Un sigillo per CrazyProject.org

Sul popolare forum di scambio link per materiale protetto da copyright campeggia il logo delle Fiamme Gialle. Ma i problemi, per CrazyProject, erano cominciati già prima in seno alla community
Sul popolare forum di scambio link per materiale protetto da copyright campeggia il logo delle Fiamme Gialle. Ma i problemi, per CrazyProject, erano cominciati già prima in seno alla community

Un altro popolare sito italiano dedito alla condivisone “morde la polvere”: CrazyProject.org , forum di discussione ma soprattutto archivio di link a contenuti protetti dal copyright distribuiti senza autorizzazione, è stato posto sotto sequestro a opera del Nucleo di Polizia Tributaria di Milano in seguito alle disposizioni previste dalla Procura della Repubblica meneghina nell’ambito del Procedimento Penale numero 32559/11.

Al 2009 CrazyProject poteva vantare almeno 50mila utenti iscritti, tutti indaffarati a usufruire di link verso contenuti condivisi senza autorizzazione presenti sulle reti di file sharing (eMule, BitTorrent) ma anche sui servizi di file hosting web più in voga. Un servizio di “scambio” di tutto rispetto, insomma, ma apparentemente prono al fallimento prima ancora che i sigilli virtuali della Guardia di Finanza milanese intervenissero a bloccarne definitivamente le attività.

Stando a quanto si può ancora leggere nella cache di Google del sito crazyproject.org , infatti, la “community” del forum di scambisti di link e puntatori BitTorrent si era trasformata in un campo di battaglia tra fazioni opposte, responsabili tecnici vessati (“Uncino”) da amministratori (“Davy Jones”) e uno staff preso in balia di accuse, insulti o vere e proprie minacce di violenza personale.

Sia come sia, l’intervento delle Fiamme Gialle ha chiuso definitivamente le porte al forum di discussione e scambio link dopo 3 anni scarsi di attività. Al momento non si hanno notizie di denunce dirette nei confronti di persone fisiche, mentre gli admin del forum (Davy Jones in primis) sembrano voler continuare per la loro strada con progetti spin-off – incuranti del fatto che la Procura di Milano ha probabilmente messo sotto stretta osservazione le loro attività in rete.

Alfonso Maruccia

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05 09 2011
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