Ubisoft, scardinato il DRM

Un noto gruppo pirata annuncia che la protezione è ormai storia. Intanto i problemi per gli utenti legittimi con i server ufficiali continuano. Ma il publisher avverte: la connessione permanente a Internet è qui per restare

Roma – Il publisher francese Ubisoft aveva provato a trasformare la connessione permanente a Internet in uno strumento di blindatura dei suoi prodotti videoludici a prova di pirateria. Ma si sa, nulla alletta i “pirati” e i gruppi warez specializzati nella produzione di “crack” e “loader” per software non autorizzato più di una sfida impegnativa, e quelli che si erano sin qui rivelati i primi, maldestri tentativi di attacco si sarebbero trasformati in una misura di rimozione completa del discusso sistema DRM.

La voce gira sui forum e i siti di torrent , e la conferma arriverebbe dalla notorietà della crew coinvolta con il fatidico crack: Skidrow , gruppo warez ben conosciuto nell’underground e già artefice di numerose “release” videoludiche pirata pienamente funzionanti, dice di aver affrontato e risolto al 100% la sfida lanciata da Ubisoft con la sua nuova protezione DRM inclusa in Assassin’s Creed II (e non solo).

La sfida è stata impegnativa, dice il file “.nfo” incluso nel rip del DVD che da mercoledì scorso ha cominciato a circolare su rete BitTorrent, “ma niente ci può fermare dal fare ciò che facciamo”. Immancabile e pungente la reprimenda nei confronti di Ubisoft, che nelle parole della crew avrebbe dovuto concentrarsi di più sul gioco che sulle DRM così da non provocare problemi e disservizi che “sono stati probabilmente orribili per gli utenti legittimi”.

E di problemi di accesso al server di autenticazione permanente, in questi mesi, ce ne sono stati parecchi con Ubisoft costretta a chiedere scusa, a parlare di attacchi DDoS per tenere buoni i giocatori adirati contro la protezione always on e a regalare licenze gratuite per tentare di riparare parzialmente al danno.

Ma i problemi per gli utenti continuano ancora oggi e i server DRM di Ubisoft rispondono poco o per nulla alle necessità di autenticazione, sia nel caso di Assassin’s Creed II che in quello di The Settlers 7.

E il futuro promette ancora tempesta visto che Ubisoft, non curandosi della cattiva pubblicità che l’ha inondata in questi mesi, riafferma il proprio convincimento nell’utilizzo della connessione permanente alla rete nei suoi prossimi titoli, a cominciare da Splinter Cell: Conviction.

Alfonso Maruccia

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  • yorky scrive:
    Tassa!!!!!!!!!
    SE UNA AZIENDA NON FUNZIONA LA SI CHIUDE E BASTA, SE POI I CONTENUTI DI TALI GIORNALI E DI SCARSA QUALITA' PER QUALE MOTIVO DEVO PAGARE UNA TASSA?PER MANTENERE DEI FALLITI?A ROSARNO CERCANO PERSONALE, QUINDI RIMBOCCATEVI LE MANICHE E ANDATE LI A SUDARVI GLI STIPENDI.
  • bepi coccode scrive:
    ... perche' poverini loro
    che pagliacciataaaaa,dite a lor signori che loro ci paghino per leggere le str......anezze che scrivono forse che non bastano i soldi che noi(come stato) gia' diamo loro? sti parac...adutisti
  • logon scrive:
    poveri giornalisti
    il signor feltri direttore del giornale dichiaro di essere povero perche' prima in lire guadagnava 30 milioni al mese, invece adesso con l'euro ne guadagna 15.000 al mese, e quindi per arrivare a 30.000 ha bisogno un aiutino da parte degli internauti avete capito la morale.
  • lordklaus scrive:
    Ridicolo e vergognoso
    E ci mancava solo questa ridicola proposta: l'editoria va male allora tassiamo internet... E la prossima proposta idiota quale sarà? Una tassa proporzionale a quanto è grande il monitor che usi? Più pixel più paghi? O magari mettiamo un bel francobollo digitale per ogni email inviata? La patente nautica per la "navigazione" in Rete? Ma attenti a non andare troppo veloci sulle vostre linee telefoniche: la polizia postale potrebbe appiopparvi una multa per ecXXXXX di velocità (e visto quanto è disastrosa la situazione della diffusione della banda larga in italia, è un pericolo che non corrono poi in tantissimi).Potremmo andare avanti ore... L'industria editoriale va male? Sono fatti vostri: investite in cultura, abbassate i prezzi della carta stampata, invogliate la gente a leggere, fate in modo che l'educazione alla cultura non sia lo schifo che è l'istruzione pubblica italiana, che dovrebbe avere a cuore che i giovani d'Italia non abbiano come maggiore interesse culturale il letame che propone la televisione. Il testo più lungo che quasi ognuno di loro ha mai letto, è un sms.E in ogni caso, cari signori della carta stampata, se non siete in grado di "vendere" i vostri prodotti, perchè non siete stati in grado di alimentare la cultura di base, sarete destinati all'inesorabile tramonto. Il cambiamento è inevitabile. Adeguatevi: la cultura è digitale. Inoltre la cultura digitale è anche molto più ecologica.Ma una cosa è certa: se l'editoria non riesce più a vendere, non devono essere i "cittadini digitali" a doverne fare le spese. E' l'editoria che deve adeguarsi e cambiare o farsi da parte e lasciare spazio alla cultura digitale, nella speranza che i governi investano nelle tecnologie e nella diffusione capillare della banda larga. Una tassa su ogni connessione per sostenere l'editoria.... NO nel modo più assoluto!! Ed è vergognoso e ridicolo che qualcuno abbia avuto la faccia tanto tosta da proporre una cosa del genere.
  • pbc.gianluc a scrive:
    Si certo...
    ... togliamo prima i contributi all'editoria, poi ne riparliamo.Milioni di euro "regalati" ai baroni della carta stampata dai loro compari di lobby (o di loggia, fate voi): solo al dormiente e teledipendente popolo italiano -vera mansueta carne da voto- è possibile far digerire di queste assurdità.Il tutto utilizzando lo "scudo umano" della crisi e dei posti di lavoro: come se dei giornalisti proni al padrone ed al suo soldo ne avessimo chissà quale bisogno.Internet ha iniziato a spazzarli via, mi auguro che il repulisti si compia nel più breve tempo possibile per ridare all'Italia un barlume di dignità democratica.gianlucaPer il Bene Comunehttp://www.perilbenecomune.net
  • Sciamano scrive:
    siamo alle solite
    Noi non abbiamo voglia di lavorare e usare 3 neuroni e quindi e' colpa di internet.L'editoria cartacea e' ormai uno strumento sorpassato. Sarebbe ora che le persone che propongono queste idiozie (pagamento a collegamento) ampliassero i loro orizonti e si rendessero conto che con questa politica ristagnante dove le moderne tecnologie sono viste come un nemico o come un limone da spremere, noi come italia, saremo sempre un fanale di coda.Io pehones ho almeno 2 idee migliori di un gettone per ogni connessione (perche non a click, mettiamo un contatore sigillato nel mouse che puo' essere comprato solo in tabaccheria come le marche da bollo, lo facciamo diventare un monopolio di stato cosi almeno gli "uomini" delle bustarelle potranno arricchire ulteriormente qualche grasso e gia straricco CICCIONE).Idea 1 aumenta il costo di spedizione? Trova un altro metodo per consegnare....nooooo dai mi puo' aiutare internet? Volete fare altri soldi vendete il servizio insieme anche ad uno strumento comodo per leggerlo (netbook. ipad....etc).Idea 2 facciamo un campagna ECO in cui si promuove l'abbandono della carta (con tanti ringraziamenti dalla foresta amazonica) in questo caso avete un rientro di immagine (che sono sempre soldi) e portate l'acqua al vostro mulino sfruttando l'idea 1.E queste sono 2 idee sicuramente migliori di rompere le palle a google (leggi Murdoch) o chiedere altri soldi alla gente che e' stufa di essere presa per il sedere da tasse assurde che salvano il grasso sedere dei gia troppo ricchi editori.
  • supervito scrive:
    non l'ha detto ancora nessuno?
    Abbasso la FIEG!
  • windows666 scrive:
    io devo capire perche' la rete..
    Non capisco cosa gira nella testa degli editori: la rete non e' (o non e' solo) un mezzo di informazione "concorrente" al giornale, con la rete si fanno un sacco di cose differenti; quindi non capisco perche' noi tutti dobbiamo pagare per delle cose di cui (magari) non ce ne frega niente.tanto per il giornalismo che si fa oggi.. lasciamo stare va'..inoltre, sarebbe come far pagare una tassa a tutti gli automobilisti per sovvenzionare i venditori di cavalli, solo perche' i venditori di cavalli hanno diritto di esistere nonostante andare a cavallo sia una cosa largamente anacronistica quanto ad impiego pratico, ed elitaria quanto ad impiego di piacere (esattamente come i giornali).Nessuno pensa a salvare i venditori di cavalli, tuttavia.
    • Microges scrive:
      Re: io devo capire perche' la rete..
      E' come l'"equo compenso"......paghi perche' potresti usare il supporto per la memorizzazione di file protetti da copyright.UNA XXXXXXXTA ALLUCINANTE.......e' vero che puoi usare il supporto per la memorizzazione di qualcosa coperto ca copyright ma:1) Non puoi metterci nulla di piratato2) Puoi copiare (una sola copia) quello che hai regolarmente acquistato ma solamente se il supporto di origine non era dotato di protezioni anticopiaQuindi che cavolo cifai?
  • za73 scrive:
    Un caffè contro il digital divide...
    A me sembra giusto: è inutile tassare le connessioni per ridurre il digital divide. E' più saggio tassarle per fare in modo che chi ancora aspetta l'ADSL passi il tempo leggendo il giornale... ;)
  • Dirigente capo scrive:
    ma che cavolo
    Non me ne frega un cavolo che l'editoria e in crisi. Che tolgano pure i loro contenuti online, internet non è certo cresciuta grazie a questi.Se non riuscite a stare nei conti lincenziate no?
  • MarcelloRomani scrive:
    Ma sempre dalla "rete" ?
    In Italia la connettività a banda larga è notoriamente e cronicamente arretrata rispetto al resto d'Europa.Le tariffe sono elevate, la copertura relativamente scarsa e la velocità di connessione mediamente pessima.Per non parlare del mercato, profondamente drogato alla presenza di un incumbent (telecom italia) ex-monopolista e quindi proprietario di buona parte della rete fisica, che rivende acXXXXX a se stesso e agli altri operatori, con cui poi compete sui servizi (pesante conflitto di interessi).Infine una legge anti-terrorismo transitoria, e come tale sempre prorogata, come vuole l'italica consuetudine, che limita fortemente l'offerta gratuita di connettività wifi.Ciononostante ai fortunati (o XXXXX ?) che pagano l'abbonamento adsl viene chiesto un giorno sì e l'altro pure di contribuire con "un caffé" al sostegno questa o quella lobby o settore industriale in crisi.La connettività deve progressivamente diventare un diritto acquisito, non un privilegio per pochi!Possibile che quando si tratta di proporre tassazioni "di scopo" la fantasia di certa gente sia così limitata ?
    • eymerich scrive:
      Re: Ma sempre dalla "rete" ?
      Io ho come l'inpressione che si chiamano "tasse di scopo" perchè tanto è solo un'altra maniera per fotterci.
      Possibile che quando si tratta di proporre
      tassazioni "di scopo" la fantasia di certa gente
  • attonito scrive:
    tassa sui pneumatici
    per sostenere i maniscalchi.La logica e' la stessa.
  • fix scrive:
    a proposito di 8 x 1000
    dopo 8 x 1000 per la chiesa cattolicafacciamo ora 8 x 1000 per i disoccupatinel 2010 sono oltre il 50%conosco uno che ha completato l'ultimo esame universitario di scienze forensi e ora vende collane fatte in casa per le strade della città e poi di notte lavora in panificio
  • utonto scrive:
    Tassa caffè...
    Il costo di un caffè al mese per non essere informati...300 milioni che si pappano i grandi industriali italiani....Promesse di meno tasse per tutti poi queste proposte e l'equo compenso...Liti nei partiti, sia di destra che di sinistra...Tagli ai fondi per scuola e formazione...Scandali e tangenti peggio di"Tangentopoli"....Ragà io emigro in Cina, tanto peggio di così non potrò stare!
  • Undertaker scrive:
    Giornalismo d'inchiesta italiano
    Gli unici giornalisti seri,in Italia quelli che hanno fatto giornalismo d'inchiesta ed investigativo sono... dei non-giornalisti !!Pensiamo a striscia la notizia o alle iene con i loro servizi con camera nascosta, agli scoop su pedofilia, sprechi e corruzione, questo é quello che i giornalisti tradizionali non fanno, evidentemente ricattati dal taglio dei finanziamenti pubblici e sempre tenuti al guinzaglio dall'ordine dei giornalisti, ennesima corporazione italiota.Allora, invece di finanziare e strafinanziare QUELLO CHE NON FUNZIONA perché non proviamo a cambiare ed incoraggiare quello che ha dimostrato di funzionare ?
    • utonto scrive:
      Re: Giornalismo d'inchiesta italiano
      Ti dimentichi del Fatto quotidiano e delle poche trasmissioni rai che qualcosa fanno vedere!Citi due programmi mediaset , forse ingenuamente, ma anche striscia e le iene sono di che ha censurato e voleva censurare i programmi rai che fanno aprire gli occhi!E che per giunta si reggono sulla pubblicità che ha tante colpe, tra cui il non finanziare più come 15 anni fa i giornali, grazie alla legge Gasparri che farà scomparire molti quotidiani locali che , ironicamente , hanno visto aumentare il numero di lettori.La verità è che siamo l'unico paese ad avere il finanziamento ai giornali e tale finanziamento è gestito dai governi che si sono succeduti e che tiene conto solo delle copie distribuite.Report fece vedere che un quotidiano regalava le copie pur di avere il finanziamento.E non era un quotidiano locale ma nazionale!
    • Sgabbio scrive:
      Re: Giornalismo d'inchiesta italiano
      Perchè striscia la notizia e le iene fanno capo a mediaset, che è l'azienda di colui che viene sempre eletto...
      • Microges scrive:
        Re: Giornalismo d'inchiesta italiano
        E' verissimo ma trasmissioni come queste risolvono molti piu' problemi dei "canali standard".Ma perche' viviamo in un paese che per far sentire (e magari risolvere) i nostri problemi dobbiamo affidarci ad un tizio giallo con uno sturalavandino in testa?
    • windows666 scrive:
      Re: Giornalismo d'inchiesta italiano
      se i non-giornalisti di report mettessero sul sito un "dona un euro con paypal" diventerebbero ricchi in due puntate, altro che canone.
  • Roberto scrive:
    Guardatevi Report
    Lo stato finanzia leditoria per circa 700 milioni di euro allanno. A chi, come, e soprattutto a che titolo vengono spesi questi soldi? Poiché in Italia si legge poco e nessun giornale riesce a vivere di sole vendite, nel 1981 fu approvata una legge, pensata proprio per dare sostegno ai giornali di idee, come i giornali di partito, penalizzati dal mercato e non sorretti dalla pubblicità e allegati. Ma nellinchiesta di Bernardo Iovene scopriamo che in realtà i giornali considerati di partito oggi in tutto prendono il 5% degli stanziamenti. E allora il restante 95% a chi va? I lettori dei quotidiani non lo sanno, mentre lo sanno bene gli editori, che incassano corposi contributi su spese telefoniche, elettriche e costo della carta. Una fetta di finanziamenti va poi a una galassia di giornali che hanno ottenuto lacXXXXX ai finanziamenti grazie alla firma di due deputati, spesso di schieramento opposto, che hanno dichiarato lappartenenza della testata a un movimento politico. Come il Giornale dItalia, Organo del movimento unitario pensionati uomini vivi, che gira parte dei suoi contributi alla Lega. Ma non sono i soli, ci sono anche le Tv locali, per esempio Teleoggi, con i soldi pubblici ha ringraziato lex ministro Gasparri per lattenzione dimostrata. Anche Radio Padania e Radio Maria incassano. E anche il quotidiano Sportsman, Cavalli e Corse. Alla fine della fiera i giornali prendono un sacco di soldi ma i giornalisti precari e sottopagati sono sempre di più."
    • Undertaker scrive:
      Re: Guardatevi Report
      - Scritto da: Roberto
      Lo stato finanzia l’editoria per circa 700
      milioni di euro all’anno. A chi, come, e
      soprattutto a che titolo vengono spesi questi
      soldi? Poiché in Italia si legge poco e nessun
      giornale riesce a vivere di sole vendite, nelquoto ed aggiungo report al giornalismo d'inchiesta italiano... fatto da giornalisti non professionisti
      • little magpie scrive:
        Re: Guardatevi Report
        Giornalisti non assunti (sono esterni alla Rai, e vendono il prodotto finito), ma sono professionisti...
    • utonto scrive:
      Re: Guardatevi Report
      - Scritto da: Roberto
      Lo stato finanzia leditoria per circa 700
      milioni di euro allanno. A chi, come, e
      soprattutto a che titolo vengono spesi questi
      soldi? Poiché in Italia si legge poco e nessun
      giornale riesce a vivere di sole vendite, nel
      1981 fu approvata una legge, pensata proprio per
      dare sostegno ai giornali di idee, come i
      giornali di partito, penalizzati dal mercato e
      non sorretti dalla pubblicità e allegati. Ma
      nellinchiesta di Bernardo Iovene scopriamo che
      in realtà i giornali considerati di partito oggi
      in tutto prendono il 5% degli stanziamenti. E
      allora il restante 95% a chi va? I lettori dei
      quotidiani non lo sanno, mentre lo sanno bene gli
      editori, che incassano corposi contributi su
      spese telefoniche, elettriche e costo della
      carta. Una fetta di finanziamenti va poi a una
      galassia di giornali che hanno ottenuto lacXXXXX
      ai finanziamenti grazie alla firma di due
      deputati, spesso di schieramento opposto, che
      hanno dichiarato lappartenenza della testata a
      un movimento politico. Come il Giornale dItalia,
      Organo del movimento unitario pensionati uomini
      vivi, che gira parte dei suoi contributi alla
      Lega. Ma non sono i soli, ci sono anche le Tv
      locali, per esempio Teleoggi, con i soldi
      pubblici ha ringraziato lex ministro Gasparri
      per lattenzione dimostrata. Anche Radio Padania
      e Radio Maria incassano. E anche il quotidiano
      Sportsman, Cavalli e Corse. Alla fine della
      fiera i giornali prendono un sacco di soldi ma i
      giornalisti precari e sottopagati sono sempre di
      più."Ti quoto ma i mil sono 300.Sono sicuro perché l'ho letto ieri sera sul corriere on-line.Se solo trovassi il link della puntata che report fece un paio di anni fa....
  • Roberto scrive:
    Vergognoso
    Ogni cosa largamente diffusa è presa di mira per incassare soldi GRATIS. Se l'editoria non ha soldi a noi non ce ne frega proprio niente vuol dire che cambiate lavoro nessuno vi obbliga a restare al vostro posto. Potete sempre andare a raccogliere la frutta nei campi. Si sta prendendo l'abitudine di finanziare nullafacenti con il lavoro degli altri. Se io dipendente dovessi perdere il lavoro mi dovrò arrangiare perchè nessuno mi regalerà soldi.Se non vi sta bene che ci siano notizie online allora non mettetele nessuno vi obbliga. Prima dell'avvento di internet io compravo raramente i giornali perchè mi bastavano i TG. Finiamola con queste tassazioni assurde. Chi lavora deve pagare pure i redditi di chi non lavora o lo fa male e questo non è bello.
    • ZombyWoof scrive:
      Re: Vergognoso
      - Scritto da: Roberto
      Ogni cosa largamente diffusa è presa di mira per
      incassare soldi GRATIS. Se l'editoria non ha
      soldi a noi non ce ne frega proprio niente vuol
      dire che cambiate lavoro nessuno vi obbliga a
      restare al vostro posto. Potete sempre andare a
      raccogliere la frutta nei campi. Si sta prendendo
      l'abitudine di finanziare nullafacenti con il
      lavoro degli altri. Se io dipendente dovessi
      perdere il lavoro mi dovrò arrangiare perchè
      nessuno mi regalerà
      soldi.
      Se non vi sta bene che ci siano notizie online
      allora non mettetele nessuno vi obbliga. Prima
      dell'avvento di internet io compravo raramente i
      giornali perchè mi bastavano i TG. Finiamola con
      queste tassazioni assurde. Chi lavora deve pagare
      pure i redditi di chi non lavora o lo fa male e
      questo non è
      bello. perfetto. credo ci sia poco da aggiungere, se non che negli ultimi anni molti giornalisti "lavorano" ... davanti ad internet. leggono, e poi tagliano cuciono e incollano la "notizia". alzassero il XXXX dalle sedie, e andassero per le strade a raccogliere le notizie e la pubblicità, facessero giornali interessanti con meno pagine, e si inventino nuove forme di business. c
  • byebyf scrive:
    Libero mercato fin che si guadagna
    Sono, per istinto, contrario ad ogni forma di sovvenzione ed i giornali (quotidiani, settimanali &C) mi pare che già ne prendano già in abbondanza.Se i giornali hanno visto una perdita del 6% delle vendite nel primo trimestre magari un motivo c'è. Se iniziassero a dare notizie oggetive e non di parte e smettessero di fare del sensazionalismo di cronaca e delle speculazioni voyeuristiche sulla notizia "che tira" al momento forse non soffrirebbero così tanto.Inoltre:1) mi pare che in Italia il settore "Internet" sia già fin troppo in ritardo per potersi permettere un ulteriore deterrente sotto forma di tassa;2) siamo pieni di balzelli temporanei che poi non sono stati mai rimossi;3) siamo sicuri che "un caffé al mese" basti a risollevare le sorti dell'editoria italiana?4) qualcosa di simile lo ha già fatto la SIAE tassando indiscriminatamente i supporti ottici; dopo l'editoria a chi toccherà avanzare richieste per un mercato che non va, svuotando le tasche dei cittadini dal momento che ormai tutte le categorie appaiono legittimate a mettere le mani nelle tasche dei cittadini?
  • piersilvio scrive:
    consiglio a fieg
    ma andate a farvela troncare in XXXX da un nero superdotato sordomuto ke x nostra fortuna smettera solo dopo la vostra morte!!!!!!
    • krane scrive:
      Re: consiglio a fieg
      - Scritto da: piersilvio
      ma andate a farvela troncare in XXXX da un nero
      superdotato sordomuto ke x nostra fortuna
      smettera solo dopo la vostra morte!!!!!!Ma anche no, facciamolo continuare per 70 anni dopo la morte.
  • Streamer scrive:
    E la tassa per i commercianti?
    Allora tutti sono penalizzati da internetAnche i commercianti hanno diritto alla loro tassa per i mancati introiti dovuti alla concorrenza dei negozi su internet.E i benzinai a causa della strada in meno che si fa per andare a comprare qualsiasi cosa.E le Poste Italiane per la fine della corrispondenza cartacea.E i medici perchè tanta gente non va più da loro perchè cerca su internet.Dài facciamo tutti richiesta per il danneggiamento subìto da internet.Ma internet non nasce per farci risparmiare? chi non riesce a stare al passo coi tempi non può campare di sussidi.
    • Sgabbio scrive:
      Re: E la tassa per i commercianti?
      - Scritto da: Streamer

      E i benzinai a causa della strada in meno che si
      fa per andare a comprare qualsiasi
      cosa.

      E le Poste Italiane per la fine della
      corrispondenza
      cartacea.Ci sono molti commercianti che vendono anche su internet :D Tra l'altro i benzinai non ci perdono perchè quando compri qualcosa, ti deve arrivare per posta, quindi i fugoni spendono in carburante.Porte italiane con internte ci guadagna, vedi la poste pay è la convenzioni con SDA :D
    • Microges scrive:
      Re: E la tassa per i commercianti?
      Per favore non dargli altre idee - magari non ci hanno ancora pensato -
  • Flavio Capaccio scrive:
    Proposta
    Io propongo una tassa sui giornali con la quale abbattere i costi su internet!!! Non vi sembra più giusta come cosa?
    • krane scrive:
      Re: Proposta
      - Scritto da: Flavio Capaccio
      Io propongo una tassa sui giornali con la quale
      abbattere i costi su internet!!! Non vi sembra
      più giusta come cosa?Io voglio che mi paghino per andare al cinema !
  • Flavio Capaccio scrive:
    Disapprovo
    Capisco i problemi dell'editoria ma non approvo l'idea di una tassa su internet o sui computer... la mia risposta... andate a XXXXXX!
    • Dirigente capo scrive:
      Re: Disapprovo
      si anche la mia attivita' ultimamente non va bene... che so pensavo di chiedere un caffe' al giorno agli editori .... ma xche non andate a XXXXXX?
  • marco pierani scrive:
    Una Tassa Malinconica
    se la approvano chiedo sin dora lo 0,00001 % del prelievo, anchio non me la passo tanto bene http://bit.ly/cOqoGx
  • rocco marcozzi scrive:
    tassa discutibilissima
    salve,sono un piccolissimo editore e non mi trovo per nulla d'accordo con questa proposta di tassare le linee internet o i computer. I soldi raccolti andrebbero a vantaggio dei soliti noti. Il settore ha bisogno di essere svecchiato e il più in fretta possibile. Andrebbe garantita invece la sua totale indipendenza dalla politica. Questa sarebbe l'unica innovazione necessaria e anche urgente.
    • Microges scrive:
      Re: tassa discutibilissima
      - Scritto da: rocco marcozzi
      salve,

      sono un piccolissimo editore e non mi trovo per
      nulla d'accordo con questa proposta di tassare le
      linee internet o i computer. I soldi raccolti
      andrebbero a vantaggio dei soliti noti. Il
      settore ha bisogno di essere svecchiato e il più
      in fretta possibile. Andrebbe garantita invece la
      sua totale indipendenza dalla politica. Questa
      sarebbe l'unica innovazione necessaria e anche
      urgente.Ti quoto in todo. Finalmente qualcuno con le OO che dice come stanno le cose.BRAVO
  • Risposta punto punto scrive:
    basta aiuti alle aziende
    Non conta quanto un'azienda è brava a fare affari, l'importante è appartenere ad un settore protetto o essere amico di qualcuno che conta.Alla faccia della meritocrazia e del libero mercato.Chi non è capace a gestire un'azienda chiudesse, chi non paga le tasse in galera. No che gli editori perdono mercato e li aiutiamo di tasca nostra.Se stanno fallendo chiudono, non si può tenere aperto un settore in perdita
  • paul scrive:
    tassa sui computer in Germania
    visto che se ne parla nell'articolo, volevo precisare che in Germania non esiste una tassa cui computer, ma il canone radio/TV è esteso ai PC
    • Microges scrive:
      Re: tassa sui computer in Germania
      Anche qui' ma non se ne parla.L'articolo dice chi deve pagare il canone:"la detenzione nellambito familiare (abitazione privata) di uno o più apparecchi atti o adattabili alla ricezione delle trasmissioni radio televisive indipendentemente dalla qualità e dalla quantità del segnale"Traduco:qualsiasi apparecchio (anche non tv) che puo' essere adattato a ricevere segnali radio televisivi (anche se abiti a 1000 metri di profondità aggiungo). Quindi anche un computer (ci posso mettere un sintonizzatore).Ovviamente c'e' qualcuno che si oppone. lUnione Nazionale Consumatori dice che e' un abuso il fatto che la RAI continui a pretendere il pagamento del canone televisivo anche per il possesso di un computer ma sembra che, alla rai, non ci sentano.-----------------------------------------------------------Modificato dall' autore il 23 aprile 2010 15.38-----------------------------------------------------------
  • Ciaspola scrive:
    Kindle
    Questi stanno qui a lamentarsi che non vendono e praticamente ancora nessun editore italico ha pensato a vendere sul Kindle (tranne La Stampa) e simili per sfruttare il boom di vendite degli ultimi mesi.Sono basito. La FIEG e il suo rappresentante sono davvero vergognosi. E' giusto che muoiano come vuole il mercato.
  • Nedanfor non loggato scrive:
    Eppure alcuni editori
    hanno aumentato o mantenuto stabili le loro copie. Finché la gran parte dei giornali sarà spazzatura di che si lamentano? E soprattutto, si credono la SIAE dei poveri? Ma fallissero domani, il giornalismo può esserci anche online.
  • Luther Blisset scrive:
    Manicomico...
    Un comico da manicomio... Il Belpaese è fra le ultime nazioni Europee per connessioni a banda larga e sviluppo della rete. Rubare al NUOVO per dare al VECCHIO è proprio una mossa geniale. Non si è chiesto il Sig. Malinconico come mai la carta stampata continua a perdere introiti dalla pubblicità? I quotidiani si reggono su questo, sugli abbonamenti e (purtroppo) sui contributi Statali, indi per cui se sono meritevoli di sopravvivere, bene; altrimenti è giusto che chiudano. Il Fatto Quotidiano mi sembra un buon esempio: niente contributi, tira avanti grazie alle buone vendite (fra edicole ed abbonati) e di conseguenza alla pubblicità. Che la carta stampata accolli i propri debiti ad Internet (= utenti) è un comportamento a dir poco parassitario.
  • federico scrive:
    anche questa
    ci mancava anche questa di tassa....e io pago gli stipendi di questi str....aaaa ma arriverà il giorno che mollo questa italia del XXXXX!
  • Andreabont scrive:
    Immorale
    Il costo di un caffè è il costo di un giornale, se pochi lo comprano ci sarà un motivo....Pochi lo comprano? Bene, con una tassa obblighiamoli a comprarlo (anche se poi di fatto il giornale in mano non lo hai lo stesso)E' un comportamento immorale, e tragico dal punto di vista del libero mercato! Non puoi obbligare la gente ad essere tuo cliente (in questo caso fittizio) Il cliente devi conquistartelo!E' una proposta che mi sarei aspettato di sentire solo in un paese comunista, dove la stampa è in mano al governo. Qui la stampa è libera, quindi si adattano.
    • Eretico scrive:
      Re: Immorale
      - Scritto da: Andreabont
      Il costo di un caffè è il costo di un giornale,
      se pochi lo comprano ci sarà un
      motivo....

      Pochi lo comprano? Bene, con una tassa
      obblighiamoli a comprarlo (anche se poi di fatto
      il giornale in mano non lo hai lo
      stesso)

      E' un comportamento immorale, e tragico dal punto
      di vista del libero mercato! Non puoi obbligare
      la gente ad essere tuo cliente (in questo caso
      fittizio) Il cliente devi
      conquistartelo!Giusto.
      E' una proposta che mi sarei aspettato di sentire
      solo in un paese comunista, dove la stampa è in
      mano al governo. Qui la stampa è libera, quindi
      si adattano.Su questo avrei da dissentire... Qui la stampa è libera ? Ma libera da cosa ? Qui la stampa è in mano ai vari potentati politici. Punto. Altrimenti col cavolo che un esponente del governo proporrebbe una strnzt del genere se non avessero da guadagnarci !
      • marco scrive:
        Re: Immorale
        Guarda che la strunzata non l'ha proposta nessun membro del Governo.La stampa in Italia poi , e' libera , anche oltre il lecito. E' una casta molto forte , prova ne e' questa richiesta assurda.
        • Eretico scrive:
          Re: Immorale
          - Scritto da: marco
          Guarda che la strunzata non l'ha proposta nessun
          membro del Governo.Hai ragione. Ma stai tranquillo che qualcuno al governo un pensierino ce lo fa sicuramente.
          La stampa in Italia poi , e'
          libera , anche oltre il lecito. Dipende cosa intenti per libero. Se per libero intendi la diffamazione coatta dell'esponente del partito contrario di turno, o del personaggio scomodo, questa non è libertà. E' trash-gossip !
          E' una casta
          molto forte , prova ne e' questa richiesta
          assurda.E secondo te perchè è una casta molto forte ? Sentiamo...
  • Paolo P. scrive:
    O mercato o comunismo
    O carne o pesce. O mercato o comunismo. Non mi piacciono questi capitalisti che quando fa loro comodo sono liberisti puri, ad esempio per poter licenziare o assumere chi vogliono, e quando poi hanno bisogno di soldi diventano statalisti e vanno ad elemosinare dal Governo. Se la stampa vende poco vuole dire che non merita di esere acquistata, e che chi dovrebbe acquistarla non avendo i soldi per arrivare a fine mese si guarda bene dal buttarne via per leggere le frottole che si trovano sui periodici. Il Governo non dovrebbe dare soldi ai capitalisti per sostenere l'economia dal lato dell'offerta, ma ai disoccupati e ai poveri sostenendo quindi la domanda di beni e servizi, e saranno poi i consumatori nell'acquistare quello che vogliono a decidere quali aziende possono restare sul mercato e quali devono chiudere.E poi se ci sono dei periodici gratuiti, la free pres, vuol dire che fare un settimalane o un mensile non costa poi tanto, e ci si sta dentro con gli introiti pubblicitari.Paolo
    • Andreabont scrive:
      Re: O mercato o comunismo
      Questo non è il caso, sia chiaro, ma le imprese vanno sostenute, soprattutto in periodo di crisi.Ricordato che senza imprese, non c'è lavoro, vuol dire che puoi lamentarti quanto vuoi, ma quello che prima era sottopagato ora diventa disoccupato.Tutti vanno aiutati, le persone in difficoltà, ma anche le imprese in difficoltà, perchè se un impresa fallisce, in difficoltà ci vanno le persone che ci stanno dietro.Tra le tante persone per bene purtroppo ci sono anche tante pecore nere, che succhiano soldi a iosa, e ce ne sono, l'occasione fa l'uomo ladro, come in questo caso: richiedere una tassa sulla connessione internet per i giornali è una cosa scandalosa.
      • mangiabile scrive:
        Re: O mercato o comunismo
        e allora e' il caso di gridare ai quattro venti che il liberismo e' un fallimento totale
        • Undertaker scrive:
          Re: O mercato o comunismo
          - Scritto da: mangiabile
          e allora e' il caso di gridare ai quattro venti
          che il liberismo e' un fallimento
          totaleViva la Corea del Nord, allora quello sí che é un paese che funziona !
      • soulista scrive:
        Re: O mercato o comunismo
        - Scritto da: Andreabont
        Questo non è il caso, sia chiaro, ma le imprese
        vanno sostenute, soprattutto in periodo di
        crisi.

        Ricordato che senza imprese, non c'è lavoro, vuol
        dire che puoi lamentarti quanto vuoi, ma quello
        che prima era sottopagato ora diventa
        disoccupato.

        Tutti vanno aiutati, le persone in difficoltà, ma
        anche le imprese in difficoltà, perchè se un
        impresa fallisce, in difficoltà ci vanno le
        persone che ci stanno
        dietro.C'è poco da fare: è un sistema economico non "sostenibile".-----------------------------------------------------------Modificato dall' autore il 23 aprile 2010 10.20-----------------------------------------------------------
      • basito scrive:
        Re: O mercato o comunismo
        In linea di principio sarebbe giusto ma considera che per sostenere aziende in crisi si tolgono risorse pubbliche che potrebbero essere destinate a sostenere invece aziende virtuose che potrebbero facilmente assorbire i lavoratori in uscita da quelle in crisi e così gli unici che pagherebbero sarebbero imprenditori e manager incapaci di gar funzionare le loro aziende.Per me lo stato non deve aiutare proprio nessuno.Facciamo un esempio quando FIAT era in crisi si è presi bei soldi dagli incentivi statali salvo poi distribuire sostanziosi dividendi appena ha fatto un po di utile. In pratica con le nostre tasse abbiamo pagato i guadagni (lauti) degli azionisti FIAT.E ti pare giusto?????
  • Zio Tano scrive:
    Malinconico: nome omen
    Come da Oggetto.
  • Wolf01 scrive:
    Anche io voglio una tassa...
    sulle pagliacciate.Non immaginereste mai quante entrate avrebbe lo stato, soprattutto anche dal suo interno.
    • Eretico scrive:
      Re: Anche io voglio una tassa...
      Interessante. Peccato però che questi signori dovrebbero avere un senso dell'umorismo e auto-critico molto sviluppati. Invece, purtroppo per noi, sono dei comici involontari...
  • Teo_ scrive:
    Il fatto quotidiano e finanziamenti
    Una curiosità: sapevo che prima di nascere Il Fatto dichiarava che non avrebbe ricevuto o chiesto finanziamenti pubblici sostenendosi grazie ai soli abbonati.Sapete se ha rispettato i propositi e si regge grazie ai lettori?Il mio commento a questa notizia resta lo stesso che per De Benedetti http://punto-informatico.it/b.aspx?i=2794633&m=2794709#p2794709
    • Domenik73 scrive:
      Re: Il fatto quotidiano e finanziamenti
      Ti posso confermare che il fatto quotidiano è l'unico giornale a non prendere finanziamenti statali per l'editoria.... e sarebbe ora che i giornali che si definiscono seri prendessero l'esempio
    • Luca Annunziata scrive:
      Re: Il fatto quotidiano e finanziamenti
      prende una facilitazione sulle spese di distribuzione (che credo sia praticamente mandatoria)
      • Luther Blisset scrive:
        Re: Il fatto quotidiano e finanziamenti
        Con il 31/03 sono state sospese tutte le agevolazioni alle spedizioni editoriali.http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Norme%20e%20Tributi/2010/04/agevolazioni-abbonamenti-postali-sospese.shtml?uuid=604e99f4-3d9a-11df-947d-3b71cdd2ef16&DocRulesView=Libero
        • Luca Annunziata scrive:
          Re: Il fatto quotidiano e finanziamenti
          una cosa sono le agevolazioni sulle tariffe, altra i contributi sulle spedizioni ;)
          • giumarto scrive:
            Re: Il fatto quotidiano e finanziamenti
            Infatti... qualche settimana fa, ascoltando il programma "La Zanzara" di Radio 24, il giornalista conduttore Cruciani, parlava al telefono con Filippo Facci, quest'ultimi sosteneva che l'AGEVOLAZIONE alla spedizione del giornale è un finanziamento dello stato, equiparandolo ai contributi elargiti direttamente agli altri giornali...Alcuni giornalisti vogliono fare inchieste altri preferiscono attaccare altri giornali....I giornalisti si fanno la guerra tra di loro, perchè sono troppi, che dicono le stesse cose...
          • Luther Blisset scrive:
            Re: Il fatto quotidiano e finanziamenti
            Grazie. Effettivamente cercando ho trovato che: "...allarticolo 21, comma 1, nel rispetto dei principi del proXXXXX di liberalizzazione dei servizi postali nellUnione Europea, è previsto un contributo, sotto forma di credito dimposta, a favore direttamente degli editori per le spese sostenute, per la spedizione in abbonamento, nominativo e a titolo oneroso, di testate quotidiane o periodiche e per la spedizione di libri () quali che siano loperatore e il sistema di recapito prescelti".La differenza fra le due cose non era chiara
      • Undertaker scrive:
        Re: Il fatto quotidiano e finanziamenti
        - Scritto da: Luca Annunziata
        prende una facilitazione sulle spese di
        distribuzione (che credo sia praticamente
        mandatoria)per forza, altrimenti non potrebbe rimanere aperto.Se la mia concorrenza viene foraggiata dallo stato o faccio lo stesso oppure chiudo.
  • Microges scrive:
    MA LA VOGLIAMO FINIRE
    Abbiamo le una tantum perenni sulla benzina (risalgono alla guerra di abissinia), il canone tv - che non e' piu' sulla tv ma su tutto -, il canone telecom che ancora non abbiamo capito a che serve, paghiamo l'iva sulle tasse (vedi rifiuti o alcune bollette) - assurdo -, ora c'e' l'uniquo compenso - che avrebbe senso solamente se ci permettessero di scaricare quello che ci pare -, ci tassano il 40% degli stipendi alla fonte.Dimenticato qualcosa? Ovvio che si ma, sinceramente, mi sono rotto le palle (specie di pagare).Per la cronaca... sono daccordo a pagare le tasse ma DEVONO ESSERE GIUSTE E GIUSTIFICATE e non devono solamente a tappare il buco dello stato (anche se il buco e' sempre il nostro)
  • A Barbieri scrive:
    E' finita
    Dovrebbero fare come ho fatto io invece di lamentarsi: Nel 94 ho visto il primo Netscape e ho pensato che il mio mestiere era morto (facevo l'editore)e ho aperto una Web Agency che da allora prospera benissimo. Cosa mi dicevano i miei colleghi? "La carta non morirà mai" e ridevano. E adesso si lamentano. VERGOGNA!
  • Puah scrive:
    Non si doveva incentivare Internet?
    Si dovrebbe incentivare Internet in questo Paese informaticamente arretrato, invece questi, non contenti di ricevere già contributi statali, per non parlare del fatto che paghiamo già tasse di ogni genere, tra cui sui supporti di memorizzazione e sulla TV, vogliono che gli facciamo pure l'elemosina!
  • Zio Tom scrive:
    Abolire l'ordine dei giornalisti
    Abolire l'ordine dei giornalisti, liberalizzare le notizie: questa è la vero rivoluzione.Altro che soldi buttati nelle casse degli editori.La stampa cartacea è morta, le notizie le divulgano gli utenti di internet, non c'è bisogno del giornalista professionista, si chiama democrazia dell'informazione.Mettetevelo in testa.Propongo uno "sciopero" di almeno un mese sull'acquisto di qualunque testata giornalistica in edicola. Passate parola.
    • marco scrive:
      Re: Abolire l'ordine dei giornalisti
      Ci abbiamo provato con un referendum ... tutti hanno visto come e' andata a finire.E si lamentano pure .....
    • little magpie scrive:
      Re: Abolire l'ordine dei giornalisti
      si, va bene rigettare la proposta indifendibile della Fieg;ma lasciamo perdere le "informazioni le divulgano gli utenti", perché ci sono notizie e notizie, posso essere daccordo su variazioni di regolamento sull'albo di categoria, ma il giornalismo professionele deve essere professionale, per favore... ;)E non confondiamo la Fieg con i giornalisti.
  • Zio Tom scrive:
    Chi vuole, si faccia pagare i contenuti
    Chi vuole, si faccia pagare i contenuti, ma non pretenda di tassare chiunque. Su internet ognuno può decidere se mettere a disposizione gratuitamente o meno ciò che intende pubblicare, e gli utenti di internet hanno il pieno diritto di navigare senza sovratasse, già pagano un salato abbonamento agli operatori delle telecomunicazioni.Se i giornali non vendono forse dipende dalla loro qualità, non dalla presenza di internet. Chi non vende: CHIUDA !Se sono giornali di qualità per cui qualcuno sarebbe anche disposto a pagare, si facciano pagare l'acXXXXX alle informazioni.Visto che ci siamo, propongo l'abolizione dell'ordine dei giornalisti e la liberalizzazione delle notizie: chiunque su internet deve poter pubblicae il proprio giornale, gratuitamente e senza vincoli. Saranno gli utenti a preiare i migliori.
  • pinco pallino scrive:
    Giornalisti leccaculi
    Giornalisti leccaculi alla minzolini e fede, tutti alle dipendenze di questo o quel partito,è questa la fine ke farete ed è solo l'inizio.Come mai, Travaglio cn il suo "Fatto Quotidiano",va benissimo, anke se nn prendo 1 cent di finanziamento pubblico??fa paura l'informazione libera eh?Un caffe'?Si, NEI DENTI !
    • soulista scrive:
      Re: Giornalisti leccaculi
      - Scritto da: pinco pallino
      Giornalisti leccaculi alla minzolini e fede,
      tutti alle dipendenze di questo o quel partito,è
      questa la fine ke farete ed è solo
      l'inizio.
      Come mai, Travaglio cn il suo "Fatto
      Quotidiano",va benissimo, anke se nn prendo 1
      cent di finanziamento
      pubblico??
      fa paura l'informazione libera eh?
      Un caffe'?
      Si, NEI DENTI !viene davvero da ridere a sentire la rassegna stampa ogni mattina: la gran parte dei giornali non sono altro che il "braccio fazioso" dei partiti e sottopartiti e oggi, con il caso Fini, la cosa è lampante. Ricevono tutti centinaia di migliaia di euro (se non milioni) di fondi pubblici per l'editoria ma devi anche pagarli in edicola... forse è positivo che siano in crisi, forse la gente si è stancata di questi "gossippari" e non va a spendere "il costo di un caffè" al giorno per leggere le opinioni di un direttore di testata leccapiedi.Ed intanto l'informazione è lontana anni luce.P.S.tra quelli che ricevono fondi, personalmente, salvo Radio Radicale.
  • mak77 scrive:
    Non bastano i finanziamenti pubblici
    I giornal(acc)i ricevono già una bella fetta di finanziamenti pubblici, che sono del tutto illeciti.Se proprio vogliono lucrare su Internet, non essendo in gradi di comprenderlo, che si _spartiscano_ l'(in)equo compenso della SIAE. E se i soldi non bastano che aumentino il prezzo del giornale. Forse paghiamo anche le vecchie centrali elettriche nella bolletta, ma almeno usiamo l'elettricità per cui paghiamo quella bolletta. L'esempio è assurdo, sarebbe come pensare di aumentare il prezzo degli orologi per pagare le vecchie centrali elettriche, solo perchè gli orologi usano le batterie che c'entrano qualcosa con la corrente elettrica...Intanto dovrebbero assumere qualcuno in grado di realizzare un robots.txt per il loro sito.
    • Ironia scrive:
      Re: Non bastano i finanziamenti pubblici
      - Scritto da: mak77
      I giornal(acc)i ricevono già una bella fetta di
      finanziamenti pubblici, che sono del tutto
      illeciti.
      Il governo sta tagliando sempre di più i fondi per l' informazione privata (radio,tv e giornali).I giornali (e tv e radio) di partito, sono (ovviamente) quasi esenti da tutto cio. Ora a lor signori occorre trovare un modo per raccattare soldi che lo stato non finanzia piu andando dagli stessi parlamentari che hanno tagliato i loro fondi e chiedendo soldi attraverso altri mezzi.Veramente ironico
  • Regur Mortis scrive:
    è inutile alimentare un mercato che...
    è inutile alimentare un mercato che sta morendo...Se i giornali non vendono perchè aiutarli, se il mercato non chiede più giornali, perchè mai bisogna sprecare soldi pubblici per tenere in piedi una macchina ipercostosa, controllata da pochi?Se si mettesse una tassa sulla connesisone per mantenere infrastrutture di rete (Fibra in tutta italia) credo che tutti pagherebbero volentieriInsomma perchè in italia non ci sono società del calibro di Google, Facebook? etc? è colpa dell'italiani o dei governi che non stanno facendo NULLA per internet se non prenderci per il XXXX con l'incentivo sulla connessione (ma ke caxxata è!!!)
  • Giuseppe Verdi scrive:
    W l'Italia - W Verdi -
    Se una azienda va male, o si ingegna in qualcosa di nuovo o fallisce:è la dura legge del mercato.Se una determinata attività non si tiene aggiornata tecnologicamente o,per miopia imprenditoriale, non sa cogliere le opportunità delle nuovetecnologie fallisce.La mentalità della tassa transitoria (mi ricorda alcuni 'balzelli' sulleaccise della benzina), non fanno altro che garantire con tasse iniquenicchie di lobby economiche che pagano poi il 'favore' con relativeinterviste ed articoli su politici compiacenti.La carte stampata DEVE morire. Così almeno risparmiamo sulla carta e quindi sugli alberi. Sta agli editori italiani stimolare i potenzialilettori a spendere soldi per leggere le loro cose.Se poi vogliamo cercare dove sono finiti i guadagni della cartastampata, andiamo presso le ditte del presidente del consiglio chehanno monopolizzato il mondo della pubblicità spostandola dallacarta alla TV.
  • Panini Alfredo scrive:
    la carta è obsoleta
    Si potrebbero salvare milioni e milioni di ettari di carta abolendo o limitando la tiratura delle stampe dei giornali (e anche di alcuni volantini pubblicitari che vengono subito buttati nel cestino).Internet sarà il futuro. Ci vediamo nel 2050ciao
  • i soliti ignoti scrive:
    Non capisco...
    Non capisco... io dovrei dare dei soldi a personaggi i quali, dato che per prendere i finanziamenti statali devono dimostrare di fare un certo volume di vendite, riempiono le cassette postali condominiali a gratis oppure fanno buttare le loro testate giornalistiche direttamente nella carta da reciclare? Pagare un'altro balzello sulla tecnologia, come quello ultimo della siae, perchè i big della musica stanno morendo di fame dato che non riescono a mantenersi 3 o 4 case, servitù e addirittura devono rinunciare alla "barchetta" da almeno 13 metri?... ma poverini, è giusto dargli i soldi per comprarsi queste cose basilari per poter tirare avanti,non magari dare qualcosa a chi per la crisi si ritova senza lavoro con la famiglia da 3 o più persona a carico... ovviamente senza casa, non si possono avere certi lussi... mah...Ma se quando fanno certe sparate o applicano certe "tasse", tutti per un mese o 2 non comprassero più i prodotti di queste persone, vuoi vedere che qualcosa cambia?
  • Mr Stallman scrive:
    Come la Pravda ai tempi di Stalin
    Solo in Italia si finanzia la carta stampata che nessuno legge con i nostri soldi al solo scopo di fare propaganda al regime. Per il regime bisogna trasformare Internet come la Pravda ai tempi di Stalin.
  • Anonymous scrive:
    Si faccia una petizione...
    BASTA! Questi ladri devono tornarsene a casa. I loro giornaletti non li legge più nessuno? CHIUDANO. Fine.
  • lucadjset scrive:
    senza parole...
    questa non e scienza ma e fantascienza!!!siamo stanchi di parassiti che pensano a ciucciare sempre i soldi del popolo.andate a lavorare, parassiti...
  • Uzi su di te scrive:
    MALINCONICO
    vai a piangere miseria da un'altra parte, magari dal berlusca... forse ti ascolta.Miserabile arricchito, vai a lavare i vetri a un semaforo.
  • anonimo scrive:
    Internet Café
    Ma l'internet café non era un'altra cosa ?!? XD...Vergogna!
  • Lybra scrive:
    XXXXXXXX
    Le imprese edili se non guadagnano chiudono,le fabbriche pure,gli studi di ingegneria e architettura idem...perchè certi schifosi raccomandati nullafacenti invece devono poter sopravvivere vita natural durante in eterno?Perchè si inneggia sempre al libero mercato e poi ci sono sempre quelle categorie iper-protette che vivono da parassiti ai margini della società CHE LAVORA ?Ah già...giustamente agli amici si allunga sempre una mano e i politici sono amici di questi editori, non di certo di qualche onesto imprenditore assediato dalle tasse e dalle banche
  • Riketto scrive:
    L'unico caffe' che meritano...
    ...e' quello di Gaspare Pisciotta....A LAVORARE IN MINIERA!!!!
  • CCC scrive:
    molto malinconico
    sentire il sig. malinconico mi rende moooooooooooooolto malinconico
  • beebox scrive:
    la carta è un supporto
    Il web è un supporto migliore, tutto qui. Prima se ne convincono e meglio è. E questo nuovo supporto si da' il caso renda più difficile imporre balzelli. E chissà poi perché i profitti se li tengono, mentre le perdite vorrebbero scaricarle sulla comunità. Ah, che grandi imprenditori!
    • little magpie scrive:
      Re: la carta è un supporto
      Io ci lavoro con questi imprenditori (ma anche negli altri settori non é diverso :().E quando va bene va bene, per loro; ora che non va bene va male, per noi...E' un anno e mezzo che siamo in trattativa e non ci si schioda dalle proposte di uscite obbligatorie per i prepensionabili, peggioramento di condizioni di lavoro, e da anni di reddito in calo (non sono un giornalista, non ci lavorano solo quelli...).Con alcuni scioperi siamo riusciti a bloccare la cassaintegrazione, almeno quella siamo riusciti a non metterla sul groppone dello stato visto che il "nostro" bilancio non é in rosso...
  • Giuseppe Rossi scrive:
    Per i vostri giornali di partito ?
    Per cosa per aiutare i giornali di partito e un giornalismo a 90° di fronte agli schieramenti politici ?Ci dica il nome di un giornale obiettivo, veramente libero, faccio fatica a guardare questi direttori e a non scoppiare a ridere, ma non sono al circo !Pagare una tassa ancora sulla sXXXXX politica di cui non sentiamo la mancanza ?E chi i giornali non li vuole deve comunque pagare !"Ma ci faccia il piacere direbbe" qualcuno !
    • beebox scrive:
      Re: Per i vostri giornali di partito ?
      - Scritto da: Giuseppe Rossi
      Per cosa per aiutare i giornali di partito e un
      giornalismo a 90° di fronte agli schieramenti
      politici
      ?Ma a me sta benissimo che si mettano a 90°, anzi, forse è meglio così piuttosto che quelli che fanno i finti imparziali. L'importante è che non pretendano di scaricare i costi della vasellina sulla comunità.
    • firminlanuit scrive:
      Re: Per i vostri giornali di partito ?
      Concordo con il pensiero. Giusto pagare per quello che si legge veramente e non pagare anche per testate che non legge nessuno o quasi. I finanziamenti che spesso ricevono molti editori, mantengono in vita giornali e riviste che se dovessero vivere solo dei loro lettori, sarebbero chiuse da tempo.La legge di mercato, deve valere anche per l'editoria, la cultura deve giustamente non morire, ma perchè tenere in vita ciò che non è redditizio o di interesse per pochissimi?
      • MarcelloRomani scrive:
        Re: Per i vostri giornali di partito ?
        Attenzione: il "mercato" non è la chiave di lettura giusto per ogni cosa.In linea di principio io sono d'accordo con il contributo pubblico all'editoria, ma solo come tutela del pluralismo dell'informazione.Faccio un esempio: se Radio Radicale chiudesse i battenti per mancanza di fondi pubblici credo che il pluralismo informativo in Italia ne sarebbe danneggiato. Questo lo dico non perché io sia un simpatizzante dei Radicali, ma perché è l'unica radio (almeno così mi risulta) che fa un vero "servizio pubblico", fatto di contenuti e non esclusivamente di vacuo intrattenimento.Pensiamo a cosa succederebbe, nell'Italia di oggi, se di colpo venissero azzerati, ripeto _azzerati_ del tutto i contributi all'editoria: gli unici giornali a rimanere in piedi sarebbeo quelli pubblicati da chi i soldi li ha (a prescindere da come li ha accumulati). Quindi sparirebbero molto probabilmente le testate non allineate con il Governo, mentre i vari Libero, Il Giornale, il Foglio, ecc. continuerebbero ad essere pubblicati perché qualcuno (senza fare nomi) avrebbe l'interesse a finanziarli.Altro esempio: se un'opera d'arte è di grande valore è giusto o meno spendere soldi pubblici per tutelarla, anche se poi questo non genera un ritorno economico diretto ?Naturalmente tutto questo non sposta di un mm il mio giudizio estremamente negativo sulla proposta di tassare (ulteriormente) chi ha un abbonamento adsl per sostenere la già (troppo e scompostamente) sostenuta industria dell'editoria.
        • Shabadà scrive:
          Re: Per i vostri giornali di partito ?
          giusto un appunto: credi che Repubblica o il Corriere sparirebbero? o pure quelli sono giornali "allineati con il Governo"?per il resto sono d'accordo con te e con tutti gli altri arrabbiati (del resto sono indispettito pure io)
          • Marcello Romani scrive:
            Re: Per i vostri giornali di partito ?
            - Scritto da: Shabadà
            giusto un appunto: credi che Repubblica o il
            Corriere sparirebbero? o pure quelli sono
            giornali "allineati con il
            Governo"?Il mio esempio era riferito ai tromboni del ducetto solo perché mi sono venuti in mente quelli per primi. Repubblica e Il Corriere rientrano IMHO nella categoria di quelli che non sparirebbero perché anche loro hanno dietro gruppi di interesse dotati di sufficienti mezzi finanziari.

            per il resto sono d'accordo con te e con tutti
            gli altri arrabbiati (del resto sono indispettito
            pure
            io)
  • iome scrive:
    AffanXXXX
    Bannatemi, ma questa la devo proprio dire. Andatevene affanXXXX editori de me XXXXXX.
  • atrent scrive:
    allora mettiamo tasse sulle lampadine...
    ... per finanziare le candelemettiamo tasse sulle auto che finanzino i cavallie soprattutto...mettiamo tasse sull'editoria per finanziare i cantastorie peripatetici!
  • Vindicator scrive:
    Una proposta bilanciata
    La soluzione è molto semplice.I siti d'informazione dovrebbero semplicemente diventare a pagamento. Così è l'utente finale a decidere se pagare o meno il balzello.In caso non riescano nemmeno così a tirare a campare beh, "that's free market baby".Il punto vero è che questi peracottari non hanno ancora capito che i loro vecchi paradigmi "più lettori = più soldo" non funzionano più, le modalità di acXXXXX all'informazione sono cambiate e questi non l'hanno ancora capito, tant'è che a lagnarsi sono sempre i soliti vecchi. Sono mentalità antiche, si ostinano a non lasciar morire vecchi meccanismi per pigrizia mentale.
    • Viker scrive:
      Re: Una proposta bilanciata
      - Scritto da: Vindicator
      La soluzione è molto semplice.

      I siti d'informazione dovrebbero semplicemente
      diventare a pagamento. Io non pago nemmeno un cent, fanchiù!
  • Succhia soldi scrive:
    Vampiri!!
    dai dai daiiiiiiiiiiiiiiiigià c'abbiamo i replicanti della SIAE a succhiare soldi ovunque.Ma stiamo a scherzà?!Ci vuole una tassa su chi spara ca**ate!!
    • Marco scrive:
      Re: Vampiri!!


      Ci vuole una tassa su chi spara ca**ate!!sììììììììììììììììììììììì!!!!!!!!!con questa ultimamente ci ripaghiamo il debito pubblico e ci vengono fuori pure i soldi per le pensioni!!!
    • windows666 scrive:
      Re: Vampiri!!
      piu' che una tassa ci vorrebbe la gogna.
  • Paolo Gatti scrive:
    Fortemente contrario
    Perche` Internet deve fare le spese di tutti i mercati che non rendono piu`? I supermercati forse pagano le tasse ai benzinai, ai panettieri, ai farmacisti, ai giornalai? E` ora di innovare e di ristrutturare, non di tenere in piedi elefanti morenti.
  • luca rivara scrive:
    MA STIAMO IMPAZZITI?
    Una tassa sulle connessioni ad Internet?Dopo la sparizione degli 800 milioni promessi per il web...Dopo la tassa INIQUO COMPENSO....Una tassa sulle connessioni?Ma siamo impazziti o cosa? Mi sto trattenendoMi sto trattenendoCOME AFFOSSARE L'INFORMATICA: LE NUOVE IDEE
  • pinco pallo scrive:
    La rivolta degli zombie
    perché non anche una tassa per le carrozze a cavalli, le caldaie a vapore etc...ma lo vogliono capire che sono degli zombiLa tecnologia elimina chi non l'accetta.
  • Viker scrive:
    Altro che caffe'
    AVANTI COL MULO!
  • Ghino Di Tacco scrive:
    La solita sparata
    che lascia il tempo che trova.Se l'editoria è in crisi è perché siamo in un periodo di transizione e gli editori non si sono saputi rinnovare per tempo, non per colpa di internet. I pochi editori che lo hanno saputo fare hanno sfruttato internet per guadagnarsi quote di mercato, e non hanno iniziato a farlo ieri, hanno iniziato quando la rete ancora non le se la cagava nessuno.Perché tutte le piccole imprese quando sbagliano devono prendersela nel cu... e fallire, e questi invece dovrebbero meritarsi una sovvenzione. Come se non avessero già dei contributi altissimi!No zero, se non sono in grado di vendere copie e spazi pubblicitari che chiudessero e tanti saluti. Le sovvenzioni le riserverei agli ammortizzatori sociali per tutti coloro (giornalisti o meno) che in questo periodo stanno perdendo il lavoro e a progetti sensati per far ripartire l'economia (tipo ampliare le zone raggiunte dalla banda larga).
  • bimbominchi a scrive:
    ehhhhhhhhhhhhh???
    oltre a quotere collione aggiungo che sta gente deve iniziare a lavorere e non a campare con soldi dei finanziamenti pubblici.A LAVORARE BARBONI!!!!!!!!!!!!psvorrei aggingere numerose nuove bestemmie x queste ed altre sanguisughema poi P.I. mi killa!!!!!!
  • milan gianni scrive:
    Anche io voglio il caffè
    Sembra che il disastro e la panacea di tutto sia internet va male il cinema , tassa ad internet la stampa , altra tassa ,la musica.. e così via, ma la piccola azienda dove lavoro ha pagato , anzi hanno pagato i dipendenti sulla loro pelle e nessuno si è mosso in difesa di chi vi lavora; e pure anche noi siamo vittime di internet reo di aver prodotto concorrenze straniere a costi assurdi x noi , quindi un caffè anche per noi ? Noi stiamo cercando di risalire la china sfruttando internet e le sue oppurtunità , non pretendendo compensi su supposte perdite , anche se temporanei ( ma chi ci crede), qualora volessi leggere un giornale , come faccio quando voglio lo compro ,e se non lo faccio spesso forse dipende dai contenuti che la maggior parte delle volte non valgono un caffè.
    • Anonimo Veneziano scrive:
      Re: Anche io voglio il caffè
      - Scritto da: milan gianni
      Sembra che il disastro e la panacea di tutto sia
      internet va male il cinema , tassa ad internet la
      stampa , altra tassa ,la musica.. e così via, ma
      la piccola azienda dove lavoro ha pagato , anzi
      hanno pagato i dipendenti sulla loro pelle e
      nessuno si è mosso in difesa di chi vi lavora; e
      pure anche noi siamo vittime di internet reo di
      aver prodotto concorrenze straniere a costi
      assurdi x noi , quindi un caffè anche per noi ?

      Noi stiamo cercando di risalire la china
      sfruttando internet e le sue oppurtunità , non
      pretendendo compensi su supposte perdite , anche
      se temporanei ( ma chi ci crede), qualora volessi
      leggere un giornale , come faccio quando voglio
      lo compro ,e se non lo faccio spesso forse
      dipende dai contenuti che la maggior parte delle
      volte non valgono un
      caffè.Straquoto!
  • angros scrive:
    E sbarazzarci dell'editoria?
    Come da oggetto: niente finanziamento, niente acXXXXX a pagamento, e niente editori (che tanto ormai non servono più)
    • nemo230775 scrive:
      Re: E sbarazzarci dell'editoria?
      In futuro l'editoria cartacea sicuramente scomparira'...e' destino(anche se io da buon lettore piango lacrime amare,) il tutto dovra' necessariamente traghettarsi su supporti alternativi....no non l'ipad...l'ipad no....
    • Luca scrive:
      Re: E sbarazzarci dell'editoria?
      Giusto: che sopravvivano senza contributi, in un regime di mercato in cui dimostrino che il mondo ha ancora bisogno di loro.E se chiudono tutti, pazienza, avremo risparmiato qualche tonnellata di carta e la natura ringrazia.Vorrà dire che i vetri li puliremo con qualcos'altro.
      • Cipolo scrive:
        Re: E sbarazzarci dell'editoria?
        A parte che non si capisce a che titolo chiedano, sono d'accordoche possano sopravvire coloro i quali siano in grado di stare sul mercato. Se li accontenteranno comincerò a chiedere un contributo, anche piccolissimo, anch'io!- Scritto da: Luca
        Giusto: che sopravvivano senza contributi, in un
        regime di mercato in cui dimostrino che il mondo
        ha ancora bisogno di
        loro.

        E se chiudono tutti, pazienza, avremo risparmiato
        qualche tonnellata di carta e la natura
        ringrazia.
        Vorrà dire che i vetri li puliremo con
        qualcos'altro.
      • little magpie scrive:
        Re: E sbarazzarci dell'editoria?
        Il riciclaggio della carta di qualitá degli uffici e dei quotidiani dava ottima materia prima per la carta igenica,ma il calo di produzione delle tipologie "nobili" ne fa scomparire una fonte privilegiata.Evidentemente usare fibre nuove per la produzione diretta non é sostenibile.Mi sa che useremo iPad anche per quello :)http://attivissimo.blogspot.com/2010/04/i-computer-causano-penuria-di-carta.html
    • porky pig scrive:
      Re: E sbarazzarci dell'editoria?
      - Scritto da: angros
      Come da oggetto: niente finanziamento, niente
      acXXXXX a pagamento, e niente editori (che tanto
      ormai non servono
      più)...e una marea di disoccupati in più.Sei un genio.
      • angros scrive:
        Re: E sbarazzarci dell'editoria?

        ...e una marea di disoccupati in più.
        Sei un genio.Sì: tanto, per lo stato pagare i sussidi di disoccupazione o i finanziamenti ai giornali è lo stesso, come spesa; con il sussidio per i disoccupati, almeno questi si vanno a cercare un lavoro che sia utile per qualcuno, invece di sprecare tempo e risorse.Perchè pagare qualcuno per fare un lavoro inutile, al solo scopo di non creare disoccupazione? In entrambi i casi, mantieni gente che non fa nulla di utile.Mi spieghi che vantaggio hai, ad avere gente che fa un lavoro inutile e a doverla pagare?
      • Ric scrive:
        Re: E sbarazzarci dell'editoria?
        E quindi devo mantenerli io questi inutili soggetti..... ma se licenziano a me chi mi mantiene? Sono solo alcune categorie ad essere protette con i soldi di chi lavora e mi sono rotto le palle
    • gimmi ridimmi scrive:
      Re: E sbarazzarci dell'editoria?
      E' ora di mandare questi soggetti a lavorare seriamente, innanzitutto rieducando i giornalisti a scrivere bene e senza strafalcioni.Poi sarebbe ora di reintrodurre in Italia il concetto di selezione naturale: se un giornale non va, lo si chiude. Punto.Un'altro italiota esempio( dopo quello della benzina e di molti altri successivi)di facile esazione di denari.Gente svegliamoci che questi qua, dopo il caffè vorranno anche l'ammazzacaffè..
    • tatutati66 scrive:
      Re: E sbarazzarci dell'editoria?
      agros che lavoro fai se vuoi dirlo. cosi' vediamo se servi anche tu o se possiamo farne a meno .mamma mia non ho mai visto una persona che ragiona come te .tu vuoi fare il XXXXXo con il XXXX degli altri . ( non so se la capirai la battuta ...fa niente )buona giornata.tanto mi cancellano
      • Sgabbio scrive:
        Re: E sbarazzarci dell'editoria?
        La tua non risposta. Condivido che in questo momento sbarazzarsi di questi editori non sia una mala idea, considerando che chiedono il pizzo sule connesioni.....
      • angros scrive:
        Re: E sbarazzarci dell'editoria?

        agros che lavoro fai se vuoi dirlo. cosi' vediamo
        se servi anche tu o se possiamo farne a meno
        .Non ti dirò che lavoro faccio, ti dirò solo che prima o poi ne avrai bisogno anche tu (e che, se tu sapessi in cosa consiste, non avresti tanta fretta che arrivi il tuo turno di averne bisogno)
        mamma mia non ho mai visto una persona che
        ragiona come te
        .Io almeno ragiono; tu sragioni e basta.
        tanto mi cancellanoSta diventando un'abitudine, per te.
        • Fulmy(nato) scrive:
          Re: E sbarazzarci dell'editoria?
          - Scritto da: angros
          Non ti dirò che lavoro faccio, ti dirò solo che
          prima o poi ne avrai bisogno anche tu (e che, se
          tu sapessi in cosa consiste, non avresti tanta
          fretta che arrivi il tuo turno di averne
          bisogno)necroforo?
          • Fragy scrive:
            Re: E sbarazzarci dell'editoria?
            - Scritto da: Fulmy(nato)
            - Scritto da: angros


            Non ti dirò che lavoro faccio, ti dirò solo che

            prima o poi ne avrai bisogno anche tu (e che, se

            tu sapessi in cosa consiste, non avresti tanta

            fretta che arrivi il tuo turno di averne

            bisogno)

            necroforo?Netturbino? Con tutta la m...a che si accumula in giro, ne abbiamo sempre più bisogno
      • rb1205 scrive:
        Re: E sbarazzarci dell'editoria?
        Trollata inutile... Chiunque è libero di fare il lavoro che vuole, utile o non utile, finchè vuole. Ma nel momento in cui chiedi sovvenzioni statali, il tuo XXXX diventa di tutti (non so se capirai la battuta, non fa niente).
  • Tox scrive:
    Potrei anche essere d'accordo
    parlando chiaramente a titolo personale. Pago una tassa aggiuntiva di un caffé o giù di lì al mese ai giornali. A questo punto i giornali (tutti) mi concedono l'acXXXXX alle versioni web a pagamento. Senza nessun costo aggiuntivo.Peccato che non credo funzionerebbe così...
    • Mela avvelenata scrive:
      Re: Potrei anche essere d'accordo
      - Scritto da: Tox
      parlando chiaramente a titolo personale. Pago una
      tassa aggiuntiva di un caffé o giù di lì al mese
      ai giornali. A questo punto i giornali (tutti) mi
      concedono l'acXXXXX alle versioni web a
      pagamento. Senza nessun costo
      aggiuntivo.
      Peccato che non credo funzionerebbe così...Eh, già, figuriamoci...io comunque non sono per nulla d'accordo (a parte che non leggo quasi notizie dal web), non vedo perchè "tassare" le connessioni ad internet per "sfamare" gli editori!
      • Marek scrive:
        Re: Potrei anche essere d'accordo
        - Scritto da: Mela avvelenata
        - Scritto da: Tox

        parlando chiaramente a titolo personale. Pago
        una

        tassa aggiuntiva di un caffé o giù di lì al mese

        ai giornali. A questo punto i giornali (tutti)
        mi

        concedono l'acXXXXX alle versioni web a

        pagamento. Senza nessun costo

        aggiuntivo.

        Peccato che non credo funzionerebbe così...

        Eh, già, figuriamoci...io comunque non sono per
        nulla d'accordo (a parte che non leggo quasi
        notizie dal web), non vedo perchè "tassare" le
        connessioni ad internet per "sfamare" gli
        editori!Anche perchè se ancontentano questi, poi altri avvoltoi (SIAE,FIMI,FAPAV ecc.) arriveranno a chiedere tasse sulla connesione.
    • unaDuraLezione scrive:
      Re: Potrei anche essere d'accordo
      contenuto non disponibile
  • Yappadu scrive:
    Mah
    A tal proposta non bisognerebbe nemmeno rispondere, se non con una pernacchia.
  • Claudio scrive:
    Siamo alle solite! tanto paghiamo noi!
    Non ci posso credere non c'è giorno che qualche simpaticone non chieda qualche balzello su Internet, l'informatica o tasse varie per mantenere in vita vecchi baracconi che vivono alle nostre spalle!E' anni che prendono milioni dal governo per il diritto all'informazioni, testate che non legge nessuno ma che vivono alle nostre spalle!Se pagassimo tutti "questi caffè", editoria, musica e film ecc., la connessione costerebbe 100 in più al mese.Ma se il calo di vendite un trend costante da anni e anni vorrà pure significare qualcosa! Che si ottimizzino, riducano i costi e rivedano il modello di business, ma no perchè farlo se si possono chiedere soldi al governo tanto paga sempre pantalone!Ma che vadano a posare le traversine ferroviarie per l'alta velocità invece di voler fare tutti i giornalisti o gli scrittori!
    • ZombyWoof scrive:
      Re: Siamo alle solite! tanto paghiamo noi!
      - Scritto da: Claudio
      Non ci posso credere non c'è giorno che qualche
      simpaticone non chieda qualche balzello su
      Internet, l'informatica o tasse varie per
      mantenere in vita vecchi baracconi che vivono
      alle nostre
      spalle!

      E' anni che prendono milioni dal governo per il
      diritto all'informazioni, testate che non legge
      nessuno ma che vivono alle nostre
      spalle!

      Se pagassimo tutti "questi caffè", editoria,
      musica e film ecc., la connessione costerebbe 100
      in più al
      mese.

      Ma se il calo di vendite un trend costante da
      anni e anni vorrà pure significare qualcosa! Che
      si ottimizzino, riducano i costi e rivedano il
      modello di business, ma no perchè farlo se si
      possono chiedere soldi al governo tanto paga
      sempre
      pantalone!

      Ma che vadano a posare le traversine ferroviarie
      per l'alta velocità invece di voler fare tutti i
      giornalisti o gli
      scrittori!Quoto tutto ma soprattutto l'ultimo paragrafo.
      • Futon V2.0 scrive:
        Re: Siamo alle solite! tanto paghiamo noi!
        - Ultimamente io il caffè me lo bevo a casa, visto il costo dei Caffè al Bar !- E della stampa "Venduta" non me ne frega proprio niente, e visto che la mie tasse già pagano giornali, leggo solo quelli gratuiti. (Es: LEGGO)Per me può morire.... STAMPA, MUSICA, CALCIO, FILM e ultimamente pure i Videogiochi.
      • Mr. Olotom scrive:
        Re: Siamo alle solite! tanto paghiamo noi!
        ormai l'alta velocità è completata (a parte la torino lione, ma di manovalanza ce n'è già), meglio mandarli nelle miniere di sale :)
    • windows666 scrive:
      Re: Siamo alle solite! tanto paghiamo noi!
      beh il caro vecchio tanenbaum non sosteneva forse che non bisogna "..sottovalutare la banda passante di un camioncino che sfreccia a razzo sull' autostrada" .. l'italia piu' che l'adsl dovrebbe dotarsi di camioncini portadvd o meglio TAV, almeno troveremmo un utilizzo per quell'inutile aborto.
  • collione scrive:
    io invece
    chiedo al governo l'abolizione del finanziamento pubblico alla stampa, visto che le mie tasse sarebbero meglio spese nel costruire altri ospedali e migliorare quelli esistenti, invece di tagliare fondi alla sanità col risultato di avere malati buttati su barelle nei corridoi degli ospedali
    • Ingenuo 2001 scrive:
      Re: io invece
      Quoto tutto!Avrei anche altri commenti ma devo andare via.Saluti!
      • fiertel91 scrive:
        Re: io invece
        - Scritto da: Ingenuo 2001
        Quoto tutto!
        Avrei anche altri commenti ma devo andare via.
        Saluti!Tutti quotano. Evviva la demagogia!
        • Mela avvelenata scrive:
          Re: io invece
          - Scritto da: fiertel91
          - Scritto da: Ingenuo 2001

          Quoto tutto!

          Avrei anche altri commenti ma devo andare via.

          Saluti!

          Tutti quotano. Evviva la demagogia!E perchè, a te starebbe bene pagare un'altra tassa iniqua? Se questa è demagogia...
          • fiertel91 scrive:
            Re: io invece
            - Scritto da: Mela avvelenata
            - Scritto da: fiertel91

            Tutti quotano. Evviva la demagogia!

            E perchè, a te starebbe bene pagare un'altra
            tassa iniqua? Se questa è
            demagogia...No, ma non sono certo queste le argomentazioni per far valere le nostre ragioni.
    • lavos scrive:
      Re: io invece
      - Scritto da: collione
      chiedo al governo l'abolizione del finanziamento
      pubblico alla stampa, visto che le mie tasse
      sarebbero meglio spese nel costruire altri
      ospedali e migliorare quelli esistenti, invece di
      tagliare fondi alla sanità col risultato di avere
      malati buttati su barelle nei corridoi degli
      ospedaliQuotone!
    • Barino scrive:
      Re: io invece
      Ci ritroveremo con tanti malati nei corridoi degli ospedali, ma almeno avranno tanti giornali da leggere!
    • JLPicard scrive:
      Re: io invece
      - Scritto da: collione
      chiedo al governo l'abolizione del finanziamento
      pubblico alla stampa, visto che le mie tasse
      sarebbero meglio spese nel costruire altri
      ospedali e migliorare quelli esistenti, invece di
      tagliare fondi alla sanità col risultato di avere
      malati buttati su barelle nei corridoi degli
      ospedaliGiustissimo.E' ora che smettano di essere foraggiati dallo Stato.Il finanziamento pubblico è uno delle cause dell'infima qualità (con le dovute eccezioni) del giornalismo italiano tutto.Che gli editori rischino capitali propri: in questo modo saranno costretti a fare del buon giornalismo per vendere più copie e sopravvivere, secondo legge di mercato. Il fatto poi di prendere soldi dalla tassazione delle utenze Internet è di un'ingiustizia senza eguali visto che con Internet non è solo un mezzo di informazione.
      • Antonio scrive:
        Re: io invece
        - Scritto da: JLPicard
        - Scritto da: collione

        chiedo al governo l'abolizione del finanziamento

        pubblico alla stampa, visto che le mie tasse

        sarebbero meglio spese nel costruire altri

        ospedali e migliorare quelli esistenti, invece
        di

        tagliare fondi alla sanità col risultato di
        avere

        malati buttati su barelle nei corridoi degli

        ospedali

        Giustissimo.
        E' ora che smettano di essere foraggiati dallo
        Stato.
        Il finanziamento pubblico è uno delle cause
        dell'infima qualità (con le dovute eccezioni) del
        giornalismo italiano
        tutto.
        Che gli editori rischino capitali propri: in
        questo modo saranno costretti a fare del buon
        giornalismo per vendere più copie e sopravvivere,
        secondo legge di mercato. Il fatto poi di
        prendere soldi dalla tassazione delle utenze
        Internet è di un'ingiustizia senza eguali visto
        che con Internet non è solo un mezzo di
        informazione.
    • PinguinoCattivo scrive:
      Re: io invece
      - Scritto da: collione
      chiedo al governo l'abolizione del finanziamento
      pubblico alla stampa[...]Non saprei (e forse siamo OT), però io starei attento a prese di posizione così rigide.Quello che non dovrebbe venire tollerato è il controllo politico della stampa pubblicamente finanziata.La formula dovrebbe essere: stampa _libera_ finanziata pubblicamente.Certo che prima occorrerebbe tirare fuori una nuova generazione di giornalisti però...Mi scuso per l'OT e la chiudo qui.
      • ZombyWoof scrive:
        Re: io invece
        stampa finanziata pubblicamente? e perchè? in che misura e con quali criteri? andrebbe a finire con la solita lottizzazione, tanti soldi ai giornali dei maggiori partiti, che dovranno poi rispondere ai padroni politici e non ai lettori. nei paesi liberi non c'è bisogno di editoria finanziata dal pubblico (cioè dai partiti). l'editore mette i soldi, sceglie un bravo direttore il quale sceglie bravi giornalisti per fare un giornale che faccia venire voglia di essere comprato e letto. in ogni caso, la tassa su internet è una proposta abominevole. ma andassero a ... lavorare. mA SCHERZIAMO VERAMENTE?
        • Anonimo scrive:
          Re: io invece
          Posizioni rigide?La stampa riceve soldi a palate, tanto è vero che spesso stampano delle copie in più e le lasciano ai margini della strada, giusto per arrivare al numero minimo e avere diritto al contributo.Perchè dovrebbe essere pagata dallo Stato? Magari un giornale pubblico farebbe comodo, ma nel nostro paese è pura utopia.Io interromperei tutti questi aiuti e li destinerei ad altro, come diceva qualcuno sopra. Ad esempio si potrebbero usare per estendere la banda e creare qualcosa di pubblico.Poi, una volta che avremo una Internet decente, allora sarà tutto online.Perchè il futuro è la rete e la carta deve scomparire (meno inquinamento, più alberi, ecc....)
      • collione scrive:
        Re: io invece
        il problema sai qual'è? che il giornale per avere i finanziamenti pubblici devi chiedere il "favore" al politico e a quel punto giornale e politico diventano pappa e cicciaconosco personalmente 2 casi del genere di giornali legati a politici di destra e posso solo dirti che è una vergognail problema poi è che qualunque fesso legato a qualche politico si sveglia la mattina e crea un nuovo giornale, tanto paga lo Statoti pare logico che il Foglio di Ferrara, che è davvero un foglio nel vero senso della parola riceva circa 10 milioni di euro l'anno?la verità è che su questa cosa ci campano un mare di parassiti e intanto l'Italia va a rotoliche poi nell'epoca del web ( quindi costi bassissimi ) non ha più senso parlare di giornali e finanziamento pubblicoma no, il governo si premura ovviamente di tappare la bocca ai blog imponendo vincoli assurdi, così facciamo campare solo i giornali di regime pubblicamente finanziatifrancamente ne ho piene le scatole di questa gente
        • Fanfulla da Lodi scrive:
          Re: io invece
          - Scritto da: collione
          che poi nell'epoca del web ( quindi costi
          bassissimi ) Tutto giusto ma su questa non sono d'accordo. Che il web abbia costi bassissimi è un mito da sfatare.
          • io e io scrive:
            Re: io invece
            no no...non c'è da sfatare niente.qua nessuno ha bisogno di una server farm per far leggere le notizie...blogspot è gratuito,se vuoi aprire un sito tuo puoi chiedere spazio da tantissimi provider nostrani a prezzi di un caffe al mese...se poi, vuoi un un server(o socket di solito) spendi meno di un caffe al giorno.Anche per acquistare un sito web in forma pre-fatta i prezzi sono irrisori(meno di quanto ti puo costare una mensilità di un tuo giornalista)Io non so chi sia il ritardato che ha pagato decine di milioni per italia.it...ma sapiamo TUTTI che si poteva spendere anche MILLE volte meno.Tutto dipende dal tipo di richiesta ma un sito che si occupa puramente di gestire un giornale non costa niente (ad esempio per quanto concerna lo spazio, un libro di 100pg occupa si e no 1mb in formato .txt...non è che andiamo troppo oltre in un sito del genere)
          • ziovax scrive:
            Re: io invece
            - Scritto da: Fanfulla da Lodi
            Tutto giusto ma su questa non sono d'accordo. Che
            il web abbia costi bassissimi è un mito da
            sfatare.Sempre meno della carta, della stampa e della distibuzione.
      • Pierpaolo scrive:
        Re: io invece
        Allora facciamo anche "la mia ditta finanziata pubblicamente" ... alla fine che cambia?Stampa = Impresa = Se la vedono da soli sul mercato il migliore regge, la caccola cade da sola.
    • luca rivara scrive:
      Re: io invece
      sono perfettamente d'accordo
    • Francesco_Holy87 scrive:
      Re: io invece
      Mi spiace ma non sei aggiornato.A Napoli gli ammalati li mettono a terra e sulle scrivanie perchè sono finite anche le barelle nei corridoi.
    • Pierpaolo scrive:
      Re: io invece
      MEGA QUOTATA
    • fiertel91 scrive:
      Re: io invece
      - Scritto da: collione
      chiedo al governo l'abolizione del finanziamento
      pubblico alla stampa, visto che le mie tasse
      sarebbero meglio spese nel costruire altri
      ospedali e migliorare quelli esistenti, invece di
      tagliare fondi alla sanità col risultato di avere
      malati buttati su barelle nei corridoi degli
      ospedaliE se invece si usassero meglio le tasse versate?
      • Eretico scrive:
        Re: io invece
        Questo sarebbe l'ottimo. Ma penso proprio che si propenda per la cosa più facile. Chiedere altri soldi. La nostra classe politica sa fare, oltre a sperperare, magna-magna, promulgare leggi assurde, inciucci, prese per il XXXX, chiedere, chiedere e ancora chiedere. Tappare i buchi mai ! Troppo difficile ! Per ottenere quello che hai detto bisogna mettersi a lavorare seriamente ad ogni livello impiegatizio statale. Fare piazza pulita dei lavativi, perdi tempo, paraculati, figli di papà, figli di... eccIn poche parole la tua è pura utopia !
        • fiertel91 scrive:
          Re: io invece
          - Scritto da: Eretico
          In poche parole la tua è pura utopia !Se lo stato non tapperasse i buchi preesistenti, che fanno demagogia a fare?
    • Undertaker scrive:
      Re: io invece
      - Scritto da: collione
      chiedo al governo l'abolizione del finanziamento
      pubblico alla stampa, visto che le mie tasse
      sarebbero meglio spese nel costruire altri
      ospedali e migliorare quelli esistenti, invece diquoto e proporrei anche l'abolizione dell'albo dei giornalisti, ennesima "particolaritá" (leggi stronxata) italiana.Giornalisti foraggiati dai finanziamenti pubblici da una parte e sottoposti alla pressione della cancellazione dall'albo dall'altra che razza di obiettivitá ci aspettiamo che abbiano ?Si chiama il bastone e la carota, altro che giornalismo indipendente !
    • fix scrive:
      Re: io invece
      troppo bello!tagliamo i fondi allo statoquanto costa un pacchetto di sigarette? aggiungi 5 euro di tassa e stai a vedere...+ tasse nei prodotti altamente usati dalla massa popolaresuper tassa per accendini, fiammiferi e sigarette100 euro per ogni stecca di sigarette
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