UE: ACTA non minaccia i cittadini

La Commissione Europea rassicura i netizen: si sta agendo con discrezione ma non si sta tramando contro nessuno. I documenti circolati online? Sono effimeri bit, le trattative sono lungi dall'essere concluse
La Commissione Europea rassicura i netizen: si sta agendo con discrezione ma non si sta tramando contro nessuno. I documenti circolati online? Sono effimeri bit, le trattative sono lungi dall'essere concluse

I documenti circolati online non sono da prendere in considerazione, è ancora tutto da definire, ma ciò che è certo è che ACTA , il patto anticontraffazione che pende sui cittadini di mezzo mondo, non andrà a ledere alcun diritto civile. A dichiararlo è l’Unione Europea.

Datato 15 settembre nella versione pubblicata sul sito della Commissione per il commercio dell’Unione Europea, datato semplicemente “settembre” nella versione che rimbalza di link in link, il documento della Commissione Europea rassicura i cittadini, descrivendo i tratti di quel che sarà il patto anticontraffazione che l’Unione sta discutendo con Stati Uniti, Australia, Canada, Giappone, Corea, Messico, Marocco, Nuova Zelanda, Singapore e Svizzera. L’obiettivo è creare un quadro internazionale che migliori la protezione della proprietà intellettuale consolidando la cooperazione fra le istituzioni dei diversi paesi e orchestrando strategie che possano arginare i traffici di prodotti pirata.

Le autorità europee, per temperare i fervori dei cittadini, spiegano altresì che ACTA ha l’obiettivo di colpire le attività criminali condotte su larga scala senza agire però sulle libertà e sui diritti dei cittadini: si incastonerà nel quadro legislativo europeo, non si ripercuoterà sulla sfera privata dei cittadini, non invaderà la loro privacy. Le numerose associazioni che hanno insinuato il dubbio che i cittadini rischino perquisizioni e controlli alle frontiere per verificare che non rechino con sé contenuti pirata non hanno motivi di allarmarsi: “Il personale di frontiera dell’Unione Europea, frequentemente impegnato nel combattere il traffico di droga, di armi o di persone, non avrebbe né il tempo né i presupposti legali per vigilare su un paio di brani pirata su iPod o sui computer portatili e non c’è alcuna intenzione di cambiare le regole”.

ACTA, rassicurano le autorità europee, non avrà nulla a che vedere con le catastrofiche previsioni alimentate dai documenti che si sono affollati in rete nei mesi scorsi: “Un certo numero di testi, erroneamente presentati come bozze degli accordi ACTA sono circolati online” spiega l’Unione Europea, si tratta di semplici proposte, spesso contrapposte fra loro, avanzate dalle parti in causa, dagli stati coinvolti e dall’industria.

L’Unione Europea risponde inoltre a coloro che hanno accusato i rappresentanti al tavolo delle trattative di operare in gran segreto : “Non è corretto. Per ragioni di efficienza, è naturale che negoziazioni fra governi che riguardano argomenti che hanno un impatto sull’economia non vengano condotte in pubblico e siano protette da un certo livello di discrezione”. Molti restano però inquietati dalla discrezione ritenuta necessaria dall’Unione Europea: Foundation for a Free Information Infrastructure ( FFII ) teme ad esempio che dietro a dodici documenti caricati sui server delle istituzioni europee e inaccessibili al pubblico si nascondano brevetti software e agevolazioni per i patent troll, controllo estensivo sulle comunicazioni dei cittadini della rete e un atteggiamento più intollerante nei confronti del file sharing. Per questo motivo, al pari di un manipolo di associazioni disseminate in tutto il mondo, al pari di EFF e Public Knowledge che hanno denunciato l’Office of the US Trade Representative (USTR) per non aver rilasciato alcun dettaglio riguardo alle trattative, pretende chiarezza e chiede la pubblicazione dei documenti.

Per ora l’Unione Europea rivela che si discuterà di come gestire i controlli alle frontiere per sradicare i traffici illegali di merce contraffatta che fluiscono su larga scala, di come armonizzare le strategie per combattere i reati di profilo civile e penale istituendo anche delle misure deterrenti che sappiano scoraggiare pirateria e contraffazione . Anche Internet sarà oggetto di osservazione : è prevedibile ad esempio che si dibatta di “una definizione del profilo di responsabilità per i fornitori di servizi Internet riguardo ai contenuti che violano la proprietà intellettuale”. Una istanza che già nelle scorse settimane ha allertato i colossi dell’online che sottolineano come ACTA potrebbe sovrapporsi alla legge sgretolando le tutele che il quadro normativo offre ora agli attori che sono semplici intermediari tra i netizen e la rete.

Le notizie continuano a trapelare , il dibattito avanza , le proteste anche in seno alle istituzioni montano . Le negoziazioni procedono.

Gaia Bottà

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05 11 2008
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