Un software salverà i pinguini

Lo sta perfezionando l'Università di Bristol: con esso catalogare e monitorare i pinguini è facile, non invasivo ed ecologico

Roma – L’ Università di Bristol , alla guida del Penguin Recognition Project , sta impiegando un nuovo software di che permette, in modo assolutamente non invasivo , di seguire, catalogare e individuare i simpatici pennuti.

I pattern di punti sui toraci Il software impiega un algoritmo di auto-apprendimento che migliora man mano che acquisisce nuovi dati. Con una massiccia collezione di fotografie di pinguini, Tilo Burghardt, scienziato dell’Ateneo, ha “insegnato” al software ad identificare oggetti a forma di pinguino a partire dalla sagoma del torso e dalle caratteristiche bande nere.

Ogni individuo viene riconosciuto grazie al pattern di punti che il software individua sulle loro casse toraciche, ciascuno dei quali è descritto dal sistema con le distanze che intercorrono tra i diversi punti. Un sistema che si è dimostrato capace di identificare correttamente gli individui, anche qualora uno o più spot (i punti di cui sono costituiti i pattern , vedi figura) risulti coperto.

“Molti lavorano con la computer vision per identificare oggetti nelle immagini – dice Peter Barham, fisico partecipante al progetto – Ma nessuno, finora, aveva mai impiegato questa tecnologia per scrutare nel mondo animale”. Secondo il luminare, questa tecnica può essere impiegata per qualsiasi animale che abbia dei pattern individuali distinguibili. Molte specie, dalle balene alle giraffe, hanno specifiche miscelazioni di colore che potrebbero essere individuate da questo software.

Normalmente le tecniche di monitoraggio della popolazione animale sono costose e difficoltose – spiegano i ricercatori – e spesso si procede alla cattura degli esemplari e all’etichettatura, una procedura frequentemente spiacevole per l’animale. Oppure si catalogano gli esemplari manualmente, in statici archivi fotografici. Con questo nuovo software, invece, non si presenta nessuno di tali svantaggi e si ottengono risultati migliori: “Possiamo valutare anche mensilmente la percentuale di sopravvivenza dei pinguini”, spiega Barham. Naturalmente, senza toccarli .

Un primo esemplare di questa applicazione sarà installato a Robben Island , dove vivono circa 20 mila pinguini africani, una specie che nell’ultimo secolo si è assottigliata del 90 per cento .

Qui di seguito, un filmato che illustra dove il software concentra la propria “attenzione” per l’individuazione dei punti distintivi.

Marco Valerio Principato

( fonte immagine )

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