USA, class action contro il cartello del lavoro

60mila lavoratori contro le grandi aziende della Silicon Valley, accusate di tenere artificiosamente bassi i salari dei loro dipendenti

Roma – I lavoratori della Silicon Valley hanno avuto il via libera per portare avanti la causa nei confronti di diverse aziende ITC, accusate di costituire un cartello per controllare gli stipendi , ottenendo lo status di class action.

Si tratta di un caso che ha origine nel 2011, quando cinque programmatori hanno accusato Apple, Google, Adobe Systems, Intel e altre aziende di aver costituito “una rete di accordi diretti ad eliminare la competizione tra loro per i lavoratori qualificati”.

I lavoratori, cresciuti nel frattempo fino a 60mila, si sono battuti strenuamente.
Riconosciuto dal giudice Lucy Koh ( lo stesso del caso Apple-Samsung) che vi sono sufficienti indizi per proseguire il processo, e respinta la richiesta di archiviazione della difesa, i lavoratori stavano cercando di ottenere lo status di class action: a riconoscerglielo è stata infine la Corte d’appello del nono circuito federale.

Le aziende rischiano di dover pagare danni superiori ai 9 miliardi di dollari per la violazione dello Sherman Act e del Clayton Act, dispositivi normativi antitrust degli Stati Uniti.

Claudio Tamburrino

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  • pentolino scrive:
    Ecco perché l'accordo con la concorrenza
    Gira voce che la Intel potrebbe produrre nei propri stabilimenti i chip Marvell, immagino sia anche per tenere impegnati gli stabilimenti, messi in difficoltà dalla crisi del settore desktop, come dimostra questa notizia.Non penso che vedremo chip Marvell a 14nm (giustamente quel vantaggio intel se lo tiene per se'), ma a 22nm magari sì :-)
    • Phronesis scrive:
      Re: Ecco perché l'accordo con la concorrenza
      ciao pentolino.consideriamo anche una cosa, che a prescindere dal calo dei pc tenere una fab aperta è un investimento elevatissimo, non produttiva è un salasso.Tanto per dare un metro di paragone delle cifre in gioco, GloFO ha appena investito 10 miliardi di dollari nella fab8 nuova di pacca e solo per ammodernarla e renderla competitiva con quelle TSMC (20nm/14nm) che in media ne investe 15 di miliardi.Non sono bruscolini.chissà perchè non produce soc Apple.psche intel abbassi i costi :)
      • pentolino scrive:
        Re: Ecco perché l'accordo con la concorrenza
        appunto per quello mantenere ferma una fabbrica con proXXXXX a 22nm (che non è il top ma è comunque meglio di quello che fanno alcuni concorrenti come Marvell, citato non a caso) avrebbe un costo improponibile; "noleggiarla" alla concorrenza risolverebbe questo problema.Sono cifre che fanno girare la testa, ma d'altra parte parliamo di fabbriche che producono milioni di pezzi con una precisione che noi comuni mortali non possiamo nemmeno concepire, con macchinari sostanzialmente unici al mondo, con processi all'assoluta avanguardia; e con scarti relativamente bassi! Rimango sempre affascinato quando ci penso :)
        • Phronesis scrive:
          Re: Ecco perché l'accordo con la concorrenza
          - Scritto da: pentolino
          appunto per quello mantenere ferma una fabbrica
          con proXXXXX a 22nm
          avrebbe un costo improponibile; Ciao.In realtà non ero in "disaccordo" volevo "validare" il tuo commento concretizzando le cifre.Mi sono espresso forse in maniera ambigua.
          • pentolino scrive:
            Re: Ecco perché l'accordo con la concorrenza
            nessun problema, forse sono anche io che ho frainteso; a fine giornata di lavoro perdo lucidità :)
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