USA, medici sotto copyright

I pazienti dovrebbero sottoscrivere un contratto con cui cedono la proprietà intellettuale di commenti online che riguardano i loro dottori. Per agevolare le rimozioni

Roma – La proprietà intellettuale di un post su Internet relativo al medico o alle sue cure dovrebbe diventare automaticamente del dottore: questo è quanto chiede l’ organizzazione di categoria “Medical Justice”, che starebbe spingendo affinché i dottori facciano firmare ai pazienti un apposito accordo.

L’organizzazione sta cercando di adottare nuovi mezzi per porre un freno alla diffamazione dei medici attraverso post su Internet: afferma che basta un commento negativo, anche anonimo, per rovinare la reputazione di una vita. Fra questi mezzi vi sarebbe il ricorso ad una serie di mutual agreement medico-paziente e la promozione di siti che possano garantire standard minimi di affidabilità e credibilità (attraverso la verifica, per esempio, che chi posti sia effettivamente un paziente).

Tra gli accordi medico-paziente vi sarebbe poi un form legale, attraverso cui i pazienti cedono il diritto d’autore di eventuali post su Internet in cui menzionano il dottore o le cure da lui prescritte .

Già 2.500 medici appartenenti all’organizzazione ne farebbero uso. La proprietà intellettuale trasferita sarebbe, d’altronde, un mezzo importante per garantirsi il controllo dei contenuti. I pazienti sarebbero ancora liberi di scrivere quello che vogliono online, ma nel caso in cui ciò sia ritenuto lesivo dal medico, questo può chiederne la rimozione con una semplice notifica di rimozione , come previsto dal DMCA , senza bisogno di ricorrere ad una causa legale.

Tale trasferimento di proprietà intellettuale si estenderebbe, secondo alcuni osservatori , anche a contenuti “immaginari” (così sarebbe scritto nell’accordo) con il rischio di permettere ai medici curanti di rivendicare anche un’eventuale produzione letteraria in cui possano ritenere di rispecchiarsi.
In ogni caso, anche se non si estendesse a tale possibilità, l’attribuzione della proprietà intellettuale di alcuni soggetti solleverebbe in ogni caso numerosi dubbi di legittimità.

Claudio Tamburrino

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  • rudy scrive:
    alternative
    leggevo che finalmente si stanno mettendo su dei servizi alternativi a facesbook, non mi sembra un servizio troppo conplesso o costoso da gestire (e quando fa grandi numeri basta un contributo infinitesimale da ciascuno)certo finche non ci si iscrive gente famosa non funziona, ma e' demenziale dare ai privati un servizio cosi fattibile dalla comunita'. google ti da cose che la comunita non potrebbe proprio, questo qui da solo problemi.perche dare in mano i proprio dati a un ragazzino capriccioso? se poi uno se ne frega tanto del futuro, a qual punto non e' meglio drogarsi di brutto?
  • illegale scrive:
    facebook al tappeto
    era ora finalmente.Aspettiamo di vedere anche google a tenergli la manina mentre spira insieme a lui.
  • Frigghenaue i scrive:
    Ma anche se quitti...
    l'account non si cancella... va solo in freeze! deh
    • asda scrive:
      Re: Ma anche se quitti...
      No puoi cancellare, ma è piu' complesso (devi loggarti, incollare un link http://www.facebook.com/help/contact.php?show_form=delete_account poi non collegarti per 14 giorni (almeno)).
      • Marco scrive:
        Re: Ma anche se quitti...
        conta che io ho inviato dei messaggi, poi li ho cancellati.Ebbene, dopo diversi giorni, su facebook da pc non vedo più i messaggi, mentre se vado sul sito mobile continuo a vederli.Assurdo.Ho un account, ma il 99% dei dati non è visibile a nessuno.Direte: a che mi serve? A me assolutamente nulla, ma ci sono quelli che oltre a facebook non conoscono altro.Bello il tempo in cui ognuno poteva usare il proprio programma di IM per parlare con chiunque senza sottostare a vincoli.
  • xxx scrive:
    Un giorno rimpiangeranno...
    ...di aver detto i fatti loro su Facebook... aspettate che questi giovincelli debbano trovare un lavoro...
    • Non ci credo... scrive:
      Re: Un giorno rimpiangeranno...
      Roba da pazzi...http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/inbreve/2010/06/01/visualizza_new.html_1817960373.html
    • The Bouncing Thing scrive:
      Re: Un giorno rimpiangeranno...
      - Scritto da: Linuxpac
      Inoltre, l'aspetto più grave e sconcertante è
      come la maggior parte degli iscritti dia fiducia
      a tantissime, quanto inutilissime, applicazioni,
      mettendo spesso a repentaglio anche la privacy
      dei propri
      "amici".Infatti e la cosa ancora più sconcertante è che "la maggior parte" in questo caso vuol dire praticamente tutti!
      come la gente metta in "piazza" di tutto
      e di più della propria vita privata. Come se
      "piazze virtuali" come Facebook fossero un grande
      programma - di dimensioni planetarie - alla
      "Amici" della De
      Filippi.Mi sa che hai ragione. Fra Grande Fratello, Isola dei famosi e compagnia, col messaggio ingannevole che "far sapere a tutti di tutto è bello e rende famosi" si sta formando proprio una mentalità del genere. E dire che il Grande Fratello era una distopia, ora sembra cosa buona e giusta.
      Tutto ciò dimostra come l'uso del buon senso sia
      una cosa davvero rara da riscontrare in questa
      società del ventunesimo
      secolo.Già. Basta vedere anche il sucXXXXX di trasmissioni fuffa come Voyager. O quanti nel 2010 si rivolgono all'oroscopo o credano alle pseudoscienze. I venditori di fumo fanno sucXXXXX grazie a quello, basta avere la dialettica giusta. Siedono volentieri pure al governo.
    • lordklaus scrive:
      Re: Un giorno rimpiangeranno...
      Il problema è proprio quello che hai evidenziato tu nella frase "Le persone confondono Internet con Facebook". Già perchè dei 400 e passa milioni di utenti di questo pessimo servizio, buona parte: A) possiede un concetto piuttosto vago dell'uso del computer (il computer E' facebook, che vi appare per qualche arcana magia... in stile harry potter), B) possiede un concetto pressocchè nullo di internet (internet...ah si... intendi dire "feisbuk"!!)C) possiede un concetto nullo di tutela delle informazioni personaliD) possiede un concetto con un valore negativo circa l'uso che i signori del "faccia-libro" fanno di tutto quello che viene vomitato sui loro server.Dal punto di vista imprenditoriale, tanto di cappello a Zuckerberg che è riuscito a fare una GRASSA quantità di soldi sfruttando la dabbenaggine di chi sta al suo gioco, applicando una buona leva sulla diffusissima tecno-ignoranza planetaria. Per contro non riesco proprio a capire il "Cogito ergo Facebook" che si è diffuso negli ultimi anni...Forse sono io che sono sociopatico, ma preferisco avere il controllo delle mie informazioni private e se condivido qualcosa con i miei amici, lo faccio dal vivo, non ho bisogno di darlo in pasto a qualcuno che di punto in bianco, decide di rivendere i fatti miei, o farli conoscere anche a chi io non conosco (e del quale, tra parentesi, non mi potrebbe XXXXXXX di meno...), perchè magari è il conoscente, dell'amico, del conoscente, del cugino dell'amico, dell'amica, della zia, dell'amico del cognato del mio barbiere... e sono tutti su "feisbuk".Condivido l'iniziativa dei due utenti canadesi: non posso dire "lo avrei fatto anche io" perchè non sono iscritto a FB e mi guardo bene dal farlo.Il problema di queste "iniziative", se le vogliamo chiamare così, è che lasciano il tempo che trovano...Se di base c'è l'ignoranza (non inteso come termine offensivo, ma di "non conoscenza"), si possono fare le campagne che si vuole e aprire mille siti che dicono "boicottate facebook", ma non servirà a nulla.Alla fine basta fare come me, senza bisogno di altro:"Sei su facebook?" -- "No e sto molto bene così!"
  • mela rido scrive:
    direi che la frase...
    "Se non volete problemi di privacy non vi iscrivete e non rompete". dice tutto del livello medio degli iscritti
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