USA e UK: vediamo chi perde più dati

Non ci si abitua, ma evidentemente nei palazzi del potere è una consuetudine oramai assodata: i governi anglosassone e statunitense spargono in giro informazioni riservate su hard disk e persino lettori MP3 rivenduti come usato
Non ci si abitua, ma evidentemente nei palazzi del potere è una consuetudine oramai assodata: i governi anglosassone e statunitense spargono in giro informazioni riservate su hard disk e persino lettori MP3 rivenduti come usato

Non sarà forse a rischio la sicurezza nazionale degli Stati Uniti, ma certamente l’ultimo incidente della serie “laptop e dati sensibili persi” un qualche imbarazzo al Pentagono lo causa: Chris Ogle, 29enne neozelandese che si è trovato ad acquistare un player multimediale negli USA, ha scoperto che il dispositivo non funzionava ma soprattutto che collegandolo al PC era possibile mettere il naso in informazioni che nessun ministero della difesa del mondo vorrebbe spargere in giro con una tale sconcertante faciloneria .

Il lettore in oggetto è stato raccattato in un negozio di usato in Oklahoma, e sul PC di Ogle si è rivelato essere l’archivio di una sessantina di file contenenti informazioni personali su soldati americani , alcuni impegnati sul fronte caldo dello scacchiere mediorientale in Iraq e in Afghanistan.

Il ragazzo quel player lo ha pagato 18 dollari , e più che ficcanasare negli affari dei marine voleva ascoltare musica: “Più ci guardavo, e più mi rendevo conto di doverci guardare sempre meno” ha detto Ogle preoccupato, offrendosi di restituire il dispositivo alla Difesa USA qualora gli fosse stato richiesto.

La gran parte delle informazioni indebitamente presenti sul lettore, a ogni modo, risale al 2005 e non si tratta certo di dati vitali per la salvaguardia della nazione, includendo nomi, numeri di cellulare o anche le zone di dispiegamento di armi e infrastrutture assieme a un briefing di una missione.

Rimane l’imbarazzo, e il Pentagono continua a fare scena muta senza offrire particolari spiegazioni sull’accaduto e su come intenda comportarsi in conseguenza. D’altronde non è certo la prima volta che vengono persi dati che dovrebbero essere riservati e ben custoditi da ufficiali e burocrati, basti pensare all’incidente capitato nel 2006, nella città afgana di Bagram, dove gli investigatori individuarono un mini-contrabbando di hard disk usati trafugati agli USA.

Se c’è un motivo per cui gli statunitensi possono consolarsi è che forse peggio di loro riescono a fare gli inglesi , per i quali la perdita di informazioni riservate è diventata una tradizione quasi quanto la resistenza alcolica e il té delle quattro e dove nel 2008 il Ministero della Difesa è stato capace di inghiottire nel nulla 440 dispositivi elettronici/di storage tra hard disk esterni (96), laptop (217), HD (80) e PC desktop (47).

Alfonso Maruccia

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28 01 2009
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