USA, truppe cammellate su Wikipedia

Riservisti della marina in missione sull'enciclopedia libera. Per cambiare voci controverse. Beccati, non ammettono né la manipolazione (né gli errori di ortografia)

Roma – Una vera e propria indagine vecchio stile, quella condotta da Wikileaks per scovare gli autori di alcune modifiche intervenute su Wikipedia nella sezione dedicata alla base USA di Guantanamo . Sparite dalla pagina dell’enciclopedia libera alcune informazioni sui detenuti, il gruppo dei leaks si è messo al lavoro portando alla luce il coinvolgimento del governo USA in una inedita campagna di propaganda su web .

Julian Assange, membro di Wikileaks, ha messo tutto nero su bianco sul sito dell’associazione: ha elencato tutte le infrazioni individuate e tutte le tracce seguite per puntare il dito contro la Marina statunitense.

Dalla pagina di Guantanamo sono spariti i numeri di identificazione di almeno tre detenuti, mentre sui siti di news di mezzo mondo sono comparsi sempre più commenti accomodanti in calce ad articoli che descrivevano con una certa severità le pratiche del carcere.

Risalendo agli indirizzi IP comuni a tutti questi interventi , quelli di Wikileaks hanno anche scoperto un certo numero di tentativi di promuovere su Digg una serie di news più “benevole” nei confronti dell’installazione sul suolo cubano. Tornando su Wikipedia, in un caso era stato modificato persino il profilo di Fidel Castro , a cui era stato attribuita una inesistente dichiarazione di “transsessualità” – con tanto di errore di ortografia – mentre in un altro erano state effettuate delle modifiche sulla “invasione” dell’Afghanistan, divenuta una “guerra”.

Tutti gli IP sono infine risultati risalire al nodo della rete del comando meridionale dell’esercito USA a cui fa capo la base di Guantanamo. Wikileaks fa anche nome e cognome dei presunti colpevoli : Richard M. Wolff, William Weinert e Shanita Simmons, tutti coinvolti a vario titolo nella vicenda. Per il primo sussistono indizi più concreti, mentre per gli altri due mancano le “prove provate”.

L’intera ricostruzione, in ogni caso, è stata smentita con fermezza dall’Esercito USA in una intervista al suo portavoce, il tenente colonnello Edward Bush. Niente di quanto riportato da Wikileaks corrisponde al vero, non sarebbe stato “etico”: anche se, ammette l’ufficiale, con 3mila soldati che hanno accesso ai computer nella base di Guantanamo qualcosa potrebbe essere successa all’insaputa dei comandanti.

Luca Annunziata

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  • Nilok scrive:
    E' solo una questione di tempo
    Ave.Non importa, anche se "l'hanno comprata".E' solo una questione di tempo. Se la Legge Internazionale sul Copyright non cambia, la RIAA o altre istituzioni non hanno nessuna speranza di ottenere quello che dicono di voler ottenere, utilizzando le sentenze dei tribunali.La semplice "comunicazione" che è "scambio di idee od oggetti fra due o più terminali", è inarrestabile; solo un ignorante, obsoleto troglodita può illudersi che non sia così.Ma lo sai che, se vado per strada a fischiettare una canzone e della gente si ferma ad ascoltarmi, dovrei pagare i "diritti d'autore"?Una completa assurdità VERO?Eppure è la Legge.Cambiamola PLEASE.A presto.Nilokhttp://informati.blog.tiscali.it/http://it.youtube.com/Nilok1959
    • picard12 scrive:
      Re: E' solo una questione di tempo
      la questione ha dimostrato che fanno solo la voce grossa, e quando si risponde allora si nascondono...
  • unaDuraLezione scrive:
    "potrebbe invece essere stato adoperat"
    contenuto non disponibile
  • volgare scrive:
    Comprata
    sicuro l'hanno comprata con qualche centone.
  • styx scrive:
    peccato (per noi)
    "L'intesa prevede la rinuncia da parte di Crain alle pericolose controaccuse di investigazione illegale nei confronti di MediaSentry - gli "investigatori" telematici, ahiloro senza licenza, al soldo di RIAA -"Peccato abbia rinunciato. Peccato per "noi ggente della rete",intendo... dopo la mazzata a mediadefender, una mazzata in tribunale a mediasentry, che sancisse che usano sul serio metodi illegali, sarebbe stata una gran bella cosa.
  • tonzie scrive:
    Contento per lei
    Meno male che qualcuno riesce a cantargliele a queste major sempre più aggressive e lesive nei confronti dei diritti di privacy degli utenti della rete
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