Ubuntu cresce: Ubuntu Live 2007

di Simone Brunozzi - Dal 22 al 24 luglio, a Portland, Oregon, nel Nord Ovest degli USA, si terrà la prima conferenza aperta a tutti. Ecco come diffondere la propria esperienza con Ubuntu

Roma – Tutti noi, almeno una volta, abbiamo sentito parlare di Linux Ubuntu , una distribuzione Linux che ha rapidamente scalato le classifiche di popolarità, per diventare in poco tempo la più diffusa. Ubuntu ha la sua forza nella stabilità, la facilità d’uso, il supporto all’hardware e un enorme parco software, derivato dalla distribuzione Linux Debian. Mark Shuttleworth , il fondatore di Canonical Ltd. (l’azienda creatrice di Ubuntu), stima il numero di utenti Ubuntu nel mondo tra i 4 e i 6 milioni .

Dopo oltre due anni dalla nascita della prima versione di Ubuntu, l’ormai famosa 4.10 “Warty Warthog”, è giunto il tempo per la prima Conferenza mondiale di Ubuntu , chiamata Ubuntu Live Conference 2007 . La conferenza avrà luogo a Portland, in Oregon, nella parte nord-ovest degli Stati Uniti, in concomitanza con la più nota Open Source Conference ( OSCON ) di O Reilly. I responsabili delle due aziende hanno infatti siglato un accordo a Sebastopol (California) pensando bene di unire i due eventi, in modo da facilitare la logistica per le persone che intendono partecipare ad entrambi. Ubuntu Live avrà luogo dal 22 al 24 luglio 2007 , e OSCON continuerà fino al 27 luglio 2007 .

Nella pagina About del sito web di Ubuntu sono disponibili diverse informazioni sugli argomenti che verranno trattati, e su chi potrebbe essere intenzionato a partecipare.

Jane Silber , Head of Operations per Canonical ( qui una recente intervista in italiano), è responsabile del programma della conferenza, e scrive al riguardo: “Hai una grande idea riguardante Ubuntu, che ha bisogno di essere mostrata ad una audience allargata? Competenze che desideri condividere? Vuoi aiutare a guidare il futuro di Ubuntu? Se è così, vogliamo ascoltarti!”.
È infatti aperta fino al 14 febbraio la “Call for Participation”, ovvero una ” chiamata alla partecipazione ” per coinvolgere le proposte di utenti, sviluppatori, appassionati o semplici opinionisti di Ubuntu.

Lo stesso Shuttleworth commenta nel suo blog : “Dopo sei Summit per sviluppatori, altri incontri lampo (“sprint”) e innumerevoli incontri informali tra sviluppatori, è tempo di invitare i nostri utenti, i nostri clienti e i nostri partner! Insieme con ÒReilly, siamo felici di invitare l’INTERA comunità, individui e aziende, tecnici e sociali, da piccole realtà a giganti globali, per unirsi nella nostra prima conferenza annuale: Ubuntu Live 2007.
Se vuoi fare una presentazione, c’è una chiamata alla partecipazione che chiede la tua attenzione. Ci piacerebbe sapere meglio come usi Ubuntu oggi, come si incastra nei tuoi piani futuri, cosa funziona bene e dove dovremmo investire il nostro tempo per farlo funzionare meglio, quale funzionalità è importantissima nei futuri rilasci, e cosa invece è stato curato troppo.”

La partecipazione ad Ubuntu Live 2007 è incoraggiata, e verte sui seguenti argomenti:
1) Ubuntu in piccole e medie aziende
2) High Performance Computing
3) Ubuntu nel settore delle organizzazioni senza fini di lucro (NGO, Non Governmental Organizations)
4) Creazione di derivazioni di Ubuntu
5) Ubuntu nell’istruzione
6) Creare applicazioni e prodotti basati su Ubuntu
7) Punti di vendita, Ubuntu nei cellulari, ricerca scientifica, settore bancario, e altri settori verticali
8) Ottimizzazione delle prestazioni nelle grandi imprese
9) Contributi della comunità

La Commissione Giudicatrice selezionerà un insieme di presentazioni per coprire una gamma di interessi per gli ascoltatori. La Commissione è anche interessata in interventi riguardanti Kubuntu, Edubuntu, o altre derivazioni di Ubuntu.

Per migliorare la possibilità di vedere accettata la propria proposta di intervento ad Ubuntu Live, è importante ricordare che le proposte vengono valutate solamente basandosi sul materiale inviato. È importante quindi fornire dettagli sulla presentazione, su cosa andranno ad imparare gli ascoltatori, e sulla reale esperienza su Ubuntu che verrà raccontata. Ubuntu Live è una conferenza per esseri umani, quindi è importante specificare che tipo di audience ci si aspetta (tecnica, generica, aziendale, mista).

Vediamo quali sono le scadenze importanti:
Entro il 14 febbraio 2007 è necessario inviare la propria proposta.
Entro il 26 febbraio 2007 le persone convocate riceveranno una notifica.
Da aprile 2007 sarà possibile registrarsi per partecipare all’evento.
Entro il 20 maggio 2007 dovranno essere stati inviati i dettagli dell’intervento e le biografie degli autori.
Entro il 15 giugno 2007 dovranno essere stati inviati i materiali dell’intervento.

È anche possibile iscriversi alla newsletter riguardante l’evento, previa registrazione di un account . Per informazioni sull’esibizione e dettagli su eventuali sponsorizzazioni, il contatto è sponsorships@oreilly.com. I partner mediatici (giornali, riviste, televisioni) possono invece scrivere a mediapartners@oreilly.com.

Personalmente mi proporrò alla Ubuntu Conference con alcuni tra questi argomenti:
1) il libro collaborativo Ubuntu Semplice , creato da volontari, i cui proventi andranno alla Ubuntu Foundation; il libro è una guida per inesperti per imparare ad usare Ubuntu, e raggiungerà gli scaffali tra circa un mese.
2) Il Business Model di Ubuntu e dell’Open Source in generale, e quali possono essere le strategie per renderlo più efficace e sostenibile;
3) Il ruolo della scuola nella diffusione di Ubuntu, con alcune proposte concrete.
4) Una piattaforma di certificazione di competenze aperta e comunitaria, che al momento ho battezzato Ubuntu Open Certification.

Maggiori dettagli di queste proposte li troverete nei prossimi giorni nel mio blog . E tu, ce l’hai una idea da proporre? Fatti avanti! Hai tempo fino al 14 febbraio 2007.

Simone Brunozzi

Questo articolo è rilasciato sotto licenza “Creative Commons Attribuzione – Condividi Allo Stesso Modo 2.5” da Simone Brunozzi ( http://www.ubuntista.it – simone.brunozzi aT gmail.com)

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  • fsdfs scrive:
    fsfs
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  • fab49 scrive:
    Disoccupati over 40
    Ho letto con attenzione la lettera di Donato,anch'io napoletano in cerca di lavoro 49 anni,30 nel settore edile,di cui 20 come agente di commercio,specializzato nel settore risanamento e finiture.Ho lavorato con marchi prastigiosi italiani esteri e multinazionali ognuno leader nel proprio segmento di mercato.Ora passo il tempo a fare colloqui di lavoro,inviare curriculum,iscrivermi a siti vari di ricerca lavoro,e nel frattempo il tempo passa e la mia cultura,il mio senso del LAVORARE,si ADDORMENTA.Sapete ho letto una inserzione per capo-area ,in cui si richiedevano i soliti requisiti,ma in aggiunta finale si specificava"non obbligatoria conoscenza specifica del prodotto".Ok signori cari mi può anche andar bene che cerchino "età 28-35",magari saran scienziati (per poi pagarli 4soldi),ma che poi devono spesso dirigere su un gruppo di persone,spesso più adulte e con piu' conoscenza tecnica-commerciale,vuol dire che stà andando tutto a sfascio.Grazie per la libertà di espressione concessami.Fabrizio da Napoli.
  • maurizio scrive:
    poveri noi over 30 maa chi saa
    ce tanto schifo fatto da incapaci ed ignoranti perchè e questo che si vuole oggi, e persone capaci devono vedersi offendere intellettivamente talvolta da ragazzini pilotati da grosse, piccole e medie agenzie e che illudendoli li sfruttano senza garantire loro un bel niente e come incalzano su di loro. capirai che come esperienza e un po difficilotto illudere un 45 enne con una visione nitida dello statol dei fatti legato ai soprusi quotidiani perpretati su menti giovani non definite ed ancora fertilipoveri figli i nostri ma per davvero mi sento molto angustiato uahhhh e chi schif e moss
  • Anonimo scrive:
    AAA Vecchietto cercasi disperatamente
    Ciao Donato,
    Non sarebbe il caso che vengano assunti i ragazzi
    come Angelo ed affiancati a "vecchietti" come me
    che possano aiutarli REALMENTE a crescere e
    conoscere il mercato, i prodotti, le tecniche?
    A mio avviso l'IT in Italia ne trarrebbe grande
    giovamento".Questo e' il problema dell'IT, no non l'Information Technology, l'Italia, e forse anche di molte altre parti del mondo.Sono un ragazzo di 26 anni, ho cominziato a fare il sistemista per passione, imparando quasi tutto come autodidatta. Da tre anni a questa parte lavoro come sistemista per un ISP alle condizioni economiche e contrattuali che negli ultimi articoli su PI sono state gia' analizzate. Nel frattempo mi sono iscritto a Ingegneria Informatica.Fatta un po' di esperienza vorrei trovare un posto di lavoro pagato decorosamente e con una forma contrattuale coerente con l'attivita' svolta. Faccio palate di colloqui e quello che mi viene offerto e' di andare a fare la scimmietta ammaestrata col cappellino con su scritto paga bassa, contratto precario e lavoro full-time con reperibilita' notturna.Ma soprattutto vorrei trovare un posto di lavoro in cui entrare in contatto con persone piu' esperte di me, che mi formino e mi diano una visione piu' larga di quello che faccio, che facciano scelte tecniche coerenti con le esigenze progettuali, che mi insegnino a progettare e realizzare prodotti di qualita'.Che non mi diano il pesce e basta insomma, ma che mi insegnino a pescare. Che mi diano gli strumenti e la possibilita' di diventare un professionista, senza pretendere che una persona con poca esperienza faccia come una che da 20 anni fa lo stesso lavoro.Invece la mentalita' di quelli che dovrebbero insegnarmi qualcosa e': devi essere del tutto indipendente in quello che fai, agire in modo da scaricarti ogni responsabilita' di dosso e quando succede qualcosa prenderti le mazzate da gente che non sa nemmeno quello che fai (anche se non e' colpa tua).Io non perdo la speranza, e nel frattempo... AAA vecchietto cercasi disperatamente. Da che mondo e mondo il lavoro si e' sempre imparato facendo da assistenti ai guru. Gli idraulici fanno cosi', perche' per i lavoratori IT dovrebbe essere diverso?
  • Anonimo scrive:
    Salve. Vorrei un HUB USB...
    "Salve. Vorrei un HUB USB, cosa avete?""Eh?""Vorrei un HUB USB.""Che è?""Tipo quella scatola li (indicando la confezione di un HUB USB).""Ah, il coso per moltiplicare le porte. Li abbiamo finiti.""E la scatola?""È vuota.""Ma vi arrivano?""Boh? Aspetti che controllo"........."Si, forse dovrebbero arrivarci la settimana prossima.""Vabbè, in caso ripasso (quando congelerà l'inferno)..."E la stessa solfa mi si ripete ogni qual volta tento di acquistare qualcosa che non sia "il solito" che qualunque utonto normalmente acquista.Ormai ordino da internet e tutt'al più, quando possibile, passo io a ritirare la merce così da risparmiarmi le spese di spedizione (tanto comunque in casa non ci sono mai e dovrei poi andare a ritirare io la merce).I negozi? Inutili (e più costosi) I venditori IT? Ignoranti.
  • Anonimo scrive:
    La vera tristezza è...
    che in qualunque negozio di informatica che si entri, bisogna già sapere cosa si vuole e poi indicarlo, qualunque commento di qualsiasi addetto è puramente superfluo, anche se c'è da dire una cosa... chi di IT se ne intende non va certo nei negozi a fare acquisti, se non per comprare un cavetto!!!
  • Anonimo scrive:
    Non mi occupo di vendita o HDMI...
    ...ma mi è bastato cercare su wikipedia ed è subito stato chiaro tutto... Magari il problema è che i giovani (anzi i "gggiovani", come chiamo io i giovani senza esperienza) non sanno proprio come, cosa e perché cercare, neanche relativamente alle cose che occorrono per la propria competenza professionale...Completamente diverso è invece il discorso per quanto riguarda i ragazzi in gamba, ma che (a questo punto giustamente) fiutando l'aria dei centri commerciali se ne tengono proprio alla larga: lì si cerca (tipicamente) il commesso tipicamente per "appeal", simpatia, capacità di vendere dall'asciugacapelli al televisore al plasma...Questo non vuol dire che non esistano eccezioni, ma spesso si trovano male e... cambiano lavoro!Un consiglio ai gestori dei centri commerciali: aiutate i ragazzi a crescere...!
  • Anonimo scrive:
    Paese di venditori
    In Italia purtroppo bisogna solo saper vendere e questo non vuol dire avere competenze, ma solo saper dare una veste al prodotto. Non si fa più R&S, ci si limita a comprare, copiare, rimarchiare e vendere. Siamo uno dei pochi paesi, forse l'unico, in cui il venditore, l'uomo di marketing è sistematicamente più considerato rispetto a chi produce a chi fa, a chi lavora sodo per far funzionare le cose. E incredibile direi stupefacente per certi versi ma c'è chi lavora dalle 8 alle 22 per terminare i compiti assegnati e chi si presenta alle 9 bello fresco salvo andare via alle 11 per "la colazione di lavoro con il cliente". Torna felice col contratto firmato ti da una pacca sulla schiena dicendo "bravo, nel lavoro" e si becca il premio e la promozione. Quindi non stiamo a cercare di vendere la nostra competenza: non interessa a nessuno. Sappiate raccontare bene le balle e avrete successo.
  • Anonimo scrive:
    Beh, oggi il COLMO!!!
    Oggi in un Mediaworld di Roma altro che ignoranti: un commesso del reparto "computer" voleva vendermi Vista spacciandolo per "sistema operativo"!!!:'(:'(:'(:'(No, dico... VISTA! Quello che nel 2007 ha ancora il REGISTRO DI SISTEMA!!!(rotfl)(rotfl)(rotfl)(rotfl)Un bacio ai pupi(apple)(apple)(apple)(apple)
  • Anonimo scrive:
    Meglio parlare della pipi di Vladimiro e
    delle corna di Veronica.Si cita:http/www.lavoro-over40.itAlla c.a. Ministro Cesare DamianoMinistero del Lavoro e Previdenza SocialeVia Veneto 5600187 ROMAAlla c.a Ministro Paolo FerreroMinistero della Solidarietà SocialeVia Fornovo 8 pal. A00192 ROMA Milano, 25 settembre 2006Oggetto: Provvedimenti lavorativi per i detenuti che usufruiscono della legge sullindulto. E Lavoratori Over 40 espulsi dal mondo lavorativo ? Differenze di trattamento: Perché?La legge 241 del 31/07/2006 - concessione dell'indulto, entrata in vigore il primo di Agosto 2006, ha comportato luscita pressoché immediata dagli Istituti di pena di moltissimi detenuti. A fronte di questa decisione è stato assolutamente necessario predisporre e costruire unimmediata sinergia di tutte le Istituzioni e organizzazioni no profit per elaborare una proposta operativa condivisa al fine di ricevere ed orientare, con un accompagnamento sociale in relazione ai bisogni, le persone messe in libertà che le Direzioni degli Istituti segnalano per le loro criticità. Inoltre i servizi per limpiego hanno dato la loro disponibilità a collaborare nei percorsi di professionalizzazione e inserimento lavorativo. A distanza di qualche giorno dal provvedimento abbiamo anche assistito ad una protesta di detenuti (ex detenuti a questo punto) i quali reclamavano la possibilità di reinserimento nel modo del lavoro. Ai rappresentanti di questi detenuti è stata data udienza e concessi interventi speciali ed immediati per il loro reinserimento nel mondo del lavoro.E encomiabile la rapidità di risposta del ministero e delle istituzioni locali per soddisfare questa domanda di forte portata sociale rivolta a non più di 20.000 detenuti.E invece altrettanto sconcertante la lentezza e lindifferenza con la quale il ministero non affronta la problematica dei lavoratori Over 40 espulsi dal mondo del lavoro e che si vedono rifiutato il reinserimento per motivi di età. Una problematica che coinvolge oltre 600.000 persone (e quindi 600.000 famiglie) e la cui portata di problema sociale è in forte crescita. Un problema che oltretutto getta al vento le esperienze che queste persone hanno maturato nel corso della loro vita lavorativa; un patrimonio sprecato che potrebbe invece portare ricchezza.LAssociazione Lavoro Over 40, di cui sono presidente, da tre anni continua a sollevare il problema, ma trova sempre fortissimi ostacoli alle soluzioni possibili. Siamo comunque riusciti a creare sensibilità ed ora almeno riscontriamo consapevolezza, anche se parziale, da parte delle Istituzioni. Grazie alla nostra iniziativa unitamente a quella della Associazione ATDAL, nel Luglio dello scorso anno, la Commissione Lavoro del Senato ha concluso unindagine sul fenomeno, protrattasi per circa tre anni, approvando allunanimità una relazione nella quale si evidenzia la gravità della condizione di tanti nostri concittadini e si sollecitano interventi urgenti ed efficaci.Non altrettanta sensibilità riscontriamo nei sindacati, i quali dimostrano indifferenza o distacco rispetto al problema ed alla categoria. Oppure lindifferenza o il netto rifiuto al reinserimento dei lavoratori Over 40 da parte del mondo imprenditoriale (rappresentato dalle associazioni di categoria datoriali), accettandolo solamente per la parte che riguarda i possibili incentivi (assumo gli over 40 se ho incentivi) senza mai porsi nellottica di un necessario cambiamento culturale rispetto questa categoria di persone, con vantaggio generale: delle istituzioni, dei lavoratori e delle aziende stesse. Un vero esempio di miopia verso lo sviluppo! Con il risultato di avere una crescente moltitudine di cittadini inattivi impossibilitati al consumo dei prodotti/servizi della popolazione attiva.Anche in ambito legislativo esistono impedimenti abbastanza pesanti. Sono state promulgate leggi antidiscriminazione per letà (216/03 e diversi articoli della legge Biagi) che sono largamente ignorate anche dalle istituzioni stesse nei suoi concorsi, e nessuno si cura di farle rispettare. Oppure leggi sulla autoimprenditoria sociale (es. 381/91) che escludono la possibilità di fare riscorso a questo strumento da parte dei lavoratori Over 40, ma anche da parte dei lavoratori svantaggiati over 50 definiti dalla comunità europea (regolamento n. 2204/2002 del 12 dicembre 2002): altro esempio di forte discriminazione. Oppure ancora la mancanza di agevolazioni allautoimprenditoria, specifiche per le persone che vivono questa disagiata situazione e che vorrebbero tentare questa strada. E poi ancora la mancanza di ammortizzatori sociali che a tuttoggi sono solo a sostegno delle imprese, quando hanno momenti di difficoltà produttiva, mentre dovrebbero essere un sostegno agli interessati, accompagnandoli nel difficile percorso del vuoto lavorativo e del reinserimento. Da questi templi esempi si comprende bene la rabbia e il senso di ingiustizia che emerge da cittadini che per una malaugurata sorte hanno perso il lavoro a 40 anni e che si ritrovano a dover affrontare difficili momenti, spesso insuperabili, di emarginazione sociale, difficoltà economica, psicologica e fisica di convivenza familiare, rispetto ai favori concessi a chi invece è incappato nella rete della giustizia, magari per sua volontà, e si ritrova fortemente avvantaggiato (non sempre, per la verità) nel reinserimento. Si direbbe quasi un incentivo a delinquere per poter godere di attenzioni da parte delle Istituzioni.Nella mia qualità di presidente della Associazione Lavoro Over 40 ritengo doveroso far presente questa forte disparità di trattamento tra le due categorie. Ma è anche uno stimolo per richiamare lattenzione sulla sempre più frequente espulsione dal mondo del lavoro di fasce di lavoratori maturi ed anziani e sulla necessità di ricercare soluzioni efficaci ad un problema la cui portata sociale e dimensione è sempre più elevata ed allarmante. Sono fiducioso nellaccoglimento di questa istanza, con laugurio di poterla esprimere più ampiamente in un incontro che mi auguro possa avvenire al più presto, in ragione del fatto che in questo periodo si sta predisponendo la finanziaria per il 2007, unoccasione per adottare alcune soluzioni ai problemi evidenziati. Associazione Lavoro Over 40
  • supertoms scrive:
    esperienze sull'esperienza
    Una volta mi hanno scartato da un colloquio di lavoro perchè "troppo preparato".Il mio attuale responsabile si sente minacciato dalle mie conoscenze tecniche, mentre lui conosce giusto 4 operazioni di doppio-click.Parlo con i fornitori di software ed a volte mi chiedo se conoscono la roba che ci vendono o peggio se sanno come funziona il software che loro hanno scritto.Sento che mi sto svalutando...
  • Anonimo scrive:
    Cerca lavoro nell'IT? Accontentato!
    Salve,ho letto il Suo sfogo, lo condivido abbastanza (esiste un forte problema di cultura digitale anche tra gli addetti) e conosco il mercato di Napoli avendo dal 1991 una societa' al Centro Direzionale di questa citta'.Le offro una possibilita' (nessuna promessa solo una possibilita' in un settore emergente hi-tech) mi venga a trovare (previo appuntamento) e vediamo cosa si puo' fare.Cordiali saluti.Gianluca CelentanoINFOSERV srlinfo@infoserv.biz
  • Anonimo scrive:
    Pensandoci Bene
    Sapete cosè il problema?da 10 a 20 anni fa:1 laureato(non sempre)=direttoreSotto di lui5 diplomati=capo area5 diplomati=capo settoreSotto i dipendentiIl laureato che si era fatto il culo e conosceva un po di tutto poteva mediare ai vertici e mettere tutti d'accordo (d'altronde il culo nello studio se l'era fatto e grazie al buon stipendio aveva la tranquillità di mediare se non di prendere "mazzaett")Sotto i diplomati caposettore Gente con esperienza abituata a dirigere e far dunzionare le cose(anche loro hanno studiato ma preferiscono i fatti!!)sotto ancora i caposettore diplomati giovani in "carriera" e sotto tutti gli altri.OGGI:direttore=uno dei tanti laureati (tanto basta avere un po di voglia che la laurea si raggiunge)sottopagato e quindi cerca diavvantaggiarsi all'azienda fregandosene degli altriSotto=laureato incazzato perchè azz ho 30 anni e non volgio fare e chi è sotto di me è un coglionecapo settore=un altro laureato che dice ste coglioni sotto di me sono scemi sono laureato ioai livelli piu bassi gente che fa i conti e dice 800 euro al mese e lavoro sabato e domenica alla stessa cifra?CAZZI LORO appena posso vado a fare l'imbianchino in nero a 300 euro al giorno!!!Risultato:Oggi in italia i veri Imprenditori sono quelli che fanno gli imbianchini!"!!!!!
    • Anonimo scrive:
      Re: Pensandoci Bene
      Bravo, è proprio quello che dovrebbero pensare tutti i neolaureati in informatica di oggi.Vale la pena buttar via 5 anni per poi lavorare a 800euro per fare gestionali vb?Perchè questa è la realtà.Davvero è meglio fare l'idraulico/elettricista/muratore/imbianchino.Che comunque non c'è niente di male, è solo una scelta.Per come la vedo io non è colpa dell'italia se non c'è lavoro, la colpa è dell'italiano che si ostina a volersi laureare per poi schifare un lavoro da 800 euro. Domanda e offerta, se di lavori da 2'500 ce n'è pochi, è inutile che ti affanni a qualificarti per un lavoro impossibile.Poi fate un po' come volete.
  • Anonimo scrive:
    Questione di mercato...
    Ho 42 anni ed ho lavorato per circa 20 nel settore dell'IT, quindi credo di aver vissuto anche sulla mia pelle le problematiche descritte nell'articolo. Se dovessi dare un suggerimento ad un ventenne, mi sentirei di dirgli questo: se vuoi lavorare nell'IT, vattene immediatamente dall'Italia. Se invece vuoi vivere in Italia, lascia perdere completamente l'IT e dedicati alla ristorazione o a qualcos'altro.Questo perché prima di tutto il mercato italiano è quello che è; uno di quelli che in gergo si chiamano "mercato spazzatura", cioè dove l'_unico_ aspetto che viene preso in considerazione è il prezzo. E'ovvio che dove si vendono solo prodotti a basso costo, nessuno investe né sulla competenza dei venditori, né sull'assistenza post vendita. Non ci sono speranze, né soluzioni, perché in Italia la cultura dell'IT manca completamente e nessuno ha interesse a svilupparla. Siamo e resteremo sempre un Paese arretrato, legato ai cosiddetti "bei tempi andati" perché abbiamo sempre avuto paura della tecnologia e delle implicazioni che essa comporta. Marconi se ne dovette andare in Canada perché quando inventò la Radio e la presentò in pubblico, in Italia tutti gli risero in faccia. Non è cambiato niente, oggi si continua a ridere in faccia alla tecnologia, a meno che non sia un telefonino all'ultima moda da esibire al ristorante...
    • Anonimo scrive:
      Re: Questione di mercato...
      Applausi.Credo che il tuo post dovrebbe essere ripreso da PI come risposta al 45enne.Sperando che questo 45enne si svegli dal sogno.
  • Anonimo scrive:
    Napoli fa storia a parte.
    Caro amico 45 enne, purtroppo Napoli fa caso a parte in tutte le cose. Se vuoi sapere come sono stati presi i ragazzi dei centri commerciali chiedi al tuo politico di zona. Per l'esperienza purtroppo a Napoli non se ne frega nessuno, la dimostrazione è il fatto che chi ha i soldi è spesso ingnorante. La questione è molto semplice lascia questa città di merda affondare e vattene al nord.
  • Anonimo scrive:
    45 anni spesi male
    se non si riesce a capire la logica del mercato.Scusa la mia impertinenza, ma come datore di lavoro io non vorrei un 45enne che ragiona in quel modo.Vorrei un 45enne che sia consapevole del fatto che la preparazione tecnica non è strettamente necessaria per vedere nella grande distribuzione.Vorrei anzi un 45enne che sappia lavorare 10ore senza affaticarsi (ecco perchè sono tutti ragazzi), e che non crei troppi problemi.Se sei un 45enne cosi' allora il lavoro lo troverai sempre e comunque.Chiunque abbia buon senso sa che non avrebbe senso addestrare un ragazzo per soddisfare un compratore preparato che chiede dell'upscaling, un cliente di quel tipo sa già quale modello comprare, al limite vuole sapere dei termini di garanzia e assistenza o dei vari colori.I clienti di trony, unieuro e simili, sono di due tipi: a) quelli che non sanno cosa prendere perchè non conoscono la tecnologia che sta dietro le cose, e che quindi si fanno consigliare dal ragazzo che non fa altro che elencare le specifiche della brochure.b) quelli che sanno (upscaling) e che vanno a colpo sicuro, attirati dalla promozione o dal sottocosto.Se vuoi l'assistenza al limite dell'esoterico ti rivolgi ad un negozio specializzato in un unico settore (strumenti musicali, impianti home teather).
    • Anonimo scrive:
      Re: 45 anni spesi male
      Sarà che lui non capisce nulla e tu da quattro righe sai giudicare la vita di una persona (spero non sia un metodo che applichi con frequenza), però pure io, come altre persone che conosco, ho avuto problemi con commessi veramente ignoranti di mediaworld & co.Non necessariamente ho voglia e tempo di informarmi prima su tutti i prodotti presenti in queste catene di negozi, sono andato diverse volte chiedendo informazioni anche banali sulle caratteristiche tecniche di alcuni prodotti ed ho sentito spesso BOIATE incredibili. Per non parlare delle informazioni che sentivo venivano date a compratori meno preparati di me. Certo, c'erano anche commessi preparati, ma questi sono una minoranza. Grazie a questi commessi hanno perso diverse volte il mio acquisto, visto che di mettermi a polemizzare sulle caxxate che dicono non ho voglia, e appena ne sento una me ne vado via con un bel "grazie e arrivederci". Per non parlare delle caxxate che sparano sulle garanzie, una volta ho riportato in garanzia dopo qualche settimana una stampante e ho dovuto combattere con il responsabile idiota di turno che mi voleva indirizzare alla ditta produttrice per il rispetto della garanzia.- Scritto da:
      se non si riesce a capire la logica del mercato.
      Scusa la mia impertinenza, ma come datore di
      lavoro io non vorrei un 45enne che ragiona in
      quel
      modo.
      Vorrei un 45enne che sia consapevole del fatto
      che la preparazione tecnica non è strettamente
      necessaria per vedere nella grande
      distribuzione.
      Vorrei anzi un 45enne che sappia lavorare 10ore
      senza affaticarsi (ecco perchè sono tutti
      ragazzi), e che non crei troppi
      problemi.
      Se sei un 45enne cosi' allora il lavoro lo
      troverai sempre e
      comunque.

      Chiunque abbia buon senso sa che non avrebbe
      senso addestrare un ragazzo per soddisfare un
      compratore preparato che chiede dell'upscaling,
      un cliente di quel tipo sa già quale modello
      comprare, al limite vuole sapere dei termini di
      garanzia e assistenza o dei vari
      colori.
      I clienti di trony, unieuro e simili, sono di due
      tipi:

      a) quelli che non sanno cosa prendere perchè non
      conoscono la tecnologia che sta dietro le cose, e
      che quindi si fanno consigliare dal ragazzo che
      non fa altro che elencare le specifiche della
      brochure.
      b) quelli che sanno (upscaling) e che vanno a
      colpo sicuro, attirati dalla promozione o dal
      sottocosto.

      Se vuoi l'assistenza al limite dell'esoterico ti
      rivolgi ad un negozio specializzato in un unico
      settore (strumenti musicali, impianti home
      teather).
      • Anonimo scrive:
        Re: 45 anni spesi male
        Non dico di no, la preparazione tecnica dei commessi della grande distribuzione è insufficiente.Quello che voglio dire è che non ci si può lamentare di una cosa ovvia se stai cercando lavoro.E' ovvio che la situazione reale è quella, bisogna comprenderlo altrimenti diventa un problema, anche se il problema in realtà non esite.E' una questione di punti di vista, me ne rendo conto, ma il lamentarsi non fa bene a nessuno, l'unica soluzione è rimboccarsi le maniche e agire, sia a 20 anni che a 60.Altrimenti si rischia di cadere nella trappola del "io ho le mie conoscenze tecniche e il lavoro mi è dovuto"... errore.Non sempre il knowhow tecnico è un fattore distintivo, o meglio, lo è per determinati settori, non mi sento di dire che il venditore "commesseo" di trony debba avere un knowhow tecnico da far invidia agli ingegneri della Sony.Il commesso di trony (e simili) deve avere una grande capacità nel saper vendere, quello si che è un fattore chiave, e se gli capita una domanda tecnica deve saper aggirare l'ostacolo elegantemente, deve saper mentire o far finta di saperlo, per vendere comunque il prodotto.Altro che knowhow tecnico.Lamentarsi delle conoscenze tecniche di un venditore della grande distribuzione secondo me è ridicolo. Indica ingnoranza del mondo del lavoro. E' più un discorso da bar dello stadio.
        • Anonimo scrive:
          Re: 45 anni spesi male

          se gli capita una domanda
          tecnica deve saper aggirare l'ostacolo
          elegantemente, deve saper mentire o far finta di
          saperlo, per vendere comunque il
          prodotto.Quindi deve fregare il cliente. Ecco perché siamo pieno di bujaccari in tutti i settori :DUna conoscenza tecnica MINIMA e sufficiente a fornire assistenza invece dovrebbe averla eccome.
  • manfrys scrive:
    Il dubbio
    BUON SENSO----------Trovo lecito fare domande al venditore e sarei grato al "responsabile del settore" se la risposta alla mia domanda è corretta. Accetto il "non lo so, posso informarmi" ma non accetto assolutamente che si prenda per il Q il cliente.Il cliente può fare la domanda sbagliata ed è compito del venditore cercare di capire cosa si vuol intendere e rispondere in maniera semplice, ma mai in modo scorretto ("si, si, va bene questo" oppure "questo è il migliore non si preoccupi").OPPORTUNISMO------------L'unico intento del venditore è, per l'appunto, vendere, imperativo, categorico. Il venditore non ha bisogno di nessuna nozione, la quasi totalità delle persone che va in un centro commerciale a comprare "roba" non sa nemmeno che chiedere. Imperativo: rifilare. Vendere vendere vendere. Il cliente "che sa, che conosce" non entra nel centro commerciale ... a chiedere. Va dritto al prodotto, guarda il costo, se gli conviene compra.IL ROMPISCATOLE---------------il rompiscatole viene nel centro commerciale con la lista delle domande da porre, ivi comprese "mi hanno detto che" o "ho letto su internet che". In genere "il rompiscatole" fa solo domande, ovviamente non compra, o meglio non ora, attenderà la "promozione" o l'amico dell'amico del cugino che gli farà risparmiare 2 eur!La grande distribuzione VENDE, non importa come, bisogna vendere.Il cliente deve comprare, non importa cosa, ma deve comprare.L'esperto, non esiste, non nei centri commerciali (... non dovrebbe esistere!)L'unica cosa che vorrei trovare, da ambo le parti (venditore/acquirente) è il buon senso.Salute!
  • Anonimo scrive:
    Quando rinunci
    ad assumumere un uomo maturo e in gamba danneggi l'azienda, non si può costruire una ditta solo mettendo insieme giovani, per quanto volontarosi ma inesperti... da chi imparano questi ???Lo qualità della gente sta scadendo !
    • Anonimo scrive:
      Re: Quando rinunci
      - Scritto da:
      ad assumumere un uomo maturo e in gamba danneggi
      l'azienda, non si può costruire una ditta solo
      mettendo insieme giovani, per quanto volontarosi
      ma inesperti... da chi imparano questi
      ???Ma guarda che stiamo parlando di grande distribuzione.I maturi esperti ci sono e sono quelli che muovono i fili.I giovani di cui stai parlando tu non hanno bisogno di imparare nulla, non serve.Non server all'azienda. E' uno spreco di denaro formare i giovani più di quanto serva. Sanno parlare? Sanno cos'è un monitor lcd e crt?Basta.
      Lo qualità della gente sta scadendo !In certi casi la qualità non è un fattore chiave.Nella grande distribuzione quello che conta è la quantità. Lo dice la parola stessa.
  • dancipi scrive:
    meta dei danni fatti dalla new economi
    sono da imputare a titolati.nei primi mesi del 2000 ebbi a che fare con la creazione e preparazione della rete vendita di uno dei due gruppi editoriali di quotidiani italiani.Ero stato chiamato li da un direttore commerciale di area con il quale avevo già lavorato nel 1990.Questi conosceva bene le mie ottime doti di venditore e sapeva che ero bee preparato al passo verso il web.Feci una relazione ben dettagliata in cui sottolineavo tutti gli errori dal nome scelto per il progetto agli obbiettivi insensati.L'amministratore fu chiaro lui aveva preso una laurea in informatica nel 1960 e era convinto della sua idea vincente.Risultato io escluso, il titolato della bocconi a dirigere e il progetto cancellato dalla storia in 6 mesi grazie all'ignoranza del "titolato" in materia di commercio e markenting di strada.Bene è andata a finire che quel progetto è morto.Ne sono naturalmente rimasto soddisfatto di questa loro sconfitta unica piega negativa che oltre tutto non ho riscosso una lira e avevo lasciato un altro lavoro.
    • Anonimo scrive:
      Re: meta dei danni fatti dalla new econo
      il problema e' che la cosa non ha giovato a te e neppure a loro. almeno ci avesse guadagnato qualcuno sarebbe stata comprensibile; invece e' pauroso come il toro prosegua la sua corsa per sbattere la testa contro il muro.
  • Anonimo scrive:
    EVVAI ARIA FRITTA A VOLONTA'
    Ma invece se assumono il 45enne super-esperto in informatica quante lavatrici vendono in piu'? e quanti aspirapolveri? e quanti pc?NESSUNO. Ma il 45enne super-esperto dubito che si adatti allo stipendio, ai turni, agli orari dell'inesperto 22enne.Quindi la discussione del perchè e del per come non esiste. Poi leggo le solite diattribe che propongono la purificazione del mondo dell'informatica dagli incompetenti dai curiosi e da ogni razza di inesperti ignoranti (informaticamente parlando).E mi viene da ridere. perchè vorrei vedere il cervellone computeristico che gli viene negato l'acquisto dell'auto e forse viene anche deriso visto che non sa nulla di bielle , anticipi, valvole iniettori etc etc
    • Anonimo scrive:
      Re: EVVAI ARIA FRITTA A VOLONTA'
      Oh, qualcuno allora c'è che ragiona in modo sensato.Su PI c'è da cercarli con il lanternino.
  • Anonimo scrive:
    purtroppo
    x il mondo del lavoro si e' gia' vecchi dopo i 25 anni. anche x fare i lavori piu' stupidi... per gli altri si richiede neolaureati di max 25 anni con master all'estero ecc ecc.... x scrivere 2 righe di VB x un gestionale........... che tristezza!!!!!
    • Anonimo scrive:
      Re: purtroppo
      Ma che diavolo dici?Il fatto è che se cerchi di entrare in un settore altamente specializzato come lo sviluppo di software, devi saperne di cose, altro che 25enni max.Se non ci riesci vuol dire che non hai lo skill necessario. Lo so', è difficile accettarlo....
  • nelchael81 scrive:
    Televisori intrappolati
    L'altra sera in un negozio di Televisori stavo parlando con un mio amico riguardo le vari erisoluzioni dei televisori HD.Savamo discutendo sul fatto che televisori da 1336 pixel, come quello che stavamo osservando, non avessero una risoluzione STANDARD HD, e per questo probabilmente il flusso video si sarebbe visto interpolato.All'improvviso il venditore si intromette nel discorso e dice:Ma voi lo vedete bene il video? Allora non è INTRAPPOLATO!!!
  • Anonimo scrive:
    VENDITORI IT ?????!
    Ma secondo voi possono essere definiti VENDITORI IT i ragazzi dei centri commerciali !?Il titolo che si da alla categoria professionale può essere rappresentato da un gruppo di giovani che mediamente hanno un esperienza limitata, che si trovano a fare un lavoro mediamente malpagato e che come cliente medio hanno la massa che ti svuota gli scaffali il sabato e la domenica !?!Ma non diciamo cacchiate...Se il napoletano 45enne usa questo come termine di paragone direi che è meglio vada a fare il gioco delle tre carte in autogrill !Max
    • Anonimo scrive:
      Re: VENDITORI IT ?????!
      Guarda, mi hai levato il topic dalla tastiera!!volevo scrivere una cosa simile ma ho desistito per non offendere nessuno.
  • Anonimo scrive:
    Semplicemente non gli interessa
    Perchè mettere un commesso esperto quando uno inesperto con contratto di formazione costa la metà?Tanto di gente che sa cosa è l'upscaling o se ne intende un po' non ne gira molta rispetto a tutta la clientela... e poi tanto compra lo stesso (oppure non comprerebbe lo stesso) quindi perchè spendere di piu' per un commesso?
    • Anonimo scrive:
      Re: Semplicemente non gli interessa
      ehm allora perchè mettere li uno scimmiotto?facciamo delle belle torrette con le scatole del prodotto a prezzo ultrabasso perchè non ci sono costi di vendita..
  • Anonimo scrive:
    Sposta pacchi
    La grande distribuzione ....è fatta di spostapacchi ...i margini vanno dal 3% al 7% grasso che cola ora se un addetto vi dedica più di 5 minutil'azienda che vende ci rimette.IO so quel che dico ....avevo un negozzietto che si rimpiva di scassaminchia che chiedevano ....chiedevano ....e non compravano un cazzo ...andavano a comprare al centro commercialeSoluzione ora lavoro solo con contratti di assistenzae ho cacciato via tutti i superutonti che infestavano il mio negozio vai da Trony e non rompere i coyony !!!Un 40enne nell'it da venti anni
  • Dirk Pitt scrive:
    A loro non interessa
    Nella lettera di sfogo del signor Tal Dei Tali, si fa espressamente menzione di punti vendita della grande distribuzione.In questi luoghi, hai la possibilità di acquistare sì il pc, la stampante, l'hard disk, ma anche la lavatrice, il televisore, la lavastoviglie, il frigorifero. Insomma tutto ciò che oggi cade sotto al nome di elettronica di consumo.Ora questi luoghi di acquisto sono destinati per lor natura al grande pubblico, che per l'80% dei casi non è tecnico. Di conseguenza avere dipendenti preparatissimi (che paradossalmente vengono pagati come quelli non preparatissimi) serve a poco, perchè tale figura non viene di norma richiesta dal cliente.L'unica cosa da fare, per il tecnico, l'appassionato o l'addetto ai lavori, è quello di rivolgersi altrove, in negozi specializzati in un determinato settore dove trovare la giusta competenza.In conclusione, ma se si è tecnici o addetti ai lavori, che bisogno c'è di chiedere informazioni tecniche se nella quasi totalità dei casi le si sanno già?dillatutta.com - perchè la verità... funziona
    • Dirk Pitt scrive:
      Re: A loro non interessa

      Magari anche solo per il gusto di togliersi una
      curiosità come è successo in questo
      caso.Ok, appurato quindi che il commesso del caso non è competente, o lo è solo superficialmente (cosa che tra l'altro si sa da sempre), perchè continuare a fare domande tecniche e specifiche?Mah...dillatutta.com - perchè la verità... funziona
      • Anonimo scrive:
        Re: A loro non interessa
        Perchè qui siamo in italia dove, non basta far notare una volta un problema per vedere seri interventi atti a risolverlo ma ci si sega a ripetere le stesse cose all'infinito
    • Anonimo scrive:
      Re: A loro non interessa
      - Scritto da: Dirk Pitt
      Nella lettera di sfogo del signor Tal Dei Tali,
      si fa espressamente menzione di punti vendita
      della grande
      distribuzione.Sostanzialmente, la domanda che ha fatto era dell'ordine "che differenza passa tra HD Ready e Full HD?".Questa e' una domanda lecita da aspettarsi da un cliente che vede un tv lcd da 40" che costa meno di un 26", e la differenza e' proprio in quel Full o Ready.k1
  • Anonimo scrive:
    Ma allora veramente conta solo l'inculat
    22 Anni

    Troppo giovane

    No esperienza (ovviamente secondo loro e compreso attraverso rapido sguardo)

    Via45 Anni

    Troppo vecchio (la pensione però non parte a 46 anni)

    ViaMa allora è proprio vero che se uno non è raccomandato rimane al palo.
    • Anonimo scrive:
      Re: Ma allora veramente conta solo l'inc
      - Scritto da:
      22 Anni

      Troppo giovane

      No esperienza
      (ovviamente secondo loro e compreso attraverso
      rapido sguardo)


      Via

      45 Anni

      Troppo vecchio (la pensione però non
      parte a 46 anni)


      Via

      Ma allora è proprio vero che se uno non è
      raccomandato rimane al
      palo.No, non è vero. Provaci, manda curriculum, fai colloqui, viaggia a sx e a dx, chiama, manda fax... Insomma sbattiti.Non fate discorsi da bar dello stadio.Rimboccatevi le maniche e proponetevi, vedrete che il lavoro c'è.
  • Anonimo scrive:
    io lavoro in un centro commerciale
    Salve,Espertone IT che non trovi lavoro, se sei cosi esperto le cose le dovresti gia sapere tu prima di entrare no ?Guarda mi capitano ogni giorno di persone che ti fanno le domande piu assurde e si spacciano per tecnici qui elenco alcuni esempicliente : mi dia la miglior soluzione per notebookio : dipende dall'uso che deve fare ma sempre meglio che va per la tecnologia Centrino.cliente : No centrino no voglio i Celeron che sono migliori----------------------------------------------cliente : questa scheda audio ha pure l'ingressi videoio : guardi sono ingressi SPDIFcliente : io sono un tecnico installatore io ne capiscoio : bene -_-e ci sono tante belle storie da raccontare...(rotfl)-----------------------------------------------Poi ci sono le varie mode ....fino a qualche tempo fa qualsiasi cosa diceviti sparavano qualche minchiata su Linux solo peressere "cool"cliente : cerco modem usb adsl con driver per linuxio : compri un modem ethernet e risolve il tutto visto che si è trovato spiazzato si mette a fare la preghierinia di PPPOE PPPOA TCP/IP (rotfl)ma quante cazzate sento ogni giorno... la difficoltà sta nel non ridere in faccia :D
    • Anonimo scrive:
      Re: io lavoro in un centro commerciale
      e con ciò?se un cliente ti chiede se il tal monitor ha la presa dvi, lo guardi strano o sai dare una risposta sensata?perché di questo stiamo parlando.
      • Anonimo scrive:
        Re: io lavoro in un centro commerciale
        certo gentile cliente si ho i monitor LCD con il DVI quale tipo di DVI cercava ?D A o I ?
        • Anonimo scrive:
          Re: io lavoro in un centro commerciale
          ecco vedi tu sei il classico esempio di cliente che cerca una cosa senza sapere cosa cercaquindi come lo vuoi incartato con DVD-I DVD-D o DVI-A ??gentile cliente ipermercato sta per chiudere la prego si decida.... (rotfl)
    • Anonimo scrive:
      Re: io lavoro in un centro commerciale

      Poi ci sono le varie mode ....
      fino a qualche tempo fa qualsiasi cosa dicevi
      ti sparavano qualche minchiata su Linux solo per
      essere "cool"

      cliente : cerco modem usb adsl con driver per
      linux

      io : compri un modem ethernet e risolve il tutto

      visto che si è trovato spiazzato si mette a fare
      la preghierinia di PPPOE PPPOA TCP/IP
      (rotfl)


      ma quante cazzate sento ogni giorno...
      la difficoltà sta nel non ridere in faccia :DAAAAAAAAAAAAAAAAAAARRRGGGGHHHTu sei quello che quando stavo cercando un monitor CRT* mi ha risposto «No, non li abbiamo, del resto i monitor CRT non esistono più, ora li fanno solo LCD» tutto questo detto con fare "sboronico", spettacolo :|* mea culpa cmqe, solitamente non vado mai nei vari minchiaword & Co a comprare roba per il PC.
      • Anonimo scrive:
        Re: io lavoro in un centro commerciale

        Tu sei quello che quando stavo cercando un
        monitor CRT* mi ha risposto «No, non li abbiamo,
        del resto i monitor CRT non esistono più, ora li
        fanno solo LCD» tutto questo detto con fare
        "sboronico", spettacolo
        :|

        * mea culpa cmqe, solitamente non vado mai nei
        vari minchiaword & Co a comprare roba per il
        PC.Guarda se tu mi cerchi il monitor CRT ti dico, mi dispiace ma non li trattiamo piunon ti vado a dire non esistono ;)PS : Io amo il CRT ma la clientela cerca solo LCD
        • Anonimo scrive:
          Re: io lavoro in un centro commerciale
          ragazzi sto per chiudere il centro commerciale...per il cliente del monitor DVI si decida in fretta a dare una risposta....per il cliente del CRT mi dispiace ma non ho il prodotto che cerca...saluti a tutti alla prossima apertura (rotfl)
    • Anonimo scrive:
      Re: io lavoro in un centro commerciale
      IO: avete controller SCSI?Commesso (tra l'altro ultratrentenne): no, queste cose non si usano più, sono dell'età della pietra (rotfl) ora si usa solo USB
      • Anonimo scrive:
        Re: io lavoro in un centro commerciale
        sono quello che ha aperto il topi :Din italia siamo messi veramente bene :D(rotfl)(rotfl)(rotfl)(rotfl)che poi cosa centra SCSI con il controller USB (ghost) l'unica cosa che ti poteva offrire era un controller SATA/SATA2
  • Anonimo scrive:
    io lavoro in un centro commerciale
    Salve,Espertone IT che non trovi lavoro, se sei cosi esperto le cose le dovresti gia sapere tu prima di entrare no ?Guarda mi capitano ogni giorno di persone che ti fanno le domande piu assurde e si spacciano per tecnici qui elenco alcuni esempicliente : mi dia la miglior soluzione per notebookio : dipende dall'uso che deve fare ma sempre meglio che va per la tecnologia Centrino.cliente : No centrino no voglio i Celeron che sono migliori----------------------------------------------cliente : questa scheda audio ha pure l'ingressi videoio : guardi sono ingressi SPDIFcliente : io sono un tecnico installatore io ne capiscoio : bene -_-e ci sono tante belle storie da raccontare...(rotfl)-----------------------------------------------Poi ci sono le varie mode ....fino a qualche tempo fa qualsiasi cosa diceviti sparavano qualche minchiata su Linux solo peressere "cool"cliente : cerco modem usb adsl con driver per linuxio : compri un modem ethernet e risolve il tutto visto che si è trovato spiazzato si mette a fare la preghierinia di PPPOE PPPOA TCP/IP (rotfl)ma quante cazzate sento ogni giorno... la difficoltà sta nel non ridere in faccia :D
    • Anonimo scrive:
      Re: io lavoro in un centro commerciale
      certo, può capitare di trovare l'inesperto che tenta di farsi il figo, peccato che lui è libero di scegliere se saperle o meno determinate cose... un addetto vendita in un settore tecnologico dovrebbe almeno avere un minimo di cultura base, ora ho 23 anni e purtroppo posso dire di aver conosciuto solo 4 o 5 addetti vendita con un cervello! forse non immagini minimamente quante volte ho sentito dire "aspetta un attimo che chiamo il collega" "ah? ragazzo, tu parli arabo! aspetta che chiamo qualcuno" "come come? ma quindi? aspetta che chiamo qualcuno che sia in grado di risponderti" anche per cose banali........... del resto siamo in italia, non in un paese dove si va avanti per meritocrazia!
      • Anonimo scrive:
        Re: io lavoro in un centro commerciale
        Il problema che il cliente ti fa la domanda pensando gia che tu non sai rispondere...quando vedono che tu capisci "qualcosa" iniziano :'(comunque in un centro commerciale come dicono molti il 90 % delle domande sono "è buono" "non è buono" o "me lo consiglia".poi un 9 % di richieste assurde.Esempio cliente domanda che tipo di lente ottica monta il masterizzatore presente in un pc....per una botta di culo pazzesca era l'unico masterizzatore che conoscevo vita morte e miracoli.dico al cliente il tipo di lente ottica (non mi ricordo il nome ora puo essere mediatek ?)cliente risponde no non puo essere !!!!poi ho capito che per lui lente ottica stava per marca del masterizzatore @^ :@
        • MandarX scrive:
          Re: io lavoro in un centro commerciale
          LOLcerto deve essere stressantissimo!!!!la cosa peggiore è quando il cliente fa delle domande o affermazioni che ti fanno capire che ne capisce qualcosa, ma poi dice delle cose che buttano giu tutta l'idea che i stavi costruendo.Come nelle commedie di Aristofane o come faceva Guzzanti in Avanzi (quel personaggio che si doveva diplomare ma adesso mi sfugge il nome (Vincenzo?))Il problema è che la gente deve mostrare a tutti i costi di avere competenze e ripete paroloni come framework o pcmcia o cache di primo o senondo livello e poi ti dice ma la scheda di rete è 10/100? voglio dire non è che va solo a 100 perche a me serve 10/100 , o peggio ancora ma monta l'usb 3 ? divertiamoci, prendiamoli in giro, raccontimao le cose piu buffe che dicono i nostri clienti o conoscenti.Inizio ioLa cosa che odio di piu è quando qualcuno dice che il file è un po pesante (LOL) e ha un'immagine di 19 mega, o quando mandano una mail che non arriva è per forza ci deve essere un virus o qualcos'altro nel loro computer, mentre invece p il recipiente pieno o semplicemente un ritardo del server.-----------------------------------------------------------Modificato dall' autore il 05 febbraio 2007 12.00-----------------------------------------------------------
          • Anonimo scrive:
            Re: io lavoro in un centro commerciale

            divertiamoci, prendiamoli in giro, raccontimao le
            cose piu buffe che dicono i nostri clienti o
            conoscenti.a me succede che il cliente ha paura delle novita e chiama spaventato perche dopo l'aggiornamento di windows si trova internet explorer 7 e non trova i preferitiallora i gli chiedo di cercare l'icona con la stellina e il cliente spaventatissimo mi dice che non c'èovviamente dopo un quarto d'ora la trova...
      • MandarX scrive:
        Re: io lavoro in un centro commerciale
        sempre dallo stesso venditore del mio post piu sotto, quando ho acquistato una scheda madre qualche tempo fa ho chiesto se supportava il TCPAlui mi ha chiesto cosa? TC, Fritz, Palladium, come lo conosci tu? rispondo iosilenzio...meno male che su no1984.org c'è la lista dell'hardware che supporrta il TC
    • Anonimo scrive:
      Re: io lavoro in un centro commerciale
      nel negozio dove lavoro la settimana scorsa è venuto un cliente che si è così espresso" salve, senta, siccone prossimamente dovrò girare per l'europa, mi servirebbe un apparecchiatura in gradi di tradurre la mia voce dall'italiano in altre lingue e viceversa..:"!!!
      • Anonimo scrive:
        Re: io lavoro in un centro commerciale
        Ebbè vendigli la serie tv di star trek (rotfl)
        • Anonimo scrive:
          Re: io lavoro in un centro commerciale
          - Scritto da:
          Ebbè vendigli la serie tv di star trek (rotfl)Hhahahaha geniale.
      • Kriminal scrive:
        Re: io lavoro in un centro commerciale

        apparecchiatura in gradi di tradurre la mia voce
        dall'italiano in altre lingue e
        viceversa..:"Sembra una cacchiata, ma tempo fa ho visto un servizio in cui si mostrava un apparecchio in grado di fare qualcosa di simile, quindi non stiamo parlando di fantascienza. Certo, non esiste assolutamente qualcosa del genere in commercio.....
        • Anonimo scrive:
          Re: io lavoro in un centro commerciale
          - Scritto da: Kriminal


          apparecchiatura in gradi di tradurre la mia voce

          dall'italiano in altre lingue e

          viceversa..:"

          Sembra una cacchiata, ma tempo fa ho visto un
          servizio in cui si mostrava un apparecchio in
          grado di fare qualcosa di simile, quindi non
          stiamo parlando di fantascienza. Certo, non
          esiste assolutamente qualcosa del genere in
          commercio.....è in dotazione dell'esercito usa in iraq ancora ai tempi di saddamancora qualche anno e dovrebbero darlo in pasto alla massa
      • Anonimo scrive:
        non ci credo!
        - Scritto da:
        nel negozio dove lavoro la settimana scorsa è
        venuto un cliente che si è così
        espresso
        " salve, senta, siccone prossimamente dovrò
        girare per l'europa, mi servirebbe un
        apparecchiatura in gradi di tradurre la mia voce
        dall'italiano in altre lingue e
        viceversa..:"

        !!!no, non ci credo!...potevi dirgli di rivolgersi al capitano Kirk o Mr Spock!...
      • Anonimo scrive:
        Re: io lavoro in un centro commerciale
        - Scritto da:
        nel negozio dove lavoro la settimana scorsa è
        venuto un cliente che si è così
        espresso
        " salve, senta, siccone prossimamente dovrò
        girare per l'europa, mi servirebbe un
        apparecchiatura in gradi di tradurre la mia voce
        dall'italiano in altre lingue e
        viceversa..:"

        !!!piegato in due zono!! buahah :D
    • Dirk Pitt scrive:
      Re: io lavoro in un centro commerciale
      Dopo tutte queste critiche, penso che il commesso non debba sentirsi offeso.Se è ignorante, non è colpa sua, ma di chi non l'ha formato a dovere ed ha accettato la sua candidatura ad addetto ad un particolare settore anche senza esperienza.Ma il bello è che l'ignoranza si può combattere, basta informarsi e studiare un po'.dillatutta.com - perchè la verità... funziona
      • picchiatello scrive:
        Re: io lavoro in un centro commerciale
        - Scritto da: Dirk Pitt

        Ma il bello è che l'ignoranza si può combattere,
        basta informarsi e studiare un
        po'.




        dillatutta.com - perchè la verità... funzionaNei centri commerciali il personale non e' formato perche' non conviene, in realtà oramai almeno il 50% del personale e' precario , un mese c'e' e l'altro no, alla gente che va a comprare nei centri commerciali interessa solo avere le cose al minor prezzo. Se Ti pagano 614 euro al mese e dovendo "campare" certo non hai possibilità di poter approfondire alcunche'. Il problema non e' tanto nel settore IT ma sopratutto in quello degli alimentari, dopotutto se non ti funziona il pc lo porti a riparare ma se invece compri alimentari........
        • Dirk Pitt scrive:
          Re: io lavoro in un centro commerciale
          - Scritto da: picchiatello
          Nei centri commerciali il personale non e'
          formato perche' non conviene...Ed è quello che si è detto fin dall'inizio.In fin dei conti i prezzi (più) bassi dei normali negozi devono essere giustificati in qualche modo (anche se questo è solo uno dei motivi).dillatutta.com - perchè la verità... funziona
          • picchiatello scrive:
            Re: io lavoro in un centro commerciale
            - Scritto da: Dirk Pitt

            - Scritto da: picchiatello

            Nei centri commerciali il personale non e'

            formato perche' non conviene...

            Ed è quello che si è detto fin dall'inizio.
            In fin dei conti i prezzi (più) bassi dei normali
            negozi devono essere giustificati in qualche modo
            (anche se questo è solo uno dei
            motivi).

            certamente magari commercializzano, "vecchi" pc o notebook che magari sono gia' stati ammortizzati o dati a magazzino per averli poi "sotto costo". una delle tante pieghe delle legge italiana che i piccoli negozianti non possono ufufruire.
    • MandarX scrive:
      Re: io lavoro in un centro commerciale

      Guarda mi capitano ogni giorno di persone che ti
      fanno le domande piu assurde e si spacciano per
      tecniciok sicuramente sarà un lavoro stressante però è anche vero che tutti danno per scontato che chi usa il pc usi un PC IBM compatibile e usi windowsl'altro giorno ho comprato un hard disk serial ata, e non avendone mai installato uno ho chiesto al venditore cosa bisongava abilitare nel biospoi lui mi ha detto si ma ci vuole il service pack installato e io gli ho chiesto su ubuntu è uscito un service pack??? LOL il negoziante probabilmente aveva sentito parlare di Ubuntu e aveva capito she era un GNU+Linux e ha risposto no su linux non lo so cosa bisogna fare ora, la cosa che mi stupisce è questa: tu negoziante hai un cliente che sta comprando 100 e passa euro di harddisk, che ha comprato schede grafiche, schede madri, processori e memorie ecc, che porta i conoscenti a comprare da te, che è appassionato di informatica e lavora nel settore... ma porca miseria non dirmi no su linux non lo so cosa bisogna fare , informati, aggiornati, cresci!ma se la microsoft fallisse tutti questi esperti di windows che fine fanno?è la stessa cosa che vedo al lavoro da mei miei capi che sicuramente sono appassionati di informatica, conoscono solo l'amiente windows. a stento sano cosa sia FireFox. Ammettono che IE è spazzatura, ma bisogna usare quello perchè è lo standard! Vi rendete conto? quindi meglio vulnerabilità, pop up, lentezza e pubblicità ovunque.Con FireFox e plugins come AdBlock o Down them all si aumenta la produttività. La ricerca in internet è piu veloce ed efficiente.Vi rendete conto che i miei capi continuanno a proporre ai clienti sistemi windows + office?vi rendete conto che già potrebbero iniziare a proporre Open Office? ma no, i clienti ricevono via mail (outlook o outlook express) allegati doc xls e ppt! con openoffice la compatibilità non è del 100% e poi i file di office sono lo stanard . Ilotre questo openoffice oggi c'è e domani? magari sono dei ragazzini che lo sviluppano. Poi dove c'è Micorsoft sicuramente c'è un'assistenza adeguata.... Vi rendete conto che tra non molto proporranno vista perchè sarà "il nuovo standard"?Vi rendete conto che appena vedranno le finestre trasparenti diranno ohhhhhh, e quando io gli farò vedere il video di xgl di due anni prima diranno che su Linux non girnao i progerami per windows ?per quanto rigruarad mac, ovvimante di fronte Leopard potrebbero rimanere un po a bocca aperta, ma si sà: il mac serve per la grafica e la musica scusate il piccolo sfogo, ma mi e vi chiedo:è questa l'informatica?
      • Anonimo scrive:
        Re: io lavoro in un centro commerciale
        ti quotoriguardo firefox:se le donne, una volta conosciuto firefox lo preferiscono, e non tornano piu a IE allora vorrà dire qualcosa....se le donne una volta conosciuto MacOsX non considerano piu Windows vorrà dire qualcosa....perche???perche le donne non hanno la fede informatica come gli uomini!
        • Anonimo scrive:
          Re: io lavoro in un centro commerciale
          Ebbè grazie accomunano il pc alla lavatrice, ovvio che preferiscano osx
          • Anonimo scrive:
            Re: io lavoro in un centro commerciale
            - Scritto da:
            Ebbè grazie accomunano il pc alla lavatrice,
            ovvio che preferiscano
            osxNel senso che loro mirano al risultato, non a passare la giornata ad accudire la lavatrice?Sai, non facessero così le mogli, come prima di loro le nostre madri, noi staremmo in molti con le pezze e i vestiti sporchi e spiegazzati; ma per Diana! con l'ultima patch installata che mostra un pixel oscillante sul display della lavatrice!Magari è meglio se impariamo ad apprezzare il buon senso pratico di molte donne 8)
      • Anonimo scrive:
        Re: io lavoro in un centro commerciale

        LOL il negoziante probabilmente aveva sentito
        parlare di Ubuntu e aveva capito she era un
        GNU+Linux e ha risposto no su linux non lo so
        cosa bisogna
        fare
        io sono quello che ha aperto il post quando tu mi chiedi come si fa con ubuntu... perche devi dare per scontato che tutti conoscono ubuntu..quale versione di ubuntu... e poi perche devo conoscere ubuntu se tutto l hw che trattiamo il produttore garantisce solo per Windows.Una volta un cliente compra un masterizzatore DVDe mi chiedeva l' aggiornamento bios perche il suo SUSE non lo leggevadopo che ho spiegato che deve fare il "mount" dell'unità è diventato verde come la sua distro... e mi dice ma io non lo so fare...Figurati che i clienti vogliono resistuire il pc comprato il giorno prima perche non trovano Google incorporato....(rotfl)e tu mi vieni a parlare di GNU/Linux gia immagino le scene
      • Dirk Pitt scrive:
        Re: io lavoro in un centro commerciale

        Vi rendete conto che i miei capi continuanno a proporre ai clienti sistemi windows + office?
        vi rendete conto che già potrebbero iniziare a proporre Open Office?Io mi rendo conto che con la prima possibilità, i tuoi "capi" guadagnano di più, perchè comprano windows + office ad un prezzo e lo rivendono ad un altro.Mi rendo altresì conto che ignorando la seconda possibilità si tolgono in pratica il fastidio (che non viene pagato) di dover insegnare e dare supporto al cliente per il pacchetto alternativo.Se Office non funziona. arrabbiati con Microsoft, se Open Office non funziona, con chi ti arrabbi? Spiegaglielo al cliente.dillatutta.com - perchè la verità... funziona
        • Anonimo scrive:
          Re: io lavoro in un centro commerciale

          Io mi rendo conto che con la prima possibilità, i
          tuoi "capi" guadagnano di più, perchè comprano
          windows + office ad un prezzo e lo rivendono ad
          un
          altro.
          Mi rendo altresì conto che ignorando la seconda
          possibilità si tolgono in pratica il fastidio
          (che non viene pagato) di dover insegnare e dare
          supporto al cliente per il pacchetto
          alternativo.si ma anche asssitendo clienti con openoffice ecc si puo guadagnare
          Se Office non funziona. arrabbiati con Microsoft,ok ti rimane l'arrabbiatura e basta perche i bug vengono corretti dopo mesi
          se Open Office non funziona, con chi ti arrabbi?non ti arrabbi, non hai speso soldi! tuttavia segnali i bug che vengono corretti in settimanepoi dipende tutto da quello che devi farese hai bisogno di un pc con un programma assolutamente indispensabile che gira solo su windows allora pazienza ti fai un pc con windowsse però devi mandare email, scrivere documnenti e andare in internet perche non usare GNU+Linux?il problema è che i pc li vendono con windows preinstallato, che paghi.
      • Anonimo scrive:
        Re: io lavoro in un centro commerciale


        e io gli ho chiesto su ubuntu è uscito un
        service
        pack???

        LOL il negoziante probabilmente aveva sentito
        parlare di Ubuntu e aveva capito she era un
        GNU+Linux e ha risposto no su linux non lo so
        cosa bisogna
        fare

        ora, la cosa che mi stupisce è questa: tu
        negoziante hai un cliente che sta comprando 100 e
        passa euro di harddisk, che ha comprato schede
        grafiche, schede madri, processori e memorie ecc,
        che porta i conoscenti a comprare da te, che è
        appassionato di informatica e lavora nel
        settore... ma porca miseria non dirmi no su
        linux non lo so cosa bisogna fare , informati,
        aggiornati,
        cresci!
        Dai sei esagerato..... e te la tiri un po troppo.E' normale che un rivenditore sia preparato sui problemi/esigenze più diffusi, mentre sul caso particolare puoi trovarlo un po' impreparato.Vista la diffusione di Windows rispetto a Linux, soprattutto nella realtà italiana, è normale che abbia dato per scontato nella sua risposta che si parlasse di Windows.Daltronde restare al passo su tutto lo scibile informatico non è mica così facile.Per me è già molto che conoscesse Ubuntu....
      • Anonimo scrive:
        Re: io lavoro in un centro commerciale
        Esperti di windows ?Sarà speciale il mio pc, ma il disco Sata mi viene visto senza alcun straccio di Service Pack
        • MandarX scrive:
          Re: io lavoro in un centro commerciale

          Esperti di windows ?
          Sarà speciale il mio pc, ma il disco Sata mi
          viene visto senza alcun straccio di Service
          Packil problema è se l capienza super i 137 gb
    • Anonimo scrive:
      Re: io lavoro in un centro commerciale
      - Scritto da:
      Salve,

      Espertone IT che non trovi lavoro, se sei cosi
      esperto le cose le dovresti gia sapere tu prima
      di entrare no
      ?Certo, è suo compito studiarsi a memoria le caratteristiche di tutti i prodotti in commercio. Toglimi una curiosità, per cosa credi che ti paghino? Per rimettere negli scaffali quello che i clienti hanno rimosso (comprandolo, si spera)?
      ma quante cazzate sento ogni giorno...
      la difficoltà sta nel non ridere in faccia :DHo già incontrato commessi con la tua arroganza. Forse sarà che i cretini sono la maggioranza, ma dare per scontato che ogni domanda venga da un cretino non depone molto a favore sulla tua capacità. In Italia sei uno dei tanti, in altri paesi finiresti in mezzo ad una strada nel giro di un mese.
      • Anonimo scrive:
        Re: io lavoro in un centro commerciale

        Certo, è suo compito studiarsi a memoria le
        caratteristiche di tutti i prodotti in commercio.
        Toglimi una curiosità, per cosa credi che ti
        paghino? Per rimettere negli scaffali quello che
        i clienti hanno rimosso (comprandolo, si
        spera)?
        Guarda non parlo di caratteristiche tecniche "semplici" ti chiedono pure qual'è il produttore della vite del PC !?!!? Gente che ti fa queste domande o è scemao se no è cosi esperta che non ha bisogno di risposte.
        Forse sarà che i cretini sono la maggioranza, ma
        dare per scontato che ogni domanda venga da un
        cretino non depone molto a favore sulla tua
        capacità. In Italia sei uno dei tanti, in altri
        paesi finiresti in mezzo ad una strada nel giro
        di un
        mese.Guarda ti sbagli di grosso ma quando un cliente ti insiste che il mouse è un depilatore tu cosa fai ?E io dico al cliente guardi è il reparto sbagliato...sai qual'è la risposta del cliente ?che io non capisco nullae ti continua ancora a chiedere le caratteristiche del depilatore (rotfl)cosa devo fare ridere piangere o chidere l'apertura dei manicomi ?
    • Anonimo scrive:
      Re: io lavoro in un centro commerciale

      cliente : questa scheda audio ha pure l'ingressi
      video

      io : guardi sono ingressi SPDIF

      cliente : io sono un tecnico installatore io ne
      capisco

      io : bene -_-Si ok, ormai tutti pensano di essere "esperti" informatici.
      e ci sono tante belle storie da
      raccontare...(rotfl)
      ma quante cazzate sento ogni giorno...
      la difficoltà sta nel non ridere in faccia :DChi vende prodotti informatici nelle grosse catene il piu' delle volte e' solo un commesso con un po' di esperienza nel campo non si deve pretendere che conosca la risposta ad ogni problema informatico.Le grosse catene di distribuzione assumono il personale in base a contratti econimici e "flessibili" e non hanno interesse nella preparazione di chi poi dovra' fare il lavoro di commesso.
      • Anonimo scrive:
        Re: io lavoro in un centro commerciale



        cliente : questa scheda audio ha pure l'ingressi

        video



        io : guardi sono ingressi SPDIF



        cliente : io sono un tecnico installatore io ne

        capisco



        io : bene -_-

        Si ok, ormai tutti pensano di essere "esperti"
        informatici.


        e ci sono tante belle storie da

        raccontare...(rotfl)


        ma quante cazzate sento ogni giorno...

        la difficoltà sta nel non ridere in faccia :D

        Chi vende prodotti informatici nelle grosse
        catene il piu' delle volte e' solo un commesso
        con un po' di esperienza nel campo non si deve
        pretendere che conosca la risposta ad ogni
        problema
        informatico.
        Le grosse catene di distribuzione assumono il
        personale in base a contratti econimici e
        "flessibili" e non hanno interesse nella
        preparazione di chi poi dovra' fare il lavoro di
        commesso.guarda non ti posso stare a spiegare tuttoper il cliente il Celeron era il processore TOP di intel... se uno mi cerca il notebook vuol dire che cerca "mobilità" e "autonomia" poi se mi spiega meglio a cosa piu o meno serve posso anche consigliare il celeron...Il vero problema di questa italia e che ci stanno troppi "esperti" della domenica...io non sono un esperto ma definire tutti i venditori ignoranti, a questo io non ci sto !!!!
    • Anonimo scrive:
      Un consiglio:

      ma quante cazzate sento ogni giorno...
      la difficoltà sta nel non ridere in faccia :Dmi piacerebbe tanto sentirne altre... inizia ad appuntarti le migliori di ogni giornata, magari un domani potrai scriverci un libro!
    • Anonimo scrive:
      Re: io lavoro in un centro commerciale

      Poi ci sono le varie mode ....
      fino a qualche tempo fa qualsiasi cosa dicevi
      ti sparavano qualche minchiata su Linux solo per
      essere "cool"

      cliente : cerco modem usb adsl con driver per
      linux

      io : compri un modem ethernet e risolve il tutto

      visto che si è trovato spiazzato si mette a fare
      la preghierinia di PPPOE PPPOA TCP/IP
      (rotfl)


      ma quante cazzate sento ogni giorno...
      la difficoltà sta nel non ridere in faccia :Dhahahaha è vero è vero!! i tipi che sbocciano e non ne sanno uncaz
  • Anonimo scrive:
    Vergognati !
    Se fossi IT ti saresti documentato perfettamente su modelli specifici e avresti acquistato in rete un modello con specifiche degne. PUNTO E BASTA
    • Anonimo scrive:
      [O.T.]Ok, ma.....
      il divertimento vedendo l'annaspare del commesso dove lo metti? 8)
      • Anonimo scrive:
        Re: [O.T.]Ok, ma.....
        - Scritto da:
        il divertimento vedendo l'annaspare del commesso
        dove lo metti?
        8)Io a Mediaworld ci vado apposta :D
        • MandarX scrive:
          Re: [O.T.]Ok, ma.....

          Io a Mediaworld ci vado apposta

          :Deppure da mediaworld sui mac un'infarinatura ce l'hanno
          • Anonimo scrive:
            Dipende...
            - Scritto da: MandarX

            Io a Mediaworld ci vado apposta



            :D

            eppure da mediaworld sui mac un'infarinatura ce
            l'hannoDipende da quale centro frequenti, e da che commesso incroci. Ce ne sono di decenti e ce ne sono che annaspano se solo chiedi di vedere un chiaro elenco dei componenti installati (non chiedo la luna: mi basta una lista ricavabile con una utility decente), visto che il commesso non mi sa chiarire quanta memoria sia presente nella sezione grafica, né che tipo di HD sia installato (solo i GB conosce, ma velocità, rotazione, accesso sono simpatici quesiti televisivi).Quando senti che a clienti sprovveduti viene venduto un economico portatile con 256 MB RAM, chipset video Intel e HD da 40GB (pochi mesi fa, non due anni! - ero lì ad aspettare il mio turno per far aprire una vetrinetta e ho ascoltato sconsolato), come un sistema adeguato a tutti i compiti scolastici e a quasi tutti i giochi sul mercato...
    • Anonimo scrive:
      Re: Vergognati !
      ...Non mi vorrei sbagliare...probably non hai capito molto dell'articolo. Se lo rileggi con calma...- Scritto da:
      Se fossi IT ti saresti documentato perfettamente
      su modelli specifici e avresti acquistato in rete
      un modello con specifiche degne. PUNTO E
      BASTA
  • aghost scrive:
    Sarete tutti robotizzati
    Vi siete mai chiesti perché le aziende hanno drasticamente ridotto gli operatori umani nei loro call center, e al loro posto hanno messo le voci registrate?E' ovvio: costano meno!Cosi' è per i venditori in negozio, che sono come quelli nei call center: gente giovane, precaria, inesperta e che non sa una mazza o quasi. Cioè che costa poco. Gli danno un'infarinata e via a pedalare.Se potessero, metterebbero le voci registrate anche nei negozi. E non è escluso che un domani saranno eliminati anche quelli, si farà tutto on line o on tv come faceva Wanna Marchi :)http://www.aghost.wordpress.com/-----------------------------------------------------------Modificato dall' autore il 05 febbraio 2007 07.37-----------------------------------------------------------
    • Anonimo scrive:
      Re: Sarete tutti meccanizzati
      - Scritto da: aghost
      Vi siete mai chiesti perché le aziende hanno
      drasticamente ridotto gli operatori umani nei
      loro call center, e al loro posto hanno messo le
      voci
      registrate?

      E' ovvio: costano meno!

      Cosi' è per i venditori in negozio, che sono come
      quelli nei call center: gente giovane, precaria,
      inesperta e che non sa una mazza o quasi. Cioè
      che costa poco. Gli danno un'infarinata e via a
      pedalare.

      Se potessero, metterebbero le voci registrate
      anche nei negozi. E non è escluso che un domani
      saranno eliminati anche quelli, si farà tutto on
      line o on tv come faceva Wanna Marchi
      :)
      é curioso, ma é lo stesso commento che é uscito su un noto quotidiano ai tempi della rivoluzione industriale!
      • Anonimo scrive:
        Re: Sarete tutti meccanizzati

        é curioso, ma é lo stesso commento che é uscito
        su un noto quotidiano ai tempi della rivoluzione
        industriale!"Oggi, su scala globale, la disoccupazione ha raggiunto il livello più elevato dai tempi della Grande Depressione degli anni Trenta. Nel mondo, più di ottocento milioni di persone sono disoccupate o sottoccupate. Questo numero è probabilmente destinato a salire ulteriormente negli anni che ci separano dall'inizio del nuovo millennio, poiché milioni di individui si affacceranno per la prima volta sul mercato del lavoro per ritrovarsi senza alcuna possibilità di occupazione, e molte saranno le vittime di un'innovazione tecnologica che sostituisce sempre più velocemente il lavoro umano con le macchine in quasi tutti i settori e i comparti dell'economia globale."Secondo Jeremy Rifkin siamo all'inizio di una nuova e drammatica fase della storia. Operai, agricoltori, commessi, impiegati, ma anche dirigenti di medio livello, sono figure in via di estinzione. Il mondo si sta polarizzando in due forze potenzialmente inconciliabili: da una parte un'élite di tecnocrati, dall'altra una massa crescente di disoccupati, sottoccupati, lavoratori part-time, spiazzati dalla crescente automazione del lavoro. Per non farsi cogliere impreparati da questo scenario apocalittico, occorre pensare sin d'ora a una nuova era post-mercato , in cui vengano trovate alternative valide agli impieghi tradizionali.Con uno stile chiaro e ricco di riferimenti alla vita quotidiana, Rifkin considera in profondità gli effetti della tecnologia nella nostra epoca, e indica concretamente le soluzioni già praticabili: dal re-engineering della settimana lavorativa (è veramente possibile lavorare meno ma lavorare tutti?) alla rivoluzione del "terzo settore", quello dell'economia sociale e del volontariato, capace di assorbire molti dei nuovi disoccupati. Osservando i disastri lasciati dalle amministrazioni Reagan e Bush, Rifkin propone una terza via tra liberismo sfrenato e statalismo, e ci invita a riconsiderare molti luoghi comuni e idee ricevute. Jeremy Rifkin - La fine del lavoro. Scritto più di 10 anni fa!
        • Anonimo scrive:
          Re: Sarete tutti meccanizzati
          Questo discorso mi convince molto poco.La tecnologia modifica profondamente il modo di lavorare ma non lo annulla, anzi. Pensa ai nuovi settori che si sono sviluppati negli ultimi anni a partire dalle applicazioni web per finire con le FPGA CPU (http://www.gaisler.com/) passando per i protocolli di comunicazione, linguaggi, SO, architetture etc. etc. etc..(penso che per compilare un'elenco di tutti gli ambiti tecnologici in cui oggi si potrebbe investire e lavorare non basterebbe una montagna di carta (o una penneta usb da qualche Giga :-)) Il problema e' che non tutti i paesi applicano la stessa politica nei riguardi dell'IT.Ci sono paesi che riconoscono il valore strategico (economico e sociale) di queste tecnologie e quindi investono e proteggono le loro risorse, altri se ne sbattono e finiscono per essere dei semplici territori di conquista.Noi, ad esempio, mandiamo Rubia a lavorare in Spagnahttp://www.repubblica.it/2005/i/sezioni/scienza_e_tecnologia/rubbiaene/rubbiaene/rubbiaene.htmle ci concentriamo sulla "Moda"http://www.bol.it/libri/scheda/ea978880455450.html
          • Anonimo scrive:
            Re: Sarete tutti meccanizzati
            Non mi sento comunque di smentire Rifkin. Anche a distanza di anni (il web come lo conosciamo oggi doveva ancora arrivare), i quesiti sollevati restano ancora validi. E' vero che si crea nuovo lavoro, ma è anche vero che questo non è alla portata di tutte le persone ma solo di soggetti altamente specializzati. L'essere altamente specializzati comunque non mette al riparo questi ultimi da una rapida obsolescenza delle proprie conoscenze. Forse si creerà nuovo lavoro, ma questo sarà sempre più precario. Quindi reputo ancora valido l'invito fatto da Rifkin a pensare presto (e son passati degli anni!) a come affrontare questo nuovo scenario che si è andato a creare con le nuove tecnologie.
    • Anonimo scrive:
      Re: Sarete tutti robotizzati
      Luddista :)
  • Anonimo scrive:
    Discriminazione
    Io lavoro in Irlanda da 6 anni e ho lavorato come manager in due famose aziende IT. Tutte le volte che ho dovuto assumere qualcuno, tra le varie regole e leggi da seguire la mia preferita è sempre stata quella di non discriminare in base all'età del candidato. Ovviamente non l'ho mai fatto ed infatti mi sono sempre ritrovato ad assumere sopratutto ultratrentenni e qualche volta anche cinquantenni. L'età non conta nulla se vuoi trovare la persona giusta. In Italia purtroppo si pensa sempre che il giovane si accontenterà di poco e non romperà le scatole. Stesso discorso vale per le sedi italiane delle aziende per cui ho lavorato, tanti giovani con contratti sfigati...Forse basterebbe una legge?
    • Anonimo scrive:
      Re: Discriminazione

      Forse basterebbe una legge?Bisognerebbe abbassare il costo del lavoro per le aziende. In Irlanda quanto dello stipendio va in tasse e quanto al lavoratore?
      • Anonimo scrive:
        Re: Discriminazione
        28% (PAYE+PRSI) sotto i 34000 euro annui48% per la parte superiore ai 34000http://ey.arekibo.com/taxcalc/TaxCalculator.htmlhttp://www.irlandiani.com/cms/index.php?option=com_content&task=view&id=87&Itemid=59
        • Anonimo scrive:
          Re: Discriminazione
          - Scritto da:
          28% (PAYE+PRSI) sotto i 34000 euro annui
          48% per la parte superiore ai 34000Porcaccia troia, scusate il termine.28% sotto i 34'000 sono un niente. Queste comunque sono le imposte personali, bisognerebbe vedere le tasse a carico delle società... ma immagino che non siano al livello di strozzinaggio come qui in italia.
    • Anonimo scrive:
      Re: Discriminazione
      Basterebbe una legge scritta bene e fatta rispettare altrimenti a botte di cavilli e scappatelle non cambierebbe niente
  • Anonimo scrive:
    venditori adeguati alla clientela.
    se la clientela facesse SEMPRE quelle domande, i venditori dovrebbero poter rispondere.ma la clientela fa domande tipo "ma va bene?" "ma va meglio di quello?" "ma si vede bene?" oppure "ma si sente bene?"se per caso hai modo di far loro notare la qualità, quando si arriva al prezzo prendono quel che costa meno e ti dicono "boh, ma a me pare che questo qui va bene!"ecco :)quindi direi che per me e te come clienti persi, c'è mezza Italia da inchiappettare e che cacca vuole (o cacca accetta) e cacca ottiene, sempre in maggior quantità.l'ignoranza parte in famiglia, prosegue a scuola, arriva al lavoro, si diffonde in tutta la società.E' fatta di mancanza di pudore e vergogna, di pressapochismo, sfrontatezza e nessuna regola, oltre che di pura e semplice stupidità o ignoranza. Che invece di migliorare, vengono protette con la forza.Et voilà ecco a voi uno splendido paese :)
    • Fabi3tto scrive:
      Re: venditori adeguati alla clientela.
      W l' ITALIA :D
    • Anonimo scrive:
      Re: venditori adeguati alla clientela.
      Questo è vero ... chi vuole "uscire dal giro" le caratteristiche del prodotto se le studia a casa con il web, poi va ad acquistare a colpo sicuro.Ciao,Piwi
      • Anonimo scrive:
        Re: venditori adeguati alla clientela.
        Al di là comunque di trovare una persona abile quando si tratta di intervistare il venditore, cosa che si può bypassare tranquillamente verificando in internet i dettagli tecnici, il problema spesso è che quando cerchi qualcosa di vera qualità c'è un negozio su 20 che la tiene e ce l'ha in quantità limitatissima.Ovviamente la scelta dei prodotti da tenere in un negozio è anch'essa frutto dell'ignoranza.Avete mai provato a cercare un minidisc? Adesso ti spacciano un banale miniregistratore mp3 come sostituto, e se gli chiedi la banda audio di registrazione manco sanno cos'è; per non parlare di chiedergli un microfono esterno.
        • Anonimo scrive:
          Re: venditori adeguati alla clientela.
          - Scritto da:
          Avete mai provato a cercare un minidisc? Adesso
          ti spacciano un banale miniregistratore mp3 come
          sostituto, e se gli chiedi la banda audio di
          registrazione manco sanno cos'è;cos'è?
          per non parlare
          di chiedergli un microfono
          esterno.io di solito vado in un negozio di strumenti musicali, per quello, hanno anche dei mini-microfoni appositi per registratori vocali e anche roba che costa un pacco, indicata per giornalisti e intervistatori... però non ne conoscoo le caratteristiche, lo ammetto :(
    • Anonimo scrive:
      Re: venditori adeguati alla clientela.
      La verità è che l'informatica ed in generale il mercato dell'elettronica si è svenduto. Tutto ora è considerato alla stregua di un normale e banale aspirapolvere... percui chi compra e chi vende non si pongono minimamente il problema della competenza. Tutto ciò perché ad un certo punto si è svenduto tutto.Andate da un architetto, da un avvocato, da un chimico o da un medico oppure da un ingegnere edile a chiedergli la cosa che costa meno tanto è uguale e vedrete che vi risponderà in maniera molto diversa facendovi sentire molto stupidi e banali. Ma se le stesse domande vengono fatte ad un informatico ci si aspetta, ed orami è così, che risponda con le stesse banalità.
    • Anonimo scrive:
      Re: venditori adeguati alla clientela.
      una volta io avevo chiesto all'addetto di una grande distribuzione quanta autonomia avesse l'ipod, il risultato è che ovviamente non sapeva neanche quello -_-
      • Anonimo scrive:
        Re: venditori adeguati alla clientela.
        Già è qualcosa che non t'ha detto una fregnaccia !Ciao,Piwi
      • Anonimo scrive:
        Re: venditori adeguati alla clientela.
        - Scritto da:
        una volta io avevo chiesto all'addetto di una
        grande distribuzione quanta autonomia avesse
        l'ipod, il risultato è che ovviamente non sapeva
        neanche quello
        -_-Le risposte per un ipod nano di nuova generazione sono le seguenti:commesso macaco: 4 giorni e mezzo di autonomiacommesso normale: 24 ore di autonomiacommesso antiapple: 2 ore e 30 di autonomia
    • Anonimo scrive:
      Re: venditori adeguati alla clientela.
      La clientela non fa le stesse domande ma il venditore, che tra l'altro si occupa sempre di uno stesso settore, vende in fin conti tanti "robi" uguali con la marca diversa.Uno che ti vende TV LCD da mattino a sera non può non saper dare una risposta sulla risoluzione (ragazzi, tv lcd, HD, high definition, alta risoluzione, non patatine e pop corn), può non conoscere le caratteristiche del frullatore ma il robot da cucina non fa parte del settore delle tv quindi ci sarà qualcun altro che ne saprà di più. La domanda non riguardava il modello di fusibile infilato nelle Tv samsung con il numero di serie compreso in un determinato range ma una cosa ben più comune ed una simile ignoranza (oh bastava stampare una pagina da wikipedia e passare qualche fotocopia) non è giustificabile dal fatto che "tutti" si limitano a chiedere se va bene.
    • Anonimo scrive:
      Re: venditori adeguati alla clientela.
      veramente, l'italia e' un paese pieno di imbecilli.. non e' un luogo comune, basta conoscere un po' di gente e le confidenze che ti fa circa come lavora, e ti accorgi in che mani sei. speriamo ci invada la germania o l'olanda, magari non sono un idillio, ma e' comunque meglio che vivere sotto un governo di italiani.
  • Anonimo scrive:
    E' giusto cosi'
    L'italia e' destinata ormai. Le cose non cambieranno mai ... purtroppo i fannulloni, ignoranti, i paraculati etc. sono troppi.Chi ha voglia di fare, chi ha idee, chi ha le potenzialita' deve quanto prima scappare da questo sistema che portera' l'italia (come e' giusto che sia) al fallimento completo.Non esiste solo l'italia, ci sono altri paesi al di fuori di qui che aspettano menti brillanti.Perche' restare legati ad un paese che non ci considera? Che paura c'e' ad emigrare? sara' un sacrificio, ma un sacrificio che nel tempo verra' ripagato. Scappate da qua e abbiate fede! la' fuori c'e' piu' civilta'.
    • Anonimo scrive:
      Re: E' giusto cosi'
      Cose già sentite. Possibile che chi propone questa "fuga dall'Italia", non prenda minimamente in considerazione il fatto che andare per andare a vivere in un altro Stato.. ci sono dei costi?! In UK per caso, ci sono case e lavori disponibili dall'oggi al domani per tutti quelli che ne vogliono approfittare? Chi non possiede una casa in Italia, riesce a comprarla in una settimana in Spagna? Chi non riesce a spostarsi a Roma, Milano, Bologna ed altre grandi città per cercare un lavoro, dovrebbe riuscire a sopravvivere a Parigi per un mese, sperando di essere assunto in una multinazionale?! Come al solito.. chi sta fin troppo bene, parla a vanvera!
      • Anonimo scrive:
        Re: E' giusto cosi'
        - Scritto da:
        Cose già sentite. Possibile che chi propone
        questa "fuga dall'Italia", non prenda minimamente
        in considerazione il fatto che andare per andare
        a vivere in un altro Stato.. ci sono dei costi?!
        In UK per caso, ci sono case e lavori disponibili
        dall'oggi al domani per tutti quelli che ne
        vogliono approfittare? Chi non possiede una casa
        in Italia, riesce a comprarla in una settimana in
        Spagna? Chi non riesce a spostarsi a Roma,
        Milano, Bologna ed altre grandi città per cercare
        un lavoro, dovrebbe riuscire a sopravvivere a
        Parigi per un mese, sperando di essere assunto in
        una multinazionale?!


        Come al solito.. chi sta fin troppo bene, parla a
        vanvera!Concordo assolutamente.E' anche vero pero' che spesso molti qui da noi neanche *osano* , anche potendolo fare, magari con qualche sacrificio, ad andare all'estero. Si tende piu' ad autocommiserarsi che a darsi da fare, questo e' una cosa molto istintiva, purtroppo (perche' e' piu' facile). Pero' e' anche vero che piu' concretamente partire all'estero e' sempre una spesa non indifferente, non se lo possono permettere tutti come invece qualcuno racconta.
      • Anonimo scrive:
        Re: E' giusto cosi'
        - Scritto da:
        Cose gia` sentite.E ancora non le hai colte?
        Possibile che chi propone
        questa "fuga dall'Italia", non prenda minimamente
        in considerazione il fatto che andare per andare
        a vivere in un altro Stato.. ci sono dei costi?!Bravo... solo tu te lo sei immaginato vero?Andare all'estero costa. Non c'e' nessuna casa che ti aspetta e nessun lavoro pronto. Per cui ti devi rimboccare le maniche, ci sono sacriici da fare in vista dei vantaggi che nell'immediato e nel lungo periodo hai.
        Chi non possiede una casa
        in Italia, riesce a comprarla in una settimana in
        Spagna?No, ma ci mette di meno che lavorando in Italia, deve fare meno carte, e non ha mille sanguisughe (notai, uffici, bolli) per ogni mossa che fa.
        Chi non riesce a spostarsi a Roma,
        Milano, Bologna ed altre grandi citta` per cercare
        un lavoro, dovrebbe riuscire a sopravvivere a
        Parigi per un mese, sperando di essere assunto in
        una multinazionale?!Beh se la metti cosi', tutto e' impossibile.Le soluzioni ci sono, anche per stare UN ANNO a Parigi e riuscire a sopravvivere. Se non provi non ci credi.Se non sei motivato, non cerchi.
        Come al solito.. chi sta fin troppo bene, parla a
        vanvera!Gia', e tu stai benissimo in Italia...
      • Anonimo scrive:
        Re: E' giusto cosi'
        - Scritto da:
        Cose già sentite. Possibile che chi propone
        questa "fuga dall'Italia", non prenda minimamente
        in considerazione il fatto che andare per andare
        a vivere in un altro Stato.. ci sono dei costi?!
        In UK per caso, ci sono case e lavori disponibili
        dall'oggi al domani per tutti quelli che ne
        vogliono approfittare? Chi non possiede una casa
        in Italia, riesce a comprarla in una settimana in
        Spagna? Chi non riesce a spostarsi a Roma,
        Milano, Bologna ed altre grandi città per cercare
        un lavoro, dovrebbe riuscire a sopravvivere a
        Parigi per un mese, sperando di essere assunto in
        una multinazionale?!


        Come al solito.. chi sta fin troppo bene, parla a
        vanvera!solita mentalita' mammona, dell'italiano...quindi, secondo il tuo ragionamento, solo i benestanti emigrano... ma se sono benestanti, che emigrano a fare? ;)tu stai benissimo in italia, quindi e' bene che ci resti. il mondo, intanto, fuori, cammina, anzi, CORRE!!!
        • Anonimo scrive:
          Re: E' giusto cosi'
          - Scritto da:
          solita mentalita' mammona, dell'italiano...

          quindi, secondo il tuo ragionamento, solo i
          benestanti emigrano... ma se sono benestanti, che
          emigrano a fare?
          ;)

          tu stai benissimo in italia, quindi e' bene che
          ci resti. il mondo, intanto, fuori, cammina,
          anzi,
          CORRE!!!No ciccio! Io all'estero ci lavoro, anche se non in modo stabile, ma per poter prendere le prime iniziative ho dovuto mettere da parte qualche spicciolo, vendermi la macchina ed indebitarmi per quasi due anni! Chi parla come te e come quelli che hanno risposto prima di te è il vero "mammone" che si "veste" da alternativo ma sa che in qualsiasi momento i suoi genitori gli possono mandare i soldi da casa in caso di difficoltà. Ancor peggio stanno le cose per chi ha più di 40 anni ed ha moglie e figli.. In poche parole, voi non sareste in grado neanche di andare a lavorare a 30 km da casa, perchè vi mancherebbe la mamma che vi lava le mutande e vi fa trovare il piatto pronto!
    • Anonimo scrive:
      Re: E' giusto cosi'
      Mica passato per la testa che molti si documentino prima su quello che devono comprare, come me del resto, per poi entrare, aspettare che i neuroni dell'impiegato di turno facciano conttato per recuperarmi l'esatto oggetto che gli dico IO, pagare ed andarmene?Questo giusto per cose come la macchina fotografica o un lettore mp3, per i computer neanche a parlarne, li prendo assemblati da quando...bho..da quando sono nell'eta' della ragione suppongo, e di certo non li prendo ai grandi magazziniNelle grandi distribuzioni, per quello che mi riguarda, come commessi potrebbero pure mettere una scimmia addestrata a prendere pacchi, che poi in genere non ci vanno troppo lontani
  • Anonimo scrive:
    Non conta quanto sai ma quanto costi
    vedi subject
    • Anonimo scrive:
      Re: Non conta quanto sai ma quanto costi
      Esatto, e a 22 anni costi poco ma sai poco, a 45 costi troppo. Non sarebbe il caso che vengano assunti i ragazzi come Angelo ed affiancati a "vecchietti" come me. Scrive Donato.Beh, costa il doppio: costa avere un dipendente che deve ancora imparare, e costa un dipendente esperto che deve usare parte del suo costoso tempo per insegnare.Alla lunga l'azienda ci guadagna, mi direte.Si, ma solo se il 22enne non cambia lavoro. Cosa che avviene spesso per numerosi motivi quando si e' giovani e si inizia la propria carriera. A mio avviso l'IT in Italia ne trarrebbe grande giovamento. Belle parole, finche' non sei tu a pagare.
      • Anonimo scrive:
        Re: Non conta quanto sai ma quanto costi
        - Scritto da:
        Beh, costa il doppio: costa avere un dipendente
        che deve ancora imparare, e costa un dipendente
        esperto che deve usare parte del suo costoso
        tempo per
        insegnare.

        Alla lunga l'azienda ci guadagna, mi direte.Ci guadagna comunque. Perche' se l'azienda fa crescere veramente i suoi dipendenti, poi loro non hanno l'esigenza di "scappare" come invece avviene oggi. La conoscenza resta in azienda, e il valore dell'azienda cresce davvero.
        • Anonimo scrive:
          Re: Non conta quanto sai ma quanto costi
          - Scritto da:

          Beh, costa il doppio: costa avere un dipendente

          che deve ancora imparare, e costa un dipendente

          esperto che deve usare parte del suo costoso

          tempo per

          insegnare.



          Alla lunga l'azienda ci guadagna, mi direte.

          Ci guadagna comunque. Perche' se l'azienda fa
          crescere veramente i suoi dipendenti, poi loro
          non hanno l'esigenza di "scappare" come invece
          avviene oggi. La conoscenza resta in azienda, e
          il valore dell'azienda cresce
          davvero.Non sono d'accordo, i dipendenti scappano comunque.Te lo dico perche' vedo queste cose all'estero, dove nessuno si fa assumere se non gli viene data la possibilita' di fare esperienza, addirittura qualcuno si impunta pure su corsi pagati o certificazioni.E' diverso, non e' un fatto di buonismo come quello che dici tu, o fantasie demagogiche che qui tanto spopolano su punto informatico come leggevo recentemente in campo musicale "LA RETRIBUZIONE VOLONTARIA" per pagare i diritti agli autori ecc.Ma se e' volontaria che cavolo di retribuzione e'?!?!? sarebbe elemosina!!ma per favore!!! queste perle naive (per non dir di peggio) si trovano solo qui!!tornando in Topic......In Italia invece son tutti che si mettono a novanta, vuoi anche perche' non ci sono alternative, quindi le cose vanno come vanno.Io per tirarmi fuori da questo paradosso ho dovuto emigrare, son felice all'estero, non solo dal punto di vista lavorativo, e non vado in Italia manco a fare le vacanze!preferisco spendere i miei soldi altrove!!!anche perche' in altri posti (Spagna?) pago meno rispetto al servizio offerto e me la godo (no stress,no incivilta' di vario genere).Io non vedo nulla di buono finche' l'italia non andra' a ramengo o non ci sara' una sostanziosa fuga dei migliori affinche' i mediocri e/o raccomandati e/o fannulloni soccombano nella loro minestra.Una volta che si sara' toccato il fondo allora forse sulla cenere del vecchio c'e' -solamente- la speranza che nasca qualcosa di migliore.Sembrero' catastrofista ma e' semplicemente un punto di vista catartica: di fronte alle situazioni inamovibili congenite e al lassismo non c'e' alcuna soluzione, specialmente se chi vuole cambiare viene letteralmente mazzulato.Oh per carita' chi non e' d'accordo che rimanga in italia a lottare contro i secolari mulini a vento, io la mia dose di popo' me la son presa e ora tocca agli altri (si perche' te la buttano addosso se osi fare qualcosa) se gli piace cosi' tanto mi fa proprio un favore!!!
        • ryoga scrive:
          Re: Non conta quanto sai ma quanto costi
          - Scritto da:

          - Scritto da:


          Beh, costa il doppio: costa avere un dipendente

          che deve ancora imparare, e costa un dipendente

          esperto che deve usare parte del suo costoso

          tempo per

          insegnare.



          Alla lunga l'azienda ci guadagna, mi direte.

          Ci guadagna comunque. Perche' se l'azienda fa
          crescere veramente i suoi dipendenti, poi loro
          non hanno l'esigenza di "scappare" come invece
          avviene oggi. La conoscenza resta in azienda, e
          il valore dell'azienda cresce
          davvero.Non ci guadagna.Guardiamo le cose come stanno.Vuoi lavorare? OkHai piu' di 30 anni? UhmNon hai 2 anni di disoccupazione? Acc..Con le tasse che ci ritroviamo a pagare oggi, con il guadagno che si fa su una vendita di un pc, non ci paghi neanche la giornata netta di un dipendente, figurati se ci paghi a questo anche le tasse etc.etc.Dici addirittura di prenderne 2.... Uno giovane da avviare, ed uno esperto da insegnare.Con queste prospettive, l'azienda chiude dopo 3 mesi per beneficenza.Purtroppo se non vengono prima abbassate le tasse alle aziende ( ps. sono impiegato ), non si troverà mai nessuno a volerti assumere.Risultato?Lo Stato offre la possibilità alle aziende di "marciare" su contrattucoli, stage, master etc.etc.L'azienda oggi vuole assumere qualcuno?Ti teniamo 6 mesi a stage, altri 6 te li fai a co.co.pro. e se va a gonfie vele, magari ti assumiamo a tempo determinato.Se ci viene a trovare l'arcangelo Gabriele, avrai il miracolo del tempo indeterminato. Altrimenti se le prospettive sono quelle che sono, mi fai ritenuta d'acconto a fine mese e il tutto per la paga di un operaio di prima esperienza.Prendere o lasciare.In Italia ci sono molti che vogliono lavorare nell'IT e all'azienda, la professionalità e l'esperienza sono requisiti secondari (altrimenti non si riesce a far quadrare i conti a fine mese ).Purtroppo questa e' la realtà.Una domanda all'autore dell'articolo.Ma a chi interessa sapere la risoluzione di tale apparecchio?La gente che va ad acquistare, in genere, prova sul luogo l'apparecchio e poi acquisto. Se non gli piace risoluzione/contrasto/brillantezza, non lo acquista.Saluti
          • Anonimo scrive:
            Re: Non conta quanto sai ma quanto costi
            Oggi il rischio non è più dell'ìmprenditore ma dei poveri co.co.pro
          • ryoga scrive:
            Re: Non conta quanto sai ma quanto costi
            - Scritto da:
            Oggi il rischio non è più dell'ìmprenditore ma
            dei poveri
            co.co.proGli imprenditori rischiano e gli impiegati rischiano di piu', su questo nessun dubbio.L'unico che non rischia nulla e' lo Stato che non garantisce nulla a nessuno....anzi garantisce solo il pagamento delle tasse.Altro che "America".Almeno li non devi sostenere enti che "COMUNQUE" pretendono il pagamento di X e Y ogni qualvolta ne hai bisogno.( Qualcuno ha parlato di assicurazione medica? No...sia mai che c'e' qualche genialoide che se ne esce con una cosa del genere.... se ora devi andare al pronto soccorso e non hai i 25 euro, puoi anche morire.... stesso dicasi se ti trovi fuori dall'ospedale e ti viene un infarto. Tu muori e i medici ti guardano morire... )
      • Anonimo scrive:
        Re: Non conta quanto sai ma quanto costi
        Tranquilli che il 22 enne sarà anche giovane ma non è stupido: se il lavoro gli piace (e deve piacergli se a 22 anni ci capisce già abbastanza nonostante la nullità che sono le nostre scuole) e viene pagato il giusto, non cambia perchè si scazza.Pagato il giusto non è quantificabile ma a naso dovrebbe essere una cifra che entro i 10 anni a venire gli permetta di mettere su famiglia o quanto meno di vivere senza appoggiarsi sulla famiglia.Il 45 enne ad occhio potrà anche costare molto ma del resto non si può pretendere che una persona si specializzi in tutto con la minaccia che diversamente non è più produttiva e poi si pretende di pagarla poco o nulla.
    • Anonimo scrive:
      Re: Non conta quanto sai ma quanto costi
      8) Vedete cari signori, io sono un ingegnere informatico, lavoro presso un'azienda di napoli dicono che sono bravo, ma per me è una passione sono oggi ho 32 anni e da quando avevo 10 anni che sto nel mondo dell'informatica, quindi c64 - amiga - 8086 - 286.....fino ad oggi: del tipo sono passato dai sistemi dove se veniva montato il coprocessore matematico si era visti come idoli, fino ad arrivare ad oggi con sistemi dove puoi fare tutto è vero, più precisamente viene data l'illusione di essere mooolto più creativi, invece no si è più produttivi per lo standard moderno ma no più creativi, prima si era meno produttivi ma le mani erano in "pasta" dovunque...la vecchia guardia mi capisce.Oggi il futuro è un altro, io l'ho visto....è la domotica chi vuole collaborare con il mio progetto mi contatti ingnoli@libero.it mi servono capitali....buona vita a tutti
  • Anonimo scrive:
    La differenza tra Italia e gli altri
    Noi l'IT lo vendiamo, gli altri paesi l'IT lo costruiscono.
    • riddler scrive:
      Re: La differenza tra Italia e gli altri
      - Scritto da:
      Noi l'IT lo vendiamo, gli altri paesi l'IT lo
      costruiscono.Questa e' da ipse dixit!
      • Anonimo scrive:
        Re: La differenza tra Italia e gli altri
        - Scritto da: riddler

        - Scritto da:

        Noi l'IT lo vendiamo, gli altri paesi l'IT lo

        costruiscono.
        In realta' noi abbiamo un sacco di gente preparata e grintosa, il problema e' che, molto spesso, non viene assunta o viene assunta a condizioni di lavoro poco dignitose.Quindi questa gente cosa fa ?1-Lavora in proprio, si organizza in qualche modo, mette su un sito o un negozio.2-Lavora per conto terzi, ma all'estero e non in Italia (pur restando in Italia, visto che il web non presenta barriere geografiche in questo senso).E' la stessa storia dei ricercatori : abbiamo gente abile ma la facciamo scappare, per poi leggerne le gesta sui giornali quando si trovano protagonisti di scoperte e iniziative lodevoli.
    • manfrys scrive:
      Re: La differenza tra Italia e gli altri
      - Scritto da:
      Noi l'IT lo vendiamo, gli altri paesi l'IT lo
      costruiscono.... mi ricorda tanto una delle scenette de "La Smorfia", dove un napoletano raccontava le problematiche della città, e Lello Arena nei panni di uno scienziato/ricercatore del nord italia sentenziava di tanto in tanto con: "Che ne sapete VOI dei VOSTRI problemi ... NOI che li studiamo da anni!"Un po OT, ma sono i miei 20eurocent per ridere un pochetto!Salut!
  • Anonimo scrive:
    l'ignoranza di chi ha i soldi
    Tra le tante persone che ho incontrato nella mia vita ne esistono 2 speciali.Chi ha i soldi.Chi ha le idee.In Italia purtroppo questi 2 tipi di persone spesso non coincidono. Chi ha i soldi non sa come farli fruttare e chi saprebbe come farli fruttare non ha i soldi.Finchè i vecchi non cederanno il loro scettro e non si vivrà nella meritocrazia le cose peggioreranno sempre.Ma cosa gli frega se una persona ha superato i 40?Non deve caricare mattoni, deve fare scienza. Un'età di 40 può significare 15 anni di esperienza, li buttiamo via così?In Italia purtroppo è un paese di ignoranti, rassegnamoci.
    • Alessandrox scrive:
      Re: l'ignoranza di chi ha i soldi
      - Scritto da:
      Tra le tante persone che ho incontrato nella mia
      vita ne esistono 2
      speciali.
      Chi ha i soldi.
      Chi ha le idee.
      In Italia purtroppo questi 2 tipi di persone
      spesso non coincidono. Chi ha i soldi non sa come
      farli fruttare e chi saprebbe come farli fruttare
      non ha i
      soldi.
      Finchè i vecchi non cederanno il loro scettro e
      non si vivrà nella meritocrazia le cose
      peggioreranno
      sempre.Chi non ha i soldi puo' chiedere un piccolo fido e cominciare da li, se e' bravo i soldi li fara'.Se i neolaureati invece di mettrsisempre a cercare chi li assuma si mettessero insieme in proprio a CREARE lavoro invece di CERCARLO, probabilmente sarebbero in meno a lamentarsi.... poi magari si lamenteranno di altre cose ma intanto sarebbe un passo avanti.
      • Anonimo scrive:
        Re: l'ignoranza di chi ha i soldi

        Se i neolaureati invece di mettrsisempre a
        cercare chi li assuma si mettessero insieme in
        proprio a CREARE lavoro invece di CERCARLO,
        probabilmente sarebbero in meno a lamentarsi....
        poi magari si lamenteranno di altre cose ma
        intanto sarebbe un passo
        avanti.Discorso giustissimo. Quello che, secondo me, dovrebbe cambiare in itaglia è la nostra cultura un pò macchiavellica. Qui quando qualcuno molla uno starnuto, si ritrova con 50 cazzi in culo. Per questo non riusciamo a combinare niente. Ormai c'è un clima di sfiducia tale per cui preferiamo affondare pian piano nella cacca noi e chi ci sta vicino. L'unica speranza è quella di affondare il più lentamente possibile.Comunque la storia insegna che quando si tocca il fondo poi si comincia a risalire.
      • Anonimo scrive:
        Re: l'ignoranza di chi ha i soldi
        - Scritto da: Alessandrox
        Chi non ha i soldi puo' chiedere un piccolo fido
        e cominciare da li, se e' bravo i soldi li
        fara'.CI sono cose per cui un piccolo fido non basta.Nelle multinazionali il concetto di "barriera all'ingresso" è ben sfruttato e fa parte delle normali domande che si fanno nelle riunioni di approvazione dei progetti d'investimento.
        • Anonimo scrive:
          Re: l'ignoranza ..:STUDIATE ECONOMIA...!
          giusto, inoltre un neolaureato non ha esperienza per fare tutto da se, inoltre le persone che hanno idee e' NOTO che 1)devono affrontare il costo di produrre conoscenza, della ricerca2)devono affrontare il costo di istruire "il popolo" a usare il nuovo prodotto, e i dipendenti a costruirlo/programmarlo3)devono affrontare il costo dell'investimento, che non possiedono4)non possiedono "appoggi" a valle e a monte, che agevolerebbero la distribuzione e l'approvigionamento di materie prime..5)altre barriere all'ingresso6)mancanza di una protezione legale adeguata, che li porta a inciampare ogni volta che vengono citati in tribunale per qualsiasi accusa "montanta" ad hoc dai concorrenti; anche il solo fatto di dovere sostenere un processo con i tempi dell'italia, anche con la certezza di vincere la causa, diventa devastante.. etc.uno che e' gia' nel segmento puo' bloccargli le materie prime, i canali di distribuzione, sfruttare il marchio per fare pubblicita' negativa, diventare socio di maggioranza mettendoci il capitale e liquidare gli ideatori del progetto se il brevetto e' a nome dell'azienda; puo' chiudere i canali del marketing, puo' fare dichiarazioni per un prodotto simile ma non ancora in produzione sfruttando il proprio marchio(vaporware: anche se il prodotto non e' disponibile, la gente aspetta il prodotto "di marca" con le stesse caratteristiche del tuo perche' pensa sia piu' affidabile), protezione legale "di lusso" e azzeccagarbugli che sfruttano ogni cavillo per far causa alle microsocieta'per impossessarsene al minimo pretesto e capitale sufficiente per permettersi di sostenere le spese legali/processuali per secoli..SENZA CONTARE I MEZZI ILLEGALI: corruzione sulla amministrazione, corruzione sugli appalti, insider trading, spionaggio finanziario(caso telecom), appoggi di vario tipo, falsificazione di brevetti, evasione fiscale.. etc.in realta' uno che ha i soldi puo' facilmente appropriarsi di chi ha idee ma non mezzi.MORALE: CHI HA I SOLDI PUO' SCALZARE TUTTI GLI ALTRI DALLA LORO POSIZIONE, E IL FATTO CHE GLI IMPRENDITORI IMPORTANTI SIANO SEMPRE QUELLI E DIVENTINO SEMPRE PIU' RICCHI E' IL RISULTATO:sfruttano la loro posizione dominante.chi afferma che basta una idea per sfondare e' l'ignorante piu' grande, perche' non ha mai seguito un corso di economia.
        • shevathas scrive:
          Re: l'ignoranza di chi ha i soldi
          - Scritto da:

          - Scritto da: Alessandrox

          Chi non ha i soldi puo' chiedere un piccolo fido

          e cominciare da li, se e' bravo i soldi li

          fara'.

          CI sono cose per cui un piccolo fido non basta.
          Nelle multinazionali il concetto di "barriera
          all'ingresso" è ben sfruttato e fa parte delle
          normali domande che si fanno nelle riunioni di
          approvazione dei progetti
          d'investimento.

          è anche una questione di obiettivi; se sei piccolo più che sognare di ricreare google conviene investire in settori innovativi, molto a rischio e per questo scarsamente considerati dai grossi o puntare alla nicchia oppure mirare a catturare i pesci piccoli snobbati dagli squali perchè, per loro, la fatica di catturarli non vale la pena.Diciamocelo chiaramente aprire l'ennesimo negozietto di hardware è un impresa quasi fallimentare, potrebbe essere una buona idea se offre alle piccole e piccolissime imprese pacchetti integrati di vendita hardware e assistenza software, garantendo una buona assistenza postvendita che i grossi non hanno interesse/voglia di fare.Puoi cercare di aprire un negozio orientato al modding dei case vendendo principalmente accessori di nicchia difficili da trovare nel mercato.
    • seguace scrive:
      Re: l'ignoranza di chi ha i soldi
      Assolutamente VERO e per primi sono stati i BRAND : HP , IBM, SUN eccetera ad imporre questa regola da capitalismo selvaggio ... i distributoi ed i rivenditori sono andati ditro alle mamme (traviate dalla McKinsey) ... cosi' a 40 sei vecchio ... a 45 sei ''fuori'' e dopo ... cavoli tuoi trovarti la strada .Dopo lunghe pene io ed un altro 50enne ci siamo messi su' la ns. aziendina ed i clienti fioccano perche' non c'e' piu' nessuno sul mercato che faccia andare le cose un po' piu' complicate di windows XP .Forza e coraggio che il futuro della globalizzazione e' la micro economia localizzata e network-abile ... alla faccia degli ignoranti che sono anche presuntuasi .Si tengano i soldi ... tanto stanno fallendo tutti nel Nord Est non e' rimasto piu' nessuno dei ''grossi'' cosi' sara' anche dalle altre parti prestissimo.Seguace
      • Anonimo scrive:
        Re: l'ignoranza di chi ha i soldi
        Applausi anche a te.Mi piacerebbe saperne di più sulla micro economia localizzata e network-abile.Hai qualche riferimento o suggerimento da propormi? ciao
      • Anonimo scrive:
        Re: l'ignoranza di chi ha i soldi
        possono fallire quante volte vogliono: il capitale d'azienda non e' quello personale, aziende che falliscono hanno imprenditori straricchi.. questi semplicemente prendono una parte dei loro soldi, creano una nuova societa', ci rubano sopra, prendono i loro soldi, e la fanno fallire e via di seguito.. forse non avete capito bene come funziona la cosa: il fallimento di societa' che hanno una protezione intrinseca rispetto al patrimonio personale(societa' di capitali) porta il fallimento ad essere l'affare migliore, perche' non serve essere produttivi, fare ricerca, pagare profumatamente nuove tecnologie, "stare" sul mercato con continui cambiamenti COSTOSI, ma basta avere burocrati abili che facciano apparire denaro dove non ce n'e': poi il fallimento improvviso drena risorse a tutti GRATIS (aiuti dello stato, i lavoratori accettano di lavorare di piu' pagati di meno per non essere licenziati, etc.).
  • Anonimo scrive:
    Consolati..
    Sono pure io nella tua stessa situazione e mi trovo ogni giorno situazioni paradossali. Megaesperti informatici (20 anni max 25 spacciati per tali) che non sanno manco le cose basilari, e ad ogni domanda di chiarimento devono sempre consultare chi sta sopra di lui e a sua volta ancora più al di sopra.Poi se cerchi lavoro o sei troppo vecchio o sei troppo "skillato" come usano dire, percui dovebbero pagarti troppo e allora niente.E mi fermo qui...hai tutta la mia comprensione e solitarietà.
    • Anonimo scrive:
      Re: Consolati..
      Confermo: ci sono talmente tante sigle e specifiche tecnologiche che il cliente fa fatica ad orientarsi, quindi non bisogna perdere tempo con quei rari clienti che ti chiedono troppe delucidazioni tecniche tenendoti 30 minuti a fare confronti.Frase tipica: "è il miglior rapporto qualità prezzo tra tutti quelli che ho sullo scaffale" ovviamente dopo aver notato quale articolo il cliente ha puntato con gli occhi per non so quali motivi estetici o di marca=convinzione.A malincuore immagino che per fare quello che ho appena descritto non serve essere dei bravi tecnici ma basta essere dei bravi promoter.Scarlight
    • Anonimo scrive:
      Re: Consolati..
      - Scritto da:

      Megaesperti informatici (20 anni max 25 spacciati
      per tali) che non sanno manco le cose basilari, eConosco 17enni che ne sanno più di me e di te messi insieme.
      ad ogni domanda di chiarimento devono sempre
      consultare chi sta sopra di lui e a sua volta
      ancora più al di
      sopra.

      Poi se cerchi lavoro o sei troppo vecchio o sei
      troppo "skillato" come usano dire, percui
      dovebbero pagarti troppo e allora
      niente.Ahahahah, o mio dio che spiscio.Troppo skillato allora via.Ma a chi ti rivolgi? Al negozietto di piccì?Ma vai direttamente alla microsoft italia (almeno prova a fare il colloquio), o alla sun italia, o alla ibm italia.E se sei veramente cool viaggia all'estero.Vedrai che il tuo 'troppo skill' diventa come per magia 'appena sufficiente skill'.Peace.
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