Vogliono prendere possesso di Xbox360

Aggirato il sistema di protezione dell'Xbox360, gli xbox hacker puntano adesso a prendere pieno possesso della console, sfruttandone l'HDD per lanciare applicazioni homebrew e non solo

Roma – Il sistema di protezione di Xbox360, la console di seconda generazione di Microsoft, non ha retto più di sette mesi agli attacchi di hacker e team di professionisti che già avevano sprotetto la precedente Xbox. La strada alla modifica della console è stata aperta da due esperti programmatori, conosciuti in rete con i nickname “TheSpecialist” e “Commodore4eva”, che hanno crackato il firmware dei vari lettori DVD che equipaggiano la Xbox360 (Hitachi/LG e Toshiba/Samsung) agendo sul controllo dei settori di sicurezza dei dischi, permettendo di fatto l’utilizzo di copie back-up dei titoli Xbox360 e dei titoli Xbox supportati dal sistema di retrocompatibilità.

Al reverse engineering dei firmware sono seguiti a ruota presentazione e lancio dei primi chip in grado di garantire il boot in mutua esclusione di due firmware, quello originale e quello “personalizzato”.

Seppur sconsigliato dagli stessi autori dei firmware hacked ( Use on Xbox Live at own risk ) sono già molti gli utenti che utilizzano copie di backup sulla piattaforma di gioco online Xbox Live, segno che Microsoft al momento non è in grado di arginare il fenomeno o non ha ancora messo in atto le contromisure per bloccarlo.

In questo scenario, tutt’altro che nuovo per una console, si prepara ad essere lanciato anche il primo vero e proprio modchip, in grado di offrire il funzionamento delle copie di backup e il supporto alle applicazioni homebrew, vale a dire programmi sviluppati da appassionati.

Secondo le informazioni trapelate attraverso numerosi siti specializzati, con tanto di immagini a corredo, il “Team Xecuter”, blasonato gruppo di console hacker, sarebbe l’artefice di tale chip di modifica, che oltre alle succitate funzionalità permetterebbe l’upgrade del disco fisso della console con uno di maggiore capienza. Quest’ultima feature da adito a pensare che sarà possibile sfruttare parte dell’hard disk per lanciare copie di back-up e programmi homemade, come XBMC, il player multimediale che apporterebbe il supporto ai filmati divx e xvid, supporto attualmente latitante sulla dashboard ufficiale della console.

Andrea Galbiati

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  • Anonimo scrive:
    Il belpaese
    .... e studiare. E pensare. E umilità.Basta vedere in Francia, Germania e nel Nord Europa quante case di sw ci sono, con prodotti worldwide "importanti".Me ne dite una italiana. Una sola, vi prego.E qui? PMI che si scannano sul gestionale, sul professionista, sull'ERP-CRM-integrazione di business "col-cacchio-che-va", su meravigliosi pacchi di analisi di prefattibilità, fattibilità, progetto da vendersi "'ntantarkilo", sul body-rent del body-rent del body-rent della risorsa senior max.24 anni 15 di esperienza a livello di project management java-dotnet-sap-j2ee.In una parola: FUFFA, ne più ne meno di molti altri settori.Guardate gli AD ed i board delle grandi industrie del SW mondiali. Troverete persone con le palle (vere) che hanno vissuto e respirato silicio ed economia.Qui? Per le poche "grandi" dell'IT ci sono i soliti 4 AD mestieranti che si rigirano pacchetti di controllo per speculazioni di gruppo e finanziarie a 6-12 mesi. Altro che progetti di lungo termine ed investimenti!!E il professionista cosa fa per difendersi in questo scenario? Fa partire la magnifica gara del "celopiùlungoio" degli albi professionali, tutti alla strenua ricerca del dott. ing. "granfarabutt." da mettere davanti al nome - come se ciò bastasse da solo a fare idee, prodotto, mercato, fatturato e valore "reale".Siamo dei pezzalculo. Io per primo.Buon lavoro, finché ce n'è.
    • Anonimo scrive:
      Re: CCNL

      E il professionista cosa fa per difendersi in
      questo scenario? Fa partire la magnifica gara del
      "celopiùlungoio" degli albi professionaligli ingegneri informatici sono stati accettati nell'albo degli ingegneri edilidico accettati nel senso di fergati: gli edili con esame integrativo possono firmare i progetti informatici soffiandogli il lavoroma non ho ancora letto che in Europa ci sia una associazione di informatici per un contratto collettivo, solo associazioni localima si sa la soldarietà viene solo con l'acqua alla gola...:'(
  • Anonimo scrive:
    Chi ci guadagna da tutto ciò??
    Se fino ad ora le aziende facevano profitti miliardari pagando stipendi decenti... con tutta questa delocalizzazione chi ci guadagna visto che i prezzi di vendita rimangono tali e quali??Solo il management???Che schifo...se ne accorgeranno anche loro..
  • Anonimo scrive:
    Ma per favore, gli indiani...
    ...costano meno ? Facciamo 2 conti (unità di misura fittizie):Sviluppatore indiano off-shore: 10/giornoSviluppatore italiano on-site: 100/giornoTempi di sviluppo:Sviluppatore indiano off-shore: 20 giorni/uomoSviluppatore italiano on-site: 5 giorni/uomoMessa in produzione -
    non funziona una mazza:Sviluppatore italiano chiamato in urgenza per risolvere il problema, incluse trasferte, straordinari, etc..:500/giornoEvviva l'outsourcing, che ci fa risparmiare ![Per risparmiare non si bada a spese (cit.)](Liberamente tratto dalla mia esperienza triennale di project manager IT)
  • liberx scrive:
    Teniamo alta la guardia
    Il quadro è desolante ma io credo che con un po' di qualità in più potremmo dare filo da torcere a un sacco di "terzomondisti", passatemi il termine. Il problema sono le ditte che non sanno ancora quale sia il valore dell'informatica e dell'IT in generale.
    • golan77 scrive:
      Re: Teniamo alta la guardia
      Concordo: abbiamo ancora un indubbio vantaggio tecnologico e di competenze, che tuttavia si sta assottigliando; una pronta risposta è tutto ciò che serve ma, come scritto nell'articolo, una parte va fatta dalle imprese, e una parte dal governo.
  • Anonimo scrive:
    Articolo vecchio
    L'articolo, catastrofista fino all'osso, porta situazioni già superate.I call center, almeno da 2 anni, le aziende che tengono ai clienti li stanno riportando in casa.Contabilità e altre attività delicate non vengono affidate all'esterno per problemi geo-politici e di sicurezza.Di hosting a basso prezzo ce ne sono molti, uno dei più famosi a livello mondiale lo abbiamo in Italia a Arezzo e non in India, in barba a quanto affermato.Uno dei più sicuri lo stiamo costruendo vicino a Milano.potrei continuare...
    • Anonimo scrive:
      Re: Articolo vecchio
      sinceramente posso capire l'atteggiamento che condivido di positività, ma bisogna anche comprendere che le situazioni citate sono mosche bianche in un amre di mediocrità e di mancanza di coordinamento del famigerato sistema Italia.....se lo avvistate da qualche aprte, prestategli soccorso, non ha più memori adi chi è e soprattutto di dove deve andare..come lo smemorato di cologno dell'esimio Fiorello
    • golan77 scrive:
      Re: Articolo vecchio
      (Simone Brunozzi, autore dell'articolo)Non ho mai preteso di essere un veggente, quindi di certo quello che dico nell'articolo, per chi è ben informato come te, può risultare "vecchio".Il discorso dei call center invece è proprio come dico io: la tendenza è portarli fuori. Non capisco perchè dici il contrario.Aruba è una grande realtà, ma non paragoniamola coi BIG mondiali... e cmq io non parlo di semplice hosting.Quello di Milano di cui parli... quale è? Sono curioso.Ciao
  • corrado1972 scrive:
    La soluzione? Esportargli i sindacati
    Esportargli i sindacati :D ...una battuta dello show del mitico beppe grillo, va da sè che a mio parere è veramente così.Il lato serio del ragionamento è ovviamente l'esportazione dei DIRITTI dei lavoratori.Che la vita in india( /cina/croazia/albania) costi poco, si sa: cosa costa uno stipendio di un programmatore indiano? 300 dollari /mese ?Ebbene, anche il programmatore indiano deve però poter chiedere più soldi per vivere meglio, per prendersi la mercedes o l'audi, per farsi la casa più grande, per scegliere di avere più figli e mantenerli, per vivere con maggior dignità.In quei paesi non ci sono i sindacati, spesso non ci sono neanche diritti e garanzie per i lavoratori. E' questo che deve cambiare. Da loro.Ciao a tutti
    • Anonimo scrive:
      Re: La soluzione? Esportargli i sindacati
      "http://punto-informatico.it/pm.aspx?m_id=1547617&id=1545983&r=PI"
    • Anonimo scrive:
      Re: La soluzione? Esportargli i sindacat
      meglio esportargli la "democrazia"... un paio di bombe intelligenti puntate su qualche asilo nido, cosi' beccano qualche infrastruttura importante (di solito sbagliano) e addio competitività
    • Anonimo scrive:
      Re: La soluzione? Esportargli i sindacat
      la tua analisi non è precisa: in India i sindacati sono presenti e fortissimi, soprattutto quelli legati a ruoli statali o mezzi di trasporto. Ma la vita sindacale è attiva al punto che i sindacati hanno la forza di mobilitarsi e bloccare il paese bocciando riforme sgradite (vi ricorda qualcosa). I salari sono bassi in virtù degli standard di vita, molto più bassi. Per cui esportarli sarebbe poco utile..ci sono già!In Cina ...sorvolerei, lì manca la democrazia.
  • Anonimo scrive:
    Perfetto accento inglese?
    Oddio ma chi scrive ci ha lavorato con gli indiani? 1) Nemmeno gli americani capiscono un cazzo di quello che dicono. 2) Ci sono enormi problemi dovuti alla differenza di timezone (+11 rispetto agli USA) 3) Non e' affatto vero che lavorano 24 ore su 24 quindi meta' della giornata lavorativa è sguarnita. 4) Hanno un turnover spaventoso (due rupie in piu' e cambiano compagnia) e dopo due giorni rischi di trovati un neoassunto che non sa nemmeno come loggarsi alla rete. 5) Le compentenze sono bassissime su 10 programmatori indiani ne trovi 1 bravo, 2 scarsini, il resto non sa nemmeno come accendere un pc. 6) I manager sono totalmente incompententi, sono manager solo perche' sono di casta alta. Si salvano solo perchè gli IT manager europei o americani in India non ci mettono piede e non vedono la situazione com'e' realmente. Sono bravissimi a camuffare i casini che combinano, di questo bisogna dargli atto.
    • Anonimo scrive:
      Re: Perfetto accento inglese?
      - Scritto da:
      Oddio ma chi scrive ci ha lavorato con gli
      indiani?


      1) Nemmeno gli americani capiscono un cazzo di
      quello che dicono.

      2) Ci sono enormi problemi dovuti alla differenza
      di timezone (+11 rispetto agli USA)

      3) Non e' affatto vero che lavorano 24 ore su 24
      quindi meta' della giornata lavorativa è
      sguarnita.

      4) Hanno un turnover spaventoso (due rupie in
      piu' e cambiano compagnia) e dopo due giorni
      rischi di trovati un neoassunto che non sa
      nemmeno come loggarsi alla rete.

      5) Le compentenze sono bassissime su 10
      programmatori indiani ne trovi 1 bravo, 2
      scarsini, il resto non sa nemmeno come accendere
      un pc.

      6) I manager sono totalmente incompententi, sono
      manager solo perche' sono di casta alta.


      Si salvano solo perchè gli IT manager europei o
      americani in India non ci mettono piede e non
      vedono la situazione com'e' realmente. Sono
      bravissimi a camuffare i casini che combinano, di
      questo bisogna dargli
      atto.Guarda che, per l'appunto, si parlava di indiani non di italiani. La situazione che hai descritto tu (a parte il fuso orario) è quella italiana.
    • Anonimo scrive:
      Re: Perfetto accento inglese?

      Oddio ma chi scrive ci ha lavorato con gli
      indiani?No,purtroppo non ho avuto un'esperienza professionale che mi abbia portato a contatto con l'estero;però posso dirti quello che ho letto e visto in vari reportage:sembra che costino poco e siano molto capaci;non metto in dubbio la veridicità di ciò che affermi però bisogna spiegare come le aziende stiano delocalizzando.Ti faccio notare che gli stessi discorsi li fanno per i cinesi eppure mi sembra che la loro produzione stia aumentando.
      6) I manager sono totalmente incompententi, sono
      manager solo perche' sono di casta alta.un po' come qui.......
      Si salvano solo perchè gli IT manager europei
      o americani in India non ci mettono piede e
      non vedono la situazione com'e' realmente.forse si salvano perche' scontiamo decenni di incompetenza dei nostr IT manager...
    • Happy Operator scrive:
      Re: Perfetto accento inglese?
      I programmatori Indiani, utilizzano i 386 per programmare la grafica virtuale da far girare sui P4. I programmatori Italiani programmano gestionali che girano sui P4 come se fossero dei 386...ecco qui l'unica similitudine.A meno costo fanno un lavoro migliore, e noi ce lo andiamo a prendere in saccoccia.
      • Anonimo scrive:
        Re: Perfetto accento inglese?
        - Scritto da: Happy Operator
        I programmatori Indiani, utilizzano i 386 per
        programmare la grafica virtuale da far girare sui
        P4. I programmatori Italiani programmano
        gestionali che girano sui P4 come se fossero dei
        386...ecco qui l'unica
        similitudine.
        A meno costo fanno un lavoro migliore, e noi ce
        lo andiamo a prendere in
        saccoccia.Non hai mai visto un indiano lavorare... ti consiglio un bel viaggetto a Bangalore per capire.
        • Anonimo scrive:
          Re: Perfetto accento inglese?
          si,scusate però non è che ce la dobbiamo tirare , facendo sottindere che si è più fighi perchè siamo stati in India.Si ,io gli ho visti lavorare e se ti dico che dici una manica di razzate????forse hai avuto un'esperienza tu ed un'altra io.Se fossi cattivo direi che l'azienda che ti paga per andare in India spende male i suoi soldi, ma sono buono e non lo dico ne lo penso.saluti.
          Non hai mai visto un indiano lavorare... ti
          consiglio un bel viaggetto a Bangalore per
          capire.
          • Anonimo scrive:
            Re: Perfetto accento inglese?
            errata corrige :
            Si ,io gli ho visti lavorare e se ti dico che
            dici una manica di
            razzate????Si ,io li ho visti lavorare
          • DomFel scrive:
            Ma li vedete gli script?
            Tutti che li vedete lavorare.. Ma avete visto cosa fanno? Li avete mai chiamati come customer?L'esperienza con HP ha avuto alti e bassi, l'indiano che non capiva una sega, e non parlava affatto bene..altro che accento britannico. Poi becchi quello che capisce, ma e' stupido perche' non lavorano col cervello cercando di CAPIRE il tuo problema, ma fanno solo due clic e ti leggono gli script che hanno davanti; tipo il masterizzatore dvd del portatile non funzia? Riavvia il sistema - entra nel bios - metti i default settings - riavvia, reinstalla windows..??? Ma ca**i i dvd li scrive ma non li legge sei tardo??? Fatto sta che parlando con un americano me l'ha rispedito nuovo a casa.Bellsouth, compagnia telefonica americana: orrendo customer service. Se passavo agli indiani attaccavo. Non ci capivano una s**a, e non gli interessavi come cliente della societa, non facendoti offerte ecc.. tanto loro sono indiani!Vai nei forum americani, vedi la gente cosa pensa di loro, e di quei MALEDETTI SCRIPT che ti leggono ripetutamente senza neanche ascoltarti.Mi ricordo una pubblicita' della Toyota (giapponese!) che faceva la pubblicita' sulla NBC tutti contenti perche' avevano creato 3 fabbriche negli Stati Uniti e davano lavoro agli americani...MA IMPARIAMO DA QUESTO!!
          • Anonimo scrive:
            Re: Ma li vedete gli script?
            - Scritto da: DomFel
            Tutti che li vedete lavorare.. Ma avete visto
            cosa fanno? Li avete mai chiamati come
            customer?
            L'esperienza con HP ha avuto alti e bassi,
            l'indiano che non capiva una sega, e non parlava
            affatto bene..altro che accento britannico. Poi
            becchi quello che capisce, ma e' stupido perche'
            non lavorano col cervello cercando di CAPIRE il
            tuo problema, ma fanno solo due clic e ti leggono
            gli script che hanno davanti; tipo il
            masterizzatore dvd del portatile non funzia?
            Riavvia il sistema - entra nel bios - metti i
            default settings - riavvia, reinstalla
            windows..??? Ma ca**i i dvd li scrive ma non li
            legge sei tardo??? Fatto sta che parlando con un
            americano me l'ha rispedito nuovo a
            casa.
            Bellsouth, compagnia telefonica americana:
            orrendo customer service. Se passavo agli indiani
            attaccavo. Non ci capivano una s**a, e non gli
            interessavi come cliente della societa, non
            facendoti offerte ecc.. tanto loro sono
            indiani!
            Vai nei forum americani, vedi la gente cosa pensa
            di loro, e di quei MALEDETTI SCRIPT che ti
            leggono ripetutamente senza neanche
            ascoltarti.
            Mi ricordo una pubblicita' della Toyota
            (giapponese!) che faceva la pubblicita' sulla NBC
            tutti contenti perche' avevano creato 3 fabbriche
            negli Stati Uniti e davano lavoro agli
            americani...
            MA IMPARIAMO DA QUESTO!!Confermo e sottoscrivo, fino a quando non hai a che fare con loro non ti rendi conto di cosa significhi. E soprattutto dopo qualche anno ci si rende conto che i savings non sono poi cosi' alti.Gli americani che fanno outsourcing da molti anni lo stanno capendo e molte aziende tornano indietro riportando in-house molti servizi.
          • Anonimo scrive:
            Re: Ma li vedete gli script?

            Mi ricordo una pubblicita' della Toyota
            (giapponese!) che faceva la pubblicita' sulla NBC
            tutti contenti perche' avevano creato 3 fabbriche
            negli Stati Uniti e davano lavoro agli
            americani...
            MA IMPARIAMO DA QUESTO!!Sono giapponesi :)
          • Anonimo scrive:
            Re: Perfetto accento inglese?
            - Scritto da:
            si,scusate però non è che ce la dobbiamo tirare ,
            facendo sottindere che si è più fighi perchè
            siamo stati in
            India.
            Si ,io gli ho visti lavorare e se ti dico che
            dici una manica di
            razzate????
            forse hai avuto un'esperienza tu ed un'altra io.Bravo ma che azienda hai visitato in India? Io ne ho girate parecchie e grosse anche, appena parli con loro capisci subito perche' negli USA da decenni si lamentano dei servizi di customer care e backoffice.
          • Anonimo scrive:
            Re: Perfetto accento inglese?
            Bravo ma che azienda hai visitato in India? Io ne
            ho girate parecchie e grosse anche, appena parli
            con loro capisci subito perche' negli USA da
            decenni si lamentano dei servizi di customer care
            e backoffice.
            ma guarda,di ritorno dal mio incontro con la regina che mi ha ricevuto in quanto IT manager mondiale, ho avuto un incontro sul mio yacht con il presidente della lega di Marte.Oddio ,quanto so figo ,vado in India (e gli altri nooo),poi parlo con i miei (solo MIEI) colleghi negli USA.........che poveracci che siete..........
          • Anonimo scrive:
            Re: Perfetto accento inglese?

            ma guarda,di ritorno dal mio incontro con la
            regina che mi ha ricevuto in quanto IT manager
            mondiale, ho avuto un incontro sul mio yacht con
            il presidente della lega di
            Marte.
            Oddio ,quanto so figo ,vado in India (e gli altri
            nooo),poi parlo con i miei (solo MIEI) colleghi
            negli
            USA.........
            che poveracci che siete..........Ti rode eh? Torna a correggere la paginetta web del tuo panettiere senno domani non mangi.
          • Anonimo scrive:
            Re: Perfetto accento inglese?
            scusa tra l'altro potevi rispondere prima così leggevi la risposta...tipico esempio di italiano medio con coraggio da leone....ah,già stavi in ufficio a visitare i siti che ti servono per il lavoro....
          • Anonimo scrive:
            Re: Perfetto accento inglese?
            - Scritto da:
            scusa tra l'altro potevi rispondere prima così
            leggevi la
            risposta...
            tipico esempio di italiano medio con coraggio da
            leone....
            ah,già stavi in ufficio a visitare i siti che ti
            servono per il
            lavoro....Un giorno, quando crescerai, ti mostreranno un mappamondo e ti spiegheranno il concetto di fuso orario. Ora torna a correggere html altrimenti mamma deve farsi anche le altre stanze oltre l'anticamera.
      • MandarX scrive:
        Re: Perfetto accento inglese?
        GRANDEEEEEE il logo la tua immagine personale (o come si chiama?)
        P4. I programmatori Italiani programmano
        gestionali che girano sui P4 come se fossero dei
        386...ecco qui l'unica
        similitudine.LOL
  • Anonimo scrive:
    ...e fare ricerca SERIA alle Università?
    In America e in Europa spesso dalle Università escono progetti che fanno realmente progredire l'ICT.Sarebbe bello che anche le università italiane cominciassero finalmente a lavorare su progetti di ICT seri...
    • Anonimo scrive:
      Re: ...e fare ricerca SERIA alle Univers
      - Scritto da:
      In America e in Europa spesso dalle Università
      escono progetti che fanno realmente progredire
      l'ICT.
      Sarebbe bello che anche le università italiane
      cominciassero finalmente a lavorare su progetti
      di ICT
      seri...L'università con l'ICT non c'entra proprio niente. Non si vende grid computing, non si vendono algoritmi genetici. Qui si parla di business e la realta' italiana semplicemente non è competitiva. La ricerca non e' la soluzione di tutti i problemi, bisogna far progredire l'offerta smettendo di proporsi sul mercato come programmatori (dove non si puo' essere competitivi con l'india) ma come project manager. E soprattutto bisogna smettere di pensare in piccolo, aziende che vendono due programmatori e vivacchiano su quello.
      • Anonimo scrive:
        Re: ...e fare ricerca SERIA alle Univers
        - Scritto da:

        - Scritto da:

        In America e in Europa spesso dalle Università

        escono progetti che fanno realmente progredire

        l'ICT.

        Sarebbe bello che anche le università italiane

        cominciassero finalmente a lavorare su progetti

        di ICT

        seri...

        L'università con l'ICT non c'entra proprio
        niente. Non si vende grid computing, non si
        vendono algoritmi genetici. Qui si parla di
        business e la realta' italiana semplicemente non
        è competitiva.

        La ricerca non e' la soluzione di tutti i
        problemi, bisogna far progredire l'offerta
        smettendo di proporsi sul mercato come
        programmatori (dove non si puo' essere
        competitivi con l'india) ma come project manager.
        E soprattutto bisogna smettere di pensare in
        piccolo, aziende che vendono due programmatori e
        vivacchiano su
        quello.Questo tuo commento mi lascia perplesso. I processori MIPS sono nati in un corso universitario, Sun non sta per "sole" ma per Stanford University Network, BSD e' la sigla di Berckley Software Distribution. Potrei continuare a stufo. Poi la frase "far progredire l'offerta smettendo di proporsi sul mercato come programmatori" mi lascia ancor piu' stupito. A parte il fatto che la sento da quando facevo l'universita' (tanti anni fa purtroppo), e' comunque un luogo comune. Programmatori in Italia ce ne sono pochi, e questo e' un fatto. E infatti prodotti software italiani e di spessore ce ne sono pochissimi. Scorrendo tutte le societa' nel campo IT con le quali sono venuto a contatto in 20 ti posso dire che *manager

        programmatori.
        • Anonimo scrive:
          Re: ...e fare ricerca SERIA alle Univers
          - Scritto da:

          - Scritto da:



          - Scritto da:


          In America e in Europa spesso dalle Università


          escono progetti che fanno realmente progredire


          l'ICT.


          Sarebbe bello che anche le università italiane


          cominciassero finalmente a lavorare su
          progetti


          di ICT


          seri...



          L'università con l'ICT non c'entra proprio

          niente. Non si vende grid computing, non si

          vendono algoritmi genetici. Qui si parla di

          business e la realta' italiana semplicemente non

          è competitiva.



          La ricerca non e' la soluzione di tutti i

          problemi, bisogna far progredire l'offerta

          smettendo di proporsi sul mercato come

          programmatori (dove non si puo' essere

          competitivi con l'india) ma come project
          manager.

          E soprattutto bisogna smettere di pensare in

          piccolo, aziende che vendono due programmatori e

          vivacchiano su

          quello.

          Questo tuo commento mi lascia perplesso. I
          processori MIPS sono nati in un corso
          universitario, Sun non sta per "sole" ma per
          Stanford University Network, BSD e' la sigla di
          Berckley Software Distribution. Potrei continuare
          a stufo. Poi la frase "far progredire l'offerta
          smettendo di proporsi sul mercato come
          programmatori" mi lascia ancor piu' stupito. A
          parte il fatto che la sento da quando facevo
          l'universita' (tanti anni fa purtroppo), e'
          comunque un luogo comune. Programmatori in Italia
          ce ne sono pochi, e questo e' un fatto. E infatti
          prodotti software italiani e di spessore ce ne
          sono pochissimi. Scorrendo tutte le societa' nel
          campo IT con le quali sono venuto a contatto in
          20 ti posso dire che *manager


          programmatori.Esperto di puntatori.. sì, ma nel tuo cervello servono, lo devi evidentemente puntellare.
          • Anonimo scrive:
            Re: ...e fare ricerca SERIA alle Univers
            - Scritto da:
            Esperto di puntatori.. sì, ma nel tuo cervello
            servono, lo devi evidentemente
            puntellare.Anche tu non scherzi. Chissà se per te è ormai troppo tardi per imparare a quotare decentemente...
    • shevathas scrive:
      Re: ...e fare ricerca SERIA alle Univers

      Sarebbe bello che anche le università italiane
      cominciassero finalmente a lavorare :(
      • Anonimo scrive:
        Re: ...e fare ricerca SERIA alle Univers
        Le università italiane con ste riforme fatte negli anni scorsi...sono diventati solo dei parcheggi e dei punti di aggregazione...stop.Chiunque oggi esce dall'università...non è per niente pronto e in grado di affrontare il mondo del lavoro...attuale.Fare ricerca vuol dire stare all'univ..tutta la vita o quasi...ma chi se lo accolla in queste condizioni?La verità è una sola: hanno praticamente tagliato le gambe già dall'asilo a tutte le nuove generazioni....
        • Anonimo scrive:
          Re: ...e fare ricerca SERIA alle Univers
          - Scritto da:
          Le università italiane con ste riforme fatte
          negli anni scorsi...sono diventati solo dei
          parcheggi e dei punti di
          aggregazione...stop.

          Chiunque oggi esce dall'università...non è per
          niente pronto e in grado di affrontare il mondo
          del
          lavoro...attuale.

          Fare ricerca vuol dire stare all'univ..tutta la
          vita o quasi...ma chi se lo accolla in queste
          condizioni?

          La verità è una sola: hanno praticamente tagliato
          le gambe già dall'asilo a tutte le nuove
          generazioni....L'università Italiana è un esamificio .
    • Anonimo scrive:
      Re: ...e fare ricerca SERIA alle Univers
      - Scritto da:
      In America e in Europa spesso dalle Università
      escono progetti che fanno realmente progredire
      l'ICT.
      Sarebbe bello che anche le università italiane
      cominciassero finalmente a lavorare su progetti
      di ICT
      seri...No vista oltre il proprio naso -
      no soldi -
      no ricerca. I progetti che nascono nelle universita' non vengono compresi nella loro bonta' subito. Tanto per fare un esempio il TCP-IP e Internet hanno avuto il maggiore sviluppo tecnico quando e' stato mollato dal ministero della difesa alle universita', ma fino alla meta' degli anni 90 IBM e MS ci ridevano sopra. Se non si investono un mucchio di soldi neelle universita' e nelle necessarie infrastrutture da queste non arrivera' niente.
      • Anonimo scrive:
        Re: ...e fare ricerca SERIA alle Univers
        - Scritto da:

        - Scritto da:

        In America e in Europa spesso dalle Università

        escono progetti che fanno realmente progredire

        l'ICT.

        Sarebbe bello che anche le università italiane

        cominciassero finalmente a lavorare su progetti

        di ICT

        seri...

        No vista oltre il proprio naso -
        no soldi -
        no
        ricerca. I progetti che nascono nelle universita'
        non vengono compresi nella loro bonta' subito.
        Tanto per fare un esempio il TCP-IP e Internet
        hanno avuto il maggiore sviluppo tecnico quando
        e' stato mollato dal ministero della difesa alle
        universita', ma fino alla meta' degli anni 90 IBM
        e MS ci ridevano sopra. Se non si investono un
        mucchio di soldi neelle universita' e nelle
        necessarie infrastrutture da queste non arrivera'
        niente.Negli USA i soldi dei finanziamenti alle Università private vengono controllati. Non si fa ricerca a cavolo sul nulla come qui in Italia, se non si è produttivi, se non si dimostra una immediata applicabilità dei risultati tangibili si viene licenziati ed i fondi vengono tolti.
        • Anonimo scrive:
          Re: ...e fare ricerca SERIA alle Univers
          - Scritto da:
          Negli USA i soldi dei finanziamenti alle
          Università private vengono controllati. Non si fa
          ricerca a cavolo sul nulla come qui in Italia, se
          non si è produttivi, se non si dimostra una
          immediata applicabilità dei risultati tangibili
          si viene licenziati ed i fondi vengono
          tolti.Peccato che sia un pessimo sistema di fare ricerca...
          • Anonimo scrive:
            Re: ...e fare ricerca SERIA alle Univers
            - Scritto da:
            - Scritto da:


            Negli USA i soldi dei finanziamenti alle

            Università private vengono controllati. Non si
            fa

            ricerca a cavolo sul nulla come qui in Italia,
            se

            non si è produttivi, se non si dimostra una

            immediata applicabilità dei risultati tangibili

            si viene licenziati ed i fondi vengono

            tolti.

            Peccato che sia un pessimo sistema di fare
            ricerca...Pure dannoso e rischioso..
          • Anonimo scrive:
            Re: ...e fare ricerca SERIA alle Univers
            - Scritto da:
            - Scritto da:


            Negli USA i soldi dei finanziamenti alle

            Università private vengono controllati. Non si
            fa

            ricerca a cavolo sul nulla come qui in Italia,
            se

            non si è produttivi, se non si dimostra una

            immediata applicabilità dei risultati tangibili

            si viene licenziati ed i fondi vengono

            tolti.

            Peccato che sia un pessimo sistema di fare
            ricerca...Peccato che funzioni.
          • shevathas scrive:
            Re: ...e fare ricerca SERIA alle Univers


            Peccato che sia un pessimo sistema di fare

            ricerca...

            Peccato che funzioni.a differenza del sistema italiano dove, a parte qualche lodevole eccezione, i controllati sono anche controllori e garanti del loro lavoro.
          • Anonimo scrive:
            Re: ...e fare ricerca SERIA alle Univers
            - Scritto da:
            - Scritto da:


            Negli USA i soldi dei finanziamenti alle

            Università private vengono controllati. Non si
            fa

            ricerca a cavolo sul nulla come qui in Italia,
            se

            non si è produttivi, se non si dimostra una

            immediata applicabilità dei risultati tangibili

            si viene licenziati ed i fondi vengono

            tolti.

            Peccato che sia un pessimo sistema di fare
            ricerca...Eh sì, infatti gli USA sono solo fra i paesi che producono più innovazione nel mondo, eh! Un vero schifo, davvero, eh! Ma per favore !Tu sei uno di quelli che difende le inutili e deleterie baronie universitarie italiane che rubano soldi a tutti noi creando zero e scrivendo centinaia di pagine di inutili ricerche che non servono a nessuno e non avranno mai alcuna applicazione reale, a parte garantirgli la pagnotta mensile e tanti fondi statali.
    • Anonimo scrive:
      Re: ...e fare ricerca SERIA alle Univers
      - Scritto da:
      In America e in Europa spesso dalle Università
      escono progetti che fanno realmente progredire
      l'ICT.
      Sarebbe bello che anche le università italiane
      cominciassero finalmente a lavorare su progettipeccato che per fare ricerca ci vogliano fondi (e non pochi, per quanto esistano notevoli eccezioni) e peccato che i nostri governi abbiano lavorato per smantellare del tutto la capacita' di ricerca tagliando i fondi. E peccato che invece siano state finanziate universita' private che fanno tutto tranne che ricerca e centri di eccellenza faraonici dove al momento l'eccellenza si concretizza nel vuoto piu' assoluto:http://www.report.rai.it/R2_popup_articolofoglia/0,7246,243%255E1067071,00.htmlPeccato insomma che per fare ricerca bisognerebbe avere un Paese che la supporti.Esistono poi due tipi di ricerca, quella di base e quella applicata e le vere innovazioni arrivano dalla ricerca di base, per cui investire solo in ricerca applicata "per avere risultati applicabili subito" e' un vicolo cieco, significa stare sempre un passo indietro. Ma siamo un po' fuori tema...
  • Anonimo scrive:
    io lo dico: famo una rivoluzione???
    COME DA TITOLO CHI MI SEGUE: andiamo a Roma...buttiamo giù la repubblica...le varie istituzioni parassita...e ricominciamo todos da zero...senza questi politici fasulli e bravi solo ad arricchirsi alle nostre spalle e sacrifici immani.
  • Anonimo scrive:
    L'italia è una repubblica fondata
    sul telefonino.[img]http://www.joetheprogrammer.net/images/pumpkin-vomit.jpg[/img]
    • Anonimo scrive:
      Re: L'italia è una repubblica fondata
      no disgraziatamente su quella merda di calcio....peccato che i coglioni che ci vanno dietro sono almeno 30 milioni!!!
      • MeMedesimo scrive:
        Re: L'italia è una repubblica fondata
        ...e con i videotelefoni, è anche stato trovato il punto d'incontro :'(- Scritto da:
        no disgraziatamente su quella merda di
        calcio....peccato che i coglioni che ci vanno
        dietro sono almeno 30
        milioni!!!
    • Anonimo scrive:
      Re: L'italia è una repubblica fondata
      Nah, direi piuttosto che "L'Italia e' una repubblica affondata"
  • MeMedesimo scrive:
    ...il fantomatico portale...
    Avevo perso la notizia a suo tempo, ma l'ho letta seguendo il link su questa (http://punto-informatico.it/p.aspx?id=1528458).Insomma, per spingere l'informatizzazione si investono 45 milioni di euro per un portale. E già qui mi scandalizzo. Poi,il fatto che questo portale non viene neanche terminato!Insomma, se queste sono le risposte, non stupiamoci di scivolare all'indietro e guardare gli altri che invece avanzano!Ma questi 45 milioni di euro, a chi sono andati o dovranno andare?? Per fare cosa?Esistono aziende che spendono 45 milioni di euro per costruirsi il sito? Se si, immagino che ne avranno avuto dei ritorni economici... quali sono i ritorni previsti da questo portale???Mmmmmah!
  • Anonimo scrive:
    In più lo Stato si mette a fare software
    Ebbene si, dopo il panettone di Stato, ora abbiamo anche questo. Ogni anno milioni di euro che dovrebbero essere investiti nella pubblica amministrazione in IT, vengono intercettati quasi completamente da società pubbliche o miste privato / pubblico, create appositamente all'interno di regioni e province.Il tutto in barba alla trasparenza (perché in questo modo i soldi restano all'interno del sistema, senza controllo sui costi), concorrenza (che non esiste più) e al riconoscimento della qualità e dell'innovazione.In questo modo si è innescata tra pubblico e privato una gara al ribasso (in tutti i sensi non solo economico) e che inevitabilmente impoverisce il settore, e ci allontana dalle partite che si stanno giocando a livello internazionale.
    • Anonimo scrive:
      Re: In più lo Stato si mette a fare soft
      - Scritto da:
      Ebbene si, dopo il panettone di Stato, ora
      abbiamo anche questo. Ogni anno milioni di euroRacconta, racconta. Riferimenti, link, notizie.
  • Anonimo scrive:
    Ringraziamo Colaninno, Gnutti...
    ... Tronchetti Provera e tutti gli altri grandi "manager" italiani che in realtà sanno solo arraffare le aziende, rivoltarle, farci un sacco di soldi a spese dei contribuenti buoi e poi abbandonarle come sacchi vuoti. Olivetti docet.Nessuno che abbia osato tirar fuori una lira per investire se non in settori estremamenete protetti se non di monopolio. Dove però spesso la tecnologia è tutta di importazione e in Italia ci si limita a mettere assieme - per ora - il sito web.Poi ci sono i giornalisti che parlano ad esempio di Colaninno Jr. come di un genio perché siede in diversi CDA... grazie, se papino mi compra la poltrona sono capace anch'io - ma che cosa ha "prodotto"? Il nulla. Eppure AFAIK è "presidente dei giovani industriali". Purtroppo in Italia una legislazione semplicemente dissennata ha favorito la rendita e non la produzione, la finanza - per di più infettata dalla corruzzione - e non l'industria, con i bei risultati che vediamo.E non cambierà a breve. Pregate...
  • Anonimo scrive:
    L'onda mi ha già travolto
    Sarà ma io il posto di lavoro l'ho già perso qualche mese fa. Facevo il commerciale IT con un buon background tecnico e non sono riuscito a soddisfare la fame di fatturato dell'ultima azienda con cui ho collaborato.Sinceramente sto vivendo un periodo di profonda incertezza, tra proposte rapina e/o ricatti già prima dell'assunzione.Di fatto non riesco più a resistere alle elevate pressioni a cui è sottoposto chi si occupa di vendita.Ora mi trovo di fronte ad un bivio:1) Accettare ricatti in cambio di lavoro incerto indeterminatamente2) Cercare delle alternative all'ICTIl buon senso mi dice di cercare nella seconda direzione ma a causa della globalizzazione ogni idea è come una bolla di sapone.Qualcuno ha dei suggerimenti sensati ?
    • Anonimo scrive:
      Re: L'onda mi ha già travolto
      - Scritto da:
      Sarà ma io il posto di lavoro l'ho già perso
      qualche mese fa. Facevo il commerciale IT con un
      buon background tecnico e non sono riuscito a
      soddisfare la fame di fatturato dell'ultima
      azienda con cui ho
      collaborato.
      Sinceramente sto vivendo un periodo di profonda
      incertezza, tra proposte rapina e/o ricatti già
      prima
      dell'assunzione.
      Di fatto non riesco più a resistere alle elevate
      pressioni a cui è sottoposto chi si occupa di
      vendita.

      Ora mi trovo di fronte ad un bivio:

      1) Accettare ricatti in cambio di lavoro incerto
      indeterminatamente
      2) Cercare delle alternative all'ICT

      Il buon senso mi dice di cercare nella seconda
      direzione ma a causa della globalizzazione ogni
      idea è come una bolla di
      sapone.

      Qualcuno ha dei suggerimenti sensati ?


      Tessera "moderata" di partito, UDC o Margherita e fai un ca$$o a spese degli altri per tutta la vita.
      • Anonimo scrive:
        Re: L'onda mi ha già travolto
        Fosse facile come dici...La questione non è mai stata fare un ca$$o e guadagnare, ma vivere e lavorare con dignità.
    • Anonimo scrive:
      Cani
      Mmm... preferisci la risposta "no" o la risposta più sincera "non te lo dico"?Perché purtroppo siamo ridotti a cani con un solo osso per tutti. In questa situazione persino un consiglio può significare consegnare l'osso ad un altro (o peggio: altri) cane.Siamo messi male eh?
      • Anonimo scrive:
        Re: Cani
        Ormai siamo tutti contro tutti e me ne rammarico.;-)
        • Anonimo scrive:
          contratto informatici
          - Scritto da:
          Ormai siamo tutti contro tutti e me ne rammarico.

          ;-)ma possibile che in tutta Europa non ci sia una sola associazione per tutti gli informatici?In Italia sono vari gruppi per laureati, per periti, ma come liberi professionisti, per dipendenti di singole aziende, ma così facendo un contratto collettivo non si farà mai
      • Anonimo scrive:
        Re: Cani
        - Scritto da:
        Mmm... preferisci la risposta "no" o la risposta
        più sincera "non te lo
        dico"?

        Perché purtroppo siamo ridotti a cani con un solo
        osso per tutti. In questa situazione persino un
        consiglio può significare consegnare l'osso ad un
        altro (o peggio: altri)
        cane.Porco cane, lo sai che hai ragione? A volte, preso da buonismo, cedo consigli agli altri ma subito dopo me ne pento pervaso da una certa ansia, come se avessi consegnato al prossimo il pugnale da piantare nella mia stessa schiena.
        Siamo messi male eh?Cazzo se siamo messi male! Se esiste una remota possibilità di affrancarci dalla nostra dipendenza dal denaro, è bene fare in modo che avenga il più in fretta possibile, altrimenti i prossimi anni possono davvero cominciare a mettere le cabine per i suicidi ai lati delle strade.[img]http://www.chez.com/futuramazone/divers_img01.gif[/img]
  • Anonimo scrive:
    SAP & india
    Da un paio di mesi i miei contatti SAP sono in India. Gente disponibile e preparata, fra l'altro grazie al fuso orario chiedo una cosa la sera e la mattina dopo è pronta.I bla bla sono inutili, la realtà è questa.. e lo sarà sempre di più.
    • Alessandrox scrive:
      Re: SAP & india
      - Scritto da:

      Da un paio di mesi i miei contatti SAP sono in
      India. Gente disponibile e preparata, fra
      l'altro grazie al fuso orario chiedo una cosa la
      sera e la mattina dopo è
      pronta.

      I bla bla sono inutili, la realtà è questa.. e lo
      sarà sempre di
      più.Sarebbe lo stesso anche in Italia o cmq in Europa, non e' un problema di professionalita', l' unica differnza e' che in India si accontentano di una ciotola di riso e un calcio in c...lo al giorno.
    • JosaFat scrive:
      Re: SAP & india
      La nostra esperienza è ben diversa: anche per Oracle l'assistenza è svolta da indiani, ma il livello di servizio (e anche dell'inglese) è ben al di sotto di quanto fosse prima...
    • Anonimo scrive:
      Re: SAP & india
      - Scritto da:

      Da un paio di mesi i miei contatti SAP sono in
      India. Gente disponibile e preparata, fra
      l'altro grazie al fuso orario chiedo una cosa la
      sera e la mattina dopo è
      pronta.

      I bla bla sono inutili, la realtà è questa.. e lo
      sarà sempre di
      più.Sei stato fortunato, io con IBM india, Oracle India, Accenture India, blah blah ho avuto esperienze completamente opposte.Problemi ignorati per mesi, ticket high priority persi nel nulla, applicazioni mission critical mantenute dall'ultimo arrivato e cosi' via...
  • Anonimo scrive:
    Qualifications: PhD in applied math.
    Cercando un posto di lavoro, ormai all'ultimo anno di dottorato in discipline matematiche molto adotatte in software e industrie di ogni genere, mi sono guardato intorno e...Non Ho visto NULLA !!!Richieste per persone con una competenza superiore alla terza media non ci sono in italia e quelle in cui sono desiderati laureati con master ecc... servono solo per dire.. devi fare le fotocopie ma voglio che tu sappia cosa stai fotocopiando!!!Saremo i segrtari del 3000 ? secondo me si!Non è possibile che in italia non ci siano richieste per persone che hanno conseguito un dottorato di ricerca in qualsiasi disciplina... ragazzi NON ESISTONO !!! probabilmente per tutti quelli per i quali il dottorato è ancora qualcosa di astratto e assolutamente vincolato a quell'oscuro mondo accademico è nomrale che sia così! ma vi assicuro che non lo è!!!In tutti i paesi del MONDO!!! sanno cosa sia un dottorato di ricerca e quanto guadagni uno che ha la terza media laurea o dottorato!!Il nostro problema è che da noi le piccole e medie imprese ci hanno rovinato!! non fanno ricerca ovviamente ... che gli importa... la politica del "pizzicagnolo" è l'unica che esiste: IO compro ORA e vendo tra 10 minuti ad un costo che mi permette di tornare a casa e comprarmi il televisore al plasma a fine mese.Beh! è tardi oramai! non ci sono dubbi che siamo fuori mercato in tutto! l'italia è un pases morto secondo me. Non esiste una impresa italiana seria che sia competitiva veramente nel mondo se non nei 10 minuti successivi all'idea di qualche illuminato che gli viene repentinamente rubata migliorata e surclassata dalle schiere di ricercatori stranieri e italiani all'estero). perchè? perchè non sappiamo cosa sia un dottrato di ricerca! ecco perchè! La competitività non si ottiene solo con buoni strateghi di marketing!!perchè se vendi cipolle... puoi essre bravo quanto ti pare ma prima o poi la gente si stufa di mangiare cipolle e vuole le cipolle che vanno su internet e mentre le mangi ti fanno sentire gli mp3 favoriti! ma noi... vogliamo continuare a vendere le nostre cipolle sporche di terra come una volta... perchè la tradizione è importante e... ci porterà nella tomba!!
    • Anonimo scrive:
      Re: Qualifications: PhD in applied math.
      - Scritto da:
      Cercando un posto di lavoro, ormai all'ultimo
      anno di dottorato in discipline matematiche molto
      adotatte in software e industrie di ogni genere,
      mi sono guardato intorno
      e...
      Non Ho visto NULLA !!!
      Richieste per persone con una competenza
      superiore alla terza media non ci sono in italia
      e quelle in cui sono desiderati laureati con
      master ecc... servono solo per dire.. devi fare
      le fotocopie ma voglio che tu sappia cosa stai
      fotocopiando!!!
      Saremo i segrtari del 3000 ? secondo me si!
      Non è possibile che in italia non ci siano
      richieste per persone che hanno conseguito un
      dottorato di ricerca in qualsiasi disciplina...
      ragazzi NON ESISTONO !!! probabilmente per tutti
      quelli per i quali il dottorato è ancora qualcosa
      di astratto e assolutamente vincolato a
      quell'oscuro mondo accademico è nomrale che sia
      così! ma vi assicuro che non lo
      è!!!
      In tutti i paesi del MONDO!!! sanno cosa sia un
      dottorato di ricerca e quanto guadagni uno che ha
      la terza media laurea o
      dottorato!!
      Il nostro problema è che da noi le piccole e
      medie imprese ci hanno rovinato!! non fanno
      ricerca ovviamente ... che gli importa... la
      politica del "pizzicagnolo" è l'unica che esiste:
      IO compro ORA e vendo tra 10 minuti ad un costo
      che mi permette di tornare a casa e comprarmi il
      televisore al plasma a fine
      mese.
      Beh! è tardi oramai! non ci sono dubbi che siamo
      fuori mercato in tutto! l'italia è un pases morto
      secondo me. Non esiste una impresa italiana seria
      che sia competitiva veramente nel mondo se non
      nei 10 minuti successivi all'idea di qualche
      illuminato che gli viene repentinamente rubata
      migliorata e surclassata dalle schiere di
      ricercatori stranieri e italiani all'estero).
      perchè? perchè non sappiamo cosa sia un dottrato
      di ricerca! ecco perchè! La competitività non si
      ottiene solo con buoni strateghi di
      marketing!!perchè se vendi cipolle... puoi essre
      bravo quanto ti pare ma prima o poi la gente si
      stufa di mangiare cipolle e vuole le cipolle che
      vanno su internet e mentre le mangi ti fanno
      sentire gli mp3 favoriti! ma noi... vogliamo
      continuare a vendere le nostre cipolle sporche di
      terra come una volta... perchè la tradizione è
      importante e... ci porterà nella
      tomba!!risposta esatta!!!!
      • Alessandrox scrive:
        Arricciarsi le maniche
        - Scritto da: [...]sporche
        di

        terra come una volta... perchè la tradizione è

        importante e... ci porterà nella

        tomba!!

        risposta esatta!!!!Si pero' bisogna anche dire che almeno negli USA tra tanta gente che esce dall' universita' ce ne sono molti che si arricciano le maniche e tirano su un' azienda, anche cominciando a lavorare in cantina....Qua' si aspetta sempre e solo l' assunzione.campa cavallo.
        • Anonimo scrive:
          Re: Arricciarsi le maniche
          - Scritto da: Alessandrox
          - Scritto da:
          [...]
          sporche

          di


          terra come una volta... perchè la tradizione è


          importante e... ci porterà nella


          tomba!!



          risposta esatta!!!!

          Si pero' bisogna anche dire che almeno negli USA
          tra tanta gente che esce dall' universita' ce ne
          sono molti che si arricciano le maniche e tirano
          su un' azienda, anche cominciando a lavorare in
          cantina....
          Qua' si aspetta sempre e solo l' assunzione.
          campa cavallo.aprire un'azienda in USA è MOLTO diverso da aprire un'azienda in Italiathread chiuso
    • Mechano scrive:
      Re: Qualifications: PhD in applied math.
      Sono daccordo su molte cose ma non sono daccordo sul dare la colpa alla PMI. Io sono un sostenitore della PMI.Quello di cui ti lamenti e che non va è la mentalità del titolare della PMI italiana. Un emerito ignorante figlio della società in cui vive, che ha solo avuto la fortuna di indovinare un settore molti anni fa e ha avuto in prestito o aveva una famiglia benestante che lo ha finanziato all'inizio.Sia in Italia ma soprattutto in Europa ci sono PMI molto dinamiche ed eccezionalmente innovative. Ma che vengono schiacciate dall'attuale mercato con le multinazionali occidentali da una parte e con le fabbrichette cinesi di pattume dall'altra.Non c'è più la qualità di una volta in quasi nessun bene e nessuno strumento.I rasoi elettrici, le chiavi inglesi, pinze martelli, un utensile o un piccolo elettrodomestico. Tutto pattume, plasticaccia economica che si rompe dopo poco che lo usi.Prima un bel frullatorone costava caro ma la ditta produttrice te lo garantiva quasi a vita, e ne trovavi sempre i ricambi. Oggi si butta via e si ricompra. E quello di gran marca non è che sia migliore. Dietro c'è scritto Made in China pure su quello e dentro ha lo stesso motore di quello cinese sconosciuto. Solo una plastica ed un design più curato.Ecco perché va limitato lo strapotere delle multinazionali e creare i presupposti per tante PMI che si fanno tanta concorrenza.I cinesi? Possono continuare ad essere utili per fornire prodotti semi-lavorati ed elettronica di base. Il tutto poi la PMI europea se lo assembla e lo distribuisce localmente aggiungendoci quel qualcosa in più di qualità e servizi di contorno.Sono dell'idea che per una PMI non valida sia meglio soccombere sotto la concorrenza di altre PMI del proprio paese che sotto la concorrenza dei cinesi o delle multinazionali americane.I nostri governi si sono inventati i dazi sui prodotti cinesi importati direttamente o autonomamente dai cinesi in Europa.Io sono dell'idea che vadano lasciati questi dazi solo sui prodotti finiti e tolti del tutto su materie prime e semi-lavorati.Se importo schede elettroniche, pannelli LCD e gruppi RF e li assemblo io non pago i dazi, se importo intere radio, TV, cellulari allora pago i dazi.Progetto un dvd recorder in Italia, mi faccio produrre ottiche, meccaniche ed elettroniche in oriente. Mi arrivano in Italia senza dazi, coi dazi risparmiati do lavoro alle catene di assemblaggio e controllo qualità locali.Le multinazionali fanno produrre tutto in Cina e qui arriva il prodotto finito. Ma viene prodotto su loro specifiche e in stabilimenti che loro stesse supervisionano ed hanno assemblato secondo determinati criteri.Tecnologia tutta occidentale, sfruttamento della manodopera orientale.Se in Italia ci fosse una fabbrica che progetta, e poi assembla semilavorati cinesi in un regime in cui sia i cinesi che le multinazionali americane pagano dazi sulle importazioni di prodotti finiti completi, sarebbero più competitive.Per cui per poter essere competitiva in Italia, anche una multinazionale americana sarebbe obbligata a fare lo stesso, importando semi-lavorati ed assemblandoli in Italia. Sarebbe costretta ad avere una parte di manodopera locale.Sarebbe l'unico modo per venirci incontro e fare lavorare sia i cinesi, contro i quali non nutro odio o antipatie particolari ed anzi mi affascina la loro cultura. E lavoreremmo anche noi aggiungendo quel quid ad ogni manufatto, che ci contraddistingue e renderebbe subito riconoscibili i nostri prodotti dal pattume che ci sta invadendo.--Mr. Mechano
    • Anonimo scrive:
      Re: Qualifications: PhD in applied math.
      - Scritto da:
      Cercando un posto di lavoro, ormai all'ultimo
      anno di dottorato in discipline matematiche molto
      adotatte in software e industrie di ogni genere,
      mi sono guardato intorno
      e...
      Non Ho visto NULLA !!!E ti guardi intorno all'ultimo anno? Comunque fai un po' capire, che lavoro ti aspetti con un dottorato?
      • Anonimo scrive:
        Re: Qualifications: PhD in applied math.
        - Scritto da:

        - Scritto da:

        Cercando un posto di lavoro, ormai all'ultimo

        anno di dottorato in discipline matematiche
        molto

        adotatte in software e industrie di ogni genere,

        mi sono guardato intorno

        e...

        Non Ho visto NULLA !!!

        E ti guardi intorno all'ultimo anno? Comunque fai
        un po' capire, che lavoro ti aspetti con un
        dottorato?Sarebbe il caso di finirla di pensare che un pezzo di carta possa garantire qualcosa... in altri paesei l'unica cosa tenuta in considerazione sono le capacità dell'individuo, poco importa se si sia fermato alla terza media o abbia continuato a "studiare" ( non contando il basso livello qualitativo, applicabile praticamente, dell'insegnamento universitario italiano )
  • Anonimo scrive:
    Non credo che........................
    Non credo che sia un fenomeno strettamente legato al mondo dell'ICT....E' un fenomeno tutto nostro di cui noi, operatori del settore, ne facciamo le spese.E' tutta l'industria italiana che mostra per l'ennesima volta la sua incapacitànell'operare in quei campi industriali altamente tecnologici dove è richesta ricerca, innovazione e sviluppo.E' la solita "Italietta del pallone", delle borsette e dei vestitini per pochi miliardari in cui hanno gonfiato con una parola - "made in Italy" - un orgoglio nazionale che a volte si basa sulle chiacchiere e non sui fatti.Non siamo stati mai capaci di costruire auto seriamente, avevamo (così mi raccontavano i miei) un'industria chimica che prometteva moltissimo per il futuro, multinazionali nel campo alimentare ma poi? Siamo i primi consumatori al mondo di telefonini.......non ne produciamo manco mezzo!!I soliti "furbetti del quartiere" hanno distrutto tutto perchè avevano radicatadentro l'idea che essere imprenditori, fare impresa, non voleva dire fare prodotto ed innovazione ma fare "cassa", prendere ciò che gli era dovuto, ciò che non gli era dovuto ed addirittura ciò che era di proprietà altrui.Perchè non erano imprenditori................Perfino (se debbo credere a tutto ciò che ho letto) le grandi "Multinazionali" del calcio eranoincapaci di "fare prodotto" in maniera leale. No signori, non è comodo sudare, faticare, far girare la palla tentando di mandarla a rete...........è più semplice telefonare a tizio e caio e tutto funziona meglio.E le PMI che rappresentano, non illudiamoci signori ma è la realtà, la veraossatura portante dell'economia italia (e forse più sana) non ha bisogno di grandi "idee informatiche", grandi progetti, soluzioni, sistemi "mission critical" come piace dire a IBM, Microsoft e company.A volte (visto con i miei occhi e vissuto sulla mia pelle) basta lo "smanichettonedel PC" che sa un po' di tutto e molto di niente, che puoi pagare come una badante, che non ha bisogno di titoli, lauree , corporazioni o albi professionali.Basta che il PC gira. il software da scatola funziona, ci si connette ad Interent con la solita Alice Per carità, sono certo che questo paese è pieno di bravissimi professionisti dell'ICT che avrebberograndi idee da portare avanti e ingegno da vendere ma poi chi li paga? Chi da loro gli strumenti per opearare?Mi sembrano tanto i nuovi schiavi impegnati in una guerra tra poveri.In Italia, se si tenta di fare in modo di non dover pagare una corsa in taxi uno sproposito, si blocca tutto.Di noi, che garantiamo giorno per giorno in ogni settore industriale ed economico il funzionamentodi apparati nevralgici (sabato ho dovuto lasciare il carrello pieno con la spesa al centro commerciale perchè l'intero sistema dei pagamenti tramite POS era in tilt e avevo solo 30 luridi euro in tasca), ebbenedi noi NON FREGA NIENTE A NESSUNO.............OssequiClaudio T. (Ingegnere, Prof. ICT)
    • Anonimo scrive:
      Re: Non credo che.......................
      E' vero cià che dici ma come hai potuto notare le persone scendono in piazza solo per il calcio.Per il resto finchè la pancia è piena è preferibile chinare il capo e far finta di nulla.Parlando di hardware e sw l'IT è destinata ad un mercato che sarà sempre più simile a quello degli elettrodomestici venduti nei grandi centri commerciali (GDO).I trend dei margini di vendita sono sempre stati in discesa salvo alcune nicchie che talvolta hanno costi che, alla luce del buon senso, sono ingiustificati.Credo di conoscere le logiche delle multinazionali, stiamo subendo un continuo impoverimento da parte degli USA, ci rifilano moltissime tecnologie che hanno solo valore apparente, tralaltro la responsabilità è anche dei nostri connazionali che militano nelle loro fila più o meno inconsapevoli di ciò che stanno causando nel medio e lungo periodo.E' inutile prendersela con un governo o con un altro, l'alternanza è solo apparente, il percorso è già segnato da tempi lontani.
    • Alessandrox scrive:
      Re: Non credo che.......................
      - Scritto da:
      A volte (visto con i miei occhi e vissuto sulla
      mia pelle) basta lo
      "smanichettone
      del PC" che sa un po' di tutto e molto di niente,
      che puoi pagare come una badante, che non ha
      bisogno di titoli, lauree , corporazioni o albi
      professionali.
      Basta che il PC gira. il software da scatola
      funziona, ci si connette ad Interent con la
      solita AliceMa se il PC gira, si connette ad internet tramite alice e il sw da scatola funziona direi che e' gia' qualcosa....Questo va bene ai piccoli uffici e alle piccole aziende... che altro gli vuoi mettere? Un SAP? un AS400? Un Oracle?Se sono le suddette 3 cose ad essere richieste e' chiaro che le competenze dei tecnici saranno tarate principalmente su quelle, poi quelli bravi in piu' metteranno in sicurezza tutto quanto (patch, antivirus, firewall, backup ecc.) e adegueranno i sistemi al DPS. Direi che questa e' una buona base di partenza. Poi se l' azienda cresce crescono anche le esigenze (es. servizi VNC, TS, accesso remoto al gestionale ecc.) ma se non cresce o addirittura chiude che cosa vuoi proporgli? Ti fermi li e stop, poi magari vai alla ricerca di altri clienti.
      • Anonimo scrive:
        Re: Non credo che.......................
        Mi sembra giusto quello che dici.E' sacrosanto che anche le piccole necessità delle piccole aziende vengano rispettate ed esaudite.Anzi: uno dei mali forse del nostro settore è che in passato c'è chi (lucrando) proponeva cannoni per abbattere moscerini.Ma a questo punto quanto scritto nell'articolo diventa sterile e di nessuna utilità. Inutile lanciare allarmi perchè non abbiamo ciò che, guardando bene, non ci serve. Basta che però smettiamo di guardare al vicino che ha sempre l'erba più verde della nostra!!Non credo che in Italia dobbiamo arrivare all'assurdo che gli smanichettoni del PC vivacchiano sbarcando un lunario, a mio avviso, comunque non commisurato al lavoro svolto, e chi di questo settore vuole fare la propria alta professionalità deve cambiare mestiere!!Ciao
  • Anonimo scrive:
    I problemi sono anche altri
    Una nota per l'Irlanda, è vero che cresce molto, ma a mio parere il motivo principale è che hanno fatto una politica fiscale molto conveniente, molte grosse aziende internazionali che prima erano anche in Italia) si sono trasferite. Molte aziende non vogliono e non sanno investire nel settore tecnologico, spesso si acquistano servizi poco professionali che nulla hanno a che vedere con un uso commerciale.Servizi di hosting per uso famiglia, siti fatti in casa, indirizzi email gratuiti, assistenze tecniche non proprio professionali, computer interni pieni di virus e trojan e meglio non dire altro...
    • Anonimo scrive:
      Re: I problemi sono anche altri
      vero per l'irlanda e non a caso altri paesi europei si stanno orientando verso soluzioni similari. Il rischio è che l'Italia anche in queste politiche di promozione arrivi per ultima.
      • localhost scrive:
        Re: I problemi sono anche altri
        - Scritto da:
        vero per l'irlanda e non a caso altri paesi
        europei si stanno orientando verso soluzioni
        similari. Il rischio è che l'Italia anche in
        queste politiche di promozione arrivi per
        ultima.Il rischio?La certezza vorrai dire. La cosa che mi fa veramente vomitare è che abbiamo una enorme quantità di gente capace e giovane ma siamo governati da una massa di mafiosi succhiasoldi e oltretutto vecchi come delle mummie. E che l'accesso alle posizioni di governo è irrimediabilmente sbarrato a chiunque non sia un mafioso succhiasoldi vecchio come una mummia.Che dobbiamo fare: dopo una crescita notevole dagli anni 50 agli anni 90, assistiamo in silenzio al declino dell'Italia. Faremo tutti quanti i lavavetri in india
        • Anonimo scrive:
          Referendum devolution
          Le modifiche alla costituzione elaborate dal governo berlusconi prevedevano oltre alla diminuzione dei parlamentari anche l'abbassamento dell'età per poter essere eletti a camera e senato.Tu cosa hai votato al referendum?Io ho votato sì.
          • localhost scrive:
            Re: Referendum devolution
            - Scritto da:
            Le modifiche alla costituzione elaborate dal
            governo berlusconi prevedevano oltre alla
            diminuzione dei parlamentari anche l'abbassamento
            dell'età per poter essere eletti a camera e
            senato.

            Tu cosa hai votato al referendum?
            Io ho votato sì.Il problema non è che l'età minima per candidarsi sia abbassata da 25 a 18 anni, il problema è che materialmente nella pratica nei posti di potere ci vanno sempre e solo ultra sessantenniNon troverai mai nemmeno un quarantenne a fare il ministro o il presidente del consiglio, ma solo gente che il cervello ce lo ha già rovinato da decenni di intrallazzi e porcherie politiche. Gli idealisti non esistono più, e non è certo colpa del referendum (che tra le poche cose buone celava una marea di fuffa tra l'irresponsabile e il pericoloso)
      • Anonimo scrive:
        Re: I problemi sono anche altri
        Se conosco l'italia non arriverà ultima, non arriverà mai.
  • Anonimo scrive:
    grazie berlusca per le 3 I
    Internet Inglese e la terza quale era? non ricordo...cmq se siamo messi così male è colpa della sinistra!La destra ha portato la televisione digitale, e-gov, io vi chiedo ma la sinistra cosa ha portato nel mondo solo miseria e morte!
    • Anonimo scrive:
      Re: grazie berlusca per le 3 I
      sinistra e destra sono concetti che indcidono poco a mio avviso, ritengo che la programmazione economica sia ormai, da entrambi gli schieramenti, soggetta aforti pressioni di lobby trasversali e totalmente concentrate sui propri obiettivi egoistici. Manca una visione globale e la volontà concreta di attuarla.
    • Anonimo scrive:
      Re: grazie berlusca per le 3 I

      La destra ha portato la televisione digitale,
      e-gov, io vi chiedo ma la sinistradestra... sinistra...Ci sono ancora menti deboli che credono a queste parole senza senso: sostituiscile con "cordate politico/affaristiche".
    • Anonimo scrive:
      Re: grazie berlusca per le 3 I
      - Scritto da:
      Internet Inglese e la terza quale era? non
      ricordo...i ... i ... i ... in culo?
      cmq se siamo messi così male è colpa della
      sinistra!
      La destra ha portato la televisione digitale,
      e-gov, io vi chiedo ma la sinistra cosa ha
      portato nel mondo solo miseria e
      morte!concordo con la tua ironia, viva l'avanspettacolo, forse ci rimane solo quello, ma ora che ci penso avevano tagliato i fondi anche alla cultura e allo stesso spettacolo, manie di protagonismo da parte Sua?
  • Anonimo scrive:
    Re: In Italia non sono ricercate compete
    - Scritto da: marzio
    il software e, per riflesso, tutte le soluzioni
    informatiche vengono percepite come prodotti
    standard, da scegliere su uno scaffale (vedi
    prodotti Microsoft) nel rispetto di logiche di
    prezzo e mercato tipiche della grande
    distribuzioni. In fondo, vista la flessibilità ed
    il costo dei pacchetti standard, non ha senso
    investire in sviluppi personalizzati. Insomma,
    penso proprio che l'industria dell'IT debba
    adeguarsi ai principi delle economie di scala e
    della grande distribuzione. L'artigiano del
    software o dei sistemi non ha più modo né senso
    di
    esistere.
    Infatti la gran parte del sw prodotto in italia e' gestionale rivolto alle aziende di casa nostra. Una nicchia insomma, in cui le multinazionali non entrano perche' i costi di manutenzione in scala sono proibitivi.Infatti molti gestionali assolutamente inguardabili si vendono comunuque.Questo mercato e' sostenuto e possibile grazie alla farraginosita' e incasinamento complessivo della normativa di merito che cerca di essere il piu' lontano possibile dalle logiche generali di USA e altri paesi. Non per sostenere il software ovviamente, ma per proteggere certe categorie professionali.
  • reXistenZ scrive:
    Re: In Italia non sono ricercate compete

    forza. Siamo destinati a vivere in un periodo di
    transizione... un periodo che si preannuncia
    colmo di sacrifici, incertezze e
    rinunce.Lungo ma bello. E con un finale, purtroppo, verosimile.
  • Anonimo scrive:
    La soluzione è più competitività
    Come ha fatto Bersani. Però per lui la competitività significa più taxi (chi cacchio se ne frega dei taxi? Io vado coi mezzi pubblici, il taxi è giusto per i figli di papà e i politici), aumentare l'IVA (sì, avete letto bene; il decreto Bersani aumenta l'IVA dal 10 al 20% per molti prodotti) e più burocrazia (se avete una P.IVA ormai siete fregati).Eppure qualcuno aveva studiato delle norme che riducevano la burocrazia per le PMI (permettevano ai distretti industriali di avere norme più snelle, favoriva l'egovernment). Quello sì che favorisce la competitività, perchè fa passare meno tempo a rimpire fogli di carta che non a lavorare.Però quel tale si chiama Tremonti, per cui a priori qualunque cosa faccia non va bene, bisogna insultarlo ed eliminare tuto quello che fa.Ma Bersani pensa che creare lavoro significa aggiungere vincoli burocratici e assumere dipendenti statali addetti a quei vincoli. Poveri noi.
    • Anonimo scrive:
      Re: La soluzione è più competitività

      Però quel tale si chiama Tremonti, per cui a
      priori qualunque cosa faccia non va bene, bisogna
      insultarlo ed eliminare tuto quello che
      fa.tutto no, ma se ha snellito due fogli e sradicato altre cosuccie più importanti, magari uno dice "eh, no, basta".anche se sono d'accordo che va preso il meglio di tutto
      Ma Bersani pensa che creare lavoro significa
      aggiungere vincoli burocratici e assumere
      dipendenti statali addetti a quei vincoli. Poveri
      noi.a volte mi piacerebbe che capiste a cosa servono i documenti.solo quando iniziano a servirti, a salvarti la vita, a difenderti in tribunale, a dimostrare qualcosa ... allora tutti li baciano e ringraziano iddioonnipotente che qualcuno abbia gestito correttamente flussi di informazione, interazioni, approvazioni, controlli, verifiche, aggiornamenti, correlazioni, archiviazioni
    • Anonimo scrive:
      Re: La soluzione è più competitività
      in quale parte della riforma è scritto l'aumento dei burocrati?Se puoi darmi l'info mi interesserebbe leggerla.
      • Anonimo scrive:
        Re: La soluzione è più competitività
        - Scritto da:
        in quale parte della riforma è scritto l'aumento
        dei
        burocrati?
        Se puoi darmi l'info mi interesserebbe leggerla.Mi autoquoto: "Bersani pensa che creare lavoro significa aggiungere vincoli burocratici e assumere dipendenti statali addetti a quei vincoli."Dunque io ho detto che la nuova riforma prevede nuovi vincoli burocratici (tutti quelli relativi a chi ha P.IVA, ma anche altri) e che per gestirli serviranno nuovi burocrati (sarà un caso che contestualmente all'approvazione del decreto è stato dato il via libera all'assunzione di 25.000 statali?).
  • Anonimo scrive:
    Quanto mi dispiace
    Davvero, mi dispiace per voi. Tanti anni spesi a studiare programmazione, sistemi operativi e database nella speranza di un avvenire brillante senza rendersi conto che la figura del "mago dei computer" é morta con gli anni '80.E adesso? Mentre noi diventavamo avvocati, imprenditori, professionisti di successo voi vi scoprite inutili, superflui, surclassati dal primo indiano sottopagato che può fare tutto quello che potete fare voi, magari meglio, sicuramente a un decimo delle vostre pretese.Fossi in voi, proverei a riqualificarmi. Qualche annetto all'Università e potrete ottenere un titolo che valga qualcosa nel mercato del lavoro. Certo, significa rimanere tagliati fuori per un po' e magari ritrovarsi troppo vecchi per qualunque impiego. Le aziende vogliono solo giovani, a 30 anni sei morto se non hai lavoro.Peccato, davvero. Però ci sono tante imprese di pulizie in giro: mandate un CV.
    • Anonimo scrive:
      Re: Quanto mi dispiace
      mi sfugge la logica del presente commento, anche eprché avvocati, medici ed altri categorie non sono poi così contente e trovano tutte queste soluzioni..anzi..spesso sono a passeggio per molti anni! Vedremo, ma penso che per l'informatica italiana non suona l'ultima campana, serve organizzazione.
      • Anonimo scrive:
        Re: Quanto mi dispiace
        - Scritto da:
        mi sfugge la logica del presente commento, anche
        eprché avvocati,vedi articolo
        medici vedi dentisti in croazia, un classico ormai
        ed altri categorie non
        sono poi così contente e trovano tutte queste
        soluzioni..infatti la delocalizzazione è presente in tutto.ed è basata sulla povertà altruiche a sua volta esiste perchè qualcuno guadagna troppo sulla loro pelle...un bel meccanismo eh? :)
        anzi..spesso sono a passeggio per
        molti anni! Vedremo, ma penso che per
        l'informatica italiana non suona l'ultima
        campana, serve
        organizzazione.ora mi tiro il fatidico colpo
      • Anonimo scrive:
        Re: Quanto mi dispiace
        - Scritto da:
        mi sfugge la logica del presente commento, anche
        eprché avvocati, medici ed altri categorie non
        sono poi così contente e trovano tutte queste
        soluzioni..anzi..spesso sono a passeggio per
        molti anni! Vedremo, ma penso che per
        l'informatica italiana non suona l'ultima
        campana, serve
        organizzazione.tra l'altro il tizio parla di avvocati, medici ed altre categorie che con il corso del tempo sono diventate vere corporazioni chiuse, e' normale che in una situazione di libero mercato come quello dell'IT dove solo i giganti sanno difendersi bene e dove non ci sono corporazioni statalizzate forti come avvocati o medici che i lavoratori del settore siano in maggiore difficolta. Ma questo e' normale, sono loro (gli avvocati...) che in effetti continuano ad arricchirsi grazie ai poteri che hanno nel governo alle spalle delle persone oneste che non godono di tutele straordinarie...Non dimentichiamo che il governo della precedente legislature era composto in maggioranza da avvocati...
    • Anonimo scrive:
      Re: Quanto mi dispiace
      - Scritto da:
      E adesso? Mentre noi diventavamo avvocati,
      imprenditori, professionisti di successoehm... "professionisti" de che?perchè anche il tecnico IT è un professionista.anche la buttana è professionista.entrambi possono avere successo o meno.quindi: di che settore parli?
      voi vi
      scoprite inutili, superflui, surclassati dal
      primo indiano sottopagato che può fare tutto
      quello che potete fare voiè bello che tu non abbia letto l'articolo :)quindi sentiti pure fico e sul poltronazzo in pelle... finchè l'indiano non farà ANCHE IL TUO MESTIERE :)
      , magari meglio,
      sicuramente a un decimo delle vostre
      pretese.e delle tue ;-)"professionista" (rotfl)è che in fin dei conti mi dispiace anche per te, che ti credi col culo in caldo e invece ce l'hai in pericolo come il nostro
      Fossi in voi, proverei a riqualificarmi. dai! non lo ha detto nessuno! che ideona! grazie!quanto ti devo per la consulenza?
      Qualche
      annetto all'Università e potrete ottenere un
      titolo che valga qualcosa nel mercato del lavoro.ahahahahah :)bravo.no, no, davvero, bravo. Dai leggi anche il resto dell'articolo, vai oltre il sottotitolo Certo, significa rimanere tagliati fuori per un
      po' e magari ritrovarsi troppo vecchi per
      qualunque impiego. Le aziende vogliono solo
      giovani, a 30 anni sei morto se non hai
      lavoro.oh, sei tornato nella realtà?
      Peccato, davvero. Però ci sono tante imprese di
      pulizie in giro: mandate un
      CV.ah, ma allora volevi solo fare un po' il bastardo!!! :)
      • Anonimo scrive:
        Re: Quanto mi dispiace

        ah, ma allora volevi solo fare un po' il bastardo!!!Esatto. E' una delle cose che mi riescono meglio. (cylon)
        • Anonimo scrive:
          Re: Quanto mi dispiace
          volevi fare il bastardo?con chi deve campare la famiglia con lo stipendio?sei solo un povero coglione.. tutto quatorna a guardare i siti porno e non postare, la tua non-intelligenza e' veramente irritante=Blackout=
    • Anonimo scrive:
      Hummm...
      trattasi di azzeccagarbugli bocchin@r@ che sogna un'arrampicata sociale grazie alle sue doti di bocca applicata su vecchi ca..i e alle sue capacita' di troi@ addetta alle risorse umane in una societa di selezione. Solitamenete soffre di vaginismo e gode solo prendendolo da dietro. Il suo compagno e' ovviamente un mezzo uomo pederasta.
    • Anonimo scrive:
      Re: Quanto mi dispiace
      che strano un professionista di successo che gira sui forum come un qualunque tecnicoe tanto di successo da sentire il bisogno di ribadirlo al mondo, eppure il successo dovrebbe dare sicurezza...con un certo complesso d'inferiorità nei confronti dei tecniciche intende come successo e motivazioni solo quelli economiciche disprezza chi svolge mansioni poco qualificate e retribuite, magari per necessità più che per mancanza di capacitàma forse hai un senso dell'umorismo più sottile del mio che non ho avvertito
      • Anonimo scrive:
        Re: Quanto mi dispiace
        No, non ce l'ho il senso dell'umorismo. Trollavo.Il guaio e che c'é gente che pensa così e non trolla. E' così e basta.
    • Anonimo scrive:
      Re: Quanto mi dispiace
      lo sai che in india ci sono studi con decine di avvocati specializzati nella giurisprudenza americana che mandano gli atti necessari ai processi(mi dispiace ,ma non so tecnicamente come si chiamano) in una o due giornate,al costo di 150 dollari/giorno contro i 200 dollari/ora degli avvocati americani?Lo sai che ci sono dei grossi studi negli USA che stanno delocalizzando mandando a casa gli avvocati americani per dare lavoro in outsourcing ai colleghi indiani?Pensi che la stessa cosa non si possa fare qui?Mi dispiace per te io le pulizie le so fare,tu neanche quelle....
      • Anonimo scrive:
        Re: Quanto mi dispiace
        confermo sulla delocalizzazione, ma sconfesso la possibilità che eprsone non di lingua italiana e con una voglia masochistica possano conoscere e capire (bestemmia) le norme italiane..in questo difficilmente sarà possibile delocalizzare...esperienza diretta..;)
    • Anonimo scrive:
      Re: Quanto mi dispiace
      È per questo che adesso si metterà mano ai privilegi di avvocati, notai e tutta quelle sanguisughe che si fanno strapagare per fare quasi nulla.Se non ti rendi conto, i computer ormai mandano avanti il mondo. Senza tecnici estremamente qualificati, il tuo conto in banca potrebbe sparire da un momento all'altro.E non ti rimarrà che andare in India a pulire i vetri dei tecnici IT...
    • Anonimo scrive:
      Re: Quanto mi dispiace
      - Scritto da:
      Davvero, mi dispiace per voi. Tanti anni spesi a
      studiare programmazione, sistemi operativi e
      database nella speranza di un avvenire brillante
      senza rendersi conto che la figura del "mago dei
      computer" é morta con gli anni
      '80.

      E adesso? Mentre noi diventavamo avvocati,
      imprenditori, professionisti di successofra poco anche voi, con il decreto per la liberalizzazione delle professionei...
      vi scoprite inutili, superflui, surclassati...
    • Anonimo scrive:
      Re: Quanto mi dispiace
      - Scritto da:
      Davvero, mi dispiace per voi. Tanti anni spesi a
      studiare programmazione, sistemi operativi e
      database nella speranza di un avvenire brillante
      senza rendersi conto che la figura del "mago dei
      computer" é morta con gli anni
      '80.

      E adesso? Mentre noi diventavamo avvocati,
      imprenditori, professionisti di successo voi vi
      scoprite inutili, superflui, surclassati dal
      primo indiano sottopagato che può fare tutto
      quello che potete fare voi, magari meglio,
      sicuramente a un decimo delle vostre
      pretese.

      Fossi in voi, proverei a riqualificarmi. Qualche
      annetto all'Università e potrete ottenere un
      titolo che valga qualcosa nel mercato del lavoro.
      Certo, significa rimanere tagliati fuori per un
      po' e magari ritrovarsi troppo vecchi per
      qualunque impiego. Le aziende vogliono solo
      giovani, a 30 anni sei morto se non hai
      lavoro.

      Peccato, davvero. Però ci sono tante imprese di
      pulizie in giro: mandate un
      CV.Eh eh eh... ti spiego: il mercato del lavoro che tu intendi è quello delle "libere" professioni. Una sistema di caste tipicamente italiano, che si sta cercando di scardinare perchè è sinceramente un peso per l'economia. Il mercato del lavoro reale, quello delle aziende libere, è nella stessa situazione di m.... in cui ci troviamo noi, perchè ogni cosa viene portata in Cina, India e compagnia. E uno dei motivi siete proprio VOI liberi professionisti. Se devo creare un impianto industriale in italia, mi servono un numero di autorizzazioni impressionante (con consequenti parcelle a progettisti e compagnia). In quei paesi, 6 mesi ed è tutto fatto. Un mio amico, ingegnere libero prof, sta attraversando un periodo di crisi proprio perchè gli impianti industriali su cui era specializzato ormai non vengono più costruiti/rinnovati in Italia con il tasso con cui ciò avveniva 5 anni fa
      • Anonimo scrive:
        Re: Quanto mi dispiace
        A proposito: perchè voi avvocati state scioperando ad oltranza ? Cosa vi è stato toccato di così tanto grave ? :D :D :D
  • Mechano scrive:
    Livellare il costo della vita
    Io non avrei problemi a guadagnare meno, se solo seguisse a ruota un livellamento dei prezzi.Non sarebbe che un cambio di riferimenti nel sistema monetario.Se una automobile utilitaria non superasse i 4000 euro, come quell'automobilina cinese che i paesi europei hanno fatto di tutto per bloccare, se il pane tornasse a 1 euro al kg,se l'abbigliamento "normale" non all'ultima moda fosse sempre a 10 euro per una t-shirt, 20 euro per un pantalone e 50 euro per una giacca come avviene negli spacci Carrera quando ci sono gli sconti,e se scendessero anche gli affitti a 200 euro per un bilocale e 300 al massimo per un appartamento quasi normale,forse non avremmo problemi anche da noi ad essere ugualmente concorrenziali per qualsiasi tipo di servizio.Io mi chiedo alla lunga quali vantaggi possano esserci per i paesi industrializzati il delocalizzare il lavoro nei paesi poveri per il solo incamerare enormi capitali e tenerli lì incamerati e basta spendendone solo frazioni per marketing e R&D.Dopo che per decenni si è lavorato per fare impoverire i paesi del terzo mondo, ora gli si porta lavoro e capitali, per sfruttare i paesi occidentali e togliergli ricchezza della quale solo una piccola frazione andrà ai paesi poveri con la forza lavoro sfruttata e la maggior parte incamerati. E incamerati alla fine per cosa?Perché capitali incamerati non è che creino ricchezza o diciamo ne creano solo di fine a se stessa. Queste aziende non ne investono localmente nei paesi ricchi dove si trovano dato che hanno delocalizzato quasi tutto, ma anzi ne assorbono il più possibile.Alla lunga la gente non riuscirà più a vivere come è successo in Argentina, e dovranno essere gli Stati a dover mantenere tutte queste persone. Ma con Stati anche loro così terribilmente impoveriti alla lunga cosa faranno? Io vedo che i politici pensano solo per se stessi e i propri familiari già da lungo tempo...Poi si arriva a protestare contro le multe a Micro$oft o a qualche altra multinazionale. Ma come dovremmo fare per togliere denaro utile da redistribuire, a queste aziende che ci derubano coi cartelli, i monopoli e i prezzi gonfiati?Io sono dell'idea che un annullamento o ridimensionamento dei concetti di copyright e brevetto permetterebbe una enorme diffusione di aziende PMI in tutto il mondo che potrebbero costruire e creare di tutto per il loro mercato locale, a costi più bassi e dare tanto lavoro localmente.Questa è una cosa che i governanti non riescono a capire e preferiscono intascarsi bustarelle e fare gli interessi delle grandi aziende, e spesso queste sono estere quindi questi politici agisono anche contro il proprio paese.Se ci fosse una distribuzione delle conoscenze in qualunque paese qualunque azienda potrebbe mettere su una linea di produzione di qualcosa e riuscire a vendere questi prodotti localmente o anche ad esportarne una piccola parte. La concorrenza sarebbe tanto grande che nessuna riuscirebbe a prevalere su altre e quindi resterebbe di piccole dimensioni.Non esisterebbero le multinazionali e aziende mostruose come Monsanto, Micro$oft, Ford, Sony, IBM e tante altre.La ricerca chi la fa e i soldi chi li investe? Chiederete voi... Ma come ha dimostrato l'opensource moltissima ricerca e sviluppo si può fare condivisa, in questo modo si spalmano i costi vivi su milioni di PMI che poi ne gioveranno, e si annullano i costi fittizi di acquisto di brevetti e fruttamento di royalty.Vietare la proprietà privata delle idee e della conoscenza non è comunismo. Non si vuole vietare la proprietà privata di beni, come nel comunismo tradizionale, ma solo quella che potrebbe impedire una crescita culturale e quindi anche economica a tutti gli individui.Dove un oggetto non è protetto da brevetto può essere copiato e rivenduto da numerose aziende.E potrebbe essere prodotto a bassi costi anche nei paesi industrializzati, poiché i bassi costi di produzione in paesi come Cina e India alla fine andrebbero ad essere vanificati dai costi di trasporto e assistenza/garanzia da dare ai consumatori.Eliminando o riducendo a pochissimi anni i concetti di brevetto e copyright qualsiasi multinazionale collasserebbe entro pochissimo tempo.È vero che all'inizio ci sarebbe una enorme crisi con tante persone senza lavoro. Ma se queste persone sanno organizzarsi, nel breve tempo possono mettere su business redditizi dalle ceneri della grande azienda, sfruttando le conoscenze condivise, e come loro milioni di altri in tutti gli altri paesi del mondo.Cosa manca nella mia zona/regone/paese? Un tipo di sveglia elettronica intelligente?Prendo qualche progetto di sveglia non coperta da brevetto su Internet, ci aggiungo di mio un design originale e la metto in vendita nella mia zona. Forse non diventerò ricco ma avrò permesso una vita dignitosa a me e a qualche decina di impiegati. E lo stesso succederà nelle altre regioni.Pensate, si ridurrebbero enormemente anche i costi di inquinamento e gli sprechi per trasportare continuamente nel mondo qualsiasi oggetto prodotto in regime di delocalizzazione.Come dice Beppe Grillo, se ai brasiliani piacciono i biscotti olandesi e agli olandesi quelli brasiliani invece che scambiarsi, trasportandoli coi relativi costi, i biscotti; perché con un paio di messaggi email non si scambiano le ricette e se li producono localmente?--Mr. Mechano
    • Anonimo scrive:
      E basta con queste cretinate
      Io ingegnere meccanico mi faccio il culo su libri, ricerche e formule per inventare un componente per auto rivoluzionario e poi quando si tratta di prendere i profitti lo regalo al mondo?ma te sei scemo, chi me lo fa fare, tanto vale fermarmi alla terza media, tanto con il tuo lavoro mi basta aspettare che un ingegnere in un altro paese inventi quello che mi serve.Bel modo il tuo di ragionare. La necessità di cultura scientifica serve appunto per dare forza alla ricerca. Così facendo tu elimini il concetto di ricerca perchè per fare ricerca servono i soldi ed i soldi buoni arrivano dai settori militari ed industriali. Ma alla gente chi glielo fa fare ad impegnarsi se secondo la tua logica basta aspettare con la bocca aperta che qualcuno ti dia da mangiare.Classico atteggianto da fancazzista. "Compagno, tu lavori ed io magno"avevano proprio ragione quelli che si sono inventati questo dettoVa bè,del resto cosa aspettarsi da te che non produci nulla ma freghi soldi alla gente facendogli fare migrazioni con prodotti regalati da chi invece si fa il culo fino a notte tarda sulla tastiera.Io che mi impegno non voglio abbassarmi al tuo stile di vita perchè tu non hai voglia di fare un cazzo
      • Anonimo scrive:
        Re: E basta con queste cretinate

        Io ingegnere meccanico mi faccio il culo su
        libri, ricerche e formule per inventare un
        componente per auto rivoluzionario e poi quando
        si tratta di prendere i profitti lo regalo alscusa,ma tu le cose che leggi sui libri le puoi leggere perchè la cultura ha circolato,ed è quello che lui diceva; se tu da quello che lui ha scritto,trai indicazioni politico-elettorali , forse ,non hai ben compreso quello di cui si parlava;qui si auspicava,la possibilità di un ingegnere meccanico di poter fare delle scoperte,guadagnarci, e non essere cannibalizzato dalle multinazionali.O la dobbiamo buttare su come si stava con i tuoi amici adolfo ,benito o francisco?
        • Anonimo scrive:
          Re: E basta con queste cretinate

          scusa,ma tu le cose che leggi sui libri le puoi
          leggere perchè la cultura ha circolato,ed è
          quello che lui diceva;chi ha scritto i libri è stato già lautamente ricompensato. Scrivere un libro è anche pubblicità verso le proprie opere. Un mio ex capo ingegnere scriveva libri con cui si insegnava nelle università estere e tramite questi libri era considerato ancora di più. Se a fare un colloquio si presenta lo scrittore del libro che hai usato per studiare penso l'assunzione è praticament fatta.
          O la dobbiamo buttare su come si stava con i tuoi
          amici adolfo ,benito o
          francisco?si, ora era colpa di Adolfino hitler. La gente pensa che sia il singolo a fare la differenza. Hitler è stato messo li, ci sono motivi per i quali c'è stato tutto quello, motivi che non condivido ma sensati. Il popolo ebraico non è ne inferiore ne diverso dalla razza perfetta che Hitler sosteneva. Semplicemente creavano una casta commerciale che faceva danni alla economia tedesca (anche nella vita è bella Benigni che era ebreo era padrone di una attività). Il popolo ebraico è famoso per essere commerciante ed il loro vedersi come popolazione parzialmente separata non andava bene ai tedeschi. Il governo tedesco voleva fortificare l'economia eliminando ogni spesa. Sarebbe equivalente al fatto che qualcuno in Italia possa decidere di sterminare tutti i pensionati per eliminare i problemi di previdenza.Mussolini invece è ricordato da molti come un grande uomo. Ha costruito quartieri come l'Eur a Roma, bonificato tratti di terreno, ha dato disciplina. Il problema è che ha dovuto allearsi con la Germania per non averla contro.La storia è un tantino più complicata di quello che sta scritto sui libri di storia. Ragionateci sopra con un pò di lucidità e leggete fra le righe.Per il resto le multinazionali che sono tanto cattive secondo il vostro giudizio danno lavoro alle persone ed apprezzano chi si dimostra in gamba perchè altrimenti sarebbero assunti dalle altre multinazionali. Quindi io sto con le multinazionali
          • Anonimo scrive:
            Re: E basta con queste cretinate
            - Scritto da:
            si, ora era colpa di Adolfino hitler. La gente
            pensa che sia il singolo a fare la differenza.
            Hitler è stato messo li, ci sono motivi per i
            quali c'è stato tutto quello, motivi che non
            condivido ma sensati. Il popolo ebraico non è ne
            inferiore ne diverso dalla razza perfetta che
            Hitler sosteneva. Semplicemente creavano una
            casta commerciale che faceva danni alla economia
            tedesca (anche nella vita è bella Benigni che era
            ebreo era padrone di una attività). Il popolo
            ebraico è famoso per essere commerciante ed il
            loro vedersi come popolazione parzialmente
            separata non andava bene ai tedeschi. Il governo
            tedesco voleva fortificare l'economia eliminando
            ogni spesa. Sarebbe equivalente al fatto che
            qualcuno in Italia possa decidere di sterminare
            tutti i pensionati per eliminare i problemi di
            previdenza.
            Mussolini invece è ricordato da molti come un
            grande uomo. Ha costruito quartieri come l'Eur a
            Roma, bonificato tratti di terreno, ha dato
            disciplina. Il problema è che ha dovuto allearsi
            con la Germania per non averla
            contro.
            La storia è un tantino più complicata di quello
            che sta scritto sui libri di storia. Ragionateci
            sopra con un pò di lucidità e leggete fra le
            righe.
            Per il resto le multinazionali che sono tanto
            cattive secondo il vostro giudizio danno lavoro
            alle persone ed apprezzano chi si dimostra in
            gamba perchè altrimenti sarebbero assunti dalle
            altre multinazionali. Quindi io sto con le
            multinazionaliIo sinceramente mi aspettavo una cultura annacquata da te.Hitler era un megalome ed una persona disturbata da manie di grandezza e sete di potere come lo è stato Mussolini, come lo è Berlusconi, come lo sono i dirigenti delle grandi aziende e delle multinazionali.Il dare piccoli benefici come ha fatto Mussolini è una tattica per aggraziarcisi il proletariato.Distruggere la classe economica ebraica (i banchieri e i commercianti) era l'unico modo per accedere a liquidità per realizzare i propri sogni di conquista."Avere o essere" è il titolo di un libro che racconta del perché i dirigenti delle aziende delle multinazionali non accumulano capitali perché ne hanno realmente necessità, ma per una questione di prestigio e brama di potere che viene dal comando, dal denaro e dal prestigio.Avere o essere è anche il più grande problema della nostra epoca che ha reso gli individui particolarmente egoisti e legati alle cose effimere.Tratto dalle idee del filosofo Erich Frommhttp://it.wikipedia.org/wiki/Erich_FrommCuriosando su Internet:-----------------------Avete mai riflettuto sul fatto che la lingua moderna è sempre più invasa da nuovi sostantivi e sempre meno da verbi? Ci circondiamo di tutto, cose che riescono a diventare indispensabili anche nella loro palese inutilità. La proprietà è un concetto sempre più radicato nei nostri cromosomi, il mio è diventato una concezione necessaria per il normale andamento dellesistenza. Padroneggia ormai in tutti i nostri pensieri, nelle nostre discussioni: mio figlio, il mio cane, mia moglie, la mia città ecc. Utilizziamo il verbo avere non solo come ausiliario ma anche per rafforzare un concetto: avere fede, avere conoscenza, avere amore. Fromm riesce a identificare nellavere e nellessere i due unici modi del vivere. Nella modalità dellavere padroneggia il possesso, legoismo, lo spreco. Nellessere lamore, la creatività, la gioia. Luomo occidentale, pur comprendendo levidente vantaggio della modalità dellessere, è sempre più attirato dal desiderio di possesso, di forza materiale che caratterizza sempre più questi ultimi anni.Rinunciare ad ogni bene concreto per raggiungere unintima ed equilibrata serenità è la proposta di Fromm. Io, letto questo testo, mi sono reso conto di come tutto può essere posto in modo estremamente negativo. Anche il desiderio di conoscere, di leggere, di confrontarsi potrebbe diventare un desiderio di possesso, davidità ed egoismo. Credo che anche in questo caso la miglior soluzione sia quella dellequilibrio. La consapevolezza che la nostra anima ha bisogno di altre cose oltre al cellulare, alla macchina sportiva o al computer super veloce è già un buon passo. Di tanto in tanto cerchiamo di chiederci come alimentare il nostro spirito, cibandoci di immagini e concetti che dovremmo riuscire a far sempre più nostro bagaglio emozionale.
          • Mechano scrive:
            Re: E basta con queste cretinate
            Ops, ho dimenticato di firmarmi e autenticarmi.--Mr. Mechano
          • Anonimo scrive:
            Re: E basta con queste cretinate
            Mr. Mechanoma davvero credi a queste cose?sei grandicello ormai! spiegami una cosa:secondo te un solo uomo è in grado di fare tutto ciò?Ma fammi il piacere.Berlusconi, Hitler, Mussolini, Bush, tutti questi sono solo figure da dare in pasto alla gente. Tutto il motore sta dietro e non è neanche identificabile in un singolo ente. E' un equilibrio che parte dalle aziende. La germania in quella fase storica che coincideva alla ripresa economica (la germania aveva una svalutazione spaventosa alla fine della seconda guerra mondiale) ha creato questo meccanismo, generando il nazismo che per i fessi faceva pensare alla superiorità della razza ariana, mentre in realtà è solo una manovra economica terribilmente pesante (eliminazione degli ebrei dalla economia tedesca, l'eliminazione di handicappati e altre persone che gravavano sull'economia). Il signor Adolfo è semplicemente la facciata ma lui da solo non lo avrebbero fatto diventare neanche venditore di panini dentro il parlamento. Pensa che lui doveva fare il pittore, figurati. Il meccanismo è complicato. Il singolo non conta mai.A 40 anni suonati dovresti smetterla di credere nei libri di storia. Basta cambiare il tono di una frase ed ogni uomo del passato può diventare buono o cattivo (hai notato il dualismo dei libri di storia che tendono a far diventare completamente buoni o completamente cattivi i vari "protagonisti"). Secondo me la storia andrebbe studiata leggendo i libri di tutte le fazioni politiche di tutti i Paesi del mondo. Se leggi i libri di storia italiani noi siamo sempre i buoni. Se leggi quelli francesi i buoni sono loro. Possibile che siamo noi i buoni?Certo che no, siamo tutti dei gran bastardi ma tramite questi libri si genera l'amor di patria. Non ho avuto modo di leggere libri di testo tedeschi riguardo al periodo nazista ma sicuramente non sarebbero come i nostri.
          • Mechano scrive:
            Re: E basta con queste cretinate
            Guarda che il principio a cui mi ispiro, quello di Erich Fromm, vale benissimo anche per tutti coloro che erano dietro a Hitler, Mussolini ed altri despoti burattini.Valgono per quelli che controllano Bush e le istituzioni militari ed economiche americani e per quelle cinesi.--Mr. Mechano
          • Anonimo scrive:
            sei un nostalgico del ventennio?
            [img]http://www.joetheprogrammer.net/images/pumpkin-vomit.jpg[/img]
      • reXistenZ scrive:
        Re: E basta con queste cretinate
        - Scritto da:
        Io ingegnere meccanico mi faccio il culo su
        libri, ricerche e formule per inventare un
        componente per auto rivoluzionario e poi quando
        si tratta di prendere i profitti lo regalo al
        mondo?E cosa credi di inventare di così bello? Se anche lo farai, se ne avvantaggerà la società per quale lavori che per ricompensa ti darà un calcio in cuolo. Ciò che hai scritto nel primo capoverso è un'idiozia, tutto il resto sono un insulto e un'offesa continua al tuo interlocutore che meriterebbero di essere moderati.
      • Mechano scrive:
        Re: E basta con queste cretinate
        Io mi sarei aspettato una maggiore intelligenza e lungimiranza da un ingegnere meccanico...Se tu fossi un ingegnere (COME ME) la tua aspirazione massima dovrebbe essere nella cratività fine a se stessa e non al solo prestigio economico.Un creativo gode dal solo atto creativo non guarda il vicino di casa che gli ruba qualcosa, anche perché licenze come la GPL sono nate apposta per questo, impedure che qualcuno ci rubi qualcosa. Se venisse applicata anche ai brevetti tutti i derivati di un'idea sotto GPL dovrebbero restare liberi e accessibili.Ora lasciamo stare l'informatica i brevetti e le licenze GPL e ti racconto una storia di successo di una persona che ama rendere partecipi gli altri del suo atto creativo.http://www.lamarmitta.itÈ il sito di un amico (che tra parentesi gli ho potuto regalare grazie a Linux, Joomla, Zoom Gallery e tutti gli strumenti liberi dell'opensource).Apparentemente sembra un qualsiasi marmittaro. Ma se guardi bene la sezione gallery, in realtà è un uomo creativo che ama plasmare la materia e mostrare a tutto il mondo i suoi capolavori.Ha avuto numerose critiche dai suoi colleghi perché tutti gli dicono che diffondendo così tanti dettagli sui suoi lavori permette a chiunque di copiarglieli.Voleva quasi togliere la sezione foto lasciando pochissime cose.Io gli ho fatto lo stesso discorso che sto facendo a te, ed il fatto di non preoccuparsi della paura che qualcuno glieli copii. Lui sarà sempre l'autore originale e alla fine un sito così ricco di dettagli premierà perché sarà visto in tutto il mondo e prima o poi ci finirà chi apprezza la sua creatività.Ad un anno dalla creazione del sito e l'aiuto di qualche asta mirata su eBay, riceve ordini di lavori artigianali su automobili d'epoce tra le più sconosicute. Vende e produce scarichi artigianali per team racing (come puoi vedere da molte foto) e riceve ordini da Australia, USA, Singapore, Giappone. Sono pochi pezzi è vero, ma pensa che a 2.000 euro al pezzo per le più sofisticate ha aumentato parecchio i profitti.Dopo aver visto il sito anche il dirigente di un'azienda che si occupa di omologazione per conto di olte case produttrici che vogliono importare i loro veicoli gli passa tutti i suoi lavori per la creazione del primo prototipo prima di passare alla produzione in serie (che il fabbricante dei veicoli ha ovviamente delocalizzato altrove).È successo anche l'inevitabile. Abbiamo visto su ebay una copia spiccicata di una delle sue marmitte venduta da un americano. Ma a guardarla meglio era molto più posticcia e comunque il copiatore non aveva un sito internet ben fatto ed una dovizia di particolari tale da mostrare che quei lavori avevano quella cura tipica del creativo appassionato.Morale della favola, il mio amico Pietro non ce la fa più a stare dietro agli ordini ed oltre ad avere bisogno dell'aiuto del papà in pensione, ha dovuto assumere un paio di ragazzi per ora con contratti formazione, ma la sua attività è in creascita.Adesso usciamo dalla piccola parentesi delle marmitte del mio amico.Tu quindi vuoi dirmi che con una condizione di brevettazione di tutto, perfino delle idee e dei concetti, un "piccolo" ingegnere meccanico riuscirebbe ad inventare, brevettare e portare in produzione e arricchirsi, un qualsiasi prodotto complesso?E dimmi, un ingegnere meccanico figlio magari di una comune famiglia medio-borghese avrebbe i soldi per pagare le royalty delle altre decine di brevetti e idee che andresti ad infrangere per tutte le altre componenti di contorno della tua invenzione?Quindi tu pensi di potere produrre e portare in produzione a tue spese qualsiasi oggetto del XXI secolo?O magari la tua aspirazione è solo quella di usare la tua idea al solo scopo di esporla e poter entrare in una qualsiasi multinazionale che te la prende in contratto d'esclusiva in cambio di uno stipendio da fame o un obolo, se la fa produrre in Cina e la tua invenzione non avrà mai il tuo nome, ma solo un marchio di fabbrica, della fabbrica del tuo padrone. Io non capisco come l'enorme successo e diffusione della filosofia opensource e anche piccoli esempi di condivisione della conoscenza come quello del mio amico Pietro non vi hanno ancora convinto che la condivisione è la via da perseguire per poter sopravvivere tutti e poter vedere conosciuto e usato il frutto di un nostro atto creativo, e guadagnare almeno stima e immortalità del nostro nome.Non ha importanza se qualcuno in Finlandia, o in Venezuela ti ruba un'idea. Il fatto è che se non ci fossero le multinazionali che prendono le idee, le fanno produrre in Cina e te le rivendono dietro casa tua, la tua idea la potresti sfruttare sia tu per vendere dietro casa tua, che il venezuelano o il finlandese per vendere dietro casa sua.Alla fine non vince chi ruba l'idea, ma vince chi la fa evolvere meglio, chi ci aggiunge qualcosa di eccezionale che gli altri possono solo copiare.I cinesi fanno le copie di Nike, Luis Vuitton e Armani. Ma perché la gente le compri deve continuare ad esserci scritto Nike, Luis Vuitton, Armani.Se un'idea ha una licenza come la GPL che vieta di eliminare il nome del creatore originale, sta tranquillo che chi la copia e non ci aggiunge niente di originale, se ci lascia il nome dell'autore originario, chi vuole quell'oggetto prima di comprare la copia, va a curiosare cosa ha da offrire la versione dell'autore originario.E tra parentesi ciò serve da sprone anche all'autore originario a continuare a creare e non vivere di rendita dalla protezione di un'idea originaria e mai più evoluta.Questo si chiama progresso.--Mr. Mechano
        • Anonimo scrive:
          Re: E basta con queste cretinate
          - Scritto da: Mechano
          Io mi sarei aspettato una maggiore intelligenza e
          lungimiranza da un ingegnere
          meccanico...era un esempio, non sono ingegnere meccanico, ma informatico
          Se tu fossi un ingegnere (COME ME) la tua
          aspirazione massima dovrebbe essere nella
          cratività fine a se stessa e non al solo
          prestigio
          economico.non sono un ingegnere come te e non paragonarmi mai più a te. La creatività fine a se stessa non mi paga il mutuo. Se qui in Italia ci fosse lavoro per la mia specializzazione potrei farlo ma dato che non c'è o faccio il lavoro che meno mi dispiace o faccio il 40enne a casa di mamma.la verità è che sei un grande ipocrita. Parli così perchè il tuo lavoro è questo:ti arriva l'azienda con windows, lo denigri chiamandolo winzozz, con tutti strumenti gratuiti fai la migrazione (magari quando neanche serve) e te ne vai a casa con i soldi.Tu sei il peggiore degli sfruttatori, quindi meno ipocrisia, sei peggio delle multinazionali. Nella multinazionale chi merita viene pagato, non perchè gli vogliono bene ma perchè è un bastardo che come minimo è meglio che non vada alla concorrenza. Con il tuo sistema invece chi è bravo dà da mangiare a chi non lo è.
          • Mechano scrive:
            Re: E basta con queste cretinate
            - Scritto da:
            la verità è che sei un grande ipocrita. Parli
            così perchè il tuo lavoro è
            questo:
            ti arriva l'azienda con windows, lo denigri
            chiamandolo winzozz, con tutti strumenti gratuiti
            fai la migrazione (magari quando neanche serve) e
            te ne vai a casa con i
            soldi.
            Tu sei il peggiore degli sfruttatori, quindi meno
            ipocrisia, sei peggio delle multinazionali. Nella
            multinazionale chi merita viene pagato, non
            perchè gli vogliono bene ma perchè è un bastardo
            che come minimo è meglio che non vada alla
            concorrenza. Con il tuo sistema invece chi è
            bravo dà da mangiare a chi non lo
            è.Ma chi ti dice che questo è il mio lavoro?Io mi occupo di una miriade di consulenze tecniche di vario livello. Tra tutti i lavori che ho mai fatto ci sono staticonsulenze su elaborazioni e collaudo di motocicli dei campionati AMA SuperSport e Ninja Trophy con modifiche sui carburatori a Velocità Costante che ho inventato io. E molte moto che ho preparato io hanno vinto anche gare;installazione di centralini VoIP e servizi di call center dove ho programmato io funzioni custom per i clienti;analisi, progettazione, programmazione, formazione, collaudo e assistenza di procedure amministrativo-contabili per la pubblica amministrazione della Sanità;progettazione di ricambi aftermarket per motocicli come piastre di anticipo d'accensione, sistemi catalizzatori e accessori performance;invenzione e prototipazione di applicazioni custom di raffreddamento ad olio siliconico a basso coefficiente di dilatazione;invenzione e prototipazione di sistemi di sorveglianza basati su tecnologia IP.E presto se trovo sufficienti ordini e finanziamenti vedrai in commercio e diffusa una mia invenzione il VISOR (Video System On The Road) che serve riprendere gli incidenti e a prevenire se possibile tutti quei casi in cui un motociclista viene buttato a terra e l'automobilista scappa via lasciandolo ferito in terra.Utile anche per la prevenzione delle rapine agli autotreni se applicato attorno ai rimorchi come per le telecamere in una banca o in una stazione di servizio.Entro fine anno dovresti vedere un mio software opensource in PHP programmato attorno al framework P4A per la rendicontazione aziendale in standard ISO9000. E se riesco ad ultimarlo in tempi brevi anche una anagrafe canina web sempre opensource.Se c'è qualcuno che ama la condivisione e inventare cose nuove quello sono io, il mio problema è il tempo e il denaro scarsi in entrambi i casi a causa di queste condizioni economiche del nostro paese, che non mi permettono di dedicare molto tempo alle attività puramente creative.E devo dedicarmi maggiormente ad attività più normali di migrazione, consulenza, progettazione di portali e altre cose interessanti ma comunque meno intriganti per me.--Mr. Mechano
          • Anonimo scrive:
            Re: E basta con queste cretinate
            Si vabbè, e vuoi farmi credere che un simile software che potrebbe farti fare i soldoni lo regali alle multinazionali così che possano infilarlo magari addirittura in formula uno mentre te fai fatica ad arrivare alla fine del mese?Se è così sei un pazzo o un bugiardo.SvegliaOgni regalo arricchisce le multinazionali che tu tanto odii.
          • Mechano scrive:
            Re: E basta con queste cretinate
            Ma allora sei duro a capire!La GPL e le licenze virali gli impediranno il furto.Tu parli sempre di furto. Non possono rubarlo e celarlo. Ma solo estenderlo e usarlo, ma devono ridarne tutte le loro migliorie esattamente come lo hanno trovato.Nessuno vieterà a me di riprendere le migliorie della multinazionale e rivendermelo anche io in Formula uno!È possibile per voi piccoli provinciali veneti o lumbard a guardare un metro oltre il vostro naso e imparare a guardare ai vicini di casa o di scrivani come a delle risorse e non solo a dei nemici da cui guardarsi?--Mr. Mechano
          • Anonimo scrive:
            ALLORA NON CAPISCI
            Mr. MechanoIO VOGLIO VIVERE, VOGLIO POTER FARE UN LAVORO CHE AMO NON DOVER DECIDERE LA MATTINA SE FARE CIO CHE MI PIACE GRATIS O ANDARE A FARE IL CONSULENTE A PAGAMENTOma tu che ne sai, che ne capisci di realizzare un prodotto che negli anni cresce e non doversi staccare da esso per mangiare e mantenere una famiglia
          • Anonimo scrive:
            Re: ALLORA NON CAPISCI

            IO VOGLIO VIVERE, VOGLIO POTER FARE UN
            LAVORO CHE AMO NON DOVER DECIDERE LA MATTINA
            SE FARE CIO CHE MI PIACE GRATIS O ANDARE A
            FARE IL CONSULENTE A PAGAMENTONon c'è nulla da arrabbiarsi.Tu sei liberissimo di vendere il tuo prodotto con la licenza che preferisci tu .Se non lo vuoi rendere open source, sei liberissimo di farlo, nessuno te lo vieta.Però nessuno vieta a me di non adottarlo in ditta, se preferisco prodotti open source.O vorresti obbligarmi a comprare solo prodotti closed?Io voglio vivere, voglio poter adottare in ditta i prodotti che preferisco, open source, e non essere costretto a comprare prodotti closed.Vuoi limitare questa mia libertà?
          • Anonimo scrive:
            Re: ALLORA NON CAPISCI
            - Scritto da:

            IO VOGLIO VIVERE, VOGLIO POTER FARE UN

            LAVORO CHE AMO NON DOVER DECIDERE LA MATTINA

            SE FARE CIO CHE MI PIACE GRATIS O ANDARE A

            FARE IL CONSULENTE A PAGAMENTO

            Non c'è nulla da arrabbiarsi.

            Tu sei liberissimo di vendere il tuo prodotto con
            la licenza che preferisci
            tu .
            Se non lo vuoi rendere open source, sei
            liberissimo di farlo, nessuno te lo
            vieta.

            Però nessuno vieta a me di non adottarlo
            in ditta, se preferisco prodotti open
            source.

            O vorresti obbligarmi a comprare solo prodotti
            closed?

            Io voglio vivere, voglio poter adottare in ditta
            i prodotti che preferisco, open source, e non
            essere costretto a comprare prodotti
            closed.

            Vuoi limitare questa mia libertà?allora mi dai ragione finalmente. L'open è solo un modo per non pagare il software. Poi chissene frega dei programmatori.Per me va bene ma non essere ipocrita parlando di comunità. Vuoi software gratis, stop
          • Anonimo scrive:
            Re: ALLORA NON CAPISCI

            allora mi dai ragione finalmente. L'open è
            solo un modo per non pagare il software. Poi
            chissene frega dei programmatori.Niet.A parte che non sono Mechano, rileggi bene il mio intervento, poi indicami dove ho scritto che non voglio pagare.Anzi, ho addirittura scritto l'opposto: " O vorresti obbligarmi a comprare solo prodotti closed? ", implicando che non ho nulla in contrario a pagare software open source, se pagando ho dei vantaggi.Vedi, contrariamente a quello che pensi tu io sono convinto che se un pacchetto è open source, ha dei vantaggi a prescindere rispetto ad un pacchetto closed source.Tu vendi pacchetti closed?Mi dispiace, ma se c'è un prodotto open che fa le stesse cose, io non ti compro nulla.Anche se il prodotto open è molto più rudimentale del tuo, sicuramente ha molte più chances di migliorare rispetto al tuo, oltre al fatto che se lo adotto non mi lego mani e piedi a te.Muori di fame, tu e i tuoi bambini, se io non lo compro?Mi dispiace, non so cosa farci, sei tu che ti sei messo fuori dal mio mercato, vorrà dire che ci sarà una famiglia in meno in Italia.Non me ne volere, non si tratta di una questione personale.
            Per me va bene ma non essere ipocrita
            parlando di comunità. Vuoi software gratis,
            stopAssolutamente no.Voglio solo la libertà di scegliere di non legarmi mani e piedi a te.La libertà di scegliere di avere il sorgente.La libertà di scegliere di applicare al sorgente le migliorie fatte da altri.La libertà di scegliere di applicare le mie migliorie al sorgente.La libertà di scegliere di distribuire agli altri le mie migliorie al sorgente.Mi assicuri queste liberà?No?Mi dispiace, per me puoi morire di fame, tu e i tuoi bambini, non volermene, non si tratta di una questione personale ma da te non comprerò nulla.
          • Anonimo scrive:
            Re: ALLORA NON CAPISCI
            si lo so che non sei Mechano
            Anzi, ho addirittura scritto l'opposto: " O
            vorresti obbligarmi a comprare solo prodotti
            closed? ", implicando che non ho nulla in
            contrario a pagare software open source, se
            pagando ho dei
            vantaggi.io non voglio obbligare, il mio intento è dimostrare che open==free ed è questo l'unico motivo per cui la gente lo sceglie. Alla gente non interessa il codice, cosa ci fa la segretaria con il codice. Il codice serve a chi lo customizza. Il mio sogno, perchè alla fine solo questo è, sarebbe di dare diritti a chi customizza.
            lo adotto non mi lego mani e piedi a
            te.io sto proponendo tutt'altro. Vedi che non mi segui. Tu che tipo di utente sei? Sei solo utilizzatore? Paghi.Sei in grado di customizzarlo? OTTIMO. Allora gratis. Le modifiche si aggiungeranno al programma e tu ne potrai beneficiare a vita. Potrei anche tu venderlo. Io quello che voglio evitare è che la gente abbia il prodotto gratis (voglio guadagnare dal prodotto) e che soprattutto le multinazionali lo abbiano gratis. Ti faccio un esempio:inizio a scrivere un DB, sta venendo bene. Lo vendo a 20 euro. Tu arrivi e mi dici: ti aggiungo questa funzione che ottimizza la lettura. Ottimo, ora è anche tuo ed anche te puoi venderlo. Arriva IBM: ragazzi posso mettere il DB nei miei server.NO, devi pagare a me e al mio amico oppure contribuire.Tu non sei legato a me, perchè ti basta collaborare e svincolarti.Insomma, è una idea per obbligare la gente a collaborare e non solo a scroccare.
          • Anonimo scrive:
            Re: ALLORA NON CAPISCI
            tu vuoi solo software gratis.
          • Anonimo scrive:
            Re: ALLORA NON CAPISCI
            - Scritto da:

            IO VOGLIO VIVERE, VOGLIO POTER FARE UN

            LAVORO CHE AMO NON DOVER DECIDERE LA MATTINA

            SE FARE CIO CHE MI PIACE GRATIS O ANDARE A

            FARE IL CONSULENTE A PAGAMENTO

            Non c'è nulla da arrabbiarsi.

            Tu sei liberissimo di vendere il tuo prodotto con
            la licenza che preferisci
            tu .
            Se non lo vuoi rendere open source, sei
            liberissimo di farlo, nessuno te lo
            vieta.

            Però nessuno vieta a me di non adottarlo
            in ditta, se preferisco prodotti open
            source.

            O vorresti obbligarmi a comprare solo prodotti
            closed?

            Io voglio vivere, voglio poter adottare in ditta
            i prodotti che preferisco, open source, e non
            essere costretto a comprare prodotti
            closed.

            Vuoi limitare questa mia libertà?sfruttare software open e non svilupparli è da parassiti
          • Anonimo scrive:
            Re: ALLORA NON CAPISCI
            - Scritto da:
            Io sono un programmatore, io voglio dedicare
            tutta la mia giornata sul codice, non voglio
            andare dal cliente a fargli la
            personalizzazione.Quando esci dall'Uni? Sono un po' stufo di 'sta gente che non ha mai provato a lavorareche vaneggia filosofie onanistiche...Giusto per chiarire: se lo vendi, qualcuno tipaga.Se qualcuno ti paga, tendenzialmente faraiqualcosa che gli vada bene, altrimenti nonti paga più.Il rapporto con il cliente (più o meno diretto) è fondamentale se vuoi mangiare.
            IO VOGLIO VIVERE, VOGLIO POTER FARE UN LAVORO CHE
            AMO NON DOVER DECIDERE LA MATTINA SE FARE CIO CHE
            MI PIACE GRATIS O ANDARE A FARE IL CONSULENTE A
            PAGAMENTOWelcome to the real world.Preparati, che l'impatto sarà devastante.
          • Anonimo scrive:
            Re: ALLORA NON CAPISCI

            Quando esci dall'Uni? Sono un po' stufo di da mo che so uscito
            'sta gente che non ha mai provato a lavorare
            che vaneggia filosofie onanistiche...
            Giusto per chiarire: se lo vendi, qualcuno ti
            paga.esatto, se il prodotto vale viene pagato, se non vale no.Cosa dice il modello open?Se il prodotto vale lo regali.Se io faccio un buon prodotto non sarò certo io a venderlo. Lo venderà SUSE che sul mio lavoro e di quelli che mi hanno aiutato ci mette la scatola ed il supporto (che poi sempre io lo farò).Con il sistema che invece ho proposto posso migliorare il prodotto perchè chiunque può parteciparci, ma evito che chi non partecipi possa arricchirsi a spese mie.Se poi il prodotto è uno schifo è un conto, è normale. Ma open office che deve organizzare una raccolta per mettere insieme 5000 dollari mi pare sia abbastanza chiaro
          • Anonimo scrive:
            Re: ALLORA NON CAPISCI
            - Scritto da:

            Giusto per chiarire: se lo vendi, qualcuno ti

            paga.
            esatto, se il prodotto vale viene pagato, se non
            vale
            no.Hmmm, di tutto quello che ho scritto, hai capito solo una delle premesse?
            Cosa dice il modello open?
            Se il prodotto vale lo regali.No, dice che il prodotto lo distribuisci liberamente.Se vale, ci sarà gente che lo utilizzerà.Forse qualcuno anche lo migliorerà.
            Con il sistema che invece ho proposto posso
            migliorare il prodotto perchè chiunque può
            parteciparci, ma evito che chi non partecipi
            possa arricchirsi a spese
            mie.Ma il sistema che hai proposto, funziona?Cioè lo hai già sperimentato?O è un'idea vaga e confusa al pari delle tue visioni precedenti?
          • Anonimo scrive:
            Re: ALLORA NON CAPISCI

            No, dice che il prodotto lo distribuisci
            liberamente.
            Se vale, ci sarà gente che lo utilizzerà.
            Forse qualcuno anche lo migliorerà.ma i soldi del miglioramento io li vedo?nonon vedrò neanche quelli del prodotto non migliorato perchè se open non posso venderlo (ci vuole un fesso per comprarlo quando è gratis). Per venderlo dovrei inscatolarlo e farci la pubblicità, e qui ci pensano le multinazionali.
            Ma il sistema che hai proposto, funziona?
            Cioè lo hai già sperimentato?
            O è un'idea vaga e confusa al pari delle tue
            visioni
            precedenti?non me lo faranno mai testare, ad IBM non conviene. Guarda Novell. Programmi gratuiti, kernel gratuiti, tutto gratuito, li impacchetta, paga un disegnatore per fare la scatola, 2 scrittori per fare un pò di documentazione ed hanno finito.Ma chi ci ha passato la notte sul kernel ha visto soldi? NoQuindi l'open == freepoi chi vuole faccia come crede, ma non mi vengano a fare i sermoni.Serve una licenza che aiuti chi programma a farsi pagare in questo sistema. L'open nasceva per contrastare le multinazionali con la produzione distribuita. Invece è diventato un modo per far risparmiare soldi proprio a queste.
          • golan77 scrive:
            Re: E basta con queste cretinate
            (Simone Brunozzi, autore dell'articolo)Ciao Mechano,sono dalla tua parte, ma non credo però che c'entri il fatto di essere lumbard o veneto... A parte ciò, questo tizio che tanto ti critica è una persona che ha idee diverse (e fin qui nessun problema), ma le esprime con l'arroganza di un nazista.Tutto qui :-)
          • Anonimo scrive:
            Re: E basta con queste cretinate
            - Scritto da: golan77
            (Simone Brunozzi, autore dell'articolo)

            Ciao Mechano,
            sono dalla tua parte, ma non credo però che
            c'entri il fatto di essere lumbard o veneto...


            A parte ciò, questo tizio che tanto ti critica è
            una persona che ha idee diverse (e fin qui nessun
            problema), ma le esprime con l'arroganza di un
            nazista.
            Tutto qui :-)grazie per il nazista.Lo prendo come complimento da parte di gente che dice Winzozz
          • golan77 scrive:
            Re: E basta con queste cretinate
            (Simone Brunozzi, autore dell'articolo)"con l'arroganza di un nazista", ovvero sei semplicemente molto arrogante.Non ho idea di quali siano le tue idee politiche o altro, mi limito a criticare soltanto il tuo modo di esprimere le cose.Vedi, in quello che dici alcune cose sono secondo me giuste, però esprimendole così le deprivi della possibilità di essere apprezzate.Ti consiglio semplicemente di dire le cose con più calma e rispetto per gli altri.Saluti
          • Anonimo scrive:
            Re: E basta con queste cretinate
            - Scritto da: golan77
            (Simone Brunozzi, autore dell'articolo)

            "con l'arroganza di un nazista", ovvero sei
            semplicemente molto
            arrogante.
            Non ho idea di quali siano le tue idee politiche
            o altro, mi limito a criticare soltanto il tuo
            modo di esprimere le
            cose.
            Vedi, in quello che dici alcune cose sono secondo
            me giuste, però esprimendole così le deprivi
            della possibilità di essere
            apprezzate.
            Ti consiglio semplicemente di dire le cose con
            più calma e rispetto per gli
            altri.

            Saluticome fai ad essere educato in questo forum?Winzozz, micromerd, qui o fai così o non ti rispettano. Siccome oggi sono scarico passo il tempo così. Io comunque sono di destra ma non mi sta simpatico affatto berlusconi. Sono per il lavoro duro, chi merita deve guadagnare. Odio soprattutto i furbi, quelli che cercano di fare i soldi con il lavoro degli altri. L'open source mi ricorda i primi anni della mia vita, dove tutti quanti mi volevano sfruttare pagandomi il meno possibile e fregandomi con le promesse. Sono a favore dei brevetti ma con forti modifiche che limitino l'effetto ad un max di tempo (tipo max 2-3 anni a seconda del tipo). Sono a favore della diffusione di conoscenza ma non a regalare il lavoro. Ora hai il quadro completo credo.
          • Anonimo scrive:
            Re: E basta con queste cretinate
            Ma Winzozz e Micromerd sono nomignoli diffusi per un'azienda pluripregiudica e i suoi prodotti commerciali scadenti.Tu invece hai offeso e insultato individui con cui scambiavi opinioni.C'è una bella differenza...Ormai anche gli amministratori di quel sistema operativo lo chiamano Winzozz, è un nomignolo ma ormai di uso comune.È spregiativo vero, ma ormai accettato e comunque non riferito a persone.
          • Anonimo scrive:
            Re: E basta con queste cretinate
            - Scritto da:

            Ma Winzozz e Micromerd sono nomignoli diffusi per
            un'azienda pluripregiudica e i suoi prodotti
            commerciali
            scadenti.questa è una tua opinione ed è anche dannosa.Le aziende che utilizzano prodotti microsoft devono portarsi queste critiche da bambini.
            Tu invece hai offeso e insultato individui con
            cui scambiavi
            opinioni.

            C'è una bella differenza...non mi pare
            Ormai anche gli amministratori di quel sistema
            operativo lo chiamano Winzozz, è un nomignolo ma
            ormai di uso
            comune.
            È spregiativo vero, ma ormai accettato e comunque
            non riferito a
            persone.
            si vabbèscivolosi gli specchi vero?io invece mi ci offendo.Adoro windows e visual studio, per me sono i prodotti migliori del mondo. Sentirli criticare da bambini la prendo come offesa personale, perchè è come se mi stessi insultanto sulle mie capacità di scegliere i tool di lavoro e stai insultando i miei clienti che in questi anni si sono affidati a me.Come vedi è tutto questione di punti di vista e sarebbe mio grande piacere dimostrare che microsoft è solo una azienda con pregi e difetti e che l'open non è il bene di questo mondo ma solo un modello commerciale a vantaggio di multinazionali ed installatori e a svantaggio della categoria dei programmatori in cui mi inserisco
          • Anonimo scrive:
            Re: E basta con queste cretinate

            Ma Winzozz e Micromerd sono nomignoli diffusi per
            un'azienda pluripregiudica e i suoi prodotti
            commerciali
            scadenti....
            È spregiativo vero, ma ormai accettato e comunque
            non riferito a
            persone.
            Veramente, mode e conformismo a parte, il non voler usare quei nomi sostituendoli con nomignoli vari deriva dal non voler far pubblicità gratuita a quei software, e non contribuire, anche con i liberi post, a diffondere quei nomi nelle ricerche su google.Provate a cercare winzozz o winmerd o quel che vi viene in mente su google e vedrete il perché. Se volete contribuire a far pubblicità a qualche azienda bisognosa chiamatela per nome, altrimenti fate come vi pare.Secondo me i nomignoli, nel caso specifico, sono più efficaci e descrivono meglio l'anima di quell'azienda, magari un giorno mi renderò conto di aver sbagliato prospettiva, magari dovevo leggere Bùlgakov con piu' attenzione, soprattutto "Cuore di cane".
          • Mechano scrive:
            Re: E basta con queste cretinate
            Ti do perfettamente ragione ed è uno dei motivi per cui anche io non uso i nomi commerciali veri. È solo pubblicità gratuita che quell'azienda e quei prodotti non meritano.--Mr. Mechano
          • Anonimo scrive:
            Re: E basta con queste cretinate

            Io comunque sono di destra ma non mi sta
            simpatico affatto berlusconi. Sono per il lavoro
            duro, chi merita deve guadagnare. Odio
            soprattutto i furbi, quelli che cercano di fare
            i soldi con il lavoro degli altri.ah,cioè critichi l'ideologia ed il sistema capitalista, che è di destra;risultato = per la seconda volta dici il contrario di quello che hai affermato in precedenza;ma , scusa , ad ingegneria informatica non insegnano più in base a metodi scientifici;scusa,per curiosità, che insegnano : le teorie di julius evola? ;)
        • Anonimo scrive:
          GPL
          - Scritto da: Mechano

          Un creativo gode dal solo atto creativo non
          guarda il vicino di casa che gli ruba qualcosa,
          anche perché licenze come la GPL sono nate
          apposta per questo, impedure che qualcuno ci rubi
          qualcosa. All'atto pratico non è cosìShareaza, software rilasciato con la licenza GPLhttp://punto-informatico.it/download/scheda.asp?i=1121315una software house ha rippato i sorgenti, li ha modificati, chiusi e vende il programma come loro proprietà...http://forums.shareaza.com/showthread.php?threadid=37555&perpage=15&pagenumber=1e non è l'unico caso...cosa si fa in questi casi?come può una comunità di sviluppatori difendersi da questi abusi?
          • Anonimo scrive:
            Re: GPL
            - Scritto da:
            All'atto pratico non è così

            Shareaza, software rilasciato con la licenza GPL
            http://punto-informatico.it/download/scheda.asp?i=

            una software house ha rippato i sorgenti, li ha
            modificati, chiusi e vende il programma come loro
            proprietà...
            http://forums.shareaza.com/showthread.php?threadid

            e non è l'unico caso...

            cosa si fa in questi casi?
            come può una comunità di sviluppatori difendersi
            da questi
            abusi?
            Contro Sitecom ed altri produttori di router però ci sono riusciti. Li hanno portati in tribunale ed hanno dovuto rilasciare i sorgenti.Daltronde non gli si chiede altro che i sorgenti.Anche in Europa ci sono un paio di casi di successo contro questi comportamento. La FSF ti da molta consulenza in tal senso.
        • Anonimo scrive:
          Re: E basta con queste cretinate
          - Scritto da: Mechano
          Ora lasciamo stare l'informatica i brevetti e le
          licenze GPL e ti racconto una storia di successo
          di una persona che ama rendere partecipi gli
          altri del suo atto
          creativo.

          http://www.lamarmitta.it

          È il sito di un amico (che tra parentesi gli ho
          potuto regalare grazie a Linux, Joomla, Zoom
          Gallery e tutti gli strumenti liberi
          dell'opensource).
          Apparentemente sembra un qualsiasi marmittaro. Ma
          se guardi bene la sezione gallery, in realtà è un
          uomo creativo che ama plasmare la materia e
          mostrare a tutto il mondo i suoi
          capolavori.

          Ha avuto numerose critiche dai suoi colleghi
          perché tutti gli dicono che diffondendo così
          tanti dettagli sui suoi lavori permette a
          chiunque di
          copiarglieli.
          Voleva quasi togliere la sezione foto lasciando
          pochissime
          cose.
          Io gli ho fatto lo stesso discorso che sto
          facendo a te, ed il fatto di non preoccuparsi
          della paura che qualcuno glieli copii. Lui sarà
          sempre l'autore originale e alla fine un sito
          così ricco di dettagli premierà perché sarà visto
          in tutto il mondo e prima o poi ci finirà chi
          apprezza la sua
          creatività.qualche corporation che potrebbe brevettare quei modelli, fare causa al tizio imponendogli di chiudere immediatamente, il tizio potrebbe venire da te a fraccarti di botte...
          • Mechano scrive:
            Re: E basta con queste cretinate
            Toh il tizio esiste e vende quei prodotti da prima di qualsiasi multinazionale che glieli ha copiati... Sarà difficile che gli si faccia causa.Al limite lo copiano e basta.Lui non ha paura comunque che qualcuno gli copii qualcosa, ha una quantità di lavoro enorme anche così...Proprio ieri lo hanno chiamato da Genova un club di amanti delle Porsche anni '70 che non trovano più linee di scarico per le loro auto. Si stanno riunendo alcune decine di proprietari iscritti al club per commissionargliene una partita, una ciascuno. E quando gli ha chiesto dove lo hanno conosciuto, gli hanno detto nei motori di ricerca ed hanno visto il sito per convincersi della qualità.Da quando gli ho fatto il sito non ha fatto che ringraziarmi, figuriamoci quali botte. Pensa che glielo ho installato e fatto la grafica (l'header e alcuni dettagli) in un solo week end su un vecchio server IBM di qualità costato 100 euro completo di monitor tastiera e mouse ad un mercatino/fiera dell'elettronica.Il software tutto libero con Xubuntu, Joomla e la componente Zoom Gallery. Un pomeriggio a casa sua per la formazione all'uso del pannello di controllo e via.--Mr. Mechano
      • Anonimo scrive:
        Re: E basta con queste cretinate
        - Scritto da:
        Io ingegnere meccanico mi faccio il culo su
        libri, ricerche e formule per inventare un
        componente per auto rivoluzionario e poi quando
        si tratta di prendere i profitti lo regalo al
        mondo?certo, se tutti quelli in grado di farlo lo facessero ne avresti beneficio anche tu.
        ma te sei scemo, chi me lo fa fare, tanto vale
        fermarmi alla terza media, tanto con il tuo
        lavoro mi basta aspettare che un ingegnere in un
        altro paese inventi quello che mi
        serve.Chi te lo fa fare? Te stesso! Il tuo appagamento nel fare cio che ami!Una persona brillante è spinta dal desiderio di conoscenza, di realizzare le sue idee, non dal profitto: quella è una persona avida.Se fosse possibile avere una vita economicamente dignitosa (non esagerata, ne da fame), questo sarebbe possibile. Ovvio che creare necessità economiche soffocanti a qualcuno fa comodo, così può usarti come vuole...
        Bel modo il tuo di ragionare. La necessità di
        cultura scientifica serve appunto per dare forza
        alla ricerca. Così facendo tu elimini il concetto
        di ricerca perchè per fare ricerca servono i
        soldi ed i soldi buoni arrivano dai settori
        militari ed industriali.Non è solo profitto, basterebbe la passione e la possibilità di viver dignitosamente.
        Ma alla gente chi glielo fa fare ad impegnarsi se
        secondo la tua logica basta aspettare con la
        bocca aperta che qualcuno ti dia da
        mangiare.Ci sono persone che non sanno stare a guardare, ma sono spinte da se stesse e dalle proprie intuizioni; e spesso non le seguono per procurarsi "la pagnotta" :(Ci sono altre persone che non hanno queste capacita/ interessi (forse altre) ma per desiderio/necessità di profitto si insunuano, occupano posti a volte importanti e producono male (a volte disastri); meglio sarebbe se facessero altro.
        Classico atteggianto da fancazzista.
        "Compagno, tu lavori ed io magno"
        avevano proprio ragione quelli che si sono
        inventati questo
        dettoHo spesso a che fare con persone, le quali preferisco stiano a guardare, che cercare di dare una mano "obbligatoria", dando solo più fastidio al valore aggiunto.
        Io che mi impegno non voglio abbassarmi al tuo
        stile di vita perchè tu non hai voglia di fare un
        cazzo Io quando mi impegno lo faccio più volentieri per la mia gratificazione e desiderio di conoscienza/creazione, beneficio per la comunità.la cosa che più mi deprime è l'essere schiacciato da un concetto di "stile di vita" che ihmo nemmeno dovrebbe esistere,(troppi ingordi).Su questa terra ci sono risorse per tutti, e siamo l'UNICA razza vivente ad aver problemi di profitto e necessità monetarie. per fortuna che siamo gli illuminati... :'(
        • Anonimo scrive:
          Open ad una condizione
          ho anche io le mie passioni, passioni per cui non vengo pagato, che coltivo sul mio pc a tempo perso (sono ingegnere informatico comunque). Alcune anche abbastanza promettenti. Se uno di questi progetti dovesse andare in porto potrei magari smettere di fare il mio lavoro e vivere di questo. Se però lo regalo in giro arriveranno dei farabutti che con 1 giorno di lavoro si approprieranno di quanto ho sviluppato in anni.Non è bello. A me l'open piace ma solo ad una condizione:deve poterlo usare solo chi contribuisce veramente al progetto. Quindi o contribuisci realizzando veramente parti del software oppure sganci i soldi. Quindi c'è open office? Benissimo.30 euro per chi lo usa o gratis a chi scrive il modulo X per fare la funzione Y.Scommetti che funzionerebbe anche di più? Vedresti programmatori darsi da fare per poterlo usare gratis
          • Anonimo scrive:
            Re: Open ad una condizione
            - Scritto da:
            ho anche io le mie passioni, passioni per cui non
            vengo pagato, che coltivo sul mio pc a tempo
            perso (sono ingegnere informatico comunque).Sarebbe una bella prospettiva, che tu potessi già ora, avere il tempo e la possibilità di farlo :)Se ora non è realizzabile, almeno è possibile cominciare a pensare a un futuro alternativo, e pian piano quando il pensiero diventa forte e numeroso i fatti accadono. (vedi l'open source)
            Alcune anche abbastanza promettenti. Se uno di
            questi progetti dovesse andare in porto potrei
            magari smettere di fare il mio lavoro e vivere di
            questo.come sopra :)
            Se però lo regalo in giro arriveranno dei
            farabutti che con 1 giorno di lavoro si
            approprieranno di quanto ho sviluppato in
            anni.
            Non è bello. Questo in una logica (attuale) di profitto (economico).In una logica di utilità, al massimo potrebbero contribuire a rendere popolare la tua creazione, non abrebbero profitto ma soddifazione nel loro ruolo e anche tu avresti beneficio.
            A me l'open piace ma solo ad una condizione:
            deve poterlo usare solo chi contribuisce
            veramente al progetto. Anche chi lo usa e ti comunica i problemi, i consigli, le opinioni/critiche in realtà contribuisce.Anche chi non ti dice niente ma lo pubblicizza.Anche chi lo usa e basta e non si lamenta (ti comunica che gli sta bene e che hai indovinato)
            Quindi o contribuisci
            realizzando veramente parti del software oppure
            sganci i soldi.anziche soldi, potrebbe darti dei servizi, facendo la sua parte, con le sue capacità. no? es. se ti spazzano il cortile hai più tempo per dedicarti alla tua passione.
            Quindi c'è open office? Benissimo.
            30 euro per chi lo usa o gratis a chi scrive il
            modulo X per fare la funzione
            Y.oppure, vedi sopra
            Scommetti che funzionerebbe anche di più?
            Vedresti programmatori darsi da fare per poterlo
            usare
            gratisnon ci sono solo programmatori, per fortuna! :D
          • Anonimo scrive:
            Re: Open ad una condizione

            Sarebbe una bella prospettiva, che tu potessi già
            ora, avere il tempo e la possibilità di farlo
            :)
            Se ora non è realizzabile, almeno è possibile
            cominciare a pensare a un futuro alternativo, e
            pian piano quando il pensiero diventa forte e
            numeroso i fatti accadono. (vedi l'open
            source)NOe vedere il primo fesso di turno che si appropria e vende il mio lavoro? No grazie.Lo regalo solo ad una condizione:è severamente vietato per chiunque fare soldi con il mio lavoro.Adoro la frase free for non commercial use.Sono felice di dare software a studenti, appassionati ed amatoriali. Ma se qualcuno ci fa i soldi allora no, mi pagasse la percentuale.
            Questo in una logica (attuale) di profitto
            (economico).
            In una logica di utilità, al massimo potrebbero
            contribuire a rendere popolare la tua creazione,
            non abrebbero profitto ma soddifazione nel loro
            ruolo e anche tu avresti
            beneficio.ho già avuto le mie soddisfazioni ed anche parecchie. Ma quelle gratuite a distanza di anni mi hanno fatto rodere abbastanza. Io mi sono preso tanti bravo ma intanto i soldi li hanno fatti loro.Bastardi
            Anche chi lo usa e ti comunica i problemi, i
            consigli, le opinioni/critiche in realtà
            contribuisce.free for non commercial use e comunque esistono le demo
            es. se ti spazzano il cortile hai più tempo per
            dedicarti alla tua
            passione.così mi piace infatti leggi sotto

            Quindi c'è open office? Benissimo.

            30 euro per chi lo usa o gratis a chi scrive il

            modulo X per fare la funzione

            Y.

            oppure, vedi sopraesatto
            non ci sono solo programmatori, per fortuna! :Dquello che è.Nel mio software ad esempio potrebbero servire delle icone. Invece di pagare un CD o di acquistarle da internet conviene pagare un grafico per farsele fare, in quel caso lui mi fa la grafica ed è quindi autorizzato all'utilizzo del prodotto. Ma l'imprenditore che arriva e dice, che bel programma ora non devo più acquistare quello a pagamento invece si attacca e tira forte. L'open sarebbe buono come società libera in cui si partecipa economicamente o come lavoro.Ma l'open invece significa "che bello, è gratis". Allora no. Open dicono tutti che è diverso da free ma attualmente non mi pare proprio
          • Mechano scrive:
            Re: Open ad una condizione
            Ma la GPL (nel settore informatico) serve proprio a questo. Chi trova un progetto non se ne può appropriare ma solo estenderlo e deve riconoscere i meriti degli autori originari.Linus Torvalds ha rilasciato la prima versione del kernel di Linux, oggi potrebbe tranquillamente aprirsi la sua azienda stile RedHat/Suse/Mandriva e vivere da nababbo con tutto quello che a Linux ci hanno aggiunto gli altri.Non lo fa perché a lui piace fare altro, inventare ancora altre cose, migliorare ancora Linux. Ed infatti guadagna ancora molto bene da lavori come quelli che gli ha dato Transmeta o all'interno di OSDL con quello che fornisce IBM, HP, Dell, Nokia ed altre aziende al laboratorio.Attenzione ciò non vuol dire che senza quelle aziende non ci sarebbero quadagni per OSDL, a Linus resterebbe sempre l'alternativa di costruire servizi e valore aggiunto a pagamento attorno a quello che è diventato Linux.Questo è un esempio, non deve starci necessariamente Linux di mezzo.--Mr. Mechano
          • Anonimo scrive:
            Re: Open ad una condizione

            Ma la GPL (nel settore informatico) serve proprio
            a questo. Chi trova un progetto non se ne può
            appropriare ma solo estenderlo e deve riconoscere
            i meriti degli autori
            originari.non mi pare proprio. Io posso prendere linux e venderla senza soldi. Torwalds non può chiedermi soldi ma io posso farceli. Spiegami invece una cosa.Io propongo questo sistema:io creo il programma, sistema operativo "tapparelle 2007". Tu vuoi usarlo. Io ti dico: se mi fai il modulo per avere il touchscreen diventi coproprietario dell'OS altrimenti lo paghi.A me sembra giusto. In questo modo io posso migliorare il mio prodotto, entrambi possiamo usarlo per fare soldi e non ci troviamo la concorrenza di chi non ha fatto nulla e sta sfruttando il nostro lavoro per far soldi senza pagare la gente.Ti piace? A te probabilmente no, a te piace solo avere la roba gratis
          • Mechano scrive:
            Re: Open ad una condizione
            Ma scusa sul software ci sono tutti i crediti.Chi copia e va solo a vendere quel prodotto non può togliere i crediti originari. E chi compra se conosce il meccanismo del software libero potrebbe rivolgersi direttamente agli autori invece che a dei semplici rivenditori.Questi rivenditori devono dare davvero qualcosa in più per poter scavalcare gli altri.Ok che se conoscono due aziende riescono a vendere ed essere referenti unici, ma questo è un mercato limitato della cerchia del passaparola locale.Se a Milano serve un software che ha inventato un'azienda che è a Torino e lo prende e lo vende anche una di Brescia così com'è senza aggiungerci nulla. Se nel software ci sono i greetings di chi lo ha prodotto non potrebbe essere più conveniente chiamare l'autore originario da Torino invece che il bresciano?Allora il bresciano per valere di più dell'autore originario deve metterci qualcosa di davvero utile in questo software. Ma a causa della GPL il bresciano le sue aggiunte le deve rendere pubbliche e le potrebbe prendere e rivendere anche il torinese ma che si trova un pizzico più avvantaggiato perché è l'autore originario.Allora il torinese ha fatto qualcosa che tu giudichi abominevole, regalare una sua invenzione, ma ponendo il veto di appropriazione grazie alla GPL. Il bresciano ha avuto un vantaggio trovando già fatto qualcosa, ma per essere convincente col cliente milanese ha dovuto aggiungerci qualcosa che però è stato costretto dalla GPL a rilasciare a sua volta.Così sia torinese che bresciano si trovano lo stesso prodotto ma in concorrenza che deve evolvere da una parte o dall'altra per trovare i consensi dei clienti milanesi o romani che siano.Ci hanno guadagnato tutti, torinesi, bresciani e clienti milanesi che godono da questo fenomeno di concorrenza.Se i torinesi avessero fatto come proponi tu i milanesi avrebbero un prodotto ad un prezzo unico, servito da una sola azienda, che può decidere anche di non farlo evolvere e venderlo comunque caro perché il milanese non saprebbe a chi altro rivolgersi e c'è sopra il brevetto o il copyright che lo protegge per una rendita infinita.Ci ha perso tutta la comunità a vantaggio della sola azienda torinese.È così per ora che va il mondo. Ma la filosofia della condivisione della conoscenza sta cambiando le cose.--Mr. Mechano
          • Anonimo scrive:
            Re: Open ad una condizione
            sei bravo a mescolare la pappa.La verità è una:tu non vuoi pagare.Tutte queste storielle sono una illusione che ti crei.A te serve che sia gratis.La mia idea è migliore:o soldi, o collaborazionedella comunità non me ne frega niente e lo sai perchè? Perchè del mio lavoro se ne avvantaggiano solo gli utenti, come te che vai ad installarlo sui pc o la IBM che ha gratis qualcosa da mettere nei server per dargli valore.NOIBM ha bisogno del software che ho scritto? Mi paga oppure mi da un contributo. Lo vuole anche la SUN? Mi paga anche lei altrimenti appartiene solo a me e ad IBM. Questo è OPEN!=FREEl'open attuale è === (3 =) a free perchè il meccanismo permette a tutti di fare i soldi con il lavoro di uno che equivale a rendere dannoso il processo di produzione del software perchè economicamente conviene che sia un altro a farlo. Con il mio sistema invece conviene darsi da fare, ci sarebbe addirittura la corsa perchè finchè ci sono lavori da fare la gente può approfittarne per diventare soci del progetto.In questo modo io ho lavorato al 10% ed ho il 10% del prodotto, tu che non hai fatto nulla mi dai i soldi e siamo tutti felici.
          • Anonimo scrive:
            Re: Open ad una condizione
            - Scritto da: Mechano
            Ma scusa sul software ci sono tutti i crediti.
            Chi copia e va solo a vendere quel prodotto non
            può togliere i crediti originari.

            E chi compra se conosce il meccanismo del
            software libero potrebbe rivolgersi direttamente
            agli autori invece che a dei semplici
            rivenditori.

            Questi rivenditori devono dare davvero qualcosa
            in più per poter scavalcare gli
            altri.
            Ok che se conoscono due aziende riescono a
            vendere ed essere referenti unici, ma questo è un
            mercato limitato della cerchia del passaparola
            locale.

            Se a Milano serve un software che ha inventato
            un'azienda che è a Torino e lo prende e lo vende
            anche una di Brescia così com'è senza aggiungerci
            nulla. Se nel software ci sono i greetings di chi
            lo ha prodotto non potrebbe essere più
            conveniente chiamare l'autore originario da
            Torino invece che il
            bresciano?no, il bresciano (che non ha prodotto nulla) lo vende a metà prezzo quindi...
          • Mechano scrive:
            Re: Open ad una condizione
            - Scritto da:

            no, il bresciano (che non ha prodotto nulla) lo
            vende a metà prezzo
            quindi...Mah a essere sinceri all'inizio i progetti opensource sono commercialmente improponibili.Quando si è spalmato molto sviluppo sulla community e iniziano ad essere stabili e di qualità si può iniziare a parlarne.Non a caso molte aziende produttrici di software opensource hanno due linee di prodotto, una più semplice e limitata nelle funzioni gratuita, ed una più sofisticata a pagamento.Questa è un'altra possibilità. Quella per esempio usata da MySQL con il MySQL Max a pagamento o da Maguma con Maguma Workbench (un IDE RAD) in due versioni.--Mr. Mechano
          • Anonimo scrive:
            Re: Open ad una condizione
            - Scritto da:
            Quindi c'è open office? Benissimo.
            30 euro per chi lo usa o gratis a chi scrive il
            modulo X per fare la funzione
            Y.
            Scommetti che funzionerebbe anche di più?
            Vedresti programmatori darsi da fare per poterlo
            usare
            gratisbuona l'idea, ma di difficile applicazione pratica.
      • Anonimo scrive:
        Re: E basta con queste cretinate
        rotfl, se matematici e fisici l'avessero pensata come te staremmo ancora nel medioevo e gli ingegneri progetterebbero al massimo catapulte e carretti; se fourier non avesse prodotto tutto il lavoro che ha prodotto perche' "compagno ingegnere io produco e tu magni", ecc.. non avremmo avuto progresso tecnologico. Forse ti riuscira' difficile crederlo ma c'e' chi fa ricerca perche' gli piace (e comunque ci vive benissimo, senza bisogno di brevetti; vive con i fondi destinati a quella ricerca da gente cui interessano i risultati, certo non e' come fare il parassita producendo qualcosa e vivendoci di rendita con i brevetti tutta la vita; in questo caso devi lavorare non puoi vivere di rendita, ma ci vivi benissimo)
        • Anonimo scrive:
          Re: E basta con queste cretinate
          Leonardo Da Vinci veniva pagato per quello che faceva. Albert Einstein anche. Gli scienziati avevano soldi dai signori locali, come pittori, scrittori ed artisti. Lavorano. Quelli che facevano tutto gratis avevano già i soldi.Michelangelo stava in una bottega ad imparare e poi quando dipingeva il papa cacciava la grana.Ci sono stati anche gli artisti e gli scienziati poveri, morti in miseria a vendere quadri per la pasta (ah, allora no, vedi che anche la loro arte era al servizio della moneta).Sarebbe bello fare tutto per hobby ma non è possibile e nel mondo di oggi dove imprenditori sono pronti a fare soldi alle tue spalle regalargli anche il lavoro è il peggio che si possa fare. Come i consulenti che si fanno pagare 500 euro al mese che rovinano il mercato.
          • Anonimo scrive:
            Re: E basta con queste cretinate
            Ma perché nessuna azienda ha preso Linux e lo rivende come suo, dice che è suo, ci fa soldi solo lei?
          • Anonimo scrive:
            Re: E basta con queste cretinate
            - Scritto da:

            Ma perché nessuna azienda ha preso Linux e lo
            rivende come suo, dice che è suo, ci fa soldi
            solo
            lei?
            "I prodotti Linux non si basano su una distribuzione Linux qualsiasi; al cuore dei nostri desktop risiede SUSE Linux, la distribuzione Linux più sicura esistente. Grazie al nuovissimo kernel Linux, la soluzione si avvale di un notevole supporto hardware e assicura tempi di avvio più rapidi, una gestione potenziata e prestazioni migliori per operazioni multiple e applicazioni multimediali."90 dollari per aver scritto un pò di cartaccia?
          • Anonimo scrive:
            Re: E basta con queste cretinate
            - Scritto da:
            "I prodotti Linux non si basano su una
            distribuzione Linux qualsiasi; al cuore dei
            nostri desktop risiede SUSE Linux, la
            distribuzione Linux più sicura esistente. Grazie
            al nuovissimo kernel Linux, la soluzione si
            avvale di un notevole supporto hardware e
            assicura tempi di avvio più rapidi, una gestione
            potenziata e prestazioni migliori per operazioni
            multiple e applicazioni
            multimediali."

            90 dollari per aver scritto un pò di cartaccia?Libero di non comprarla e prenderne una uguale che fa le stesse cose ma risponde alle tue esigenze.$90 comprendono scatola, manuale e assistenza.A chi servono queste cose la compri, chi ne può fare a meno ha altre opportunità.È lo stesso con winzozz ed altri prodotti simili?
          • Anonimo scrive:
            Re: E basta con queste cretinate
            - Scritto da:
            Leonardo Da Vinci veniva pagato per quello che
            faceva. Albert Einstein anche.

            Gli scienziati avevano soldi dai signori locali,
            come pittori, scrittori ed artisti. Lavorano.
            Quelli che facevano tutto gratis avevano già i
            soldi.
            Michelangelo stava in una bottega ad imparare e
            poi quando dipingeva il papa cacciava la
            grana.appunto, si facevano pagare a lavoro e non pretendevano di campare di rendita sul brevetto d'un idea
          • Anonimo scrive:
            Re: E basta con queste cretinate

            appunto, si facevano pagare a lavoro e non
            pretendevano di campare di rendita sul brevetto
            d'un
            ideasu una sistema ai brevetti ci sto, ma ad una abolizione no.Se io produco un qualcosa per un minimo di tempo devo mantenerne l'esclusiva anche se ti dò ragione: non a vita
          • Mechano scrive:
            Re: E basta con queste cretinate
            - Scritto da:
            su una sistema ai brevetti ci sto, ma ad una
            abolizione
            no.
            Se io produco un qualcosa per un minimo di tempo
            devo mantenerne l'esclusiva anche se ti dò
            ragione: non a
            vitaAnche io sono per un ridimensionamento.Ma quando le multinazionali non ci saranno più, se mai si riuscirà a smembrarle e ridimensionarle, i brevetti non serviranno più a molto. Ci si renderà conto che si possono anche abolire, o lasciare ma sono fermamente convinto che ci ricorreranno poche aziende e pochi inventori.--Mr. Mechano
          • Anonimo scrive:
            Re: E basta con queste cretinate
            Mr. Mechanoio conosco molto il settore videoludico. Nelle aziende i più pagati sono coloro che sviluppano tecnologie. Se un gioco ha un sistema di luci particolarmente bello venderà. Quindi sono d'accordo al brevetto. Io l'ho inventato, voglio sfruttarlo io per un 2 anni, poi è tutto vostro. Il brevetto a vita però no. Carmack ha scritto le sue ombre, le ha usate. Ora basta. Con l'open secondo me si dà man forte alle multinazionali perchè si elimina la fascia media di mercato. Oggi c'è budget e professionale. Il prodotto fa prima schifo, poi diventa vendibile a 20 euro, poi a 50, poi a 200 e poi ammazza i prodotti (o vengono acquistati da grandi aziende).Con l'open invece rimane solo free e professionale. Microsoft non vedrà mai rivali (se ci fai caso più cresce l'open e più spariscono software house che non fanno consulenza). Nei giochi invece ancora si resiste. Ci sono molte aziende che fanno giochi a poco e con le risorse accumulate puntano a prodotti sempre migliori.
          • Mechano scrive:
            Re: E basta con queste cretinate
            - Scritto da:
            di luci particolarmente bello venderà. Quindi
            sono d'accordo al brevetto. Io l'ho inventato,
            voglio sfruttarlo io per un 2 anni, poi è tutto
            vostro. Il brevetto a vita però no. Carmack ha
            scritto le sue ombre, le ha usate. Ora basta.

            Con l'open secondo me si dà man forte alle
            multinazionali perchè si elimina la fascia media
            di mercato.

            Oggi c'è budget e professionale.
            Il prodotto fa prima schifo, poi diventa
            vendibile a 20 euro, poi a 50, poi a 200 e poi
            ammazza i prodotti (o vengono acquistati da
            grandi
            aziende).
            Con l'open invece rimane solo free e
            professionale. Microsoft non vedrà mai rivali (se
            ci fai caso più cresce l'open e più spariscono
            software house che non fanno consulenza). Nei
            giochi invece ancora si resiste. Ci sono molte
            aziende che fanno giochi a poco e con le risorse
            accumulate puntano a prodotti sempre
            migliori.Le multinazionali sono terribilmente preoccupate dall'opensource. Tanto è vero che solo chi non lo ha capito sin dall'inizio gli ha dato contro e questo dargli contro si è rivelato solo un'arma a doppio taglio. Vedi Micro$oft che parlava di Linux come moda momentanea e prodotto hobbistico di qualità scadente.Come per loro era moda passeggera anche Internet nel '92-'94, tanto che credevano di poterlo copiare e farlo meglio con MSN (ma s'è mai vista questa meravigliosa rete alternativa di M$?).Anche se aziende come IBM ci si sono buttati appoggiandolo a capofitto tu credi che sarebbero felici se diventassero opensource pure le tecnologie SOI (Silicon On Insulator) e le architetture delle CPU? Io credo che IBM, Intel e tante altre farebbero i diavoli a quattro per combattere contro queste libertà di condivisione.Con i progetti opensource, questi sono scadenti nelle prime fasi dopo la creazione. Nel momento in cui vengono scoperti da altri sviluppatori e aziende a cui possono servire o che ci hanno visto un modo per guadagnare visibilità, vedrai che questi iniziano a crescere.Non mi pare che KDE, Apache, Gnome e numerosissime librerie siano cose inutili e scadenti.I videogiochi sono un mercato ricco e goloso, ma nulla vieta di applicare anche a loro la filosofia opensource per farli evolvere.--Mr. Mechano
          • Anonimo scrive:
            Re: E basta con queste cretinate
            - Scritto da: Mechano

            - Scritto da:


            di luci particolarmente bello venderà. Quindi

            sono d'accordo al brevetto. Io l'ho inventato,

            voglio sfruttarlo io per un 2 anni, poi è tutto

            vostro. Il brevetto a vita però no. Carmack ha

            scritto le sue ombre, le ha usate. Ora basta.



            Con l'open secondo me si dà man forte alle

            multinazionali perchè si elimina la fascia media

            di mercato.



            Oggi c'è budget e professionale.

            Il prodotto fa prima schifo, poi diventa

            vendibile a 20 euro, poi a 50, poi a 200 e poi

            ammazza i prodotti (o vengono acquistati da

            grandi

            aziende).

            Con l'open invece rimane solo free e

            professionale. Microsoft non vedrà mai rivali
            (se

            ci fai caso più cresce l'open e più spariscono

            software house che non fanno consulenza). Nei

            giochi invece ancora si resiste. Ci sono molte

            aziende che fanno giochi a poco e con le risorse

            accumulate puntano a prodotti sempre

            migliori.

            Le multinazionali sono terribilmente preoccupate
            dall'opensource.no, Novell, Suse e IBM non lo sono.
      • Ataru73 scrive:
        Re: E basta con queste cretinate
        - Scritto da:
        Io ingegnere meccanico mi faccio il culo su
        libri, ricerche e formule per inventare un
        componente per auto rivoluzionario e poi quando
        si tratta di prendere i profitti lo regalo al
        mondo?No... tu ingegnere meccanico ti fai il culo sui libri per anni per inventare un componente per auto rivoluzionario che la grande azienda per cui lavori (ed ha pagato le spese di ricerca) brevetterà e comercializzerà.Ma quanti brevetti davvero utilizzati credi che appartengano a persone singole? La stragrande maggioranza sono di multinazionali. Fare un brevetto costa, e parecchio.
        • Anonimo scrive:
          Re: E basta con queste cretinate

          No... tu ingegnere meccanico ti fai il culo sui
          libri per anni per inventare un componente per
          auto rivoluzionario che la grande azienda per cui
          lavori (ed ha pagato le spese di ricerca)
          brevetterà e
          comercializzerà.
          Ma quanti brevetti davvero utilizzati credi che
          appartengano a persone singole? La stragrande
          maggioranza sono di multinazionali.

          Fare un brevetto costa, e parecchio.hai due possibilità:regalarlofarlo per le multinazionali.Nel primo caso ti prendi la gloria e la multinazionale i soldiNel secondo ti prendi meno gloria, un pò di soldi e la multinazionale i soldi (un pò di meno perchè ti ha dovuto pagare).Ok, vendo alle multinazionali
          • Anonimo scrive:
            Re: E basta con queste cretinate
            - Scritto da:

            No... tu ingegnere meccanico ti fai il culo sui

            libri per anni per inventare un componente per

            auto rivoluzionario che la grande azienda per
            cui

            lavori (ed ha pagato le spese di ricerca)

            brevetterà e

            comercializzerà.

            Ma quanti brevetti davvero utilizzati credi che

            appartengano a persone singole? La stragrande

            maggioranza sono di multinazionali.



            Fare un brevetto costa, e parecchio.
            hai due possibilità:
            regalarlo
            farlo per le multinazionali.

            Nel primo caso ti prendi la gloria e la
            multinazionale i
            soldi
            Nel secondo ti prendi meno gloria, un pò di soldi
            e la multinazionale i soldi (un pò di meno perchè
            ti ha dovuto
            pagare).

            Ok, vendo alle multinazionaliecco,quindi hai ammesso che il dire che studi e diventi ricco con l'invenzione è una cretinata che hai detto,bravo, la verità rende liberi,diceva qualcuno;purtroppo detta da una persona con una laurea,mi intristice perchè aumenta in me il sospetto che il livello della persone laureate non sia molto alto(per tutti : è una provocazione)
          • Anonimo scrive:
            Re: E basta con queste cretinate

            ecco,quindi hai ammesso che il dire che studi e
            diventi ricco con l'invenzione è una cretinata
            che hai detto,bravo, la verità rende
            liberi,diceva
            qualcuno;
            purtroppo detta da una persona con una laurea,mi
            intristice perchè aumenta in me il sospetto che
            il livello della persone laureate non sia molto
            alto
            (per tutti : è una provocazione)infatti non diventi ricco ma puoi ottenere un buon stipendiocon l'open invece fai la fameopen office non ha 5000 dollari per mettere un annuncio
          • Anonimo scrive:
            Re: E basta con queste cretinate
            Contro la TV martellante e gli investimenti di Micro$oft lo credo bene.Io conosco a Bolzano la Maguma soft che fa bellissimi tool di sviluppo per Linux e Windows, e ne ha versioni opensource. Sono li da anni, non mi pare che siano falliti, e ci si paga lo stipendio in qualche decina.Lo stesso per Antitachion in Austria e per MySQL AG che è mi pare in scandinavia.
          • Anonimo scrive:
            Re: E basta con queste cretinate
            - Scritto da:

            ecco,quindi hai ammesso che il dire che studi e
            diventi ricco con l'invenzione è una cretinata
            che hai detto,bravo, la verità rende
            liberi,diceva
            qualcuno;
            purtroppo detta da una persona con una laurea,mi
            intristice perchè aumenta in me il sospetto che
            il livello della persone laureate non sia molto
            alto
            (per tutti : è una provocazione)l'università è un esamificio, non aiuta in alcun modo "all'elevazione" del livello di una persona.
          • Anonimo scrive:
            Re: E basta con queste cretinate

            l'università è un esamificio, non aiuta in alcun
            modo "all'elevazione" del livello di una
            persona.quindi che facciamo la chiudiamo o la cambiamo?
          • Anonimo scrive:
            Re: E basta con queste cretinate
            - Scritto da:

            l'università è un esamificio, non aiuta in alcun

            modo "all'elevazione" del livello di una

            persona.


            quindi che facciamo la chiudiamo o la cambiamo?le riforme l'hanno ridotta così, ulteriori riforme cosa produrranno?
          • Anonimo scrive:
            Re: E basta con queste cretinate
            ok,chiudiamola sono d'accordo!!
          • Anonimo scrive:
            Re: E basta con queste cretinate
            - Scritto da:
            l'università è un esamificio, non aiuta in alcun
            modo "all'elevazione" del livello di una
            persona.Anche se sono laureato mi trovi d'accordo almeno in parte. Ah, vorrei anche due ciambelle con il menu cheeseburger, grazie.
        • Anonimo scrive:
          Re: E basta con queste cretinate
          - Scritto da: Ataru73
          Fare un brevetto costa, e parecchio.Be' non sempre: i brevetti sul SW costano molto poco.
          • Ataru73 scrive:
            Re: E basta con queste cretinate
            - Scritto da:

            - Scritto da: Ataru73


            Fare un brevetto costa, e parecchio.

            Be' non sempre: i brevetti sul SW costano molto
            poco.In effetti non ho idea (anche se fortunatamente al momento sono brevetti "teorici" :P)Anni fa mi ero informato per un brevetto a livello europeo. Si parlava di svariate migliaia di euro per ogni stato in cui il brevetto doveva essere valido.Questo però era il meno... il grosso delle spese arriva se qualcuno ti porta in tribunale per contestare il tuo brevetto, cosa che, su tecnologie di uso "comune" ed a larga diffusione, ha un fattore di rischio molto alto, dato che i guadagni che ne derivano possono essere consistenti.E' questo che taglia le gambe ai privati. :(
          • Mechano scrive:
            Re: E basta con queste cretinate
            Io ai tempi non riuscii a brevettare un sistema di raffreddamento ad olio siliconico a basso coefficiente di dilatazione che inventai.Allora (nel 96) c'erano due convenzioni quella di Washinghton e quella di Ginevra. Entrambe coprivano differenti paesi ed ognuna aveva prezzi inaccessibili a qualsiasi privato.Trovavi solo aziende USA e Taiwanesi che volevano i disegni per farti sapere dopo se era interessante.Dovetti desistere e mi limitai a produrne dei pezzi artigianali per applicazioni custom.Poi arrivarono le pompe di calore che sono più semplici e di efficienza simile.Il mio sistema era praticamente una sorta di sistema di raffreddamento ad acqua che però prevedeva un sistema radiatore-pompa-ventola monoblocco e disassemblabile con vaso d'espanzione a membrana e valvola a lamella che permetteva di compensare la dilatazione del lubrificante quando questo scaldava e di non dover obbligatoriamente rispettare una posizione verticale predefinita senza fuoriuscita di olio dal vaso.Questo avveniva dieci anni fa quando ancora non conoscevo Linux e la filosofia opensource.Oggi molti miei lavori li condivido in siti di nicchia come la tecnica di stagnatura per accorciare e ridurre il precarico delle molle del depressore nei carburatori CV per individuare la carburazione ai medi regimi.E le modifiche ai tubi emulsionanti e polverizzatori.Elaborazioni e modifiche a numerosi motocicli e tecniche di regolazione di sospensioni e tuning di vario genere. Frequento tutti i principali forum tecnici di questo genere.Molti trucchi e consigli li butto su www.Mechanicamente.itspero presto di poterci mettere alcuni software opensource che sto scrivendo. Molti software su cui ho lavorato erano specifici e il committente ha voluto i sorgenti e l'esclusiva.--Mr. Mechano
          • Anonimo scrive:
            violazione GPL
            - Scritto da: Ataru73

            - Scritto da:



            - Scritto da: Ataru73




            Fare un brevetto costa, e parecchio.



            Be' non sempre: i brevetti sul SW costano molto

            poco.

            In effetti non ho idea (anche se fortunatamente
            al momento sono brevetti "teorici"
            :P)
            Anni fa mi ero informato per un brevetto a
            livello europeo. Si parlava di svariate migliaia
            di euro per ogni stato in cui il brevetto doveva
            essere
            valido.
            Questo però era il meno... il grosso delle spese
            arriva se qualcuno ti porta in tribunale per
            contestare il tuo brevetto, cosa che, su
            tecnologie di uso "comune" ed a larga diffusione,
            ha un fattore di rischio molto alto, dato che i
            guadagni che ne derivano possono essere
            consistenti.
            E' questo che taglia le gambe ai privati. :(se un'azienda viola la GPL su un software di un privatoil privato dovrà difendersi in tribunale a caro prezzo, gli conviene?
          • Ataru73 scrive:
            Re: violazione GPL
            - Scritto da:
            se un'azienda viola la GPL su un software di un
            privato
            il privato dovrà difendersi in tribunale a caro
            prezzo, gli
            conviene?In America c'e' lo strumento della class action.Nel resto del mondo e' sicuramente possibile che il gioco non valga la candela, pero' puo' essere un gioco rischioso anche per l'azienda. In fin dei conti sta sempre investendo soldi (anche se magari non molti) su un software che e' disponibile gratuitamente ed in ogni caso puo' rischiare, come minimo, una caduta di immagine se la cosa viene pubblicizzata abbastanza (ed in questo Internet aiuta ^^).
    • Anonimo scrive:
      Re: Livellare il costo della vita
      tu non sei un comunista, sei un approfittatore.Scommetto che se ti chiedo cosa c'è dietro il banner donate neanche lo sai.Per non parlare del contributo come codice:magari avrai cambiato una stringa e ti vanti di aver contribuito a chissà quale progetto
    • golan77 scrive:
      Re: Livellare il costo della vita
      (Simone Brunozzi, autore dell'articolo)Concordo perfettamente, Mechano!Simone
    • Anonimo scrive:
      Re: Livellare il costo della vita
      - Scritto da: Mechano
      Io mi chiedo alla lunga quali vantaggi
      possano esserci per i paesi industrializzati
      il delocalizzare il lavoro nei paesi poveri
      per il solo incamerare enormi capitali e
      tenerli lì incamerati e basta spendendone
      solo frazioni per marketing e R&D.Qui stai dicendo una cosa ben precisa: che secondo te l'attuale modello di sviluppo è insostenibile a lungo termine.Occhio, che è esattamente quello che stanno dicendo da anni i No Global / New Global .E, si sa, i No Global / New Global sono brutti, sporchi e cattivi, ce lo dicono sempre in TV.E sono pure comunisti, fanno solo casini e gli piace giocare alla guerriglia urbana durante le manifestazioni, contro i poliziotti, quindi sono anche sovversivi.Pure questo ce lo dicono sempre in TV.Quello che non passa mai in TV, invece, sono le ragioni dei No Global / New Global , in Italia tutto il sistema dell'informazione si è guardato bene dal farci capire come mai, ad esempio, decine di migliaia di persone non violente si sono prese la briga di andare a Genova a manifestare durante un G8, no, si è parlato solo dei facinorosi e del morto, facendo passare la tesi "Sono tutti facinorosi".Scusate il francesismo: Col Cazzo.C'erano decine di migliaia di persone che manifestavano pacificamente anche contro le forme di sfruttamento dei paesi poveri e impoverimento della popolazione dei paesi ricchi descritte così bene in questo articolo.Ora, cambiare modello di sviluppo per adottarne uno sostenibile NON è indolore (emblematica la frase di George Bush nel respingere il protocollo di Kyoto, il tenore di vita degli americani non può essere messo in discussione ), però qualche volta sarebbe meglio ascoltare e cercare di capire i ragionamenti e le ragioni dei movimenti antiglobalizzazione...
      • Mechano scrive:
        Re: Livellare il costo della vita
        - Scritto da:
        Qui stai dicendo una cosa ben precisa: che
        secondo te l'attuale modello di sviluppo è
        insostenibile a lungo
        termine.

        Occhio, che è esattamente quello che
        stanno dicendo da anni i No Global / New
        Global .
        E, si sa, i No Global / New Global sono
        brutti, sporchi e cattivi, ce lo dicono sempre in
        TV.
        E sono pure comunisti, fanno solo casini e gli
        piace giocare alla guerriglia urbana durante le
        manifestazioni, contro i poliziotti, quindi sono
        anche
        sovversivi.
        Pure questo ce lo dicono sempre in TV.Se io ci sono arrivato indipendentemente facendo solo delle analisi, e ci sono numerosi altri con un minimo di intelligenza che ci sono arrivati prima di me, vuol dire che è vero. Come lo sono le stagioni, che la terra gira intorno al sole e la risoluzione delle equazioni.Ma ai coglionazzi messi a comandare dai poteri economici che hanno dietro non entra in zucca. O se ci entrasse non starebbero lì a fare il gioco di quelle figure, e sicuramente ci sarebbe un altro idiota a prendere il suo posto di burattino. Sarebbe un ottimo candidato il sostenitore del mio è mio e non me lo deve rubare nessuno, che risponde ai miei post di questo thread.
        Quello che non passa mai in TV, invece, sono le
        ragioni dei No Global / New Global ,
        in Italia tutto il sistema dell'informazione si è
        guardato bene dal farci capire come mai, ad
        esempio, decine di migliaia di persone non
        violente si sono prese la briga di andare a
        Genova a manifestare durante un G8, no, si è
        parlato solo dei facinorosi e del morto, facendo
        passare la tesi "Sono tutti
        facinorosi".Ieri sera su Rai 2 hai visto anche tu vero?Pensa che il documentario canadese sulla crisi argentina e le occupazioni delle fabbriche l'hanno fatto durante la partita finale dei mondiali di calcio. C'ero solo io a guardarlo e pochi altri che odiano i soliti 22 analfabeti in mutande che corrono dietro a un pallone.Il documentario portava un monito dei leader dei movimenti sociali argentini che diceva:"guardateci cosa siamo diventati, guardate come ciha ridotti la globalizzazione, perché questo è quello che succederà a breve anche a voi".
        Scusate il francesismo: Col Cazzo.

        C'erano decine di migliaia di persone che
        manifestavano pacificamente anche contro
        le forme di sfruttamento dei paesi poveri e
        impoverimento della popolazione dei paesi ricchi
        descritte così bene in questo
        articolo.

        Ora, cambiare modello di sviluppo per adottarne
        uno sostenibile NON è indolore
        (emblematica la frase di George Bush nel
        respingere il protocollo di Kyoto, il tenore
        di vita degli americani non può essere messo in
        discussione ), però qualche volta sarebbe
        meglio ascoltare e cercare di capire i
        ragionamenti e le ragioni dei movimenti
        antiglobalizzazione...Gli americani non vogliono rinunciare al frigo a due ante e le automobili V8 5000cc che fanno 3km/l.Vengono tenuti ignoranti dai mass media tutti privati e quindi di proprietà delle aziende.Anche loro riescono a malapena a vedere a 1 metro dal proprio naso.Dove l'80% non conosce la geografia e non sa neppure dove si trova l'Iraq, non può piangere se in un qualche paese lontano ci si scaricano qualche tonnellata di bombe su civili per esportare la democrazia e depredare il petrolio che gli permette di mantenere il frigo a due ante e il V8 5000cc.E per quello che si dovrebbe minare alla base ciò che viene sfruttato dalle multinazionali per portare avanti il loro latrocinio. I brevetti e la conoscenza protetta su cui si basano quelle economie.Distruggendo o ridimensionando enormemente i concetti di brevetto e copyright si aprirebbero i presupposti di milioni di ACME (Another Company Make Everything) in ogni paese.Piccole e medie imprese che se il loro mercato locale lo richiede aprono una catena di montaggio e una linea di produzione attingendo a migliaia di brevetti e progetti liberi da mettere immediatamente sotto prototipazione e collaudo per la successiva produzione.Migliorando e aggiungendo le proprie intuizioni a quello che hanno preso protetto sotto il copyleft.È vero nessuna azienda potra crescere in queste condizioni di concorrenza, ma nessuna azienda potra mai diventare grande come una multinazionale avara e oppressiva.Giusto milioni di PMI locali che alimentano mercati locali che danno una vita dignitosa a negozi e negozietti, ingegneri, operai e tutto localmente.Si ridurrebbero enormemente anche import/export riducendo trasporti, problemi di logistica e soprattutto inquinamento --Mr. Mechano
        • Anonimo scrive:
          Re: Livellare il costo della vita

          Ma ai coglionazzi messi a comandare dai
          poteri economici che hanno dietro non entra
          in zucca.Fossi in te, non ci giurerei che siano coglionazzi .
          Ieri sera su Rai 2 hai visto anche tu vero?No.
          Distruggendo o ridimensionando enormemente i
          concetti di brevetto e copyright si
          aprirebbero i presupposti di milioni di ACME
          (Another Company Make Everything) in ogni
          paese.A parte che quella di While E. Coyoye era American Company Making Everithing ;) il discorso sui brevetti e copyright è molto complesso: tanto per dire, io voglio la libertà di decidere se brevettare una mia invenzione oppure no, così come voglio la libertà di innovare senza dover sostenere l'onere della prova di non avere copiato un brevetto: l'onere della prova deve spettare a chi mi cita.Voglio avere la libertà di decidere cosa fare con il brano che ho appena composto, così come voglio la libertà di usare brani composti da altri entro un tempo ragionevole: se Mick Jagger morisse in questo momento (speriamo di no!!!), per poter utilizzare liberamente Satisfaction dovrei aspettare il 2081, diciamo che è un periodo un po' troppo lungo.Su questi aspetti manca, da entrambe le parti della discussione, il senso della misura.
          • Anonimo scrive:
            Re: Livellare il costo della vita
            - Scritto da:
            A parte che quella di While E. Coyoye era
            American Company Making Everithing ;) il discorso
            sui brevetti e copyright è molto complesso: tanto
            per dire, io voglio la libertà di decidere se
            brevettare una mia invenzione oppure no, così
            come voglio la libertà di innovare senza dover
            sostenere l'onere della prova di non avere
            copiato un brevetto: l'onere della prova
            deve spettare a chi mi
            cita.Inoltre dovresti anche avere la possibilità disapere se una certa cosa è brevettata o meno.
        • Anonimo scrive:
          Re: Livellare il costo della vita
          Quando avrete finito di sognare ad occhi aperti, al tavolo 17 aspettano ancora di essere serviti.
    • Anonimo scrive:
      Re: Livellare il costo della vita
      Mr. MechanoLa tua soluzione ha un problema, si arriverebbe in un punto in cui tutti aspettano che gli altri facciano qualcosa (nel tuo caso progetto di sveglia non coperta da brevetto).deadlock
      • Anonimo scrive:
        Re: Livellare il costo della vita
        scusa,quale ragionamento ti ha portato ad evincere una siffatta conclusione dal suo discorso?
      • Mechano scrive:
        Re: Livellare il costo della vita
        - Scritto da:
        La tua soluzione ha un problema, si arriverebbe
        in un punto in cui tutti aspettano che gli
        altri facciano qualcosa (nel tuo caso progetto di
        sveglia non coperta da
        brevetto).

        deadlockPerdonami ma la storia ti da torto. Dall'Accademia Platonica al medioevo e tutte le invenzioni susseguitesi nei secoli l'uomo è stato portato da un desiderio irrefrenabbile e da grande curiosità ad esplorare i vari settori delle scienze.Nello sviluppo del software libero i desideri che spingono ad inventare nuovi progetti i programmatori sono i medesimi.Se chi prende progetti da costruire si lascia trascinare dalla corrente ed entra nel sistema della condivisione socializzare e scambiare nuove scoperte diventa una cosa spontanea.Erch Framm ha dimostrato come individui sani e di buon carattere possono diventare malati e cattivi se la società intorno a loro è malata.Se la gente sta diventando prevenuta e diffidente è perché si è innestato un meccanismo per il quale i desideri e l'egoismo stanno rendendo tutti cattivi e profittatori.Uno dei paesi con la minore quantità di crimini e truffe è il Giappone. La ricchezza e il rapporto reddito/popolazione ha permesso di garantire l'impiego a vita a quasi tutti. Questo può portare a infelicità per eccesso di benessere, ma di sicuro ha eliminato dissidi sociali di ogni genere.Lo stesso in Australia dove chi temporaneamente non lavora ha comunque un buon sussidio perché le risorse sono sufficienti a confronto con la scarsa densità di poplazione.Beh se confronti tutto ciò con la criminalità e il malessere sociale dei ghetti delle metropoli americane, è tutto dire...--Mr. Mechano
        • Anonimo scrive:
          Re: Livellare il costo della vita
          - Scritto da: Mechano

          - Scritto da:


          La tua soluzione ha un problema, si arriverebbe

          in un punto in cui tutti aspettano che
          gli

          altri facciano qualcosa (nel tuo caso progetto
          di

          sveglia non coperta da

          brevetto).



          deadlock

          Perdonami ma la storia ti da torto.
          Dall'Accademia Platonica al medioevo e tutte le
          invenzioni susseguitesi nei secoli l'uomo è stato
          portato da un desiderio irrefrenabbile e da
          grande curiosità ad esplorare i vari settori
          delle
          scienze.Perché all'epoca c'erano persone che finanziavano questi settori.Oggi no.
          Nello sviluppo del software libero i desideri che
          spingono ad inventare nuovi progetti i
          programmatori sono i
          medesimi.ovvero aspettare che qualcuno li assembli e li vendi come sua "invenzione"
          Se chi prende progetti da costruire si lascia
          trascinare dalla corrente ed entra nel sistema
          della condivisione socializzare e scambiare nuove
          scoperte diventa una cosa
          spontanea.il mondo di oggi è esattamente l'opposto di quello che stai dicendo, io non vedo tutta quest a generosità nelle persone di oggi.
          Erch Framm ha dimostrato come individui sani e di
          buon carattere possono diventare malati e cattivi
          se la società intorno a loro è
          malata.le mele malate ("bad apples" hai visto "The Corporation?) sono la maggioranza. Le mele sane non potranno mai nulla contro queste.
          Se la gente sta diventando prevenuta e diffidente
          è perché si è innestato un meccanismo per il
          quale i desideri e l'egoismo stanno rendendo
          tutti cattivi e
          profittatori.le multinazionali vivranno molto più a lungo di quello che tu credi.
          Uno dei paesi con la minore quantità di crimini e
          truffe è il Giappone.il Giappone è però il paese con la maggiore quantità di Stalkers di tutto il pianeta...al punto che la polizia Giapponese ha realizzato documentari atti alla prevenzione del problema.
          La ricchezza e il rapporto
          reddito/popolazione ha permesso di garantire
          l'impiego a vita a quasi tutti. Questo può
          portare a infelicità per eccesso di benessere, ma
          di sicuro ha eliminato dissidi sociali di ogni
          genere.Il sistema Giapponese è Stackanovistico, c'è sempre qualcuno che ne approfitta.
          Lo stesso in Australia l'Australia è uno schifo immaneL'Australia censura Reservoir DogsLa Commissione di controllo sui videogame ha deciso di impedire a Eidos di commercializzare su suolo australiano l'attesissimo titolo. Può nuocere anche agli adulti?http://punto-informatico.it/p.aspx?id=1544553Australia, stretta sulla corrispondenza elettronicaUn provvedimento varato dal governo dell'ex colonia britannica permette agli inquirenti di accedere liberamente alle e-mail ed agli SMS di sospetti e pregiudicati. Privacy a rischio anche per chi ha contatti con lorohttp://punto-informatico.it/p.asp?id=1450239Australia verso i filtri antipornoIl leader dell'opposizione australiana vuole obbligare gli ISP ad implementare filtri statali per eliminare pornografia e contenuti violenti dalla Rete. Una censura... soft?http://punto-informatico.it/p.asp?id=1439798Bullismo videogiocato? L'Australia dice noRockStar Games ha quasi ultimato un videogame che stimola il ricorso alle brutte maniere. Polemiche furiose negli USA. Già messo al bando, preventivamente, in Australia: è antieducativo e pericolosohttp://punto-informatico.it/p.aspx?id=1437117Australia, divieto di satira su InternetL'ex colonia inglese inciampa su uno scherzo: il governo oscura un sito satirico che attribuisce scuse ufficiali per la guerra in Iraq al primo ministro John Howard. Lesa Maestà, in praticahttp://punto-informatico.it/p.asp?id=1437141L'Australia censura il videogioco dei graffitiNon potrà essere commercializzato perché le pressioni politiche hanno intimorito l'ente che si occupa del rating dei videogiochi; graffitismo virtuale alla gognahttp://punto-informatico.it/p.asp?id=1411719Australia, le major mettono sotto i provider Si parte con Swiftel, caso nato da un raid dei discografici negli uffici dell'operatore che nelle scorse ore ha firmato la resa. D'ora in poi userà filtri e procedure richieste dall'industria. BitTorrent nel mirinohttp://punto-informatico.it/p.asp?id=1329788Australia, un database contro il crimine Il governo vara un costoso progetto informatico per facilitare l'identificazione di cittadini sospetti.http://punto-informatico.it/p.asp?id=1325510Australia, al via il database genetico Un archivio informatizzato contiene i dati genetici di circa 20 milioni di persone.http://punto-informatico.it/p.asp?id=1303219GTA fuorilegge in AustraliaLe autorità bloccano la vendita del controverso videogioco a base di sparatorie, rapine e... sesso. http://punto-informatico.it/p.asp?id=1281740Certi link vietati anche in AustraliaCondannato per la prima volta nel paese dei canguri un webmaster che sul proprio sito aveva pubblicato una directory di link. http://punto-informatico.it/p.asp?id=1269382L'Australia vieta il porno sui cellulariDurissima presa di posizione dell'Autorità regolamentare delle TLC nel paese dei canguri.http://punto-informatico.it/p.asp?id=1256328Australia, arrestato per un SMSIn un messaggino spedito ad un altro utente di telefonia mobile scherzava sulla presenza di una bomba a bordo di un aereo. Non si fa, non si fahttp://punto-informatico.it/p.aspx?id=1098457Australia: cancellate gli anonimiL'amministrazione Howard vuole rendere obbligatorio per tutti esporre sul proprio sito web la propria identità, affinché non vi siano più webmaster e blogger senza nomehttp://punto-informatico.it/p.aspx?id=1095528L'Australia s'intercettaIl paese si avvia ad approvare una norma che consentirà alle forze dell'ordine di accedere direttamente senza autorizzazione del magistrato a tutte le comunicazioni personalihttp://punto-informatico.it/p.aspx?id=1030888Australia nella morsa delle camL'ultima novità è una polemica sulla possibilità che telecamere di sorveglianza vengano installate anche in bagni e spogliatoihttp://punto-informatico.it/p.aspx?id=1022769Manhunt vietato in AustraliaLe autorità decidono che nemmeno gli adulti sono adulti abbastanza da poter comprare il videogame. Norme di tutela assai meno censorie sui game saranno presto varate anche in Italiahttp://punto-informatico.it/p.aspx?id=586450Australia verso il tele-controlloSMS, email e messaggi vocali: il Governo australiano chiede al Parlamento che i cybercop possano accedere a tutti questi dati senza un ordine della magistraturahttp://punto-informatico.it/p.aspx?id=514368
    • Anonimo scrive:
      Re: Livellare il costo della vita
      - Scritto da: Mechano
      Gli USA sono al tracollo e fanno guerre e
      controllano i mercati per non dimostrare al mondo
      anche l'insostenibilità di un capitalismo e
      liberismo
      sconsiderato.L'URSS é crollato da oltre un decennio, gli USA sono ancora lì anche se ne annunciano il "crollo" da trent'anni. E saranno ancora lì per molto, molto tempo. Deal with it.
      • Anonimo scrive:
        Re: Livellare il costo della vita

        L'URSS é crollato da oltre un decennio, gli USA
        sono ancora lì anche se ne annunciano il "crollo"
        da trent'anni. E saranno ancora lì per molto,
        molto tempo. Deal with
        it.sicuro ? le varie guerre che provocano in giro per il mondo non ti suggeriscono niente ?lo sai chi possiede il "debito" americano ( suggerimento : hanno gli occhi a mandorla,mangiano tanto liso)?ne vogliamo parlare ? ;) :)
        • Anonimo scrive:
          Re: Livellare il costo della vita
          - Scritto da:


          ne vogliamo parlare ? ;) :)Dagli anni '70 in avanti sono circolati tonnellati di rotoli di carta igienica sprecata su "come e perché l'America stava collassando".I fatti parlano. Le illazioni lasciano il tempo che trovano.Aspetta altri dieci anni e vedrai quanta altra carta igienica si sarà sprecata.
  • maubuo scrive:
    Non mi convince ...
    .... questa voglia di esterofilia.Mi spiego da circa 20 anni lavoro nel settore Automotive e negl ultimi anni non si è fatto altro che parlare di soluzioni "gestionali" a livello europeo. I risultati sono stati, anzi sono spaventosi, per l'utente finale: rialzo dei prezzi delle soluzioni e dei servizi con un calo della competenza di chi offre la consulenza/assistenza in merito. A questo aggiungiamo che la parte fiscale amministrativa e da rivedere, le soluzioni "lineari" pensate per mercati anglossassoni ... si scontrano con la "creatività" degli operatori locali (forza Italia... non è politica eh), poi i processi di localizzazione e specializzazione per le integrazioni aumentano i costi e i tempi. E questo sarebbe auspicabile? Forse sarebbe meglio individuare uno standard di comunicazione e continuare a realizzare soluzioni locali. O forse ciò è applicabile solo con la visione limitata del mercato nostrano ... oppure, più verosimilmente, io non ho capito un piffero??!!
    • Anonimo scrive:
      Re: Non mi convince ...
      A proposito, dando un'occhiata ai siti di lingua inglese, sembra che lo spostamento verso l'India stia rallentando. Questo perché i salari sono aumentati anche lì (grosso modo il risparmio si sarebbe ridotto a circa 1/2), permangono i problemi di interazione, e spesso la preparazione tecnica non è poi così eccelsa (certo, i migliori sono in gambissima. Ma non tutti sono i migliori...).Qualcuno ha altre info a riguardo?
      • Mechano scrive:
        Re: Non mi convince ...
        Il livellamento era auspicabile. Ed è colpa delle stesse multinazionali.Perché anche se diversificano i mercati per vendere sovrapprezzo dove hanno i favori politici e gli alti costi della vita, queste aziende sono ingorde e vendono a caro prezzo anche nei paesi poveri.Anche in questi paesi poveri si innesca un escalation del costo della vita per poter comprare questi oggetti "del desiderio" e accedere a tenori di vita più alti.Nel momento in cui sale il costo della vita in un paese che era molto povero, vengono a mancare di conseguenza i presupposti che avevano portato la multinazionale a delocalizzare in quei posti.Io credo che entro un decennio l'arricchimento di Cina e India e quindi le pretese economiche da parte degli individui che formano la forza lavoro saranno tali per cui non converrà delocalizzare.Lo zoccolo duro secondo me resterà la Cina con il suo regime comunista.Può forzare una condizione economica da fame nei ceti più bassi e nella provincia per continuare a mantenere ad attrarre investimenti stranieri.Secondo me alla Cina questa condizione di sfruttamento conviene solo per una motivazione di prestigio del Partito non per una reale convenienza economica e sociale.--Mr. Mechano
        • maubuo scrive:
          Re: Non mi convince ...
          Si sulla Cina sono perfettamente convinto di quanto dici: solo con quel tipo di dittatura si può concepire di far lavorare 18 ore al giorni persone in condizioni, dicismo bonariamente, "sfavorevoli" per il lavoratore.Personalmente io boicotterei anche le multinazionali che si arricchiscono con questi sistemi per darci prodotti di una qualità inferiore ... ai costi dei nostri mercati.
        • marzio scrive:
          Re: Non mi convince ...

          Lo zoccolo duro secondo me resterà la Cina con il
          suo regime
          comunista.
          Può forzare una condizione economica da fame nei
          ceti più bassi e nella provincia per continuare a
          mantenere ad attrarre investimenti
          stranieri.Condivido. Inoltre la Cina vanta una manodopera numerosissima che, ho sensazione, può coprire senza problemi la domanda di manodopera attuale e futura, almeno nei prossimi anni. Anzi, ritengo cia sia addirittura sovrabbondanza di manodopera, visti i continui flussi simmetrici di lavoratori dalla campagna alla città e dalla città alla campagna. In un contesto politico e produttivo di questo tipo la macchina della contestazione sociale, banalmente lo sciopero, non può ottenere risultati, ragion per cui le rivendicazioni di diritti e salari hanno poco spazio e, comunque, sono vane.
          Secondo me alla Cina questa condizione di
          sfruttamento conviene solo per una motivazione di
          prestigio del Partito non per una reale
          convenienza economica e
          sociale.Ho impressione invece che questo divario sociale sia uno dei fattori energetici primari dell'attuale sviluppo cinese. Non a caso il governo della Cina sta cercando di contenere e gestire lo sviluppo, per impedire che si generino dei fenomeni destabilizzanti. Le aziende estere continueranno ad investire in Cina sino a quando la manodopera avrà un costo così basso e lo Stato favorirà le attività straniere.Personalmente mi spaventa questo secondo fattore. Temo infatti che la Cina, una volta acquisita la conoscenza di tecnologia, salterà agevolmente le società multinazionali per proporsi direttamente sul mercato globale con aziende interne.Secondo me, la Cina è già la prima potenza mondiale. Solo che non ha ancora convenienza a dichiararlo.
          • Anonimo scrive:
            Re: Non mi convince ...

            Secondo me, la Cina è già la prima potenza
            mondiale. Solo che non ha ancora convenienza a
            dichiararlo.Non si dichiara, si calcola. E ancora i numeri non convincono.
    • Anonimo scrive:
      Re: Non mi convince ...
      - Scritto da: maubuo
      .... questa voglia di esterofilia.
      Mi spiego da circa 20 anni lavoro nel settore
      Automotive "sviluppo e l'internazionalizzazione del settore automobilistico."è questo? è corretto?
      e negl ultimi anni non si è fatto
      altro che parlare di soluzioni "gestionali" a
      livello europeo.non potresti essere un po' più generico? così si rischia di capire qualcosa...
      I risultati sono stati, anzi
      sono spaventosi, per l'utente finale: rialzo dei
      prezzi delle soluzioni e dei servizi con un calo
      della competenza di chi offre la
      consulenza/assistenza in merito. calo dei prezzi, riduzione delle tariffe minime = il miglior offerente.
      A questo
      aggiungiamo che la parte fiscale amministrativa e
      da rivedere, le soluzioni "lineari" pensate per
      mercati anglossassoni ... aaaahhh, ottimo, qui si ci avviciniamo alla totale incomprensibilità: perfetto.
      si scontrano con la
      "creatività" degli operatori locali (forza
      Italia... non è politica eh), poi i processi di
      localizzazione e specializzazione per le
      integrazioni aumentano i costi e i tempi. a che ti riferisci? ah , no, non spiegare, altrimenti si inizia a capire. vai così
      E
      questo sarebbe auspicabile? e chi lo ha detto?qui si dice solo che ci stanno per surclassare e che i dirigenti COMUNQUE ad un certo punto ricorreranno all'outsourcing delocalizzato e tutti noi non sapremo che cavolo fare.
      Forse sarebbe meglio
      individuare uno standard di comunicazione e
      continuare a realizzare soluzioni locali. questo solo per discorsi localiio ci sto pensando, ma credo che l'impoverimento generale ci porterà a diventare come i paesi del terzo mondo.
      O forse
      ciò è applicabile solo con la visione limitata
      del mercato nostrano ... direi di si
      oppure, più
      verosimilmente, io non ho capito un
      piffero??!!quel che è certo è che hai fatto il possibile per non farlo capire a noi
      • Anonimo scrive:
        Re: Non mi convince ...
        non sono l'autore del post che giudichi incomprensibile, ma secondo me voleva dire che la delocalizzazione ha costi nascosti: l'interfacciamento, la comunicazione,la customizzazione e che mentre in alcuni settori produce un vero risparmio, in altri viene adottata come un postulato dell'economia (poi ci si scontra con la realtà: molte aziende usa stanno tornando all' in-house)
      • maubuo scrive:
        Re: Non mi convince ...
        Vedo solo adesso le tue indicazioni e provvedo subito a rispondere:1)
        Mi spiego da circa 20 anni lavoro nel settore
        Automotive "sviluppo e l'internazionalizzazione del settore automobilistico." è questo? è corretto? No, nel mio caso NON è corretto, poichè mi occupo della gestione dei progetti a livello di soluzioni ERP nel settore della distribuzione organizzata di autoveicoli. 2)
        negli ultimi anni non si è fatto altro che
        parlare di soluzioni "gestionali" a livello
        europeo. non potresti essere un po' più generico? così si rischia di capire qualcosa... Dimmi cosa vuoi sapere in dettaglio. Nomi e cognomi di aziende e di soluzioni? Strana richiesta proprio da te che non ti sei neanche autenticato. Per stare sul generico quanto ho detto ritengo sia ben chiaro!3)
        I risultati sono stati, anzi
        sono spaventosi, per l'utente finale: rialzo dei
        prezzi delle soluzioni e dei servizi con un calo
        della competenza di chi offre la
        consulenza/assistenza in merito. calo dei prezzi, riduzione delle tariffe minime = il miglior offerente. Beh, non mi risulta che questo sia quanto è avvenuto nel mio settore. Chi si propone -ed è bravo- (parlo di competenza e soluzioni .. tanto per non lasciarti dei dubbi) ha delle possibilità, chi si propone ma non ha contenuti viene GIUSTAMENTE escluso dal mercato. Oppure intendevi qualche altra cosa?4)
        A questo
        aggiungiamo che la parte fiscale amministrativa e
        da rivedere, le soluzioni "lineari" pensate per
        mercati anglossassoni ... aaaahhh, ottimo, qui si ci avviciniamo alla totale incomprensibilità: perfetto.
        si scontrano con la
        "creatività" degli operatori locali (forza
        Italia... non è politica eh), poi i processi di
        localizzazione e specializzazione per le
        integrazioni aumentano i costi e i tempi. a che ti riferisci?ah , no, non spiegare, altrimenti si inizia a capire. vai così Provo a indicartelo più chiaramente che posso, visto che a te risultato ostico: semplicemente volevo dire che le soluzioni importate dall'Europa devono passare per processi di localizzazione, vuoi per la parte fiscale e amministrativa , vuoi per la perte legislativa del settore Automotive, vuoi anche per la capacità dell'italiano a non riuscire a seguire schemi o processi lineari così come concepiti da una mentalità anglossassone.Ovviamente tutto questo si traduce in costi e tempi che gravano sull'utente finaleSpero di esserti stato utile.P.S. io non volevo essere offensivo ne' scortese con alcuno. Il tuo tono sarcastico invece potrebbe infastidire anche chi, con umiltà, ha cercato di portare il suo contributo. Magari senza riuscirci come GIUSTAMENTE tu hai gentilmente fatto notare. Personalmente mi hai un po' rotto i maroni con quel tono sarcastico d i chi gli rosica qualche cosa. Se ti devo ulteriori spiegazioni, senza stare a spammare nel forum puoi inviarmi un MP.Grazie per l'attenzione e il disturbi recato
  • Anonimo scrive:
    perchè investire in una software house?
    I privati si scaricano il software gratis e i grandi come le banche o le grosse aziende possono ricorrere al free software (grazie stallman...).Meglio investire in fabbriche di fiammiferi
    • Anonimo scrive:
      Re: perchè investire in una software hou
      - Scritto da:
      I privati si scaricano il software gratis e i
      grandi come le banche o le grosse aziende possono
      ricorrere al free software (grazie
      stallman...).comunque se vogliono quel che vogliono... devono pagare qualcuno.oppure prendono quel che c'è ... SE c'è
      Meglio investire in fabbriche di fiammiferi
    • Anonimo scrive:
      Re: perchè investire in una software hou
      - Scritto da:
      I privati si scaricano il software gratis e i
      grandi come le banche o le grosse aziende possono
      ricorrere al free software (grazie
      stallman...).creadimi che nessuna grande banca usa DB opensource, ma di certo Oracle o DB2, inoltre se usano Linux lo fanno comprando a suon di quattrini supporto da qualcuno.Non perché non si fidano: si chiama "trasferimento del rischio". Se non sai questo non sai nulla di come funziona un'azienda.
    • Anonimo scrive:
      Re: perchè investire in una software hou
      Te lo dico io perche'.Perche' ci sono dei buchi enormi in termini di infrastrutture telematiche (software, che' la bbandallarga pian pianino si diffonde, anche se le telcom tendono a ricavarci l'esagerato), mancano dei sistemi di riferimento comuni, ad esempio nella PA, dove la mano destra non sa cosa fa la sinistra, tanto per usare un vecchio detto. Per legge dovrebbe essere possibile l'interscambio diretto di informazioni (dati) tra le varie PA, mentre a tuttora sono scomparti separati che comunicano via lettera cartacea...Sempre nella PA, manca una lingua comune, una direttiva per l'uso uniforme di un formato delle informazioni che ne garantisca la fruibilita' a chiunque, dovunque e in ogni momento, il che significa anche tra vent'anni. E invece si usano software proprietari, che se fallisce la ditta e' tutto lavoro da rifare; si usano formati proprietari, che' se il detentore dei diritti decide che da domani si usa solo il nuovo formato con le lucette e quello vecchio non e' piu' supportato, e' tutto lavoro da rifare ,nel migliore dei casi.Manca un'integrazione tra i servizi, addirittura all'interno di uno stesso ufficio, i vari comparti lavorano in modo separato (a compartimenti stagni, appunto). Manca una visione d'insieme, un'ottica di sistema, in cui il lavoro e' un processo integrato dagli strumenti informatici; e invece questi ultimi vengono usati alla stregua di calcolatrici e macchine da scrivere.Nel privato e' lo stesso, una miriade di miniapplicativi fatti su misura della P(M)I, che non possono interfacciarsi e quindi non possono fare sistema (fare sinergia o gestalt, se volete) se non a prezzo di ritardi e soluzioni abborracciate.Perche' investire in una software house? O meglio, perche' investire in una definizione di infrastruttura ICT di base comune?Perche' il Governo Italiano non evita di inviare vagonate di soldi negli States sotto forma di licenze software, per programmi di cui esiste un'alternativa open, gratuita o a prezzi decimati? Perche' non s'investe in R&D per creare le infrastrutture software necessarie a liberalizzare l'accesso alle informazioni, a facilitare l'interscambio, la conservazione, evitare la ridondanza, gli errori di trascrizione, eccetera eccetera? Questi sono tutti posti di lavoro per persone competenti, specializzate, visionarie - se vogliamo - di un futuro migliore.Cosa manca ancora?Manca l'elemento umano.Manca la disponibilita' all'utilizzo di questi strumenti da parte di persone legate a carta e penna. Manca una cultura informatica che faccia comprendere che non e' piu' tempo di restare fermi sulle quattro cose che si sanno: mentre il mondo evolve non si puo' restare al palo. Manca una consapevolezza di quella che va sotto il nome di "formazione permanente".Ma tanto, i "persuasori occulti" che ci insegnano cosa vogliamo si limitano a farci desiderare il calcio e il nulla sotto vuoto spinto delle televisioni.E sotto i piedi il baaaaaratro.
  • Anonimo scrive:
    Puntare sul turismo?
    Esiste un'altra teoria riguardo ai rischi globali per l'ITC italiano. Si basa sul fatto che la nostra arretratezza tecnologica rispetto agli altri paesi industrializzati, europei e non, ci aiuterà quando tutto sarà delocalizzato in India e in Cina. La Germania da questo punto di vista è messa malissimo, tra qualche anno dove andranno a lavorare migliaia di dipendenti tedeschi SAP? Di certo il Colosseo e la Fontana di Trevi, Piazza del Campo e l'Arena di Verona non puoi certo delocalizzarli in Asia...Cari colleghi dell'ITC italiano, proviamo a stare al passo con i tempi, e se non ci riusciremo, andremo a farci fotografare vestiti da centurioni per i miglioni di cinesi che fra qualche anno verranno in vacanza da noi :-)
    • Anonimo scrive:
      Re: Puntare sul turismo?
      - Scritto da:
      Esiste un'altra teoria riguardo ai rischi globali
      per l'ITC italiano.

      Si basa sul fatto che la nostra arretratezza
      tecnologica rispetto agli altri paesi
      industrializzati, europei e non, ci aiuterà
      quando tutto sarà delocalizzato in India e in
      Cina.nel senso che essendo restati al medioevo non sarà un grosso problema tornare all'età della pietra senza soffrire troppo?ovvero: non ho mai mangiato carne, ho sempre brucato l'erba... non mi accorgerò nemmeno che mi stai togliendo il bestiame... tanto io continuo a mangiare la mia erba...in questo senso?
      La Germania da questo punto di vista è messa
      malissimo, tra qualche anno dove andranno a
      lavorare migliaia di dipendenti tedeschi SAP?

      Di certo il Colosseo e la Fontana di Trevi,
      Piazza del Campo e l'Arena di Verona non puoi
      certo delocalizzarli in
      Asia...non mancano meraviglie in giro per il mondo (e non smetterò di ricordarlo a tutti coloro che - avendo la possibilità di vivere senza lavorare - non sanno che cazzo fare del proprio tempo) e il mondo è più grande dell'italia.Se pensi all'impero romano non è che sia stato piccolino e solo qui ... certo, l'Italia ha tante belle cose, ma già oggi vedo girare l'e-mail razzista post-zidane che si chiede "perchè dovremmo usare i cartelli bilingue per i tedeschi"... pensaci, al turismo: vai a roma e dimmi SE RIESCI A TROVARE LA TOMBA DI CESARE senza essere italiano. Trovati anche in zona ... e poi cerca un cartello.IL resto dei ragionamenti te li lascio: lasciamo comunque a desiderare, siamo rozzi e volgari, poco gentili e il turismo ha bisogno non di servilismo (ci mancherebbe) ma di cortesia e buona educazione, istruzione al mercato del turismo.E invece le APT come qualsiasi albergo e ristorante non sono molto interessate alla correttezza che potevano offrire istituti specializzati.ecc
      Cari colleghi dell'ITC italiano, proviamo a stare
      al passo con i tempi, e se non ci riusciremo,
      andremo a farci fotografare vestiti da centurioni
      per i miglioni di cinesi che fra qualche anno
      verranno in vacanza da noi
      :-)magari iniziamo con l'imparare l'italianopoi con l'inglesee poi ricordiamoci che a prendere tutto a tarallucci e vino, si finisce senza tarallucci e senza vinosi farà fotografare prima quello che ieri era in fiatpoi quello che era tassistapoi il geometrae tu, come centurione, con la panzetta e mezzo calvo, non farai una gran figura... oddio, magari il cinese ride di più.Ma ti fotografa lui, e non ci guadagna un italianoe, data la cultura del reality che c'è in giro, è probabile che verranno vestiti LORO da centurioni, con i costumi comprati in cina che costa menoelemosina?
      • Anonimo scrive:
        Re: Puntare sul turismo?
        Credo che semplicisticamente dire che si deve puntare sul turismo rischia di essere una frase disgiunta dall'analisi complessiva della situazione. Infatti per avere un ritorno dal turismo serve programmazione ed attauzione efficiente ed efficace delle soluzioni proposte. Attualmente in Italia manca una politica sul turismo ed una offerta chiara di come ci si vuole collocare...non è un caso che stiamo perdendo posizioni anche in questo mercato. Anche lì, la Cina che è rimasta per molto tempo "nascosta" e difficilmente percorribile, potrebbe diventare una nuova attrattiva. Idem anche per l'India: il turismo è un mercato potenzialmente ampio e non saturo, ma bisogna programmare ed avere le idee chaire...non mi sembra che sia così.
      • Anonimo scrive:
        Re: Puntare sul turismo?

        vai a roma e dimmi SE RIESCI A TROVARE LA TOMBA DI CESAREAzz... E' morto? Mi dispiace tanto, non sapevo neppure che stesse male.
      • Anonimo scrive:
        Re: Puntare sul turismo?

        non mancano meraviglie in giro per il mondo (e
        non smetterò di ricordarlo a tutti coloro che -
        avendo la possibilità di vivere senza lavorare -
        non sanno che cazzo fare del proprio tempo) e il
        mondo è più grande
        dell'italia.Esatto!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!Ma ci hanno educato a suon di "siamo stati i piu' grandi" e poi c'e' una mostruosa ignoranza di geografia e storia di altri paesi.
        Se pensi all'impero romano non è che sia stato
        piccolino e solo qui ... certo, l'Italia ha tante
        belle cose, ma già oggi vedo girare l'e-mail
        razzista post-zidane che si chiede "perchè
        dovremmo usare i cartelli bilingue per i
        tedeschi"... pensaci, al turismo: vai a roma e
        dimmi SE RIESCI A TROVARE LA TOMBA DI CESARE
        senza essere italiano. Trovati anche in zona ...
        e poi cerca un
        cartello.Anche muoversi nelle stazioni italiane e' un problema per chi non parla italiano. Non e' affatto un paese accogliente.
        IL resto dei ragionamenti te li lascio: lasciamo
        comunque a desiderare, siamo rozzi e volgari,
        poco gentili e il turismo ha bisogno non di
        servilismo (ci mancherebbe) ma di cortesia e
        buona educazione, istruzione al mercato del
        turismo.Confermo!Vivo all'estero e torno in Italia in vacanza con la moglie palesemente straniera, per cui vengo preso per turista dagli italiani e... maltrattato! E spesso tentano di imbrogliarmi! Se ne approfittano, pensano che non capisco l'euro, non mi dicono di servizi piu' economici, insomma vergogna!Mi dispiace per tutte le brave persone, ma il giudizio sull'Italia come turista e' abbastanza negativo.(...)
        elemosina? :'(Piango, tanto concordo.
    • golan77 scrive:
      Re: Puntare sul turismo?
      non è così semplice: il turismo può anche snobbare la nostra arte... vedi Las Vegas, 20 milioni di turisti all'anno.Simone
    • Alucard scrive:
      Re: Puntare sul turismo?
      - Scritto da:
      Esiste un'altra teoria riguardo ai rischi globali
      per l'ITC italiano.

      Si basa sul fatto che la nostra arretratezza
      tecnologica rispetto agli altri paesi
      industrializzati, europei e non, ci aiuterà
      quando tutto sarà delocalizzato in India e in
      Cina.

      La Germania da questo punto di vista è messa
      malissimo, tra qualche anno dove andranno a
      lavorare migliaia di dipendenti tedeschi SAP?

      Di certo il Colosseo e la Fontana di Trevi,
      Piazza del Campo e l'Arena di Verona non puoi
      certo delocalizzarli in
      Asia...
      Cari colleghi dell'ITC italiano, proviamo a stare
      al passo con i tempi, e se non ci riusciremo,
      andremo a farci fotografare vestiti da centurioni
      per i miglioni di cinesi che fra qualche anno
      verranno in vacanza da noi
      :-)C'è anche la musica. In passato l'italia è stato uno degli stati musicalmente più evoluti. Compositori da tutte le parti del mondo venivano da voi per imparare l'arte musicale italiana (anche Mozart). Ora il mercato della musica colta in italia è ridotto all'osso a causa della mancanza di fondi e molti musicisti nostrani si trasferiscono all'estero (soprattutto Germania e Austria) dove possono trovare lavoro ed essere realmente apprezzati da un pubblico molto più preparato in materia di quello italiano. In germania ci sono concerti ovunque, di grandi orchestre e di piccole ensemble, in italia le esnemble ormai anche la grandi orchestre rischiano la chiusura (vedi la G.Verdi di milano). Ma è anche colpa degli italiani stessi.Anche gli stranieri ci prendono per culo :DL'altro ieri sono stato a maiori, nota località turistica, e 4 inglesi hanno lasciato sulla panchina in cui erano seduti le lattine vuote delle loro bibite. Se solo non fossi così timido avrei chiesto loro di toglierle
      _
  • Anonimo scrive:
    Problema solo italiano
    "La dipendenza italiana sotto questo punto di vista è fortissima: dai sistemi operativi (Windows), agli antivirus (Symantec e McAfee), ai database (Oracle, DB2, SQL Server), ai sistemi ERP (SAP, Sage, IBM), ai server (Windows, SuSE, Red Hat, Solaris), alle piattaforme di editing e multimediali (Dreamweaver, Photoshop), alle soluzioni di storage (EMC2, Sun), al settore hardware e server (Dell, HP, IBM), fino alla stessa ricerca su internet (Google, Yahoo!, MSN)."Già solo in Italia non esistono multinazionali software...A parte SAP, quali delle società citate non è americana?
    • Anonimo scrive:
      Re: Problema solo italiano

      Già solo in Italia non esistono multinazionali
      software...
      A parte SAP, quali delle società citate non è
      americana?Dove sta scritto che sia un problema solo italiano?Non e' un problema solo italiano, e' un problema particolarmente grave in Italia, paese avanzato che sta perdendo molti treni.
      • Anonimo scrive:
        Re: Problema solo italiano

        Dove sta scritto che sia un problema solo
        italiano?
        Non e' un problema solo italiano, e' un problema
        particolarmente grave in Italia, paese avanzato
        che sta perdendo molti
        treni.
        Sta scritto nell'articolo:"È risaputo che l'Italia sia un caso europeo atipico, per la grande presenza di piccole e medie imprese (PMI) che contribuiscono ad una fetta consistente dei fatturati nazionali, a differenza di quanto avviene negli altri "grandi" paesi europei."Sembra che gli altri grandi paesi europei abbiano chissà quali aziende software.
        • Anonimo scrive:
          Re: Problema solo italiano
          - Scritto da:


          Dove sta scritto che sia un problema solo

          italiano?

          Non e' un problema solo italiano, e' un problema

          particolarmente grave in Italia, paese avanzato

          che sta perdendo molti

          treni.



          Sta scritto nell'articolo:

          "E` risaputo che l'Italia sia un caso europeo
          atipico, per la grande presenza di piccole e
          medie imprese (PMI) che contribuiscono ad una
          fetta consistente dei fatturati nazionali, a
          differenza di quanto avviene negli altri "grandi"
          paesi
          europei."Ecco bravo, come vedi non c'e' scritto "solo italiano".Eventualmente ne puoi ricavare che in Italia il problema di tenere testa agli USA e' piu' grave, dato che "a differenza di quanto avviene negli altri "grandi" paesi europei" ci sono piu' PMI.Insomma le PMI ci sono ovunque, in Italia a differenza degli altri paesi europei, ci sono piu' PMI.
          Sembra che gli altri grandi paesi europei abbiano
          chissa` quali aziende software.No, a leggere senza fantasticare ed interpretare a piacimento, sembra che in Italia a differenza degli altri paesi europei, ci siano piu' PMI.
          • golan77 scrive:
            Re: Problema solo italiano
            (Simone Brunozzi, autore dell'articolo)Ciao a tutti,La Germania può schierare SAP, un colosso da 7,5 miliardi di euro (http://en.wikipedia.org/wiki/SAP_AG) e SuSE; UK e Francia, "colonizzate" dagli USA (Bull, etc.) hanno tuttavia una forte presenza di "sussidiarie" delle grandi aziende IT, e quindi producono comunque un grande fatturato.Ecco spiegato perchè nell'articolo mi riferisco a un problema "particolarmente grave" in Italia.Saluti
          • Anonimo scrive:
            Re: Problema solo italiano
            concordo sul fatto che in Italia la frammentazione comporti un dislivello nelle capacità di investimento in ricerca e di conseguente competitività quando si esce dal cortile di casa e ci si affaccia sul palcoscenico mondiale. Ad essersicneri, una eccezione nei settori tecnologici è quello aereospaziale, nel quale ci sono eccellenze anche di aziende piccole....
          • marcopb scrive:
            Re: Problema solo italiano
            E non tralasciare il settore della telefonia!!!!Ho in mente il servizio di Riccardo Javona... sulla ricerca... che tristezza...- Scritto da: golan77
            (Simone Brunozzi, autore dell'articolo)

            Ciao a tutti,
            La Germania può schierare SAP, un colosso da 7,5
            miliardi di euro
            (http://en.wikipedia.org/wiki/SAP_AG) e SuSE; UK
            e Francia, "colonizzate" dagli USA (Bull, etc.)
            hanno tuttavia una forte presenza di
            "sussidiarie" delle grandi aziende IT, e quindi
            producono comunque un grande
            fatturato.
            Ecco spiegato perchè nell'articolo mi riferisco a
            un problema "particolarmente grave" in
            Italia.

            Saluti
      • Anonimo scrive:
        Re: Problema solo italiano
        - Scritto da:


        Già solo in Italia non esistono multinazionali

        software...

        A parte SAP, quali delle società citate non è

        americana?

        Dove sta scritto che sia un problema solo
        italiano?
        Non e' un problema solo italiano, e' un problema
        particolarmente grave in Italia, paese avanzato
        che sta perdendo molti
        treni.
        Avanzato? Qui qualcuno si e' bevuto troppe cazzate dei 5 anni di centro-destra. Il paese e' scivolato agli ultimi posti rispetto a qualsiasi aspetto che rende un paese occidentale sviluppato e competitivo. Sotto diversi aspetti siamo dietro la polonia e la turchia. Altro che avanzato...
    • Anonimo scrive:
      Re: Problema solo italiano
      per esempio in germania sono presenti denso(patner toyota f1), SIEMENS, BMW, AUDI, MERCEDES (automotive), netopsystems ag (installer acrobat reader), programmini vari tipo le api pfd per php, e tante altre ancora.continuo?
      • Anonimo scrive:
        Re: Problema solo italiano
        - Scritto da:
        per esempio in germania sono presenti
        denso(patner toyota f1), SIEMENS, BMW, AUDI,
        MERCEDES (automotive), netopsystems ag (installer
        acrobat reader), programmini vari tipo le api pfd
        per php, e tante altre
        ancora.
        continuo?Io aggiungo che la stessa SuSE citata poco più sopra è tedesca. Aggiungiamoci skype, sempre nata in europa ma non in italia per quanto riguarda il voip, aggiungiamo che negli altri paesi europei (uk, germania, francia) si producono videogiochi SERI, e poi stendiamo un velo pietoso sull'Italia.
  • Anonimo scrive:
    la lingua inglese
    Si legge nell'articolo:"Tutti i servizi immateriali per i paesi anglofoni possono essere forniti da indiani con un perfetto accento inglese (bastano solo quattro mesi di training)"Da fonti statunitensi ho saputo che il "perfetto accento" non e' esattamente perfetto, e i clienti americani riconoscono la cadenza indiana. Molti call center sono ora nelle Filippine dove la cadenza appare asiata alla clientela, ma e' difficile da identificare con esattezza per un anglofono.Nelle Filippine il lavoro di centralinista e' diventato uno dei piu' importanti nell'economia del paese.Si legge nell'articolo:"Ecco invece i servizi gia` delocalizzati che riguardano il settore ICT: creazione di software;(...)altri. Gia` dal 2003 esiste la figura del delocalization engineer.E l'Italia? La nostra "difesa" e` stata finora la scarsa diffusione della lingua italiana "So che questo discorso non piace a molti italiani, ma a mio parere il problema non sta nella lingua italiana poco diffusa, ma nella infima conoscenza di quella inglese. E' ovvio che il lavoro si muove laddove sia semplice, per cui oltre ai gia' noti ostacoli burocratici, legislativi e agli stipendi "elevati", l'italia perde competitivita' anche perche' non si parla inglese.Vogliamo essere primi nel turismo? Andate alla stazione e cercate indicazioni in inglese. Parlate in inglese con i ferrovieri. Poi fate lo stesso ai ristoranti, in taxi, in autobus, con il vigile. Troverete tanti che arrancano con l'inglese, e quasi nessuna indicazione in doppia lingua nei luoghi pubblici.Nelle citate Filippine si insegna inglese sin dall'asilo. I filippini di qualsiasi estrazione, anche dei villggi, parlano un inglese di gran lunga migliore del nostro, e guardacaso lavorano in tutto il mondo, nolenti o volenti, anche grazie alla loro capacita' con l'inglese. Si lo so che nessun italiano si abbassa a invidiare un filippino ("Eh sono morti di fame e prendono due lire" replicano gia' molti), ma lui lavora ovunque, l'italiano no.L'Italia vuole conquistare un posto nell'IT? Non in questo secolo. Prima deve cessare la doppiatura di film e la traduzione dei libri, poi forse avremo italiani che oltre a saper vendere vini, sapranno anche vendere servizi nel mondo.Fino ad allora leggeremo molti articoli come questo, "l'Italia stagna". E' vero. Perche' stagna la preparazione degli italiani: mentre tutti navigano in mare, mentre i filippini invadono il mondo, da noi ci si agita in acque interne troppo piccole per dare spazio alle nostre pur notevoli capacita'.
    • Anonimo scrive:
      Re: la lingua inglese
      mi sa che non hai capito un cazzooppure sei un filippinol'articolo diceva che qui per ora qui non perdiamo tanto lavoro grazie al fatto che l'italiano non è molto conosciuto tra indiani, cinesi, filippiniin pratica il non sapere tanto l'inglese per ora ci ripara da queste speculazionima non dureràe tu cosa dici ?buttiamo l'italiano nel cesso e mettiamoci a parlare tutti inglese ?ma va a cagare...
      • Anonimo scrive:
        Re: la lingua inglese
        - Scritto da:
        mi sa che non hai capito un cazzo
        oppure sei un filippinoDi certo non sono una persona cafona come te e questo mi basta.
        l'articolo diceva che qui per ora qui non
        perdiamo tanto lavoro grazie al fatto che
        l'italiano non e` molto conosciuto tra indiani,
        cinesi, filippini
        in pratica il non sapere tanto l'inglese per ora
        ci ripara da queste speculazioni
        ma non durera`Bravo e allora? Io ho aggiunto una considerazione pin cui dico che pero' perdiamo tante occasioni perche' non sappiamo l'inglese.E' falso? Oppure siamo pieni di opportunita'?E tu cosa mi attribuisci?Leggiamo:
        e tu cosa dici ?
        buttiamo l'italiano nel cessoHo detto questo dove? Cita cita! Altrimenti puoi stare zitto.Mi metti le parole in bocca e poi mi insulti. Sei una persona volgare e cafona che ho il privilegio di non frequentare.
        e mettiamoci a
        parlare tutti inglese
        ?Casomai ho proposto di studiarlo di piu'.
        ma va a cagare...Si adesso torna nel tuo buco, troglodita.
        • Anonimo scrive:
          Re: la lingua inglese
          - Scritto da:

          - Scritto da:

          mi sa che non hai capito un cazzo

          oppure sei un filippino

          Di certo non sono una persona cafona come te e
          questo mi
          basta.
          [...]
          Si adesso torna nel tuo buco, troglodita. lasciali perdere certi trollazzi, sono qui dentro solo per rompere le pa113... è parere di molti che in Italia manchi l'Inglese decente, per quanto ne possano dire gli ignoranti...è tristemente vero :(
          • Anonimo scrive:
            Re: la lingua inglese
            Anche io penso che l'inglese sia essenziale saperlo. Se lo sapessi meglio me ne sarei andato dall'italia per cercare terre in cui approfondire meglio quello che è il mio lavoro e passione, sperando di trovare un posto dove lavorare non significa essere un automa.Penso che se il livello"d'inglese dell'italiano " fosse nella media il nostro paese sarebbe molto più vuoto di ragazzi che come me hanno voglia di fare esperienze all'estero.A questo punto, leggendo l'articolo sembra che l'india sia il paradiso dell'ict..... ma è proprio vero???SalutiMarco
          • Anonimo scrive:
            Re: la lingua inglese
            - Scritto da:

            A questo punto, leggendo l'articolo sembra che
            l'india sia il paradiso dell'ict..... ma è
            proprio
            vero???

            Saluti
            MarcoNon da ora ci sono articoli su ACM Communications che rivelano la preoccupazione in merito alla riduzione consistente degli studenti di CS in USA e allo stesso tempo il trasferimento delle competenze all'estero. Non sono fantasie. Un articolo dava la checklist per una delocalizzazione di successo.
          • Anonimo scrive:
            Re: la lingua inglese
            - Scritto da:

            - Scritto da:



            A questo punto, leggendo l'articolo sembra che

            l'india sia il paradiso dell'ict..... ma è

            proprio

            vero???



            Saluti

            Marco

            Non da ora ci sono articoli su ACM Communications
            che rivelano la preoccupazione in merito alla
            riduzione consistente degli studenti di CS in USA
            e allo stesso tempo il trasferimento delle
            competenze all'estero. Non sono fantasie. Un
            articolo dava la checklist per una
            delocalizzazione di
            successo.E' tutta una mega truffa del marketing. In India gli unici preparati tecnicamente sono quei pochi che lavorano alle armi nucleari e non solo del regime che si spaccia per democrazia. Il resto della popolazione è povera ed ignorante.
          • Anonimo scrive:
            Re: la lingua inglese

            E' tutta una mega truffa del marketing.
            In India gli unici preparati tecnicamente sono
            quei pochi che lavorano alle armi nucleari e non
            solo del regime che si spaccia per democrazia. Il
            resto della popolazione è povera ed
            ignorante.O sei ironico o hai bisogno di viaggiare.
          • Anonimo scrive:
            Re: la lingua inglese
            - Scritto da:

            E' tutta una mega truffa del marketing.

            In India gli unici preparati tecnicamente sono

            quei pochi che lavorano alle armi nucleari e non

            solo del regime che si spaccia per democrazia.
            Il

            resto della popolazione è povera ed

            ignorante.

            O sei ironico o hai bisogno di viaggiare.Veramente è la verità. Poi se credi alle mucche volanti, continua pure a fantasticare.
          • Anonimo scrive:
            Re: la lingua inglese


            O sei ironico o hai bisogno di viaggiare.

            Veramente è la verità. Poi se credi alle mucche
            volanti, continua pure a
            fantasticare.Credo piu' alle vacche che ho visto in India. Vacche grasse.
          • Anonimo scrive:
            Re: la lingua inglese
            - Scritto da:


            O sei ironico o hai bisogno di viaggiare.



            Veramente è la verità. Poi se credi alle mucche

            volanti, continua pure a

            fantasticare.

            Credo piu' alle vacche che ho visto in India.
            Vacche
            grasse.Agli indiani piacciono paffute quando le usano per giochetti sessuali evidentemente...
          • Anonimo scrive:
            Re: la lingua inglese

            Credo piu' alle vacche che ho visto in India.
            Vacche
            grasse.Portati gli occhiali la prossima volta o mangia meno chutney al mattino.
    • golan77 scrive:
      Re: la lingua inglese
      (Simone Brunozzi, autore dell'articolo)Concordo con te,la mancanza di una profonda conoscenza della lingua inglese costituisce un serio freno a molte attività italiane.Saluti
      • Anonimo scrive:
        Re: la lingua inglese

        la mancanza di una profonda conoscenza della
        lingua inglese...............Mi dispiace , ma come ho detto più e più volte qui, quello che frenerà sempre , è la mancanza di riconoscimenti di qualsiasi tipo di conoscenza, il non riconoscimento del merito.Voi non lo volete ammettere , anche perchè mi rendo conto chè difficile, ma qui viene premiato solo il più furbo:quello che riesce a non fare il militare,quello che entra in banca,quello che lo fanno entrare in D....t o E....m anche se non capisce un benemerito cetriolo.E' la nostra formazione culturale ( genetica?), che farà si che un taxista possa mettere in ginocchio una nazione , mentre i lavoratori dell 'ICT non hanno ancora un riconoscimento normativo e contrattuale.Grazie
        • Anonimo scrive:
          Re: la lingua inglese
          - Scritto da:


          la mancanza di una profonda conoscenza della

          lingua inglese...............

          Mi dispiace , ma come ho detto più e più volte
          qui, quello che frenerà sempre , è la mancanza di
          riconoscimenti di qualsiasi tipo di conoscenza,
          il non riconoscimento del
          merito.
          Voi non lo volete ammettere , anche perchè mi
          rendo conto chè difficile, ma qui viene premiato
          solo il più furbo:quello che riesce a non fare il
          militare,quello che entra in banca,quello che lo
          fanno entrare in D....t o E....m anche se non
          capisce un benemerito
          cetriolo.
          E' la nostra formazione culturale ( genetica?),
          che farà si che un taxista possa mettere in
          ginocchio una nazione , mentre i lavoratori dell
          'ICT non hanno ancora un riconoscimento normativo
          e
          contrattuale.
          Grazie
          quoto in totoimho la verità è proprio questa
        • Anonimo scrive:
          Re: la lingua inglese
          - Scritto da:


          la mancanza di una profonda conoscenza della

          lingua inglese...............

          Mi dispiace , ma come ho detto più e più volte
          qui, quello che frenerà sempre , è la mancanza di
          riconoscimenti di qualsiasi tipo di conoscenza,
          il non riconoscimento del
          merito.
          Voi non lo volete ammettere , anche perchè mi
          rendo conto chè difficile, ma qui viene premiato
          solo il più furbo:quello che riesce a non fare il
          militare,quello che entra in banca,quello che lo
          fanno entrare in D....t o E....m anche se non
          capisce un benemerito
          cetriolo.
          E' la nostra formazione culturale ( genetica?),
          che farà si che un taxista possa mettere in
          ginocchio una nazione , mentre i lavoratori dell
          'ICT non hanno ancora un riconoscimento normativo
          e
          contrattuale.
          GrazieSì, come no, aggiungiamo altra burocrazia e rendiamo tutto ancora più immobile, dopo sì che il mercato IT in Italia farà il botto..
        • MeMedesimo scrive:
          Re: la lingua inglese
          E' difficile non cadere nei luoghi comuni, ma pultroppo hai ragione...Chi non è "furbo" è fesso... e spesso gli onesti, quelli che si fanno il mazzo lavorando sono considerati poco "furbi"... meglio curarsi le giuste amicizie e garantirsi il posto al sole.. questa è la mentalità (e a vedere come vanno le cose... anche chi non avrebbe questa mentalità col tempo la prende... tristezza!)Basta garantirsi la poltrona in prima classe. Se poi la nave affonda... :- Scritto da:


          la mancanza di una profonda conoscenza della

          lingua inglese...............

          Mi dispiace , ma come ho detto più e più volte
          qui, quello che frenerà sempre , è la mancanza di
          riconoscimenti di qualsiasi tipo di conoscenza,
          il non riconoscimento del
          merito.
          Voi non lo volete ammettere , anche perchè mi
          rendo conto chè difficile, ma qui viene premiato
          solo il più furbo:quello che riesce a non fare il
          militare,quello che entra in banca,quello che lo
          fanno entrare in D....t o E....m anche se non
          capisce un benemerito
          cetriolo.
          E' la nostra formazione culturale ( genetica?),
          che farà si che un taxista possa mettere in
          ginocchio una nazione , mentre i lavoratori dell
          'ICT non hanno ancora un riconoscimento normativo
          e
          contrattuale.
          Grazie
      • Anonimo scrive:
        Re: la lingua inglese
        - Scritto da: golan77
        (Simone Brunozzi, autore dell'articolo)

        Concordo con te,
        la mancanza di una profonda conoscenza della
        lingua inglese costituisce un serio freno a molte
        attività
        italiane.

        Saluti
        non sono totalmente d'accordodi certo l'inglese può favorire un po' ovunque... ma parlare di serio freno è esageratoad esempio in giappone l'inglese lo conoscono meno che in italia e i francesi lo snobbano
        • Anonimo scrive:
          Re: la lingua inglese

          di certo l'inglese può favorire un po' ovunque...
          ma parlare di serio freno è
          esagerato

          ad esempio in giappone l'inglese lo conoscono
          meno che in italiaMa lavorano con un impegno e una serieta' che dai noi viene presa in giro. E poi lo studiano molto, sebbene siano scarsi.
          e i francesi lo
          snobbanoMa lo conoscono
          • Anonimo scrive:
            Re: la lingua inglese
            - Scritto da:

            di certo l'inglese può favorire un po'
            ovunque...

            ma parlare di serio freno è

            esagerato



            ad esempio in giappone l'inglese lo conoscono

            meno che in italia

            Ma lavorano con un impegno e una serieta' che dai
            noi viene presa in giro. E poi lo studiano molto,
            sebbene siano
            scarsi.Che siano scarsi è una tua opinione. In Giappone poi non c'è più l'impegno sul lavoro che c'era fino ad un 15 anni fa, per questo hanno avuto scandali e perdite economiche ingenti nel paese. Da quando la sinistra ha conquistato oltre il 40% dei consensi con le nuove generazioni, quando in passato è sempre stata al 3-10% massimo, si sono sbragati tutti ed il lavoro a prenderlo seriamente sono sempre di meno. Povero Giappone, sempre più ridotto come l' Italia, ahimè...
          • Anonimo scrive:
            Re: la lingua inglese
            - Scritto da:

            - Scritto da:


            di certo l'inglese può favorire un po'

            ovunque...


            ma parlare di serio freno è


            esagerato





            ad esempio in giappone l'inglese lo conoscono


            meno che in italia



            Ma lavorano con un impegno e una serieta' che
            dai

            noi viene presa in giro. E poi lo studiano
            molto,

            sebbene siano

            scarsi.

            Che siano scarsi è una tua opinione.Si ma ben fondata.In Giappone ci vivo.
            seriamente sono sempre di meno. Povero Giappone,
            sempre più ridotto come l' Italia,
            ahimè...Ce ne corre, eh...
        • Anonimo scrive:
          Re: la lingua inglese
          - Scritto da:

          - Scritto da: golan77

          (Simone Brunozzi, autore dell'articolo)



          Concordo con te,

          la mancanza di una profonda conoscenza della

          lingua inglese costituisce un serio freno a
          molte

          attività

          italiane.



          Saluti



          non sono totalmente d'accordo

          di certo l'inglese può favorire un po' ovunque...
          ma parlare di serio freno è
          esagerato

          ad esempio in giappone l'inglese lo conoscono
          meno che in italia e i francesi lo
          snobbanoChe in Giappone lo conoscano meno che in Italia è un mito. Che i francesi lo snobbino è vero, ma non è che non lo sanno.
    • afiorillo scrive:
      Re: la lingua inglese
      - Scritto da:
      So che questo discorso non piace a molti
      italiani, ma a mio parere il problema non sta
      nella lingua italiana poco diffusa, ma nella
      infima conoscenza di quella inglese. Parole sante.
    • Anonimo scrive:
      Re: la lingua inglese

      Si legge nell'articolo:

      "Ecco invece i servizi gia` delocalizzati che
      riguardano il settore ICT: creazione di
      software;(...)altri. Gia` dal 2003 esiste la
      figura del delocalization
      engineer.
      E l'Italia? La nostra "difesa" e` stata finora la
      scarsa diffusione della lingua italiana
      "

      So che questo discorso non piace a molti
      italiani, ma a mio parere il problema non sta
      nella lingua italiana poco diffusa, ma nella
      infima conoscenza di quella inglese. E' ovvio che
      il lavoro si muove laddove sia semplice,c'è differenza con quello che è scritto nell'articolose gli italiani parlassero fluentemente l'inglese, tutti, la concorrenza ci avrebbe già distrutto.e invece non sanno l'italiano e noi non sappiamo l'inglese :)e quindi questo muro ci fa resistere
      per cui
      oltre ai gia' noti ostacoli burocratici,
      legislativi e agli stipendi "elevati", l'italia
      perde competitivita' anche perche' non si parla
      inglese.e allo stesso tempo ne guadagna: nessuno che non parli in italiano con il capo dell'Aziendina lavora con l'Aziendina.l'aziendina sarà anche ina, ma esiste e resiste da 70 anni tra alti e bassi ... e i capi, provinciali quanto vuoi, parlano e lavorano in italiano, pur avendo magari interfacce con il resto del mondo.ma personalmente vogliono parlare con italiani
      Vogliamo essere primi nel turismo? Andate alla
      stazione e cercate indicazioni in inglese.leggi le mail "zidaniche" in questi giorni: pare che sia *offensivo* per il nostro onore... eppure io se vado in Germania e non trovo l'inglese dico: beh, vaffanculo, io torno a casa.Lo stesso diranno gli altri, immagino.
      Parlate in inglese con i ferrovieri. Poi fate lo
      stesso ai ristoranti, in taxi, in autobus, con il
      vigile.eh già :)infatti quando mi cago sotto ad andare in Germania mi dicono sempre tutti "ma parlano tutti in inglese, tranqui!!"e non è vera una sega.entrate in un baretto qualsiasi a chiedere una info di notte quando vi siete persi... lo stesso proveranno i turisti da noi
      Troverete tanti che arrancano con
      l'inglese, e quasi nessuna indicazione in doppia
      lingua nei luoghi
      pubblici.concordocon l'arrancare comunque si va avanti, specie se pensi all'inglese come lingua franca... parlano approssimativamente tutti, ma tutti si capisconoma se uno non lo parla...comunque il bigliettaio deve sapere l'inglese, da anni, mi pare.
      Nelle citate Filippine si insegna inglese sin
      dall'asilo. I filippini di qualsiasi estrazione,
      anche dei villggi, parlano un inglese di gran
      lunga migliore del nostro, e guardacaso lavorano
      in tutto il mondo, nolenti o volenti, anche
      grazie alla loro capacita' con l'inglese. Si lo
      so che nessun italiano si abbassa a invidiare un
      filippino ("Eh sono morti di fame e prendono due
      lire" replicano gia' molti), ma lui lavora
      ovunque, l'italiano
      no.infatti, tra un po' le due lire non le vedremo più e loro si
      L'Italia vuole conquistare un posto nell'IT? Non
      in questo secolo. Prima deve cessare la
      doppiatura di film per questo ti becchi un pugno sul naso ;-)io AMO i doppiatori italiani. Sono loro molte volte a rendere bello un film
      e la traduzione dei libri, dahspesso i nostri traduttori migliori sono degli scrittori, e si vede.piuttosto: traduciamo in inglese le NOSTRE opere :)
      poi
      forse avremo italiani che oltre a saper vendere
      vini, sapranno anche vendere servizi nel
      mondo.non serve rovinare la nostra cultura per ampliarla.aggiungere, non sostituire.
      Fino ad allora leggeremo molti articoli come
      questo, "l'Italia stagna". E' vero. Perche'
      stagna la preparazione degli italiani: mentre
      tutti navigano in mare, mentre i filippini
      invadono il mondo, da noi ci si agita in acque
      interne troppo piccole per dare spazio alle
      nostre pur notevoli
      capacita'.come dice l'articolo, che però non riconosce le capacità: manca la formazione e linnovazione (anche personale)
      • Anonimo scrive:
        Re: la lingua inglese

        se gli italiani parlassero fluentemente
        l'inglese, tutti, la concorrenza ci avrebbe gia`
        distrutto.Gli olandesi parlano fluentemente l'inglese e la concorrenza non li ha distrutti. Prosperano.
        e invece non sanno l'italiano e noi non sappiamo
        l'inglese
        :)
        e quindi questo muro ci fa resistere Non e' un muro, e' un laghetto.

        per cui

        oltre ai gia' noti ostacoli burocratici,

        legislativi e agli stipendi "elevati", l'italia

        perde competitivita' anche perche' non si parla

        inglese.


        e allo stesso tempo ne guadagna: nessuno che non
        parli in italiano con il capo dell'Aziendina
        lavora con
        l'Aziendina.Si
        l'aziendina sara` anche ina, ma esiste e resiste
        da 70 anni tra alti e bassi ... e i capi,
        provinciali quanto vuoi, parlano e lavorano in
        italiano, pur avendo magari interfacce con il
        resto del
        mondo.Pensa che potrebbero conquistare il mondo, altro che resiste.Siamo mica mezze seghe.Gli che l'hanno capito hanno imperi di negozi in tutto il pianeta.

        L'Italia vuole conquistare un posto nell'IT? Non

        in questo secolo. Prima deve cessare la

        doppiatura di film

        per questo ti becchi un pugno sul naso ;-)Schivo.
        io AMO i doppiatori italiani. Sono loro molte
        volte a rendere bello un
        filmAnche io. Ma molte altre volte no.

        e la traduzione dei libri,
        non serve rovinare la nostra cultura per
        ampliarla.Se guardi i film in originale non rovini la nostra cultura.Impari una seconda lingua.
    • Anonimo scrive:
      Re: la lingua inglese
      - Scritto da:
      Si legge nell'articolo:

      "Tutti i servizi immateriali per i paesi
      anglofoni possono essere forniti da indiani con
      un perfetto accento inglese (bastano solo quattro
      mesi di
      training)"

      Da fonti statunitensi ho saputo che il "perfetto
      accento" non e' esattamente perfetto, e i clienti
      americani riconoscono la cadenza indiana. Molti
      call center sono ora nelle Filippine dove la
      cadenza appare asiata alla clientela, ma e'
      difficile da identificare con esattezza per un
      anglofono.
      Nelle Filippine il lavoro di centralinista e'
      diventato uno dei piu' importanti nell'economia
      del
      paese.

      Si legge nell'articolo:

      "Ecco invece i servizi gia` delocalizzati che
      riguardano il settore ICT: creazione di
      software;(...)altri. Gia` dal 2003 esiste la
      figura del delocalization
      engineer.
      E l'Italia? La nostra "difesa" e` stata finora la
      scarsa diffusione della lingua italiana
      "

      So che questo discorso non piace a molti
      italiani, ma a mio parere il problema non sta
      nella lingua italiana poco diffusa, ma nella
      infima conoscenza di quella inglese. E' ovvio che
      il lavoro si muove laddove sia semplice, per cui
      oltre ai gia' noti ostacoli burocratici,
      legislativi e agli stipendi "elevati", l'italia
      perde competitivita' anche perche' non si parla
      inglese.
      Vogliamo essere primi nel turismo? Andate alla
      stazione e cercate indicazioni in inglese.
      Parlate in inglese con i ferrovieri. Poi fate lo
      stesso ai ristoranti, in taxi, in autobus, con il
      vigile. Troverete tanti che arrancano con
      l'inglese, e quasi nessuna indicazione in doppia
      lingua nei luoghi
      pubblici.
      Nelle citate Filippine si insegna inglese sin
      dall'asilo. I filippini di qualsiasi estrazione,
      anche dei villggi, parlano un inglese di gran
      lunga migliore del nostro, e guardacaso lavoranoguarda che lì conoscono un po' l'inglese perchè sono state colonie per molto tempo e molte zone fanno parte ancora del commonwealth
      • Anonimo scrive:
        Re: la lingua inglese

        guarda che lì conoscono un po' l'ingleseMacche' un po', sono bravi.
        perchè
        sono state colonie per molto tempo e molte zone
        fanno parte ancora del
        commonwealthSi ma lo studiano. Mica i bambini nascono con il gene del'inglese. In Italia si studia poco. Mica serve essere stati una colonia per studiare sin da piccoli.
    • Anonimo scrive:
      Re: la lingua inglese
      - Scritto da:
      Vogliamo essere primi nel turismo? Andate alla
      stazione e cercate indicazioni in inglese.
      Parlate in inglese con i ferrovieri. Poi fate lo
      stesso ai ristoranti, in taxi, in autobus, con il
      vigile. Troverete tanti che arrancano con
      l'inglese, e quasi nessuna indicazione in doppia
      lingua nei luoghi
      pubblici.L'inglese non è la lingua mondiale.
    • Anonimo scrive:
      Re: la lingua inglese
      - Scritto da:
      Si legge nell'articolo:

      "Tutti i servizi immateriali per i paesi
      anglofoni possono essere forniti da indiani con
      un perfetto accento inglese (bastano solo quattro
      mesi di
      training)"

      Da fonti statunitensi ho saputo che il "perfetto
      accento" non e' esattamente perfetto, e i clienti
      americani riconoscono la cadenza indiana. Non solo: ti garantisco perchè ho partecipato a tante conference call tra Los Angeles e Bangalore che gli americani NON CAPISCONO quello che dicono gli indiani almeno 3 volte su 10. E gli indiani per contro non capiscono quello che gli viene detto 8 volte su 10 solo che non lo dicono: rispondono sempre "ok ok".L'ultima volta gli e' stato chiesto di pulire i log e loro hanno troncato delle tabelle. da quel momento in poi dove lavoro io si e' deciso che le comunicazioni con l'India DEVONO avvenire sempre per email o ticket con conseguente dilatazione dei tempi.
      So che questo discorso non piace a molti
      italiani, ma a mio parere il problema non sta
      nella lingua italiana poco diffusa, ma nella
      infima conoscenza di quella inglese. E' ovvio Hai assolutamente ragione, la conoscenza dell'inglese in Italia è un gravissimo handicap. Ma la soluzione sarebbe molto semplice: abolire il doppiaggio televisivo. Negli USA non si doppia nulla, tutto e' sottotitolato, cosi' mi sono trovato dei colleghi che essendo appassionati di cinema italiani lo hanno imparato discretamente solo guardando la TV. Mentre nei paesi nordeuropei i bambini di pochi anni parlano un perfetto inglese imparato solo guardando i cartoni animati.Comunque non e' la lingua il motivo per cui i servizi vengono delocalizzati, è fondamentalmente l'ignoranza. La decisione di delocalizzare viene presa ad altissimo livello, generalmente da gente che ritiene che gestire un'applicazione voglia dire leggere 4 log al mattino. Il risultato e' sempre lo stesso, si delocalizza l'application maintenance e poi si assumono 10 contractor americani o europei per far funzionare realmente le cose. Con costi di lungo periodo spesso piu' alti di prima. Molte aziende americane (che fanno offshoring da anni) si stanno riportando in casa molti servizi offshore, soprattutto quelli business critical.
      • Anonimo scrive:
        Re: la lingua inglese
        Cosa, cosa, cosa ? Negli USA non doppiano nulla ? Tutto solo sottotitolato delle produzioni non in lingua inglese ?? E per fortuna che dici di andare negli USA.. mah!D'accordo che i sottotitoli siano più diffusi che da noi MA dire che nulla viene doppiato è un'idiozia, davvero. Un esempio lampante di doppiaggi che si fanno sono gli Anime giapponesi, malgrado vengano fatte anche le versioni sottotitolate da tempo, da prima dell'avvento dei DVD che permettono oramai di avere sia la versione doppiata che sottotitolata in un unico supporto, si doppiano eccome se si doppiano !- Scritto da:

        - Scritto da:

        Si legge nell'articolo:



        "Tutti i servizi immateriali per i paesi

        anglofoni possono essere forniti da indiani con

        un perfetto accento inglese (bastano solo
        quattro

        mesi di

        training)"



        Da fonti statunitensi ho saputo che il "perfetto

        accento" non e' esattamente perfetto, e i
        clienti

        americani riconoscono la cadenza indiana.

        Non solo: ti garantisco perchè ho partecipato a
        tante conference call tra Los Angeles e Bangalore
        che gli americani NON CAPISCONO quello che dicono
        gli indiani almeno 3 volte su 10. E gli indiani
        per contro non capiscono quello che gli viene
        detto 8 volte su 10 solo che non lo dicono:
        rispondono sempre "ok
        ok".
        L'ultima volta gli e' stato chiesto di pulire i
        log e loro hanno troncato delle tabelle. da quel
        momento in poi dove lavoro io si e' deciso che le
        comunicazioni con l'India DEVONO avvenire sempre
        per email o ticket con conseguente dilatazione
        dei
        tempi.


        So che questo discorso non piace a molti

        italiani, ma a mio parere il problema non sta

        nella lingua italiana poco diffusa, ma nella

        infima conoscenza di quella inglese. E' ovvio

        Hai assolutamente ragione, la conoscenza
        dell'inglese in Italia è un gravissimo handicap.

        Ma la soluzione sarebbe molto semplice: abolire
        il doppiaggio televisivo. Negli USA non si doppia
        nulla, tutto e' sottotitolato, cosi' mi sono
        trovato dei colleghi che essendo appassionati di
        cinema italiani lo hanno imparato discretamente
        solo guardando la TV. Mentre nei paesi
        nordeuropei i bambini di pochi anni parlano un
        perfetto inglese imparato solo guardando i
        cartoni
        animati.

        Comunque non e' la lingua il motivo per cui i
        servizi vengono delocalizzati, è fondamentalmente
        l'ignoranza.

        La decisione di delocalizzare viene presa ad
        altissimo livello, generalmente da gente che
        ritiene che gestire un'applicazione voglia dire
        leggere 4 log al mattino.

        Il risultato e' sempre lo stesso, si delocalizza
        l'application maintenance e poi si assumono 10
        contractor americani o europei per far funzionare
        realmente le cose. Con costi di lungo periodo
        spesso piu' alti di prima.

        Molte aziende americane (che fanno offshoring da
        anni) si stanno riportando in casa molti servizi
        offshore, soprattutto quelli business critical.

        • Anonimo scrive:
          Re: la lingua inglese
          - Scritto da:
          Cosa, cosa, cosa ?
          Negli USA non doppiano nulla ? Tutto solo
          sottotitolato delle produzioni non in lingua
          inglese ??


          E per fortuna che dici di andare negli USA.. mah!

          D'accordo che i sottotitoli siano più diffusi che
          da noi MA dire che nulla viene doppiato è
          un'idiozia, davvero.I sottotitoli (e parlo di televisione) qui non sono più diffusi: ci sono sempre, persino per i film già in inglese e servono per i non udenti (closed captioned). Vengono sottotitolati anche i telegiornali, i quiz, tutto.
          Un esempio lampante di doppiaggi che si fanno
          sono gli Anime giapponesi, malgrado vengano fatte
          anche le versioni sottotitolate da tempo, da
          prima dell'avvento dei DVD che permettono oramai
          di avere sia la versione doppiata che
          sottotitolata in un unico supporto, si doppiano
          eccome se si doppiano
          !Mah sai ho smesso da un pò di guardare cartoni animati ma vado spesso al cinema negli USA. E di film doppiati ne ho visti veramente pochissimi. Posso anche capire che lingue come giapponese, arabo o quant'altro vengano doppiate visto che possono risultare estremamente fastidiose da ascoltare ma sono l'eccezione, non la regola.
  • Anonimo scrive:
    collasso
    La delocalizzazione portera' al collasso dell'economia.
    • Anonimo scrive:
      Re: collasso
      - Scritto da:
      La delocalizzazione portera' al collasso
      dell'economia.Di quale? Italiana? No quella italiana stagnera' come sempre non ti preoccupare.
    • Anonimo scrive:
      Re: collasso
      - Scritto da:
      La delocalizzazione portera' al collasso
      dell'economia.non credo.saranno solo tutti più poveri.io credo che chi non riuscirà a riabituarsi alla povertà e allo stile di vita "come 50 anni fa" (io, per esempio) non resisterà e si tirerà un colpo.c'è anche speranza per i proprietari terrieri e gente che magari tornerà all'agricoltura e all'auto-sussistenza.escludendo così il circolo vizioso del mondo che corre troppo... ma chissà se glielo lascieranno fare.
      • Anonimo scrive:
        Re: collasso
        La delocalizzazione non porterà a nessun collasso, cmq ritengo che andranno rivisti stadard di vita non in virtù della ripartizione dell'economia globale, ma in virtù dello sfruttametno di risorse non rinnovabili, vedi petrolio, che non sono sufficienti a supportare le richieste e che comportano diverse problematicità.....iin primis aumento dei costi, am soprattutto, un inquinamento sempre maggiore. La Cina, tra poco tempo, 3/4 anni, dovrà confrontarsi con questo problema. Sarà tutt'altro che facile.
        • Anonimo scrive:
          Re: collasso
          - Scritto da:
          La Cina, tra poco tempo, 3/4 anni, dovrà
          confrontarsi con questo problema. Sarà tutt'altro
          che
          facile.Invadranno posti come l'Australia ed il Canada.
          • Anonimo scrive:
            Re: collasso
            possibile, ma considera che ad oggi già li invadono con l'inquinamento prodotto: le loro scorie tossiche invaderanno tutto il pianeta..
  • Anonimo scrive:
    Io sono pronto al cambio di lavoro
    Mi sono preparato le competenze e i titoli obbligatori per legge per poter accedere ad un'altra profiqua professione che mi appassiona, meno dell'informatica ma mi appassiona.Siccome l'informatica mi appassiona di più e siccome per ora con partita iva ci tiro fuori ancora 1000 euro (e più) netti al mese per ora rimango. Ma ai primi problemi, saluti e baci a tutti, me ne vado in uno di quei albi, ruoli e ordini della famosa e tipica burocrazia e ingessatura economica italiota. In realtà è un campo competitivo ma è un bel lavoro e ho tante idee per spiccare sugli altri, non ultima l'uso delle tecnologie informatiche e telematiche.Signori, il default argentino è la meta quasi obbligata dell'italia. Io ho via un po' di soldi, una seconda professione pronta e l'amore della mia vita con un impiego statale. Voi come siete messi? :D
    • Anonimo scrive:
      Re: Io sono pronto al cambio di lavoro

      Signori, il default argentino è la meta quasi
      obbligata dell'italia. Io ho via un po' di soldi,
      una seconda professione pronta e l'amore della
      mia vita con un impiego statale. Voi come siete
      messi?
      :DMeglio, sono gia' andato via.
      • Anonimo scrive:
        Re: Io sono pronto al cambio di lavoro
        - Scritto da:

        Signori, il default argentino è la meta quasi

        obbligata dell'italia. Io ho via un po' di
        soldi,

        una seconda professione pronta e l'amore della

        mia vita con un impiego statale. Voi come siete

        messi?

        :D

        Meglio, sono gia' andato via.dove?che fai de bello?
    • Anonimo scrive:
      Re: Io sono pronto al cambio di lavoro
      -
      tutti, me ne vado in uno di quei albi, Intanto impara l'itaGLiano... QUEGLI albi, non quei.Secondo... Se con la partita IVA ci tiri fuori 1000 euro al mese personalmente non vedo l'ora che cambi lavoro dato che sei uno di quei cancri del mondo dei consulenti che fa abbassare le tariffe a tutti. Il mondo dei praticoni che fa in modo di abbassare l'onesto guadagno di chi fa dell'aggiornamento, dello studio e dell'aapprofondimento il pane della propria professione... vorrei tanto conoscere le tue competenze... scommetto che assemblare un picci e installare uindous vero.... ciai hanche lofficepiratato che te lo installo io non ti preoccupare e il norton per i virus vero?mamma mia, povera Italia...
      • Anonimo scrive:
        Re: Io sono pronto al cambio di lavoro
        Ma che cazzo ne sai ?Dove sei saltato fuori ?Ma va va _|-
      • Anonimo scrive:
        Re: Io sono pronto al cambio di lavoro
        - Scritto da:
        Secondo... Se con la partita IVA ci tiri fuori
        1000 euro al mese personalmente non vedo l'ora
        che cambi lavoro dato che sei uno di quei cancri
        del mondo dei consulenti che fa abbassare le
        tariffe a tutti. Il mondo dei praticoni che fa in
        modo di abbassare l'onesto guadagno di chi fa
        dell'aggiornamento, dello studio e
        dell'aapprofondimento il pane della propria
        professione... vorrei tanto conoscere le tue
        competenze... scommetto che assemblare un picci e
        installare uindous vero.... ciai hanche
        lofficepiratato che te lo installo io non ti
        preoccupare e il norton per i virus
        vero?

        mamma mia, povera Italia...meglio lasciare il mercato agli extracomunitari ???tanto e' così che va a finire io (sono un altro) sono una partita iva da 11 anni sono partito con un negozzietto per PC assemblati e i primi anni mi andava abbastanza bene ,poi sono arrivati i vari Trony e i PC al supermercato ...il negozio mi si e' riempito di rompicoglioni che chiedevano preventivi e compravano al supermercato ....stavo per fallire ..poi i rompicoglioni hanno cominciato aportarmi i pc comprati da altre parti per l'assistenza ..ma mi davano due lire , in quanto se non lo facevo al prezzo che dicevano loro lo portavano al cuggino che ci capisce o ne compravano uno nuovo !!!!poi mi e' capitata una grande azienda che aveva bisogno di un tecnico per la manutenzione ...ora ho un contratto di assistenza con loro da quattro anni ....e finalmente ho potuto mandare affanc... l'orda di rompicoglioni ...lavoro 4 giorni a settimana prendo 30.000 euro l'anno lordi più un margine minimo sulle forniture non è moltoma meglio che niente con i prezzi bassi pui sceglierti i clienti e guadagnarne in salute mentale
        • Anonimo scrive:
          Re: Io sono pronto al cambio di lavoro

          ,poi
          sono arrivati i vari Trony e i PC al supermercato
          ...
          il negozio mi si e' riempito di rompicoglioni che
          chiedevano preventivi e compravano al
          supermercato
          ....
          stavo per fallire ..
          poi i rompicoglioni hanno cominciato aportarmi i
          pc comprati da altre parti per l'assistenza
          ..
          ma mi davano due lire , in quanto se non lo
          facevo al prezzo che dicevano loro lo portavano
          al cuggino che ci capisce o ne compravano uno
          nuovo
          !!!!
          poi mi e' capitata una grande azienda che aveva
          bisogno di un tecnico per la manutenzione
          ...
          ora ho un contratto di assistenza con loro da
          quattro anni
          ....
          e finalmente ho potuto mandare affanc... l'orda
          di rompicoglioni
          ...
          lavoro 4 giorni a settimana prendo 30.000 euro
          l'anno lordi più un margine minimo sulle
          forniture



          non è molto
          ma meglio che niente

          con i prezzi bassi puoi sceglierti i clienti
          e guadagnarne in salute mentale tra un po' lo faranno in remotooppure con un tecnico indiano e 298437 tecnici indiani in remotoe i rompicoglioni non avranno più soldi per i pcmoriremo tuttiprima o poi (rotfl)
          • Anonimo scrive:
            Re: Io sono pronto al cambio di lavoro
            - Scritto da:
            moriremo tutti





            prima o poi (rotfl)Citazione obbligatoria: "Nel lungo periodo siamo tutti morti". :p
          • teddybear scrive:
            Re: Io sono pronto al cambio di lavoro
            - Scritto da:
            Citazione obbligatoria: "Nel lungo periodo siamo
            tutti
            morti".
            :pDimostralo. Anche i vari immortali di Highlander non sapevano di essere immortali (anzi, non lo erano) fino a che non morivano per la prima volta.Io per ora sono ancora potenzialmente immortale.
          • Anonimo scrive:
            Re: Io sono pronto al cambio di lavoro
            - Scritto da: teddybear
            - Scritto da:


            Citazione obbligatoria: "Nel lungo periodo siamo

            tutti

            morti".

            :p

            Dimostralo. Anche i vari immortali di Highlander
            non sapevano di essere immortali (anzi, non lo
            erano) fino a che non morivano per la prima
            volta.La dimostrazione è banale, e si trova in quanto hai scritto sopra... :p
      • Anonimo scrive:
        Re: Io sono pronto al cambio di lavoro
        - Scritto da:

        -
        tutti, me ne vado in uno di quei albi,

        Intanto impara l'itaGLiano... QUEGLI albi, non
        quei. 1) impara la netiquette, saputello
        Secondo... Se con la partita IVA ci tiri fuori
        1000 euro al mese personalmente non vedo l'ora
        che cambi lavoro dato che sei uno di quei cancri
        del mondo dei consulenti che fa abbassare le
        tariffe a tutti. Il mondo dei praticoni che fa in
        modo di abbassare l'onesto guadagno di chi fa
        dell'aggiornamento, dello studio e
        dell'aapprofondimento il pane della propria
        professione... vorrei tanto conoscere le tue
        competenze... scommetto che assemblare un picci e
        installare uindous vero.... ciai hanche
        lofficepiratato che te lo installo io non ti
        preoccupare e il norton per i virus
        vero?
        2) non sai neanche chi sia. con che diritto lo giudichi? Stattene zitto che fai una figura migliore.
        mamma mia, povera Italia...l'hai detto
        • Anonimo scrive:
          Re: Io sono pronto al cambio di lavoro
          - Scritto da:

          - Scritto da:



          -
          tutti, me ne vado in uno di quei albi,



          Intanto impara l'itaGLiano... QUEGLI albi, non

          quei.

          1) impara la netiquette, saputello


          Secondo... Se con la partita IVA ci tiri fuori

          1000 euro al mese personalmente non vedo l'ora

          che cambi lavoro dato che sei uno di quei cancri

          del mondo dei consulenti che fa abbassare le

          tariffe a tutti. Il mondo dei praticoni che fa
          in

          modo di abbassare l'onesto guadagno di chi fa

          dell'aggiornamento, dello studio e

          dell'aapprofondimento il pane della propria

          professione... vorrei tanto conoscere le tue

          competenze... scommetto che assemblare un picci
          e

          installare uindous vero.... ciai hanche

          lofficepiratato che te lo installo io non ti

          preoccupare e il norton per i virus

          vero?



          2) non sai neanche chi sia. con che
          diritto lo giudichi? Stattene zitto che fai una
          figura
          migliore.


          mamma mia, povera Italia...
          l'hai dettoPremetto che non sono l'autore del post a cui ti riferisci.Mentre è vero che non sia del tutto cortese ed elegante far presente l'ignoranza altrui è anche vero che in Italia ci sono molti dottoroni super specializzati che non san neppure parlare o scrivere in italiano...Zittire un'altra persona è indice di maleducazione.
      • Anonimo scrive:
        Re: Io sono pronto al cambio di lavoro
        - Scritto da:

        -
        tutti, me ne vado in uno di quei albi,

        Intanto impara l'itaGLiano... QUEGLI albi, non
        quei.

        Secondo... Se con la partita IVA ci tiri fuori
        1000 euro al mese personalmente non vedo l'ora
        che cambi lavoro dato che sei uno di quei cancri
        del mondo dei consulenti che fa abbassare le
        tariffe a tutti. Il mondo dei praticoni che fa in
        modo di abbassare l'onesto guadagno di chi fa
        dell'aggiornamento, dello studio e
        dell'aapprofondimento il pane della propria
        professione... vorrei tanto conoscere le tue
        competenze... scommetto che ...
        mamma mia, povera Italia...e le tue competenze? :-)non credo che ti abbasseresti a fare le cose che hai citato.e dunque da loro chi ci va?
      • Anonimo scrive:
        Re: Io sono pronto al cambio di lavoro

        Secondo... Se con la partita IVA ci tiri fuori
        1000 euro al mese personalmente non vedo l'ora
        che cambi lavoro dato che sei uno di quei cancri
        del mondo dei consulenti che fa abbassare le
        tariffe a tutti. Il mondo dei praticoni che Ma se non sai neanche quello che faccio!!! :@Infatti NON faccio il "praticone", non assemblo pc e non installo il norton.
    • Anonimo scrive:
      Re: Io sono pronto al cambio di lavoro
      - Scritto da:
      Signori, il default argentino è la meta quasi
      obbligata dell'italia. Io ho via un po' di soldi,
      una seconda professione pronta e l'amore della
      mia vita con un impiego statale. Voi come siete
      messi?
      :DQuindi da sfruttato ambisci a diventare mantenuto a scrocco del nostro Stato?Non c'è che dire una profondità di ideali tutta italiana...
      • Anonimo scrive:
        Re: Io sono pronto al cambio di lavoro
        - Scritto da:

        - Scritto da:


        Signori, il default argentino è la meta quasi

        obbligata dell'italia. Io ho via un po' di
        soldi,

        una seconda professione pronta e l'amore della

        mia vita con un impiego statale. Voi come siete

        messi?

        :D


        Quindi da sfruttato ambisci a diventare mantenuto
        a scrocco del nostro
        Stato?

        Non c'è che dire una profondità di ideali tutta
        italiana...
        ah parli dell'interesse per la sopravvivenza decente?
    • Anonimo scrive:
      Re: Io sono pronto al cambio di lavoro

      Siccome l'informatica mi appassiona di più e
      siccome per ora con partita iva ci tiro fuori
      ancora 1000 euro (e più) netti al mese per ora
      rimango. mi spiace deluderti, ma quelle sono cifre un po' magre per dire che stai sul mercato. Mi giocherei subito l'altra carta.
      • Anonimo scrive:
        Re: Io sono pronto al cambio di lavoro
        - Scritto da:

        Siccome l'informatica mi appassiona di più e

        siccome per ora con partita iva ci tiro fuori

        ancora 1000 euro (e più) netti al mese per ora

        rimango.

        mi spiace deluderti, ma quelle sono cifre un po'
        magre per dire che stai sul mercato.io non guadagno tanto di piùla mia ragazza fa l'operaiainsieme viviamo, ce la facciamo decentemente.
        • Anonimo scrive:
          Re: Io sono pronto al cambio di lavoro

          io non guadagno tanto di più
          la mia ragazza fa l'operaia

          insieme viviamo, ce la facciamo decentemente.beato te, a me hanno chiesto 1200 euro al mese per un affitto e non in centro...........
          • Anonimo scrive:
            Re: Io sono pronto al cambio di lavoro
            - Scritto da:


            io non guadagno tanto di più

            la mia ragazza fa l'operaia



            insieme viviamo, ce la facciamo decentemente.

            beato te, a me hanno chiesto 1200 euro al mese
            per un affitto e non in
            centro...........hai ragione, ho avuto molta fortunaanche i miei si apprestano ad avere un aumento di affitto di quel tipotra un po' rischiamo di dover finire tutti come i marocchini che vanno a vivere tutti insieme in una sola casa, in 30 ... e il bello è che con queste prospettive io non faccio figli, naturalmente... ma noi esistiamo già.spero che i miei se ne vadano serenamente in tempo per non dover cambiare casa: ci stanno da tanti anni e sarebbe un colpo durissimo, tristissimo, andare in una abitazione più piccola, dovendo selezionare quali pezzi di vita passata eliminare ... questo articolo mi ha messo addosso una certa voglia di tornare alla ricerca del suicidio veloce ed indolore.del resto la natura mi dice chiaramente: non sei il più forte, verrai surclassato dai più forti.
          • golan77 scrive:
            Re: Io sono pronto al cambio di lavoro
            (Simone Brunozzi, autore dell'articolo)Mamma mia,spiacente che l'articolo ti abbia rattristato così tanto!In realtà, credo che avere una maggiore consapevolezza della situazione serva come stimolo per migliorare, e rimanere sul mercato senza dover rinunciare a tante cose... spero.In bocca al lupo!Simone
          • teddybear scrive:
            Re: Io sono pronto al cambio di lavoro
            - Scritto da:


            io non guadagno tanto di più

            la mia ragazza fa l'operaia



            insieme viviamo, ce la facciamo decentemente.

            beato te, a me hanno chiesto 1200 euro al mese
            per un affitto e non in
            centro...........Spendo di meno io (molto di meno) a Milano Tre... e non in un monolocale. Ed ho pure il box.Certo che se uno pretende il non plus ultra, 1200 euro al mese te le chiedono facilmente...
          • Anonimo scrive:
            Re: Io sono pronto al cambio di lavoro

            Certo che se uno pretende il non plus ultra, 1200
            euro al mese te le chiedono
            facilmente...scusa,non ricordo l'ultima nostra uscita;perchè se dici così è evidente che sei venuto con me a vedere l'appartamento ed hai avuto modo di constatare la mia richiesta di non plus ultra!Guardate che per partecipare ,basta un saluto ,non bisogna dire per forza sciocchezze.Ripeto,così forse capisci : 400 euro in stanza con un'altra persona600-800 euro in casa con stanza singola ed altre persone900 euro monolocale1000-1200 appartamento due stanze tutto in periferiaaspetta,aspetta...ma non è che hai qualche familiare che affitta in nero???
          • Anonimo scrive:
            Re: Io sono pronto al cambio di lavoro
            - Scritto da:
            Ripeto,così forse capisci :
            400 euro in stanza con un'altra persona
            600-800 euro in casa con stanza singola ed altre
            persone
            900 euro monolocale
            1000-1200 appartamento due stanze
            tutto in periferia

            aspetta,aspetta...ma non è che hai qualche
            familiare che affitta in
            nero???ai neri ???i miei hanno una pensione di 400 euro al mese ...hanno pero' lavorato all'estero per 30 anni e hanno 3 piccoli appartamenti affittati 500 euro al mese Roma periferia con ricevuta...ovviamente in famiglia siamo un po' coglioni ..(di sinistra come dice il nano)Con 1200 ci paghi un mutuo per comprarla casa !!informati alle cooperative ...ce ne sono alcune che te la costruisci tu nel tempo libero e non servono caparre enormi !!
          • teddybear scrive:
            Re: Io sono pronto al cambio di lavoro
            - Scritto da:

            Certo che se uno pretende il non plus ultra,
            1200

            euro al mese te le chiedono

            facilmente...

            scusa,non ricordo l'ultima nostra uscita;
            perchè se dici così è evidente che sei venuto con
            me a vedere l'appartamento ed hai avuto modo di
            constatare la mia richiesta di non plus
            ultra!

            Guardate che per partecipare ,basta un saluto
            ,non bisogna dire per forza
            sciocchezze.

            Ripeto,così forse capisci :
            400 euro in stanza con un'altra persona
            600-800 euro in casa con stanza singola ed altre
            persone
            900 euro monolocale
            1000-1200 appartamento due stanze
            tutto in periferia

            aspetta,aspetta...ma non è che hai qualche
            familiare che affitta in
            nero???Ripeto quello che ho detto. Vivo a Milano Tre. Contratto regolare di affitto e spendo meno di quello che dici te per un monolocale. Ed ho un appartamento di 63 metri quadrati. Al penultimo piano. In mezzo ad un parco. Non so se hai idea di cosa è Milano tre, comunque io vivo qui:http://maps.google.it/maps?f=q&hl=it&q=via+marconi,+basiglio&ie=UTF8&t=k&om=1&ll=45.360876,9.160967&spn=0.008564,0.021629Ah. Dimenticavo di ripetere, spese comprese e box dove mi ci stanno una auto (una Golf, per darti le misure) due biciclette, uno scooter, una moto ed un po' di altra roba).Vivo a 4km in linea d'aria dalla tangenziale. Ed a 7 di strada effettiva da Milanofiori. In mezz'ora posso essere in Piazza Duomo. In meno di un'ora alla Malpensa. In 40 minuti a Linate. (considerando anche un traffico medio).Vedi tu...-----------------------------------------------------------Modificato dall' autore il 21 luglio 2006 22.52-----------------------------------------------------------
  • Santos-Dumont scrive:
    Modestamente
    Senza avere soluzioni in tasca mi limito a osservare che competere a testa bassa in un campo nel quale già si scannano in tanti, non costituisce una scelta molto lungimirante.Se gli informatici italiani per sopravvivere devono mettersi a competere con tunisini o indiani, forse é meglio iniziare a pensare a delle alternative. O no?
    • Alessandrox scrive:
      Re: Modestamente
      - Scritto da: Santos-Dumont
      Senza avere soluzioni in tasca mi limito a
      osservare che competere a testa bassa in un campo
      nel quale già si scannano in tanti, non
      costituisce una scelta molto
      lungimirante.
      Se gli informatici italiani per sopravvivere
      devono mettersi a competere con tunisini o
      indiani, forse é meglio iniziare a pensare a
      delle alternative. O
      no?mah insomma....Un bravo tecnico che si tiene aggiornato e' che opera in loco sara' sempre apprezzato.Ma poi... siamo sicuri che ad una azienda convenga delocalizzare il proprio fileserver? E per gli interventi sistemistici (che hanno spesso bisogno di interventi in loco) si chiamano tecnici dall' estero? Bah...Conviene trasferire i cartacei e poi farseli restituire? Viaggi in piu' = rischi in piu' di perdite/danneggiamenti/manipolazioni...la consulenza: va bene fino ad un certo punto per telefono o in videoconferenza ma quella in loco e' insostituibile in molti casi...Insomma per certe funzioni e per grandi realta' aziendali puo' andare bene ma per le piccole/medie aziende non ci vedo nessun vantaggio.Senza contare le banche dati piene di informazioni personali e sensibili... le delocalizziamo all' estero? Piu' che vantaggi vedo suicidi.-----------------------------------------------------------Modificato dall' autore il 19 luglio 2006 01.40-----------------------------------------------------------
      • Anonimo scrive:
        Re: Modestamente
        si infatti anche a me sembra una buffonata.pero' e' certamente vero che le softwarehouse italiane non esistono veramente.usa ci fotte tutto, pero' noi cresciamo piu' in fretta cosi'. e' un dilemma!
      • Santos-Dumont scrive:
        Re: Modestamente
        - Scritto da: Alessandrox
        - Scritto da: Santos-Dumont

        Senza avere soluzioni in tasca mi limito a

        osservare che competere a testa bassa in un
        campo

        nel quale già si scannano in tanti, non

        costituisce una scelta molto

        lungimirante.

        Se gli informatici italiani per sopravvivere

        devono mettersi a competere con tunisini o

        indiani, forse é meglio iniziare a pensare a

        delle alternative. O

        no?

        mah insomma....

        Un bravo tecnico che si tiene aggiornato e' che
        opera in loco sara' sempre
        apprezzato.

        Ma poi... siamo sicuri che ad una azienda
        convenga delocalizzare il proprio fileserver? E
        per gli interventi sistemistici (che hanno spesso
        bisogno di interventi in loco) si chiamano
        tecnici dall' estero?
        Bah...
        Conviene trasferire i cartacei e poi farseli
        restituire? Viaggi in piu' = rischi in piu' di
        perdite/danneggiamenti/manipolazioni...
        la consulenza: va bene fino ad un certo punto per
        telefono o in videoconferenza ma quella in loco
        e' insostituibile in molti
        casi...
        Insomma per certe funzioni e per grandi realta'
        aziendali puo' andare bene ma per le
        piccole/medie aziende non ci vedo nessun
        vantaggio.
        Senza contare le banche dati piene di
        informazioni personali e sensibili... le
        delocalizziamo all' estero? Piu' che vantaggi
        vedo
        suicidi.Io no, alla fine conta solo che il servizio estero corrispondente a quello italiano garantisca standard qualitativi paragonabili e il rispetto delle nostre normative in ambito privacy.La carta sta perdendo sempre più la sua funzione.Non vedo controindicazioni a priori riguardo la sostituzione delle consulenze in loco con quelle in videoconferenza, anzi: sicuramente diventeranno lo standard anziché l'eccezione con l'avanzare delle nuove leve, più tecnologiche e meno ancorate a vecchi schemi di relazionamento.Sono completamente d'accordo con l'autore dell'articolo, in questione non è il "se" ma il "quando", visto che in altre parti del mondo quanto lui descrive non è ipotesi ma dato di fatto. Per quanto un tecnico o un programmatore o qualsiasi altro professionista IT possano sforzarsi per mantenersi aggiornati e all'avanguardia, rimarrà sempre la discriminante degli stipendi... Sai quanto guadagna un programmatore in una cittadina di provincia del Brasile, magari appena uscito dalla facoltà? Non supera i 200-250. Magari con un po' d'esperienza arriva ai 500-700. Per ambire a stipendi confrontabili ai nostri (diciamo 1500, niente di trascendentale, anche se in R$ rappresentano una retribuzione di tutto rispetto) bisogna disporre di requisiti non indifferenti e trasferirsi in metropoli del calibro di San Paolo / Rio / etc. Quindi la massa dei lavoratori del settore IT riceve salari piuttosto bassi, non a caso già anni fa, quando mi trasferii in Brasile, una delle prime aziende presso cui mi recai per un colloquio era italiana, di Novara; il titolare mise subito in chiaro che stavano in Brasile per risparmiare sui costi, volevano gente "con gli attributi" pagandola quattro palanche.Capisco che chi ha dedicato anni a questa professione non ami sentirsi dire queste cose, è del tutto umano. Vi auguro che l'Italia rimanga un'isola felice al di fuori delle logiche di sfruttamento globale, ma è un augurio privo di convinzione.
      • Anonimo scrive:
        Re: Modestamente

        Ma poi... siamo sicuri che ad una azienda
        convenga delocalizzare il proprio fileserver?Ad aziende piccole no, alle aziende grandi ed enormi si.
        per gli interventi sistemistici (che hanno spesso
        bisogno di interventi in loco) si chiamano
        tecnici dall' estero?
        Bah...
        Conviene trasferire i cartacei e poi farseli
        restituire? Viaggi in piu' = rischi in piu' di
        perdite/danneggiamenti/manipolazioni...Si tratta di scala. Superato un certo volume conviene. In Italia come ben scritto nell'articolo ci sono molte piccole e medie imprese, nelle aziende estere e' molto piu' frequente delocalizzare. Qundo hai milioni di documenti...
        la consulenza: va bene fino ad un certo punto per
        telefono o in videoconferenza ma quella in loco
        e' insostituibile in molti
        casi...
        Insomma per certe funzioni e per grandi realta'
        aziendali puo' andare beneesatto
        ma per le
        piccole/medie aziende non ci vedo nessun
        vantaggio.Pero' io ci vedo gli SVANTAGGI!Le piccole/medie aziende avrano una conocrrenza piu' agguerrita che potra' lavorare a costi minori.
        Senza contare le banche dati piene di
        informazioni personali e sensibili... le
        delocalizziamo all' estero? Piu' che vantaggi
        vedo suicidi.Adesso non esageriamo con le fobie.
        • Alessandrox scrive:
          Re: Modestamente
          - Scritto da:

          Ma poi... siamo sicuri che ad una azienda

          convenga delocalizzare il proprio fileserver?
          Ad aziende piccole no, alle aziende grandi ed
          enormi
          si.ma proprio grandi....

          per gli interventi sistemistici (che hanno
          spesso

          bisogno di interventi in loco) si chiamano

          tecnici dall' estero?

          Bah...

          Conviene trasferire i cartacei e poi farseli

          restituire? Viaggi in piu' = rischi in piu' di

          perdite/danneggiamenti/manipolazioni...
          Si tratta di scala. Superato un certo volume
          conviene. In Italia come ben scritto
          nell'articolo ci sono molte piccole e medie
          imprese, nelle aziende estere e' molto piu'
          frequente delocalizzare. Qundo hai milioni di
          documenti...Si ma solo perche' dove si delocalizza la gente si accontenta di una ciotola di riso e un calcio in c@lo al giorno.

          la consulenza: va bene fino ad un certo punto
          per

          telefono o in videoconferenza ma quella in loco

          e' insostituibile in molti

          casi...

          Insomma per certe funzioni e per grandi realta'

          aziendali puo' andare bene
          esattoPer esempio se si ha da progettare e realizzare e manutenere la rete aziendale (va bene che nei casi limite i server sono tutti all' estero, tranne magari alcuni print server e firewall/router ma i client, anche se diskless, ci saranno sempre) *almeno* fino al livello OSI 4 serve gente necessariamente sul posto. Solo per fare un esempio. POi i sistemi tipo VNC e TS li uso anche io ma dire che risolvono tutto e' falso.

          ma per le

          piccole/medie aziende non ci vedo nessun

          vantaggio.
          Pero' io ci vedo gli SVANTAGGI!
          Le piccole/medie aziende avrano una conocrrenza
          piu' agguerrita che potra' lavorare a costi
          minori.Mah... concorrenza di chi? Quella di chi vive con la ciotola diriso al giorno? Quella ce l' hanno e non da ora. semmai le grandi aziende che delocalizzeranno potranno ridurre dei costi e arrivare in percentuale a quelli delle piccole che non hanno bisogno di delocalizzare.

          Senza contare le banche dati piene di

          informazioni personali e sensibili... le

          delocalizziamo all' estero? Piu' che vantaggi

          vedo suicidi.
          Adesso non esageriamo con le fobie.Si si.... poi in paesi dove la stabilita' socio/politica e' una chimera eh... (senno' non sarebbero cosi' convenienti sul piano economico)... bella si.
    • xr2002 scrive:
      Re: Modestamente
      Sì, sposarsi con una obesa davanti al pretone: l'importante che sia ricca. 8)
      • Santos-Dumont scrive:
        Re: Modestamente
        (ghost)-----------------------------------------------------------Modificato dall' autore il 14 settembre 2006 05.11-----------------------------------------------------------
    • Anonimo scrive:
      Re: Modestamente
      - Scritto da: Santos-Dumont
      Senza avere soluzioni in tasca mi limito a
      osservare che competere a testa bassa in un campo
      nel quale già si scannano in tanti, non
      costituisce una scelta molto
      lungimirante.
      Se gli informatici italiani per sopravvivere
      devono mettersi a competere con tunisini o
      indiani, forse é meglio iniziare a pensare a
      delle alternative. O
      no?Se intendi software da "manovalanza", allora quoto. Però come per la meccanica, esistono ditte che producono bulloni e ditte che creano prodotti di alta professionalità. Esiste la ricerca anche in ambito informatico, ricerca che puoi fare solo con fondi a disposizione, personale specializzato e lungimiranza.
      • Santos-Dumont scrive:
        Re: Modestamente
        - Scritto da:

        - Scritto da: Santos-Dumont

        Senza avere soluzioni in tasca mi limito a

        osservare che competere a testa bassa in un
        campo

        nel quale già si scannano in tanti, non

        costituisce una scelta molto

        lungimirante.

        Se gli informatici italiani per sopravvivere

        devono mettersi a competere con tunisini o

        indiani, forse é meglio iniziare a pensare a

        delle alternative. O

        no?

        Se intendi software da "manovalanza", allora
        quoto. Però come per la meccanica, esistono ditte
        che producono bulloni e ditte che creano prodotti
        di alta professionalità. Esiste la ricerca anche
        in ambito informatico, ricerca che puoi fare solo
        con fondi a disposizione, personale specializzato
        e
        lungimiranza.Hai ragione, però ripenso a quanto affermato ad esempio sull'India. Non é certo personale poco specializzato, al contrario; se un azienda occidentale decide di investire denaro in quel paese, come già stanno facendo varie aziende statunitensi, nell'ottica di risparmiare sulle risorse umane, non so bene a che tipo di vita dovranno assoggettarsi i nostri operatori IT per competere. Posso sbagliarmi ma finirá come per tanto personale di aree produttive delocalizzate, i primi esempi che mi vengono in mente sono la Benetton e la DeLonghi. Quello dell'orientale specializzato in produzioni in serie su commissione é un cliché ormai coi giorni contati, e scrivo orientale per non dire (mi accuseranno di "nazionalismo", pazienza...) brasiliano.
        • Anonimo scrive:
          Re: Modestamente
          - Scritto da: [snip]
          In India come in Cina sono peggio che poco
          specializzati, la maggioranza è profondamente
          ignorante. E' vero d'altro canto che in Italia adSeee, sogna: in India sono decenni che investono in formazione ICT, anzi, in formazione tout-court. Il fatto che ci siano ancora un fottio di contadini di bassa acculturazione, vittime dei produttori di sementi transgeniche monouso e pesticidi che il ddt sembra deodorante per ascelle, non cambia il fatto che i numeri nel settore ICT siano sufficientemente alti.
          ignoranza diffusa siamo messi tanto bene in ogni
          settore, qui più che altrove sono le
          raccomandazioni che mettono la gente in posizioni
          gerarchiche superiori in ogni settore invece che
          la bravura reale e le potenzialità della persona.Ecco, bravo.Quello che manca in Italia e' elasticita' mentale, una capacita' di visione del globale e del particolare come sistema. Ci sono gli strumenti ma non sono correlati tra di loro, roba che per passare dati da un computer all'altro si passa per la stampa e l'invio per posta ordinaria.
          Indiani e cinesi non sono affatto una massa di
          super-geni, non sono tutti poliglotti, non sanno
          tutti l'inglese, non sono tutti geni dellaL'inglese, se non lo sanno tutti in India, poco ci manca. Dimentichi forse che era colonia dell'impero britannico? Sara' un inglese corrotto, ma glielo correggi quanto basta con un corso, magari limitandoti ai termini/argomenti per cui verranno assunti.
          matematica, ingegneria e grandi programmatori eAFAIK, in matematica vanno alla grande. Cosi' come nel settore informatico, dove il governo ha investito da decenni (ripeto), fin dalle elementari. Non saranno dei maghi, ma scommetto che ogni ragazzino sa usare un computer per qualcosa di piu' che giocare in rete.[snip dietrologia paranoide :P ]
  • Anonimo scrive:
    Nente paura: ci riscatteremo
    130 Ma a quel punto le aziende così furbe a chi venderanno i loro costosi prodotti: es. cd/dvd a 30-60 ?Ce li vedo proprio indiani e cinesi comprarli a quei prezzi, sì sì
    • Anonimo scrive:
      Riscattarci? Improbo.
      130

      Ma a quel punto le aziende così furbe a chi
      venderanno i loro costosi prodotti: es. cd/dvd a
      30-60
      ?
      Ce li vedo proprio indiani e cinesi comprarli a
      quei prezzi, sì
      sìscordi però tutta una serie di fattori:-tra 10 anni bisogna vedere se ci siamo (IMHO tra max 10-30anni prox guerra mondiale, forse tra meno)-petrolio, è in esaurimento, o se non altro, il suo costo sta volando, tra un pò le economie ne risentiranno-mortalità/natalità, già oggi l'Italia è un paese con sempre meno italiani, perchè si fanno meno figli. Questo ben presto porterà gravi problemi (pensioni in primis, ma anche il fatto che se hai 3/4 della popolazione che non è più produttiva...); L'India da questo lato è messa al contrario di noi: tra 10 anni avranno 3/4 della popolazione in età produttiva... immagina tu cosa vuol dire...-il Clima prima o poi ci presenterà il conto (sta già iniziando)-altri fattori non previsti/ora sconosciutiinsomma, stiamo messi molto male.
      • Anonimo scrive:
        Re: Riscattarci? Improbo.
        130



        Ma a quel punto le aziende così furbe a chi

        venderanno i loro costosi prodotti: es. cd/dvd a

        30-60

        ?

        Ce li vedo proprio indiani e cinesi comprarli a

        quei prezzi, sì



        scordi però tutta una serie di fattori:
        -tra 10 anni bisogna vedere se ci siamo (IMHO tra
        max 10-30anni prox guerra mondiale, forse tra
        meno)
        -petrolio, è in esaurimento, o se non altro, il
        suo costo sta volando, tra un pò le economie ne
        risentiranno
        -mortalità/natalità, già oggi l'Italia è un paese
        con sempre meno italiani, perchè si fanno meno
        figli. Questo ben presto porterà gravi problemi
        (pensioni in primis, ma anche il fatto che se hai
        3/4 della popolazione che non è più
        produttiva...); L'India da questo lato è messa al
        contrario di noi: tra 10 anni avranno 3/4 della
        popolazione in età produttiva... immagina tu cosa
        vuol
        dire...
        -il Clima prima o poi ci presenterà il conto (sta
        già
        iniziando)
        -altri fattori non previsti/ora sconosciuti

        insomma, stiamo messi molto male.
        • Anonimo scrive:
          Re: Riscattarci? Improbo.
          - Scritto da:
          Ti sei dimenticato l'incontrastata caduta dei
          capelli, l'invasione del kebab con le patatine
          fritte e soprattutto la crisi dei visionari
          impazziti e megalomani. WAKE UP NEO!!certo che quando neo si è svegliato non è che abbia trovato un gran bene in giro... no?il kebap non mi dispiace.per il resto, se tu la vedi bene, buon per te. Se hai anche lavorato per migliorarti , allora ti faccio anche i complimenti.Finchè non avrai il culo a terra (e ti auguro di non averlo) puoi almeno avere il sorrisone :)e non è cosa da poco.
      • Anonimo scrive:
        guerra mondiale
        - Scritto da:
        scordi però tutta una serie di fattori:
        -tra 10 anni bisogna vedere se ci siamo (IMHO tra
        max 10-30anni prox guerra mondiale, forse tra
        meno)IMHO fra 1 o massimo 2 anni.
      • Anonimo scrive:
        Re: Riscattarci? Improbo.
        - Scritto da:

        su su, dopo una bella guerra atomica e una
        glaciazione vedrai che le bestie che si
        autochiamano Uomini cambieranno, sicuramente in
        meglio!

        in alto i cuori!Col cavolo! Diventeremo un pianeta pieno di scimmie intelligenti che cacciano gli umani per divertimento e magari sottoterra ci sarà qualche gruppo di mutanti che adora una bomba al cobalto.Maledetti! Maledetti! Maledetti per l'eternità!
    • Anonimo scrive:
      Re: Nente paura: ci riscatteremo
      130 io spendo circa 70 euro A SETTIMANA solo per mangiare.siamo in 2.la broadband porta innovazione?mi costa 119 euro a bimestregià solo con l'affitto avrei finito tutti questi discorsi.si ragazzi, non vedo perchè nelle farmacie non ci siano medicinali adeguati a farla finita in modo indolore.è un sistema naturale, un desiderio legittimo.Certo, il sistema ci dice che dobbiamo combattere... ma il sistema è li solo per dirci che dobbiamo combattere PER LUI ... ma che fa per noi? Che fa per difenderci gli uni dagli altri... ? Si, ok, non possiamo accoltellarci, ma possiamo renderci la vita un inferno gli uni con gli altri... Possiamo fare in modo che le mele del cile costino meno di quelle del trentino... io invece preferirei che riuscissimo, in caso di impoverimento, a MANGIARE quello che si poteva mangiare al tempo dei romani, in Italia, con la differenza che spero eviteremo il latifondo un'ennesima voltasiamo in troppi e quando si è in troppi si fa di tutto per emergere, per schiacciare gli altri, per superarliquando ce n'è per tutti, si sta di fianco e si bruca tranquillamentee se sono di troppo, chiedo solo la cortesia di fornirmi (anche a 100 euro a pillola) quel che serve per non soffrire troppo e non sporcare troppo in giro.CHe so, magari domani vado nel settore del porno e sono felicissimo :)ma magari mi spacco una gamba e resto storpio... la sanità sarà scomparsa, gli affitti mostruosi, gli stipendi scomparsi... e fine anche di quel lavoro.oggi la vedo molto bene. Qualcuno vuole darmi una martellatina sotto l'unghia sinistra?
  • Anonimo scrive:
    tanto c'e' il calcio
    tanto a noi italiani basta il calcio per stare bene.... la disoccupazione, la mancanza di ricerca e sviluppo sono del tutto secondari
    • Anonimo scrive:
      Re: tanto c'e' il calcio
      - Scritto da:
      tanto a noi italiani basta il calcio per stare
      bene.... la disoccupazione, la mancanza di
      ricerca e sviluppo sono del tutto
      secondariEsatto, quatro calci al pallone, uno scandalo di calcio, un mondiale, tutti in piazza, questo e' interessante, ci sono altri motivi per infervorarsi? Difficile.
      • Anonimo scrive:
        Re: tanto c'e' il calcio
        Bene signori ,visto che leggo sempre lamentele di questo tipo , vediamo se noi siamo diversi dagli altri ;abbiamo il coraggo di cominciare a dire che lo stato deve licenziare , ripeto licenziare una buona metà dei dipendenti statali ? non importa se , "eh , ma la mia ragazza è l'unica che ha vinto un concorso senza spinte!!!" oppure "no,ma mio padre ha sempre lavorato duramente al ministero..."???Lo vogliamo dire che le banche italiane non sono aziende ,se confrontate con quelle estere, e quindi , quando vai in banca il dipendente ti tratta sempre come se stesse facendoti un piacere ?Sono convinto che non riponderà nessuno, o al limite, parolacce o prese in giro.Il resto delle proposte a dopo.
        • Anonimo scrive:
          Re: tanto c'e' il calcio

          abbiamo il coraggo di cominciare a dire che lo
          stato deve licenziare , ripeto
          licenziare una buona metà dei dipendenti
          statali ?Per poi dover ricorrere ad altre forme di ammortizzatori sociali?Lo farei, ma prima ci penserei bene.
          Lo vogliamo dire che le banche italiane non sono
          aziende ,se confrontate con quelle estere, e
          quindi , quando vai in banca il dipendente ti
          tratta sempre come se stesse facendoti un piacere
          ?DICIAMOLO!Diciamo che in molti paesi esteri sei CLIENTE e signore in banche uffici e negozi, mentre in Italia sei scocciatore o limone da spremere.
          Sono convinto che non riponderà nessuno, o al
          limite, parolacce o prese in
          giro.Gne' gne', eccotene una! %#$!! Te la sei cercata! :)
          • Anonimo scrive:
            Re: tanto c'e' il calcio

            Per poi dover ricorrere ad altre forme di
            ammortizzatori
            sociali?
            Lo farei, ma prima ci penserei bene.gli ammortizzatori sociali in italia ci sono sempre stati ed utilizzati per sostenere una famiglia di imprenditori che ha dato tanto prova di capacità...e ultimamente anche di moralità....quindi che vengano come ci sono nel resto d'europa,chi non può o vuole lavorare( e mi dispiace ma nel pubblico troviamo molti del secondo caso) a casa con il sussidio e chi ha voglia e capacità ,farà carriera.Ma io ho parlato del pubblico, ma posso dirti:basta con le lauree facili,basta con i diplomi nelle private al massimo dei voti,basta con il considerare chi non paga le tasse un furbo,mentre è un delinquente,basta con le assunzioni nel privato per raccomandazione(qui se volete approfondiamo).In sintesi,se queste cose non cambiano, la situazione rimarrà sempre la stessa.
            Gne' gne', eccotene una! %#$!! Te la sei cercata!
            :)va bene anche la parolaccia,purchè si discuta :)
          • Anonimo scrive:
            Re: tanto c'e' il calcio
            ...
            Ma io ho parlato del pubblico, ma posso dirti:
            basta con le lauree facili,parli di quelle che i dipendenti delle aziende e del settore pubblico possono prendere "laureando l'esperienza" ?
            basta con i diplomi nelle private al massimo dei
            voti,io direi basta coi luoghi comuni.se sei da massimo dei voti, prendi il massimo dei voti.direi : basta con il giudizio sommario.
            basta con il considerare chi non paga le tasse un
            furbo,mentre è un
            delinquente,vero.
            basta con le assunzioni nel privato per
            raccomandazione(qui se volete
            approfondiamo).approfondiamo
          • Anonimo scrive:
            Re: tanto c'e' il calcio
            - Scritto da:


            abbiamo il coraggo di cominciare a dire che lo

            stato deve licenziare , ripeto

            licenziare una buona metà dei dipendenti

            statali ?

            Per poi dover ricorrere ad altre forme di
            ammortizzatori
            sociali?
            Lo farei, ma prima ci penserei bene.state a discutere come se ci fosse una capra con la zampa nella trappola"la accoppiamo subito?""si ma sporca""va beh, mettiamo sotto un telo"senza chiedervi, ad esempio, se la capra SERVAaoh!!! ma chi cazzo vi credete di essere???in comune da me ci sono poche persone e riescono a fare il minimo indispensabile: ne servirebbero di più (e che lavorassero meglio, certo, e con miglior strumentazione) [banche]
            DICIAMOLO!
            Diciamo che in molti paesi esteri sei CLIENTE e
            signore in banche uffici e negozi, mentre in
            Italia sei scocciatore o limone da
            spremere.e via, son due che dicono.lo ha detto report mesi fa.successo qualcosa?a parte dire, non facciamo.
          • Anonimo scrive:
            Re: tanto c'e' il calcio
            - Scritto da:


            abbiamo il coraggo di cominciare a dire che lo

            stato deve licenziare , ripeto

            licenziare una buona metà dei dipendenti

            statali ?

            Per poi dover ricorrere ad altre forme di
            ammortizzatori
            sociali?
            Lo farei, ma prima ci penserei bene.Il problema non è quello. Il problema è che contestualmente al decreto Bersani sono stati assunti ALTRI 25.000 statali.
          • Anonimo scrive:
            Re: tanto c'e' il calcio
            - Scritto da:
            Il problema non è quello. Il problema è che
            contestualmente al decreto Bersani sono stati
            assunti ALTRI 25.000
            statali.Hm? Dove? A che titolo?A quanto mi risulta, lo Stato in questi anni ha solo assorbito quelli che altrimenti sarebbero stati licenziati nelle operazioni di privatizzazione (ad esempio le Poste).
        • Anonimo scrive:
          Re: tanto c'e' il calcio
          - Scritto da:
          Bene signori ,visto che leggo sempre lamentele di
          questo tipo , vediamo se noi siamo diversi dagli
          altri
          ;
          abbiamo il coraggo di cominciare a dire che lo
          stato deve licenziare , ripeto
          licenziare una buona metà dei dipendenti
          statali ? non importa se , "eh , ma la mia
          ragazza è l'unica che ha vinto un concorso senza
          spinte!!!" oppure "no,ma mio padre ha sempre
          lavorato duramente al
          ministero..."???
          Lo vogliamo dire che le banche italiane non sono
          aziende ,se confrontate con quelle estere, e
          quindi , quando vai in banca il dipendente ti
          tratta sempre come se stesse facendoti un piacere
          ?
          Sono convinto che non riponderà nessuno, o al
          limite, parolacce o prese in
          giro.
          Il resto delle proposte a dopo.Ma no, guarda, hai ragione. Pero' sarai pure abbastanza intelligente da capire che quel che dici e' ampiamente irrealizzabile.
          • Anonimo scrive:
            Re: tanto c'e' il calcio
            Certo,lo so però ho cercato di individuare alcune cause;personalmente le realizzerei,ma non faccio parte del sistema politico;la responsabilità di farle realizzare ricade ,non sui politici, ma sulle persone che li votano ,per avere la possibilià ,magari, di farsi la casa abusiva al mare o far entrare la figlia in un ministero
          • Anonimo scrive:
            Re: tanto c'e' il calcio
            - Scritto da:
            Certo,lo so però ho cercato di individuare alcune
            cause;
            personalmente le realizzerei,ma non faccio parte
            del sistema
            politico;questo è il nostro errore.basta impegnarsi e farne parte."scendi in campo"
            la responsabilità di farle realizzare ricade ,non
            sui politici, ma sulle persone che li votano ,per
            avere la possibilià ,magari, di farsi la casa
            abusiva al mare o far entrare la figlia in un
            ministeroamico, diventare politico è possibile.serve abilità anche li, soprattutto per essere un politico ONESTO che lavora per i cittadini, che non è distaccato e "in alto".provaci.e poi ascoltaci, non fare quello che vuoi tu e basta
        • Anonimo scrive:
          Re: tanto c'e' il calcio
          - Scritto da:
          Bene signori ,visto che leggo sempre lamentele di
          questo tipo , vediamo se noi siamo diversi dagli
          altri
          ;
          abbiamo il coraggo di cominciare a dire che lo
          stato deve licenziare , ripeto
          licenziare una buona metà dei dipendenti
          statali ?perchè?
          non importa se , "eh , ma la mia
          ragazza è l'unica che ha vinto un concorso senza
          spinte!!!" oppure "no,ma mio padre ha sempre
          lavorato duramente al
          ministero..."???così, perchè hai voglia di far fuori gente?cosa credi, che le aziende, che sono quelle che decidono quel che hai letto nell'articolo, cambieranno qualcosa?no, anzi, avranno meno ostacoli nel fare quel che gli pare.in mezzo ai dipendenti statali ci sono le persone che lavorano, non solo dirigenti immanicati
          Lo vogliamo dire che le banche italiane non sono
          aziende ,se confrontate con quelle estere, e
          quindi , quando vai in banca il dipendente ti
          tratta sempre come se stesse facendoti un piacere
          ?ok, lo abbiamo detto.e fin che si dice, tutti siamo bravissimi.forse tu sei il più bravo.e poi?
          Sono convinto che non riponderà nessuno, o al
          limite, parolacce o prese in
          giro.
          Il resto delle proposte a dopo.amico, se te le tiri addosso, le risposte umoristiche, non lamentarti. Si vede che ci sei abituato.ci sarà un motivo.ora però, vedi che con umorismo ti ho comunque risposto.Sta a te decidere di non abbassarti al mio livello.
          • Anonimo scrive:
            Re: tanto c'e' il calcio

            perchè?perchè sono un costo che lo stato non può più permettersi; se ci deve essere assistenzialismo di stato deve essere per tutti
            così, perchè hai voglia di far fuori gente?mi dispiace ,economicamente per il motivo di sopra,moralmente perchè hanno contribuito allo sfascio del paese
            cosa credi, che le aziende, che sono quelle che
            decidono quel che hai letto nell'articolo,
            cambieranno
            qualcosa?no certo; siamo noi che dobbiamo cambiare mentalità

            Lo vogliamo dire che le banche italiane non sono

            aziende ,se confrontate con quelle estere, e

            quindi , quando vai in banca il dipendente ti

            tratta sempre come se stesse facendoti un
            piacere

            ?

            ok, lo abbiamo detto.
            e fin che si dice, tutti siamo bravissimi.
            forse tu sei il più bravo.
            e poi?intanto è importante prendere coscienza delle cose e non fare critiche qualunquistiche dove non si sa mai di chi è la colpa

            Sono convinto che non riponderà nessuno, o al

            limite, parolacce o prese in

            giro.

            Il resto delle proposte a dopo.

            amico, se te le tiri addosso, le risposte
            umoristiche, non lamentarti. Si vede che ci sei
            abituato.

            ci sarà un motivo.

            ora però, vedi che con umorismo ti ho comunque
            risposto.

            Sta a te decidere di non abbassarti al mio
            livello.la mia era chiaramente una provocazione;sinceramente,delle parolacce o meno ,non mi importa più di tanto;spero solo di aver provocato un dibattito
        • MeMedesimo scrive:
          Re: tanto c'e' il calcio
          Ti rispondo e senza parolacce.Non so se creando ulteriore disoccupazione si risolvono i problemi.Su alcuni aspetti di gestione, sicuramente lo Stato dovrebbe perseguire le politiche delle aziende private. Tagliare i costi (e non parlo di sanità) e gli sprechi. Del resto lo dicono tutti i governi, peccato che poi aumentano gli stipendi a parlamentari e super dirigenti....Ho appena finito di commentare la notizia del superportale del turismo (!!!) da 45 milioni di euro. Follie no?Ci sono settori dello stato in cui non ci sono esuberi, come le forze di polizia, che in alcune zone d'Italia lavorano davvero in sottonumero... Pertanto la soluzione non è licenziare. La soluzione è rendicontare i costi. Lavorare per obiettivi. Controllare la produttività dei dipendenti... (quello che qualsiasi azienda già fa...)- Scritto da:
          Bene signori ,visto che leggo sempre lamentele di
          questo tipo , vediamo se noi siamo diversi dagli
          altri
          ;
          abbiamo il coraggo di cominciare a dire che lo
          stato deve licenziare , ripeto
          licenziare una buona metà dei dipendenti
          statali ? non importa se , "eh , ma la mia
          ragazza è l'unica che ha vinto un concorso senza
          spinte!!!" oppure "no,ma mio padre ha sempre
          lavorato duramente al
          ministero..."???
          Lo vogliamo dire che le banche italiane non sono
          aziende ,se confrontate con quelle estere, e
          quindi , quando vai in banca il dipendente ti
          tratta sempre come se stesse facendoti un piacere
          ?
          Sono convinto che non riponderà nessuno, o al
          limite, parolacce o prese in
          giro.
          Il resto delle proposte a dopo.
          • Anonimo scrive:
            Re: tanto c'e' il calcio

            Ti rispondo e senza parolacce.
            Non so se creando ulteriore disoccupazione si
            risolvono i problemi.no,non crei disoccupazione: come ho detto prima,il pubblico impiego è stato una sorta di sussidio di stato in cambio della legittimazione politica: ora ,o questo sussidio viene esteso a tutti e allora parliamo di un salario garantito a TUTTI di 900-1000 euro/mese(prima che partano le supposizioni, io lavoro e fortunatamente guadagno bene),e questo lo fai riducendo i costi e gli sprechi ( portale da 45 milioni euro ??!!![cioè,siamo matti???], sovrannumero di ministeriali) oppure non si può perpetuare questo sistema clientelare,io la penso così.Un saluto.
      • Anonimo scrive:
        Re: tanto c'e' il calcio
        - Scritto da:

        - Scritto da:

        tanto a noi italiani basta il calcio per stare

        bene.... la disoccupazione, la mancanza di

        ricerca e sviluppo sono del tutto

        secondari

        Esatto, quatro calci al pallone, uno scandalo di
        calcio, un mondiale, tutti in piazza, questo e'
        interessante, ci sono altri motivi per
        infervorarsi?
        Difficile.
        andare in piazza è:1) facile, non serve formazione e studio2) gratisanzi, forse meglio:1) gratis.
    • Anonimo scrive:
      Re: tanto c'e' il calcio
      - Scritto da:
      tanto a noi italiani basta il calcio per stare
      bene.... la disoccupazione, la mancanza di
      ricerca e sviluppo sono del tutto
      secondarinon credo che gli scimmioni che si apaccano la testa a vicenda , sotto sotto non abbiano questa preoccupazione, sai?
    • Anonimo scrive:
      Re: hai dimenticato
      le VELINE e il gossip. Tutto il resto viene dopo, forse.
  • ateicos scrive:
    si delocalizzano già call center!
    so per certo che alcune aziende usano call center tunisini.
    • Anonimo scrive:
      Re: si delocalizzano già call center!
      Puoi fare qualche nome?
      • Anonimo scrive:
        Re: si delocalizzano già call center!
        Noi usiamo i rumeni, però non il nome della mia azienda non ve lo dico ;) ;)
        • Anonimo scrive:
          Re: si delocalizzano già call center!
          Ok, buon per voi, cmq la delocalizzazione di simili strutture ha il vantaggio di costi inferiori ed è attuabile soltanto in alcuni contesti, nel senso che finché kciò che cotna è il costo rispetto alla professionalità o al valore aggiunto, direi che molti sono i paesi concorrenti. Quando però il costo inferiore si coniuga anche con alti livelli professionali, come in India e Cina, direi che l'abbinamento rende problematico trovare elementi di vulnerabilità......e allora diventa difficile rimanere competitivi..
          • Anonimo scrive:
            Re: si delocalizzano già call center!
            - Scritto da:
            Ok, buon per voi, cmq la delocalizzazione di
            simili strutture ha il vantaggio di costi
            inferiori ed è attuabile soltanto in alcuni
            contesti, nel senso che finché kciò che cotna è
            il costo rispetto alla professionalità o al
            valore aggiunto, direi che molti sono i paesi
            concorrenti. Quando però il costo inferiore si
            coniuga anche con alti livelli professionali,
            come in India e Cina, direi che l'abbinamento
            rende problematico trovare elementi di
            vulnerabilità......e allora diventa difficile
            rimanere
            competitivi..sei il re della supercazzola.uno dei motivi per cui spariremo è che - e non scherzo affatto - non sappiamo parlare la nostra lingua a tal punto che il marketttese rende impossibile il trasferimento di una qualsiasi comunicazionee alla fine scegli quello che capisci esattamente e che corrisponde a quello che avevi capito quando te ne avevano parlato prima
    • Anonimo scrive:
      Re: si delocalizzano già call center!
      - Scritto da: ateicos
      so per certo che alcune aziende usano call center
      tunisini.ormai saranno 6 anni
  • Anonimo scrive:
    bisogna cambiare mestiere
    basta con lauree, basta con l'informatica, basta con gli operai.Qui ci rimangono solo 3 attività:turismo (quello non ce lo possono spostare)locali (ristorante, trasporti, consegne)e quella che non fallirà mai:il becchinoio punto sull'ultima, chi vuole mi segua
    • Anonimo scrive:
      Re: bisogna cambiare mestiere
      inizia a schiattare te :| :| :|
      • Anonimo scrive:
        Re: bisogna cambiare mestiere
        - Scritto da:
        inizia a schiattare te :| :| :|la vedo dura continuare il lavoro dopo.
        • Anonimo scrive:
          Re: bisogna cambiare mestiere
          si, ma almeno mi dai un po' di lavoro O)
          • Anonimo scrive:
            Re: bisogna cambiare mestiere
            - Scritto da:
            si, ma almeno mi dai un po' di lavoro O)io ho una idea, facciamo società, uno tiene l'azienda e l'altro va a far prendere paura alle vecchiette.
    • Anonimo scrive:
      Re: bisogna cambiare mestiere
      hai dimenticato la prostituzione
      • Anonimo scrive:
        Re: bisogna cambiare mestiere
        - Scritto da:
        hai dimenticato la prostituzionequella c'è l'ha già portata via la "manodopera" straniera.Poi mi sa che è un lavoraccio :D
        • Anonimo scrive:
          Re: bisogna cambiare mestiere
          - Scritto da:

          - Scritto da:

          hai dimenticato la prostituzione
          quella c'è l'ha già portata via la "manodopera"
          straniera.
          Poi mi sa che è un lavoraccio :D
          Eh si.. con quel lavoro si che ti spacchi il c..o! :D
    • Anonimo scrive:
      Re: bisogna cambiare mestiere
      ahahahah grande! (rotfl)
    • Anonimo scrive:
      su questo non ci piove
      - Scritto da:
      basta con lauree, basta con l'informatica, basta
      con gli
      operai.
      Qui ci rimangono solo 3 attività:
      turismo (quello non ce lo possono spostare)però possono smettere di venire quie infatti vedi fondo articolo
      locali (ristorante, trasporti, consegne)se costiamo troppo per vari motivi, i turisti (che come noi guadagneranno meno a causa dei motivi espressi nell'articolo) andranno altrove, se i servizi e tutto il resto del "sistema paese" non saranno ordinati e funzionanti, non ci cagherà nessuno
      e quella che non fallirà mai:
      il becchino

      io punto sull'ultima, chi vuole mi seguase ti seguono tutti, la popolazione sarà divisa in due, ma solo per cinque minuti.chi seppellisce, chi viene seppellito.e poi, chi ha seppellito.
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