Vision Fund 2: SoftBank e 108 miliardi per l'IA

Un nuovo mega-fondo, questa volta da circa 108 miliardi di dollari, destinato a startup e realtà al lavoro sui sistemi di intelligenza artificiale.
Un nuovo mega-fondo, questa volta da circa 108 miliardi di dollari, destinato a startup e realtà al lavoro sui sistemi di intelligenza artificiale.

Il colosso giapponese SoftBank ha ufficializzato nelle ore scorse Vision Fund 2. Si tratta del nuovo mega-fondo di investimenti dal valore complessivo stimato in circa 108 miliardi di dollari che verrà messo a disposizione delle startup e delle realtà di tutto il mondo al lavoro su progetti legati all’intelligenza artificiale e ad altri segmenti del mercato hi-tech che presentano ampi margini di crescita, uno su tutti quello della Internet of Things.

SoftBank: Vision Fund 2 per l’IA

Il gruppo nipponico contribuirà in prima persona staccando un assegno da ben 38 miliardi di dollari. Tra gli altri partecipanti, il comunicato ufficiale condiviso fa riferimento diretto al coinvolgimento di Microsoft, Apple e Foxconn. Ci sono poi Standard Chartered Bank, Mizuho Bank, Sumitomo Mitsui Banking Corporation, MUFG Bank, il National Investment Corporation della National Bank del Kazakistan e alcuni investitori taiwanesi.

Assenti invece a dispetto delle previsioni Goldman Sachs e diversi nomi provenienti da Arabia Saudita e Abu Dhabi che avevano partecipato al primo round lanciato nel 2017. Allora si arrivò a quota 100 miliardi di dollari, destinati alla crescita (tra gli altri) di Uber, Slack, The We Company (precedentemente nota come WeWork) e dell’indiana Flipkart operante nel settore e-commerce.

Masayoshi Son, fondatore e amministratore delegato della holding giapponese, ha sottolineato come l’ingresso di altri investitori potrebbe spingere l’asticella di Vision Fund 2 addirittura oltre quei 108 miliardi di dollari attualmente stimati e citati in apertura.

Di recente abbiamo scritto su queste pagine di SoftBank per via di alcune importanti acquisizioni portate a termine: su tutte quella della britannica ARM Holdings finalizzata nel 2016 per circa 30 miliardi di euro, mentre l’anno successivo è toccato alla statunitense Boston Dynamics, ereditata dalle mani di Google e con un team specializzato nella progettazione di soluzioni robotiche avanzate. In questo caso il valore economico della transazione non è mai stato confermato in via ufficiale dalle parti.

Fonte: SoftBank
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