Un altro magazine italiano ora a pagamento

La novità su CWW.it era stata preceduta da approfondite inchieste sui contenuti a pagamento e dalla richiesta di una registrazione per leggere gli articoli. Maretta nella redazione de IlNuovo


Roma – Uno dei migliori punti di riferimento italiani per chi vuole seguire online l’andamento della net-economy nel nostro paese e all’estero ha deciso di trasformare il proprio sito di informazione in un magazine a pagamento. Questo il senso di una decisione presa da CWW.it, e-zine che fa capo ad Affari Italiani, che arriva dopo lunghi mesi di riflessione.

Nel recente passato, infatti, CWW aveva approfondito la tematica dei contenuti a pagamento diffusi via internet, intervistando anche numerosi protagonisti della rete italiana. Un lavoro a cui sono seguite, per alcuni mesi, novità come la richiesta di una registrazione formale per poter leggere gli articoli prodotti. E ora è arrivata l’ultima novità, quella di dover pagare un abbonamento per accedere, a partire dal 9 settembre, alle pagine del giornale.

Nel messaggio ai lettori CWW spiega di aver varato due nuove sezioni, “Key Facts” e “Finance”, che in qualche modo accompagnano il varo della nuova politica di accesso ai contenuti.

“Due nuove aree – spiega la nota – significano nuovi investimenti, a fronte di un mercato pubblicitario asfittico e stagnante. Per questo, la Uomini e Affari, editore di Affari Italiani e Cww, come già stanno facendo i più autorevoli editori online di qualità in tutto il mondo, chiede anche ai suoi lettori un piccolo sforzo: la sottoscrizione di un modesto canone di abbonamento, inferiore al costo di un caffè o di un quotidiano cartaceo”.

“In cambio – continua la nota – la Uomini e Affari si impegna a garantire il miglioramento continuo della qualità del prodotto e la sua indipendenza rispetto ad ogni interesse che non sia quello dei suoi lettori”.

La decisione di CWW è destinata a destare l’attenzione di altri fornitori di informazione specializzata sulla rete. Di recente anche il direttore de IlNuovo , Sergio Luciano, aveva ventilato la possibilità che, prima della fine dell’anno, anche il suo giornale avrebbe potuto iniziare a fornire contenuti a pagamento. Una ipotesi che sembra ora essere sfumata definitivamente, almeno se si legge un articolo pubblicato da Il Barbiere della Sera sui problemi che affliggono IlNuovo, problemi per la cui soluzione potrebbe non essere sufficiente l’imposizione di un piccolo abbonamento per l’accesso alle notizie. Il Barbiere parla infatti di seri conflitti interni alla redazione e tra i giornalisti e il management.

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  • Anonimo scrive:
    SIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIII
    Ancora non lo provo e nemmeno ho letto i commenti, ma sono troppo contentaaaaaa ^____^
    • Anonimo scrive:
      Re: SIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIII
      - Scritto da: lullaby
      Ancora non lo provo e nemmeno ho letto i
      commenti, ma sono troppo contentaaaaaa
      ^____^
      Ma è una radio!Cmq è carina...:-/
  • Anonimo scrive:
    Purtroppo sento spesso dei clicks...
    Spero che sia colpa del mio sistema e non del cattivo trasferimento dai loro computer, ma i clicks mentre ascolto non li tollero. Provate Igor Stravinsky primo movimento da Petruska e ditemi se sentite clicks...
  • Anonimo scrive:
    Bello! Mi piace!
    Per 10 dollaroni al mese si potrebbe anche fare! Se hai adsl va alla grande: si sente bene, interfaccia ordinata, playlists, ti dà informazioni su track, artista ecc. compresa la vita di un compositore... di Chopin c'è tutta l'opera omnia per esempio.
  • Anonimo scrive:
    Possono anche chiudere allora, senza riaprire
    Sinceramente, se al posto di far pagare l'utente, si facesse fluire i soldi usando dei banner pubblicitari (magari delle case discografiche) scaricare rimarrebbe gratis e forse aumenterebbe pure il numero di utenti che condividono in quanto diverebbe un peer to peer che non chiuderebbe in quanto legale. Ma se mettono a pagare gli utenti (che masterizzano ecc.. proprio per non farlo) sinceramente andrà tutto a quel paese come NAPSTER. Percui, tanto vale che lo chiudano. Di sicuro nessuno vuole stare là a pagare il tariffario loro, che a fin dei conti (sommato ai soldi del CD masterizzato) verrebbe quasi come pagare un cd originale.
    • Anonimo scrive:
      Re: Possono anche chiudere allora, senza riaprire
      O my God! Un cd costa 40-50 mila lire!! C'è una bella differenza... 20 mila al mese per tutte le canzoni ascoltate in un mese... bhè....
  • Anonimo scrive:
    Non durerà...
    nessuno scaricherà mai niente da quel sito, tra qualche mese lo chiuderanno...
    • Anonimo scrive:
      Re: Non durerà...
      - Scritto da: Vertigo
      nessuno scaricherà mai niente da quel sito,
      tra qualche mese lo chiuderanno...Perché non dovrebbe durare?Saluti
      • Anonimo scrive:
        Re: Non durerà...
        Beh, si è visto con napster... poi questo è pure in streaming!
        • Anonimo scrive:
          Re: Non durerà...
          Sono perfettamente d'accordo. Chi sarà disposto a pagare per degli mp3 di ottima qualità, da'ccordo)quando può scaricarne un'infinità gratis grazie a un programma basato sul peer-to-peer (vedi WinMX,...). Chi vuol pagare spende un pò di più ma almeno ha un cd orginale...
      • Anonimo scrive:
        Re: Non durerà...
        - Scritto da: MaurizioB
        - Scritto da: Vertigo

        nessuno scaricherà mai niente da quel
        sito,

        tra qualche mese lo chiuderanno...

        Perché non dovrebbe durare?

        Salutiperché qualcuno dovrebbe pagare per ascoltare la radio?Se vuoi ascoltare i pezzi in streaming per sapere di cosa si tratta, vai su winndowsmedia o sui siti di quelli che VOGLIONO farti sentire la loro musica in streaming (sul loro sito, di solito).Altrimenti vuoi qualità in mp3 VBR Lame 3.90.2 (setting dibrom)e non fanfaluche A PAGAMENTO (dato che comunque paghi già la connessione) senza poterle nemmeno registrare decentemente per poterle riascoltare.Fa schifo. Mi sorprende che qualcuno si chieda perché.
        • Anonimo scrive:
          Re: Non durerà...
          - Scritto da: melomane
          perché qualcuno dovrebbe pagare per
          ascoltare la radio?

          Se vuoi ascoltare i pezzi in streaming per
          sapere di cosa si tratta, vai su
          winndowsmedia o sui siti di quelli che
          VOGLIONO farti sentire la loro musica in
          streaming (sul loro sito, di solito).Non è una radio, scegli tu che cosa ascoltare. Al momento il catalogo include 215mila canzoni (non sono tutte, ma non sono poche). Tu scegli quello che vuoi ascoltare, altrimenti ci sono *anche* le radio dove però puoi anche skippare una canzone che non ti interessa (e non è poco).
          e non fanfaluche A PAGAMENTO (dato che
          comunque paghi già la connessione) senza
          poterle nemmeno registrare decentemente per
          poterle riascoltare.Beh invece se compri i cd la connessione ce l'hai gratis?Certo, è un grosso limite non poter ascoltare liberamente off-line, per questo l'ideale sarebbe mescolare un servizio di questo genere con quello fornito da emusic.com (se solo registrassero almeno a 160).
          Fa schifo. Mi sorprende che qualcuno si
          chieda perché.Perché forse non l'hai analizzato a fondo. Non è perfetto, ma è già un passo avanti...Saluti
          • Anonimo scrive:
            Re: Non durerà...
            Io ci ho dato un'occhiata e sinceramente non mi dice nulla. Ora, magari ignoro qualcosa, ma non capisco perchè devo pagare banda e abbonamento per sentire una canzone una volta sola e in qualità ... beh ... lasciamo perdere ...Forse durerà. Ma a me non piace.
          • Anonimo scrive:
            Re: Non durerà...
            - Scritto da: piwi
            Io ci ho dato un'occhiata e sinceramente non
            mi dice nulla. Ora, magari ignoro qualcosa,
            ma non capisco perchè devo pagare banda e
            abbonamento per sentire una canzone una
            volta sola e in qualità ... beh ... lasciamo
            perdere ...La qualità dipende dalla connessione, purtroppo non tocca cime da vbr ad alto bitrate, ma non è certo così pessima (sempre che tu non abbia provato la versione a bassa banda). E cmq non so dove abbiate letto che si può ascoltare una volta sola...Saluti
          • Anonimo scrive:
            Re: Non durerà...
            56K ... Riguardo l'ascolto una volta sola, non ho approfondito la questione. Non ho mai fruito di servizi di streaming, quindi non so come funzionano. Saluti anche a te !
          • Anonimo scrive:
            Re: Non durerà...
            Non durerà, perchè ormai scaricare musica gratis è diventata un'abitudine radicata, come era abitudine scambiarsi i dischi con i compagni di scuola, è inoltre esistono softwares come Winmx o Gnutella (Dio li benedica), che essendo decentrati non possono essere trascinati in tribunale.Posso capire le lamentele dei discografici, ma i tempi cambiano per tutti..... non credo che a fine 800 i produttori di carrozze a cavallo abbiano fatto causa all'industria automobilistica.In definitiva lo trovo un patetico tentativo di spremere soldi dalla musica, SIAE RRIAA e compagni di merende si facciano da parte, hanno già munto fin troppo la vacca della musica.
          • Anonimo scrive:
            Re: Non durerà...
            - Scritto da: Natraj
            In definitiva lo trovo un patetico tentativo
            di spremere soldi dalla musica, SIAE RRIAA e
            compagni di merende si facciano da parte,
            hanno già munto fin troppo la vacca della
            musica.Guarda, io sono il primo ad andare contro alla RIAA ed alla SIAE (quest'ultima in particolar modo, essendo musicista e conoscendo la situazione di menefreghismo e incompetenza di questa struttura), però i musicisti (e non parlo dei vari Jennifer Lopez o Britney Spears) devono pur guadagnare qualcosa per vivere, no?Io dico: sbagliano entrambe le parti. L'industria discografica per la pessima gestione puramente economica (e non qualitativa) della musica; l'utenza per il menefreghismo talvolta assoluto nei confronti del pagamento di qualcosa di cui si fruisce.Saluti
  • Anonimo scrive:
    it.comp.software.p2p
    per chi non lo sapesse, si tratta di un NEWSGROUP ... prima di entrare, imparate un po' di netiquette, e prima di scrivere, leggete per un paio di settimane, anche all'indietro (nel tempo), ok?
  • Anonimo scrive:
    for US residents only
    ... tanto basta.Cordialmente
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