Un nanocomputer per medico

Alcuni scienziati israeliani svelano un biocomputer in grado di diagnosticare alcune gravi forme di cancro e aiutare a curare la malattia
Alcuni scienziati israeliani svelano un biocomputer in grado di diagnosticare alcune gravi forme di cancro e aiutare a curare la malattia


Rehovot (Israele) – Alcuni scienziati israeliani hanno segnato un’importante pietra miliare nella giovane storia del DNA computing, quella disciplina che studia il modo per costruire chip organici utilizzando materiale genetico.

Presso il Weizmann Institute di Israele, infatti, un team di ricercatori ha sviluppato con successo un microscopico computer basato sul DNA potenzialmente capace di identificare e curare alcuni tipi di cancro.

Il microscopico computer può analizzare frammenti di materiale genetico, effettuare diagnosi e, in alcuni casi, curare il paziente. In particolare, il nanocomputer è in grado di identificare le cellule mutanti del cancro e rilasciare sequenze di DNA capaci di uciderle o di inibirne la crescita.

Gli scienziati israeliani hanno spiegato che il loro biocomputer sa riconoscere alcuni tipi di tumore, fra cui quello alla prostata e al polmone, ma che occorreranno ancora molti anni prima che il suo sistema “di attacco” alle cellule cancerogene, ancora mai testato su uomini o animali, possa effettivamente essere adottato come una cura.

Nei DNA computer le informazioni vengono memorizzate e processate all’interno di strutture di molecole che formano, di fatto, degli organismi viventi.

Secondo gli scienziati che lavorano in questa branca della bioinformatica, i DNA computer, in un futuro per il momento non troppo vicino, saranno i principali concorrenti degli attuali microprocessori: la loro miniaturizzazione, insieme alla capacità di svolgere una grandissimo numero di compiti in parallelo, li rende molto più efficienti degli attuali computer.

La ricerca sul DNA computing ebbe inizio nel 1994, quando lo scienziato Leonard Adelman della University of Southern California introdusse il concetto dell’utilizzo del DNA, al posto di metallo e silicio, per risolvere problemi di calcolo. Un gruppo di ricercatori dell’Università del Wisconsin ha dimostrato come un solo grammo di molecole di DNA potrebbe contenere la stessa quantità di informazioni contenuta in 3.000 miliardi di CD.

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29 04 2004
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