Uber Copter spiccherà il volo a New York

Circa 200 dollari per un volo di otto minuti, da Manhattan all'aeroporto internazionale JFK: Uber Copter pronto al debutto nei cieli di New York.

L’auto volante di Uber non è ancora una realtà, ma il colosso del ride sharing è comunque pronto a spiccare il volo: lo farà il 9 luglio, a New York, con il debutto nella Grande Mela del servizio Uber Copter. Come si può intuire già dal nome i mezzi impiegati per il trasporto dei passeggeri saranno elicotteri, più precisamente quelli della flotta gestita dalla locale HeliFlite. L’offerta andrà a competere con la concorrenza di Blade Urban Air Mobility, introdotta a NY nel mese di marzo con modalità del tutto equivalenti.

Uber Copter in volo a New York

La tratta percorsa inizialmente è quella che collega una piazzola di decollo-atterraggio situata a Manhattan (Staten Island Ferry) e il Terminal 8 dell’aeroporto internazionale JFK. Saranno necessari circa otto minuti per arrivare a destinazione (mezz’ora se si tiene conto di tutte le operazioni), con un notevole risparmio in termini di tempo rispetto a modalità di spostamento più tradizionali: in automobile serve almeno un’ora (anche due in condizioni di traffico sfavorevoli), in metropolitana o con i treni della Long Island Rail Road si impiegano solitamente dai 50 ai 75 minuti.

I passeggeri potranno prenotare il volo direttamente dall’applicazione di Uber su cui già fanno affidamento per il servizio di ride sharing (di seguito lo screenshot condiviso dal NYT). Saranno in grado di portare con sé uno zaino e un bagaglio da un peso massimo di 18 Kg. Dovranno però accettare di far fronte a una spesa non alla portata di tutte le tasche: 200-225 dollari, con una fluttuazione legata a fattori come l’orario o il volume delle richieste. In un primo momento la possibilità sarà riservata a coloro che hanno ottenuto il livello Platinum o Diamond attraverso il programma di fidelizzazione Rewards.

I voli di Uber Copter si prenotano nell'app del servizio di ride sharing

L’obiettivo dichiarato è, almeno inizialmente, quello di raccogliere feedback sull’offerta, per poi arrivare più avanti a proporla in altre città. Il gruppo punta dunque sempre più nella direzione della mobilità intermodale. Ne abbiamo parlato nei mesi scorsi in occasione della nostra intervista a Piero Molino, ricercatore italiano esperto di intelligenza artificiale e deep learning, al servizio del team Uber AI Labs a San Francisco. Questa la sua visione.

… le diverse modalità di trasporto diventeranno sempre più interoperabili, al punto che non sembrerà più impensabile indicare l’indirizzo di un albergo a New York su di un’app stando seduti sul proprio divano di casa e acquistare un pacchetto che include l’Uber che ti porta alla stazione, il biglietto del treno che ti porta in aeroporto, quello del volo che ti porta al JFK e l’Uber che ti porta all’albergo, senza dover aprire quattro differenti siti o app per incrociare gli orari e pagare con diversi sistemi.

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Fonte: The New York Times
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