizio ha in sè stesso, valore che probabilmente, anzi sicuramente è stato costruito in anni di attività (e qui non voglio entrare nella questione dei buoni e dei cattivi), e quindi il solo utilizzare il nome notorio ti farebbe godere di un vantaggio ingiustificato, e viceversa farebbe subire un pregiudizio al legittimo titolare.Ora inseriamo InternetInternet è una realtà dalle potenzialità incredibili, che permette attività prima sconosciute, tuttavia è creata dagli uomini ed esiste nel mondo degli uomini, non in una dimensione 'metafisica', tipo cyberspace, che alla fine è solo un modo di costruire un modello per descrivere qualcosa di intangibile a noi persone, abituate al materiale.Di conseguenza gli stati applicano a Internet tutte le proprie leggi, con migliaia di problematiche, perchè Internet, senza confini, è sovrapposta a un mondo che da almeno 350 anni è fondato sui sacri confini della patria, e quindi migliaia di decisioni che è gentile definire fantasiose (vedi ad esempio il caso francese yahoo, dove il giudiceimpone al sito di richiedere una dichiarazione di nazionalità sull'onore per identificare gli utenti francesi, da registrare su cookie!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!) ma sto divagando, scusami.Succede che inevitabilmente gli stati applicano le loro leggi alla Rete, e, nel nostro caso, la legge che descrive il segno distintivo di un'impresa è facilmente applicabile al nome di dominio, che, appunto, distingue il sito dai conteunti commerciali, e quindi al nome di dominio viene applicata la disciplina del marchio, il che, entro una certa misura è ragionevole, pensa, per ipotesi se io registrassi amazon.it (che sarà già, oculatamente, occupato) e vendessi libri online. Praticamente andrei a sfruttare la fama altrui e l'ingenuità del cliente per far soldi, il che non mi sembra meritevole di tutela. Con questo non voglio dire che il sig.Armani sia una persona di questo tipo, anzi penso che sia rimasto invischiato in questa generale incertezza del diritto che consegue all'accostamento al mondo fisico di Internet.Scusami se sono prolisso ma spero di essermi spiegatociao! a.
          • Anonimo scrive:
            Re: tentativo d'analisi

            ....... Con questo non voglio dire che il
            sig.Armani sia una persona di questo tipo,
            anzi penso che sia rimasto invischiato in
            questa generale incertezza del diritto che
            consegue all'accostamento al mondo fisico di
            Internet.

            Scusami se sono prolisso ma spero di essermi
            spiegato
            ciao! a.Ti sei spiegato benissimo e ti ringrazio.ciao
  • vb scrive:
    Pensandoci bene
    Anche io sono stato profondamente scioccato dal caso Armani.it, ma dopo un opportuno approfondimento la sentenza del tribunale diventa perlomeno comprensibile, se non condivisibile. Per questo vorrei fare un paio di commenti all'articolo.Innanzi tutto, l'idea che tra le regole di registrazione della Naming Authority e le leggi italiane dovrebbero prevalere le prime è non solo ingenua, ma sbagliata. Per quanto la NA possa essere più o meno rappresentativa, non può certo paragonarsi alla rappresentatività del Parlamento (almeno in teoria ;) ). Al massimo dovrebbe essere il Parlamento a conferire valore legale alle regole di registrazione della NA (cosa di cui, come gli addetti ai lavori ben sanno, si discute da anni senza successo) e/o a sanare le incoerenze tra le leggi sui marchi e i principi tradizionali della registrazione. Fino ad allora, la legge è quella che è e il giudice la deve applicare.Inoltre, va capita bene la motivazione del giudice. Il giudice non ha detto "Giorgio Armani è più famoso, quindi merita il dominio di più"; ha detto "Luca Armani sta facendo dei soldi sfruttando la fama di Giorgio Armani e il suo marchio registrato". Personalmente penso che, trattandosi del proprio cognome, Luca Armani dovrebbe avere tutti i diritti di svolgere una attività commerciale con esso, anche se si tratta di un marchio registrato da altri. Eppure, se vedi la faccenda in termini di concorrenza commerciale, l'interpretazione del giudice non è così fuori dal mondo come può sembrare a prima vista.Insomma, spero che questo precedente possa portare in futuro a una legislazione (o a una interpretazione della legislazione) più equilibrata e più rispettosa dei diritti non commerciali e di quelli delle piccole imprese; ma non me la sento di ridurre il caso a "c'è un giudice che non ha capito niente di Internet" o "c'è un giudice sottomesso ai grandi interessi economici".
  • Anonimo scrive:
    www.marchioarmani.it

    Avesse registrato www.marchioarmani.it avrei
    capito ma in questo caso ci vedo molte
    forzature. Complimenti, il dominio è disponibile! Il dominio marchioarmani.it è libero, clicca su 'Procedi' e registralo subito!Ma è vero, il dominio è disponibile anche in tutte le sue estensioni, se lo saranno dimenticato.
  • Anonimo scrive:
    Un esempio intelligente
    Date un'occhiata a questo link: http://www.alpina.de.Originariamente comparivano le pagine del tuner tedesco, ora viene fatto un rimando a un altro dominio che permette di raggiungere sia il vecchio sito sia un'azienda vinicola.A mio avviso armani.it poteva fare la stessa cosa, anche se devo ammettere che il divario "potrebbe" essere troppo ampio.
    • Anonimo scrive:
      Re: Un esempio intelligente
      ma e' stato fatto per un certo periodo ma probabilmente ne a giorgio armani ne a luca armani andava bene.
  • Anonimo scrive:
    il caso umano
    sapete cosa trovo io assurdo??il fatto che nessuno si interessi al caso umano.qualcuno di voi ha chiesto a luca come e' cambiata la vita da quel famoso giorno in cui ha ricevuto la comunicazione di giorgio armani??pensate che si sia arricchito alle spalle di giorgio o che forse stia spendendo tutto solo per difendersi dalle accuse??perche' alla televisione non si parla del caso???forse e dico forse solo perche' le sfilate rendono meglio dei casi umani???come finira'??? bhe' a chi interessa veramente??la risposta e' semplice ... solo a luca.non penso ci sia qualcosa da fare visto che anche il senatore cortiana non e' che abbia fatto gran che.possiamo tutti solo stare a vedere cosa succederà nei prossimi anni.
    • Anonimo scrive:
      Re: il caso umano
      - Scritto da: Anonimo
      sapete cosa trovo io assurdo??
      il fatto che nessuno si interessi al caso
      umano.
      qualcuno di voi ha chiesto a luca come e'
      cambiata la vita da quel famoso giorno in
      cui ha ricevuto la comunicazione di giorgio
      armani??
      pensate che si sia arricchito alle spalle di
      giorgio o che forse stia spendendo tutto
      solo per difendersi dalle accuse??
      perche' alla televisione non si parla del
      caso???
      forse e dico forse solo perche' le sfilate
      rendono meglio dei casi umani???
      come finira'??? bhe' a chi interessa
      veramente??
      la risposta e' semplice ... solo a luca.
      non penso ci sia qualcosa da fare visto che
      anche il senatore cortiana non e' che abbia
      fatto gran che.
      possiamo tutti solo stare a vedere cosa
      succederà nei prossimi anni.nel mondo del business tutto ha valore sulla base diinteressi economici ."la vita è cattiva ma non lho inventata io ."
      • Anonimo scrive:
        Re: il caso umano

        nel mondo del business tutto ha valore sulla
        base di
        interessi economici .

        "la vita è cattiva ma non l'ho inventata io ."Sarebbe squallido se ogni cosa in futuro si baserà solo sugli interessi economici, speriamo che Internet vada oltre.Certo che se tutti hanno la tua filosofia sarà dura.
      • Anonimo scrive:
        Re: il caso umano
        quindi secondo la tua teoria le persone possono essere calpestate solo perche' a te viene in tasca qualcosa.ottimo.soprattutto molto molto morale.tutta la civilta' moderna dovrebbe seguire il tuo consiglio.
        • Anonimo scrive:
          Re: il caso umano
          - Scritto da: Anonimo
          quindi secondo la tua teoria le persone
          possono essere calpestate solo perche' a te
          viene in tasca qualcosa.
          ottimo.
          soprattutto molto molto morale.
          tutta la civilta' moderna dovrebbe seguire
          il tuo consiglio.di certo ho scritto che ogni questione ha degli interessi.non ho espresso nessun parere personale riguardo al fatto di essere positiva o negativa . resta il fatto che luca armani spenderà decine di migliaia di euro per avvocati e tutto ciò solo per aver registrato un dominio web. la questione è piuttosto assurda a mio avviso . chi non lotta per vincere ha già perso anonimo replicante
          • Anonimo scrive:
            Re: il caso umano

            chi non lotta per vincere ha già perso Anche chi è obbligato a lottare per vivere ha già perso in partenza, almeno qualcuno lo poteva avvisare prima.
      • Anonimo scrive:
        Re: il caso umano
        - Scritto da: Anonimo

        - Scritto da: Anonimo

        sapete cosa trovo io assurdo??

        il fatto che nessuno si interessi al caso

        umano.

        qualcuno di voi ha chiesto a luca come e'

        cambiata la vita da quel famoso giorno in

        cui ha ricevuto la comunicazione di
        giorgio

        armani??

        pensate che si sia arricchito alle spalle
        di

        giorgio o che forse stia spendendo tutto

        solo per difendersi dalle accuse??

        perche' alla televisione non si parla del

        caso???

        forse e dico forse solo perche' le sfilate

        rendono meglio dei casi umani???

        come finira'??? bhe' a chi interessa

        veramente??

        la risposta e' semplice ... solo a luca.

        non penso ci sia qualcosa da fare visto
        che

        anche il senatore cortiana non e' che
        abbia

        fatto gran che.Su questo punto posso testimoniare che non è vero,il sen. Cortiana segue la vicenda anche se il basso profilo è stato scelto in attesa che gli avvocati di fiducia del sig. Luca Armani decidano il da farsi e che quindi chiedano interventi specifici a sostegno ed a vantaggio delle loro azioni.La nostra associazione ritiene che mantenere viva l'attenzione sulla questione sia importante, anche se purtroppo la convinzione che Luca Armani avesse ragione ci ha fatti trovare impreparati al primo giudizio.Se si proseguirà con l'iter giudiziario non ripeteremo l'errore e ci impegneremo per portare all'attenzione pubblica questo caso.Ettore PanellaPresidente NewGlobali.it
        • Anonimo scrive:
          Re: il caso umano

          La nostra associazione ritiene che mantenere
          viva l'attenzione sulla questione sia
          importante, anche se purtroppo la
          convinzione che Luca Armani avesse ragione
          ci ha fatti trovare impreparati al primo
          giudizio.
          Se si proseguirà con l'iter giudiziario non
          ripeteremo l'errore e ci impegneremo per
          portare all'attenzione pubblica questo caso.


          Ettore Panella
          Presidente NewGlobali.ittutti noi pensiamo che sia giusto mantenere viva l'attenzione sulla questione.ci suggerisca un modo per portare avanti l'attenzione e anche noi lettori faremo qualcosa.
          • Anonimo scrive:
            Re: il caso umano
            - Scritto da: Anonimo


            La nostra associazione ritiene che
            mantenere

            viva l'attenzione sulla questione sia

            importante, anche se purtroppo la

            convinzione che Luca Armani avesse ragione

            ci ha fatti trovare impreparati al primo

            giudizio.

            Se si proseguirà con l'iter giudiziario
            non

            ripeteremo l'errore e ci impegneremo per

            portare all'attenzione pubblica questo
            caso.





            Ettore Panella

            Presidente NewGlobali.it

            tutti noi pensiamo che sia giusto mantenere
            viva l'attenzione sulla questione.
            ci suggerisca un modo per portare avanti
            l'attenzione e anche noi lettori faremo
            qualcosa.Grazie, purtroppo dobbiamo seguire il giorno per giorno e capire a seconda delle circostanze cosa fare, anche perchè con una causa legale in corso bisogna evitare di creare problemi agli avvocati.Come ha notato abbiamo rilanciato il tema su PI in un momento di stanca proprio per evitare l'effetto dimenticatoio.In seguito se il sig. Luca armani, a cui non possiamo chiedere di essere eroe per forza, deciderà di andare fino in fondo alla cosa noi cercheremo di aggiornare sia sul nostro sito che sulla stampa la gente sui vari stadi di avanzamento e magari organizzeremo manifestazioni o altre cose a secondo dei casi.Intanto voi potete continuare a parlarne tra amici o nei forum in attesa magari di aderire a qualcosa di organizzato se ve ne sarà bisogno.salutiEttore Panella
  • Anonimo scrive:
    E' Assurdo
    La giurisprudenza americana, che in materia è certamente più avanti di noi, non avrebbe deciso così. Nel 1996 nel caso Panavision int'l L.P. v. Toeppen, una corte californiana ha deciso per la sussistenza di cybersquatting relativamente al dominio panavision.com, non sulla base del dominio in sè, che rimandava a pagine contenenti vedute aeree della città di Pana (appunto Pana-vision), ma perchè a segito di un'ingiunzione a cessare l'uso del marchio da parte dell'industria, il Toeppen offre il dominio in vendita a 13.000$ promettendo inoltre di non registrare più domini legati a marchi della Panavision. Poichè a fronte di un rifiuto egli registra un altro dominio, panaflex.com (che conteneva solo una pagina html con la parola "hello"), il cybersquatting è apparso evidente. Ma probabilmente non sarebbe stato così se si fosse limitato a sostenere la tesi di vision of pana.Il caso di armani mi sembra assurdo. Vorrei capire in base a quale criterio il tribunale ha deciso in questo modo. Posto che il nome di dominio è certamente assimilabile a un marchio e che non ci si può aspettare che lo stato si astenga dal disciplinare qualsiasi materia, poichè è sovrano e quindi potenzialmente onnipotente (e questa vuol essere una constatazione di fatto, non un giudizio di valore), il problema sta nel fatto che in un vuoto legislativo, i tribunali adottano le soluzioni che appaiono loro più opportune. In più mi sembra che la legge marchi italiana ammetta sempre, ma ora non ho modo di controllare, la registrazione di un marchio, anche se già esistente, corrispondente al nome di chi lo registra. E va considerato anche che non esiste una minima possibilità di concorrenza, o di abuso del nome, trattandosi di un timbrificio e di una casa di moda. Mi sembra assurdo. a.
    • Anonimo scrive:
      Re: E' Assurdo
      no è per niente assurdo quello che è successo , la societa Timbri Armani ha registrato il dominio Armani.it , nella causa ha usato come scusa il fatto che il dominio corrisponde al nome dell'azienda ma cio nn è verò per il semplice fatto che è la socetà si chiama Timbri Armani , ed è per questo che ha perso.Se L.Armani avesse creato un sito con le foto di famiglia niente da dire , non rientra come attività commerciale , ma quando sei un IMPRENDITORE ,devi rispettare certe regole come queste.Per dirla tutta se avessse registrato il nome TimbriArmani.it avrebbe avuto ragione .:-)
      • Anonimo scrive:
        Re: E' Assurdo
        Ma io penso che la decisione sia stata questa perchè "Armani" è un marchio notorio e quindi gode di una tutela ampliata. Infatti è plausibile che il sito del timbrificio riceva un buon numero di visite di chi in realtà sta cercando lo stilista, in quanto famosissimo, e quindi abbia un vantaggio indebito, magari solo in termini di pubblicità.Se titolare del marchio "Armani" fosse stata una pescheria di carate brianza o anche un altro timbrificio, credo che non sarebbe stata questa la decisione. a.
        • Anonimo scrive:
          Re: E' Assurdo
          - Scritto da: Anonimo
          Ma io penso che la decisione sia stata
          questaQuale è stata la decisione, ce la puoi spiegare bene?Grazie
        • Anonimo scrive:
          Re: E' Assurdo
          - Scritto da: Anonimo
          Ma io penso che la decisione sia stata
          questa perchè "Armani" è un marchio notorio
          e quindi gode di una tutela ampliata.
          Infatti è plausibile che il sito del
          timbrificio riceva un buon numero di visite
          di chi in realtà sta cercando lo stilista,
          in quanto famosissimo, e quindi abbia un
          vantaggio indebito, magari solo in termini
          di pubblicità.Indebita un par di cazzi. Quel pederasta avrebbe potuto registrare il marchio nel 97.
      • Anonimo scrive:
        Re: E' Assurdo
        il ragionamento fila, ma allora dovrebbe filare anche per Giorgio Armani, la cui società si chiama appunto Giorgio Armani SpA (e difatti il dominio .it è proprio questo) e non semplicemente Armani.tutta la faccenda è un sopruso, o per dirla con De Gregori "cercavi giustizia e trovasti la legge"
        • Anonimo scrive:
          Re: E' Assurdo
          - Scritto da: Anonimo
          il ragionamento fila, ma allora dovrebbe
          filare anche per Giorgio Armani, la cui
          società si chiama appunto Giorgio Armani SpA
          (e difatti il dominio .it è proprio questo)
          e non semplicemente Armani.

          tutta la faccenda è un sopruso, o per dirla
          con De Gregori "cercavi giustizia e trovasti
          la legge"Avesse registrato www.marchioarmani.it avrei capito ma in questo caso ci vedo molte forzature."cercava giustizia e ha trovato la legge"
          • Anonimo scrive:
            Re: E' Assurdo

            Avesse registrato www.marchioarmani.it avrei
            capito ma in questo caso ci vedo molte
            forzature.Complimenti, il dominio è disponibile! Il dominio marchioarmani.it è libero, clicca su 'Procedi' e registralo subito!
        • Anonimo scrive:
          Re: E' Assurdo
          esatto : Luca.Armani.it = Giorgio.Armani.itTimbriArmani.it = ModaArmani.it il resto sono solo chiacchere per partito preso.e poi sopratutto dove lo vedete il legame tra la legge che regola i marchi e internet? (io sono ignorante in materia) e per ultimo esistono delle leggi che governino internet, chi le fa e chi le fa rispettare??
          • Anonimo scrive:
            Re: E' Assurdo
            - Scritto da: Anonimo
            esatto :
            Luca.Armani.it = Giorgio.Armani.it
            TimbriArmani.it = ModaArmani.it

            il resto sono solo chiacchere per partito
            preso.
            e poi sopratutto dove lo vedete il legame
            tra la legge che regola i marchi e internet?
            (io sono ignorante in materia)
            e per ultimo esistono delle leggi che
            governino internet, chi le fa e chi le fa
            rispettare??I FATTI:Luca ha registrato il dominio.Giorgio lo ha denunciato.Giorgio ha vinto la causa.Luca è sempre l'assegnatario del dominio.In effetti è assurdo o quantomeno poco chiaro.
  • Anonimo scrive:
    arpiedi
    "Pertanto lo stesso Luca Armani potrebbe ritenersi offeso nel proprio diritto al nome, che è un diritto assoluto della personalità ed è di rango costituzionalmente superiore rispetto al diritto riconosciuto ad un?azienda all?uso esclusivo del proprio marchio registrato. "poteva rimanere offeso, ma offeso di brutto brutto brutto...sinceramente mi chiedo perchè si dia spazio a un dibattito come questo, il signore in questione non si chiama Armani, si chiama Luca Armani, se vuole registrare il proprio nome che registri lucaarmani.quel che gli pare, scritto come meglio crede.Tra l'altro, come è stato fatto notare, il signor L.Armani ha registrato armani per il sito della sua attività commerciale, non per un suo sito personale, quindi anche se effettivamente si chiamasse di nome solo "Armani" la registrazione del dominio armani non lo lederebbe del diritto al nome perchè non in conflitto col suo diritto al nome ma in conflitto con il nome della sua azienda, che è soggetto a norme giuridiche diverse, quelle della registrazione dei marchi, in quanto il sito rappresenta non lui ma la sua azienda.Io credo che il legislatore abbia agito in modo molto migliore dei legislatori di oltreoceano, il nome del dominio ricade chiaramente sotto la legislazione vigente che prevale sul potere giuridico del registar (giustamente paragonato al diritto privato) che prevede trattamenti diversi e molto più articolati e completi delle banali regole di registrazione del dominio, analizzando caso per caso se ad essere registrato debba essere un nome proprio, un marchio commerciale o altro.Sono daccordo che servano leggi internazionali perchè internet è internazionale, ma queste leggi non possono essere banali e semplicistiche come gli attuali regolamenti per la registrazione di un dominio.
    • Anonimo scrive:
      Re: arpiedi
      - Scritto da: Anonimo
      Sono daccordo che servano leggi
      internazionali perchè internet è
      internazionale, ma queste leggi non possono
      essere banali e semplicistiche come gli
      attuali regolamenti per la registrazione di
      un dominio.scommetto che nel mese novembre anno 2004 le leggi saranno come quelle attuali . purtroppo leggi internazionali a pochi interessano realizzarle. " chi vivrà vedra..."
  • AlessioC scrive:
    Imprecisioni
    Se ne parlato tanto, sia su PI che altrove.Vedo comunque che ancora regna la confusione.Mi sia consentito fare un paio di osservazioni sull'articolo.1) Si legge nella motivazione della sentenza: "le regole di naming dettate dalla Naming Authority e cioè quelle che stabiliscono la procedura per l'assegnazione dei nomi a domino, costituiscono mere regole contrattuali di funzionamento del sistema di comunicazione delle rete Internet, di carattere amministrativo interno, che non possono essere utilizzate dal giudice atteso che l'autorità giudiziaria è chiamata ad applicare la legge e non una normativa amministrativa interna". Può piacere o meno, ma questa interpretazione è inecceppibile.Le regole di naming possono fondare un giudizio arbitrale di riassegnazione, non quello di un tribunale.2) "Pertanto lo stesso Luca Armani potrebbe ritenersi offeso nel proprio diritto al nome, che è un diritto assoluto della personalità ed è di rango costituzionalmente superiore rispetto al diritto riconosciuto ad un?azienda all?uso esclusivo del proprio marchio registrato". Massimo rispetto a Luca Armani e al suo nome. Ma se Luca Armani registra "armani.it" per metterci foto di famiglia o l'albero genealogico degli armani, nulla da eccepire. Solo in questo caso è possibile sostenere la superiorità del diritto al nome e alla personalità.Se invece Luca usa "armani.it" in funzione di segno distintivo e commerciale, allora non può ignorare che esiste un identico marchio rinomato. Anche in questo caso l'interpretazione del giudice è inattaccabile. Dura lex sed lex.ACwww.patnet.it
    • Anonimo scrive:
      Re: Imprecisioni
      - Scritto da: AlessioC
      Se ne parlato tanto, sia su PI che altrove.
      Vedo comunque che ancora regna la confusione.
      Mi sia consentito fare un paio di
      osservazioni sull'articolo.

      1) Si legge nella motivazione della
      sentenza: "le regole di naming dettate dalla
      Naming Authority e cioè quelle che
      stabiliscono la procedura per l'assegnazione
      dei nomi a domino, costituiscono mere regole
      contrattuali di funzionamento del sistema di
      comunicazione delle rete Internet, di
      carattere amministrativo interno, che non
      possono essere utilizzate dal giudice atteso
      che l'autorità giudiziaria è chiamata ad
      applicare la legge e non una normativa
      amministrativa interna". Può piacere o meno,
      ma questa interpretazione è inecceppibile.
      Le regole di naming possono fondare un
      giudizio arbitrale di riassegnazione, non
      quello di un tribunale.

      2) "Pertanto lo stesso Luca Armani potrebbe
      ritenersi offeso nel proprio diritto al
      nome, che è un diritto assoluto della
      personalità ed è di rango costituzionalmente
      superiore rispetto al diritto riconosciuto
      ad un?azienda all?uso esclusivo del proprio
      marchio registrato". Massimo rispetto a Luca
      Armani e al suo nome. Ma se Luca Armani
      registra "armani.it" per metterci foto di
      famiglia o l'albero genealogico degli
      armani, nulla da eccepire.
      Solo in questo caso è possibile sostenere la
      superiorità del diritto al nome e alla
      personalità.
      Se invece Luca usa "armani.it" in funzione
      di segno distintivo e commerciale, allora
      non può ignorare che esiste un identico
      marchio rinomato. Anche in questo caso
      l'interpretazione del giudice è
      inattaccabile.

      Dura lex sed lex.

      AC
      www.patnet.itMa il discorso mi sembra un po' provocatorio.Ad ogni modo , vorrei sapere allora chi deve decidere di assegnare i nomi a tizio o a caio . Mi sembra il solito gioco della mano sinistra che non sa' quello che fa' la mano destra.Luca Armani dal suo punto di vista potrebbe anche chiedere risarcimenti per i danni subiti perche' c'e' mala organizzazione.Non so' se leggi i giornali ma la mala burocrazia deve essere risarcita e chi ne paga le spese ? L'autority del naming ?Ma che si mettessero anche loro daccordo no ?Non e' possibile gestire internet in 2 modi differenti.Oppure si potrebbe fare che il tribunale appioppi la multa all'autority visto che e' concorsa nel eseguzione nella violazione del marchio Armani.
      • Anonimo scrive:
        Re: Imprecisioni

        Ma il discorso mi sembra un po' provocatorio.
        Ad ogni modo , vorrei sapere allora chi deve
        decidere di assegnare i nomi a tizio o a
        caio . Mi sembra il solito gioco della mano
        sinistra che non sa' quello che fa' la mano
        destra.
        Luca Armani dal suo punto di vista potrebbe
        anche chiedere risarcimenti per i danni
        subiti perche' c'e' mala organizzazione.Non
        so' se leggi i giornali ma la mala
        burocrazia deve essere risarcita e chi ne
        paga le spese ? L'autority del naming ?Ma
        che si mettessero anche loro daccordo no
        ?Non e' possibile gestire internet in 2 modi
        differenti.Oppure si potrebbe fare che il
        tribunale appioppi la multa all'autority
        visto che e' concorsa nel eseguzione nella
        violazione del marchio Armani.Basterebbe porre fine alle polemiche, fare chiarezza e spiegare esattamente i fatti, ma la chiarezza non giova a nessuno.
      • Anonimo scrive:
        Re: Imprecisioni

        Ma il discorso mi sembra un po' provocatorio.
        Ad ogni modo , vorrei sapere allora chi deve
        decidere di assegnare i nomi a tizio o a
        caio . Mi sembra il solito gioco della mano
        sinistra che non sa' quello che fa' la mano
        destra.Forse nn hai ben chiaro cosa è successo : la SOCIETA Timbri Armani decide di usare il nome armani.it per fare attività commerciale ,quando in realta avrebbe dovuto usare un nome del tipo TimbriArmani.it ,ed è per questo motivo che ha perso la causa.
        Luca Armani dal suo punto di vista potrebbe
        anche chiedere risarcimenti per i danni
        subiti perche' c'e' mala organizzazione.Non
        so' se leggi i giornali ma la mala
        burocrazia deve essere risarcita e chi ne
        paga le spese ? L'autority del naming ?Ma
        che si mettessero anche loro daccordo no
        ?Non e' possibile gestire internet in 2 modi
        differenti.Oppure si potrebbe fare che il
        tribunale appioppi la multa all'autority
        visto che e' concorsa nel eseguzione nella
        violazione del marchio Armani.Danni per cosa ? Avesse messo su un sito con le foto di famiglia posso anche capirlo , ma lui è un imprenditore e la sua societa come TUTTE le altre devono sottostare a determinate regole , sai perchè la sua societa non si chiama Armani ? perchè semplicemente quando è andato a registrare l'azienda quel nome esisteva già , e ha dovuto chiamarla Timbri Armani....
        • Anonimo scrive:
          Re: Imprecisioni

          in realta avrebbe dovuto usareE' una legge, una regola o una tua opinione?
          • Anonimo scrive:
            Re: Imprecisioni
            - Scritto da: Anonimo

            in realta avrebbe dovuto usare

            E' una legge, una regola o una tua opinione?L.Armani è andato in tribunale affermano che aveva il diritto che la sua società Timbri Armani utilizzasse il nome Armani.it , tirando in ballo le leggi sui marchi /nomi di dominio(esiste in italia e riconosciuta da tutte le attività COMMERCIALI) , in realtà il tribunale gli ha detto che la societa registrata in italia come Armani(essendo l'oggetto del contendere Armani.it) ha più diritto di lui ad avere quel nome , mi sembra ovvio. E' per quello che ha perso , perchè ha una attività commerciale in italia e il nome di dominio da lui regisrato non corrisponde a quello della sua società.Pensa se tu dopo dieci anni di fatiche metti su una azienda PincoPallino ,decidi ti portare la tua azienda su internet e scopri che il nome è occupato da Timbri PincoPallino spa, visto che si tratta di attivita COMMERCIALI è giusto che rispettino determinate regole , se poi i domini sono .it sono assoggetate alle regole commerciali italiane e un domani europee. :-)
          • Anonimo scrive:
            Re: Imprecisioni

            E' una legge, una regola o una tua
            opinione?

            L.Armani è andato in tribunale affermano che
            aveva il diritto che la sua società Timbri
            Armani utilizzasse il nome Armani.it ,
            tirando in ballo le leggi sui marchi /nomi
            di dominio(esiste in italia e riconosciuta
            da tutte le attività COMMERCIALI) , in
            realtà il tribunale gli ha detto che la
            societa registrata in italia come
            Armani(essendo l'oggetto del contendere
            Armani.it) ha più diritto di lui ad avere
            quel nome , mi sembra ovvio. E' per quello
            che ha perso , perchè ha una attività
            commerciale in italia e il nome di dominio
            da lui regisrato non corrisponde a quello
            della sua società.

            Pensa se tu dopo dieci anni di fatiche metti
            su una azienda PincoPallino ,decidi ti
            portare la tua azienda su internet e scopri
            che il nome è occupato da Timbri
            PincoPallino spa, visto che si tratta di
            attivita COMMERCIALI è giusto che rispettino
            determinate regole , se poi i domini sono
            .it sono assoggetate alle regole commerciali
            italiane e un domani europee. :-)Basandosi su ricostruzioni approssimate la discussione può procedere in eterno, basandosi su una ricostruzione precisa con un inizio ed una fine certa, si potrebbero restringere almeno i motivi della discussione.
        • Anonimo scrive:
          Re: Imprecisioni
          - Scritto da: Anonimo


          Ma il discorso mi sembra un po'
          provocatorio.

          Ad ogni modo , vorrei sapere allora chi
          deve

          decidere di assegnare i nomi a tizio o a

          caio . Mi sembra il solito gioco della
          mano

          sinistra che non sa' quello che fa' la
          mano

          destra.
          Forse nn hai ben chiaro cosa è successo : la
          SOCIETA Timbri Armani decide di usare il
          nome armani.it per fare attività commerciale
          ,quando in realta avrebbe dovuto usare un
          nome del tipo TimbriArmani.itE Giorgio Armani non dovrebbe usare il dominio allora: GiorgioArmaniVestitiPerFighettiIdioti.it ?
          • Anonimo scrive:
            Re: Imprecisioni
            - Scritto da: Anonimo

            Forse nn hai ben chiaro cosa è successo : la

            SOCIETA Timbri Armani decide di usare il

            nome armani.it per fare attività commerciale

            ,quando in realta avrebbe dovuto usare un

            nome del tipo TimbriArmani.it

            E Giorgio Armani non dovrebbe usare il
            dominio allora:
            GiorgioArmaniVestitiPerFighettiIdioti.it ?Fino a prova contraria credo che il "marchio" Armani sia registrato da Giorgio Armani; le leggi per la tutela del marchio servono a qualcosa...Il signor Luca Armani ha la sfortuna di avere lo stesso cognome, ma se io mi chiamassi Pippo Ferrari non mi sentirei certo in diritto di registrare il dominio www.ferrari.itciao
      • AlessioC scrive:
        Re: Imprecisioni
        Non sono d'accordo... Qui non si tratta di malaburocrazia: se registri un dominio "ferrari" o "armani" o "cocacola" o qualunque altro marchio rinomato e sei un commerciante, semplicemente non ti è consentito di non sapere che stai commettendo un abuso al marchio rinomato.Scusa l'esagerazione, ma se ammazzi una persona non puoi dire "non sapevo che fosse vietato"...AC
        Ma il discorso mi sembra un po' provocatorio.
        Ad ogni modo , vorrei sapere allora chi deve
        decidere di assegnare i nomi a tizio o a
        caio . Mi sembra il solito gioco della mano
        sinistra che non sa' quello che fa' la mano
        destra.
        Luca Armani dal suo punto di vista potrebbe
        anche chiedere risarcimenti per i danni
        subiti perche' c'e' mala organizzazione.Non
        so' se leggi i giornali ma la mala
        burocrazia deve essere risarcita e chi ne
        paga le spese ? L'autority del naming ?Ma
        che si mettessero anche loro daccordo no
        ?Non e' possibile gestire internet in 2 modi
        differenti.Oppure si potrebbe fare che il
        tribunale appioppi la multa all'autority
        visto che e' concorsa nel eseguzione nella
        violazione del marchio Armani.
        • Anonimo scrive:
          Re: Imprecisioni
          E' perchè qualcuno ha venduto qualcosa che apparteneva di diritto a qualcun altro? E se Armani nn avesse mai voluto avere un dominio internet? Boh probabilmente è necessario vedere cosa implica registrare un marchio, ovvero tutti i diritti che ti dà e dove questi si applicano. Cioè se no potrebbe anche richiedere a chiunque abbi un'insegna davanti al suo negozio con la scritta Armani(perchè si chiama così) di chiudere o cambiare l'insegna.......
          • AlessioC scrive:
            Re: Imprecisioni
            Non funziona così. Se hai il porto d'armi e compri un fucile l'armaiolo non ti chiede se ti serve per centrare sagome di cartone o cristiani.Analogamente se registri un dominio internet, la RA non si cura dell'uso che ne farai. Se non dà fastidio a nessuno, bene. Altrimenti fai una visita al giudice.Conta però che nella LAR (lettera assunzione responsabilità) dei domini .it c'è scritto:"Il sottoscritto, richiedente il dominio in oggetto, in particolare dichiara sotto la propria responsabilità: (...) d) di avere titolo all'uso e/o disponibilità giuridica del nome a dominio richiesto e di non ledere con tale richiesta di registrazione diritti di terzi".Semplicemente, secondo me e secondo il giudice, Luca ha leso diritti di terzi.AC
          • Anonimo scrive:
            Re: Imprecisioni

            Semplicemente, secondo me e secondo il
            giudice, Luca ha leso diritti di terzi.

            AC
            oppure ha semplicemente osato dire no
      • Anonimo scrive:
        Re: Imprecisioni

        Ma il discorso mi sembra un po' provocatorio.
        Ad ogni modo , vorrei sapere allora chi deve
        decidere di assegnare i nomi a tizio o a
        caio.no ma guarda ke la provocazione NON c'entra!!!semplicemente, e sottolineo "semplicemente", c'è una legge dello stato ke dice certe cose.punto.se non piace si cerca di farla cambiare, se non si ha voglia di farsi pista, la si lascia stare così.tra parentesi, pura ipotesi personale, detta kosì a pelle, il buon luca ci ha giokato, kome avrebbe fatto pressokè kiunque, senno registrava www.armanitimbri o qualkosa di simile, di sicuro il giorgio (e neanke il giudice) nn avrebbe avuto niente da eccepire.è troppo comodo criticare le leggi ma non esporsi per cambiarle.luca lo fa (imho) per farsi pubblicità (e a ragione, visto ke il merkato dei timbri per sua sfortuna è in netto calo), ma tutti sti lamerazzi ke sparano sentenze facendosi paladini della Libertà....mi fanno venire in mente quando il tipo va da zio Paperone e gli fa "sono qui in rappresentanza dell'intera umanità" e zio Paperone gli risponde: "il vostro mandato è troppo ampio per avere validità legale".Questa è solo una storiella pseudo-zen per dire ke è facile banfare senza alzare il culo dal computer, se vuoi cambiare le cose impegnati in prima persona, per quanto difficile sia (visto ke Abbado ha detto quello ke ha detto a Tokio e nessuno ci ha fatto caso guardando i 6 tiggì di stato).fatti, non parole, ragazzi!la libertà si difende prendendosi almeno il disturbo di stampare 100 volantini e distribuirli in giro, sennò sembrate le concorrenti di missitalia ke tutte guarda caso fanno volontariato - ma ke nobili - lo facessero davvero avrebbero la dignità di konsiderarla una kosa privata da non sbandierare ai quattro venti, esattamente kome si komporta ki volontariato lo fa davvero.fatti, non ciance in forum.e se fatti devono essere, non per difendere un tipo ke ci marcia, le energie e il tempo sono poki, usateli bene.giors
    • Anonimo scrive:
      Re: Imprecisioni
      Spero che tu non abbia ragione: caxxi di armani se non si è mosso a registrare il dominio
      AC
      www.patnet.itGià che ci sei, ridai un'occhiata al sito: 800 pixel di larghezza con tutto quello spazio bianco a destra sono uno spreco enorme:|:|:|:|:|:|:|:|:|:|
      • Anonimo scrive:
        Re: Imprecisioni
        Che dire... hai perfettamente ragione... :(Ma il codice non l'ho fatto io e...AC - Scritto da: Anonimo
        Spero che tu non abbia ragione: caxxi di
        armani se non si è mosso a registrare il
        dominio


        AC

        www.patnet.it

        Già che ci sei, ridai un'occhiata al sito:
        800 pixel di larghezza con tutto quello
        spazio bianco a destra sono uno spreco
        enorme:|:|:|:|:|:|:|:|:|:|
      • Anonimo scrive:
        Re: Imprecisioni
        se ti riferisci al sito armani.it è quello che il giudice gli ha permesso di scrivere, se scrive qualcosa che non piace alla controparte deve versare quantità di euro che difficilmente un essere umano normale riesce a vedere nella sua vita.E' ovvio che in questo caso meno si scrive meglio è.- Scritto da: Anonimo
        Spero che tu non abbia ragione: caxxi di
        armani se non si è mosso a registrare il
        dominio


        AC

        www.patnet.it

        Già che ci sei, ridai un'occhiata al sito:
        800 pixel di larghezza con tutto quello
        spazio bianco a destra sono uno spreco
        enorme:|:|:|:|:|:|:|:|:|:|
        • Anonimo scrive:
          Re: Imprecisioni

          se ti riferisci al sito armani.it è quello
          che il giudice gli ha permesso di scrivere,
          se scrive qualcosa che non piace alla
          controparte deve versare quantità di euro
          che difficilmente un essere umano normale
          riesce a vedere nella sua vita.
          E' ovvio che in questo caso meno si scrive
          meglio è.Se il giudice avesse emesso una sentenza chiara e precisa per tutti, non saremmo qui a discuterne dopo quasi un anno.
    • Anonimo scrive:
      Re: Imprecisioni
      Gentilissimo Alessio,direi che già il Tribunale di Firenze nel caso "Sabena" del 2000 riconobbe la non applicabilità della normativa sul marchio registrato. Il principale riferiemnto in giurisprudenza è rappresentato soprattutto da questo significativo precedente.Manuel M. Buccarella- Scritto da: AlessioC
      Se ne parlato tanto, sia su PI che altrove.
      Vedo comunque che ancora regna la confusione.
      Mi sia consentito fare un paio di
      osservazioni sull'articolo.

      1) Si legge nella motivazione della
      sentenza: "le regole di naming dettate dalla
      Naming Authority e cioè quelle che
      stabiliscono la procedura per l'assegnazione
      dei nomi a domino, costituiscono mere regole
      contrattuali di funzionamento del sistema di
      comunicazione delle rete Internet, di
      carattere amministrativo interno, che non
      possono essere utilizzate dal giudice atteso
      che l'autorità giudiziaria è chiamata ad
      applicare la legge e non una normativa
      amministrativa interna". Può piacere o meno,
      ma questa interpretazione è inecceppibile.
      Le regole di naming possono fondare un
      giudizio arbitrale di riassegnazione, non
      quello di un tribunale.

      2) "Pertanto lo stesso Luca Armani potrebbe
      ritenersi offeso nel proprio diritto al
      nome, che è un diritto assoluto della
      personalità ed è di rango costituzionalmente
      superiore rispetto al diritto riconosciuto
      ad un?azienda all?uso esclusivo del proprio
      marchio registrato". Massimo rispetto a Luca
      Armani e al suo nome. Ma se Luca Armani
      registra "armani.it" per metterci foto di
      famiglia o l'albero genealogico degli
      armani, nulla da eccepire.
      Solo in questo caso è possibile sostenere la
      superiorità del diritto al nome e alla
      personalità.
      Se invece Luca usa "armani.it" in funzione
      di segno distintivo e commerciale, allora
      non può ignorare che esiste un identico
      marchio rinomato. Anche in questo caso
      l'interpretazione del giudice è
      inattaccabile.

      Dura lex sed lex.

      AC
      www.patnet.it
      • Anonimo scrive:
        Re: Imprecisioni
        - Scritto da: Anonimo
        Gentilissimo Alessio,
        direi che già il Tribunale di Firenze nel
        caso "Sabena" del 2000 riconobbe la non
        applicabilità della normativa sul marchio
        registrato. Il principale riferiemnto in
        giurisprudenza è rappresentato soprattutto
        da questo significativo precedente.Tutti noi abbiamo la speranza che se per forza si devono creare delle regole non siano dettate dai vari tribunali italiani a spese del malcapitato di turno.
      • Anonimo scrive:
        Re: Imprecisioni
        - Scritto da: Anonimo
        Gentilissimo Alessio,
        direi che già il Tribunale di Firenze nel
        caso "Sabena" del 2000 riconobbe la non
        applicabilità della normativa sul marchio
        registrato. Il principale riferiemnto in
        giurisprudenza è rappresentato soprattutto
        da questo significativo precedente.Ah.Tribunale di Napoli - Sentenza 26 febbraio 2002(Playboy c. Giannattasio) [Casaburi, mica pizza e fichi :-) ]Tribunale di Firenze - Ordinanza 7 giugno 2001, n. 3155(Dada c. Novamarine) [ambivalente, ma riconosce anche se contortamente la natura di segno distintivo al nome a dominio e risolve in favore del titolare del marchio registrato]Tribunale di Firenze - Ordinanza 28 maggio 2001, n. 2794(Blaupunkt c. Nessos) [inibitoria concessa al reclamante titolare di marchio registrato]Tribunale di Messina - Ordinanza del 3 novembre 2000(Marketing Research c. Affari Fisco e Finanza) [dove il nome a dominio viene riconosciuto come segno distintivo atipico, accostandolo in realta' all'insegna - il che poco rileva alla luce del principio dell'unita' del segno]Tribunale di Modena - Ordinanza del 1 agosto 2000(Data Service c. Ascom Servizi) [applicabilità al nome a dominio della normativa relativa alla concorrenza sleale ed ai marchi]Tribunale di Ivrea - Sentenza del 19 luglio 2000(I.C.N. c. Italia On Line) [nota di colore: la convenuta - soccombente - era difesa dal Prof. Floridia, fate voi...]Tribunale di Milano - Ordinanza del 3 febbraio 2000(Bancalavoro c. Jobber) [inibitoria di uso di nome a dominio corrispondente a marchio registrato - e per di piu' debole!]Tribunale di Viterbo - Ordinanza del 24 gennaio 2000(Touring c. Vecchi) [inibitoria ex art. 63 l.m.]giusto per citarne alcune tra le piu' cristalline.Definire la sentenza Sabena (peraltro successivamente "sconfessata" nello stesso Foro) come principale riferimento giurisprudenziale in punto mi sebra un po' azzardato, non trova?Cordialita'.Gianluca
    • Anonimo scrive:
      Re: Imprecisioni
      - Scritto da: AlessioC
      1) Si legge nella motivazione della
      sentenza: "le regole di naming dettate dalla
      Naming Authority e cioè quelle che
      stabiliscono la procedura per l'assegnazione
      dei nomi a domino, costituiscono mere regole
      contrattuali di funzionamento del sistema di
      comunicazione delle rete Internet, di
      carattere amministrativo interno, che non
      possono essere utilizzate dal giudice atteso
      che l'autorità giudiziaria è chiamata ad
      applicare la legge e non una normativa
      amministrativa interna". Può piacere o meno,
      ma questa interpretazione è inecceppibile.
      Le regole di naming possono fondare un
      giudizio arbitrale di riassegnazione, non
      quello di un tribunale.Secondo questa ineccebile interpretazione, se io fondassi un'azienda che si chiama "it" avrei diritto al TLD it. ? E se fondassi "www", "pop" o "smtp" a tutti dominii sunnominati?Tifentero patrone ti universo! Ahaha!
      • Anonimo scrive:
        Re: Imprecisioni

        Secondo questa ineccebile interpretazione,
        se io fondassi un'azienda che si chiama "it"
        avrei diritto al TLD it. ? E se fondassi
        "www", "pop" o "smtp" a tutti dominii
        sunnominati?

        Tifentero patrone ti universo! Ahaha!Tu forse non tifenterai patrone ti universo, ma altri con molti più soldi di te probabilmente si, se nessuno di autorevole avrà il coraggio di prendere posizioni precise anche di fronte a sentenze come queste.Sentenze non fondamentalmente sbagliate nelle loro motivazioni, ma forzatamente applicate in questioni completamente differenti.
        • Anonimo scrive:
          Re: Imprecisioni

          Tu forse non tifenterai patrone ti universo,
          ma altri con molti più soldi di te
          probabilmente si, se nessuno di autorevole
          avrà il coraggio di prendere posizioni
          precise anche di fronte a sentenze come
          queste.
          Sentenze non fondamentalmente sbagliate
          nelle loro motivazioni, ma forzatamente
          applicate in questioni completamente
          differenti.Qualcuno di autorevole a preso una posizione precisa, peccato che non era il giudice ma l'accusatore e di conseguenza gli altri si adeguano.
  • Anonimo scrive:
    spiegateci il finale
    la storia la conosciamo tutti e bene. che qualcuno ci spieghi il finale. grazie
    • Anonimo scrive:
      Re: spiegateci il finale
      Il finale è che in Italia anche in ambito della "grande rete" chi ha soldi e potere può mettertelo in quel posto come e quando vuole ;-)Meditate gente... meditate... e continuate a mandare al governo imprenditori :-D
      • Anonimo scrive:
        Re: spiegateci il finale
        Premessa:Non voglio assolutamente difendere il governo.Ma cosa centra il governo?Potevi dire "Piove... GOVERNO LADRO" che è la stessa cosa... mi sa che il problema è un po a monte a prescindere dello schieramento politico che compone la maggioranza in Parlamento.Un saluto affettuosoFilippo R.
    • Anonimo scrive:
      Re: spiegateci il finale
      - Scritto da: Anonimo
      la storia la conosciamo tutti e bene. che
      qualcuno ci spieghi il finale. grazieDi opinioni favorevoli o contrarie ne sono state espresse tantissime. I personaggi sono conosciuti, il caso anche, speriamo di conoscere presto anche il finale.
  • paulatz scrive:
    Re: I vari domini di armani.tld (variabi
    Veramente non credo che PI abbia edicato al forum abbastanza spazio disco da poterli contenere tutti
  • Anonimo scrive:
    In effetti
    mi chiedevo una cosa.Ma internet e' nato come cosa al di fuori delle regole o no ?Mi spiego.Quando l'autority per il naming assegna i nomi ha proprie regole interne.ll discorso del tribunale di bergamo dovrebbe cadere perche' come dicono loro e' un discorso tra privati,il contratto avviene tra privati e non tramite regole e registrazioni statali.Chi ha ragione ?. Nel senso io fondo un'associazione al di fuori del mondo conosciuto e dico che solo alcuni secondo le mie regole possono accedervi,come mai qualcun'altro puo' modificare le regole con cui si puo' partecipare?Chi e' il garante per l'assegnazione dei domini ? Non esiste a livello statale.Non esistono organi di controllo per il dominio creati dallo stato (credo).Dal mio punto di vista e' una mancanza burocratica perche' se no non avrebbe senso nemmeno registrare un dominio presso le autority me lo prendo e finisco li' tanto se il primo che viene mi contesta la proprietà che senso nemmeno preoccuparsi di registrarlo da qualcuno che non ha l'autorità per farlo.
    • warrior666 scrive:
      Re: In effetti
      Si ma infatti si potrebbe configurare un reato e di conseguenza anche l'eventuale cessione del dominio, nel caso sfrutti un nome conosciuto per scopi personali o peggio ancora per truffare la gente che ha fiducia nel marchio. Ma nel caso di omonimia secondo me è valido il principio che chi prima arriva ha il diritto di registrare per se il nome.Detto questo se non sto sfruttando l'immagine di un altro marchio senza averne alcun diritto, sarò io a decidere se è il caso di spostare il mio dominio da un'altra parte, ovviamente se riceverò la giusta motivazione (economica). Se no ciccia, non sfrutto il tuo nome, mi faccio gl'affari miei (in piena legalità) e se non mi va di cambiare il dominio perchè è uno sbatti, resto lì e te la becchi.Ma chi cazzo si crede di essere armani (la casa di moda) il padrone del nome armani, perchè fa un paio di jeans? E il giudice pure a dargli ragione perchè ha soldi e avvocati???Beh non so cosa fa Luca Armani ma sarei pronto a dare il mio obolo per fare una colletta per pagargli le spese legali e vedere Armani(la casa di modo) prenderselo in quel posto..Quanta arroganza... magari l'hanno fatto e gl'è andata male, ma i soldi dell'avvocato non potevano darli a Luca magari con qualche altro incentivo (qualche bel vestito da sera ;) ) e chiedergli gentilmente di vendere a loro una sua proprietà?
  • Anonimo scrive:
    Re: X la redazione
    Oddioooooooo si salvi chi puooooooooooooo' .. l'attacco dei new globaaaaaaaaal!!!!! :D
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