Tuz, il sostituto di Tux

Torvalds sfrutta l'ultimo aggiornamento del kernel per sensibilizzare. Un problema di diavoletti agli antipodi, sull'orlo dell'estinzione
Torvalds sfrutta l'ultimo aggiornamento del kernel per sensibilizzare. Un problema di diavoletti agli antipodi, sull'orlo dell'estinzione

Tux, il pinguino mascotte che da anni accompagna il kernel Linux, non è andato in pensione: ma nell’ultima release del cuore del sistema operativo open source per eccellenza, la 2.6.29, è comparso un nuovo animaletto durante l’avvio del sistema . Non è un pinguino, non è un uccello e non ha le piume: in effetti è un marsupiale, vive in un solo posto nell’intero globo terrestre, ed è a rischio di estinzione. Tuz, così si chiama, è un diavolo della Tasmania.

La decisione di sostituire per un po’ a Tux il marsupiale carnivoro pare l’abbia presa Linus Torvalds in persona: dopo aver partecipato alla Linux Conference australiana dello scorso gennaio, il creatore del kernel ha deciso che la sorte del diavolo della Tasmania necessitava di maggiore attenzione. La sopravvivenza della specie è messa in pericolo da un cancro infettivo, un tipo piuttosto raro di malattia, che ne sta decimando la popolazione: poiché l’animale vive solo nell’isola australe, la sua sorte potrebbe essere segnata a meno di non trovare al più presto una soluzione.

Durante la conferenza, alcuni fondi (circa 20mila euro) erano già stati raccolti grazie a qualche barba sacrificata per contribuire alla causa: ed è stato allora che Torvalds avrebbe anche deciso di far entrare un diavolo della Tasmania, con una maschera da pinguino, nel kernel di Linux. Un buon modo, a suo giudizio, per sensibilizzare il pubblico riguardo questo problema.

“Gli sviluppatori hanno molti buoni motivi per creare software open source – ha spiegato Jonathan Corbet sul suo blog, raccontando dell’entrata in scena di Tuz – Oltre al semplice piacere di farlo, molti di noi sono motivati dal desiderio di fare del mondo un posto migliore: il sostegno della community di sviluppo a cause come quella del diavolo della Tasmania dimostrano che questo desiderio va oltre la creazione di software free. Ed è qualcosa di cui essere fieri”. ( L.A. )

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23 03 2009
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