UK, chi gioca col DNA dei cittadini?

Se lo chiede il governo britannico. Il database nazionale già contiene il DNA di 4 milioni di persone, oltre il 5 per cento della popolazione. Soprattutto neri

Londra – Piace o non piace ai sudditi di Sua Maestà? Gli inglesi sono disposti a barattare la propria privacy con la sicurezza? Il governo inglese ha lanciato un’indagine a tutto campo per sondare l’umore dei cittadini, per analizzare imprevisti e probabilità della gestione del database genetico forense utilizzato dalle forze dell’ordine per combattere e prevenire il crimine.

Sarà la Human Genetics Commission ( HGA ) a gestire la ricerca potendo contare su 75mila sterline di investimenti: verranno ascoltate centinaia di persone, verranno presi in considerazione i loro pareri riguardo al database più sconfinato del mondo. Raccoglie l’identità genetica di 4 milioni di persone , archivia i dati di oltre il cinque per cento della popolazione del Regno Unito. Una mole di informazione genetica che dipende dal fatto che le forze dell’ordine di Inghilterra e Galles possono obbligare i sospetti a fornire dei campioni di DNA. Anche nel caso in cui siano accusati di crimini minori come l’accattonaggio o la caccia di frodo, a differenza di quanto avviene avverrà per la banca dati italiana .

Ma anche la composizione del database è destinata a suscitare polemiche : “Vi compaiono soprattutto i dati di giovani uomini, un terzo della popolazione di colore vi figura”, ha spiegato John Sulston, a capo della HGC. Numeri destinati a crescere in maniera spropositata: presto l’archivio potrebbe includere i dati genetici del 25 per cento della popolazione maschile e del 7 per cento della popolazione femminile. E le minoranze etniche potrebbero essere le categorie più bersagliate.

I dati, inoltre, non possono in alcun modo essere rimossi , nemmeno qualora il sospetto di cui è stato raccolto il DNA si dimostrasse non colpevole . Un sistema che solleva senza dubbio problematiche di natura etica e sociale.

D’altro canto, ha sottolineato Sulston, cresce il numero di crimini che viene risolto grazie al database: alle forze dell’ordine basta raccogliere della prove sul luogo del delitto e confrontarle con i dati archiviati. Sono 20mila all’anno i casi chiusi grazie alla prova del DNA.

Con l’indagine si tenterà di bilanciare questi due aspetti, di valutare delle strategie per conciliare i diritti dell’individuo con l’efficienza che un database sterminato può determinare nell’ambito della pubblica sicurezza. Di mettere a punto delle opportune garanzie affinché il database forense non si trasformi in un occasione per procedere, come paventava recentemente Rodotà, alla schedatura genetica di massa.

Gaia Bottà

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  • bisso scrive:
    Il silenzio è sintomo di saggezza
    Capisco che possa non essere la scoperta del secolo (e mi pare lo si dica nell'articolo).. ma certa gente che ha commentato qui farebbe meglio semplicemente a star zitta, si dimostra solo ignorante
  • Alz scrive:
    Re: E questa sarebbe la ricerca italiana ?
    La novità è il modello formale.Solo che è troppo difficile da spiegare ad un buzzurro come te. Vai col Flame!!
  • Gustav Frenademez scrive:
    A criticare ogni stupido è bravo!!
    Quando c'è da criticare anche il più stupido al mondo lo sa fare. Secondo me tutti quelli che hanno criticato:o sono invidiosio non sono riusciti a combinare un ca..o nella vitae sono i tipici italiani che parlano e parlano intanto lo stato va a pu....e.Complimenti! Il mondo deve essere fiero di voi!
  • StudenteUni vr scrive:
    I migliori.. W Giacobazzi :-D
    Contento di essere studente di informatica dell'università di verona..
  • polifemo scrive:
    Entropia
    Io però passo le nottate a studiare, per cercare di acquisire competenze, per aggiungere zucchero sintattico, per scrivere codice elegante...Guai a chi tocca il codice dopo di me, generate solo entropia
  • lupo1970 scrive:
    un bel team... e complimenti! (OT)
    Un bel team di ricercatori... la presenza femminile è importante e traspirano tutti tanto entusiasmo... dev'essere un piacere lavorare insiemee allora tanti complimenti alla dottoressa Dalla Preda: un bel sorriso fresco, molto carina. (viva le donne nell'informatica)
  • gnubit scrive:
    Grandioso
    Inseriamo altro codice "inutile" all'interno dei sorgenti, codice che comunque verrà processato consumando cicli del processore.Così presto servira un quad core per l'editor di testi.Non si rendono conto che queste tecnologie, qualora applicate in quantità renderebbero i software sicuramente meno prestanti dei "fratelli" open source.Come inventare un antifurto per auto del peso di 2 tonnellate ... GENIALE
    • Burp scrive:
      Re: Grandioso
      Non hai capito un fico.
      • gnubit scrive:
        Re: Grandioso
        Allora questo che significa?grazie all'inserimento di predicati opachi: frammenti di codice che apparentemente interrogano il calcolatore con la proposta di due alternative, ma che in realtà presentano una sola scelta obbligata, la sola realizzabile. Lo scopo è complicare la struttura del codice senza modificarla nella sostanza, al punto di rendere impossibile la sua comprensione.
      • Anonimo scrive:
        Re: Grandioso
        - Scritto da: Burp
        Non hai capito un fico.Concordo.. Non ha capito un fico..
    • Matty scrive:
      Re: Grandioso
      Perchè, secondo te i produttori di processori al posto di evolversi, sino ad arrivare agli odierni 4-core, dismetteranno la produzione per ritornare magari ai pentium II per far vedere che gli open-source sono più performanti?Guarda che agli utenti non interessa molto se un programma ci mette 2 secondi in più ad avviarsi, a loro basta che funzioni comunque e sempre
  • CategoricoB scrive:
    Non mi sembra contro l'Open Source...
    ...ma piuttosto contro i plagi del SW proprietario da parte di produttori di SW proprietario concorrente.Il SW Open Source serio, di solito, ricorre al reverse engineering solo dove e nei ristretti limiti in cui è consentito e solo come extrema ratio se non è possibile usare altri metodi che presentino meno rischi di "contaminare" il SW OS.
  • Albert scrive:
    Univr
    Sono uno studente di univr, nonchè esaminato anche dal prof in questione e penso che all'interno di questo ateneo si pensi un po' troppo alla ricerca e meno alla didattica. Devo lamentarmi di qualche corso importante trattato in maniera non poco superficiale. Prima di progredire nella ricerca mi sembra giusto formare opportunamente le persone che ci sono all'interno... sbaglio?
    • rrrf scrive:
      Re: Univr
      Evidentemente non hai visto le altre universià e non ti rendi conto di quanto sei fortunato
      • livio.morina scrive:
        Re: Univr
        [OT]Buon anno!!-----------------------------------------------------------Modificato dall' autore il 10 gennaio 2008 20.34-----------------------------------------------------------
        • Matty scrive:
          Re: Univr
          Che esame sarebbe' Parliamoci chiaro: certi esami in certi atenei non suona molto bene come frase, anzi, non ci azzecca molto direi.O dici chi e cosa o fai a meno di parlarne, no? Non credo che bramare nella nebbia serva a molto, sopratutto in una discussione
          • livio.morina scrive:
            Re: Univr
            Hai ragione, ho corretto il postCheers
          • Matty scrive:
            Re: Univr
            [OT]Buon anno!!-----------------------------------------------------------Modificato dall' autore il 10 gennaio 2008 20.34-----------------------------------------------------------Forse non ho capito ma sarebbe questa la correzione? Forse hai sbagliato a correggere il post, bastava dire che l'hai sentito da un amico che conosce un amico, che.... ecc eccMa, dato che hai eliminato il contenuto, si vede che non sei nemmeno molto daccordo con te stesso ^_^
          • livio.morina scrive:
            Re: Univr
            Tu puoi pensare quello che vuoi e puoi tentare i tuoi giochetti da psicologo da scuola elementare, qui non fai presa.Io ho detto e mi son firmato, ciò che ho detto l'ho detto mettendo la faccia e non me lo rimangio, di + non dico perché non son tenuto a dire e perché potrebbero esserci anche ripercussioni legali.Quindi se vuoi frignare che ho tirato il sasso, ma non si è visto in che direzione, sappi che non è tuo diritto saperlo.Ciò che era lecito dire è stato detto, s vuoi far altre indagini non vieni a rompere i COGLIONI a me, vai su google e smanettiAddio
          • Matty scrive:
            Re: Univr
            - Scritto da: livio.morina
            Tu puoi pensare quello che vuoi e puoi tentare i
            tuoi giochetti da psicologo da scuola elementare,
            qui non fai
            presa.
            Io ho detto e mi son firmato, ciò che ho detto
            l'ho detto mettendo la faccia e non me lo
            rimangio, di + non dico perché non son tenuto a
            dire e perché potrebbero esserci anche
            ripercussioni
            legali.

            Quindi se vuoi frignare che ho tirato il sasso,
            ma non si è visto in che direzione, sappi che non
            è tuo diritto
            saperlo.
            Ciò che era lecito dire è stato detto, s vuoi far
            altre indagini non vieni a rompere i COGLIONI a
            me, vai su google e
            smanetti
            AddioWow, come la prendi personale :) Di sicuro non voglio far polemica, ma sono le persone sufficienti come te che sbandierano fatti ed avvenimenti sconosciuti che fanno su casini, Ti sei risposto da solo, e modera il linguaggio con il prossimo. Bye
          • livio.morina scrive:
            Re: Univr
            Si beh, ok, non perdo + tempo a scrivere, tanto servirebbe a qualcosa?Adios
          • Matty scrive:
            Re: Univr
            ? Se la pensi così fai pure a meno :)
  • Daniele Giglio scrive:
    Watermaking
    Avrei gradito di più se avessero posto l'accento sulla protezione dal plagio di sorgenti a codice aperto.
  • Attento scrive:
    La differenza
    E' vero che queste tecniche esistono da moltissimo tempo. L'articolo però non mette in luce l'aspetto centrale di questa ricerca, ovvero stabilire un metodo formale che descriva questo tipo di tecniche.Nel penultimo paragrafo dell'articolo si scrive infatti "modello teorico di riferimento", e più in giù, "certificazione formale". Questi due sono gli obiettivi della ricerca, non sviluppare una applicazione di watermarking.
    • Ogilv scrive:
      Re: La differenza

      Nel penultimo paragrafo dell'articolo si scrive
      infatti "modello teorico di riferimento", e più
      in giù, "certificazione formale". Questi due sono
      gli obiettivi della ricerca, non sviluppare una
      applicazione di
      watermarking.Secondo me è chiarissimo però siamo esterofili al punto che se qualcuno in italia fa qualcosa allora fa sicuramente schifo.
      • Io blocco il P2P scrive:
        Re: La differenza
        - Scritto da: Ogilv

        Nel penultimo paragrafo dell'articolo si scrive

        infatti "modello teorico di riferimento", e più

        in giù, "certificazione formale". Questi due
        sono

        gli obiettivi della ricerca, non sviluppare una

        applicazione di

        watermarking.

        Secondo me è chiarissimo però siamo esterofili al
        punto che se qualcuno in italia fa qualcosa
        allora fa sicuramente
        schifo.Forse perchè quando viene fatta gira ormai da mesi qualcosa di rivoluzionario scritto da uno che mangia una ciotola di riso al giorno?! O forse perchè il cash si trova in america e le invenzioni italiane vengono presentate solo lì?!
    • RunningTruck scrive:
      Re: La differenza
      Sara' che a me la parola "certificazione" insospettisce sempre, ma cosa significa "il livello di protezione raggiunto gode finalmente di una certificazione formale" ?Secondo me significa: "Se usi questo metodo, o un altro simile, per metterci un watermark e/o per offuscare, allora puoi stare sicuro, il tuo software e' ben protetto".Ebbene, questa e' una falsa sicurezza e una perdita di tempo. Non uno, ma due danni.
    • Paggio scrive:
      Re: La differenza
      Mi permetto di aggiungere una piccola cosa certificazione formale significa che:"Ti DIMOSTRO MATEMATICAMENTE che quella cosa viene violata con probabilità ESTREMAMENTE bassa"Dove con estremamente significa che spendi piu' soldi a cercare di deofuscare il codice piuttosto che reimplementarlo da 0.
      • darkman scrive:
        Re: La differenza
        Grande paggio!si vede che veniamo dalla stessa università:-Dsi, beh.. in effetti noto come tanta gente su questa discussione si sia dimenticata del "ti dimostro matematicamente".cazzo! direi che è una cosa geniale... no?non si tratta solo di fare un programmino che offusca, ma loro hanno creato un modello matematico che dimostra la "difficoltà" nel de-watermaking secondo tale modello.
        • Anonimo scrive:
          Re: La differenza
          - Scritto da: darkman
          Grande paggio!
          si vede che veniamo dalla stessa università
          :-D
          si, beh.. in effetti noto come tanta gente su
          questa discussione si sia dimenticata del "ti
          dimostro
          matematicamente".
          cazzo! direi che è una cosa geniale... no?
          non si tratta solo di fare un programmino che
          offusca, ma loro hanno creato un modello
          matematico che dimostra la "difficoltà" nel
          de-watermaking secondo tale
          modello.Infatti il problema è la dimostrazione matematica :-D concordo pienamente! "Ogni passaggio deve essere dimostrato matematicamente se no non è valido " Prima lezione di Fondamenti dell'Informatica...
      • univr student scrive:
        Re: La differenza
        Concordo, la maggior parte della gente qui si è preoccupata subito di sparare a zero, nell'articolo si omette questo piccolissimo quasi insignificante particolare, che dovrebbe essere poi il ruolo dell'informatico ovvero quello di studiare la calcolabilità di funzioni, definire modelli formali e dimostrarne la correttezza matematicamente.Solo chi ha seguito con giacobazzi a fondamenti penso possa apprezzare bene o male questo studio, che nell'era dell'IT sembra blasfemo ma ricordo a tutti che i computer sono ancora macchine di turing ;)
        • Studente Uni Vr scrive:
          Re: La differenza
          - Scritto da: univr student
          Concordo, la maggior parte della gente qui si è
          preoccupata subito di sparare a zero,
          nell'articolo si omette questo piccolissimo quasi
          insignificante particolare, che dovrebbe essere
          poi il ruolo dell'informatico ovvero quello di
          studiare la calcolabilità di funzioni, definire
          modelli formali e dimostrarne la correttezza
          matematicamente.
          Solo chi ha seguito con giacobazzi a fondamenti
          penso possa apprezzare bene o male questo studio,
          che nell'era dell'IT sembra blasfemo ma ricordo a
          tutti che i computer sono ancora macchine di
          turing
          ;)infatti i computer sono ancora macchine di turing !! (per chi non lo sapesse ancora....)Ottimo commento :-D
        • Massacro scrive:
          Re: La differenza
          - Scritto da: univr student
          Concordo, la maggior parte della gente qui si è
          preoccupata subito di sparare a zero,
          nell'articolo si omette questo piccolissimo quasi
          insignificante particolare, che dovrebbe essere
          poi il ruolo dell'informatico ovvero quello di
          studiare la calcolabilità di funzioni, definire
          modelli formali e dimostrarne la correttezza
          matematicamente.
          Solo chi ha seguito con giacobazzi a fondamenti
          penso possa apprezzare bene o male questo studio,
          che nell'era dell'IT sembra blasfemo ma ricordo a
          tutti che i computer sono ancora macchine di
          turing
          ;)Giacobazzi fa penare tutti gli studenti, però alla fine ne vale la pena!Sfortunatamente pochissimi se ne rendono conto, e pare che in molte altre facoltà si stiano dimenticando di queste cose...
  • Lorem Ipsum scrive:
    FOSS, questo sconosciuto
    Fanno sempre piacere queste notizie...quando l'intero mondo sembra dare una decisa sterzata e cambiare rotta, gli italiani sanno sempre da che parte andare: indietro tutta....ma forse e' solo un equivoco, questa notizia e' stata scritta negli anni '80 e pubblicata solo oggi
    • TADsince1995 scrive:
      Re: FOSS, questo sconosciuto

      quando l'intero mondo sembra dare una decisa
      sterzata e cambiare rotta, gli italiani sanno
      sempre da che parte andare: indietro
      tutta.Concordo. Con tutto il rispetto per chi ci ha lavorato e per chi non la pensa come me, ma già il closed source ormai è una scelta molto discutibile al giorno d'oggi, ma arrivare addirittura all'offuscamento del codice sa un po' di medievale.
      ...ma forse e' solo un equivoco, questa notizia
      e' stata scritta negli anni '80 e pubblicata solo
      oggiSì, sa proprio di anni 80, ma sono sicuro che qualche azienda sarà interessata, ma lo auguro per loro.TAD
    • pippo75 scrive:
      Re: FOSS, questo sconosciuto

      quando l'intero mondo sembra dare una decisa
      sterzata e cambiare rotta, gli italiani sanno
      sempre da che parte andare: indietro
      tutta.
      intero mondo, vorrai dire una stretta minoranza, gli altri sono interessati ai loro diritti a guai a copiare il loro lavoro.Tu quello che produci lo metti a disposizione degli altri o no ( con tutti i diritti annessi e connessi ) ?
    • anonimo scrive:
      Re: FOSS, questo sconosciuto
      - Scritto da: Lorem Ipsum
      Fanno sempre piacere queste notizie...

      quando l'intero mondo sembra dare una decisa
      sterzata e cambiare rotta, gli italiani sanno
      sempre da che parte andare: indietro
      tutta.

      ...ma forse e' solo un equivoco, questa notizia
      e' stata scritta negli anni '80 e pubblicata solo
      oggiIn realtà una tecnica di watermarking potrebbe servire anche al software FOSS. Pensa se potessi verificare se il software closed X contiene codice del tuo programma FOSS...
    • Studente Uni Vr scrive:
      Re: FOSS, questo sconosciuto
      - Scritto da: Lorem Ipsum
      Fanno sempre piacere queste notizie...

      quando l'intero mondo sembra dare una decisa
      sterzata e cambiare rotta, gli italiani sanno
      sempre da che parte andare: indietro
      tutta.

      ...ma forse e' solo un equivoco, questa notizia
      e' stata scritta negli anni '80 e pubblicata solo
      oggil'unica differenza che oggi serve questa notizia ed è stata rielaborata, '80 anni fa no...
  • nome e cognome scrive:
    Mi aspettavo di meglio ovvero...
    1) Le tecniche di watermarking e di code obfuscation sono conosciute da anni.2) Se uno si copia il programma pincopallino e lo passa ad un'amico, non è che ci serve una analisi del watermark per verificare che si tratta del software pincopallino.Differente invece se il watermark viene usato per cercare singoli pezzettini appartenenti ad un software...3) Queste tecniche ingrossano e rallentano il programma.Speravo in un programma che facesse il contrario, cioè che permettesse a partire dal binario di stabilire se fosse stato generato da un codice sorgente noto, da un codice sorgente simile a quello noto o da un codice sorgente noto ma sottoposto a code obfuscation.Risalire dal binario al sorgente non è facile... tuttavia se un programma presenta dei pezzi di codice binario simili ad un altro è probabile che per generare quei pezzetti di codice siano stati usati sorgenti simili. In ogni caso basterebbe una piccola alterazione di uno dei sorgenti per rendere difficile un tale tipo di controllo, se pensiamo poi alle tecniche di code obfuscation...Se i sorgenti di un software commerciale sono segreti, chi scrive software open di tipo GPL come fa a sapere che nessuno includa il suo codice in prodotti closed? Mi vengono in mente tantissimi casi in cui di piacerebbe verificare...
  • livio.morina scrive:
    Nelle altre Uni non si parla di Open?
    Bell'ideaBel softwareNobili scopiMa... Distribuiranno il programma con licenza OPENSOURCE per motivi etici?No, perché mi pare che a Verona si stia remando dalla parte opposta rispetto a... a...Ovunque?Ma perché non scrivere un software che offuschi i codici sorgenti in modo da renderli illeggibili?Scusate questo sfogo notturno, ma...Volevo dare una scossa in questa direzione
    • nome e cognome scrive:
      Re: Nelle altre Uni non si parla di Open?

      Scusate questo sfogo notturno, ma...Fai pure, io mi aspettavo di meglio...

      dai veronesi non dal tuo sfogo :)
    • Francesco scrive:
      Re: Nelle altre Uni non si parla di Open?
      - Scritto da: livio.morina
      Ma perché non scrivere un software che offuschi i
      codici sorgenti in modo da renderli
      illeggibili?Esiste già. Si chiama compilatore :)Scherzi a parte, concordo con tutti coloro che ho letto finora sul fatto che 'sta cosa me pare proprio una schifezza.F
    • pentolino scrive:
      Re: Nelle altre Uni non si parla di Open?
      quoto in pieno. Che notizia balorda!
      • Il Piccolo Principe scrive:
        Re: Nelle altre Uni non si parla di Open?
        Abbastanza balordi i promotori del progetto, vogliamo spendere come Skype metà delle risorse italiane per offuscare il codice?
    • www.aleksfa lcone.org scrive:
      Re: Nelle altre Uni non si parla di Open?
      - Scritto da: livio.morina
      Bell'idea
      Bel software
      Nobili scopi

      Ma... Distribuiranno il programma con licenza
      OPENSOURCE per motivi etici?
      No, perché mi pare che a Verona si stia remando
      dalla parte opposta rispetto a...Non conosco i dettagli di questo progetto, che dall'articolo pare sia stato commissionato da terzi.So, però, essendo iscritti a informatica a Verona, che solitamente i progetti software sviluppati vengono poi rilasciati con licenza GPL.Spero sia l'unica eccezione.D'altronde che senso avrebbe offuscare i sorgenti nel free software?
      • livio.morina scrive:
        Re: Nelle altre Uni non si parla di Open?
        Ma la cosa che mi ha fatto + rabbrividire è quando si è parlato dei fondi stanziati dalla regione Veneto...Io fossi in voi insorgerei!
    • Anonimo scrive:
      Re: Nelle altre Uni non si parla di Open?
      Lo sai vero che le università vivono con i soldi della ricerca ?Lo sai che lo stato non caccia fuori una lira ?Lo sai che questi soldi allora vanno fatti arrivare altrove a cominciare dalle aziende ?Lo sai che le aziende non regalano soldi ma li investono quindi si aspettano che vengano sviluppati certi progetti con certe licenze ?
      • livio.morina scrive:
        Re: Nelle altre Uni non si parla di Open?
        in virtù dei fondi distribuiti dalla Regione Veneto in virtù dei fondi distribuiti dalla Regione Veneto in virtù dei fondi distribuiti dalla Regione Veneto in virtù dei fondi distribuiti dalla Regione Veneto
        • daniele74 scrive:
          Re: Nelle altre Uni non si parla di Open?
          Si ma qui e' la Regione che fa una gara di appalto.... che la vince una ditta privata... che ingaggia come consulenti dei ricercatori universatari.Ergo non sono i soldi pubblici che finanziano direttamente questa ricerca poco open anche a parer mio.
          • livio.morina scrive:
            Re: Nelle altre Uni non si parla di Open?
            ouch!Come non mi piace questa schematizzazione :(Dura realtà...
  • Michele scrive:
    Bella foto.
    Roba vecchia.Ma per sta notizia e per la foto quanto vi hanno pagato? :P
  • Gabriele scrive:
    Ma esisteva già...
    IDA, il disassemblatore per aziende, applica già le tecniche di software watermarking e la versione per ogni cliente è personalizzata e watermarkata in modo che se viene diffusa, l'autore sa a chi appartiene la versione pirata.Nulla di nuovo sotto il sole...
  • sabbiolina scrive:
    Non vedo la novita
    Ci sono centinaia di prodotti che fanno offuscamento, e decine che lo fanno molto bene.Alla fine comunque anche skype e' stato vittima del reverse enginnering.Il watermarking dell eseguibile lascia il tempo che trova. Dopo il passaggio di un qualsiasi prodotto di cifratura/offuscamento/compressione, vorrei vedere cosa resta da controllare
    • Paggio scrive:
      Re: Non vedo la novita
      La vera novita' e' questa:"La novità sostanziale del progetto secondo i ricercatori non è tanto nelle tecnologie in sé, che in via sperimentale hanno trovato definizione anche in altri progetti, quanto nel fatto che questo studio descrive un modello teorico di riferimento per il problema della contraffazione e le relative possibili soluzioni. "In questo modo - sottolineano gli sviluppatori - il livello di protezione raggiunto gode finalmente di una certificazione formale"."
  • Nome e cognome scrive:
    Bellissimo...........
    Ma è inutile;Ma come tutti i software è teoricamente crackabile (anche se ci si perde una qualche ora di vita in più);Ma in italia non lo utilizzerà nessuno se non per proteggere dei gestionali (!!);Ma sono definitivamente soli buttati;Ma.... vuoi aggiungere altro?
    • univr student scrive:
      Re: Bellissimo...........
      La novità sostanziale del progetto secondo i ricercatori non è tanto nelle tecnologie in sé, che in via sperimentale hanno trovato definizione anche in altri progetti, quanto nel fatto che questo studio descrive un modello teorico di riferimento per il problema della contraffazione e le relative possibili soluzioni. "In questo modo - sottolineano gli sviluppatori - il livello di protezione raggiunto gode finalmente di una certificazione formale".Mi soffermerei su "formale".
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