Un termostato che sa quel che fa

La risposta europea alle soluzioni statunitensi di riscaldamento intelligente

Ricordate Nest ? Il termostato intelligente ideato dal papà dell’iPod, l’ingegnere Tony Fadell, ha conquistato il mercato americano e, nonostante alcuni problemi brevettuali con Honeywell, il dispositivo ha raggiunto la seconda release qualche mese fa. Nonostante il successo, il prodotto non è mai giunto in Europa per un problema più tecnico che di altra natura, legato al sistema di cablaggio per le comunicazioni con le caldaie.
Per proporre anche al Vecchio Continente una soluzione simile, una startup tedesca ha messo insieme i finanziamenti milionari provenienti dai gruppi Target Partners e Shortcut Ventures, al fine di presente Tado°.

Tado

Di cosa si tratta è già stato detto, ma solo in parte. Infatti Tado° sposa una filosofia nettamente differente rispetto a Nest. Prima di tutto, Tado° funziona in tutta Europa e supporta un numero davvero elevato di caldaie. Inoltre il progetto tedesco si distingue dal prodotto americano in quanto Nest ha esso stesso una base tecnologica simile a quella degli smartphone (con tanto di schermo touchscreen), mentre Tado° è una semplice centralina, senza pulsanti e senza schermo.

Come funziona allora? Semplice. Tado° si collega al router di casa e alla caldaia e con entrambi scambia informazioni: dal router riceve dati via Web per configurare la temperatura e invia le informazioni in merito allo stato termico dell’appartamento; con la caldaia scambia i comandi necessari per inizializzare o bloccare la produzione di riscaldamento.

In definitiva, Tado° fa da ponte di collegamento fra la tecnica consolidata dei sistemi a termostato e le tecnologie più recenti della domotica e del controllo remoto. A differenza di Nest, la parte intelligente risiede fuori dal dispositivo ed esattamente negli smartphone Android e iOS degli occupanti dell’appartamento dove Tado° è installato.

Attraverso il cellulare, Tado° è capace di individuare tutta una serie di informazioni utili al miglioramento dei consumi energetici. Affidandosi alle apposite app sugli smartphone, Tado° è capace di individuare i movimenti di ogni abitante al fine di regolare al meglio il riscaldamento domestico. Così il sistema è in grado di capire quando si sta seguendo il percorso di ritorno verso casa, ma anche quando si sta andando via, e sa quali sono le stanze in cui si soggiorna di più. A tutto ciò aggiunge informazioni dal Web sulle condizioni meteo e la temperatura esterna della località in cui si trova installato e, di concerto con il controllo della caldaia, impara a capire come l’appartamento reagisce alle radiazioni solari, quanto tempo ci mette a riscaldarsi e quanta energia utilizza.

Tutto questo con lo specifico intento di offrire un ambiente termicamente sempre gradevole, con un risparmio energetico e di costi che l’azienda quantifica intorno al 27 per cento di consumi in meno in un anno.

I vantaggi rispetto alla soluzione adottata da Nest sono notevoli. Ad esempio, mentre Nest sa che i proprietari hanno lasciato l’appartamento per via dell’assenza di movimento e aspetta due ore prima di abbassare i riscaldamenti, Tado° lo sa perché ogni occupante ha l’app sul proprio smartphone che ne segnala la posizione, spegnendo e riaccendendo i riscaldamenti quando davvero necessario. L’utilizzo è poi reso ancora più intuitivo proprio dalla presenza di una semplice app sullo smartphone di ogni utente.

Se ciò non bastasse, l’installazione è pensata per il fai-da-te, i dati che viaggiano sulla Rete sono crittografati e il dispositivo è già pronto per l’uso del protocollo 6loWPAN .

Infine, un altro vantaggio è il costo. L’utente che decide di adottare Tado° può acquistare l’hardware a 149 euro oppure usare una formula abbonamento a 99 euro l’anno, comprensiva di servizi sul Web. Con questa seconda forma, a differenza dei 249 dollari di spesa iniziale di Nest, l’azienda produttrice vorrebbe rendere il prodotto ancora più appetibile e alla portata di tutti. Il costo, a lungo andare, potrebbe anche risultare più elevato di Nest, ma la startup tedesca è convinta che i servizi di Tado°, compresi i comodi report mensili sui risparmi ottenuti, incoraggino poi di volta in volta i clienti a continuare ad utilizzare il dispositivo.

Come in tutto, vi è sempre il rovescio della medaglia: cosa accade se si è abituati a lasciare il cellulare in una stanza dove poi non si soggiorna realmente? E se un giorno si dimentica lo smartphone a casa? Certo sono condizioni d’uso rare, di cui però bisogna tenere conto.
Tado° è comunque un prodotto interessante, pronto a conquistare il mercato di tutti i paesi europei, anche se per ora è disponibile per l’acquisto solo in Germania e in Austria.

(via TheNextWeb.com )

La tua email sarà utilizzata per comunicarti se qualcuno risponde al tuo commento e non sarà pubblicato. Dichiari di avere preso visione e di accettare quanto previsto dalla informativa privacy

  • tri scrive:
    la crisi dei piccoli
    Certo che c'è la crisi! Oltre alle aziende che chiudono bisogna anche registrare i sempre minori guadagni provocati dalla grande distribuzione che ruba fette di mercato importanti creando una confusione nel consumatore incredibile..... Il classico esempio è il privato che acquista il Modem/Router ADSL e arriva a casa senza sapere cosa fare, poi l'amico "programmatore" lo configura e il professionista rimane a bocca asciutta.... Basta!!! Un po' di serietà in più e di dignità, aiuterebbe notevolmente sia il cliente che il fornitore.Per poi non parlare dei software gestionali che, per anni, hanno dissanguato le aziende con prodotti obsoleti, tenendoli per le parti basse con la scusa degli aggiornamenti e dei database. Ora le aziende non ci credono più!!!!
    • santos scrive:
      Re: la crisi dei piccoli
      - Scritto da: tri
      Certo che c'è la crisi! Oltre alle aziende che
      chiudono bisogna anche registrare i sempre minori
      guadagni provocati dalla grande distribuzione che
      ruba fette di mercato importanti creando una
      confusione nel consumatore incredibile..... Il
      classico esempio è il privato che acquista il
      Modem/Router ADSL e arriva a casa senza sapere
      cosa fare, poi l'amico "programmatore" lo
      configura e il professionista rimane a bocca
      asciutta.... Basta!!! Se può risparmiare è giusto che lo faccia, del resto non c'è bisogno di un professionista per fare quello che dici tu. Parlo da professionista.
  • elg22 scrive:
    tutti fenomeni
    Ho guardato la cronologia e il tono degli interventi.Grande passione, il solito campanilismo un po' sbruffone in orario di lavoro (ok, non tutti hanno gli stessi orari quindi togliamo un 25%).Forse è questo il problema?
    • Leguleio scrive:
      Re: tutti fenomeni
      - Scritto da: elg22
      Ho guardato la cronologia e il tono degli
      interventi.Quindi, pare di capire, senza leggerli... :-)
      Grande passione, il solito campanilismo un po'
      sbruffone in orario di lavoro (ok, non tutti
      hanno gli stessi orari quindi togliamo un
      25%).
      Forse è questo il problema?Il problema di che cosa?Non è necessariamente proibito scrivere commenti in orarario di lavoro. Dipende dal lavoro.
      • panda rossa scrive:
        Re: tutti fenomeni
        - Scritto da: Leguleio
        - Scritto da: elg22


        Ho guardato la cronologia e il tono degli

        interventi.

        Quindi, pare di capire, senza leggerli... :-)



        Grande passione, il solito campanilismo un
        po'

        sbruffone in orario di lavoro (ok, non tutti

        hanno gli stessi orari quindi togliamo un

        25%).

        Forse è questo il problema?

        Il problema di che cosa?
        Non è necessariamente proibito scrivere commenti
        in orarario di lavoro. Dipende dal
        lavoro.Chi scrive in orario di lavoro vuol dire che lavora col computer quindi e' la persona piu' indicata per dare un parere.I commenti scritti in orario di lavoro sono i piu' attendibili.
        • qualcuno scrive:
          Re: tutti fenomeni
          - Scritto da: panda rossa
          - Scritto da: Leguleio

          - Scritto da: elg22




          Ho guardato la cronologia e il tono
          degli


          interventi.



          Quindi, pare di capire, senza leggerli... :-)






          Grande passione, il solito campanilismo
          un

          po'


          sbruffone in orario di lavoro (ok, non
          tutti


          hanno gli stessi orari quindi togliamo
          un


          25%).


          Forse è questo il problema?



          Il problema di che cosa?

          Non è necessariamente proibito scrivere
          commenti

          in orarario di lavoro. Dipende dal

          lavoro.

          Chi scrive in orario di lavoro vuol dire che
          lavora col computer quindi e' la persona piu'
          indicata per dare un
          parere.
          I commenti scritti in orario di lavoro sono i
          piu' attendibili.Ma se adesso a parte zappare la terra si fa tutto col computer. Non é che sia un granché come garanzia.
          • panda rossa scrive:
            Re: tutti fenomeni
            - Scritto da: qualcuno

            Ma se adesso a parte zappare la terra si fa tutto
            col computer. Non é che sia un granché come
            garanzia.Se si facesse tutto col computer non si capisce questa sofferenza dell'economia digitale allora.
      • elg22 scrive:
        Re: tutti fenomeni
        Proprio perchè gli ho letti (non tutti, lo confesso) ho avuto l'impressione di un sacco di minuti/uomo spesi così.moltiplichiamo per il numero di post, per il numero di siti esistenti, etc. e viene fuori un bel po' di tempo utilizzato senza fare di qualcosa di più produttivo.Non critico gli interventi su questo specifico post, ma forse è un'abitudine da contenere: prova andare a vedere la gran parte dei commenti agli articoli dei giornali on line: gran parte cessano dopo le 18...Non condanno lo scambio di opinioni o la libertà di espressione, per carità, ma se le cose in Italia vanno un po' a rilento è anche per questo modo di "investire" il proprio tempo.Non sono un santo ed è proprio per questo che so quanto tempo si perde facendo così.
        • panda rossa scrive:
          Re: tutti fenomeni
          - Scritto da: elg22
          Proprio perchè gli ho letti (non tutti, lo
          confesso) ho avuto l'impressione di un sacco di
          minuti/uomo spesi
          così.
          moltiplichiamo per il numero di post, per il
          numero di siti esistenti, etc. e viene fuori un
          bel po' di tempo utilizzato senza fare di
          qualcosa di più
          produttivo.Ma stai scherzando o parli sul serio?No, sai, perche' qui stiamo parlando di computer!Una volta, quando i computer non c'erano, si doveva fare tutto a mano.Tutti impiegati alla fantozzi che gestivano a mano scartoffie.Oggi c'e' il computer ed e' lui a fare il lavoro sXXXXX.Noi possiamo guardare il computer che lavora al nostro posto e bisognera' pur riempire la giornata in qualche modo.
          Non critico gli interventi su questo specifico
          post, ma forse è un'abitudine da contenere: prova
          andare a vedere la gran parte dei commenti agli
          articoli dei giornali on line: gran parte cessano
          dopo le 18...Dopo le 18 la gente ha di meglio da fare che commentare gli articoli in rete.
          Non condanno lo scambio di opinioni o la libertà
          di espressione, per carità, ma se le cose in
          Italia vanno un po' a rilento è anche per questo
          modo di "investire" il proprio tempo.Boh...
          Non sono un santo ed è proprio per questo che so
          quanto tempo si perde facendo
          così.Non si perde tempo. Si riempie tempo.Io il tempo lo sto perdendo adesso, a quest'ora, che potrei invece fare qualcosa di meglio che stare a rispondere a te, cosa che potrei fare piu' comodamente domani mattina.Hai uno strano concetto di tempo tu.
          • elg22 scrive:
            Re: tutti fenomeni
            Non sto dicendo che non si deve usare il computer, sto dicendo che non è un'attività lavorativa andare su forum, social, blog, etc.Se lo faccio mentre lavoro = non lavoro, fossero anche 3 minuti (forse sacrosanti) sono sempre molti minuti sui grandi numeri.Io col "computer" ci campo da molti anni, ma spesso se il computer è impegnato in attività dove mi tocca aspettare faccio un'altra cosa, rispondo ad una mail di lavoro, faccio una telefonata.E onestamente che dopo le 18 ci sia meglio da fare non ho dubbi, ma per lo stesso principio il tempo in cui sono pagato per lavorare ho meglio da fare che caZ-eggiare.Non voglio fare polemica, solo ragionare su comportamenti che sui grandi numeri hanno il loro peso sui risultati.Ora ho finito la pausa pranzo e torno in ufficio ;)
          • panda rossa scrive:
            Re: tutti fenomeni
            - Scritto da: elg22
            Non sto dicendo che non si deve usare il
            computer, sto dicendo che non è un'attività
            lavorativa andare su forum, social, blog,
            etc.Dipende dal tipo di lavoro.Se lavori col computer, fa parte dell'attivita.Se non lavori col computer, no.
            Se lo faccio mentre lavoro = non lavoro, fossero
            anche 3 minuti (forse sacrosanti) sono sempre
            molti minuti sui grandi numeri.Se fai quello che devi fare, non sono mica quei 3 minuti a fare la differenza.Tra l'altro per chi lavora coi videoterminali e' prevista una pausa per legge.
            Io col "computer" ci campo da molti anni, ma
            spesso se il computer è impegnato in attività
            dove mi tocca aspettare faccio un'altra cosa,
            rispondo ad una mail di lavoro, faccio una
            telefonata.Io pure. E oltre a rispondere alle mail o al telefono, consulto pure il forum.
            E onestamente che dopo le 18 ci sia meglio da
            fare non ho dubbi, ma per lo stesso principio il
            tempo in cui sono pagato per lavorare ho meglio
            da fare che caZ-eggiare.Avevo capito che lavoravi col computer.Per quanto mi riguarda, lavorare col computer significa ordinare al computer di fare qualcosa, e poi controllare che l'abbia fatta.
            Non voglio fare polemica, solo ragionare su
            comportamenti che sui grandi numeri hanno il loro
            peso sui risultati.Il downtime dei server che gestisco e' abbondantemente al di sotto dei limiti di qualita' del servizio.I miei risultati sono facilmente verificabili.
            Ora ho finito la pausa pranzo e torno in ufficio
            ;)Anche io ho finito la pausa pranzo e sono tornato in ufficio.
          • elg22 scrive:
            Re: tutti fenomeni
            a me sembra che nel tuo caso possa avere un senso quanto sostieni, ma non sarei così sicuro che valga per tutti quelli che per lavoro hanno un monitor.comunque sono passate le 18 da un pezzo, vado a fare di meglio :)PS. la pausa di legge per i lavoratori che usano un "videoterminale" è, come saprai, pensata per stare lontani dal computer perchè è affaticante per vista e postura... poi uno può farci quello che vuole: io ad esempio che sono un salutista e ci tengo, mi alzo e via con caffè e sigaretta. :p
  • Quotator Maximus scrive:
    Italia, soffre l'economia digitale
    [img]http://timelinecoverbanner.com/cliparts/wp-content/digital-scrapbooking/misc-you-dont-say.png[/img]
  • CARLO CONTI HA ROTTO IL CAZZO scrive:
    CARLO CONTI HA ROTTO IL XXXXX!
    CARLO CONTI HA ROTTO IL XXXXX!CARLO CONTI HA ROTTO IL XXXXX!CARLO CONTI HA ROTTO IL XXXXX!CARLO CONTI HA ROTTO IL XXXXX!CARLO CONTI HA ROTTO IL XXXXX!
    • Quotator Maximus scrive:
      Re: CARLO CONTI HA ROTTO IL XXXXX!
      - Scritto da: CARLO CONTI HA ROTTO IL XXXXX
      CARLO CONTI HA ROTTO IL XXXXX!
      CARLO CONTI HA ROTTO IL XXXXX!
      CARLO CONTI HA ROTTO IL XXXXX!
      CARLO CONTI HA ROTTO IL XXXXX!
      CARLO CONTI HA ROTTO IL XXXXX!Quoto! :@
      • krane scrive:
        Re: CARLO CONTI HA ROTTO IL XXXXX!
        - Scritto da: Quotator Maximus
        - Scritto da: CARLO CONTI HA ROTTO IL XXXXX

        CARLO CONTI HA ROTTO IL XXXXX!

        CARLO CONTI HA ROTTO IL XXXXX!

        CARLO CONTI HA ROTTO IL XXXXX!

        CARLO CONTI HA ROTTO IL XXXXX!

        CARLO CONTI HA ROTTO IL XXXXX!

        Quoto! :@E io simpatizzo ! :@
    • panda rossa scrive:
      Re: CARLO CONTI HA ROTTO IL XXXXX!
      - Scritto da: CARLO CONTI HA ROTTO IL XXXXX
      CARLO CONTI HA ROTTO IL XXXXX!
      CARLO CONTI HA ROTTO IL XXXXX!
      CARLO CONTI HA ROTTO IL XXXXX!
      CARLO CONTI HA ROTTO IL XXXXX!
      CARLO CONTI HA ROTTO IL XXXXX!(newbie)
      • Quotator Maximus scrive:
        Re: CARLO CONTI HA ROTTO IL XXXXX!
        - Scritto da: panda rossa
        - Scritto da: CARLO CONTI HA ROTTO IL XXXXX

        CARLO CONTI HA ROTTO IL XXXXX!

        CARLO CONTI HA ROTTO IL XXXXX!

        CARLO CONTI HA ROTTO IL XXXXX!

        CARLO CONTI HA ROTTO IL XXXXX!

        CARLO CONTI HA ROTTO IL XXXXX!

        (newbie)Non fare orecchie da mercante, lo sai benissimo che se disabiliti adblock lo vedi anche tu (insieme ad un popup osceno quando clicchi su un link nella pagina che non so neanche cosa sia perché l'ho chiuso immediatamente). Certo, ok, con adblock non li vedi... ciò non toglie che PI dimostri veramente poco rispetto per i lettori mettendo XXXXXte del genere.
        • qualcuno scrive:
          Re: CARLO CONTI HA ROTTO IL XXXXX!
          Mica l'avevo capito. Allora devo quotare pure io anche se é un po che me lo sono tolto dalle balle.
          CARLO CONTI HA ROTTO IL XXXXX!
          CARLO CONTI HA ROTTO IL XXXXX!
          CARLO CONTI HA ROTTO IL XXXXX!
          CARLO CONTI HA ROTTO IL XXXXX!
          CARLO CONTI HA ROTTO IL XXXXX!
        • panda rossa scrive:
          Re: CARLO CONTI HA ROTTO IL XXXXX!
          - Scritto da: Quotator Maximus
          - Scritto da: panda rossa

          - Scritto da: CARLO CONTI HA ROTTO IL XXXXX


          CARLO CONTI HA ROTTO IL XXXXX!


          CARLO CONTI HA ROTTO IL XXXXX!


          CARLO CONTI HA ROTTO IL XXXXX!


          CARLO CONTI HA ROTTO IL XXXXX!


          CARLO CONTI HA ROTTO IL XXXXX!



          (newbie)

          Non fare orecchie da mercante, lo sai benissimo
          che se disabiliti adblock lo vedi anche tuCerto! E so benissimo che se mi chiudo i testicoli nel cassetto mi faccio molto male. E quindi? Dovrei chiudermi i testicoli nel cassetto lo stesso?
          (insieme ad un popup osceno quando clicchi su un
          link nella pagina che non so neanche cosa sia
          perché l'ho chiuso immediatamente). Certo, ok,
          con adblock non li vedi... ciò non toglie che PI
          dimostri veramente poco rispetto per i lettori
          mettendo XXXXXte del genere.I popup sono li' solo per le menti deboli e facilmente influenzabili.Se tu sai che tanto sui banner non ci clicchi, per quale misterioso motivo ti chiudi i testicoli nel cassetto?
  • orpello scrive:
    E perchè dovrebbe crescere?
    Il compito dell'ICT è trattare l'informazione, una azienda sana non investe ogni anno in cose nuove (software o hardware che sia), anzi, se ha investito bene per qualche tempo deve solo occuparsi del mantenimento spendendo meno. Poiché non aprono nuove aziende ma, al contrario, chiudono, dove si dovrebbe vedere un aumento di investimenti nel settore ICT? Infatti aumentano solo i segmenti dell'elettronica di consumo dove molti non hanno ancora tablet e smartphone.Il fatto è che quando leggo queste statistiche mi diverte l'idea che secondo qualche luminare bisognerebbe spendere sempre di più, io vorrei vedere se a casa sua lui punta a spendere sempre di più o sempre di meno. Ogni due/tre anni ci danno in pasto una ca..ta nuova, tipo web 2.0 ed adesso ci svagano le pa..e con il cloud, come se fossimo tutti collegati a 100mb simmetrici con prezzi di licensing di prodotti assurdi. Il bello è che il cloud farebbe lavorare meno le aziende locali tra l'altro.Insomma, diamoci una calmata. Il mercato è saturo, fatevene una ragione.
    • shevathas scrive:
      Re: E perchè dovrebbe crescere?

      Insomma, diamoci una calmata. Il mercato è
      saturo, fatevene una
      ragione.opportunità c'è ne sono. Ad esempio il cloud aziendale potrebbe interessare le aziende che hanno diverse sedi nel territorio oppure devono mandare personale in giro. Più che saturo direi maturo, e per entrare o sfondare in un mercato maturo servono spalle grosse e robuste.
      • orpello scrive:
        Re: E perchè dovrebbe crescere?
        - Scritto da: shevathas

        Insomma, diamoci una calmata. Il mercato è

        saturo, fatevene una

        ragione.

        opportunità c'è ne sono. Ad esempio il cloud
        aziendale potrebbe interessare le aziende che
        hanno diverse sedi nel territorio oppure devono
        mandare personale in giro. Più che saturo direi
        maturo, e per entrare o sfondare in un mercato
        maturo servono spalle grosse e
        robuste.Non volevo dire che cloud o altro non servono, come dici tu però il mercato ha una sua maturità e se vuoi vendere nuovi prodotti o servizi deve esserci un ritorno reale. Questo non è più il periodo del commerciale che spara quattro parole nuove e tutti comprano per adeguarsi, adesso gli imprenditori controllano molto bene se e come avranno un ritorno dell'investimento.
      • tucumcari scrive:
        Re: E perchè dovrebbe crescere?
        - Scritto da: shevathas

        Insomma, diamoci una calmata. Il mercato è

        saturo, fatevene una

        ragione.

        opportunità c'è ne sono. Ad esempio il cloud
        aziendale potrebbe interessare le aziende che
        hanno diverse sedi nel territorio oppure devono
        mandare personale in giro. Più che saturo direi
        maturo, e per entrare o sfondare in un mercato
        maturo servono spalle grosse e
        robuste.Il cloud (aziendale o meno) in Italia sconta la palla al piede di una infrastruttura di acXXXXX penosa basata su rame malmesso nel 90% dei casi.Pensare di vendere automobili in un paese in cui le strade sono delle carraie di campagna è velleitario!
        • . . . scrive:
          Re: E perchè dovrebbe crescere?
          - Scritto da: tucumcari
          - Scritto da: shevathas


          Insomma, diamoci una calmata. Il mercato è


          saturo, fatevene una


          ragione.



          opportunità c'è ne sono. Ad esempio il cloud

          aziendale potrebbe interessare le aziende che

          hanno diverse sedi nel territorio oppure devono

          mandare personale in giro. Più che saturo direi

          maturo, e per entrare o sfondare in un mercato

          maturo servono spalle grosse e

          robuste.
          Il cloud (aziendale o meno) in Italia sconta la
          palla al piede di una infrastruttura di acXXXXX
          penosa basata su rame malmesso nel 90% dei
          casi.
          Pensare di vendere automobili in un paese in cui
          le strade sono delle carraie di campagna è
          velleitario!Quoto in pieno.Purtroppo la situazione attuale e questa e all'orizzonte non si vede granché.
        • armstrong scrive:
          Re: E perchè dovrebbe crescere?
          - Scritto da: tucumcari
          - Scritto da: shevathas


          Insomma, diamoci una calmata. Il mercato è


          saturo, fatevene una


          ragione.



          opportunità c'è ne sono. Ad esempio il cloud

          aziendale potrebbe interessare le aziende che

          hanno diverse sedi nel territorio oppure devono

          mandare personale in giro. Più che saturo direi

          maturo, e per entrare o sfondare in un mercato

          maturo servono spalle grosse e

          robuste.
          Il cloud (aziendale o meno) in Italia sconta la
          palla al piede di una infrastruttura di acXXXXX
          penosa basata su rame malmesso nel 90% dei
          casi.
          Pensare di vendere automobili in un paese in cui
          le strade sono delle carraie di campagna è
          velleitario!Vendere auto dove ci sono le autostrade lo sanno fare tutti, è nelle situazioni difficili dove si devono tirare fuori le OO :D
        • shevathas scrive:
          Re: E perchè dovrebbe crescere?

          Il cloud (aziendale o meno) in Italia sconta la
          palla al piede di una infrastruttura di acXXXXX
          penosa basata su rame malmesso nel 90% dei
          casi.
          Pensare di vendere automobili in un paese in cui
          le strade sono delle carraie di campagna è
          velleitario!più che il rame è la dimensione delle aziende e il loro obiettivo. Alle PMI, generalmente, il cloud è utile come una bicicletta ad un pesce.
          • tucumcari scrive:
            Re: E perchè dovrebbe crescere?
            - Scritto da: shevathas

            Il cloud (aziendale o meno) in Italia sconta
            la

            palla al piede di una infrastruttura di
            acXXXXX

            penosa basata su rame malmesso nel 90% dei

            casi.

            Pensare di vendere automobili in un paese in
            cui

            le strade sono delle carraie di campagna è

            velleitario!

            più che il rame è la dimensione delle aziende e
            il loro obiettivo. Alle PMI, generalmente, il
            cloud è utile come una bicicletta ad un
            pesce.Non direi proprio!Al contrario il cloud aziendale gli sarebbe più che utile il problema delle PMI in questo settore è che non c'è una offerta appetibile (in termini di risposta con soluzioni che pacciano "il paio" con la domanda) e a costi sensati e i costi (essenzialmente costi di acXXXXX alla rete che è di fatto la cosa più cara) sono determinanti.Oppure pensi di potere usufruire (e creare) servizi aziendali basati su "alici" e vispe (si fa per dire) terese?
      • AMEN scrive:
        Re: E perchè dovrebbe crescere?
        - Scritto da: orpello
        Non è un problema di .NET, è che proprio le
        aziende hanno tagliato sulla formazione,
        piuttosto ti prendono un libro e ti dicono
        arrangiati.Come non quotarti??
    • armstrong scrive:
      Re: E perchè dovrebbe crescere?
      - Scritto da: orpello
      Il fatto è che quando leggo queste statistiche mi
      diverte l'idea che secondo qualche luminare
      bisognerebbe spendere sempre di più, io vorrei
      vedere se a casa sua lui punta a spendere sempre
      di più o sempre di meno. Ogni due/tre anni ci
      danno in pasto una ca..ta nuova, tipo web 2.0 ed
      adesso ci svagano le pa..e con il cloud, come se
      fossimo tutti collegati a 100mb simmetrici con
      prezzi di licensing di prodotti assurdi. Il bello
      è che il cloud farebbe lavorare meno le aziende
      locali tra
      l'altro.

      Insomma, diamoci una calmata. Il mercato è
      saturo, fatevene una
      ragione.QUOTOInoltre perchè stanno sempre a mendicare soldi pubblici?
      • orpello scrive:
        Re: E perchè dovrebbe crescere?
        - Scritto da: armstrong
        - Scritto da: orpello

        Il fatto è che quando leggo queste statistiche
        mi

        diverte l'idea che secondo qualche luminare

        bisognerebbe spendere sempre di più, io vorrei

        vedere se a casa sua lui punta a spendere sempre

        di più o sempre di meno. Ogni due/tre anni ci

        danno in pasto una ca..ta nuova, tipo web 2.0 ed

        adesso ci svagano le pa..e con il cloud, come se

        fossimo tutti collegati a 100mb simmetrici con

        prezzi di licensing di prodotti assurdi. Il
        bello

        è che il cloud farebbe lavorare meno le aziende

        locali tra

        l'altro.



        Insomma, diamoci una calmata. Il mercato è

        saturo, fatevene una

        ragione.
        QUOTO
        Inoltre perchè stanno sempre a mendicare soldi
        pubblici? Bernabè pochi giorni fa era ospite a "Che tempo che fa", ha detto, parole testuali, che dove non c'è mercato si aspettano sussidi statali. In altre parole, io non sono più azienda di Stato, dove mi conviene investo, dove non mi conviene i soldi me li danno i cittadini.Tanto per dirne una. Con il canone evidentemente ci pago i sevizi ai cittadini del centro da più di 15 anni.
    • qualcuno scrive:
      Re: E perchè dovrebbe crescere?
      Certo quando il fornitore di software consegna alle aziende applicazioni approssimative e instabili che non danno un grande aumento di efficienza per loro non ha senso di continuare ad investire.Proprio qui sta la differenza tra l'IT italiano e quello nei paesi piú avanzati. Quando sia il cliente che il fornitore sanno quello che fanno ogni ciclo di consegne porta aumenti di efficienza e nuovi investimenti.Purtroppo per una cosa del genere ci vuole una cultura informatica e scientifica che in Italia manca.
    • rockroll scrive:
      Re: E perchè dovrebbe crescere?
      Orpello, come non darti ragione?Il mercato però più che saturo durei che va verso la saturazione; ma sicuramente è artefatto o meglio condizionato e plagiato da chi non sa più cosa inventarsi per prendere i nostri soldi (e fessi noi che glieli diamo)...
  • uno qualunque scrive:
    ICT e Italia
    sono due cose che non sono mai andate molto bene, non solo ora..
    • Leguleio scrive:
      Re: ICT e Italia
      - Scritto da: uno qualunque
      sono due cose che non sono mai andate molto bene,
      non solo
      ora..Infatti. Tempo fa ho avuto qui una discussione sul fatto che nessun italiano ha mai creato un linguaggio di programmazione (e, per dire, il C++ è opera di un danese, da un Paese che ha 5 milioni e mezzo di abitanti), non ha mai creato un sistema operativo (Linux l'ha creato un finlandese, Paese che ha poco meno di 6 milioni di abitanti e prima del 1918 nemmeno esisteva), aveva, ma non ha più da tempo aziende che producono computer (i cugini francesi hanno ancora la Bull, che sarà pure di nicchia, ma un mercato ce l'ha). E via dicendo.Quindi credo che il rapporto di Assinform sia stato diffuso alla stampa solo per far parlare di sé, i dati negativi che presentano non significano nulla, in un contesto di recessione.
      • shevathas scrive:
        Re: ICT e Italia
        - Scritto da: Leguleio
        - Scritto da: uno qualunque


        sono due cose che non sono mai andate molto
        bene,

        non solo

        ora..


        Infatti. Tempo fa ho avuto qui una discussione
        sul fatto che nessun italiano ha mai creato un
        linguaggio di programmazione (e, per dire, il C++
        è opera di un danese, da un Paese che ha 5
        milioni e mezzo di abitanti), il C++ venne sviluppato da Stroustrup quando stava facendo il dottorato a Cambrige in UK
        non ha mai creato
        un sistema operativo (Linux l'ha creato un
        finlandese, Paese che ha poco meno di 6 milioni
        di abitanti e prima del 1918 nemmeno esisteva),Ni, torvalds ha dato il primo impulso, poi il kernel di linux è stato sviluppato da molti, per la maggior parte anglosassoni.
        aveva, ma non ha più da tempo aziende che
        producono computer (i cugini francesi hanno
        ancora la Bull, che sarà pure di nicchia, ma un
        mercato ce l'ha). E via
        dicendo.
        Olivetti e De Benedetti... :(
        Quindi credo che il rapporto di Assinform sia
        stato diffuso alla stampa solo per far parlare di
        sé, i dati negativi che presentano non
        significano nulla, in un contesto di
        recessione.le solite frignate per avere qualche commessa pubblica.
        • Leguleio scrive:
          Re: ICT e Italia
          - Scritto da: shevathas

          Infatti. Tempo fa ho avuto qui una
          discussione

          sul fatto che nessun italiano ha mai creato
          un

          linguaggio di programmazione (e, per dire,
          il
          C++

          è opera di un danese, da un Paese che ha 5

          milioni e mezzo di abitanti),

          il C++ venne sviluppato da Stroustrup quando
          stava facendo il dottorato a Cambrige in
          UKE però, persone italiane che da sole abbiano inventato un linguaggio di programmazione di sucXXXXX, anche stando all'estero, non mi vengono in mente. :

          non ha mai creato

          un sistema operativo (Linux l'ha creato un

          finlandese, Paese che ha poco meno di 6
          milioni

          di abitanti e prima del 1918 nemmeno
          esisteva),

          Ni, torvalds ha dato il primo impulso, poi il
          kernel di linux è stato sviluppato da molti, per
          la maggior parte
          anglosassoni.Diciamo che quando uno è l'iniziatore e il coordinatore di un progetto, tutta la gloria va a lui. :-)Tempo fa lessi di un premio Nobel per la medicina assegnato a un ricercatore per un'importante scoperta. Ebbene, tutti sapevano che quando questa scoperta venne fatta lui era in vacanza al mare! È il suo team che arrivò al risultato sperato. Ma a dirigerlo era lui. :|Ciò vale anche in negativo: quando il ministro Mariastella Gelmini si congratulò per l'esperimento riuscito grazie a un tunnell sotterraneo che andava da Ginevra al Gran Sasso, l'ignominia fu tutta per lei; si seppe poi che quando il comunicato fu diramato lei era a una riunione interministeriale. Era evidentemente la mossa di uno dei suoi portaborse.
          • tucumcari scrive:
            Re: ICT e Italia
            - Scritto da: Leguleio
            - Scritto da: shevathas




            Infatti. Tempo fa ho avuto qui una

            discussione


            sul fatto che nessun italiano ha mai
            creato

            un


            linguaggio di programmazione (e, per
            dire,

            il

            C++


            è opera di un danese, da un Paese che
            ha
            5


            milioni e mezzo di abitanti),



            il C++ venne sviluppato da Stroustrup quando

            stava facendo il dottorato a Cambrige in

            UK

            E però, persone italiane che da sole abbiano
            inventato un linguaggio di programmazione di
            sucXXXXX, anche stando all'estero, non mi vengono
            in mente.
            :Già gli italiani si sono limitati a inventare i microproXXXXXri....Chiedi chi è Federico Faggin (chiedi chi erano i beatles)......Il problema non sono "gli italiani" nel senso generico del termine ma la classe dirigente italiana e le sue scelte!
          • Mario Rossi scrive:
            Re: ICT e Italia
            Il premio Turing ti basta per farti un po' riconsiderare le tue idee?http://daily.wired.it/news/scienza/2013/03/14/premio-turing-silvio-micali-shafi-goldwasser-678256.html
          • Leguleio scrive:
            Re: ICT e Italia
            - Scritto da: Mario Rossi
            Il premio Turing ti basta per farti un po'
            riconsiderare le tue
            idee?
            http://daily.wired.it/news/scienza/2013/03/14/premNo. Al contrario. Come ha fatto notare un utente qui:http://punto-informatico.it/b.aspx?i=3744207&m=3745344#p3745344di italiano c'è solo l'origine di Micali. Il suo lavoro è stato svolto al MIT, e credo che Silvio Micali non abbia nessunissima intenzione di tornare in Italia e lavorare in un <I
            call center </I
            .È lo stesso pseudosucXXXXX sbandierato sul conto di Federico Faggin: 1971: invenzione del microproXXXXXre presso la Intel, azienda Usa. 1978: ottiene la cittadinanza statunitense. Fai tu.
          • Mario Rossi scrive:
            Re: ICT e Italia
            - Scritto da: Leguleio
            No. Al contrario. Come ha fatto notare un utente
            qui:

            http://punto-informatico.it/b.aspx?i=3744207&m=374

            di italiano c'è solo l'origine di Micali. Il suo
            lavoro è stato svolto al MIT, e credo che Silvio
            Micali non abbia nessunissima intenzione di
            tornare in Italia e lavorare in un <I

            call center </I

            .

            È lo stesso pseudosucXXXXX sbandierato sul
            conto di Federico Faggin: 1971: invenzione del
            microproXXXXXre presso la Intel, azienda Usa.
            1978: ottiene la cittadinanza statunitense. Fai
            tu.Poco sopra hai chiesto di qualche italiano che avesse fatto qualcosa all'estero e lo hai avuto. Come qualcuno ti ha già corretto, né Torvalds né Stroustrup hanno inventato in patria. Quindi Micali( e Faggin) vale tanto quanto gli esempi che hai portato tu
          • Leguleio scrive:
            Re: ICT e Italia
            - Scritto da: Mario Rossi

            No. Al contrario. Come ha fatto notare un
            utente

            qui:




            http://punto-informatico.it/b.aspx?i=3744207&m=374



            di italiano c'è solo l'origine di Micali. Il
            suo

            lavoro è stato svolto al MIT, e credo che
            Silvio

            Micali non abbia nessunissima intenzione di

            tornare in Italia e lavorare in un <I


            call center </I


            .



            È lo stesso pseudosucXXXXX sbandierato
            sul

            conto di Federico Faggin: 1971: invenzione
            del

            microproXXXXXre presso la Intel, azienda Usa.

            1978: ottiene la cittadinanza statunitense.
            Fai

            tu.
            Poco sopra hai chiesto di qualche italiano che
            avesse fatto qualcosa all'estero e lo hai avuto.Fra uno Stoustrup che da solo inventa un linguaggio di programmazione usato ancora oggi, e un italiano che vince un premio assieme a un'israeliana (e magari fosse il Nobel dell'informatica! Sono 250 000 $, a fronte di 8 milioni di corone svedesi, cioè 956 273 , del Nobel), non vedo francamente questa grande corrispondenza.Sì, una volta anche la medaglia Field per la matematica l'ha vinta un italiano. Se è apparso un trafiletto sui giornali, è stato oro che cola.
            Come qualcuno ti ha già corretto, né Torvalds né
            Stroustrup hanno inventato in patria. No, Torvalds fece tutto a Helsinki. Che poi la maggior parte dei suoi corrispondenti e collaboratori stesse all'estero, poco importa. Lui studiava lì.
            Quindi
            Micali( e Faggin) vale tanto quanto gli esempi
            che hai portato
            tuSai che non è così. E per ora né Stoustrup né Torvalds hanno preso la cittadinanza Usa, malgrado lavorino lì da anni.
          • Mario Rossi scrive:
            Re: ICT e Italia
            - Scritto da: Leguleio
            Fra uno Stoustrup che da solo inventa un
            linguaggio di programmazione usato ancora oggi, e
            un italiano che vince un premio assieme a
            un'israeliana (e magari fosse il Nobel
            dell'informatica! Sono 250 000 $, a fronte di 8
            milioni di corone svedesi, cioè 956 273 ,
            del Nobel), non vedo francamente questa grande
            corrispondenza.Non è solo una questione di soldi, ma capisco che tu non riesca a capire...
            Sì, una volta anche la medaglia Field per la
            matematica l'ha vinta un italiano. Se è apparso
            un trafiletto sui giornali, è stato oro che cola.1) Decidono i giornali quello che è importante?2) Quanti articoli di giornale hanno dedicato Stroustrup e Torvalds?
            No, Torvalds fece tutto a Helsinki. Scusa.
            Che poi la
            maggior parte dei suoi corrispondenti e
            collaboratori stesse all'estero, poco importa.Certo, dettagli irrilevanti...
            Lui studiava
            lì.Stoustrup no, come Micali...
            Sai che non è così. E per ora né Stoustrup né
            Torvalds hanno preso la cittadinanza Usa,
            malgrado lavorino lì da
            anni.Quindi?
          • Leguleio scrive:
            Re: ICT e Italia
            - Scritto da: Mario Rossi

            Fra uno Stoustrup che da solo inventa un

            linguaggio di programmazione usato ancora
            oggi,
            e

            un italiano che vince un premio assieme a

            un'israeliana (e magari fosse il Nobel

            dell'informatica! Sono 250 000 $, a fronte
            di
            8

            milioni di corone svedesi, cioè 956 273
            ,

            del Nobel), non vedo francamente questa
            grande

            corrispondenza.
            Non è solo una questione di soldi, ma capisco che
            tu non riesca a
            capire...Non è solo una questione di soldi, siamo d'accordo, e del resto non possiamo addossare ad Alfred Nobel la colpa di non aver previsto un premio per l'informatica, alla fine dell'Ottocento. E però, se permetti, anche quello ha un peso. Perché credi che i giornali parlino del Nobel? Forse i reali svedesi sono così famosi nel mondo che un servizio bisogna pur farlo?

            Sì, una volta anche la medaglia Field per la

            matematica l'ha vinta un italiano. Se è
            apparso

            un trafiletto sui giornali, è stato oro che
            cola.
            1) Decidono i giornali quello che è importante?
            2) Quanti articoli di giornale hanno dedicato
            Stroustrup e
            Torvalds?La letteratura su Linux e sul C++ è sterminata. http://www.ibs.it/ser/serpge.asphttp://www.amazon.com/s/ref=nb_sb_noss?url=search-alias%3Dstripbooks&field-keywords=c%2B%2B+programmazioneMagari quando vennero creati nessuno ci fece caso. Non è quello il punto. Il sucXXXXX non dipende dai premi ricevuti, ma dalle applicazioni che se ne possono fare.

            Che poi la

            maggior parte dei suoi corrispondenti e

            collaboratori stesse all'estero, poco
            importa.
            Certo, dettagli irrilevanti...L'epoca in cui qualcuno inventa qualcosa nel suo laboratorio in olimpionica solitudine è finita da un pezzo.

            Lui studiava

            lì.
            Stoustrup no, come Micali...Ripeto, non sono situazioni facilmente comparabili.Se il sistema di Micali in futuro si rivelerà davvero pervasivo, al punto che nessun sistema di crittografia potrà prescindere dalle sue scoperte, sarò pronto a ricredermi. Per ora, vedo solo un premio sconosciuto ai più, non particolarmente generoso, e diviso con un'altra.

            Sai che non è così. E per ora né Stoustrup né

            Torvalds hanno preso la cittadinanza Usa,

            malgrado lavorino lì da

            anni.
            Quindi?La loro scelta di lavorare in Usa potrebbe essere temporanea. Quella di Faggin, non lo è stata.
          • tucumcari scrive:
            Re: ICT e Italia
            - Scritto da: Leguleio
            - Scritto da: Mario Rossi




            Fra uno Stoustrup che da solo inventa un


            linguaggio di programmazione usato
            ancora

            oggi,

            e


            un italiano che vince un premio assieme
            a


            un'israeliana (e magari fosse il Nobel


            dell'informatica! Sono 250 000 $, a
            fronte

            di

            8


            milioni di corone svedesi, cioè
            956 273

            ,


            del Nobel), non vedo francamente questa

            grande


            corrispondenza.


            Non è solo una questione di soldi, ma
            capisco
            che

            tu non riesca a

            capire...

            Non è solo una questione di soldi, siamo
            d'accordo, e del resto non possiamo addossare ad
            Alfred Nobel la colpa di non aver previsto un
            premio per l'informatica, alla fine
            dell'Ottocento. E però, se permetti, anche quello
            ha un peso. Perché credi che i giornali parlino
            del Nobel? Forse i reali svedesi sono così famosi
            nel mondo che un servizio bisogna pur farlo?





            Sì, una volta anche la medaglia Field
            per
            la


            matematica l'ha vinta un italiano. Se è

            apparso


            un trafiletto sui giornali, è stato oro
            che

            cola.


            1) Decidono i giornali quello che è
            importante?

            2) Quanti articoli di giornale hanno dedicato

            Stroustrup e

            Torvalds?

            La letteratura su Linux e sul C++ è sterminata.

            http://www.ibs.it/ser/serpge.asp

            http://www.amazon.com/s/ref=nb_sb_noss?url=search-

            Magari quando vennero creati nessuno ci fece
            caso. Non è quello il punto. Il sucXXXXX non
            dipende dai premi ricevuti, ma dalle applicazioni
            che se ne possono fare.






            Che poi la


            maggior parte dei suoi corrispondenti e


            collaboratori stesse all'estero, poco

            importa.


            Certo, dettagli irrilevanti...

            L'epoca in cui qualcuno inventa qualcosa nel suo
            laboratorio in olimpionica solitudine è finita da
            un
            pezzo.




            Lui studiava


            lì.


            Stoustrup no, come Micali...

            Ripeto, non sono situazioni facilmente
            comparabili.
            Se il sistema di Micali in futuro si rivelerà
            davvero pervasivo, al punto che nessun sistema di
            crittografia potrà prescindere dalle sue
            scoperte, sarò pronto a ricredermi. Per ora, vedo
            solo un premio sconosciuto ai più, non
            particolarmente generoso, e diviso con
            un'altra.




            Sai che non è così. E per ora né
            Stoustrup



            Torvalds hanno preso la cittadinanza
            Usa,


            malgrado lavorino lì da


            anni.


            Quindi?

            La loro scelta di lavorare in Usa potrebbe essere
            temporanea.

            Quella di Faggin, non lo è stata.Il che dimostra incontrovertibilmente (manco ce ne fosse ulteriore bisogno) che appunto...Il problema non sono "gli italiani" nel senso generico del termine ma la classe dirigente italiana e le sue scelte!Faggin è italiano e ha studiato in italia!L'unico problema di Faggin è che in Italia il microproXXXXXre lo avrebbero buttato nel XXXXX così come si fece col telefono!Il primo "vero telefono" fu fatto in Italia e non da Meucci (il cui sistema era primitivo) ne da Alexander Graham Bell che del resto lo aveva mutuato dai colloqui avuti con l'inventore originario che è questo:http://it.wikipedia.org/wiki/Innocenzo_Manzettia legù fatte 'na curtura leggi qualcosa che te fa bene e tieni presente che "la storia da torto e da ragione" (come dice de gregori nella sua canzoncina) e sopratutto come dimostra Galileo (e la storia appunto) non sono le sentenze a dare torto e ragione anzi!La terra gira Intorno al sole e il telefono lo hanno inventato a Aosta e Torino se vuoi un tantinello "occitane" ma decisamente italianissime!E stiamo parlando di 2 cose (proXXXXXri e telefono) che hanno rivoluzionato la vita di miliardi di persone!e Questa lo ripeto è la ulteriore conferma che il problema non sono gli italiani nel senso generico del termine ma la classe dirigente italiana e le sue scelte!Piaccia o non piaccia!
          • Leguleio scrive:
            Re: ICT e Italia
            Ognuno attrae categorie ben precise di animaletti tediosi, a me ad esempio girano attorno mosconi e moscerini (soprattutto questi ultimi).Il motivo per cui non rispondo ai tuoi deliri lo conosci, ed è ben espresso qui:http://punto-informatico.it/b.aspx?i=3677637&m=3678176#p3678176Inutile insistere.
          • tucumcari scrive:
            Re: ICT e Italia
            - Scritto da: Leguleio
            Ognuno attrae categorie ben precise di animaletti
            tediosi, a me ad esempio girano attorno mosconi e
            moscerini (soprattutto questi
            ultimi).

            Il motivo per cui non rispondo ai tuoi deliri lo
            conosci, ed è ben espresso
            qui:

            http://punto-informatico.it/b.aspx?i=3677637&m=367

            Inutile insistere.I deliri alla luce dei fatti sono i tuoi! ;)Vatti a rileggere la sentenza google vividown!
          • Mario Rossi scrive:
            Re: ICT e Italia
            - Scritto da: Leguleio
            Non è solo una questione di soldi, siamo
            d'accordo, e del resto non possiamo addossare ad
            Alfred Nobel la colpa di non aver previsto un
            premio per l'informatica, alla fine
            dell'Ottocento. E però, se permetti, anche quello
            ha un peso. Perché credi che i giornali parlino
            del Nobel? Forse i reali svedesi sono così famosi
            nel mondo che un servizio bisogna pur farlo?Prova a googlare Silvio Micali e vedrai che molti giornali ne parlano
            Magari quando vennero creati nessuno ci fece
            caso. Non è quello il punto. Il sucXXXXX non
            dipende dai premi ricevuti, ma dalle applicazioni
            che se ne possono fare."Micali is best known for some of his fundamental early work on public-key cryptosystems, pseudorandom functions, digital signatures, oblivious transfer, secure multiparty computation, and is one of the co-inventors of zero-knowledge proofs." (cit. http://en.wikipedia.org/wiki/Silvio_Micali)Mi sembrano cose che hanno già trovato applicazione ampiamente, non trovi?
            Ripeto, non sono situazioni facilmente
            comparabili.
            Se il sistema di Micali in futuro si rivelerà
            davvero pervasivoSi è già rivelato persuasivo
            Quella di Faggin, non lo è stata.Quindi? Non è italiano?
          • Leguleio scrive:
            Re: ICT e Italia
            - Scritto da: Mario Rossi

            Non è solo una questione di soldi, siamo

            d'accordo, e del resto non possiamo
            addossare
            ad

            Alfred Nobel la colpa di non aver previsto un

            premio per l'informatica, alla fine

            dell'Ottocento. E però, se permetti, anche
            quello

            ha un peso. Perché credi che i giornali
            parlino

            del Nobel? Forse i reali svedesi sono così
            famosi

            nel mondo che un servizio bisogna pur farlo?
            Prova a googlare Silvio Micali e vedrai che molti
            giornali ne
            parlanoConsiderazione generale: usare Google per contare il numero dei risultati restituiti è come usare l'aiuto del pubblico a <I
            Chi vuol essere milionario? </I
            Il rischio di prendere cantonate dovute al sentire comune è molto forte. Visto più volte.Google indicizza di più e più rapidamente le notizie ricorrenti nell'ultimo periodo, e meno quelle che riguardano avvenimenti precedenti all'avvento del Web (1990-1991). Davvero se trovo (numero buttato lì a caso) 20 000 risultati su Micali, ma solo 1000 su Giuseppe Garibaldi, devo dedurre che Garibaldi è 20 volte meno importante di Micali? :-)Nel caso specifico, devo citare un articolo letto alcuni giorni fa:http://www.ilpost.it/antoniodini/2013/03/14/problemi-e-nobel/Non so se l'autore dell'articolo fosse stato davvero il primo a diffondere la notizia in Italia, la mattina del 14 marzo (il premio è stato conferito il giorno prima, il 13):http://www.acm.org/press-room/news-releases/2013/turing-award-12/Ma il sospetto è forte: questo tipo di notizie si diffondono con il copia-incolla, non per patriottismo.

            Magari quando vennero creati nessuno ci fece

            caso. Non è quello il punto. Il sucXXXXX non

            dipende dai premi ricevuti, ma dalle
            applicazioni

            che se ne possono fare.
            "Micali is best known for some of his fundamental
            early work on public-key cryptosystems,
            pseudorandom functions, digital signatures,
            oblivious transfer, secure multiparty
            computation, and is one of the co-inventors of
            zero-knowledge proofs." (cit.
            http://en.wikipedia.org/wiki/Silvio_Micali)Micali aveva già vinto il premio Gödel, alcuni anni fa. Che fra gli addetti ai lavori fosse noto, insomma, non stupisce. Il punto è: davvero già si diceva, in ambito crittografico, "Adotta l'algoritmo Micali!" oppure "Senza Micali questo problema non l'avremmo mai risolto".Se proprio vuoi avere il polso della situazione usando Wikipedia ti do alcune date:Voce su Micali in inglese: 11 gennaio 2005Voce su Micali in italiano: 5 luglio 2008Voce di Micali in tedesco: 16 novembre 2009Voce su Micali in francese: 31 gennaio 2013Voce su Micali in spagnolo: non c'è! Come non c'è in russo, in cinese e in arabo. Detto questo, diamo a Cesare quel che è di Cesare: con una ricerca su Amazon trovo 58 titoli che, fra gli argomenti, hanno Micali. Alcuni anche in lingue diverse dall'inglese, tradotti. Ma in italiano, nemmeno uno. :-(Sul C++ e su Linux, in italiano, di titoli ne trovo oltre un centinaio.
            Mi sembrano cose che hanno già trovato
            applicazione ampiamente, non
            trovi?


            Ripeto, non sono situazioni facilmente

            comparabili.

            Se il sistema di Micali in futuro si rivelerà

            davvero pervasivo
            Si è già rivelato persuasivoMah, questo non lo so. Di libri di crittografia che parlano del suo metodo ne esistono diversi, ma ovviamente non tutti i libri di crittografia lo citano. Questa però è una questione più per addetti ai lavori.

            Quella di Faggin, non lo è stata.
            Quindi? Non è italiano?Non più. Ha doppia cittadinanza.
          • Mario Rossi scrive:
            Re: ICT e Italia
            - Scritto da: Leguleio
            Considerazione generale: usare Google per contare
            il numero dei risultati restituiti è come usare
            l'aiuto del pubblico a <I
            Chi vuol essere
            milionario? </I
            Il rischio di prendere
            cantonate dovute al sentire comune è molto forte.
            Visto più
            volte.
            Google indicizza di più e più rapidamente le
            notizie ricorrenti nell'ultimo periodo, e meno
            quelle che riguardano avvenimenti precedenti
            all'avvento del Web (1990-1991). Davvero se trovo
            (numero buttato lì a caso) 20 000 risultati
            su Micali, ma solo 1000 su Giuseppe Garibaldi,
            devo dedurre che Garibaldi è 20 volte meno
            importante di Micali?
            :-)Ti ho chiesto non di cercare quante voci trova, ma quanti articoli di giornale ne parlano
            Micali aveva già vinto il premio Gödel,
            alcuni anni fa. Che fra gli addetti ai lavori
            fosse noto, insomma, non stupisce. Il punto è:
            davvero già si diceva, in ambito crittografico,
            "Adotta l'algoritmo Micali!" oppure "Senza Micali
            questo problema non l'avremmo mai
            risolto".Chi è in grado di dire "Senza <tale
            questo problema non l'avremmo mai risolto"?Ti è abbastanza chiaro che Micali ha gettato le basi per la maggioranza delle tecniche più efficienti di crittografia?
            Non più. Ha doppia cittadinanza.Quindi non è italiano?
          • Leguleio scrive:
            Re: ICT e Italia
            - Scritto da: Mario Rossi

            Google indicizza di più e più rapidamente le

            notizie ricorrenti nell'ultimo periodo, e
            meno

            quelle che riguardano avvenimenti precedenti

            all'avvento del Web (1990-1991). Davvero se
            trovo

            (numero buttato lì a caso) 20 000
            risultati

            su Micali, ma solo 1000 su Giuseppe
            Garibaldi,

            devo dedurre che Garibaldi è 20 volte meno

            importante di Micali?

            :-)
            Ti ho chiesto non di cercare quante voci trova,
            ma quanti articoli di giornale ne
            parlanoE come faccio, con Google? Proprio non ho idea: impostare "Silvio Micali" è facile. Selezionare i risultati in base alla provenienza, solo quelli in siti di giornali, non so proprio come si fa. In ogni caso, sul <I
            New York times </I
            trovo due risultati, nessuno dei due riferito al premio Turing:https://www.google.com/search?q=Silvio+micali+site%3Ahttp%3A%2F%2Fwww.nytimes.com%2F&ie=utf-8&oe=utf-8Sul <I
            Times </I
            non trovo nulla. Idem su <I
            Le monde </I
            .

            Micali aveva già vinto il premio Gödel,

            alcuni anni fa. Che fra gli addetti ai lavori

            fosse noto, insomma, non stupisce. Il punto
            è:

            davvero già si diceva, in ambito
            crittografico,

            "Adotta l'algoritmo Micali!" oppure "Senza
            Micali

            questo problema non l'avremmo mai

            risolto".
            Chi è in grado di dire "Senza <tale

            questo problema non l'avremmo mai
            risolto"?Un matematico esperto in crittografia. Io no di certo. :-(
            Ti è abbastanza chiaro che Micali ha gettato le
            basi per la maggioranza delle tecniche più
            efficienti di
            crittografia?Adesso, il fatto che uno ha vinto un premio significa che ha salvato le sorti del mondo. Non lo so, mi pare così basso il numero di pubblicazioni dedicate a lui, in rapporto alla totalità di quelle dedicate alla crittografia. Ma non sono ferrato in materia.

            Non più. Ha doppia cittadinanza.
            Quindi non è italiano?Solo di origine.Se gli Usa fossero fra gli Stati che non ammettono doppia cittadinanza, e ce ne sono diversi, Faggin avrebbe dovuto restituire il passaporto italiano. Così non è: resta il fatto incontrovertibile che Faggin risiede e lavora negli Usa dal 1968, e non ha nessuna intensione di tornare, a quanto ne so.E se lo facesse giusto per andare a presentare il festival della canzone italiana, come fece uno nel 1999, sarebbe ancora peggio. L'ennesima ratifica dello stato irrecuperabile di una nazione.
      • uomo che sussurrava alle vacche scrive:
        Re: ICT e Italia
        - Scritto da: Leguleio
        - Scritto da: uno qualunque


        sono due cose che non sono mai andate molto
        bene,

        non solo

        ora..


        Infatti. Tempo fa ho avuto qui una discussione
        sul fatto che nessun italiano ha mai creato un
        linguaggio di programmazione (e, per dire, il C++Me la sono persa per fortuna:linoleum http://en.wikipedia.org/wiki/Linoleum_%28programming_language%29
        • Leguleio scrive:
          Re: ICT e Italia
          - Scritto da: uomo che sussurrava alle vacche


          sono due cose che non sono mai andate molto

          bene,


          non solo


          ora..





          Infatti. Tempo fa ho avuto qui una
          <b
          discussione </b


          sul fatto che nessun italiano ha mai creato un

          linguaggio di programmazione (e, per dire, il
          C++

          Me la sono persa per fortuna:

          linoleum
          http://en.wikipedia.org/wiki/Linoleum_%28programmiTi sbagli, un utente ha citato proprio l'esempio di L.in.oleum . E però, io non credo che fare campanilismo sui fantasmi serva a granché: L.in.oleum lo conosce quello che lo ha creato, e i suoi amici. Non ha avuto il minimo sucXXXXX. Del resto, non è che il mondo informatico negli anni Novanta necessitasse di linguaggi a basso livello.
          • bubba scrive:
            Re: ICT e Italia
            - Scritto da: Leguleio
            - Scritto da: uomo che sussurrava alle vacche





            sono due cose che non sono mai
            andate
            molto


            bene,



            non solo



            ora..








            Infatti. Tempo fa ho avuto qui una

            <b
            discussione </b



            sul fatto che nessun italiano ha mai
            creato
            un


            linguaggio di programmazione (e, per
            dire,
            il

            C++



            Me la sono persa per fortuna:



            linoleum


            http://en.wikipedia.org/wiki/Linoleum_%28programmi

            Ti sbagli, un utente ha citato proprio l'esempio
            di L.in.oleum . E però, io non credo che fare
            campanilismo sui fantasmi serva a granché:
            L.in.oleum lo conosce quello che lo ha creato, e
            i suoi amici. Non ha avuto il minimo sucXXXXX.
            Del resto, non è che il mondo informatico negli
            anni Novanta necessitasse di linguaggi a basso
            livello.un po mi ricordo quella discussione.. e anche li' pensai che tu fosti un po troppo menagramo ;)Cioe' e' vero che gran cose di impatto mondiale nell'ICT non le facciamo/abbiam fatte... SPECIE se consideriamo gli ultimi periodi e il mass market (=nomi noti alla casalinga e/o a bruno vespa)... pero' NON abbiamo fatto ne facciamo cosi' tanto schifo come potrebbe apparire...Salto di palo in frasca, ma ne posso infilare molti di piu... Enrico Colombini e Avventura nel Castello (tra i primissimi adv testuali per home computer.. 1982,apple ii) Corrado giustozzi ( & amici ): tra i pionieri nella divulgazione scientifica "per le masse" (mc-microcomputer, 1981), autore di 'intelligiochi' e coautore di pionieristici RPG online (via mclink) (e altre robe)Massimo Benzi, coautore (in quel di Ivrea, lol) del framework opensource Arduino (2005). (niente di eccezionale in se.. un AVR col 'contorno'.. ma 'spinto' sin a diventare un po il lego dell'elettronica 'da casa'... )Se vado fuori da questi "schemi", ci sono anche tutti i contributors [e son tanti] dell'INFN, CNR, UNIPI , lo stesso CSELT (S.i.p) ecc.. che hanno molto contribuito allo sviluppo generale dell'informatica (cfr. "Macchina Ridotta", unipi, 1955!) e internet.Allo CSELT stava anche Chiariglione, sostanzialmente l'autore della codifica MPEG..
          • Leguleio scrive:
            Re: ICT e Italia
            - Scritto da: bubba




            sono due cose che non sono mai

            andate

            molto



            bene,




            non solo




            ora..











            Infatti. Tempo fa ho avuto qui una


            <b
            discussione </b




            sul fatto che nessun italiano ha
            mai

            creato

            un



            linguaggio di programmazione (e,
            per

            dire,

            il


            C++





            Me la sono persa per fortuna:





            linoleum





            http://en.wikipedia.org/wiki/Linoleum_%28programmi



            Ti sbagli, un utente ha citato proprio
            l'esempio

            di L.in.oleum . E però, io non credo che fare

            campanilismo sui fantasmi serva a granché:

            L.in.oleum lo conosce quello che lo ha
            creato,
            e

            i suoi amici. Non ha avuto il minimo
            sucXXXXX.

            Del resto, non è che il mondo informatico
            negli

            anni Novanta necessitasse di linguaggi a
            basso

            livello.
            un po mi ricordo quella discussione.. e anche li'
            pensai che tu fosti un po troppo menagramo
            ;)È qui:http://punto-informatico.it/b.aspx?i=3698905&m=3699867#p3699867
            Cioe' e' vero che gran cose di impatto mondiale
            nell'ICT non le facciamo/abbiam fatte... SPECIE
            se consideriamo gli ultimi periodi e il mass
            market (=nomi noti alla casalinga e/o a bruno
            vespa)... pero' NON abbiamo fatto ne facciamo
            cosi' tanto schifo come potrebbe
            apparire...Vediamo un po':
            Salto di palo in frasca, ma ne posso infilare
            molti di piu... Enrico Colombini e Avventura nel
            Castello (tra i primissimi adv testuali per home
            computer.. 1982,apple ii)Un videogioco testuale. Non proprio un prodotto da crearci il fan club. :-)
            Corrado giustozzi ( & amici ): tra i pionieri
            nella divulgazione scientifica "per le masse"
            (mc-microcomputer, 1981), autore di
            'intelligiochi' e coautore di pionieristici RPG
            online (via mclink) (e altre
            robe)Se non mi dai i nomi dei giochi che ha creato, però, non posso farmi un'idea.Sì, di riviste sul computer fatte bene ce n'erano, fra cui MCMicrocomputer, a cui Giustozzi lavorava. Nel giornalismo i talenti non mancano mai. All'atto pratico...
            Massimo Benzi, coautore (in quel di Ivrea, lol)
            del framework opensource Arduino (2005). (niente
            di eccezionale in se.. un AVR col 'contorno'.. ma
            'spinto' sin a diventare un po il lego
            dell'elettronica 'da casa'...
            )E questo va considerato, tra l'altro il progetto ha avuto luogo in Italia.
            Se vado fuori da questi "schemi", ci sono anche
            tutti i contributors [e son tanti] dell'INFN,
            CNR, UNIPI , lo stesso CSELT (S.i.p) ecc.. che
            hanno molto contribuito allo sviluppo generale
            dell'informatica (cfr. "Macchina Ridotta", unipi,
            1955!) e
            internet.Qui si va un po' troppo indietro nel tempo, però.Anche il matematico Giuseppe Peano ha dato contributi all'informatica quando ancora non esisteva nemmeno il termine. Però, insomma, limitiamoci a esempi un po' più attuali.
            Allo CSELT stava anche Chiariglione,
            sostanzialmente l'autore della codifica
            MPEG..Assieme al giapponese Hiroshi Yasuda. Anche questo va ricordato. Purtroppo era un gruppo itinerante, non si può dire che l'mpeg sia nato, o sia stato annunciato alla stampa, in Italia. :-(
          • thebecker scrive:
            Re: ICT e Italia
            - Scritto da: Leguleio


            un po mi ricordo quella discussione.. e
            anche
            li'

            pensai che tu fosti un po troppo menagramo

            ;)


            È qui:

            http://punto-informatico.it/b.aspx?i=3698905&m=369
            Si mi ricordo è iniziata con un mio post sul genio dei giapponesi e la ricerca di una redita vitalizia degli italiani (senza generalizzare, ma la percentuale è alta). Anche in questo caso si piange miseria, forse come ha detto qualcuno qui per avere contributi statali, invece di pensare a cercare o creare nuovi mercati..In UK (conosco delle persone che lavorano li) le stesse aziende private danno finanziamenti alle università ovviamente per sperare di averne un tornaconto, brevetti, nuovi mercati da creare..ecc.
          • shevathas scrive:
            Re: ICT e Italia

            Anche in questo caso si piange miseria, forse
            come ha detto qualcuno qui per avere contributi
            statali, invece di pensare a cercare o creare
            nuovi mercati..In UK (conosco delle persone che
            lavorano li) le stesse aziende private danno
            finanziamenti alle università ovviamente per
            sperare di averne un tornaconto, brevetti, nuovi
            mercati da
            creare..ecc.e ovviamente controllano come le università spendono i soldi da loro affidati. Qui invece da una parte ci si lamenta perché i privati non investono e dall'altra, basta vedere le levate di scudi contro l'ingresso dei privati nelle università, si lotta perché nessuno controlli e si metta a sindacare sul lavoro dei chiarissimi (e codazzo di tirapiedi annesso).
          • bubba scrive:
            Re: ICT e Italia
            - Scritto da: Leguleio
            - Scritto da: bubba
            <b
            Ricorda </b
            queste premesse eh!

            Cioe' e' vero che gran cose di impatto
            mondiale

            nell'ICT non le facciamo/abbiam fatte...
            SPECIE

            se consideriamo gli ultimi periodi e il mass

            market (=nomi noti alla casalinga e/o a bruno

            vespa)... pero' NON abbiamo fatto ne facciamo

            cosi' tanto schifo come potrebbe

            apparire...


            Vediamo un po':


            Salto di palo in frasca, ma ne posso infilare

            molti di piu... Enrico Colombini e Avventura
            nel

            Castello (tra i primissimi adv testuali per
            home

            computer.. 1982,apple ii)

            Un videogioco testuale. Non proprio un prodotto
            da crearci il fan club.
            :-)invece c'e' (o c'e' stato). ricorda di che periodo stiamo parlando, anche... Colombini ha invece influenzato il modo di fare quegli adv... Ovviamente era un prodotto in italiano per italiani (quindi influenza internazionale ...)

            Corrado giustozzi ( & amici ): tra i pionieri

            nella divulgazione scientifica "per le masse"

            (mc-microcomputer, 1981), autore di

            'intelligiochi' e coautore di pionieristici
            RPG

            online (via mclink) (e altre

            robe)

            Se non mi dai i nomi dei giochi che ha creato,
            però, non posso farmi
            un'idea.
            Sì, di riviste sul computer fatte bene ce
            n'erano, fra cui MCMicrocomputer, a cui Giustozzi
            lavorava. Nel giornalismo i talenti non mancano
            mai. All'atto pratico...Era il focus striminzito su una persona, non su un singolo prodotto (remember le mie premesse). Cmq coder di un gioco forse no (era addicted coi giochi cmq... guarda la sua storia.. ha creato il primo torneo online) e come mclink hanno hostato il secondo rpg/mud italiano (lumens and umbra, 1994). [il primo era Necronomicon, su videotel. 1990)Rimanendo in tema, MC col coder bo arnklit ha creato MC-LINK, una bbs italiana commerciale, 1986...collegata presto ad itapac. Penso tra le prime al mondo (GEnie, americana, era di fine '85). e tra i primi anche a dare internet alle masse (in italia). era il 1992.

            Massimo Benzi, coautore (in quel di Ivrea,
            lol)

            del framework opensource Arduino (2005).

            E questo va considerato, tra l'altro il progetto
            ha avuto luogo in Italia.in quel di ivrea appunto.... ti interessano solo i progetti noti alle masse e di livello mondiale?Altri due che mi vengono (ma ho evitato prima il settore networking-hacking, xche conosco tropppa gente li' :P) ben noti al settore suddetto... sono - winpcap (reimplementazione di pcap sotto windows, fatta da alcuni del polito tipo nel 1999, e usata praticamente da TUTTI i sw open e non... a partire da ethereal/wireshark)- ettercap : sw molto comodo per hijacking & mitm su IP..da 2 studenti del polimi.. poi infilato in tutte le suite di (contro)sicurezza piu diffuseDal polimi e polito sono usciti parecchi altri hackers che hanno fatto sw o paper rilevanti... ma appunto ci metterei una vita a dar l'elenco :)

            Se vado fuori da questi "schemi", ci sono
            anche

            tutti i contributors [e son tanti] dell'INFN,

            CNR, UNIPI , lo stesso CSELT (S.i.p) ecc..
            che

            hanno molto contribuito allo sviluppo
            generale

            dell'informatica (cfr. "Macchina Ridotta",
            unipi,

            1955!) e

            internet.

            Qui si va un po' troppo indietro nel tempo, però.
            Anche il matematico Giuseppe Peano ha datoevabbe era un ESEMPIO... Ti cito un paio di altre persone ..Antonio Blasco Bonito o Daniele Bovio dal CNUCE (pisa), hanno contribuito a tutti i gangli "per la nascita di internet".. EARN (il primo network IP europeo, 1984. Il Tld ".it" e' del 1987), il RIPE (il nic europeo), il GARR eccSe vuoi fare uno studio... puoi partire dal buon http://cctld.it/index.htmlRipeto questa e' tutta roba che non fa "scenografia" sulle masse, come un ipod ... ma e' roba CHE SERVE/e' servita..

            Allo CSELT stava anche Chiariglione,

            sostanzialmente l'autore della codifica

            MPEG..

            Assieme al giapponese Hiroshi Yasuda. Anche
            questo va ricordato. Purtroppo era un gruppo
            itinerante, non si può dire che l'mpeg sia nato,
            o sia stato annunciato alla stampa, in Italia.
            :-(io parlavo di "formazione"... lo CSELT e SARITEL sono 2 esempi di scempio all'italiana... sacrificati sull'altare dei debiti 'finanziari artificiali' di telecom italia... c'era bella roba e belle teste la' dentro.. :
          • Leguleio scrive:
            Re: ICT e Italia
            - Scritto da: bubbaVa bene mi hai convinto. Nel 99 % dei casi mi tocca discutere con gente che conosce solo per sentito dire ciò di cui parla, invece tu la materia la conosci. Aggiungo anche una ditta italiana dell'epoca dei videogiochi Arcade, la Zaccaria (credo) di Bologna:http://gamesdbase.com/all_publisher_games-zaccaria.aspxGran bel gioco il Dodgem.
          • bubba scrive:
            Re: ICT e Italia
            - Scritto da: Leguleio
            - Scritto da: bubba

            Va bene mi hai convinto.whoa :)) cmq non ero nettamente contrario a quel che dicevi... cioe', imho, siamo/siamo stati meglio di quel che mi prospettavi... PERO' effettivamente un pool equivalente a un ferrari/ducati/aprilia ( brand e/o prodotto per masse) non mi sembra che ce l'abbiamo...
            Nel 99 % dei casi mi
            tocca discutere con gente che conosce solo per
            sentito dire ciò di cui parla, invece tu la
            materia la conosci.;-) gioie e dolori di frequentare attivamente l'informatica dal 1982...
            Aggiungo anche una ditta italiana dell'epoca dei
            videogiochi Arcade, la Zaccaria (credo) di
            Bologna:

            http://gamesdbase.com/all_publisher_games-zaccaria

            Gran bel gioco il Dodgem.urca la Zaccaria.. sisi certo di bologna... ma piu che negli arcade [si, arrivarono anche quelli] era tra i piu famosi e gustosi produttori di flipper elettromeccanici... dall'inizio degli anni '70.
          • Prozac scrive:
            Re: ICT e Italia
            - Scritto da: Leguleio
            - Scritto da: bubba

            Va bene mi hai convinto. Nel 99 % dei casi mi
            tocca discutere con gente che conosce solo per
            sentito dire ciò di cui parla, invece tu la
            materia la conosci.


            Aggiungo anche una ditta italiana dell'epoca dei
            videogiochi Arcade, la Zaccaria (credo) di
            Bologna:

            http://gamesdbase.com/all_publisher_games-zaccaria

            Gran bel gioco il Dodgem.Se vogliamo parlare dei giorni nostri:http://en.wikipedia.org/wiki/ModeFRONTIERNel mondo del CAE e dell'ottimizzazione multi-disciplinare multi-obiettvo e PIDO è forse il numero uno al mondo...
          • Sgabbio scrive:
            Re: ICT e Italia
            Ehi ? E il Mame ? E figlio italiano pure lui.
          • armstrong scrive:
            Re: ICT e Italia
            - Scritto da: Leguleio
            - Scritto da: uomo che sussurrava alle vacche





            sono due cose che non sono mai
            andate
            molto


            bene,



            non solo



            ora..








            Infatti. Tempo fa ho avuto qui una

            <b
            discussione </b



            sul fatto che nessun italiano ha mai
            creato
            un


            linguaggio di programmazione (e, per
            dire,
            il

            C++



            Me la sono persa per fortuna:



            linoleum


            http://en.wikipedia.org/wiki/Linoleum_%28programmi

            Ti sbagli, un utente ha citato proprio l'esempio
            di L.in.oleum . E però, io non credo che fare
            campanilismo sui fantasmi serva a granché:
            L.in.oleum lo conosce quello che lo ha creato, e
            i suoi amici. Non ha avuto il minimo sucXXXXX.
            Del resto, non è che il mondo informatico negli
            anni Novanta necessitasse di linguaggi a basso
            livello.Già, ormai neppure i creatori di virus usano più l'assembler... (geek)
      • Barbatroia scrive:
        Re: ICT e Italia
        L'italia (volutamente in piccolo) è il paese dei rosiconi.Tu crei un progetto? Non lo caga nessuno e, se possono, ci remano contro.Scrivi il tuo forum in inglese e non riveli che sei italiano? Tutti lì a cantarti lodi.Provato sulla mia pelle. Ridicolo...
        • qualcuno scrive:
          Re: ICT e Italia
          Non limitarti a scrivere un forum in inglese.Scappa
          • Barbatroia scrive:
            Re: ICT e Italia
            Scappo DOVE?Con tre bimbi di cui due piccoli ed uno a scuola?Mmmmhhh... è finita l'era dello scappare.E poi non mi posso lamentare del mio lavoro. Ma mi lamento della mentalità italiana!
          • Barbatroia scrive:
            Re: ICT e Italia
            Scappo DOVE?Con tre bimbi di cui due piccoli ed uno a scuola?Mmmmhhh... è finita l'era dello scappare.E poi non mi posso lamentare del mio lavoro. Ma mi lamento della mentalità italiana!
        • qualcuno scrive:
          Re: ICT e Italia
          Non ci posso credere. Il T1000 mi ha terminato il commento solo perché ho scrittto che se sai l'inglese ti conviene scappare.Vediamo se sta ancora in giro.Sai l'inglese? Sai programmare? Lascia perdere l'Italia.SCAPPAAAAAAAAAAA
Chiudi i commenti