Un SoC per fotocamere smart

Ambarella produce un versatile system-on-chip dedicato alle compatte digitali. CPU dual-core Cortex A9 e OS Android saranno della partita

Roma – Il confine tra fotocamera digitale e computer portatile si farà sempre più sottile, grazie al SoC iOne appena presentato da Ambarella . L’azienda californiana, specializzata in semiconduttori, metterà al servizio della compatte la versatilità di un system-on-chip per smartphone, che permetterà di gestire le funzioni fotografiche con il sistema operativo Android .

L’ambizioso iOne include un processore dual-core Cortex A9, ad 1 GHz, dedicato proprio alla gestione dell’OS Google, con l’aggiunta di una ulteriore CPU ARM-11 da 533 MHz, che serve prevalentemente alle funzioni “classiche” della fotocamera. A livello di prestazioni, si parla di supporto per immagini con risoluzione a 32 Megapixel, registrazione video Full HD (1080p) a 60 fotogrammi al secondo e possibilità di scattare una raffica di foto a 5MP, in modalità high-speed (30 fps).

Ambarella sceglie di non lasciare nessuna opportunità fuori dalla porta, visto che il SoC supporterà anche le riprese in stereoscopico 3D, la geolocalizzazione GPS e i collegamenti più diffusi (SATA, Bluetooth, HDMI, USB 2.0, Ethernet etc). Le macchine che utilizzeranno iOne potranno tranquillamente connettersi alla rete via WiFi o 3G, per caricare foto e gestire i video su siti come YouTube. Sarà inoltre supportata l’accelerazione hardware per il montaggio dei propri filmati, che potrà avvenire direttamente sul display della fotocamera.

Si parla insomma di un vero e proprio cervello multimediale, dedicato agli amanti delle riprese digitali. Nell’attesa di vedere le prime proposte realizzate con la “combo” Ambarella, la mente vola al potenziale del SoC e alle utility per gli scatti di domani. Gli sviluppatori Android interessati a cambiare la storia della fotografia avranno anche il pieno supporto dello standard API OpenGL 2.0.

Roberto Pulito

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  • OldDog scrive:
    Tecnologia vs. sangue
    I sistemi militari sono sempre più zeppi di tecnologie, che ovviamente garantiscono lauti contratti alle imprese. Che questo serva a gestire guerre a bassa tecnologia come l'Afghanistan è - lo dimostrano i fatti - solo una pia illusione. Nove anni di occupazione del paese: quanto le due guerre mondiali messe assieme, e noi occidentali stiamo perdendola.Le forse militari occidentali stanno cercando di sottrarre alla guerra il colore del sangue dei propri soldati feriti o morti. Che il silicio finisca con il rendere insensibili alla guerra che costa solo il sangue degli altri è uno scenario peggio di Terminator. Buon Natale.
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