Una rete di sensori attivi nel corpo umano

Ci stanno lavorando alcuni ricercatori americani che pensano a dei chip innestati e connessi ai tessuti, capaci di monitorarli e di avvertire, via wireless, se qualcosa non va
Ci stanno lavorando alcuni ricercatori americani che pensano a dei chip innestati e connessi ai tessuti, capaci di monitorarli e di avvertire, via wireless, se qualcosa non va

I chip che si impiantano nei denti o gli RFID sottopelle che facilitano il riconoscimento impallidiscono dinanzi all’ambizioso progetto messo a punto da una società di biotecnologie americana. Il suo obiettivo è realizzare “chip sensori”, capaci di monitorare costantemente lo stato dei tessuti e degli organi umani.

La Physiologic Communications , il cui sito è al momento in costruzione, fondata da un cardiologo dello University of Rochester Medical Center , si propone di dar vita a chip capaci di integrarsi con i tessuti umani: alcune specifiche cellule dell'”ospite” possono essere addestrate per “agganciarsi” al chip estraneo, trasformandolo in un elemento vivo e attivo dell’organismo del paziente.

Il chippetto Una volta impiantati dove necessario, spiega Spencer Rosero in una nota , “questi chip possono individuare modifiche fisiologiche e chimiche molto più rapidamente e con maggiore accuratezza. Questi risultati, individuati senza la necessità di ricorrere ad analisi invasive, consentono una cura migliore e più tempestiva e, dunque, di offrire più garanzie di salute al paziente”.

Il punto chiave del progetto è la possibilità dei chip di comunicare via wireless con un dispositivo portatile che avverte il paziente della necessità di parlare con il proprio medico.

Questo fa sì, sostiene lo scienziato, che in futuro i chip possano andare oltre il semplice monitoraggio, diventando anche dispensatori di cure ad hoc, somministrate solo quando serve e nelle giuste modalità.

Di interesse segnalare come una divisione dell’Università, dedicata ad analizzare i progetti messi in campo dalle proprie “menti”, abbia raccolto il progetto di Rosero e lo abbia trasformato immediatamente in una società che si sta preparando al lancio sul mercato e a trovare nuove fonti di finanziamento per portare avanti le proprie ricerche.

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27 09 2006
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