USA, la grande serrata su Google Places

Numerosi esercizi commerciali sono stati dichiarati chiusi dal servizio del colosso di Mountain View. Colpa di etichette sbagliate, frutto di segnalazioni fasulle al servizio. BigG indagherà

Roma – A rivelarlo in esclusiva è stato un articolo apparso tra le pagine online del New York Times : negli ultimi mesi, numerosi esercizi commerciali a stelle e strisce sono stati erroneamente dichiarati chiusi dal servizio Google Places .

Locali dal business sano, segnalati dalla feature di BigG come chiusi in maniera permanente . Una svista che potrebbe togliere a caffetterie come Coffee Rules Lounge – appunto citata dall’articolo – numerosi clienti, soprattutto tra quelli più avvezzi alla consultazione tra le pagine gialle di Google.

Un portavoce del colosso di Mountain View ha evitato di commentare nello specifico, parlando di prossime indagini alla ricerca delle etichette fasulle in Google Places. Secondo il New York Times , gli errori sarebbero causati dall’ eccessiva facilità con cui è attualmente possibile segnalare al servizio la chiusura di un esercizio commerciale . (M.V.)

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  • Sandro kensan scrive:
    Una black list deve essere anonima
    Una black list non può essere messa in mano ad una azienda, deve essere un ente anonimo non raggiungibile da chiunque ma le cui liste sono scaricabili.Molto meglio il progetto SPEWS che è anonimo e non è processabile dal Sistema americano per 5 anni e poi condannato colpevole a pagare 3 dollari di multa e affondabile dal prossimo spammer di passaggio:http://en.wikipedia.org/wiki/Spam_Prevention_Early_Warning_Systemhttp://www.kensan.it/articoli/Liste_anti_SPAM_Black_List__SPEWS.php
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