UE, strategia e direttiva per la cybersicurezza

La Commissione Europea si impegna sul fronte della sicurezza informatica promuovendo un approccio strategico definito e stilando una direttiva affinché tale approccio funzioni. Le aziende dovranno spifferare tutto sugli attacchi subiti.
La Commissione Europea si impegna sul fronte della sicurezza informatica promuovendo un approccio strategico definito e stilando una direttiva affinché tale approccio funzioni. Le aziende dovranno spifferare tutto sugli attacchi subiti.

Bruxelles fa sul serio su cyber-sicurezza e approccio comunitario al problema sempre più pericoloso del crimine informatico, e il commissario all’Agenda Digitale Neelie Kroes presenta le nuove regole strategiche che verranno seguite per affrontare e risolvere (o quantomeno mitigare) gli effetti nefasti di malware e attacchi sull’infrastruttura telematica comunitaria.

In gioco c’è la difesa online dei “principi e valori promossi dalla UE” al di fuori dell’ambito telematico, dicono gli alti papaveri della Commissione: Internet e le infrastrutture di rete devono sottostare alle stesse regole sui diritti fondamentali, la democrazia e lo stato di diritto, con una maggiore collaborazione da parte dei soggetti coinvolti e un approccio che deve necessariamente essere internazionale alla salvaguardia della rete delle reti sul Vecchio Continente .

Cinque sono le priorità strategiche per la cyber-sicurezza indicate dalla Commissione: resilienza informatica, riduzione del cyber-crimine, sviluppo delle capacità di difesa e delle risorse industriali e tecnologiche connesse, persecuzione di una politica internazionale “coerente”.

Per mettere in pratica tali priorità, la UE intende prima di tutto, come previsto in passato , stabilire l’istituzione obbligatoria di Computer Emergency Response Team (CERT) preparati e ben forniti per ogni singolo stato membro , così come intende imporre alle aziende (IT e non) operanti in rete l’ obbligo di denunciare brecce e intromissioni alle apposite autorità – pena l’imposizione di multe più o meno salate.

La nuova strategia sulla cyber-sicurezza evidenzia le “azioni concrete” intraprese dalla UE “per ridurre drasticamente la cibercriminalità”, in un contesto che – fanno fede i numeri forniti dalla stessa Commissione di Bruxelles – vede il numero di “virus” informatici proliferare (150 mila circolanti ogni giorno), la probabilità di un “grave incidente” alle infrastrutture critiche capace di causare danni per centinaia miliardi di euro aumentare (10 per cento), il numero di incidenti e i danni relativi crescere (siamo a 290 miliardi di euro di perdite a livello mondiale) e i netizen europei modificare il proprio comportamento online a causa del rischio di cyber-attacchi (nel 2012 il 38 per cento ha rinunciato a e-commerce o ad operazioni di e-banking).

Alfonso Maruccia

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08 02 2013
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