Ubuntu, dietrofront su cloud e advertising

Canonical annuncia due importanti novità per il prossimo futuro della piattaforma Ubuntu, un futuro che abbandona le velleità cloud e fornisce agli utenti maggiore privacy abbandonando i suggerimenti di Amazon sulle ricerche
Canonical annuncia due importanti novità per il prossimo futuro della piattaforma Ubuntu, un futuro che abbandona le velleità cloud e fornisce agli utenti maggiore privacy abbandonando i suggerimenti di Amazon sulle ricerche

Fine dei giochi per Ubuntu One , servizio di cloud storage fornito da Canonical agli utenti PC su Windows, Ubuntu e altrove, un servizio che a dire dell’azienda britannica necessiterebbe di troppe risorse per continuare a operare in maniera adeguata in un settore sempre più spietato e competitivo.

Canonical ha dunque annunciato un piano per chiudere definitivamente Ubuntu One , una chiusura che avverrà progressivamente e si concluderà entro il prossimo 31 luglio: gli utenti avranno tempo fino a quella data per recuperare i dati presenti sulla piattaforma e magari spostarli altrove online, mentre i servizi accessori come il login Ubuntu One, Ubuntu One Payment e UB1DB continueranno a funzionare come sempre.

Canonical getta la spugna e ammette di non essere in grado di competere, con i suoi 5 Gigabyte di storage gratuito per utente, con i concorrenti che ora offrono un minimo di 25-50 Gigabyte: il mercato del cloud storage gratuito “non è sostenibile”, ammette la società, quindi Canonical preferisce gestire in maniera maggiormente focalizzata i propri investimenti futuri.

E l’abbandono delle megalomanie cloud non è l’unico clamoroso dietrofront che Canonical è costretta a ingoiare nell’ultimo periodo, visto che anche i chiacchieratissimi “consigli per gli acquisti” su Amazon infilati tra i risultati delle ricerche di Ubuntu (l’OS) saranno presto derubricati a funzionalità “opt-in” non più attivata di default.

Alfonso Maruccia

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04 04 2014
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