UE, i minori digitali vanno protetti

Indicazioni comunitarie ai vari stati membri dell'Unione: maggiore cura nella rimozione dei contenuti illeciti e nocivi, data la grande presenza di bambini nell'universo digitale. Annunciate nuove misure nel corso di quest'anno
Indicazioni comunitarie ai vari stati membri dell'Unione: maggiore cura nella rimozione dei contenuti illeciti e nocivi, data la grande presenza di bambini nell'universo digitale. Annunciate nuove misure nel corso di quest'anno

“I bambini si recano online più spesso e cominciano più giovani, esplorando un entusiasmante mondo digitale pieno di opportunità. Dobbiamo però imprimere urgentemente un impulso alle nostre azioni e al modo di collaborare per educare e proteggere i bambini in questo mondo virtuale in continua evoluzione”. Così il vicepresidente della Commissione responsabile dell’Agenda digitale Neelie Kroes, recentemente intervenuto a commentare gli esiti di una specifica relazione sugli attuali livelli di protezione dei minori nel vasto universo elettronico. Un’occasione per valutare l’operato dei vari stati membri dell’Unione, in particolare sull’effettiva implementazione delle raccomandazioni a livello comunitario .

“Dobbiamo infondere ai genitori e agli insegnanti la fiducia necessaria per assumersi le loro responsabilità – ha continuato Neelie Kroes – La strategia che intendo presentare nel corso dell’anno affronterà direttamente questi problemi”. La Commissione del Vecchio Continente intende infatti “affrontare tali problematiche più avanti nel corso dell’anno, mediante un’iniziativa di ampio respiro volta a educare e proteggere i bambini che usano le nuove tecnologie”.

Tre le indicazioni fondamentali presentate dalla Commissione. In primis, migliorare le infrastrutture di sostegno per agevolare la rimozione di contenuti illeciti e nocivi . Secondo, incrementare la consapevolezza dei rischi e i modi per ridurli, con particolare attenzione alla tutela della privacy.

Terza indicazione: “un uso più ampio dei sistemi di classificazione per età (come PEGI) per i videogiochi online, con lo sviluppo di codici di condotta e altri modi per aumentare la conoscenza della classificazione per età da parte dei rivenditori, in modo da evitare la vendita ai minori”.

Mauro Vecchio

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15 09 2011
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