USA, errore di memoria nel controllo dei cieli

Il sistema incaricato di tenere sotto controllo la sicurezza dei voli negli USA va in crash a causa di un errore di memoria insufficiente, un errore provocato da un velivolo-spia con un piano di volo erratico

Roma – Momento di crisi vissuto qualche giorno fa dalla Federal Aviation Administration (FAA), con il sistema En Route Automation Modernization (ERAM) abbattuto da un errore e la conseguente necessità di bloccare il traffico nell’intero spazio aereo statunitense.

Sviluppato dal contractor Lockheed Martin, il sistema ERAM è stato progettato per tracciare le caratteristiche di ogni volo (traiettoria, velocità, altitudine) e valutare la possibilità di collisioni in aria. A ogni velivolo viene assegnata una quantità limitata di dati, e l’approccio ha sempre funzionato come avrebbe dovuto.

L’entrata di un aereo spia U-2 nello spazio controllato dall’unità ERAM di Los Angeles ha pero messo in crisi l’intero sistema, visto che i piani di volo del jet prevedevano svariate entrate e uscite dalla zona di controllo e i dati del volo si avvicinavano molto ai limiti imposti a ERAM.

Il combinato disposto del piano di volo U-2 e l’intervento di un controllore del traffico in carne e ossa per impostare manualmente l’altitudine a 60.000 piedi, ha spinto il sistema a calcolare tutte le possibili altitudini del jet superando la quantità di memoria disponibile per la gestione del volo. Errori di sistema, crash e riavvii sono stati la naturale conseguenza di quella che è stata classificata come una vera e propria falla potenziale di ERAM – anche se piuttosto difficile da sfruttare per intenti malevoli.

Alfonso Maruccia

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  • Pinko_Pallo scrive:
    Il punto è un'altro...
    Se qualcuno chiede ed ottiene la rimozione di alcuni risultati di un qualunque motore di ricerca, ma chi ha pubblicato le relative notizie invece desidera che le stesse vengano indicizzate e rese disponibili nelle ricerche di chicchessia (magari ricorrendo al diritto di cronaca), come la mettiamo?è chiaro a tutti che alla fine deciderà il tribunale competente, mi pare però altrettanto ovvio che è l'ennesimo circolo vizioso innescato da leggi inadeguate scritte da incompetenti!
    • Leguleio scrive:
      Re: Il punto è un'altro...

      Se qualcuno chiede ed ottiene la rimozione di
      alcuni risultati di un qualunque motore di
      ricerca, ma chi ha pubblicato le relative notizie
      invece desidera che le stesse vengano indicizzate
      e rese disponibili nelle ricerche di chicchessia
      (magari ricorrendo al diritto di cronaca), come
      la
      mettiamo?Non esiste un "diritto" a venire indicizzati dai motori di ricerca, che sono tutti gestiti da società private.È nel loro interesse indicizzare quanti più siti possibile, ovvio; solo che se un soggetto gli è antipatico, gli ha fatto uno sgarbo, lo tolgono dai risultati e questo sparisce, non può fare nulla.
      è chiaro a tutti che alla fine deciderà il
      tribunale competente, mi pare però altrettanto
      ovvio che è l'ennesimo circolo vizioso innescato
      da leggi inadeguate scritte da
      incompetenti!Non ci sono leggi. Tranne quella sulla privacy.Vediamo se il prossimo parlamento europeo approverà una direttiva chiara sul punto.-----------------------------------------------------------Modificato dall' autore il 16 maggio 2014 22.56-----------------------------------------------------------
      • jURASSIK scrive:
        Re: Il punto è un'altro...
        Modificato dall' autore il 16 maggio 2014 22.56VENERDI' SERA ORE 22.56 COMMENTI SU PI?? HAHAHAAHAHAHAHAH E' CHIARO A TUTTI CHE VITA SFIGATA HAI
  • ... scrive:
    ...
    ß T¬9Ä)Ʋqò*J2ÛGdýü(:ûþÂV¡yª:þ}¦:°s#CÎÏdUcCäÍÍÑÒR4¨
  • Pinko_Pallo scrive:
    Ammettiamo che...
    ...Google rimuova effettivamente le pagine in questione dai propri risultati, e se la fonte (La Vanguardia) NON volesse che questi venissero rimossi?Se volesse cioè che le pagine incriminate fossero ricercabili tramite i servizi erogati da Google e dagli altri motori di ricerca?CHI AVREBBE RAGIONE?Senza contare che questo genere di iniziative (richieste di rimozione dei risultati dai motori di ricerca) generano un discreto clamore mediatico (almeno su siti che trattano di informatica) e che quindi adesso la notizia incriminata appare in ulteriori risultati!Cosa farà il Sig. Mario Costeja González, chiederà la rimozione dai risultati di Google & c. anche delle pagine di PI???E PI sarà a sua volta d'accordo di non essere indicizzato completamente?CONCORDO CON CHI RITIENE CHE LA SENTENZA IN QUESTIONE SIA UNA TOTALE IDIOZIA!
    • Leguleio scrive:
      Re: Ammettiamo che...

      ...Google rimuova effettivamente le pagine in
      questione dai propri risultati, e se la fonte (La
      Vanguardia) NON volesse che questi venissero
      rimossi?
      Se volesse cioè che le pagine incriminate fossero
      ricercabili tramite i servizi erogati da Google e
      dagli altri motori di
      ricerca?

      CHI AVREBBE RAGIONE?La Corte Europea del Lussemburgo.
      Senza contare che questo genere di iniziative
      (richieste di rimozione dei risultati dai motori
      di ricerca) generano un discreto clamore
      mediatico (almeno su siti che trattano di
      informatica) e che quindi adesso la notizia
      incriminata appare in ulteriori
      risultati!

      Cosa farà il Sig. Mario Costeja González,
      chiederà la rimozione dai risultati di Google &
      c. anche delle pagine di
      PI???Non credo. Gli interessano le fonti ispanofone.Chi fa una ricerca sul suo nome e lo trova citato in articoli e commenti italiani pensa a un omonimo che vive all'estero, non a quello di cui si sta interessando.
  • Mario scrive:
    allora
    a questo punto biosognerebbe anche entrare in tutte le raccolte di quotidiani e settimanali e sforbiciare via tutte le notizie riguardanti i richiedenti anonimato.
    • Leguleio scrive:
      Re: allora
      - Scritto da: Mario
      a questo punto biosognerebbe anche entrare in
      tutte le raccolte di quotidiani e settimanali e
      sforbiciare via tutte le notizie riguardanti i
      richiedenti
      anonimato.Lo fanno già:http://www.garanteprivacy.it/web/guest/home/docweb/-/docweb-display/docweb/1582866
      • bubba scrive:
        Re: allora
        - Scritto da: Leguleio
        - Scritto da: Mario

        a questo punto biosognerebbe anche entrare in

        tutte le raccolte di quotidiani e
        settimanali
        e

        sforbiciare via tutte le notizie riguardanti
        i

        richiedenti

        anonimato.

        Lo fanno già:

        http://www.garanteprivacy.it/web/guest/home/docwebdiciamo che un po ce provano. Spinte ci sono, anche se nella realta' impraticabili. E' un BRUTTO messaggio cmq (c'e' chi potrebbe diventare piu' realista del re, per 'non avere problemi'... )Mi vien in mente anche il fatto -scorrelato ma in tema (e piu serio)- che 'formalmente' i giornali hanno obbligo di rettifica, ma, diceva Sofri al festival del giornalismo, in genere se ne imXXXXXno.Quello e' chiaramente un provvedimento 'ad personam'... non avviene certo di default..
        • Leguleio scrive:
          Re: allora

          Mi vien in mente anche il fatto -scorrelato ma in
          tema (e piu serio)- che 'formalmente' i giornali
          hanno obbligo di rettifica, ma, diceva Sofri al
          festival del giornalismo, in genere se ne
          imXXXXXno.

          Quello e' chiaramente un provvedimento 'ad
          personam'... non avviene certo di
          default..Sì, ma la persona potrebbe essere anche un comune cittadino su cui hanno scritto inesattezze:http://www.ilsecoloxix.it/Facet/print/Uuid/9d2b134c-5cb6-11e1-986c-ed89d0004d22/Sonnambulo_caduto_la_foto_era_sbagliata_savona_rettifica_2.xmlNon fissarti sulla rettifica come una prerogativa esclusiva dei VIP, non è così.
      • Mario scrive:
        Re: allora
        - Scritto da: Leguleio
        - Scritto da: Mario

        a questo punto biosognerebbe anche entrare in

        tutte le raccolte di quotidiani e
        settimanali
        e

        sforbiciare via tutte le notizie riguardanti
        i

        richiedenti

        anonimato.

        Lo fanno già:

        http://www.garanteprivacy.it/web/guest/home/docwebquindi se i giornali già eliminano di loro sponte le notizie, Google non deve fare niente perchè le informazioni non sono più disponibili in rete.Quindi i link cadono nel vuoto.Un po' di anni fa mi sembrava ci fosse un sito che conservava tutto quello che era stato pubblicato su internet ma che era stato in seguito cancellato, chissà se c'è ancora?
        • sentinel scrive:
          Re: allora
          - Scritto da: MarioCUT

          Un po' di anni fa mi sembrava ci fosse un sito
          che conservava tutto quello che era stato
          pubblicato su internet ma che era stato in
          seguito cancellato, chissà se c'è
          ancora?https://archive.org/web/
        • Leguleio scrive:
          Re: allora


          Lo fanno già:




          http://www.garanteprivacy.it/web/guest/home/docweb

          quindi se i giornali già eliminano di loro sponte
          le notizie, Google non deve fare niente perchè le
          informazioni non sono più disponibili in
          rete.Non lo fanno di loro spontanea volontà, a dire il vero. Forse in certi casi specifici, ma una richiesta discreta da qualche parte arriva sempre.E questa sentenza riguarda tutti, non solo i giornali. I weblog nel 1998 ancora non erano di moda, ma nel caso avessero riportato notizie sensibili e fossero ancora online dal 1998, questi vecchi dati non potrebbero essere indicizzati. Solo quelli recenti.
          Un po' di anni fa mi sembrava ci fosse un sito
          che conservava tutto quello che era stato
          pubblicato su internet No, non tutto. Ci vorrebbe un crawler che nemmeno Google ha a disposizione: diciamo le cose ritenute più rilevanti.Si tratta di archive.org. Esistono poi centri nazionali specializzati in alcuni argomenti o alcune aree.
  • bubba scrive:
    ci si richiama alla direttiva 95/46/CE
    sti azzeccagarbugli sono senza vergogna...
    • Leguleio scrive:
      Re: ci si richiama alla direttiva 95/46/CE

      < Google Search (in inglese
      /ˈguːg(ə)l/
      [ˈguːgɫ], in italiano anche
      modificato in /ˈgugol/) Direi piuttosto /ˈgogol/http://tinyurl.com/3xeu8ju(rotfl)
      è un motore di
      ricerca per Internet fondato il 15 settembre
      <b
      1997 </b
      .[1] Successivamente venne creata
      l'omonima azienda il 4 settembre <b
      1998 </b
      .[2]



      sti azzeccagarbugli sono senza vergogna...I motori di ricerca esistevano già nel 1995: Altavista, Lycos, Excite, anche yahoo!, nato come portale. E al di là di questo aspetto, non capisco perché una direttiva non si possa applicare a qualcosa che è nato dopo. Caso mai è problematico il caso contrario, cioè applicarla a qualcosa che già esiste e che ha sempre lavorato in una certa maniera.
      • bubba scrive:
        Re: ci si richiama alla direttiva 95/46/CE
        - Scritto da: Leguleio

        < Google Search (in inglese

        /ˈguːg(ə)l/

        [ˈguːgɫ], in italiano anche

        modificato in /ˈgugol/)

        Direi piuttosto /ˈgogol/

        http://tinyurl.com/3xeu8ju
        (rotfl)
        LOL

        è un motore di

        ricerca per Internet fondato il 15 settembre

        <b
        1997 </b
        .[1]
        Successivamente venne
        creata

        l'omonima azienda il 4 settembre <b

        1998 </b

        .[2]






        sti azzeccagarbugli sono senza vergogna...

        I motori di ricerca esistevano già nel 1995:
        Altavista, Lycos, Excite, anche yahoo!, nato come
        portale.ed erano ben noti al legislatore. come il tcp/ip e internet :)
        E al di là di questo aspetto, non capisco perché
        una direttiva non si possa applicare a qualcosa
        che è nato dopo. Caso mai è problematico il casobeh e' semplice... essendo la decisione un'idiozia, cosa peraltro gia' stabilita da altri azzeccagarbugli (corte di giustizia, ecc), ci si deve arrampicare all'indietro... sino a citare norme pensate in un Mondo diverso. O vogliamo veramente dire che nel 1995 il legislatore sapesse cos'erano i motori di ricerca su internet?
        • Leguleio scrive:
          Re: ci si richiama alla direttiva 95/46/CE


          I motori di ricerca esistevano già nel 1995:

          Altavista, Lycos, Excite, anche yahoo!, nato
          come

          portale.
          ed erano ben noti al legislatore. come il tcp/ip
          e internet
          :)Non lo so cosa ne sapeva il legislatore di internet nel 1995. E nemmeno è rilevante. La violazione della privacy si espleta <B
          anche </B
          attraverso internet, ma non esclusivamente.Non credo che la sentenza sarebbe stata diversa se qualche quotidiano avesse preso a fare il "revival" delle notizie di 15 e 20 anni prima, cioè allegare la copia anastatica della cronaca di 15 e 20 anni prima al quotidiano del giorno.Cosa cambia, all'atto pratico?

          E al di là di questo aspetto, non capisco perché

          una direttiva non si possa applicare a qualcosa

          che è nato dopo. Caso mai è problematico il caso
          beh e' semplice... essendo la decisione
          un'idiozia, Ah be', se parti con questa convinzione tutto il resto è solo un pretesto per parlar male della decisione stessa, e di chi l'ha presa.
          cosa peraltro gia' stabilita da altri
          azzeccagarbugli (corte di giustizia, ecc), ci si
          deve arrampicare all'indietro... sino a citare
          norme pensate in un Mondo diverso. O vogliamo
          veramente dire che nel 1995 il legislatore
          sapesse cos'erano i motori di ricerca su
          internet?Come volevasi dimostrare.
          • panda rossa scrive:
            Re: ci si richiama alla direttiva 95/46/CE
            - Scritto da: Leguleio
            Non lo so cosa ne sapeva il legislatore di
            internet nel 1995. Esattamente quello che sa oggi: zero.Se una persona avesse un minimo di competenze tecniche non andrebbe certo a fare mestieri come lo scaricatore di porto, il videotecaro, il markettaro, il giornalista o il legislatore, per i quali le competenze tecniche sono inutili se non addirittura deleterie.
            E nemmeno è rilevante.Gia', tanto che gliene frega a loro?
            La
            violazione della privacy si espleta <B

            anche </B
            attraverso internet, ma non
            esclusivamente.
            Non credo che la sentenza sarebbe stata diversa
            se qualche quotidiano avesse preso a fare il
            "revival" delle notizie di 15 e 20 anni prima,
            cioè allegare la copia anastatica della cronaca
            di 15 e 20 anni prima al quotidiano del
            giorno.Non si tratta di questo.Non c'e' nessun revival.Non sono mica notizie vecchie riportate in auge.Sono solo notizie vecchie presenti in archivio.E qui si sta criticando il fatto che l'archivista e' efficiente e ha buona memoria e se gli vai a chiedere il fascicolo di pinco pallo, te lo trova in un attimo.
            Cosa cambia, all'atto pratico?Che si perde irrimediabilmente della memoria storica.
            Ah be', se parti con questa convinzione tutto il
            resto è solo un pretesto per parlar male della
            decisione stessa, e di chi l'ha
            presa.No. Non e' affatto necessario usare questa convinzione per parlar male della decisione e di chi l'ha presa.
          • Leguleio scrive:
            Re: ci si richiama alla direttiva 95/46/CE


            Non lo so cosa ne sapeva il legislatore di

            internet nel 1995.

            Esattamente quello che sa oggi: zero.Ma tu che ne sai? Conosci parlamentari europei, oppure anche parlamentari italiani?
            Se una persona avesse un minimo di competenze
            tecniche non andrebbe certo a fare mestieri come
            lo scaricatore di porto, il videotecaro, il
            markettaro, Inteso come prostituto per le vie di notte?http://tinyurl.com/pl8lfljSei offensivo. :o
            il giornalista o il legislatore, per
            i quali le competenze tecniche sono inutili se
            non addirittura
            deleterie.Avranno altre qualità. Non si pretende a questo mondo che tutti sappiano fare tutto.

            E nemmeno è rilevante.
            Gia', tanto che gliene frega a loro?Ma no, il fatto è che questa sentenza si occupa di privacy e di notizie personali, non di protocolli di Rete.Se queste cose avvenissero attraverso televideo, per dire, sarebbe uguale, ai fini dell'applicabilità della legge.
            Non si tratta di questo.
            Non c'e' nessun revival.
            Non sono mica notizie vecchie riportate in auge.
            Sono solo notizie vecchie presenti in archivio.
            E qui si sta criticando il fatto che l'archivista
            e' efficiente e ha buona memoria e se gli vai a
            chiedere il fascicolo di pinco pallo, te lo trova
            in un
            attimo.Eh sì.O piuttosto, il fatto che l'archivista non distingua fra notizie sensibili per la riservatezza di persone ancora vive e nel pieno dell'età lavorativa, e notizie senza indicazioni di nomi e di ragione sociale.

            Cosa cambia, all'atto pratico?

            Che si perde irrimediabilmente della memoria
            storica.Mah, quando la memoria storica riguarda un signor nessuno, come mi pare che sia quello che ha chiesto la rimozione in Spagna, non è una gran perdita.

            Ah be', se parti con questa convinzione
            tutto
            il

            resto è solo un pretesto per parlar male
            della

            decisione stessa, e di chi l'ha

            presa.

            No. Non e' affatto necessario usare questa
            convinzione per parlar male della decisione e di
            chi l'ha
            presa.Insomma ti associ al parere di bubba...
          • panda rossa scrive:
            Re: ci si richiama alla direttiva 95/46/CE
            - Scritto da: Leguleio


            Non lo so cosa ne sapeva il legislatore
            di


            internet nel 1995.



            Esattamente quello che sa oggi: zero.

            Ma tu che ne sai? Conosci parlamentari europei,
            oppure anche parlamentari
            italiani?Certo.

            Se una persona avesse un minimo di competenze

            tecniche non andrebbe certo a fare mestieri
            come

            lo scaricatore di porto, il videotecaro, il

            markettaro,

            Inteso come prostituto per le vie di notte?

            http://tinyurl.com/pl8lflj

            Sei offensivo. :oNo, chi batte il marciapiede di notte fa un lavoro dignitoso e rispettabile.Io mi riferisco ai markettari del marketing.

            il giornalista o il legislatore, per

            i quali le competenze tecniche sono inutili
            se

            non addirittura

            deleterie.

            Avranno altre qualità. Non si pretende a questo
            mondo che tutti sappiano fare
            tutto.Certo che no, ma quando l'economia era prevalentemente contadina, tutti sapevano lavorare la terra.Oggi che l'economia e' prevalentemente tecnologica, ci sono troppi ignoranti e analfabeti in questo campo ed e' una cosa vergognosa considerando che c'e' l'istruzione obbligatoria e un sacco di informazione disponibile.


            E nemmeno è rilevante.

            Gia', tanto che gliene frega a loro?

            Ma no, il fatto è che questa sentenza si occupa
            di privacy e di notizie personali, non di
            protocolli di Rete.Non puoi chiedere che venga svuotato il mare con una forchetta per difendere la privacy di qualcuno.E poi di che privacy si parla?Le informazioni presenti in rete o la persona le ha inserite lei su fessbuk o similari, oppure fanno parte del sacrosanto diritto di cronaca e liberta' di stampa, protetta da (quasi) tutte le costituzioni del pianeta.Perche' vuoi censurare un articolo di giornale di 10 anni fa?Perche' diceva qualcosa di te?Non puoi pretendere una censura. Al massimo una rettifica o una integrazione.
            Se queste cose avvenissero attraverso televideo,
            per dire, sarebbe uguale, ai fini
            dell'applicabilità della legge.Cioe' la tv non potrebbe piu' mandare in onda i cinegiornali dell'istituto luce perche' qualcuno che veniva citato chiede di non essere piu' citato?

            Non si tratta di questo.

            Non c'e' nessun revival.

            Non sono mica notizie vecchie riportate in
            auge.

            Sono solo notizie vecchie presenti in
            archivio.

            E qui si sta criticando il fatto che
            l'archivista

            e' efficiente e ha buona memoria e se gli
            vai
            a

            chiedere il fascicolo di pinco pallo, te lo
            trova

            in un

            attimo.

            Eh sì.
            O piuttosto, il fatto che l'archivista non
            distingua fra notizie sensibili per la
            riservatezza di persone ancora vive e nel pieno
            dell'età lavorativa, e notizie senza indicazioni
            di nomi e di ragione sociale.Che cosa cambia?La notizia c'era e chiederne la rimozione e' censura, sia che avvenga il giorno stesso, sia che avvenga 10 anni dopo.


            Cosa cambia, all'atto pratico?



            Che si perde irrimediabilmente della memoria

            storica.

            Mah, quando la memoria storica riguarda un signor
            nessuno, come mi pare che sia quello che ha
            chiesto la rimozione in Spagna, non è una gran
            perdita.E' una questione di principio.Se si concede al sig. nessuno di essere rimosso, i peggiori infami del pianeta si sentiranno in diritto di fare altrettanto.Chi decide se un richiedente e' un sig. nessuno o non lo e'?


            Ah be', se parti con questa convinzione

            tutto

            il


            resto è solo un pretesto per parlar male

            della


            decisione stessa, e di chi l'ha


            presa.



            No. Non e' affatto necessario usare questa

            convinzione per parlar male della decisione
            e
            di

            chi l'ha

            presa.

            Insomma ti associ al parere di bubba...Io ho il mio parere che puo' essere riassunto in "NON SI CANCELLA NIENTE"
          • qazwe scrive:
            Re: ci si richiama alla direttiva 95/46/CE
            - Scritto da: panda rossa
            sacrosanto diritto di cronaca e
            liberta' di stampa, protetta da (quasi) tutte le
            costituzioni del
            pianeta.Pure il diritto all'oblio è protetto
          • panda rossa scrive:
            Re: ci si richiama alla direttiva 95/46/CE
            - Scritto da: qazwe
            - Scritto da: panda rossa

            sacrosanto diritto di cronaca e

            liberta' di stampa, protetta da (quasi)
            tutte
            le

            costituzioni del

            pianeta.
            Pure il diritto all'oblio è protettoSe due diritti sono in contrasto come facciamo?
          • qazwe scrive:
            Re: ci si richiama alla direttiva 95/46/CE
            - Scritto da: panda rossa
            Se due diritti sono in contrasto come facciamo?Non sono in contrasto, quindi, il problema non si pone.
          • panda rossa scrive:
            Re: ci si richiama alla direttiva 95/46/CE
            - Scritto da: qazwe
            - Scritto da: panda rossa

            Se due diritti sono in contrasto come
            facciamo?
            Non sono in contrasto, quindi, il problema non si
            pone.Lo sono.Se il diritto alla privacy di uno calpesta il diritto all'informazione di un altro, sono in contrasto.
          • qazwe scrive:
            Re: ci si richiama alla direttiva 95/46/CE
            - Scritto da: panda rossa
            Lo sono.
            Se il diritto alla privacy di uno calpesta il
            diritto all'informazione di un altro, sono in
            contrasto.Quindi secondo il tuo ragionamento il diritto alla privacy non ha ragione di esistere visto che c'è il diritto all'informazione che è opposto ad esso. (newbie)
          • panda rossa scrive:
            Re: ci si richiama alla direttiva 95/46/CE
            - Scritto da: qazwe
            - Scritto da: panda rossa

            Lo sono.

            Se il diritto alla privacy di uno calpesta il

            diritto all'informazione di un altro, sono in

            contrasto.
            Quindi secondo il tuo ragionamento il diritto
            alla privacy non ha ragione di esistere visto che
            c'è il diritto all'informazione che è opposto ad
            esso.
            (newbie)Io per l'appunto ho chiesto, un paio di messaggi fa: "se due diritti sono in contrasto che cosa facciamo?"Non ho detto che la privacy debba essere prevalente all'informazione o viceversa.
          • qazwe scrive:
            Re: ci si richiama alla direttiva 95/46/CE
            - Scritto da: panda rossa
            Io per l'appunto ho chiesto, un paio di messaggi
            fa: "se due diritti sono in contrasto che cosa
            facciamo?"

            Non ho detto che la privacy debba essere
            prevalente all'informazione o
            viceversa.Il diritto alla privacy e il diritto all'oblio sono stati scritti apposta per andare a limitare il potere del diritto all'informazione
          • panda rossa scrive:
            Re: ci si richiama alla direttiva 95/46/CE
            - Scritto da: qazwe
            - Scritto da: panda rossa

            Io per l'appunto ho chiesto, un paio di
            messaggi

            fa: "se due diritti sono in contrasto che
            cosa

            facciamo?"



            Non ho detto che la privacy debba essere

            prevalente all'informazione o

            viceversa.
            Il diritto alla privacy e il diritto all'oblio
            sono stati scritti apposta per andare a limitare
            il potere del diritto
            all'informazioneIl diritto alla privacy e' a cura dell'interessato che puo' scegliere di rinunciarci.Il diritto all'oblio non e' ancora un diritto ma una cosa che si stanno inventando gli amanti della censura per avere una scusa presentabile quando vogliono nascondere cose che non dovrebbero essere nascoste.
          • qazwe scrive:
            Re: ci si richiama alla direttiva 95/46/CE
            - Scritto da: panda rossa
            Il diritto all'oblio non e' ancora un diritto ma
            una cosa che si stanno inventando gli amanti
            della censura per avere una scusa presentabile
            quando vogliono nascondere cose che non
            dovrebbero essere
            nascoste.http://it.wikipedia.org/wiki/Diritto_all'oblio#Italia
          • Leguleio scrive:
            Re: ci si richiama alla direttiva 95/46/CE
            il
            videotecaro,
            il


            markettaro,



            Inteso come prostituto per le vie di notte?



            http://tinyurl.com/pl8lflj



            Sei offensivo. :o

            No, chi batte il marciapiede di notte fa un
            lavoro dignitoso e
            rispettabile.Meno male. :P

            Avranno altre qualità. Non si pretende a
            questo

            mondo che tutti sappiano fare

            tutto.

            Certo che no, ma quando l'economia era
            prevalentemente contadina, tutti sapevano
            lavorare la
            terra.
            Oggi che l'economia e' prevalentemente
            tecnologica, ci sono troppi ignoranti e
            analfabeti in questo campo ed e' una cosa
            vergognosa considerando che c'e' l'istruzione
            obbligatoria e un sacco di informazione
            disponibile.Eeheh... il solito ritardo sui tempi dell'Italia.Se pensi che fino a pochi anni fa nelle scuole italiane si insegnava stenografia, una qualifica obsoleta nel mondo del lavoro fin dagli anni Sessanta.Sulla carta oggi è sostituita da trattamento testi digitali e dattilografia. Poi cosa insegnino davvero questi ex insegnanti di stenografia, soprattutto se il computer non lo hanno mai studiato, non lo so.

            Ma no, il fatto è che questa sentenza si
            occupa

            di privacy e di notizie personali, non di

            protocolli di Rete.

            Non puoi chiedere che venga svuotato il mare con
            una forchetta per difendere la privacy di
            qualcuno.Questo però è un altro discorso. Siccome il proXXXXX è appena cominciato, vediamo un po' come procederà.Il qualcuno che ha fatto ricorso alla Corte Europea intanto sarà protetto. Gli altri seguiranno a ruota, immagino.
            E poi di che privacy si parla?
            Le informazioni presenti in rete o la persona le
            ha inserite lei su fessbuk o similari, oppure
            fanno parte del sacrosanto diritto di cronaca e
            liberta' di stampa, protetta da (quasi) tutte le
            costituzioni del
            pianeta.
            Perche' vuoi censurare un articolo di giornale di
            10 anni
            fa?Perché la persona 10 anni fa faceva altro e aveva altra percezione del sé.
            Perche' diceva qualcosa di te?
            Non puoi pretendere una censura. Al massimo una
            rettifica o una
            integrazione.La legge sulla privacy è molto restrittiva. Si può, si può.

            Se queste cose avvenissero attraverso
            televideo,

            per dire, sarebbe uguale, ai fini

            dell'applicabilità della legge.

            Cioe' la tv non potrebbe piu' mandare in onda i
            cinegiornali dell'istituto luce perche' qualcuno
            che veniva citato chiede di non essere piu'
            citato?Solo se qualcuno viene citato in un contesto sensibile dal punto di vista dei dati personali. Non credo nessuno si opporrebbe mai al filmato nel quale annuncia che vinto un premio di cucina o una gara ciclistica.

            Eh sì.

            O piuttosto, il fatto che l'archivista non

            distingua fra notizie sensibili per la

            riservatezza di persone ancora vive e nel
            pieno

            dell'età lavorativa, e notizie senza
            indicazioni

            di nomi e di ragione sociale.

            Che cosa cambia?Che il fatto in sé ha ancora interesse storico e documentaristico, eventualmente.L'identità della persona coinvolta non più.
            La notizia c'era e chiederne la rimozione e'
            censura, sia che avvenga il giorno stesso, sia
            che avvenga 10 anni
            dopo.Ma no, 10 anni dopo il diritto di cronaca non c'è più. Ci sarebbe solo nel caso in cui la persona fosse tuttora personaggio pubblico, ma in quei casi credo che nessuna corte europea ottempererà mai alla richiesta di cancellazione: i personaggi pubblici hanno rinunciato alla privacy.

            Mah, quando la memoria storica riguarda un
            signor

            nessuno, come mi pare che sia quello che ha

            chiesto la rimozione in Spagna, non è una
            gran

            perdita.

            E' una questione di principio.
            Se si concede al sig. nessuno di essere rimosso,
            i peggiori infami del pianeta si sentiranno in
            diritto di fare
            altrettanto.No, ripeto, i personaggi pubblici rinunciano alla privacy.
            Chi decide se un richiedente e' un sig. nessuno o
            non lo
            e'?La Corte a cui ci si rivolge.


            No. Non e' affatto necessario usare
            questa


            convinzione per parlar male della
            decisione

            e

            di


            chi l'ha


            presa.



            Insomma ti associ al parere di bubba...

            Io ho il mio parere che puo' essere riassunto in
            "NON SI CANCELLA
            NIENTE"Perfino il reato viene cancellato dal casellario giudiziale dopo un certo numero di anni, nel caso la pena sia stata scontata. Impedendo la cancellazione di dati risalenti al passato si condannerebbero molte persone a un carcere fatto di pettegolezzi e notizie fuori contesto per tutta la vita.
          • bubba scrive:
            Re: ci si richiama alla direttiva 95/46/CE
            - Scritto da: Leguleio


            I motori di ricerca esistevano già nel
            1995:


            Altavista, Lycos, Excite, anche yahoo!,
            nato

            come


            portale.


            ed erano ben noti al legislatore. come il
            tcp/ip

            e internet

            :)

            Non lo so cosa ne sapeva il legislatore di
            internet nel 1995.nulla. pare abbastanza palese (anche adesso non e' che brilli... ma ora per lo piu' lo fa per seguire interessi lobbistici. Al tempo non ne sapeva proprio una mazza. Come del resto il 99% degli italiani (per rimanere a noi))
            E nemmeno è rilevante. beh chiaro... stiamo solo parlando di ricerche e caching su internet. Cosa vuoi che rilevi? :)
            La violazione della privacy si espleta <B

            anche </B
            attraverso internet, ma non
            esclusivamente.l'uso di "violazione della privacy" e' esso stesso un abuso.La faccenda era- due pagine di La Vanguardia contenenti due annunci riguardo l'asta di immobili sottoposti, 16 anni prima, ad un pignoramento. Il cittadino (poverino) trovava sgradevole trovare negli archivi il suo nome.- l'authority locale aveva negato al cittadino la possibilità di imporre a La Vaguardia la rimozione dell'annuncio che conteneva il suo nome, considerato di pubblica utilità.Direi che finisce li'. Normale buon senso. Le cose accadono, le biblioteche si ingrossano.Farebbe differenza se La Vanguardia (o chi per esso) facesse una costante campagna deligittimante contro tiziocaio rivangando info antiche e nuove (harassment? stalking?). Ma QUI non vedo cosa ci sia da discutere. Tranne che per i fan di fahrenheit 451.Eppure gli azzeccagarbugli non riposano MAI.
            Non credo che la sentenza sarebbe stata diversa
            se qualche quotidiano avesse preso a fare il
            "revival" delle notizie di 15 e 20 anni prima,
            cioè allegare la copia anastatica della cronaca
            di 15 e 20 anni prima al quotidiano del
            giorno.
            Cosa cambia, all'atto pratico?Nulla. non andrebbe sollevato alcun problema in entrambi i casi.

            beh e' semplice... essendo la decisione

            un'idiozia,

            Ah be', se parti con questa convinzione tutto il
            resto è solo un pretesto per parlar male della
            decisione stessa, e di chi l'ha
            presa.non ci vuole molto a stabilire che e' un idiozia, eh. Pensa che c'erano arrivati perfino dei giudici :)Tra l'altro c'e' un assonanza inquietante con le idiozie sul copyright... saranno mica sempre gli stessi burocrati marcilenti?Devo fare tutto lo schemino o basta cosi?
          • Leguleio scrive:
            Re: ci si richiama alla direttiva 95/46/CE


            Non lo so cosa ne sapeva il legislatore di

            internet nel 1995.
            nulla. pare abbastanza palese (anche adesso non
            e' che brilli... ma ora per lo piu' lo fa per
            seguire interessi lobbistici. Al tempo non ne
            sapeva proprio una mazza. Come del resto il 99%
            degli italiani (per rimanere a
            noi))Sei cattivo col legislatore europeo.

            E nemmeno è rilevante.
            beh chiaro... stiamo solo parlando di ricerche e
            caching su internet. Cosa vuoi che rilevi?
            :)La base di partenza è la privacy. Non internet.

            La violazione della privacy si espleta
            <B


            anche </B
            attraverso internet, ma non

            esclusivamente.
            l'uso di "violazione della privacy" e' esso
            stesso un
            abuso.Non esiste solo la privacy che piace a te, bubba.Nel concetto rientra anche la registrazione e l'acXXXXX a dati obsoleti o non più validi.
            La faccenda era
            - due pagine di La Vanguardia contenenti due
            annunci riguardo l'asta di immobili sottoposti,
            16 anni prima, ad un pignoramento. Il cittadino
            (poverino) trovava sgradevole trovare negli
            archivi il suo
            nome.
            - l'authority locale aveva negato al cittadino la
            possibilità di imporre a La Vaguardia la
            rimozione dell'annuncio che conteneva il suo
            nome, considerato di pubblica
            utilità.L'autorità spagnola secondo me non funziona.L'AgCom italiana avrebbe dato ragione al cittadino.
            Direi che finisce li'. Normale buon senso. Le
            cose accadono, le biblioteche si
            ingrossano.Non tutte le persone devono vedere tutto il loro passato raggiungibile con un clic.Lasciamo una finestra aperta per gli ultimi 10 anni, ecco.
            Farebbe differenza se La Vanguardia (o chi per
            esso) facesse una costante campagna
            deligittimante contro tiziocaio rivangando info
            antiche e nuove (harassment? stalking?).Figuriamoci se riuscivi a scrivere un commento interamente in italiano.In ogni caso non è un reato specifico. Potrebbe ricadere sotto la diffamazione, ma bisogna vedere come giustificano il rivangare di vecchie notizie. Non è automatico.

            Non credo che la sentenza sarebbe stata diversa

            se qualche quotidiano avesse preso a fare il

            "revival" delle notizie di 15 e 20 anni prima,

            cioè allegare la copia anastatica della cronaca

            di 15 e 20 anni prima al quotidiano del

            giorno.

            Cosa cambia, all'atto pratico?
            Nulla. non andrebbe sollevato alcun problema in
            entrambi i
            casi.Il diritto alla privacy è per tutti.


            beh e' semplice... essendo la decisione


            un'idiozia,



            Ah be', se parti con questa convinzione tutto il

            resto è solo un pretesto per parlar male della

            decisione stessa, e di chi l'ha

            presa.
            non ci vuole molto a stabilire che e' un idiozia,
            eh. Pensa che c'erano arrivati perfino dei
            giudici
            :)C'è un dibattito in corso.Di qua e di là dell'Atlantico:http://punto-informatico.it/3896625/PI/News/california-oblio-vizi-gioventu.aspxNon soffocare questo dibattito sul nascere.
            Tra l'altro c'e' un assonanza inquietante con le
            idiozie sul copyright... saranno mica sempre gli
            stessi burocrati
            marcilenti?Marcilenti?!?Sono marci, e pure lenti?
          • panda rossa scrive:
            Re: ci si richiama alla direttiva 95/46/CE
            - Scritto da: Leguleio


            Non lo so cosa ne sapeva il legislatore
            di


            internet nel 1995.


            nulla. pare abbastanza palese (anche adesso
            non

            e' che brilli... ma ora per lo piu' lo fa per

            seguire interessi lobbistici. Al tempo non ne

            sapeva proprio una mazza. Come del resto il
            99%

            degli italiani (per rimanere a

            noi))

            Sei cattivo col legislatore europeo.




            E nemmeno è rilevante.


            beh chiaro... stiamo solo parlando di
            ricerche
            e

            caching su internet. Cosa vuoi che rilevi?

            :)

            La base di partenza è la privacy. Non internet.E il punto di arrivo e' l'informazione.Se non vuoi che l'informazione emerga, devi chiedere che venga rimossa l'informazione, non il cartello che la indica.Se una certa informazione viola la privacy, la rimuovi e prendi provvedimenti contro chi l'ha messa a disposizione.Se una certa informazione non viola la privacy oggi, a maggior ragione non la violera' neanche domani.


            La violazione della privacy si espleta

            <B



            anche </B
            attraverso internet,
            ma
            non


            esclusivamente.


            l'uso di "violazione della privacy" e' esso

            stesso un

            abuso.

            Non esiste solo la privacy che piace a te, bubba.
            Nel concetto rientra anche la registrazione e
            l'acXXXXX a dati obsoleti o non più validi.Si, ma google che c'entra?

            La faccenda era

            - due pagine di La Vanguardia contenenti due

            annunci riguardo l'asta di immobili
            sottoposti,

            16 anni prima, ad un pignoramento. Il
            cittadino

            (poverino) trovava sgradevole trovare negli

            archivi il suo

            nome.

            - l'authority locale aveva negato al
            cittadino
            la

            possibilità di imporre a La Vaguardia la

            rimozione dell'annuncio che conteneva il suo

            nome, considerato di pubblica

            utilità.

            L'autorità spagnola secondo me non funziona.
            L'AgCom italiana avrebbe dato ragione al
            cittadino.Esiste anche il giudizio salomonico che dice "caro cittadino, tu hai anche ragione, ma non possiamo farci niente."

            Direi che finisce li'. Normale buon senso. Le

            cose accadono, le biblioteche si

            ingrossano.

            Non tutte le persone devono vedere tutto il loro
            passato raggiungibile con un
            clic.Perche'?Hanno qualcosa da nascondere?
            Lasciamo una finestra aperta per gli ultimi 10
            anni,
            ecco.Ma anche no. Perche' bisognerebbe calare un velo pietoso su cose di 20 anni fa?E poi bisognerebbe farlo sempre, o solo su richiesta?Io per esempio sono finito sui giornali 20 anni fa per una cosa positiva.Deve sparire?O devo essere io a chiedere che non sparisca?E comunque chi e' che giudica?

            Farebbe differenza se La Vanguardia (o chi
            per

            esso) facesse una costante campagna

            deligittimante contro tiziocaio rivangando
            info

            antiche e nuove (harassment? stalking?).

            Figuriamoci se riuscivi a scrivere un commento
            interamente in
            italiano.Se hai dei limiti non e' un problema suo.
            In ogni caso non è un reato specifico. Potrebbe
            ricadere sotto la diffamazione, ma bisogna vedere
            come giustificano il rivangare di vecchie
            notizie. Non è
            automatico.Non era diffamante allora non lo e' neanche adesso.


            Non credo che la sentenza sarebbe stata
            diversa


            se qualche quotidiano avesse preso a
            fare
            il


            "revival" delle notizie di 15 e 20 anni
            prima,


            cioè allegare la copia anastatica della
            cronaca


            di 15 e 20 anni prima al quotidiano del


            giorno.


            Cosa cambia, all'atto pratico?


            Nulla. non andrebbe sollevato alcun problema
            in

            entrambi i

            casi.

            Il diritto alla privacy è per tutti.Il diritto alla privacy non e' retroattivo.
          • Leguleio scrive:
            Re: ci si richiama alla direttiva 95/46/CE



            beh chiaro... stiamo solo parlando di

            ricerche

            e


            caching su internet. Cosa vuoi che
            rilevi?


            :)



            La base di partenza è la privacy. Non
            internet.

            E il punto di arrivo e' l'informazione.
            Se non vuoi che l'informazione emerga, devi
            chiedere che venga rimossa l'informazione, non il
            cartello che la
            indica.Questo è un problema a parte, e il tuo approccio è troppo drastico.Faccio un esempio: io non voglio che un fatto di cronaca che mi ha coinvolto oltre 10 anni or sono sia rintracciabile in punto di clic, ma nemmeno intendo imporre ai giornali con archivio online di cancellarlo. Mi basta che non sia raggiungibile né da Google, né dal motore di ricerca interno del giornale.Uno studioso o un giornalista appassionato del passato che vuole risalire all'archivio completo del giornale va in sede, chiede l'acXXXXX diretto ai server, e fa la ricerca lì. C'è una bella differenza tra un nominativo in mano a uno studioso che sta facendo ricerche specifiche, e una ricerca disponibile per cani e porci.
            Se una certa informazione viola la privacy, la
            rimuovi e prendi provvedimenti contro chi l'ha
            messa a
            disposizione.
            Se una certa informazione non viola la privacy
            oggi, a maggior ragione non la violera' neanche
            domani.Eh no, non funziona così.Alcune informazioni sensibili diventano obsolete e quindi contrarie alla privacy con il tempo.
            Si, ma google che c'entra?Nessuno dice che c'entri. Deve adeguarsi alla legge.
            Esiste anche il giudizio salomonico che dice
            "caro cittadino, tu hai anche ragione, ma non
            possiamo farci
            niente."Si vede che i giudici della Corte Europea del Lussemburgo sono più decisionisti. ;)

            Non tutte le persone devono vedere tutto il
            loro

            passato raggiungibile con un

            clic.

            Perche'?
            Hanno qualcosa da nascondere?Non necessariamente da nascondere, ma da non rendere pubblico. Per ragioni lavorative, familiari, istituzionali, legali...

            Lasciamo una finestra aperta per gli ultimi
            10

            anni,

            ecco.

            Ma anche no. Perche' bisognerebbe calare un velo
            pietoso su cose di 20 anni
            fa?Perché la persona di 20 anni fa non é la stessa di adesso, e rimanere crocifissi al proprio passato a vita non aiuta ad andare avanti.
            E poi bisognerebbe farlo sempre, o solo su
            richiesta?Solo su richiesta, secondo gli orientamenti attuali.In futuro non so.
            Io per esempio sono finito sui giornali 20 anni
            fa per una cosa
            positiva.
            Deve sparire?No.

            In ogni caso non è un reato specifico.
            Potrebbe

            ricadere sotto la diffamazione, ma bisogna
            vedere

            come giustificano il rivangare di vecchie

            notizie. Non è

            automatico.

            Non era diffamante allora non lo e' neanche
            adesso.Lo è. Non si possono diffondere ai quattro venti i fatti di un privato cittadino se non esiste un interesse pubblico, e quando è un privato questo interesse non c'è (quasi) mai. Esempio contemporaneo: "Alle 7 e 40 la signora Chiappa è andata dal callista". C'è gente che davvero spenderebbe per giornali che scrivono queste cose, ma non si può. Esempio storico: "29 settembre 1967: in un bar il marito della signora Chiappa ha incontrato Anita Ekberg, famosa attrice di Hollywood, e ha passato con lei la notte. Il mattino del 30 settembre se l'era già dimenticata, ed è tornato dalla moglie". Questo articolo, che aveva una seppur piccola rilevanza nel 1967, non ce l'ha oggi.



            Cosa cambia, all'atto pratico?




            Nulla. non andrebbe sollevato alcun
            problema

            in


            entrambi i


            casi.



            Il diritto alla privacy è per tutti.

            Il diritto alla privacy non e' retroattivo.Certo che lo è. Perché altrimenti lo chiamerebbero "diritto all'oblio?"
          • panda rossa scrive:
            Re: ci si richiama alla direttiva 95/46/CE
            - Scritto da: Leguleio

            C'è una bella differenza tra un nominativo in
            mano a uno studioso che sta facendo ricerche
            specifiche, e una ricerca disponibile per cani e
            porci.La differenza e' che se fino a ieri la figura dello studioso che sta facendo ricerche specifiche, era rispettabile, oggi grazie all'evoluzione della tecnologia va a fare compagnia ai maniscalchi, ai venditori di ghiaccio, ai videotecari e a tutte quelle altre polverose figure rese obsolete dall'evoluzione tecnologica.Perche' bisogna ancora sottostare ad un inutile intermediario quando e' possibile scavare nel passato delle persone senza alzare il XXXX dalla sedia?

            Se una certa informazione viola la privacy,
            la

            rimuovi e prendi provvedimenti contro chi
            l'ha

            messa a

            disposizione.

            Se una certa informazione non viola la
            privacy

            oggi, a maggior ragione non la violera'
            neanche

            domani.

            Eh no, non funziona così.Invece e' cosi' che funziona.
            Alcune informazioni sensibili diventano obsolete
            e quindi contrarie alla privacy con il
            tempo.La gente puo' difendere la propria privacy con l'anonimato.Chi rinunzia all'anonimato, rinunzia alla privacy.Troppo comodo postare le proprie foto da ubriachi quando si hanno 20 anni, e poi a 40 anni andare predicando che l'alcool fa male.

            Si, ma google che c'entra?

            Nessuno dice che c'entri. Deve adeguarsi alla
            legge.Una legge ad motorem inquisitionis?

            Esiste anche il giudizio salomonico che dice

            "caro cittadino, tu hai anche ragione, ma non

            possiamo farci

            niente."

            Si vede che i giudici della Corte Europea del
            Lussemburgo sono più decisionisti.
            ;)O meno pratici.


            Non tutte le persone devono vedere
            tutto
            il

            loro


            passato raggiungibile con un


            clic.



            Perche'?

            Hanno qualcosa da nascondere?

            Non necessariamente da nascondere, ma da non
            rendere pubblico. Per ragioni lavorative,
            familiari, istituzionali,
            legali...Non ne vedo il motivo.Supponiamo che io voglia sapere qualcosa di te.Dovrei pagare un investigatore privato che raccolga informazioni, quando invece potrei farlo aggratis andando ad interrogare motori di ricerca.A te non cambia niente: se voglio scoprire qualcosa la scopro comunque.


            Lasciamo una finestra aperta per gli
            ultimi

            10


            anni,


            ecco.



            Ma anche no. Perche' bisognerebbe calare un
            velo

            pietoso su cose di 20 anni

            fa?

            Perché la persona di 20 anni fa non é la stessa
            di adesso, e rimanere crocifissi al proprio
            passato a vita non aiuta ad andare
            avanti.Quindi continuiamo a ripetere gli errori senza imparare nulla dalla storia.

            E poi bisognerebbe farlo sempre, o solo su

            richiesta?

            Solo su richiesta, secondo gli orientamenti
            attuali.
            In futuro non so.Quindi e' sempre una questione di soldi.Chi e' ricco potra' permettersi di richiedere e ottenere, mentre gli altri si arrangiano.

            Io per esempio sono finito sui giornali 20
            anni

            fa per una cosa

            positiva.

            Deve sparire?

            No.Chi lo stabilisce?Metti che uno chieda di rimuovere la notizia che mi riguarda, per la sua privacy.Chi e' la figura preposta a stabilire se il richiedente ha titolo per farlo?Non temi che invece il motore di ricerca, per non stare a perdere tempo, proceda d'ufficio, oscurando la mia notizia che io non volevo che scomparisse?

            Non era diffamante allora non lo e' neanche

            adesso.

            Lo è. Non si possono diffondere ai quattro venti
            i fatti di un privato cittadino se non esiste un
            interesse pubblico, e quando è un privato questo
            interesse non c'è (quasi) mai.Parliamo di un fatto di cronaca, non di un fatto privato.
            Esempio contemporaneo: "Alle 7 e 40 la signora
            Chiappa è andata dal callista". C'è gente che
            davvero spenderebbe per giornali che scrivono
            queste cose, ma non si può.C'ero anche io dal callista quella mattina quando e' entrata la signora Chiappa.Posso scrivere che io ero dal callista, oppure per difendere la privacy della signora Chiappa non posso parlare di me?
            Esempio storico: "29 settembre 1967: in un bar il
            marito della signora Chiappa ha incontrato Anita
            Ekberg, famosa attrice di Hollywood, e ha passato
            con lei la notte. Il mattino del 30 settembre se
            l'era già dimenticata, ed è tornato dalla
            moglie". Questo articolo, che aveva una seppur
            piccola rilevanza nel 1967, non ce l'ha
            oggi.Come no. La Ekberg in quanto famosa attrice e' oggetto di ricerca e a qualcuno interessa con chi ha trascorso quella notte.




            Cosa cambia, all'atto pratico?






            Nulla. non andrebbe sollevato alcun

            problema


            in



            entrambi i



            casi.





            Il diritto alla privacy è per tutti.



            Il diritto alla privacy non e' retroattivo.

            Certo che lo è. Perché altrimenti lo
            chiamerebbero "diritto
            all'oblio?"Perche' se lo chiamassero col suo vero nome "Pretesa di censura", verrebbe accolto con meno entusiasmo dalla gente.
          • Leguleio scrive:
            Re: ci si richiama alla direttiva 95/46/CE


            C'è una bella differenza tra un nominativo in

            mano a uno studioso che sta facendo ricerche

            specifiche, e una ricerca disponibile per
            cani
            e

            porci.

            La differenza e' che se fino a ieri la figura
            dello studioso che sta facendo ricerche
            specifiche, era rispettabile, oggi grazie
            all'evoluzione della tecnologia va a fare
            compagnia ai maniscalchi, ai venditori di
            ghiaccio, ai videotecari e a tutte quelle altre
            polverose figure rese obsolete dall'evoluzione
            tecnologica.Tutte le figure professionali non più al passo coi tempi escono di scena quando vogliono loro, non quando lo vuoi tu.Chi vuole fare ricerche sul passato solo coi clic, le faccia. Ma sapere quali notizie dare in forma esplicita e quali in forma anonimizzata è una cosa che si impara solo facendo il mestiere di storico e di giornalista. Non sono cose da lasciare in mano al primo che passa.
            Perche' bisogna ancora sottostare ad un inutile
            intermediario quando e' possibile scavare nel
            passato delle persone senza alzare il XXXX dalla
            sedia?Non è che bisogna. Si può fare, ma non a costo di rovinare la reputazione di ignare persone citate in articoli di 10 anni fa o più.Gli articoli vecchi che non contengono nomi e cognomi oppure ragione sociale sempre lì rimangono.

            Eh no, non funziona così.

            Invece e' cosi' che funziona.La legge dice altrimenti. Adattarsi, o adattarsi.

            Alcune informazioni sensibili diventano
            obsolete

            e quindi contrarie alla privacy con il

            tempo.

            La gente puo' difendere la propria privacy con
            l'anonimato.No. Non puoi decidere tu se compararire in un fatto di cronaca con le iniziali oppure col nome esteso. Il diritto di cronaca è prevalente sul diritto alla riservatezza.
            Chi rinunzia all'anonimato, rinunzia alla privacy.
            Troppo comodo postare le proprie foto da ubriachi
            quando si hanno 20 anni, e poi a 40 anni andare
            predicando che l'alcool fa
            male.Lo fanno tutti.Capirai che scandalo.


            Si, ma google che c'entra?



            Nessuno dice che c'entri. Deve adeguarsi alla

            legge.

            Una legge ad motorem inquisitionis?La legge sulla privacy: la classica legge che dà fastidio a tutti finché non ci si trova invischiati. In quel caso diventa indispensabile.

            Si vede che i giudici della Corte Europea del

            Lussemburgo sono più decisionisti.

            ;)

            O meno pratici.È un campo del diritto ancora tutto da scrivere. In Italia prima del 1997 la privacy nemmeno si sapeva cosa fosse, e questi archivi di giornali online che spuntano come funghi prima della metà degli anni Duemila erano impensabili, a causa dei costi per mantenerli. Chiaro che nessuno pensava a legiferare sul punto.Non sarà una sentenza definitiva, ma la prima che segna il cammino magari sì.

            Non necessariamente da nascondere, ma da non

            rendere pubblico. Per ragioni lavorative,

            familiari, istituzionali,

            legali...

            Non ne vedo il motivo.
            Supponiamo che io voglia sapere qualcosa di te.
            Dovrei pagare un investigatore privato che
            raccolga informazioni, quando invece potrei farlo
            aggratis andando ad interrogare motori di
            ricerca.L'investigatore privato non ha più strumenti a disposizione di un privato cittadino. Ha solo più tempo.Quando risale a dati riservati non accessibili ai più è solo perché ha violato qualche legge.

            Perché la persona di 20 anni fa non é la
            stessa

            di adesso, e rimanere crocifissi al proprio

            passato a vita non aiuta ad andare

            avanti.

            Quindi continuiamo a ripetere gli errori senza
            imparare nulla dalla
            storia.Gli errori si ripetono comunque.Non sono gli articoli di giornale del passato a prevenire queste cose.
            Quindi e' sempre una questione di soldi.
            Chi e' ricco potra' permettersi di richiedere e
            ottenere, mentre gli altri si
            arrangiano.Che ti devo dire? Diventa ricco, e hai risolto un sacco di problemi.
            Chi lo stabilisce?
            Metti che uno chieda di rimuovere la notizia che
            mi riguarda, per la sua
            privacy.
            Chi e' la figura preposta a stabilire se il
            richiedente ha titolo per
            farlo?
            Non temi che invece il motore di ricerca, per non
            stare a perdere tempo, proceda d'ufficio,
            oscurando la mia notizia che io non volevo che
            scomparisse?È un altro problema della legge sulla privacy. Vediamo come sarà risolto in futuro.Nulla ti vieta di collezionare i ritagli dei giornali dell'epoca e mettere la scansione sul tuo weblog. Ma omettendo i nomi di estranei.

            Lo è. Non si possono diffondere ai quattro
            venti

            i fatti di un privato cittadino se non
            esiste
            un

            interesse pubblico, e quando è un privato
            questo

            interesse non c'è (quasi) mai.

            Parliamo di un fatto di cronaca, non di un fatto
            privato.È uguale.La cronaca interessa la cittadinanza nel momento in cui avviene e nei mesi o anni immediatamente successivi, per sapere gli sviluppi, non in eterno. Poi esistono i fatti di cronaca sensazionali che fan parlare ancora a distanza di decenni, ma sono rare eccezioni.
            C'ero anche io dal callista quella mattina quando
            e' entrata la signora
            Chiappa.
            Posso scrivere che io ero dal callista, oppure
            per difendere la privacy della signora Chiappa
            non posso parlare di
            me?Se ci tieni puoi scriverlo, ma senza tirarla dentro.

            Esempio storico: "29 settembre 1967: in un
            bar
            il

            marito della signora Chiappa ha incontrato
            Anita

            Ekberg, famosa attrice di Hollywood, e ha
            passato

            con lei la notte. Il mattino del 30
            settembre
            se

            l'era già dimenticata, ed è tornato dalla

            moglie". Questo articolo, che aveva una
            seppur

            piccola rilevanza nel 1967, non ce l'ha

            oggi.

            Come no. La Ekberg in quanto famosa attrice e'
            oggetto di ricerca e a qualcuno interessa con chi
            ha trascorso quella
            notte.Gli interessava nel 1967. Se non l'ha saputo allora, che è finito sui giornali, non ha senso che lo scopra oggi.
            Perche' se lo chiamassero col suo vero nome
            "Pretesa di censura", verrebbe accolto con meno
            entusiasmo dalla
            gente.Per ora l'impianto di difesa piace alla gente.Ai motori di ricerca e ai giornali un po' meno.
        • Eros Ramazzotti scrive:
          Re: ci si richiama alla direttiva 95/46/CE
          - Scritto da: bubba
          sino a citare
          norme pensate in un Mondo diverso.E la terra promessa dove la lasci?
  • ASS o scrive:
    linux ha fallito
    linux ha fallito
    • krane scrive:
      Re: linux ha fallito
      - Scritto da: ASS o
      linux ha fallito[img]http://life.style.it/CACHE/users/s/silvershado/Image/QuickUpload12/strani_incroci.jpg[/img]
  • Leguleio scrive:
    Ma quindi...
    I piloti americani responsabili del disastro della funivia di Cavalese, che è costato la vita a 20 persone, cioè Richard Ashby e Joseph Schweitzer, possono chiedere a Google di non comparire più associati a quella notizia vecchia di ben 16 anni? (newbie)Probabilmente no: lì l'oblio c'è già stato, ma riguarda il risarcimento da parte degli Usa.-----------------------------------------------------------Modificato dall' autore il 13 maggio 2014 19.28-----------------------------------------------------------
    • ... scrive:
      Re: Ma quindi...
      - Scritto da: Leguleio
      Probabilmente no: lì l'oblio c'è già stato, ma
      riguarda il risarcimento da parte degli
      Usa.mica per niente si chiamano U-ASS-A
  • ... scrive:
    google
    ma secondo voi gilardino lo portano in brasile?
  • king volution scrive:
    google arbitro...
    google arbitro... di sè stesso...
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