UE, nuove tappe della liberalizzazione delle TLC

Stavolta la deregulation tocca il mercato al dettaglio per l'accesso alla telefonia fissa ed il mercato all'ingrosso per la raccolta delle chiamate in postazione fissa
Stavolta la deregulation tocca il mercato al dettaglio per l'accesso alla telefonia fissa ed il mercato all'ingrosso per la raccolta delle chiamate in postazione fissa

La Commissione Europea ha annunciato la liberalizzazione del mercato al dettaglio per l’accesso alla telefonia fissa ed il mercato all’ingrosso per la raccolta delle chiamate in postazione fissa .

A comunicarlo è stata la Vicepresidente della Commissione europea Neelie Kroes: “Sono lieta di annunciare la riduzione degli oneri burocratici nel settore delle telecomunicazioni, risultato della maggiore concorrenza presente sui mercati. Abbiamo fatto un ulteriore passo avanti verso la realizzazione di un vero continente connesso”.


In pratica con la nuova raccomandazione le autorità nazionali non saranno più obbligate a giustificarsi davanti a Bruxelles in caso di mancata regolamentazione di tali mercati, per i quali nel 2007 era stata confermata una regolamentazione ex-ante per favorire la competizione. Al contrario,
se dovessero decidere di mantenere la regolamentazione del settore dovranno dimostrare alla Commissione che le dinamiche della libera concorrenza non bastano a garantire prezzi equi per i consumatori.

Questo significa, in particolare, che saranno aboliti i tetti imposti finora ai prezzi del canone per la telefonia fissa e alle tariffe all’ingrosso per le chiamate da telefono fisso e che le singole authority potranno rimuovere i limiti sui prezzi che gli operatori telefonici principali, come Telecom Italia e Orange, applicano agli OLO per l’accesso alle reti per la telefonia fissa.

A spingere le istituzioni europee ad intervenire in questo settore, in particolare, la competizione di servizi alternativi a quelli di telefonia fissa come il VoIP e le chiamate da rete mobile e di operatori Over-The-Top .

La stessa raccomandazione che ha ridotto il numero di mercati soggetti a regolamentazione in Europa ha inoltre ridefinito altri due mercati rilevanti legati alla banda larga, in cui sono commercializzati i prodotti all’ingrosso necessari per la fornitura di servizi a banda larga al dettaglio, in modo tale da “limitare gli oneri regolamentari a quanto strettamente necessario per assicurare la competitività degli investimenti e dell’accesso alla banda larga”.

Se nei mesi scorsi gli operatori di European Competitive Telecommunications Association (ECTA) raccomandavano prudenza , nel timore che una deregolamentazione potesse risultare prematura, secondo la European Telecommunications Network Operators Association (ETNO), che raccoglie le grandi telco, si tratta di un passo nella giusta direzione, pur essendoci ancora bisogno di far molto in questo senso: a tal proposito l’associazione di categoria preme per una revisione completa di tutta la normativa di settore.

Claudio Tamburrino

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