USA, sottrarre codice non è furto

Torna libero il programmatore di Goldman Sachs accusato di "furto" di codice sorgente. Il codice è immateriale e non si può rubare, ha stabilito la corte di appello
Torna libero il programmatore di Goldman Sachs accusato di "furto" di codice sorgente. Il codice è immateriale e non si può rubare, ha stabilito la corte di appello

Dopo un anno passato in galera per il “furto di codice” dei software finanziari di proprietà di Goldman Sachs, Sergey Aleynikov è tornato libero grazie alla sentenza della corte di appello: il codice sorgente non si può “rubare” perché non costituisce una proprietà che è possibile “sottrarre” , ha stabilito la corte.

Aleynikov era stato condannato lo scorso anno a scontare 8 anni in prigione , ma la nuova decisione ribalta la sentenza precedente e fa discutere per le possibili conseguenze che potrebbe avere sull’intero scenario della proprietà intellettuale, la pirateria digitale e tutto il chiacchiericcio connesso.

La Corte di Appello del Secondo Circuito ha stabilito che il codice sorgente di un software non è qualcosa che si può ottenere sul piano “fisico”, il suo “furto” non “depriva” Goldman Sachs di alcunché e dunque non viola quanto stabilito dal National Stolen Property Act .

La Corte ha inoltre deciso di far decadere l’accusa di “spionaggio” mossa contro il programmatore infedele con relativa, presunta violazione dell’ Electronic Espionage Act : “Poiché il sistema HFT non era progettato per essere in commercio – dice la corte – il furto del codice relativo a quel sistema a opera di Aleynikov non è stata una violazione all’EEA”.

Alfonso Maruccia

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13 04 2012
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