USA: rinchiudete i pirati di Hong Kong

Da anni porto ufficioso per la pirateria di mezzo mondo, l'ex colonia britannica finisce nel mirino dell'industria americana dei videogames
Da anni porto ufficioso per la pirateria di mezzo mondo, l'ex colonia britannica finisce nel mirino dell'industria americana dei videogames


Hong Kong (Cina) – Chiunque sia mai stato ad Hong Kong negli ultimi cinque o più anni avrà avuto l’opportunità di vedere i negozi locali straripare di Cd-ROM pirata, di software palesemente copiato e messo in mostra in vetrina. Pare che ora l’industria americana, quella che si ritiene maggiormente danneggiata dalla pirateria, ovvero quella dei videogames, abbia deciso di attaccare e andare fino in fondo.

E’ di questi giorni la notizia che la IDSA, ovvero la Interactive Digital Software Association, ha denunciato un gruppo di grossi distributori e negozianti di Hong Kong perché “responsabili di aver copiato e messo in vendita enormi quantità di software pirata”. Non si tratta però di un’azione isolata. La IDSA ha già attivato all’inizio dell’anno una serie di “strategie di diffida” e guida la teoria di imprese americane intenzionate a colpire, al di fuori dei confini USA, le floride attività pirata nate in alcune zone come “indotto” della vigorosa industria del software.

I distributori di Hong Kong da anni vendono Cd-ROM a 30mila lire o poco più, densi di programmi di ogni genere e pare che l’80 per cento di tutti i videogiochi venduti nell’area siano pirata.

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06 12 1999
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