Un tecnobacarozzo fai da te

Dalle università direttamente a casa, il kit per trasformare uno scarafaggio in un cyborg

Ci stavano già pensando i giapponesi nel lontano 2001 , ne hanno riscoperto l’opportunità gli americani nel 2011 e nel 2012 . L’utilizzo degli scarafaggi come robot per la ricerca delle vittime sotto le macerie, per l’accesso a zone pericolose o inquinate da agenti chimici e per motivi di spionaggio è oggetto di studio da un po’ di anni presso diverse università del mondo, presso le quali vengono anche sviluppate delle apposite apparecchiature elettroniche che, innestate nel corpo del povero animaletto, possono trasformarlo in un cyborg capace di fornire informazioni importanti anche da remoto.

Se questa pratica universitaria era già stata denunciata da molti animalisti, scoprire ora che su Kickstarter viene proposto un apposito kit per trasformare uno scarafaggio in un cyborg potrebbe far accapponare la pelle. Il kit presente sul noto portale di crowdfunding si chiama RoboRoach.

RoboRoach

Per quanto il nome sia stato mutuato da un cartone animato, il kit in vendita è reale e permette a chiunque di trasformare lo scarafaggio delle fogne casalinghe in un robot di cui è possibile controllare il movimento.

Il kit, venduto 100 dollari, di per sé non è sufficiente all’impresa e, oltre allo scarafaggio, servono doti chirurgiche di base e uno smartphone Bluetooth.
Le doti chirurgiche sono necessarie per innestare i fili del kit elettronico sulle antenne dello scarafaggio, per raggiungere i nervi che sono responsabili della trasduzione in segnali elettrici delle pressione meccaniche che vengono esercitate da barriere fisiche sulle antenne dello scarafaggio. Quando uno scarafaggio incontra un ostacolo, le antenne vengono sollecitate meccanicamente e anche dalla variazione di luce e queste sollecitazioni vengono tramutate dal sistema di innervazione delle antenne in segnali elettrici che vengono elaborati dal cervello come stimoli per il cambio della direzione nel movimento. In questo modo, lo scarafaggio evita di sbattere contro l’ostacolo e cambia strada.

Ovviamente questo piccolo impianto non può essere eseguito sull’animale in movimento ed è per questo che le istruzioni del kit consigliano di anestetizzare il bacarozzo in un bagno di acqua e ghiaccio. La sensazione di torpore, assicura l’azienda, non farà sentire alcun dolore allo scarafaggio, che al suo risveglio si ritroverà trasformato in un cyborg.

Lo smartphone, invece, sarà utile in un secondo momento per inviare via Bluetooth al ricevitore posto nel pack elettronico da innestare sull’animale i segnali elettrici per controllare lo scarafaggio. Così, dallo smartphone si potrà comandare allo scarafaggio di muoversi a destra o a sinistra semplicemente con un tocco sullo schermo e si potrà selezionare anche la durata dell’impulso elettrico e la sua frequenza.

Il pack pesa 4,4 grammi quindi non darà fastidio allo scarafaggio, un animale capace di sopportare masse fino a 20 volte superiori il proprio peso.

L’azienda Backyard Brains giustifica la volontà di commercializzazione indicando come scopo principale la didattica delle neuroscienze agli studenti e, poiché è cosciente che i suoi esperimenti implicano questioni etiche non di poco conto, ha pubblicato un’apposita pagina per rispondere alle obiezioni più comuni.

Nonostante il giudizio personale che ciascuno può avere nei confronti di RoboRoach, al termine del progetto mancano ancora 13 giorni e sono stati raccolti oltre 9mila dollari a fronte dei 10 imposti come obiettivo.

(via Gigaom.com )

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  • tauranga scrive:
    Ma chi sono costoro?
    Sulla qualità dei programmi scritti da questi signori avrei da sollevare più di una eccezione.La più importante che ho notato è che il programma si rifiuta di interagire con Windows XP, perché XP non è W8.Qualcuno può obiettare che questo non è un male. E' vero, è un bene, almeno so a priori che i loro sforzi di programmazione sono degni della pattumiera.Come diceva un mio carissimo amico:"Dio ce ne Scampi e.. Calamari"
    • panda rossa scrive:
      Re: Ma chi sono costoro?
      - Scritto da: tauranga
      Sulla qualità dei programmi scritti da questi
      signori avrei da sollevare più di una
      eccezione.
      La più importante che ho notato è che il
      programma si rifiuta di interagire con Windows
      XP, perché XP non è
      W8.
      Qualcuno può obiettare che questo non è un male.
      E' vero, è un bene, almeno so a priori che i loro
      sforzi di programmazione sono degni della
      pattumiera.Probabilmente questi programmatori sono solo degli ingenui sempliciotti che hanno usato i tool di sviluppo M$.E' il tool di sviluppo M$ che, ad insaputa del programmatore, inserisce a bella posta dei controlli che appesantiscono il codice, ciucciano risorse e controllano che la versione dei sistema operativo sia quella che vuole il padrone, altrimenti il programma non gira.
      • tauranga scrive:
        Re: Ma chi sono costoro?
        Hai ragione Panda. Ma ancor più devo constatare che M$ ottenebra le meningi e non ti consente di uscire dal suo misero orticello.Rimpiango i programmi scritti in assembler. Li si che dovevi far vedere quanto grosse erano le tue "..mutande!!" se il tuo programma doveva girare senza mandare in crash il computer (non il PC, ma il mainframe!)
      • ... scrive:
        Re: Ma chi sono costoro?

        E' il tool di sviluppo M$ che, ad insaputa del
        programmatore, inserisce a bella posta dei
        controlli che appesantiscono il codiceAffermazione ridicola, ciucciano
        risorse e controllano che la versione dei sistema
        operativo sia quella che vuole il padrone,
        altrimenti il programma non
        gira.Altra affermazione ridicola. Il programmatore è libero di usare le librerie che vuole. Se decide di sviluppare solo per W8 è lui che decide di tagliarsi fuori una grossa fetta di mercato.
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