Ubuntu 10.10 si chiamerà Maverick Meerkat

Mark Shuttleworth ha annunciato la prossima release della sua distribuzione Linux. Rivelandone il nome e illustrando gli obiettivi che ne guideranno lo sviluppo

Roma – Quando mancano ormai poche settimane al rilascio di Ubuntu 10.04, Mark Shuttleworth ha annunciato il nome in codice della successiva release 10.10: Maverick Meerkat .

Il meerkat , meglio noto in italiano come suricato , è un mammifero appartenente alla sottofamiglia degli Erpestini, di cui fanno parte anche le manguste.

L’attributo maverick che Shuttleworth ha affiancato al nuovo animale dello “zoo di Ubuntu” può essere tradotto in italiano come indipendente, senza padroni. Un attributo che nei piani di Canonical si affianca a ” light “, sia nel suo significato di chiaro e luminoso (vedi il nuovo tema grafico ) sia in quello di leggero, requisito necessario per spingere Ubuntu sempre più a fondo nel mercato mobile.

Tra le priorità dell’azienda e del suo fondatore c’è infatti quella di accelerare il processo di maturazione di Ubuntu Netbook Edition , che con il rilascio della versione 10.10 esibirà un’interfaccia utente ampiamente rinnovata, e di abbracciare con sempre più convinzione il cloud computing (un interessante esempio di connubio tra netbook e cloud è dato dal recente Simmbook ). Massima priorità anche a social networking e collaborazione, due ambiti sempre più strettamente legati tra loro.

Ma leggero, dice Shuttleworth, si traduce anche in più veloce : più veloce nell’avvio, più veloce nella connessione alla rete, più veloce nel caricare le pagine web.

Per quanto riguarda invece Ubuntu Server, l’obiettivo di Canonical è permettere alle aziende di implementare il cloud computing ibrido in modo sempre più semplice ed economico. Ora che Dell supporta Ubuntu Enterprise Cloud per la creazione di infrastrutture private di cloud computing, Shuttleworth afferma che le aziende possono far girare gli stessi carichi di lavoro sia nella cloud che nei propri datacenter.

Se l’imminente Ubuntu 10.04 potrà beneficiare delle novità dell’appena rilasciato GNOME 2.30 , il lancio di Ubuntu 10.10 coinciderà con quello di GNOME 3.0 , che da solo promette tonnellate di importanti novità.

La data di rilascio di Ubuntu 10.10 , annunciata all’inizio dello scorso marzo, è stata fissata per il 28 ottobre 2010. Come tradizione, questa release passerà attraverso un processo di sviluppo e testing che vedrà il rilascio di quattro alpha, una beta, una release candidate e, infine, la versione finale.

Alessandro Del Rosso

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  • andy61 scrive:
    forse è ora di ribaltare il concetto ...
    Ho la sensazione che, presto o tardi, si verificherà un terremoto su Internet per come vengono gestiti i dati degli utenti.Continua a sfuggire il fatto che i dati che vengono inseriti nei vari servizi on-line sono di proprietà di chi li inserisce, e non del gestore dei sistemi che li ospitano.In teoria noi dovremmo avere il totale controllo sull'utilizzo che viene fatto dei dati, e quindi avere anche la titolarità per decidere se Google, o un qualsiasi libero ricercatore, li possano utilizzare, e per quale scopo.La situazione invece vede contratti di licenza, prolissi, scritti in piccolo ed in legalese, in cui chi offre il servizio si riserva ogni tipo di diritto sui dati inseriti, includendo anche la possibilità di farne sfruttamento commerciale senza corrispondere nulla al titolare dei dati.Credo che manchino sia i meccanismi per gestire i diritti di utilizzo dei propri dati in Rete, sia una sufficiente consapevolezza tale da aggregare un numero di Netizen tale da costituire una massa critica che non è possibile ignorare.
  • Paolo scrive:
    embeh?
    semplicemente un altro speculatore al soldo dei pubblicitari, adesso si chiamano ricercatori indipendenti e fanno gli gnorri quando vengono presi con le mani nella marmellata. Per una volta gli avvocati, sebbene al soldo di un social network dalle regole discutibili (lo dico da internettiano di vecchia data, non perche' ho visto l'ultimo tg5 demonizzatore), hanno fatto la cosa giusta, anche se c'e' da presumere solo per interesse: se devono spiare, possono farlo solo ricercatori pagati dal social network di turno, in maniera nascosta, ammantati dal segreto industriale. Francamente non se ne puo' piu' di tutti questi occhi indiscreti, anche se la colpa e' di tutti quei fessi che hanno un profilo in cui mettono in mostra la loro bella faccia sorridente e magari qualche dato. Non dimentichiamo poi la caccia alla fotografia con "quello importante". La riservatezza e' un diritto, sacrosanto, spero che un giorno ci si convinca che e' anche un dovere!
  • pikkolo scrive:
    L arroganza del potere
    Ma andate a lavorare in miniera Facebook Google e compagnia
    • nome e coione scrive:
      Re: L arroganza del potere
      - Scritto da: pikkolo
      Ma andate a lavorare in miniera Facebook Google e
      compagniaOttimo intervento, complimenti! (rotfl)Immagino che razza di contributi stia dando tu all'umanita', altro che quei furfanti e lazzaroni di Google e Facebook. (ghost)
  • guast scrive:
    Con discrezione ...
    Perchè rischiare una figuraccia per dei dati che chiunque si può raccogliere da solo ?Non penso sia solo questione di soldi. E' talmente facile mettere su un crawler e raccogliersi i dati per conto proprio che non so chi li pagherebbe.Il fatto è che chi raccoglie questi dati per scopi commerciali lo fa con discrezione.Mi sa tanto che avevano paure che con ricerche pubbliche gli utenti iniziassero a rendersi conto di cosa si può fare con le informazioni che mettono online.
  • ephestione scrive:
    Guai a rubare in casa dei ladri...
    Il resto di questo commento è lasciato intenzionalmente bianco. Anzi verdino ;)-----------------------------------------------------------Modificato dall' autore il 03 aprile 2010 00.00-----------------------------------------------------------
  • rimpallo scrive:
    dati grezzi
    Sicuramente fa paura qualcuno che mette a disposizione a titolo gratutito quello che altri fanno pagare a peso d'oro.E come sempre i piccoli soccombono davanti ai grandi.Peccato.
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