Vesuvio: nessuna eruzione distruttiva in arrivo

Vesuvio: nessuna eruzione distruttiva in arrivo

Il Vesuvio non avrà eruzioni distruttive come quella storica di Pompei nel prossimo futuro, ma un evento simile non è tanto distante.
Il Vesuvio non avrà eruzioni distruttive come quella storica di Pompei nel prossimo futuro, ma un evento simile non è tanto distante.

Dopo gli avvenimenti del vulcano di Tonga, capaci di creare molti problemi su larga scala, è facile tornare ad avere paura di un vulcano nostrano che, molti anni fa, distrusse Pompei e Ercolano, il Vesuvio. Tre milioni di abitanti vivono in costante apprensione ma, finalmente, gli scienziati dell’Istituto politecnico federale di Zurigo hanno scoperto che un’eruzione distruttiva non è imminente, ma nemmeno lontana.

Lo studio ha permesso, attraverso l’analisi dei granati magmatici, di capire l’andamento del vulcano e come, in futuro, potrebbe replicare un evento distruttivo come quello avvenuto nel 472 d.C.

Nessun allarmismo per il Vesuvio, non c’è segnale di spostamento di magma verso la superficie

Lo studio non è una previsione esatta, ovviamente, ma le analisi hanno aiutato a fornire informazioni vedendo in paragone le eruzioni precedenti. I granati sono formati da magmi fonolitici, tipici del Vesuvio e molto esplosivi.

vesuvio

Spiega Roberto Sulpizio, professore del dipartimento di Scienze della Terra e ambientali dell’Università di Bari, affiliato al Cnr ed esperto del vulcano Vesuvio:

Abbiamo visto che la cristallizzazione dei granati nel magma precedeva da 1.000 a 5.000 anni le eruzioni più potenti. Considerando l’ultima grande eruzione simile a quella di Pompei, che avvenne nel 472 d.C., ci troviamo in un intervallo in cui un’eruzione distruttiva non è imminente, ma nemmeno lontana nel futuro.

Ciò non significa che non possano avvenire eruzioni più piccole e intermedie, come quella registrata durante la seconda guerra mondiale. I dati a nostra disposizione indicano che a circa 8 chilometri di profondità si sta accumulando magma. Bisogna continuare a monitorare con attenzione la situazione e i movimenti del vulcano. Al momento, occorre dirlo con forza per non creare allarmismi, non c’è alcun segnale di spostamento di magma verso la superficie.

Ricordiamo che ad ora il vulcano Vesuvio è uno dei più monitorati d’Europa, se non del mondo, e viene studiato costantemente con una rete di sensori posizionati dall’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia.

Fonte: Corriere
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Pubblicato il 25 gen 2022
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