UK, la perdita di dati digitali diventa una tradizione

Downing Street è costretta ad ammettere la sostanziale incapacità delle autorità di custodire i dati personali e sensibili

Roma – Suona come un’ammissione di inadeguatezza senza precedenti quella che il governo inglese è stato costretto a fare davanti alle insistenze dell’opposizione conservatrice: in un anno le istituzioni hanno perso la bellezza di 53 PC , 36 BlackBerry, 30 smartphone e quattro memory stick.

Un anno dopo lo “smarrimento” dei dettagli su 25 milioni di persone e le relative scuse del premier laburista Gordon Brown, la situazione nel Regno Unito non è migliorata di un bit, anzi. Grant Shapps, ministro di quel “governo ombra” che in UK, al contrario che altrove , è una cosa seria, ha chiesto e ottenuto dal governo in carica (quasi) tutti i dettagli sulle perdite di PC e dispositivi informatici istituzionali suddivisi per ministero di appartenenza.

Dalle risposte ricevute da Shapps, il dicastero responsabile della salute è risultato quello con le mani più bucherellate visto che i dipendenti hanno perso 14 computer nell’arco di 12 mesi . Sugli “incidenti” sono in corso indagini, assicurano dal ministero, e tutti i dispositivi sono stati marcati con una tintura invisibile per un più facile recupero e tracciamento del materiale rubato o perso. Uno solo dei PC incriminati, ad ogni modo, portava con sé dati personali.

Di PC il Department for Children, Schools and Families ne ha persi 13, piazzandosi al secondo posto della ignominiosa classifica di inadeguatezza stilata da Shapps. Al terzo è arrivato il Department for International Development con 9 PC smarriti, seguito dal Department for Transport con 5 computer e il Department of Justice con 4.

Dei ministeri interpellati, quello della difesa e degli interni si sono rifiutati di rispondere. “Abbiamo bisogno di una revisione urgente delle policy sui dati adottate dal governo” ha dichiarato Shapps alla BBC, denunciando senza mezzi termini l’incapacità di gestione di “questo genere di cose” dimostrata dai ministeri e chiedendo la diffusione di ulteriori dettagli da parte dei dicasteri che hanno perso il maggior numero di dispositivi informatici.

Alfonso Maruccia

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