Un boom europeo per la pubblicità online

Non ci sono dubbi: le speranze degli operatori di settore si stanno avverando. Secondo Forrester entro il 2012 il fatturato degli spot online supererà i 16 miliardi di euro. In Italia in un anno crescita del 43 per cento

Roma – È ufficialmente “boom” per la pubblicità online europea. L’ultimo rapporto pubblicato da Forrester Research e citato da BBC , conferma un trend di crescita senza precedenti per il cosiddetto marketing online . Le stime indicano un fatturato di 16 miliardi di euro entro il 2012 – il doppio rispetto al 2006. In pratica, grazie a questo impennata la dimensione online riuscirebbe a conquistare circa il 18% dell’intero paniere pubblicitario, eclissando per crescita ogni altro media tradizionale.

A questo punto gli effetti della rivoluzione annunciata da Nielsen/NetRatings sul modo in cui viene valutata la presenza di visitatori su siti e servizi web potrebbero farsi sentire con maggiore vigore. Layla Pavone , Managing Director di Isobar Communications e Presidente IAB (Internet Advertising Bureau) Italia & Europa, ha peraltro confermato che il peso del Web nel media-mix è destinato a cambiare ulteriormente .

Proprio ieri, peraltro, l’ Osservatorio FCP , partecipato anche da IAB Italia, ha confermato per maggio 2007 una crescita sostanziale dell’advertising online in Italia : rispetto allo stesso meso del 2006 si è registrato un incremento del 43 per cento.

Con il ridimensionamento del valore delle page view , e l’attenta analisi invece dei tempi di permanenza degli utenti sui siti, secondo Pavone sarà possibile “pianificare investimenti pubblicitari o attività di marketing digitale su siti di news o generalisti con maggiore oculatezza”. Preservando e gestendo al meglio uno degli elementi chiave di ogni campagna: ovvero l’esposizione nei confronti del consumatore. “Oggi i consumatori sono esposti a messaggi pubblicitari che provengono da tanti e diversificati mezzi di comunicazione, dalla Tv al cellulare passando naturalmente per la Rete. La variabile temporale della navigazione online diventa un parametro molto rilevante per quelle che sono le fondamenta della strategia di comunicazione digitale di un’azienda, perché offre termini di valutazione unici per quel che concerne il media audit o gli indici di time budget dei consumatori”, ha aggiunto Pavone.

Insomma, prospettive rosee per il web considerando anche che secondo Forrester ormai il 52% della popolazione europea accede regolarmente alla Rete e consuma progressivamente meno televisione.

“Dopo cinque anni dove i grandi marchi si sono bagnati solo la punta delle scarpe nelle acque del marketing online, adesso è bene che comprendano che la Rete è un medium di valore per espandere il mercato, acquisire nuovi clienti e tenerseli stretti”, conclude il documento Forrester. Gran Bretagna, Germania e Francia saranno i primi paesi ad essere investiti dal boom inserzionistico.

Dario d’Elia

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  • diablo512 scrive:
    Secondo me hanno torto
    Google offre una serie enorme di servizi completamente gratuiti ed in continuo aggiornamentoio trovo che l'iniziativa dei link sponsorizzati nel motore di ricerca sia un ottima iniziativa a meno che non vada oltre un certo limite(a me non da nessun fastidio un solo link colorato in giallo con scritto a fianco "link sponsorizzato")
    • peppuzzo scrive:
      Re: Secondo me hanno torto
      a me invece da molto fastidio quando i siti o la stessa google , camuffa i banner come fossero risultati di ricerca normali , e penso che dia fastidio anche a chi compra quegli spazi , perchè un utente non clicca su di te perchè interessato ,ma solo perchè ci finisce per errore, con la conseguenza che chiude la pagina visitata e fà un'altra ricerca,mentre google ci guadagna , ma l'utente e l'inserzionista no.
      • Riot scrive:
        Re: Secondo me hanno torto
        - Scritto da: peppuzzo
        a me invece da molto fastidio quando i siti o la
        stessa google , camuffa i banner come fossero
        risultati di ricerca normaliNon li camuffa più di tanto, sono all'interno del loro box, c'è la dicitura link sponsorizzati, mancano i link alle pagine simili e alla copia cache, non c'è la grandezza in KB.Diciamo che a uno sprovveduto possono sembrare risultati normali, ma gli sprovveduti vanno puniti sonoramente IMO.
        , e penso che dia
        fastidio anche a chi compra quegli spazi , perchè
        un utente non clicca su di te perchè interessato
        ,ma solo perchè ci finisce per errore, con la
        conseguenza che chiude la pagina visitata e fà
        un'altra ricerca,mentre google ci guadagna , ma
        l'utente e l'inserzionista
        no.Le campagne payperclick possono essere personalizzate in modo da moltrare il tuo link a pagamento solo se l'utente ricerca determinate parole chiave, si può affinare ulteriormente evitando la visualizzazione in presenza di altre parole.Certo in questo caso lo sprovveduto può essere il cliente e mettere parole chiave troppo generiche o non escludere "gratis" "gratito" o "free": anche in questo caso vale quanto scritto sopra.Anzi in questo caso la punizione c'è in quanto lo sprovveduto spreca inutilmente il suo denaro, sfortunatamente Google ha introdotto la possibilità di mettere un tetto alla spesa quotidiana per la campagna e quindi il tizio in questione finisce col non farsi del male quanto potrebbe.
  • Anonimo scrive:
    speriamo che....
    ...quelli di google iniziano ad abbassare la testaanche se comunque una cosa simile c'è da aspettarsela, più crescono più riceveranno denuncie, un pò come per tutte le grandi aziende
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