USA, cellulari nel braccio della morte

L'unico filo diretto con l'esterno per condannati che non dovrebbero averne alcuno. E i telefonini finiscono nei posti più impensabili. Assieme a SIM, caricabatterie e altro

Roma – Perquisendo la cella di Hank Skinner, condannato a morte per un triplo omicidio avvenuto negli anni ’90 e detenuto in una prigione del Texas, hanno trovato due SIM card nascoste nella Bibbia. Le guardie allora si sono domandate che fine avesse fatto il cellulare , visto che non ce n’era traccia. C’è voluta una radiografia per scoprirlo: “Era nascosto nel suo colon retto”, ha spiegato una portavoce del dipartimento carcerario di stato.

Nelle prigioni USA è vietato il possesso e ovviamente l’utilizzo di cellulari da parte dei detenuti : nel caso di quelli condannati alla pena capitale si applicano inoltre una serie di ulteriori misure restrittive, che in molti casi escludono completamente la possibilità per il detenuto di avere contatti con l’esterno. Per Skinner, poi, vista la sua condotta dietro le sbarre, erano già in atto alcune misure peggiorative del suo status, a causa di precedenti violazioni del regolamento.

Nonostante il divieto, comunque, i telefonini nelle carceri USA non mancano. Nel corso della stessa perquisizione, che seguiva di sole tre settimane un provvedimento analogo, di terminali ne sono stati individuati una dozzina, oltre a diverse SIM card, una sostanza identificata come marijuana, decine di caricabatterie e diverse armi artigianali: create dai detenuti con mezzi di fortuna, ma altrettanto letali di quelle industriali.

Non si tratta in ogni caso di situazioni che si verificano solo nelle prigioni statunitensi. Un evento dello stesso tenore era avvenuto due mesi or sono anche in Pakistan , paese dove anche il possesso di un cellulare rubato può trasformarsi in un lasciapassare per le patrie galere. In quel caso , tuttavia, il gesto aveva avuto conseguenze sanitarie: diversi detenuti si erano visti costretti a richiedere l’intervento medico per procedere “all’estrazione”. ( L.A. )

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  • hoppie scrive:
    e la conservazione nelle biblioteche?
    ma se volevano conservare le copie dei siti nelle biblioteche, proprio come i giornali.quale privacy?al massimo imporrei di linkare eventuali smentite.
  • Zumpappone scrive:
    Favorevolissimo all'oblio
    Completamente favorevole.Un mio ex conoscente poco più che maggiorenne è stato arrestato per spaccio di droga.Sono passati 10 anni.Se si cerca su google il suo nome e cognome il primo risultato è un articolo di un quotidiano dell'epoca, 10 anni fa.Io non so cosa faccia ora il mio ex conoscente. Gli auguro di avere e tenersi stretto un posto di lavoro perché se dovesse cercare, col suo nome e cognome in prima pagina che parla di spaccio, potrebbe trovare più di una porta chiusa.
    • Il Detrattore scrive:
      Re: Favorevolissimo all'oblio
      e gli va ricca che e' una notizia vera.immagina la gente che per scherzi idioti o altro gli hanno scritto che sono culattoni o pedofili o eroinomani o puttanieri...anche nel momento che la fai rimuovere molta roba resta sempre in cache, la quale poi viene magari mirrorata da crawlers stranieri e vai tu a toglierla poi !per questo ripeto, siamo assolutamente nel far west e ci vuoleuna rigida regolamentazione.VIETARE : - facebook- myspace- blogspot- youtubesarebbe gia' un passo nella buona direzione, poi con calma le cose minori.
    • sk000ks scrive:
      Re: Favorevolissimo all'oblio
      se non spacciava non veniva messo sul giornale
  • tetollo scrive:
    internet non ha privacy
    ciao,secondo me non ha proprio senso il come risolvere il problema. il mondo privato finisce fuori dalla porta di casa tua. se ti fanno una foto in strada non puoi dire toglietela dal giornale xy che l'ha pubblicata. oppure se sei condannato e il corriere della sera lo scrive, non è che poi quando esci di prigione tu va dal corriere e gli dici elimina tutti gli articoli su di me passati....internet è un raccoglitore di informazioni PUBBLICHE (se uno vuole anche private) e in piu le rende molto facili da trovare, percui non capisco il voler limitare questa cosa...è impossibile e bisogna accettarla.si puoi limitare la facilità di trovarle, ma eliminarle è impossibile, ormai sono pubbliche.
  • XYZ scrive:
    Ma sapete che vi dico?
    In un epoca dove tutti ambiscono a diventare popolari, Io rivendico e difendo il mio diritto di restare anonimo.
    • Il Detrattore scrive:
      Re: Ma sapete che vi dico?
      appunto perche' sei parte del problema : tutti vogliono i diritti, nessuno vuole i DOVERI.ah e poi gia' che ci sono pretendono pure botte pienae moglie ubriaca, ci mancherebbe !tutti vogliono il diritto al "consumo", al piacere, alla macchina, alla casa, senza ovviamente dare un cazzo in cambio.logico no ? e gli altri son tutti fessi no ?vai a Napoli e sarai applaudito dalla gente.
      • Il Detrattore scrive:
        Re: Ma sapete che vi dico?
        ah 'bbbello, nel momento che vuoi che il web rimanga il far west attualenon ti devi lamentare se i tuoi dati fanno il giro del mondoe chiunque puo' sputtanarti online in totale impunita'.l'alternativa e' in primis vietare l'accesso ai siti stranieri, e per quelli italiani consentire la pubblicazione solo a chi e' in regola, iscritto alla cam.commercio, e che abbia passato degli esami dove dimostra di conoscere la legislazione attinente.non mi sembra di chiedere molto, e' la stessa trafila anche per aprire un chiosco di caldarroste quindi...
        • H5N1 scrive:
          Re: Ma sapete che vi dico?
          Sì, ma col chiosco di caldarroste vendi le caldarroste e ci guadagni.E chi non vuole guadagnare ci deve rimettere?La rete è e resterà libera.Chiamala pure far-west, ma qui le armi sono altro dalle pistole e non vince sempre chi è più forte.Sono d'accordo però su un punto: come conseguenza della libertà della rete l'oblio non può essere scelto. E' la Rete che sceglie CHI ricordare, SE ricordare e COME ricordare.E' il prezzo della Democrazia: sottostare alle decisioni della maggioranza.
          • XYZ scrive:
            Re: Ma sapete che vi dico?
            - Scritto da: H5N1
            Sì, ma col chiosco di caldarroste vendi le
            caldarroste e ci
            guadagni.
            E chi non vuole guadagnare ci deve rimettere?
            La rete è e resterà libera.
            Chiamala pure far-west, ma qui le armi sono altro
            dalle pistole e non vince sempre chi è più
            forte.

            Sono d'accordo però su un punto: come conseguenza
            della libertà della rete l'oblio non può essere
            scelto. E' la Rete che sceglie CHI ricordare, SE
            ricordare e COME
            ricordare.

            E' il prezzo della Democrazia: sottostare alle
            decisioni della
            maggioranza.Quoto.
        • XYZ scrive:
          Re: Ma sapete che vi dico?
          - Scritto da: Il Detrattore
          ah 'bbbello,

          nel momento che vuoi che il web rimanga il far
          west
          attuale
          non ti devi lamentare se i tuoi dati fanno il
          giro del
          mondo
          e chiunque puo' sputtanarti online in totale
          impunita'.Personalmente, Io difendo l'attuale caratteristica di internet tale per cui: "i miei dati, se non adotto le dovute precauzioni, potrebbero fare il giro del mondo e chiunque se mi esponessi troppo, potrebbe sputtanarmi online in totale impunita', in ogni, caso anche se questo potesse succedere, io potrei fare altrettanto, e quando la questione si sarebbe auto-esaurita, il tutto sarebbe semplicemente inglobato e dimenticato in quel mare di informazioni che è internet."Se dici cosi, evidentemente, non capisci a fondo il ruolo, che internet ha e ha avuto nel tempo, nella società.Esso infatti rimane l'unica infrastruttura, capace di autorinnovarsi e automigliorarsi autonomamente, o meglio, grazie alla semplice attività dell'utenza. Fare interferenza in questo, è violarne le fondamenta.
          • Il Detrattore scrive:
            Re: Ma sapete che vi dico?
            magra soddisfazione !se un tuo collega per infamarti mette su un video dicendo che sei finocchio con chi protesti, a chi ti rivolgi ? alla Polizia Postale ?hahaha sentirai le risate....o sporgi denuncia a google ? auguri !e questo con portali famosi, non parliamo di blog all'estero dove sono al 100% cazzi tuoi.
          • XYZ scrive:
            Re: Ma sapete che vi dico?
            - Scritto da: Il Detrattore
            magra soddisfazione !

            se un tuo collega per infamarti mette su un video
            dicendo che sei finocchio con chi protesti, a chi
            ti rivolgi ? alla Polizia Postale
            ?

            hahaha sentirai le risate....

            o sporgi denuncia a google ? auguri !


            e questo con portali famosi, non parliamo di blog
            all'estero dove sono al 100% cazzi
            tuoi.Quello che vorrei capire è... Perchè dovrei sporgere denuncia?Internet è la concretizzazione del concetto di "Virtualità", come minimo infatti, posterò subito un altro video in controbattuta.Quello che vale per me, vale anche per lui infatti.Ecco perchè, Internet in questo senso, NON và toccata.
          • Il Detrattore scrive:
            Re: Ma sapete che vi dico?
            certo certo, e se l'altro si firma come Pinco Pallino chi ti caga ?lui intanto ti ha sputtanato, tu butti su un video magari scadente che nessuno guarda ne' linka.questa e' la realta'.poi anni dopo per caso qualcuno cerca il tuo nome e cognome, magari un datore di lavoro, e vede un video dove ti sputtanano, chi ti dice che abbia il tempo di indagare con cura ?e i gonzi che usano facebook faranno la stessa fine...
          • XYZ scrive:
            Re: Ma sapete che vi dico?
            - Scritto da: Il Detrattore
            certo certo,
            e se l'altro si firma come Pinco Pallino chi ti
            caga
            ?A mio parere tu confondi troppo la vita reale con quella virtuale..
            lui intanto ti ha sputtanato, Come ne ha il diritto lui, ne ho diritto io.Vittima & Carnefice, That's iT.
            tu butti su un
            video magari scadente che nessuno guarda ne'
            linka.Qui cominciamo a millantare un pò troppo illazioni infondate...
            questa e' la realta'.Questa e molto altro è la realtà, è proprio questo il bello.
            poi anni dopo per caso qualcuno cerca il tuo nome
            e cognome, magari un datore di lavoro, e vede un
            video dove ti sputtanano, chi ti dice che abbia
            il tempo di indagare con cura
            ?Si può sempre autocitare smentendo la fonte, se si è una persona positivamente attiva in rete, il video diffamatorio sarà solo "uno" dei tanti aspetti.In un punto xò ti dò ragione, l'attuale web "social" o "2.0" ha un lato negativo che proprio non mi và giù.. La mancanza di un adeguata microautoregolamentazione del contenuto, un pò come succedeva nei vecchi forum o nei tanto amati canali IRC insomma..
  • pizza margherita scrive:
    voglio sapere
    Mettiamo anche che un soggetto abbia subito una condanna penale anni fa e che venga pubblicata in rete la sentenza (di sua natura pubblica): una volta riscattata la propria libertà, una volta pagato il debito con la società è forse giusto che rimangano più tracce in rete del proprio errore, che sulla fedina penale? Certamente!!!"una volta pagato il debito" significa solo che la sua libertà è stata limitata (a volte nemmeno troppo) per un periodo di tempo stabilito con un metro di fatto inefficace, o che ha pagato una cifra per "farsi perdonare"... nessuna garanzia a priori dell'effettivo ravvedimento in relazione al reato commesso.Se aggiungiamo la situazione precaria della giustizia dei nostri giorni (indulto, prescrizione, ecc..), ad oggi dovendo scegiere tra si e no, direi si, lasciate le notizie del reato.Per carità, anche dell'estinzione, ma non date il colpo di spugna!
    • XYZ scrive:
      Re: voglio sapere
      - Scritto da: pizza margherita
      Mettiamo anche che un soggetto abbia subito
      una condanna penale anni fa e che venga
      pubblicata in rete la sentenza (di sua natura
      pubblica): una volta riscattata la propria
      libertà, una volta pagato il debito con la
      società è forse giusto che rimangano più tracce
      in rete del proprio errore, che sulla fedina
      penale?


      Certamente!!!
      "una volta pagato il debito" significa solo che
      la sua libertà è stata limitata (a volte nemmeno
      troppo) per un periodo di tempo stabilito con un
      metro di fatto inefficace, o che ha pagato una
      cifra per "farsi perdonare"... nessuna garanzia a
      priori dell'effettivo ravvedimento in relazione
      al reato
      commesso.
      Se aggiungiamo la situazione precaria della
      giustizia dei nostri giorni (indulto,
      prescrizione, ecc..), ad oggi dovendo scegiere
      tra si e no, direi si, lasciate le notizie del
      reato.
      Per carità, anche dell'estinzione, ma non date il
      colpo di
      spugna!Io comunque non credo di aver afferrato completamente il problema.... Se una persona si macchia di un reato, è di pubblico dominio "il venire a sapere che lui ne è il colpevole", sono di pubblico dominio i mezzi che informano della sua colpevolezza e sinceramente non vedo perchè debba tutto sparire magicamente nel momento in cui questa persona abbia saldato il suo debito con la legge.... Se io faccio una rapina e vengo arrestato, quindi, messo in prigione, questo non significa che "pagando il mio debito" io sia in grado di fare in modo che la rapina non sia mai successa, quindi non sia mai stata diffusa l'informazione, quindi la mia risultante (e giusta) diffamazione.Questo discorso non ha utilità di fondo a mio parere.
      • Marco Malatesta scrive:
        Re: voglio sapere
        L'utilità è del diritto all'oblìo sarebbe dare alla persona la possibilità di rifarsi una vita.Nonostante molte persone associno la punizione a una vendetta da parte dello Stato sul criminale, la punizione (detenzione o altro) è in realtà concepita come qualcosa che non ha nulla a che fare con la vendetta, e che costituisce un processo di rieducazione per il reinserimento nella società (il fatto che questo non avvenga e che anzi la persona in carcere spesso peggiori solamente è un altro discorso).Quindi se viene emessa una sentenza con cui si comminano al criminale X anni di carcere, il significato di questa sentenza è che si suppongono X anni come necessari a che la persona venga riabilitata e dopo il quale avrà quindi saldato il suo "debito formativo".E dopo il quale ha diritto di rifarsi una vita (questo è anche il motivo per cui, all'uscita dal carcere, se non vado errato, per il re-inserimento nella società viene rilasciata all'ex-detenuto una pur piccola somma di denaro).Avere il proprio nome associato al reato che si è commesso è qualcosa che a livello sociale indubbiamente impedisce di rifarsi una vita (si trova più difficilmente lavoro, ad esempio). Basti pensare i responsabili per l'assunzione del personale di moltissime aziende, quando leggono un curriculum, fanno subito una ricerca su Google sul nome e cognome del candidato in questione.Ad avvalorare quanto ho appena detto c'è il fatto che spesso la gente (per una buona percentuale imbecille) si ferma alle prime parole che legge senza andare oltre (del tipo "se l'hanno condannato qualcosa avrà fatto", o "se la polizia ha picchiato quel gruppo di persone ci sarà stato un motivo"), emettendo immediatamente un giudizio.Ma togliere da Internet ciò che è un dato pubblico mi sembra stupido: una cosa è pubblica, oppure non lo è. Rendere il reperimento di dati più scomodo per legge mi sembra una fesseria.Perciò credo una soluzione intelligente sarebbe, per chi parla di un conannato, l'obbligo di linkarlo (e farlo in maniera graficamente evidente) alla sua pagina web, dove egli può spiegare che si è pentito del suo crimine, o dove si dichiara innocente, etc.Insomma, la soluzione secondo me si trova non cancellando un'informazione, ma dando all'individuo in questione la possibilità di integrarla con la stessa visibilità (o quasi, visto che un link non sempre viene cliccato).
        • XYZ scrive:
          Re: voglio sapere
          - Scritto da: Marco Malatesta
          L'utilità è del diritto all'oblìo sarebbe dare
          alla persona la possibilità di rifarsi una
          vita.

          Nonostante molte persone associno la punizione a
          una vendetta da parte dello Stato sul criminale,
          la punizione (detenzione o altro) è in realtà
          concepita come qualcosa che non ha nulla a che
          fare con la vendetta, e che costituisce un
          processo di rieducazione per il reinserimento
          nella società (il fatto che questo non avvenga e
          che anzi la persona in carcere spesso peggiori
          solamente è un altro
          discorso).
          Quindi se viene emessa una sentenza con cui si
          comminano al criminale X anni di carcere, il
          significato di questa sentenza è che si
          suppongono X anni come necessari a che la persona
          venga riabilitata e dopo il quale avrà quindi
          saldato il suo "debito
          formativo".

          E dopo il quale ha diritto di rifarsi una vita
          (questo è anche il motivo per cui, all'uscita dal
          carcere, se non vado errato, per il
          re-inserimento nella società viene rilasciata
          all'ex-detenuto una pur piccola somma di
          denaro).

          Avere il proprio nome associato al reato che si è
          commesso è qualcosa che a livello sociale
          indubbiamente impedisce di rifarsi una vita (si
          trova più difficilmente lavoro, ad esempio).
          Basti pensare i responsabili per l'assunzione del
          personale di moltissime aziende, quando leggono
          un curriculum, fanno subito una ricerca su Google
          sul nome e cognome del candidato in
          questione.

          Ad avvalorare quanto ho appena detto c'è il fatto
          che spesso la gente (per una buona percentuale
          imbecille) si ferma alle prime parole che legge
          senza andare oltre (del tipo "se l'hanno
          condannato qualcosa avrà fatto", o "se la polizia
          ha picchiato quel gruppo di persone ci sarà stato
          un motivo"), emettendo immediatamente un
          giudizio.

          Ma togliere da Internet ciò che è un dato
          pubblico mi sembra stupido: una cosa è pubblica,
          oppure non lo è. Rendere il reperimento di dati
          più scomodo per legge mi sembra una
          fesseria.

          Perciò credo una soluzione intelligente sarebbe,
          per chi parla di un conannato, l'obbligo di
          linkarlo (e farlo in maniera graficamente
          evidente) alla sua pagina web, dove egli può
          spiegare che si è pentito del suo crimine, o dove
          si dichiara innocente,
          etc.

          Insomma, la soluzione secondo me si trova non
          cancellando un'informazione, ma dando
          all'individuo in questione la possibilità di
          integrarla con la stessa visibilità (o quasi,
          visto che un link non sempre viene
          cliccato).Quoto in toto.
        • giustizia scrive:
          Re: voglio sapere
          - Scritto da: Marco Malatesta

          Nonostante molte persone associno la punizione a
          una vendetta da parte dello Stato sul criminale,
          la punizione (detenzione o altro) è in realtà
          concepita come qualcosa che non ha nulla a che
          fare con la vendetta, e che costituisce un
          processo di rieducazione per il reinserimento
          nella società (il fatto che questo non avvenga e
          che anzi la persona in carcere spesso peggiori
          solamente è un altro
          discorso).E questa dove l'hai letta? Guarda che l'ordinamento giudiziario penale prevede entramebe le cose, la punizione serve sia a rieducare, giustamente, che come rivalsa (non vendetta).
          • smuz scrive:
            Re: voglio sapere
            - Scritto da: giustizia
            - Scritto da: Marco Malatesta



            Nonostante molte persone associno la punizione a

            una vendetta da parte dello Stato sul criminale,

            la punizione (detenzione o altro) è in realtà

            concepita come qualcosa che non ha nulla a che

            fare con la vendetta, e che costituisce un

            processo di rieducazione per il reinserimento

            nella società (il fatto che questo non avvenga e

            che anzi la persona in carcere spesso peggiori

            solamente è un altro

            discorso).

            E questa dove l'hai letta? forse l'ha letta su quel libriccino chiamato costituzione
          • ohzEeMUgeOj k scrive:
            Re: voglio sapere
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          • yHdQibwoERP HUqA scrive:
            Re: voglio sapere
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        • VcocgbGJWSa qs scrive:
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    • Orwell scrive:
      Re: voglio sapere
      - Scritto da: pizza margherita
      Mettiamo anche che un soggetto abbia subito
      una condanna penale anni fa e che venga
      pubblicata in rete la sentenza (di sua natura
      pubblica): una volta riscattata la propria
      libertà, una volta pagato il debito con la
      società è forse giusto che rimangano più tracce
      in rete del proprio errore, che sulla fedina
      penale?


      Certamente!!!
      "una volta pagato il debito" significa solo che
      la sua libertà è stata limitata (a volte nemmeno
      troppo) per un periodo di tempo stabilito con un
      metro di fatto inefficace, o che ha pagato una
      cifra per "farsi perdonare"... nessuna garanzia a
      priori dell'effettivo ravvedimento in relazione
      al reato
      commesso.
      Se aggiungiamo la situazione precaria della
      giustizia dei nostri giorni (indulto,
      prescrizione, ecc..), ad oggi dovendo scegiere
      tra si e no, direi si, lasciate le notizie del
      reato.
      Per carità, anche dell'estinzione, ma non date il
      colpo di
      spugna!Quoto in pieno. Se il politico che sto votando e' stato condannato per corruzione, lo voglio sapere. Se l'insegnante di mia figlia e' stato condannato/a per pedofilia o violenza su minori, lo voglio sapere. Se il tizio da cui sto acquistando una casa o un'auto e' stato condannato per truffa, lo voglio sapere. Scusate ma non me ne frega proprio un accidente della possibile rieducazione; si puo' parlare di rieducazione nel momento in cui una persona sconta una pena, ma chi sconta una pena oggi in Italia? Con la giustizia ridicola che ci ritroviamo, l'informazione e' l'ultima arma di difesa che ci rimane.Discorso diverso vale naturalmente per le vittime dei reati: quelle si' hanno il diritto di veder cancellato il proprio nome.
  • MaxFavore scrive:
    E' cosa nota
    Cos'è quest' articolo? La scoperta dell' acqua calda?
  • Il Detrattore scrive:
    c'e' TROPPA LIBERTA'
    questo e' il problema.finche' la gente non ha alcun obbligo legale sui siti che gestisce ovvio che si rimanga nel caos e anarchia attuale.bisogna schedare chi gestisce un sito, e i siti stranieri devono essere accessibili solo se si attengono alla legislazione italiana, hanno un ufficio in italia, e un responsabile che gestisca tutto e si assume gli oneri eventuali.
    • Magenta scrive:
      Re: c'e' TROPPA LIBERTA'
      - Scritto da: Il Detrattore
      questo e' il problema.Imprigionati, cosi' ce ne sara' meno.
      finche' la gente non ha alcun obbligo legale sui
      siti che gestisce ovvio che si rimanga nel caos e
      anarchia attuale.Tutti i cittadini rispondono gia' alla legge.
      bisogna schedare chi gestisce un sito, e i siti
      stranieri devono essere accessibili solo se si
      attengono alla legislazione italiana, hanno un
      ufficio in italia, e un responsabile che gestisca
      tutto e si assume gli oneri
      eventuali.Potremmo anche istituire tribunali italiani nei paesi esteri, che ne dici?
    • Lorenzo scrive:
      Re: c'e' TROPPA LIBERTA'
      Perche' limitarsi ad internet ...espandiamo leggermente l'idea :Istituire un servizio di vigilanza che ti dia il permesso :per uscire a fare una passeggiata ( sia mai che in giro ci sia qulche cattivo soggetto ) Mangiare un gelato ( ti si potrebbe alzare il colesterolo ) leggere un libro ( ti potresti acculturare ) Pensare contro il sistema ( ... ) ecc... ecc... tutto per la tutela del cittadino si intende ...La liberta' non e' mai troppa e' sempre troppo poca !Una volta che uno non nuoce al prossimo non deve essere limitato ulterioremente ! Ma che razza di gente si deve sentire .
      • XYZ scrive:
        Re: c'e' TROPPA LIBERTA'
        - Scritto da: Lorenzo
        Perche' limitarsi ad internet ...

        espandiamo leggermente l'idea :

        Istituire un servizio di vigilanza che ti dia il
        permesso
        :

        per uscire a fare una passeggiata ( sia mai che
        in giro ci sia qulche cattivo soggetto )

        Mangiare un gelato ( ti si potrebbe alzare il
        colesterolo )

        leggere un libro ( ti potresti acculturare )
        Pensare contro il sistema ( ... )

        ecc... ecc...

        tutto per la tutela del cittadino si intende ...

        La liberta' non e' mai troppa e' sempre troppo
        poca
        !
        Una volta che uno non nuoce al prossimo non deve
        essere limitato ulterioremente !

        Ma che razza di gente si deve sentire .Quoto.
    • Il Detlattole Glassato scrive:
      Re: c'e' TROPPA LIBERTA'
      - Scritto da: Il Detrattore
      questo e' il problema.

      finche' la gente non ha alcun obbligo legale sui
      siti che gestisce ovvio che si rimanga nel caos e
      anarchia
      attuale.Solbole, in italia non esistele leggi?
      bisogna schedare chi gestisce un sito, e i siti
      stranieri devono essere accessibili solo se si
      attengono alla legislazione italiana, hanno un
      ufficio in italia, e un responsabile che gestisca
      tutto e si assume gli oneri
      eventuali.Ah detrattò, a te la cina te fa male, ma se ti piace tanto vivere in un laogai, stattene con i tuoi cin ciao lin e non romperci i a noi, visto che a noi decadenti occidentali piace ancora avere il vizio di essere liberi.
    • Funz scrive:
      Re: c'e' TROPPA LIBERTA'
      - Scritto da: Il DetrattoreMa restatene in Cina, te che ami la dittatura. Prenditi pure la cittadinanza.Noi vogliamo vivere in un Paese libero. Certa gente non ha il cervello per capire la fortuna che ha.
    • asd scrive:
      Re: c'e' TROPPA LIBERTA'
      ma vai a vendere le olive -.-smettila di dire le cavolate, la rete deve essere libera
    • Paolino scrive:
      Re: c'e' TROPPA LIBERTA'
      - Scritto da: Il Detrattore
      questo e' il problema.Bene, rinchiuditi e falla finita.Sei patetico
    • CCC scrive:
      Re: c'e' TROPPA LIBERTA'
      c'è TROPPA LIBERTA'- Scritto da: Il Detrattore
      questo e' il problema.uhm... ma lo sai che forse hai ragione?per il bene dell'umanità e dell'igiene pubblica forse bisognerebbe impedirti di parlare
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