USA, Intel nella rete antitrust

La FTC avvia un procedimento contro il chipmaker di Santa Clara. Al centro dell'azione vi sono le GPU. Plauso da Nvidia, le perplessità di BigI
La FTC avvia un procedimento contro il chipmaker di Santa Clara. Al centro dell'azione vi sono le GPU. Plauso da Nvidia, le perplessità di BigI

La Federal Trade Commission chiama in giudizio Intel. La nuova indagine condotta dall’agenzia federale che si occupa di antitrust negli States si è concentrata sulle azioni di Santa Clara lesive della competizione non solo per il mercato delle CPU, dove Intel mantiene già una posizione dominante, ma anche al mercato dei chip per le schede grafiche, mercato per il momento in equilibrio e in cui oltre a competere con lo storico nemico AMD si trova a fronteggiare anche Nvidia.

L’intenzione principale della FTC, che ha dichiarato di non prevedere multe o risarcimenti, è prevenire Intel dall’usare la posizione dominante tenuta nel mercato dei microprocessori per sbaragliare la concorrenza per le graphics processing units (GPU), e correggendone il comportamento concorrenziale in tempo per prevenire possibili danni alla dinamicità del settore e, di conseguenza, ai consumatori.

Nvidia, che sta lottando per cercare di assicurarsi la compatibilità del suo chipset Ion con gli Atom di Intel, e che nel frattempo ha interrotto la produzione del chipset nForce, in attesa della conclusione della causa che la vede contrapposta a Santa Clara, è un esempio delle possibili dinamiche del mercato e di come l’azione della commissione sia preventiva. Tanto che il CEO Nvidia Jen Hsun Huang ha dichiarato che l’azione della FTC potrebbe riuscire a rivoluzionare completamente il settore.

Secondo l’accusa, Intel starebbe sfruttando la sua posizione per bloccare gli avversari tagliandogli l’accesso alla piattaforma: “tenta di porre un fremo a prodotti competitivamente superiori che minacciano la sua quota di mercato”. In particolare con le comuni pratiche commerciali fatte di premi e forme promozionali particolari (come sconti forfettari o accordi restrittivi) di fidelizzazione del cliente (in questo caso i produttori di PC Dell, Hewlett-Packard e IBM), pratiche che le sono già costate la condanna davanti alla Commissione europea. Inoltre starebbe segretamente programmando i proprio compiler per ridurre deliberatamente le performance dei chip degli avversari. Oltretutto mancando di divulgare tale informazione ai consumatori, peccando quindi anche di opacità.

L’apertura del procedimento, che segue un anno di indagine, coincide anche con l’ accordo Intel – AMD da 1,25 miliardi di dollari con cui si è conclusa la decennale battaglia legale su questioni brevettuali e antitrust fra le due produttrici di chip. Anche con la FTC Intel ha cercato di raggiungere un accordo, ma sembra che sia stata la questione GPU, tirata fuori secondo Santa Clara all’ultimo momento, a non permettere il compromesso. Ora si dovrà attendere il procedimento davanti al giudice amministrativo della FTC, che dovrebbe iniziare in 9 mesi e concludersi entro 20.

Come già davanti alla Commissione Europea, Intel ha dichiarato che “quello dei microprocessori è un settore altamente competitivo che mantiene una forte innovazione e prezzi in continua discesa”. Ma conclude stavolta che “la FTC sta cercando soluzioni senza precedenti che ci renderanno impossibile condurre il nostro business”. E accusa la commissione di aprire un caso su argomenti finora non coperti dall’indagine preliminare.

Claudio Tamburrino

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