W3C contro il brevetto anti-HTML

Il Consortium sta per dare vita ad un gruppo di studio che dovrà riuscire ad evitare il peggio, cioè che standard HTML finiscano nelle sole mani della Eolas, che ha già vinto contro Microsoft
Il Consortium sta per dare vita ad un gruppo di studio che dovrà riuscire ad evitare il peggio, cioè che standard HTML finiscano nelle sole mani della Eolas, che ha già vinto contro Microsoft


Ginevra – C’è fermento in seno al World Wide Web Consortium (W3C): l’organizzazione degli standard del web si trova dinanzi ad un ostacolo tra i più pericolosi per l’HTML, vale a dire per il linguaggio che anima praticamente l’intero Web.

Il Consortium sta infatti pianificando la nascita di un PAG, cioè di un gruppo di lavoro che dovrà riuscire ad impedire che i brevetti rivendicati da Eolas Technologies si trasformino in un vero e proprio incubo per produttori di tecnologie di browsing e webmaster di tutto il mondo.

Il pericolo è divenuto concreto dopo la clamorosa vittoria di Eolas in tribunale contro Microsoft, in un procedimento che in primo grado si è concluso con una sentenza che chiede all’azienda di Bill Gates di versare nelle tasche di Eolas 521 milioni di dollari. Il motivo sta nei diritti rivendicati da Eolas per un suo brevetto che copre le tecnologie che consentono ad un browser, come appunto Internet Explorer, di eseguire plugin e applet . Una sentenza che potrebbe spingere Microsoft a modificare sostanzialmente il suo browser.

Secondo fonti vicine al Consortium , che per ora non ha confermato nulla, una ricaduta ulteriore di questa sentenza, qualora l’appello di Microsoft non dovesse aver successo, può schiacciare l’HTML. In particolare si teme che Eolas possa rivendicare diritti su alcuni dei principali elementi HTML usati dagli sviluppatori di siti (i tag “object” ed “embed” in particolare).

Il PAG avrà quindi dinanzi a sé l’arduo compito di verificare quali possibili cambiamenti possano essere apportati all’HTML per consentire al linguaggio di uscire intatto dallo stritolamento dei brevetti Eolas. E non si può escludere che il PAG finirà per consigliare, a chi utilizza certi elementi HTML, di chiedere l?autorizzazione all’uso a chi dispone del brevetto corrispondente: uno scenario da brivido.

Alcuni ritengono che il PAG potrebbe comunque dar vita anche ad una ricerca collettiva per scoprire tecnologie precedenti al brevetto Eolas e destinate a svolgere le medesime funzioni, tecnologie che, se ne venisse provata l’esistenza, potrebbero dare in tribunale molte nuove armi contro Eolas.

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23 09 2003
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