Una scossa per la PA in rete

Approvato un colossale piano che riscrive la gestione dei dati dei cittadini, attiva il valore probatorio del documento informatico e molto ma molto altro. I dettagli
Approvato un colossale piano che riscrive la gestione dei dati dei cittadini, attiva il valore probatorio del documento informatico e molto ma molto altro. I dettagli


Roma – Sulla carta appare piuttosto impressionante il quadro di novità che il Governo si appresta a rendere operative entro i primi mesi del 2005, novità che toccano tutto quello che va dall’organizzazione informatica della pubblica amministrazione ai suoi rapporti con i cittadini, passando per efficienza, operatività e risparmio. Si tratta del “Codice dell’amministrazione digitale” .

In breve:
– obbligo per le pubbliche amministrazioni di far dialogare tra loro le banche dati su cittadini ed imprese evitando così il pellegrinaggio da un ufficio all’altro per ottenere documenti e certificati, o di dover aspettare mesi affinché si svolga, come avviene ora, il trasferimento cartaceo delle pratiche tra le varie amministrazioni pubbliche.

– obbligo per le amministrazioni di riorganizzare i propri siti Internet in modo da individuare una serie di contenuti minimi e necessari, compresa la disponibilità di moduli e formulari per via telematica. Dovranno essere disponibili: organigramma con articolazione degli uffici e relative attribuzioni; nomi dei responsabili dei vari procedimenti e relativa durata; scadenze e modalità di adempimento dei procedimenti; elenco completo delle caselle di posta elettronica istituzionali; elenco di tutti i bandi di gara; elenco dei servizi forniti in rete.

– obbligo per le amministrazioni di utilizzare la posta elettronica per lo scambio di documenti ed informazioni, verificandone la provenienza;

– obbligo per la PA di adottare dal primo gennaio 2007 quale unico standard di accesso ai servizi erogati on-line esclusivamente la Carta d’Identità Elettronica e la Carta Nazionale dei Servizi;

– obbligo di trasferire fondi per via telematica tra pubbliche amministrazioni e tra esse ed i cittadini e le imprese;

– obbligo per le amministrazioni di accettare pagamenti online da cittadini e imprese i a partire dal primo gennaio 2006.

A tutto questo, poi, si aggiunge il riconoscimento del valore probatorio del documento informatico, la facoltà di conservare archivi, scritture contabili, corrispondenze ed atti su supporto informatico eliminando quindi la carta, nonché la possibilità di inviare gli atti alla PA con qualsiasi mezzo informatico o telematico purché sia accertata la fonte di provenienza.

Novità anche per lo Sportello Unico Telematico delle Imprese, per il quale si prevede un allargamento sistematico, una semplificazione del disbrigo online delle pratiche e una omogeneizzazione delle procedure a livello nazionale.

Di seguito le dichiarazioni del ministro all’Innovazione Lucio Stanca, che ha proposto l’adozione del “Codice”.


Sulle novità introdotte dal Governo si è espresso Lucio Stanca:
“Il Codice, che mette al centro l’idea del Diritto del Cittadino ad una “amministrazione amica ed efficiente”, è frutto di una meticolosa opera di riscrittura in chiave moderna di tutte le molte norme che hanno attinenza, diretta o indiretta, con l’utilizzo dell’ICT nell’azione amministrativa e nei rapporti tra i privati. Ed è in sintonia con il principio comunitario secondo il quale le norme in materia devono essere scritte in modo tecnologicamente neutrale, tale da non irrigidire e pregiudicare l’uso e l’applicazione delle ulteriori evoluzioni tecnologiche”.

“La progressiva entrata in operativa del Codice determinerà importanti risparmi e grandi incrementi di efficienza nell’apparato burocratico”

“L’innovazione, alla base del progresso e del benessere economico e sociale, deve andare di pari passo con un’adeguata regolamentazione giuridica, altrimenti le norme obsolete rischiano di diventare un ostacolo allo sviluppo. Questo nuovo quadro regolatorio si propone di favorire la diffusione dell’ICT per l’ammodernamento e la competitività dell’Italia, offrendo agli operatori pubblici e privati una cornice normativa organica ed univoca. Il Codice della amministrazione digitale rappresenta una vera e propria riforma, obbligando l’intera organizzazione ed i dipendenti pubblici non solo a fare ricorso all’informatica, ma ad accettarla quale principale strumento operativo”.

Proprio per favorire lo scambio dei dati, il ministro ha ricordato che è già stato approvato dal Consiglio dei Ministri e dalla Conferenza Stato-Regioni il decreto che istituisce il Sistema Pubblico di Connettività-SPC, una sorta di “autostrada del Sole digitale”, ritenuto “uno tra i più importanti e complessi progetti di telecomunicazioni e di ICT messi in cantiere nel nostro Paese, che consentirà la condivisione, l’integrazione e lo scambio di dati e di informazioni tra le Amministrazioni statali, regionali e locali sulla base di standard comuni e condivisi, in modo sicuro, permettendo così la collaborazione e soprattutto l’interazione in tempo reale tra tutti gli uffici pubblici e lo svolgimento in via informatica dei procedimenti amministrativi connessi”.

Secondo Stanca, infine, “l’insieme di questi due decreti costituirà una straordinaria occasione di innovazione per l’intero Paese”.

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11 11 2004
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