Uniti contro razzismo e disuguaglianze sul lavoro

Uniti contro razzismo e disuguaglianze sul lavoro

Una serie di grandi corporation uniscono gli sforzi attorno ad un manifesto programmatico contro il razzismo e le disuguaglianze sul posto di lavoro.
Una serie di grandi corporation uniscono gli sforzi attorno ad un manifesto programmatico contro il razzismo e le disuguaglianze sul posto di lavoro.

Dietro il nome “Partnering for Racial Justice in Business” si raggruppano una lunga serie di importanti corporation da tutto il mondo, unite attorno ad un principio che, nel “Giorno della Memoria”, si fa ancor più significativo. Il principio è quello della lotta al razzismo e ad ogni disuguaglianza. Ma non si tratta soltanto di combattere le manifestazioni più violente o evidenti: una iniziativa di questo tipo vuole annichilire i segnali deboli che, in ogni ambiente, rischiano di attecchire fino a diventare consuetudine.

Partnering for Racial Justice in Business

L'inclusione, l'assistenza per ogni differente etnia, il trattamento egualitario per tutti: combattere il razzismo significa anzitutto inglobare pratiche comuni di giustizia quotidiana, affinché tutti possano avere pari opportunità e pari dignità sul posto di lavoro. Se soltanto l'1% delle Fortune 500 ha alla sua guida una persona di colore, il problema non può essere negato e non deve più essere negato.

Non che certe pratiche e certe sensibilità non fossero già entrate nelle pratiche quotidiane delle grandi aziende, ma gli studi su diversità, inclusione e gender gap non sempre hanno portato ad atteggiamenti proattivi per risolvere a monte il problema. Con questa iniziativa si cerca di creare una vera e propria coalizione attorno ad un intento collettivo, qualcosa che vuol farsi impegno di principio.

I membri fondatori

L'elemento più importante di questa iniziativa sono le firme che apporta in calce. Trattasi infatti di gruppi importanti, che impegnano un alto numero di dipendenti e che provengono da tutto il mondo. Vasta, in particolare, la rappresentanza in ambito tecnologico: chi opera nel mondo dell'innovazione ha forse un dovere etico ancor superiore in virtù del ruolo che ricopre nella direzione in cui cambia il mondo.

Questi i nomi che hanno firmato l'iniziativa in qualità di membri fondatori:

  • A.P. Møller-Maersk,
  • AlixPartners,
  • AstraZeneca,
  • Bank of America,
  • BlackRock,
  • Bloomberg,
  • Boston Consulting Group,
  • Bridgewater Associates,
  • Centene,
  • Cisco Systems,
  • Cognizant,
  • Dentsu International,
  • Deutsche Bank,
  • EY,
  • Facebook,
  • Google,
  • H&M Group,
  • Henry Schein,
  • HP,
  • Infosys,
  • Ingka Group (IKEA),
  • Jacobs Engineering Group,
  • Jefferson Health,
  • Johnson & Johnson,
  • Kaiser Permanente,
  • Kearney,
  • LinkedIn,
  • ManpowerGroup,
  • Mastercard,
  • Mayo Clinic,
  • McKinsey & Company,
  • Microsoft,
  • Nestlé,
  • PayPal,
  • PepsiCo,
  • Procter & Gamble,
  • PwC,
  • Salesforce,
  • SAP,
  • Standard Chartered Bank,
  • Tata Consultancy Services,
  • The Coca-Cola Company,
  • Depository Trust and Clearing (DTCC),
  • Thermo Fisher Scientific,
  • Uber Technologies,
  • Unilever,
  • UPS,
  • Willis Towers Watson.

Il progetto nasce sotto l'egida del World Economic Forum: qui il manifesto programmatico.

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27 01 2021
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