Vietato liberarsi della RAI

Il canone televisivo imposto anche ai possessori di dispositivi che potrebbero ricevere il segnale Tv non va giù a molti. Ecco come la vede un lettore, che racconta la propria esperienza

Roma – Gentile redazione di Punto Informatico, vorrei sottoporvi una questione generalmente trascurata ma che incomincia a offrirmi spunti per una certa preoccupazione rispetto alla libertà personale di ciascun individuo.

Mi riferisco al pagamento del canone RAI, o forse direi meglio dell’imposta verso la RAI- Radiotelevisione Italiana Spa. Mi rendo conto che si tratta di una questione che tocca moltissimi ma non sento voci di protesta: preoccupato da questo silenzio vi sottopongo la mia storia nella certezza che ricalchi la storia di molti e nella speranza che possa essere un piccolo contributo o spunto a qualche serio cambiamento.

La questione è la seguente.
Qualche anno fa (circa due) ho effettuato il cambio di residenza, distaccandomi da quella che è la residenza del mio nucleo familiare. All’interno di questo spostamento ho deciso di rinunciare alla TV, spostando sul PC e su una connessione FLAT il ruolo di mezzo/fonte di informazione e di intrattenimento.

A distanza di alcuni mesi da questo cambiamento mi sono visto recapitare al mio nuovo indirizzo la mia prima lettera da parte di RAI Spa che mi comunica ? come sarà capitato a molti – che il mio nominativo, nell’indirizzo su indicato, non risulta presente negli elenchi degli abbonamenti alla televisione e mi presenta due opzioni per risolvere la situazione:
1) nel caso si trattasse di errore, cioè nel caso venisse già corrisposto il pagamento del canone Rai per il mio indirizzo, non devo fare altro che comunicarlo utilizzando la cartolina preaffrancata allegata alla stessa lettera di sollecito, indicando gli estremi del mio abbonamento;
2) nel caso contrario, vale a dire nel caso in cui non sia già abbonato alla televisione, mi viene ricordato, con supporto di riferimento normativo (art. 1 R.T.L. 246/1938 e art. 27 L. 223/1990), che la detenzione di uno o più apparecchi televisivi comporta per legge l’obbligo di corrispondere il canone di abbonamento alla televisione e che la violazione di tale obbligo è punita con una sanzione pecuniaria.
Mi vengono quindi forniti gli estremi per regolarizzare definitivamente la mia posizione e di evitare così l’applicazione di qualsiasi onere ulteriore, compresi interessi e sanzioni . Mi si ricorda altresì che il canone ha natura giuridica tributaria di imposta e che pertanto potrei essere soggetto a verifica da parte dell’Amministrazione Finanziaria.

Visto che non rientro in nessuno dei due casi mi sento piuttosto sereno e continuo a leggere in cerca di un’opzione che faccia al caso mio. Non la trovo. Non è presente l’opzione “3) non è in possesso di alcun apparecchio televisivo, lo comunichi con la cartolina allegata”.

Non mi preoccupo, pensando che si tratta di una procedura di prassi, anche se l’insinuazione che la sottende un po’ mi infastidisce, vale a dire che se non sono abbonato allora sono un evasore. Archivio la cosa pensando di informarmi da conoscenti e amici e promettendomi di cercare qualche chiarimento attraverso altre fonti, giusto per saperne un po’ di più.

Passano alcuni mesi è mi vedo recapitare una seconda lettera con gli stessi contenuti.
Questa volta approfondisco maggiormente la questione e trovo un articolo del Sole 24 ore che spiega la procedura per far “suggellare” l’apparecchio in caso di guasto/rottamazione o furto a cui non si intende far seguire l’acquisto di un nuovo apparecchio, oppure di cessione o vendita a terzi. Il risultato è che per far suggellare il televisore devo pagare 5.16 euro per un vaglia postale indirizzato alla Agenzia delle Entrate, Sportello Abbonamenti TV; in caso di furto o di cessione/vendita devo mandare una raccomandata con ricevuta di ritorno e addirittura, per la cessione/vendita dovrei indicare le generalità e l’indirizzo della persona a alla quale è andato il televisore (questo, per inciso, mi pare sia illegale).

Nemmeno questa volta trovo il mio caso ? eppure penso di non essere l’unico a non possedere una TV ? ma capisco che potrei adattare le procedure al mio caso e porre fine alla questione. Tuttavia non scelgo nessuna delle due “soluzioni” per un motivo banale: non sopporto di dover pagare per dimostrare di essere “nel giusto”, anche se si tratta di una spesa decisamente di poco conto.
Tra l’altro, con la famosa lettera RAI è fornito un numero di informazioni telefoniche, ma anche questo è a pagamento e con tariffe “speciali”, quindi vale il discorso di cui sopra: non voglio pagare, non mi sembra corretto. Infastidito archivio definitivamente la questione, aspettando e sperando nei controlli minacciati per poter vedere la mia rivalsa. Penso anche che primo o poi la storia cambierà, che non possono continuare all’infinito ad applicare un normativa nata in un contesto storico ben diverso da quello attuale; normativa che a mio giudizio risultava antiquata già con l’avvento delle TV private e che all’oggi, data la vasta alternativa di emittenti a pagamento e-non presente sul mercato e visti i diversi utilizzi che possono essere fatti di un apparecchio televisivo che non siano guardare i canali RAI (ad esempio, perché no, utilizzare il televisore per guardare esclusivamente VHS e DVD da propri supporti). E invece continuano ad arrivare lettere dello stesso tipo, che io ignoro.

Tranne l’ultima arrivata che, non so perché, apro. Ci sono novità: i contenuti sono differenti e la lettera si apre in questo modo:

“Con riferimento alle nostre precedenti comunicazioni, da Lei ricevute in questi ultimi mesi e per le quali non ci è pervenuta alcuna risposta utile alla definizione della pratica, desideriamo ricordarLe nuovamente i vantaggi che offre un pagamento spontaneo e quindi bonario dell’imposta. Come già ribadito, l’obbligo di legge del pagamento del canone di abbonamento deriva dal possesso o in ogni caso dalla disponibilità (…) dell’apparecchio TV, o comunque di un apparecchio atto o adattabile alla ricezioni delle trasmissioni televisive, compresi personal computer, decoder digitali e altri apparecchi multimediali”.

E poco oltre continua:
“Le rinnoviamo pertanto l’invito a definire in modo bonario, e quindi senza ulteriori aggravi di sanzioni e spese, la Sua situazione rispetto all’abbonamento TV, provvedendo a contrarre un nuovo abbonamento alla televisione versando l’importo di Euro 199.20, ecc., ecc.”

Questa volta sono proprio infastidito. Che cosa ci trovo di così grave?

a) innanzi tutto il tono schiettamente minatorio e intimidatorio (i vantaggi che offre un pagamento spontaneo e quindi bonario dell’imposta… e quindi senza ulteriori aggravi di sanzioni e spese).
Vero è che io possiedo un computer e una connessione a banda larga (rientro quindi nella a dir poco ampia casistica assunta come condizione per il pagamento dell’imposta), ma potrei non averla e i signori in questione, in ogni caso, non dovrebbero esserne a conoscenza.
Il registro dunque mi pare proprio inappropriato, in quanto, per quanto le probabilità si siano ristrette in seguito all’ampliamento arbitrario e smisurato degli obblighi verso il pagamento del canone, potrei comunque non rientrare nel gruppo “evasori” e continuare ad essere “nel giusto” ? anche se alieno al resto del mondo, cioè tagliato fuori da quella fetta di progresso che entrata nelle nostre case attraverso i principali mezzi di informazione e comunicazione: TV e PC.

b) Ma non è il mio caso, non più, quindi evito di infastidirmi per quanto al punto a) e concentro il mio fastidio su altro, cioè sul citato l’obbligo di legge del pagamento del canone di abbonamento deriva dal possesso o in ogni caso dalla disponibilità (…) dell’apparecchio TV, o comunque di un apparecchio atto o adattabile alla ricezione delle trasmissioni televisive, compresi personal computer, decoder digitali e altri apparecchi multimediali .

Che diavolo significa un apparecchio atto o adattabile alla ricezione delle trasmissione televisive?
Qualsiasi computer di nuova generazione (e non solo), se non atto, è sicuramente adattabile alla ricezione di trasmissioni televisive. Il mio PC è sicuramente adattabile a questo scopo, ma così come si presenta ora, non è in grado di ricevere trasmissioni televisive, e non lo sarà finché non sarò io a decidere in questi termini. Già non sopportavo, come individuo, che un canone per accedere a specifici contenuti televisivi, si presentasse, di fatto, come una tassa generica sulla proprietà, la proprietà dell’apparecchio televisivo; tra l’altro raggirando quella che sarebbe la soluzione più semplice, ovvero: se non paghi il canone non puoi vedere la RAI (ma perché non l’hanno mai proposto?). Ora però mi pare si sia sorpassato il limite.

Tassare il possesso di un apparecchio che potrebbe – ma che non può, attualmente non può ? carpire alcuna programmazione RAI, questo tipo di tassa ha tutto l’aspetto di una “tassazione preventiva” (potremmo chiamarla in questo modo?!). È un modo subdolo per farci passare come canone per un servizio quella che in realtà è una tassa fine a se stessa; e dico fine a se stessa perché non saprei quanti ne risultino esclusi, ovvero dubito che all’oggi ci siano molte persone che non sono in possesso di almeno uno dei due oggetti incriminati, cioè TV e computer. E poi le aziende? Per ogni attività in cui si fa uso di un computer “adattabile” si dovrebbe pagare il canone.

Se pago questa tassa perché non pagare anche una “tassa preventiva” sulle infrazioni stradali? Ho la patente, ho l’auto, le probabilità che prima o poi commetta qualche infrazione sono realistiche. Perché non scontare qualche anno di detenzione? Chissà, potrei commettere qualche reato.

Sono un individuo maschio di un metro e ottanta per 75 kg, molti miei simili hanno commesso reati, potenzialmente potrei commetterli anche io. Sono “adattabile” a molte situazioni punibili dalla nostra legge. Allora perché non pago o sconto la mia pena prima che questo accada?

La risposta è semplice: perché ancora non ho commesso queste infrazioni, perché ancora non ho commesso questi reati.

Perché non pago il canone RAI? Perché non ho la TV e il computer (sicuramente adattabile) lo uso per altro. Ma più semplicemente, perché non voglio vedere i programmi RAI, perché non mi interessano, perché mi pesa spendere 100 euro l’anno per qualcosa che non voglio e non mi interessa.

Penso che l’incapacità della RAI di verificare chi acceda abusivamente ai suoi contenuti sia un problema che riguarda la RAI e l’adeguamento delle sue tecnologie agli standard attuali, mentre non riguarda il sottoscritto, né tanto meno ritengo di dover essere io a finanziarla.
Vorrei poter avere questa scelta, questo diritto di scegliere come amministrare i miei beni rimanendo nella legalità. Non vedo la possibilità di esercitare questo diritto.

Stefano Azzolini

Caro Stefano
non è del tutto vero che la questione del canone RAI sia poco seguita dai media, quella che è assente semmai è una reazione come la tua da parte dei cittadini sottoposti ad una vera e propria tassa sul possesso. Perché di questo si tratta, come evidenziano quei riferimenti normativi citati nelle lettere che arrivano a milioni di italiani.
Sul piano giuridico c’è poco da fare. Persino la Commissione Europea ha dichiarato legittimo il canone in quanto conforme alle normative comunitarie.
In passato si sono avute manifestazioni pubbliche contro il canone, c’è anche chi ha pubblicamente stracciato la lettera di cui parli e che molti conoscono bene. Rimane il fatto che, oggi, quella è una imposizione prevista dalla legge.
È questa che deve cambiare, e nella tua lettera esponi una serie di ottime argomentazioni, tra le quali quella più significativa è il contributo dell’imposizione del canone alla riduzione degli spazi di libertà dell’individuo.
Un saluto, Lamberto Assenti ietato liberarsi della RAI –> Roma – Gentile redazione di Punto Informatico, vorrei sottoporvi una questione generalmente trascurata ma che incomincia a offrirmi spunti per una certa preoccupazione rispetto alla libertà personale di ciascun individuo.

Mi riferisco al pagamento del canone RAI, o forse direi meglio dell’imposta verso la RAI- Radiotelevisione Italiana Spa. Mi rendo conto che si tratta di una questione che tocca moltissimi ma non sento voci di protesta: preoccupato da questo silenzio vi sottopongo la mia storia nella certezza che ricalchi la storia di molti e nella speranza che possa essere un piccolo contributo o spunto a qualche serio cambiamento.

La questione è la seguente.
Qualche anno fa (circa due) ho effettuato il cambio di residenza, distaccandomi da quella che è la residenza del mio nucleo familiare. All’interno di questo spostamento ho deciso di rinunciare alla TV, spostando sul PC e su una connessione FLAT il ruolo di mezzo/fonte di informazione e di intrattenimento.

A distanza di alcuni mesi da questo cambiamento mi sono visto recapitare al mio nuovo indirizzo la mia prima lettera da parte di RAI Spa che mi comunica ? come sarà capitato a molti – che il mio nominativo, nell’indirizzo su indicato, non risulta presente negli elenchi degli abbonamenti alla televisione e mi presenta due opzioni per risolvere la situazione:
1) nel caso si trattasse di errore, cioè nel caso venisse già corrisposto il pagamento del canone Rai per il mio indirizzo, non devo fare altro che comunicarlo utilizzando la cartolina preaffrancata allegata alla stessa lettera di sollecito, indicando gli estremi del mio abbonamento;
2) nel caso contrario, vale a dire nel caso in cui non sia già abbonato alla televisione, mi viene ricordato, con supporto di riferimento normativo (art. 1 R.T.L. 246/1938 e art. 27 L. 223/1990), che la detenzione di uno o più apparecchi televisivi comporta per legge l’obbligo di corrispondere il canone di abbonamento alla televisione e che la violazione di tale obbligo è punita con una sanzione pecuniaria.
Mi vengono quindi forniti gli estremi per regolarizzare definitivamente la mia posizione e di evitare così l’applicazione di qualsiasi onere ulteriore, compresi interessi e sanzioni . Mi si ricorda altresì che il canone ha natura giuridica tributaria di imposta e che pertanto potrei essere soggetto a verifica da parte dell’Amministrazione Finanziaria.

Visto che non rientro in nessuno dei due casi mi sento piuttosto sereno e continuo a leggere in cerca di un’opzione che faccia al caso mio. Non la trovo. Non è presente l’opzione “3) non è in possesso di alcun apparecchio televisivo, lo comunichi con la cartolina allegata”.

Non mi preoccupo, pensando che si tratta di una procedura di prassi, anche se l’insinuazione che la sottende un po’ mi infastidisce, vale a dire che se non sono abbonato allora sono un evasore. Archivio la cosa pensando di informarmi da conoscenti e amici e promettendomi di cercare qualche chiarimento attraverso altre fonti, giusto per saperne un po’ di più.

Passano alcuni mesi è mi vedo recapitare una seconda lettera con gli stessi contenuti.
Questa volta approfondisco maggiormente la questione e trovo un articolo del Sole 24 ore che spiega la procedura per far “suggellare” l’apparecchio in caso di guasto/rottamazione o furto a cui non si intende far seguire l’acquisto di un nuovo apparecchio, oppure di cessione o vendita a terzi. Il risultato è che per far suggellare il televisore devo pagare 5.16 euro per un vaglia postale indirizzato alla Agenzia delle Entrate, Sportello Abbonamenti TV; in caso di furto o di cessione/vendita devo mandare una raccomandata con ricevuta di ritorno e addirittura, per la cessione/vendita dovrei indicare le generalità e l’indirizzo della persona a alla quale è andato il televisore (questo, per inciso, mi pare sia illegale).

Nemmeno questa volta trovo il mio caso ? eppure penso di non essere l’unico a non possedere una TV ? ma capisco che potrei adattare le procedure al mio caso e porre fine alla questione. Tuttavia non scelgo nessuna delle due “soluzioni” per un motivo banale: non sopporto di dover pagare per dimostrare di essere “nel giusto”, anche se si tratta di una spesa decisamente di poco conto.
Tra l’altro, con la famosa lettera RAI è fornito un numero di informazioni telefoniche, ma anche questo è a pagamento e con tariffe “speciali”, quindi vale il discorso di cui sopra: non voglio pagare, non mi sembra corretto. Infastidito archivio definitivamente la questione, aspettando e sperando nei controlli minacciati per poter vedere la mia rivalsa. Penso anche che primo o poi la storia cambierà, che non possono continuare all’infinito ad applicare un normativa nata in un contesto storico ben diverso da quello attuale; normativa che a mio giudizio risultava antiquata già con l’avvento delle TV private e che all’oggi, data la vasta alternativa di emittenti a pagamento e-non presente sul mercato e visti i diversi utilizzi che possono essere fatti di un apparecchio televisivo che non siano guardare i canali RAI (ad esempio, perché no, utilizzare il televisore per guardare esclusivamente VHS e DVD da propri supporti). E invece continuano ad arrivare lettere dello stesso tipo, che io ignoro.

Tranne l’ultima arrivata che, non so perché, apro. Ci sono novità: i contenuti sono differenti e la lettera si apre in questo modo:

“Con riferimento alle nostre precedenti comunicazioni, da Lei ricevute in questi ultimi mesi e per le quali non ci è pervenuta alcuna risposta utile alla definizione della pratica, desideriamo ricordarLe nuovamente i vantaggi che offre un pagamento spontaneo e quindi bonario dell’imposta. Come già ribadito, l’obbligo di legge del pagamento del canone di abbonamento deriva dal possesso o in ogni caso dalla disponibilità (…) dell’apparecchio TV, o comunque di un apparecchio atto o adattabile alla ricezioni delle trasmissioni televisive, compresi personal computer, decoder digitali e altri apparecchi multimediali”.

E poco oltre continua:
“Le rinnoviamo pertanto l’invito a definire in modo bonario, e quindi senza ulteriori aggravi di sanzioni e spese, la Sua situazione rispetto all’abbonamento TV, provvedendo a contrarre un nuovo abbonamento alla televisione versando l’importo di Euro 199.20, ecc., ecc.”

Questa volta sono proprio infastidito. Che cosa ci trovo di così grave?

a) innanzi tutto il tono schiettamente minatorio e intimidatorio (i vantaggi che offre un pagamento spontaneo e quindi bonario dell’imposta… e quindi senza ulteriori aggravi di sanzioni e spese).
Vero è che io possiedo un computer e una connessione a banda larga (rientro quindi nella a dir poco ampia casistica assunta come condizione per il pagamento dell’imposta), ma potrei non averla e i signori in questione, in ogni caso, non dovrebbero esserne a conoscenza.
Il registro dunque mi pare proprio inappropriato, in quanto, per quanto le probabilità si siano ristrette in seguito all’ampliamento arbitrario e smisurato degli obblighi verso il pagamento del canone, potrei comunque non rientrare nel gruppo “evasori” e continuare ad essere “nel giusto” ? anche se alieno al resto del mondo, cioè tagliato fuori da quella fetta di progresso che entrata nelle nostre case attraverso i principali mezzi di informazione e comunicazione: TV e PC.

b) Ma non è il mio caso, non più, quindi evito di infastidirmi per quanto al punto a) e concentro il mio fastidio su altro, cioè sul citato l’obbligo di legge del pagamento del canone di abbonamento deriva dal possesso o in ogni caso dalla disponibilità (…) dell’apparecchio TV, o comunque di un apparecchio atto o adattabile alla ricezione delle trasmissioni televisive, compresi personal computer, decoder digitali e altri apparecchi multimediali .

Che diavolo significa un apparecchio atto o adattabile alla ricezione delle trasmissione televisive?
Qualsiasi computer di nuova generazione (e non solo), se non atto, è sicuramente adattabile alla ricezione di trasmissioni televisive. Il mio PC è sicuramente adattabile a questo scopo, ma così come si presenta ora, non è in grado di ricevere trasmissioni televisive, e non lo sarà finché non sarò io a decidere in questi termini. Già non sopportavo, come individuo, che un canone per accedere a specifici contenuti televisivi, si presentasse, di fatto, come una tassa generica sulla proprietà, la proprietà dell’apparecchio televisivo; tra l’altro raggirando quella che sarebbe la soluzione più semplice, ovvero: se non paghi il canone non puoi vedere la RAI (ma perché non l’hanno mai proposto?). Ora però mi pare si sia sorpassato il limite. Tassare il possesso di un apparecchio che potrebbe – ma che non può, attualmente non può ? carpire alcuna programmazione RAI, questo tipo di tassa ha tutto l’aspetto di una “tassazione preventiva” (potremmo chiamarla in questo modo?!). È un modo subdolo per farci passare come canone per un servizio quella che in realtà è una tassa fine a se stessa; e dico fine a se stessa perché non saprei quanti ne risultino esclusi, ovvero dubito che all’oggi ci siano molte persone che non sono in possesso di almeno uno dei due oggetti incriminati, cioè TV e computer. E poi le aziende? Per ogni attività in cui si fa uso di un computer “adattabile” si dovrebbe pagare il canone.Se pago questa tassa perché non pagare anche una “tassa preventiva” sulle infrazioni stradali? Ho la patente, ho l’auto, le probabilità che prima o poi commetta qualche infrazione sono realistiche. Perché non scontare qualche anno di detenzione? Chissà, potrei commettere qualche reato. Sono un individuo maschio di un metro e ottanta per 75 kg, molti miei simili hanno commesso reati, potenzialmente potrei commetterli anche io. Sono “adattabile” a molte situazioni punibili dalla nostra legge. Allora perché non pago o sconto la mia pena prima che questo accada? La risposta è semplice: perché ancora non ho commesso queste infrazioni, perché ancora non ho commesso questi reati. Perché non pago il canone RAI? Perché non ho la TV e il computer (sicuramente adattabile) lo uso per altro. Ma più semplicemente, perché non voglio vedere i programmi RAI, perché non mi interessano, perché mi pesa spendere 100 euro l’anno per qualcosa che non voglio e non mi interessa.Penso che l’incapacità della RAI di verificare chi acceda abusivamente ai suoi contenuti sia un problema che riguarda la RAI e l’adeguamento delle sue tecnologie agli standard attuali, mentre non riguarda il sottoscritto, né tanto meno ritengo di dover essere io a finanziarla.Vorrei poter avere questa scelta, questo diritto di scegliere come amministrare i miei beni rimanendo nella legalità. Non vedo la possibilità di esercitare questo diritto. Stefano Azzolini Caro Stefano non è del tutto vero che la questione del canone RAI sia poco seguita dai media, quella che è assente semmai è una reazione come la tua da parte dei cittadini sottoposti ad una vera e propria tassa sul possesso. Perché di questo si tratta, come evidenziano quei riferimenti normativi citati nelle lettere che arrivano a milioni di italiani.Sul piano giuridico c’è poco da fare. Persino la Commissione Europea ha dichiarato legittimo il canone in quanto conforme alle normative comunitarie.In passato si sono avute manifestazioni pubbliche contro il canone, c’è anche chi ha pubblicamente stracciato la lettera di cui parli e che molti conoscono bene. Rimane il fatto che, oggi, quella è una imposizione prevista dalla legge. È questa che deve cambiare, e nella tua lettera esponi una serie di ottime argomentazioni, tra le quali quella più significativa è il contributo dell’imposizione del canone alla riduzione degli spazi di libertà dell’individuo.Un saluto, Lamberto Assenti<!–P3 fine

La tua email sarà utilizzata per comunicarti se qualcuno risponde al tuo commento e non sarà pubblicato. Dichiari di avere preso visione e di accettare quanto previsto dalla informativa privacy

  • driope scrive:
    Normativa rifiuti elettrici-elettronici
    Premessa: riciclare=cosa buona e giusta.Come Apple riciclerà staremo a vedere, ma non capisco perchè accanirsi tanto con chi prova fare qualcosa di buono.Fatto: in Europa è stata varata una normativa (recepita dall'Italia con un paio d'anni di ritardo e conseguente multa, mi diceva l'Unione Industriali locale) proprio per lo smaltimento dei rifiuti elettrici ed elettronici. In Italiano si chiama RAEE, in inglese WEEE. Per farla breve, le aziende che vendono materiale elettrico ed elettronico sono obbligate a ritirare l'usato dei clienti e a smaltirlo in apposite aree, gestite da appositi consorzi. Come lo so? Tra luglio e dicembre 2005 ho lavorato per una multinazionale che produce e vende, all'ingrosso e al cliente finale, oggetti come distruggidocumenti, plastificatrici, rilegatrici ecc. Tra le mansioni non contemplate nel mio contratto interinale di Sourcing Assistant (sigh!) vi è stata quella di inventariare l'intero magazzino e litigare coi fornitori cinesi per fargli mettere il dannato bollino RAEE sui prodotti.Da questa vivida esperienza ho appreso che:1) Quando compri un nuovo gadget elettrico od elettronico molli il vecchio al negozio. Il commesso andrà nel panico e tenterà di non accettarlo, ma con un po' di dolce insistenza e citando una delle due sigle sopra riportate possiamo confonderlo facilmente.2) Il commesso chiederà aiuto al superiore e/o proprietario che, con riluttanza, accetterà il tuo RAEE, tentando poi di sbolognarlo a chi l'ha prodotto.3) L'azienda produttrice cadrà nel panico e tenterà di informarsi su cosa fare del rifiuto reso. Chiamerà la prima stagista/interinale di passaggio nel corridoio e le ordinerà di informarsi4) L'interinale si attaccherà a Google e alle pagine bianche (parlo per esperienza), decripterà le sigle salmodiate dai superiori e tenterà di chiedere aiuto a chi ritiene più esperto. Personalmente mi rivolsi all'unione industriali.5) L'esperto confermerà che l'azienda deve ritirare e smaltire il rifiuto. Come e dove smaltirlo non è dato sapere: a fine 2005, nonostante 2 anni di proroghe concesse dallo stato italiano per "mettersi in regola", si sapeva solo dell'esistenza di appositi centri di raccolta (esistenti, almeno in Piemonte, solo su carta) e di futuri consorzi che avrebbero provveduto a far sparire i resi dal magazzino aziendale (quando? come? qui l'esperto calò le braghe e ammise di non averne la più pallida idea).6) L'interinale viene mandata a dare la buona novella al capo del magazzino e logistica, invitandolo a creare un'area di raccolta per i resi.7) Il capo magazzino e logistica enumera e ringrazia con espressioni colorite svariati santi del panteon cattolico. Conclude con un "ci penseremo quando i resi cominceranno ad arrivare" ed invita l'interinale a fumarsi una sigaretta.Morale della favola? In Europa Apple (e compagnia) già riciclano, volenti o nolenti. Quindi non gridiamo nè al miracolo nè allo scandalo se ha deciso di farlo anche in patria.Estratto dal sito http://www.governo.it/governoinforma/dossier/rifiuti_elettrici/index.html"Il decreto prevede, tra l'altro, una apposita "campana" per raccogliere questo genere di rifiuti, particolari restrizioni sull'uso di determinate sostanze pericolose in queste apparecchiature, l'onere a carico dei distributori, al momento della fornitura di una nuova apparecchiatura destinata ad un nucleo domestico, di ritirare gratuitamente i vecchi prodotti, il finanziamento delle operazioni di trasporto, trattamento, recupero e smaltimento finale della spazzatura elettronica a carico dei produttori. "
    • Anonimo scrive:
      Re: Normativa rifiuti elettrici-elettron
      Tutto vero ... però forse non sai che l'inizio dell'applicazione del RAEE è stato (di nuovo) prorogato a fine giugno 2007, sperando che sia la volta buona...
      • driope scrive:
        Re: Normativa rifiuti elettrici-elettron
        Guarda... l'azienda per cui lavoravo è stata comprata da un'altra multinazionale ed il mio contratto a termine non più rinnovato. Quindi mi sono disinteressata della cosa.Prorogata fino ad oggi, dunque? Buono a sapersi. Vado ad aggiornarmi un po', in fondo l'argomento mi ha interessato.Grazie dell'informazione.
  • Anonimo scrive:
    solo propaganda??
    secondo greenpeace non sono tra le aziende più ecologiche... speriamo che stiano davvero cambiando stradahttp://www.greenpeace.org/international/campaigns/toxics/electronics/how-the-companies-line-up
    • Anonimo scrive:
      Re: solo propaganda??

      secondo greenpeace non sono tra le aziende più
      ecologiche... speriamo che stiano davvero
      cambiando
      stradaMa chi ti dice che il ristorante dietro casa tua invece sia più portato verso l'ecologia?Te lo dice Greenpeace?
  • rock and troll scrive:
    LA FINE DEI PC RECUPERATI
    gia mi immagino che stiv giobs il giusto, il paladino della ecologia-macaca, con la sua nuova idea crudele e senz'altro malvagia per utilizzare i computer usati.Invece che uno smaltimento ecologico, secondo me questri astrusi e scalcinati computer verranno venduti ai cantinari secchioni, che non vedranno l'ora di accrescere il gia' immenso cumolo di rottami informatici presenti nelle loro putride cantine.magarti riusciranno a trovare una vecchia herculs ISA a 16 colori ! o magari qualche inutile e poatetico commodore. Ovviamente il loro scopo primncipale sara' uno solo...ficcarci un os piumato dentro ognuno di questi abomini del passato... c'e' da dire che forse ci riusciranno, magari incoraggiasti dal giovane anakin skywalker, il loro idolo.Colui che priuma di abbrecciare il lato del male, e' stato capasce in tenera eta' di costruirsi un androide protocollare tutto da solo, partendo dagli scarti e rottami.Beccatevi una secchiata di acqua gelida e faccia e svegliatevi, le cantine sono lente, il mondo esterno e' rock. (troll)(troll1)(troll2)(troll3)(troll4)
    • Anonimo scrive:
      Re: LA FINE DEI PC RECUPERATI
      Già ubriaco a quest'ora?Azz... non ci sono più i troll di una volta...
    • Anonimo scrive:
      Re: LA FINE DEI PC RECUPERATI
      ma oltre alle schifezze che ci propini, hai una utilità sociale?
      • Anonimo scrive:
        Re: LA FINE DEI PC RECUPERATI
        - Scritto da:
        ma oltre alle schifezze che ci propini, hai una
        utilità
        sociale?ma tu devi proprio commentare tutto? se uno non è degno di nota o non gli rispondi o sei al suo livello, mactroll!!!
        • Anonimo scrive:
          Re: LA FINE DEI PC RECUPERATI
          - Scritto da:

          - Scritto da:

          ma oltre alle schifezze che ci propini, hai una

          utilità

          sociale?

          ma tu devi proprio commentare tutto? se uno non è
          degno di nota o non gli rispondi o sei al suo
          livello,
          mactroll!!!ora rileggi la tua bella frasettina e impara a predicare bene e razzolare bene...idi8one
        • Anonimo scrive:
          Re: LA FINE DEI PC RECUPERATI
          - Scritto da:

          - Scritto da:

          ma oltre alle schifezze che ci propini, hai una

          utilità

          sociale?

          ma tu devi proprio commentare tutto? se uno non è
          degno di nota o non gli rispondi o sei al suo
          livello,
          mactroll!!!dato che sei intelligente (me lo auguro per chi ti sta attorno) suppongo che tu capisca che ciò che hai scritto vale anche per te...ora rileggi la tua bella frasetta e riflettici sopra trollone:"ma tu devi proprio commentare tutto? se uno non è degno di nota o non gli rispondi o sei al suo livello,"
    • uguccione500 scrive:
      Re: LA FINE DEI PC RECUPERATI
      ...E pensare che questo essere ci ruba anche ossigeno prezioso ogni giorno...CE LO LASCI IL TUO INDIRIZZO CHE PROVVEDIAMO ALLO SMALTIMENTO DELL'UNICO NEURONE CHE TI E' RIMASTO (forse) SANO???- Scritto da: rock and troll
      gia mi immagino che stiv giobs il giusto, il
      paladino della ecologia-macaca, con la sua nuova
      idea crudele e senz'altro malvagia per utilizzare
      i computer
      usati.

      Invece che uno smaltimento ecologico, secondo me
      questri astrusi e scalcinati computer verranno
      venduti ai cantinari secchioni, che non vedranno
      l'ora di accrescere il gia' immenso cumolo di
      rottami informatici presenti nelle loro putride
      cantine.

      magarti riusciranno a trovare una vecchia herculs
      ISA a 16 colori ! o magari qualche inutile e
      poatetico commodore. Ovviamente il loro scopo
      primncipale sara' uno
      solo...

      ficcarci un os piumato dentro ognuno di questi
      abomini del passato...


      c'e' da dire che forse ci riusciranno, magari
      incoraggiasti dal giovane anakin skywalker, il
      loro idolo.Colui che priuma di abbrecciare il
      lato del male, e' stato capasce in tenera eta' di
      costruirsi un androide protocollare tutto da
      solo, partendo dagli scarti e
      rottami.

      Beccatevi una secchiata di acqua gelida e faccia
      e svegliatevi, le cantine sono lente, il mondo
      esterno e'
      rock.

      (troll)(troll1)(troll2)(troll3)(troll4)
    • Anonimo scrive:
      Re: LA FINE DEI PC RECUPERATI
      Sei immenso (rotfl)(rotfl)(rotfl)
    • Anonimo scrive:
      Re: LA FINE DEI PC RECUPERATI
      - Scritto da: rock and troll
      Beccatevi una secchiata di acqua gelida e faccia
      e svegliatevi, le cantine sono lente, il mondo
      esterno e' rockE' rock? Guarda che sei lento tu, questa è un'espressione gergale ormai decrepita. La trasmissione TV di Celentano è stata fatta secoli fa... :p
    • Anonimo scrive:
      Re: LA FINE DEI PC RECUPERATI
      MITICO! Ora toccherà che qualcuno la spieghi a chi non ha il senso dell'umorismo :p :p :p :p :pPer quanto mi riguarda, come nomignolo, più che "cantinari", però, preferisco "pinguazzi" :p :D(rotfl)(linux)(linux)(linux)(linux)(linux)
    • Anonimo scrive:
      Re: LA FINE DEI PC RECUPERATI
      probabilmente sei troppo giovane... ma sai che proprio su quegli "abomini" del passato tanti hanno imparato cosa voleva dire informatica??FEz
  • Anonimo scrive:
    bella mossa
    Così smontano i pezzi recuperabili e ve li rivendono nei prossimi imac :D che pagherete a peso d'oro!
    • Ubu re scrive:
      Re: bella mossa
      - Scritto da:
      Così smontano i pezzi recuperabili e ve li
      rivendono nei prossimi imac :D che pagherete a
      peso d'oro!Magari fosse così, sarebbe veramente ecologico e anticonsumistico, purtroppo i componenti nuovi costano migliaia di volte meno di quelli recuperati.Però ci sei sempre te, con la tua viva intelligenza riuscirai a trovare qualche soluzione.PS x tutti gli altriPiccino, aveva fame.Non sgridatemi.
      • Anonimo scrive:
        Re: bella mossa
        ridi ridi... fosse la prima volta che vi appioppano scarti di magazzino...
        • Anonimo scrive:
          Re: bella mossa
          - Scritto da:
          ridi ridi... fosse la prima volta che vi
          appioppano scarti di
          magazzino...beh se ci sono riusciti con te alla nascita...allora per forza di cose deve capitare anche agli altri ehtrollone
          • Anonimo scrive:
            Re: bella mossa
            - Scritto da:

            - Scritto da:

            ridi ridi... fosse la prima volta che vi

            appioppano scarti di

            magazzino...

            beh se ci sono riusciti con te alla
            nascita...allora per forza di cose deve capitare
            anche agli altri
            eh

            trollonema va... che rosichi da quando comprasti il mac scsi col bus che non lo reggeva nemmeno e ti andava come un 386 col ms-dos e win3.1 bhuuauhauhauha
          • Anonimo scrive:
            Re: bella mossa
            - Scritto da:

            - Scritto da:



            - Scritto da:


            ridi ridi... fosse la prima volta che vi


            appioppano scarti di


            magazzino...



            beh se ci sono riusciti con te alla

            nascita...allora per forza di cose deve capitare

            anche agli altri

            eh



            trollone

            ma va... che rosichi da quando comprasti il mac
            scsi col bus che non lo reggeva nemmeno e ti
            andava come un 386 col ms-dos e win3.1
            bhuuauhauhauhabuahaha ma non scrivere scemenze trollone
          • Anonimo scrive:
            Re: bella mossa

            ma va... che rosichi da quando comprasti il mac
            scsi col bus che non lo reggeva nemmeno e ti
            andava come un 386 col ms-dos e win3.1
            bhuuauhauhauhaGiusto per darti un'idea.All'inizio degli anni 90 i Mac erano anni luce avanti a Windows.Se sui Mac c'era già un OS a finestre, con pannello di controllo, programmi vari e tutto l'occorrente, sulla piattaforma wintel ancora si scriveva da terminale...Al max c'era win 3.1...Nel 95 Bill ha giocato bene le sue carte, ma sicuramente il suo OS era tutto scopiazzato, funzionava peggio ed era meno usabile.
    • Anonimo scrive:
      Re: bella mossa
      - Scritto da:
      Così smontano i pezzi recuperabili e ve li
      rivendono nei prossimi imac :D che pagherete a
      peso
      d'oro!
      ancora con le solite balle?mii..ma pagati degli studi e occupati la giornata in modo più produttivo, va va
  • Anonimo scrive:
    Certo che e' gratis...
    E che dovrebbero pure ritirarlo a pagamento?Tu gli compri la roba a peso d'oro e poi ti fanno pure pesare che ti ritirano la roba gratis...A parte poi che il ritiro di materiale informatico per le famiglie e' veramente limitato: di solito nelle case si ricicla tutto, e si tengono anche computer e monitor vecchi (spesso anche solo come serverini), quindi questa iniziativa mi sembra puramente promozionale e d'immagine, come al solito.Il problema dello smaltimento informatico c'e' con le grandi aziende, ma con quello la mela ha veramente poco a che fare.
    • Anonimo scrive:
      Re: Certo che e' gratis...
      - Scritto da:

      E che dovrebbero pure ritirarlo a pagamento?

      Tu gli compri la roba a peso d'oro e poi ti fanno
      pure pesare che ti ritirano la roba
      gratis...

      A parte poi che il ritiro di materiale
      informatico per le famiglie e' veramente
      limitato: di solito nelle case si ricicla tutto,
      e si tengono anche computer e monitor vecchi
      (spesso anche solo come serverini), quindi questa
      iniziativa mi sembra puramente promozionale e
      d'immagine, come al
      solito.

      Il problema dello smaltimento informatico c'e'
      con le grandi aziende, ma con quello la mela ha
      veramente poco a che
      fare.solito minestrone dell'anti-apple di turno che riesce a far polemica anche sulla carta del wc
      • Anonimo scrive:
        Re: Certo che e' gratis...
        - Scritto da:
        solito minestrone dell'anti-apple di turno che
        riesce a far polemica anche sulla carta del
        wcA leggere certe repliche macache, direi che e' meglio usarla, la carta del wc, che essere cio' che vi rimane attaccato.Pensaci.
        • Anonimo scrive:
          Re: Certo che e' gratis...
          - Scritto da:

          - Scritto da:


          solito minestrone dell'anti-apple di turno che

          riesce a far polemica anche sulla carta del

          wc

          A leggere certe repliche macache, direi che e'
          meglio usarla, la carta del wc, che essere cio'
          che vi rimane
          attaccato.

          Pensaci.e come al solito si da del proprio agli altri eh... complimenti str...
        • Anonimo scrive:
          Re: Certo che e' gratis...
          - Scritto da:

          - Scritto da:


          solito minestrone dell'anti-apple di turno che

          riesce a far polemica anche sulla carta del

          wc

          A leggere certe repliche macache, direi che e'
          meglio usarla, la carta del wc, che essere cio'
          che vi rimane
          attaccato.

          Pensaci.non ho sicuramente la tua esperienza in fatto di str..za.e e di sparate anti-apple a tutto campo...ma hai sicuramente ragione tu visti questi argomenti consistenti.
      • Anonimo scrive:
        Re: Certo che e' gratis...
        - Scritto da:

        solito minestrone dell'anti-apple di turno che
        riesce a far polemica anche sulla carta del
        wcwersonal computer :)oppure water-computer :):D;)ciao!!!
    • Anonimo scrive:
      Re: Certo che e' gratis...
      Secondo te nelle innumerevoli famiglie di utenti medi si conservano le macchine per farci i SERVERINI?Secondo me stai sclerando. Riprenditi.
    • Anonimo scrive:
      Re: Certo che e' gratis...
      - Scritto da:

      E che dovrebbero pure ritirarlo a pagamento?si vede che non lavori in un'azienda ;)
      Tu gli compri la roba a peso d'oro e poi ti fanno
      pure pesare che ti ritirano la roba
      gratis...dalle mie parti per portare i rifiuti tecnologici all'ecocentro (la discarica) il PRIVATO CITTADINO non paga, purchè si porti la roba da solo, in precisi giorni/orese è impossibilitato e chiama il comune, PAGAqualunque ditta PAGA, sia che porti, sia che faccia portare.i rifiuti TECNOLOGICI ricadono in quel tipo di categoriapresto non potrai nemmeno tenere una "discarica in ditta" (prodotti vecchi di 30 anni in magazzino) a meno che tu non riesca a dimostrare che li stai usando. (...)
      e si tengono anche computer e monitor vecchi
      (spesso anche solo come serverini), maddechè?a casa, serverini?tu forse e pochissimi altri.ma la massa... (che è quella su cui si lavora) si comporta in ben altro modo
      quindi questa
      iniziativa mi sembra puramente promozionale e
      d'immagine, come al
      solito.il business si fa con le aziende, ricordalo sempre.questo è un problema sentitissimo dalle aziende.e ben venga, vuol dire che GLIELO HANNO FATTO SENTIRE, perchè altrimenti se ne fregherebbero e scaricherebbero tutto giù nel fosso... salvo magari accorgersi che alla fine del fosso c'è LA PROPRIA VILLA...
      Il problema dello smaltimento informatico c'e'
      con le grandi aziende, ma con quello la mela ha
      veramente poco a che
      fare.tu inizia a proporre la soluzione al problema dello smaltimento e vedrai se qualche manager non comincia a pensare che "in fondo per il lavoro d'ufficio si puà anche mettere dei mac... sono così carini...":)sto aspettando che si attivino altri gruppi... speriamo
    • Anonimo scrive:
      Re: Certo che e' gratis...
      - Scritto da:
      Il problema dello smaltimento informatico c'e'
      con le grandi aziende, ma con quello la mela ha
      veramente poco a che
      fare.Al di là del fatto che anche le aziede usano Mac, da noi i privati possono portare un solo rifiuto tecnologico (TV, computer, stampante) in discarica all'anno gratis, se ne hai più di uno, paghi.
      • Anonimo scrive:
        Re: Certo che e' gratis...
        Figurati ... è sufficiente fare come fanno tutti, sul marciapiede di fianco al cassonetto.Ciao,Piwi
        • Anonimo scrive:
          Re: Certo che e' gratis...

          Figurati ... è sufficiente fare come fanno tutti,
          sul marciapiede di fianco al
          cassonetto.Se ti beccano...multa.O te ne freghi del diritto di tutti ad avere strade pulite? E magari sei fra quelli che si lamenta sempre dei politici...predichi bene e razzoli...Basta che chiami l'impresa locale che gestisce lo smaltimento dei rifiuti. Vengono a casa tua ad orario concordato e portano via tutto quello che vuoi. Nella mia città il servizio è pure gratuito.
Chiudi i commenti