USA, punizione per gli estorsori del porno vendicativo

Facevano leva sull'imbarazzo dei soggetti ritratti nelle foto postate da partner vendicativi per offrire rimozioni a pagamento. Sono stati condannati a risarcire una vittima minorenne
Facevano leva sull'imbarazzo dei soggetti ritratti nelle foto postate da partner vendicativi per offrire rimozioni a pagamento. Sono stati condannati a risarcire una vittima minorenne

Ospitavano sul loro sito immagini della giovane, ancora minorenne, ritratta in situazioni intime, condite dai riferimenti ai dati personali, a un link all’account Facebook. Tutto il necessario per creare l’imbarazzo che si vorrebbe ad ogni costo poter placare, anche sottostando a un riscatto. Saranno i due operatori del sito, però, a dover pagare.

L’anonima giovane che ha ora segnato una vittoria contro le dibattute dinamiche del revenge porn si era riconosciuta in alcune immagini caricate sul sito ugotposted.com . Esplicitamente discinta, ancora minorenne, posava per il fidanzato dell’epoca: le foto sono state condivise dal suo infido confidente, sfruttate dagli amministratori del sito per intrattenere i visitatori da esporre all’advertising. Si offrivano di rimuoverle a pagamento. La ragazza aveva sporto denuncia anche contro gli operatori del sito, uno dei quali, il 27enne Kevin Bollaert, è stato arrestato nei mesi scorsi in seguito a numerose segnalazioni da parte di vittime dello schema estorsivo.

Ora Bollaert, insieme al cofondatore di ugotposted.com Eric Chason, è stato condannato a pagare 385mila dollari : 300mila dollari verranno rimborsati alla giovane per aver disseminato delle immagini pedopornografiche che la ritraggono, 10mila dollari per averle associate al suo nome, 75mila dollari in danni punitivi, che fungano da deterrente per altri soggetti che meditino di indulgere a simili comportamenti illegali. Denari che non sapranno compensare la giovane dall’umiliazione subita ma che, secondo il suo avvocato , apriranno la strada ad una mobilitazione delle vittime, che potranno contare sul sistema giudiziario per vedersi riconoscere le proprie ragioni.

Il caso appena concluso è stato condotto nell’alveo di un processo civile, basato su un quadro normativo che non abbraccia esplicitamente le pratiche connesse al revenge porn. Sono però numerosi gli stati americani che, complice un’attualità scottante tanto capace di colpire l’opinione pubblica, stanno tentando di adeguare il proprio sistema legislativo per contrastare le pornovendette: dopo la California e lo stato di New York , è il momento della Florida , dell’ Arizona e del Wisconsin , pronti a minacciare carcere e multe cospicue nei confronti di coloro che diffondano, senza il consenso del soggetto ritratto, delle immagini intime capaci di devastarne la reputazione.

Gaia Bottà

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24 03 2014
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