Un supercomputer in palestra

Un supercomputer in palestra

Per dimostrare come il supercomputing sia ormai slegato dal concetto di mainframe e di big iron, un branco di geek americani ha assemblato in una palestra universitaria un monster basato su PC desktop e notebook
Per dimostrare come il supercomputing sia ormai slegato dal concetto di mainframe e di big iron, un branco di geek americani ha assemblato in una palestra universitaria un monster basato su PC desktop e notebook


San Francisco (USA) – Creare un supercomputer mettendo insieme, in poche ore, i PC desktop e laptop portati in palestra da un gruppo di appassionati e curiosi. L’esperimento, condotto pochi giorni fa dalla University of San Francisco, aveva l’obiettivo di dimostrare come sia possibile dar vita ad un computer ad alte prestazioni partendo da un’eterogenea base di PC connessi fra loro attraverso una rete veloce.

L’università americana ha ammesso di non essere riuscita a creare un supercomputer capace di piazzarsi nella classifica dei 500 computer più veloci al mondo, tuttavia si è detta soddisfatta per aver dimostrato come sia oggi possibile assemblare un potente cluster di PC con poche ore di lavoro e partendo da sistemi e componenti hardware acquistabili in tutti i negozi.

“Stiamo cercando di democratizzare il supercomputing”, ha affermato John Witchel, uno degli studenti che ha preso parte al progetto denominato Flashmob . “Stiamo dimostrando come sia possibile creare un supercomputer là dove la gente lo vuole usare, come una palestra”.

All’esperimento, durato meno di 12 ore, hanno preso parte circa 660 volontari, inclusi programmatori, power user, studenti e ricercatori. La potenza di calcolo complessiva del cluster di computer desktop e di notebook è stata di 180 gigaflops. Per maggiori dettagli sull’evento è possibile visitare il sito flashmobcomputing.org .

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Pubblicato il
5 apr 2004
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