USA, medici sotto copyright

USA, medici sotto copyright

I pazienti dovrebbero sottoscrivere un contratto con cui cedono la proprietà intellettuale di commenti online che riguardano i loro dottori. Per agevolare le rimozioni
I pazienti dovrebbero sottoscrivere un contratto con cui cedono la proprietà intellettuale di commenti online che riguardano i loro dottori. Per agevolare le rimozioni

La proprietà intellettuale di un post su Internet relativo al medico o alle sue cure dovrebbe diventare automaticamente del dottore: questo è quanto chiede l’ organizzazione di categoria “Medical Justice”, che starebbe spingendo affinché i dottori facciano firmare ai pazienti un apposito accordo.

L’organizzazione sta cercando di adottare nuovi mezzi per porre un freno alla diffamazione dei medici attraverso post su Internet: afferma che basta un commento negativo, anche anonimo, per rovinare la reputazione di una vita. Fra questi mezzi vi sarebbe il ricorso ad una serie di mutual agreement medico-paziente e la promozione di siti che possano garantire standard minimi di affidabilità e credibilità (attraverso la verifica, per esempio, che chi posti sia effettivamente un paziente).

Tra gli accordi medico-paziente vi sarebbe poi un form legale, attraverso cui i pazienti cedono il diritto d’autore di eventuali post su Internet in cui menzionano il dottore o le cure da lui prescritte .

Già 2.500 medici appartenenti all’organizzazione ne farebbero uso. La proprietà intellettuale trasferita sarebbe, d’altronde, un mezzo importante per garantirsi il controllo dei contenuti. I pazienti sarebbero ancora liberi di scrivere quello che vogliono online, ma nel caso in cui ciò sia ritenuto lesivo dal medico, questo può chiederne la rimozione con una semplice notifica di rimozione , come previsto dal DMCA , senza bisogno di ricorrere ad una causa legale.

Tale trasferimento di proprietà intellettuale si estenderebbe, secondo alcuni osservatori , anche a contenuti “immaginari” (così sarebbe scritto nell’accordo) con il rischio di permettere ai medici curanti di rivendicare anche un’eventuale produzione letteraria in cui possano ritenere di rispecchiarsi.
In ogni caso, anche se non si estendesse a tale possibilità, l’attribuzione della proprietà intellettuale di alcuni soggetti solleverebbe in ogni caso numerosi dubbi di legittimità.

Claudio Tamburrino

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