Violazione della privacy: annullata la multa per Amazon

Violazione della privacy: annullata la multa per Amazon

La corte amministrativa del Lussemburgo ha annullato la sanzione di 746 milioni di euro inflitta nel 2021 per la violazione della privacy degli utenti.
Violazione della privacy: annullata la multa per Amazon
La corte amministrativa del Lussemburgo ha annullato la sanzione di 746 milioni di euro inflitta nel 2021 per la violazione della privacy degli utenti.

Amazon ha vinto l’appello contro la sanzione di 746 milioni di euro inflitta oltre quattro anni fa dalla Commission Nationale pour la Protection des Données (CNPD) del Lussemburgo per violazione del GDPR (Regolamento generale sulla protezione dei dati). L’azienda di Seattle ha espresso la sua soddisfazione, mentre l’autorità lussemburghese ha dichiarato che sono stati ottenuti i risultati desiderati.

Amazon non pagherà la multa

Amazon aveva svelato di aver ricevuto la sanzione in un documento inviato alla SEC (Securities and Exchange Commission) degli Stati Uniti. La Commission Nationale pour la Protection des Données (CNPD) non aveva pubblicato un comunicato stampa, ma successivamente ha confermato la decisione specificando che la legge nazionale sulla protezione dei dati impone il segreto professionale.

La multa da 746 milioni di euro era stata inflitta il 15 luglio 2021. Amazon aveva presentato appello il 29 ottobre 2021. Il tribunale amministrativo del Lussemburgo aveva confermato la decisione del garante della privacy il 18 marzo 2025, ma non era stata applicata in attesa della sentenza della corte amministrativa.

Quest’ultima è arrivata ieri. I giudici hanno stabilito che non è stata effettuata un’analisi corretta, quindi la CNPD deve riesaminare il caso. Nel frattempo però Amazon ha rispettato l’ordine del garante in merito al trattamento dei dati, quindi il procedimento è diventato irrilevante su questo punto.

La CNPD aveva determinato la mancata osservanza della base giuridica per il trattamento dei dati personali. La corte ha confermato che il legittimo interesse non è una base giuridica valida. Altre violazioni erano quelle relative agli obblighi di trasparenza e di informazione degli interessati in merito al trattamento dei loro dati personali, al diritto di accesso ai dati trattati, al diritto di rettifica e cancellazione dei dati personali trattati e al diritto di opposizione al trattamento dei dati personali.

L’azienda di Seattle ha espresso soddisfazione per la sentenza, sottolineando che il GDPR non chiariva come trattare i dati degli utenti per le inserzioni personalizzate, quando è entrato in vigore (maggio 2018). La CNPD evidenzia che la sanzione è stata annullata sulla base di una sentenza della Corte di Giustizia dell’Unione europea (successiva alla decisione di luglio 2021).

Il garante dovrebbe quindi valutare l’eventuale nuova sanzione alla luce di tale sentenza, dimostrando la negligenza di Amazon nelle sue pratiche. Tuttavia, l’azione della CNPD ha portato Amazon ad adeguare le sue pratiche in materia di pubblicità comportamentale online, quindi il procedimento potrebbe essere chiuso.

Fonte: Reuters
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Pubblicato il
14 mar 2026
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