Waymo (sussidiaria di Alphabet) ha pubblicato per la prima volta interessanti informazioni sulle tecnologie sviluppate per i suoi robotaxi. L’azienda californiana ha svelato in particolare il “cervello digitale” dei veicoli a guida autonoma, ovvero un ASIC (Application Specific Integrated Circuit) custom in grado di eseguire trilioni di operazioni al secondo. Da circa sei mesi è disponibile la sesta generazione dell’intelligenza artificiale (Waymo Driver).
Dettagli del chip nascosto nel bagagliaio
Attualmente Waymo offre il servizio di robotaxi in 10 città degli Stati Uniti (Phoenix, Los Angeles, San Francisco, Miami, Orlando, Atlanta, Nashville, Austin, Dallas e Houston). Entro settembre arriverà anche a Londra e successivamente a Tokyo. Ci sono oltre 3.800 veicoli in circolazione (SUV Jaguar I-Pace) che effettuano circa 500.000 corse a settimana.
L’elaborazione locale dei dati raccolti da fotocamere, radar e LiDAR deve avvenire in tempo reale per ovvi motivi. Il sistema di guida autonoma prende decisioni in pochi millisecondi, quindi la latenza è ridotta al minimo (i tempi di reazione sono inferiori a quelli umani). Tutti i componenti hardware sono rugged, ovvero resistono a vibrazioni, shock e temperature estreme. I sistemi sono inoltre ridondanti, in quanto non è presente un guidatore. Operano in parallelo e, in caso di problemi di un sistema, subentra automaticamente il secondo.
Per gestire la grande quantità di dati è stato progettato un ASIC a 5 nanometri che esegue reti neurali in tempo reale. Le prestazioni sono elevatissime: oltre 1.000 TOPS (trilioni di operazioni al secondo). Per i calcoli “non machine learning” vengono usate CPU, GPU e acceleratori. Tra i partner di Waymo ci sono AMD, Micron, NVIDIA, Samsung, Sandisk, Socionext e TSMC.
