Verizon, caccia agli scariconi

Pronto lo schema basato sull'invio graduale di notifiche ai downloader d'America. Verizon pensa di ridurre la velocità di banda a 256kbps in via temporanea. Polemiche sulle conseguenze a livello business
Pronto lo schema basato sull'invio graduale di notifiche ai downloader d'America. Verizon pensa di ridurre la velocità di banda a 256kbps in via temporanea. Polemiche sulle conseguenze a livello business

Annunciato e più volte rimandato, il dibattuto meccanismo dei copyright alerts usato come deterrente rispetto alla violazione del diritto d’autore online sembra ormai pronto alla sua definitiva implementazione in terra statunitense. La testata specializzata TorrentFreak è entrata in possesso di un documento che dimostrerebbe il modus operandi del provider Verizon nell’invio di sei notifiche graduali a tutti gli abbonati colti con le mani nel sacco del file sharing .

Nei primi due avvisi, i responsabili di Verizon dovrebbero informare – via email o telefonicamente – gli utenti dell’avvenuto scaricamento di materiale illecito. Agli abbonati verranno così fornite informazioni pratiche su come disinstallare i vari client P2P o BitTorrent , così come alcuni suggerimenti sulle principali alternative legali. Al terzo strike , un video educativo illustrerebbe le pericolose conseguenze delle attività pirata.

Più interessanti i contenuti del quinto e sesto allarme, almeno secondo la bozza nelle mani di TorrentFreak , come sottolineato successivamente da un portavoce di Verizon. Ai presunti scariconi verrebbero offerte varie possibilità in extremis, a partire da una sostanziale riduzione della velocità di banda a 256kbps per un periodo di 2 o 3 giorni .

In alternativa, tutti quegli abbonati che vorranno sporgere un reclamo presso la American Arbitration Association (AAA) dovranno versare una cauzione di 35 dollari, rimborsata solo in caso di vittoria e dunque di dimostrata innocenza . L’eventuale adozione di questo percorso a sei notifiche ha subito scatenato un vespaio di polemiche : il business di aziende e locali dotati di connessione WiFi potrebbe subire gravissime conseguenze.

Mauro Vecchio

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15 01 2013
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