Wales parla di Search Wikia, il search collaborativo

Il fondatore di Wikipedia prova a rimescolare le carte in tavola nel settore dei search engine. La sfida a Google, Yahoo! e Microsoft è stata lanciata, ma ora avverte: ci vorrà tempo perché il progetto diventi competitivo
Il fondatore di Wikipedia prova a rimescolare le carte in tavola nel settore dei search engine. La sfida a Google, Yahoo! e Microsoft è stata lanciata, ma ora avverte: ci vorrà tempo perché il progetto diventi competitivo

Jimmy Wales , anche noto come Jimbo , fondatore e patron del progetto non profit Wikipedia e della società for-profit Wikia , è indubbiamente una delle personalità più in vista espresse dalla rete di questi ultimi anni. Come ovvia conseguenza, se Wales sostiene di voler rifondare la ricerca online, strumento fondamentale che è diventato l’essenza stessa di Internet per la totalità dei netizen, le sue parole sono da ponderare e da prendere sul serio . Soprattutto dai diretti concorrenti, che tra un po’ dovranno affrontare l’attacco di Search Wikia al proprio mercato di riferimento.

Wales parla ad un folto gruppo di ascoltatori convenuti presso la New York University, ospitato da Free Culture@NYU . Descrive se stesso definendosi “un fanatico religioso del software gratuito”, animato dalla fede nei principi di democrazia, comunità e trasparenza che da sempre contraddistinguono Wikipedia, il progetto collaborativo che ha ridefinito gli standard di qualità delle enciclopedie e fa discutere di sé con cadenza praticamente quotidiana.

Gli stessi principi di trasparenza e fiducia nell’azione della community guideranno Wales nella realizzazione del suo nuovo progetto, Search Wikia , motore di ricerca online che contrappone ai bot automatizzati di Google, Yahoo! e altri, proprio la community: così come Wikipedia è scritta dai suoi stessi utenti, Search Wikia offrirà i risultati e il ranking secondo quanto stabilito da chi per primo ha fatto ricerche sul web .

“La ricerca è una parte fondamentale dell’infrastruttura di Internet, ed è quindi una parte fondamentale dell’intera cultura e della società umana” evangelizza Wales rivolgendosi alla folla, sostenendo come questo importante strumento della conoscenza condivisa debba essere aperto, trasparente e partecipativo . “Le persone vogliono sapere come vengono determinate queste ricerche” sostiene.

Un principio diametralmente opposto a quello su cui si basano i search engine tradizionali, che raccolgono e analizzano i dati collezionati dai crawler automatizzati, sguinzagliati in giro alla ricerca di pagine web attraverso i link. Anche se Wales sostiene di amare Google e Yahoo!, fa chiaramente intendere che l’obiettivo, sul lungo termine, è scardinare la loro leadership con un progetto nuovo, aperto al contributo di tutti e regolamentato da quella che lui stesso definisce la “saggezza collettiva” della community.

Search Wikia partirà dai progetti Lucene (l’API di ricerca delle informazioni) e Nutch (il motore open source che ne sfrutta i risultati) già attivi, con l’obiettivo di raffinare via via i risultati con il contributo di tutti. Wales fa l’esempio della Ford: il primo risultato di una ipotetica ricerca incentrata sulla famosa marca automobilistica dovrebbe riportare la homepage dell’azienda, ma i risultati successivi dovrebbero essere dettati da pure scelte editoriali user-driven.

Cuore di questo dibattito di catalogazione semantica dei risultati di uno “stupido” codice macchina sarebbe un “network fiduciario” come quello presente alla base di Wikipedia, a cui spetterebbe il compito di stabilire classifiche di link molto più “intelligenti” e significative di quelle risultanti dal semplice pageranking che genera la linfa dell’infrastruttura di BigG.

Quella stessa “saggezza collettiva” che governa Wikipedia farebbe poi gioco a Search Wikia nella lotta agli spammer e ai malintenzionati , che potrebbero in teoria modificare i risultati delle ricerche in loro favore. Wales cita l’esempio di Flickr , la piattaforma di photo sharing, e l’assenza di spazzatura in quella sede, contrariamente a quanto lui stesso aveva preconizzato.

È un errore insomma, secondo il filantropo, rendere oscuri i meccanismi di funzionamento del software ai fini della sicurezza : “Se fai conto su persone che non conoscono come funziona il sistema hai un bel problema” dice. E Search Wikia non nasconde affatto di essere un sistema progettato sì per la community, ma pensato per generare utili : oltre al contributo degli utenti, il nuovo motore di ricerca potrà contare su personale assunto a tempo pieno, e a parte la forma di creazione di profitti, non ancora stabilita, Wales già può contare sugli investimenti di capitalisti di ventura e della Amazon.com di Jeff Bezos.

“Sarà divertente”, dice il geniale quarantenne che ancora si descrive come uno che digita caratteri in rete stando in pigiama a casa sua, “perché se non sarà divertente, le persone non vi parteciperanno”. E avvisa che non ci sarà alcuna festa particolare quando verrà lanciata la beta. Search Wikia è un progetto di lungo respiro e, a discapito dei risultati iniziali che si prospetta saranno poco meno che decenti, farà valere tutta la propria forza dopo un anno o più di sviluppo . Parola del fondatore di Wikipedia, l’enciclopedia libera che a tutt’oggi raccoglie 2 milioni di articoli in 250 lingue diverse.

Alfonso Maruccia

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06 02 2007
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